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COLLEGATO AMBIENTALE – GREEN ECONOMY

Legge 28 dicembre 2015 n. 221 – Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy? e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali.

Dossier 307 del 21 12 2015  


 La Camera ha approvato in via definitiva (nella seduta del 22 dicembre 2015) il disegno di legge, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato (Atto Camera n. 2093-B, collegato alla legge di stabilità per il 2014, c.d. collegato ambientale).

Dossier n° 135/5 – Elementi per l’istruttoria legislativa 17 novembre 2015

  A.C. 2093-B Schede di lettura n. 135/4 del 12 novembre 2015

Atto Camera: 2093 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali (collegato alla legge di stabilità 2014)” pdf


Resoconto del 4 novembre 2015 

Dossier n. 237 – ottobre 2015

A.S. 1676 Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali, approvato dalla Camera dei deputati.

Fascicolo Iter DDL S. 1676 con emendamenti del 6 ottobre 2015

TESTO PROPOSTO dalla 13ª Commissione Permanente (TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI) Comunicato alla Presidenza il 2 ottobre 2015

Mercoledì 4 novembre l’Assemblea di Palazzo Madama ha approvato, con modifiche, con 156 voti favorevoli, 85 contrari e 14 astenuti, il Ddl n. 1676, collegato Ambientale; il testo torna all’esame di Montecitorio.

Come si legge nel comunicato di seduta del 28 ottobre, il Ddl, che è collegato alla manovra finanziaria del 2014, si compone di 78 articoli, ripartiti in undici capi.

Il capo I (articoli da 1 a 6) reca disposizioni relative alla protezione della natura e per la strategia dello sviluppo sostenibile.

Il capo II (articoli 7 e 8) riguarda le procedure di valutazione di impatto ambientale e sanitario.

Il capo III (articoli da 9 a 14) reca disposizioni in materia di emissioni di gas a effetto serra e di impianti per la produzione di energia.

Il capo IV (articoli da 15 a 21) contiene disposizioni relative agli acquisti verdi e ai criteri ambientali negli appalti pubblici.

Il capo V (articolo 22) riguarda l’incentivazione per i prodotti derivanti da materiali post consumo o dal recupero degli scarti e dei materiali rivenienti dal disassemblaggio di prodotti complessi.

Il capo VI (articoli da 23 a 50) riguarda la gestione dei rifiuti; il capo VII (articoli da 51 a 57) la difesa del suolo, il capo VIII (articoli da 58 a 63) l’accesso universale all’acqua. Il capo IX (articolo 64) concerne i procedimenti autorizzatori relativi alle infrastrutture di comunicazione elettronica. I

l capo X (articoli 65 e 66) concerne la disciplina degli scarichi e il riutilizzo di residui vegetali. Il capo XI (articoli da 67 a 78) contiene disposizioni varie in materia ambientale, tra cui l’istituzione del Comitato per il capitale naturale e della Free Oil Zone.

L’articolo 12 apporta alcune modifiche alla disciplina dei sistemi efficienti di utenza (SEU), di cui al D. Lgs. 115/2008 (si tratta di impianti elettrici alimentati da fonti rinnovabili ovvero in assetto cogenerativo ad alto rendimento, per il consumo di un solo cliente finale). In particolare nella definizione di SEU è soppresso il tetto, per l’impianto elettrico, della potenza nominale non superiore a 20 MWe e complessivamente installata sullo stesso sito. Si interviene inoltre sulla disciplina relativa ai SEU realizzati in data antecedente alla data di entrata in vigore del decreto n. 115/2008. Si prevede altresì che ai sistemi di autoproduzione di energia elettrica con ciclo ORC (Organic Rankine Cycle) alimentati dal recupero di calore prodotto da cicli industriali e da processi di combustione spetteranno determinati titoli di efficienza energetica.

L’articolo 13 amplia l’elenco dei sottoprodotti di origine biologica utilizzabili negli impianti a biomasse e biogas ai fini dell’accesso ai meccanismi di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili (di cui alla Tabella 1-A dell’allegato 1, annesso al D.M. 6 luglio 2012), includendovi i sottoprodotti della trasformazione degli zuccheri tramite fermentazione, nonché i sottoprodotti della produzione e della trasformazione degli zuccheri da biomasse non alimentari, e i sottoprodotti della lavorazione o raffinazione di oli vegetali.

L’articolo 14, introdotto nel corso dell’esame al Senato, interviene sulla disciplina dei procedimenti di autorizzazione per le reti nazionali di trasporto dell’energia elettrica di potenza superiore a 300 MW termici (contenuta nell’articolo 1-sexies del D.L. n. 239/2003), in particolare con riferimento all’attraversamento di beni demaniali da parte di opere della rete di trasmissione nazionale.

L’articolo 15, introdotto nel corso dell’esame al Senato, contiene una norma di interpretazione autentica in merito all’applicazione degli incentivi relativi alle fonti rinnovabili nei confronti degli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento connessi ad ambienti a destinazione agricola (si tratta degli impianti di cui all’art. 3, comma 4-bis, del D.L. n. 78/2009).

L’articolo 24 interviene sulla disciplina di attuazione dei meccanismi di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici (decreto del MISE del 6 luglio 2012). Con riferimento all’accesso ai meccanismi incentivanti per impianti a biomasse e biogas, rientrano tra i sottoprodotti utilizzabili della lavorazione del legno solo quelli non trattati. Sono eliminati per il calcolo forfettario dell’energia imputabile alla biomassa, sia il legno proveniente da attività di demolizione che il legno da trattamento meccanico dei rifiuti e sono esclusi dal citato sistema incentivante per la produzione di energia da fonti rinnovabili taluni rifiuti provenienti da raccolta differenziata, il legno e i rifiuti pericolosi, ad eccezione di alcuni tipi di rifiuti.

Acquisti verdi

L’articolo 16 riduce le garanzie previste a corredo dell’offerta nei contratti pubblici relativi a lavori, servizi o forniture, per gli operatori in possesso di specifiche registrazioni di tipo ambientale (EMAS e Ecolabel). Lo stesso articolo integra, inoltre, i criteri di valutazione delle offerte economicamente più vantaggiose inserendovi il possesso del marchio Ecolabel, la considerazione dell’intero ciclo di vita di opere, beni e servizi, nonché la compensazione delle emissioni di gas serra associate alle attività dell’azienda.

L’articolo 17 prevede che il possesso di determinate certificazioni di tipo ambientale (EMAS e Ecolabel, certificazioni ISO 14001 e 50001), costituiscano titoli preferenziali richiesti nell’assegnazione di contributi, agevolazioni e finanziamenti in materia ambientale.

ASCOMAC per Appalti Trasparenti, Innovativi, Sostenibili

COMUNICATO STAMPA

Roma, 19 gennaio 2016 – ASCOMAC per Appalti Trasparenti, Innovativi, Sostenibili

Rating di Legalità e Responsabilità Sociale, Progettazione innovativa tramite sistemi elettronici di modellazione parametrica quali il BIM Building Information Modeling, Offerta economicamente più vantaggiosa in base all’approccio costo/efficacia quale il costo del Ciclo vita per l’aggiudicazione degli appalti.

Recepiti nel DDL Appalti 1678-B, testo approvato il 14 gennaio u.s., i principi base delle Direttive UE in materia di Appalti, oggetto delle proposte Ascomac, presentate a partire da aprile 2015 al Senato, e reiterate in corso di esame alla Camera e al Governo.

“Un provvedimento, quello approvato dal Parlamento – sostiene Carlo Belvedere Segretario Generale Ascomac – che recepisce principi e contenuti sempre più importanti, strategici per una svolta dell’Italia verso la Legalità, la Trasparenza, la Sostenibilità, attuando proprio l’Economia Circolare che, al netto di tanti bla bla bla, trovano il posto che meritano anche nella Legislazione nazionale, a partire dal Ciclo Vita, fulcro di quella nuova Economia Circolare o, ancor meglio, dell’Ecologia Integrale che finalmente mette l’uomo e la natura al centro di una nuova Vision, Programmi, Misure, Azioni, Comportamenti a partire dai modelli produttivi, dalle politiche internazionali, ma anche e soprattutto delle piccole azioni quotidiane.