Regione Marche

Regione Marche – Piano Energetico Ambientale Regionale

PEAR 2020

Il mutato contesto economico e normativo (Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili – D.lgs. 28/2011 – D.M. 15 marzo 2012 “Decreto Burden Sharing”) richiede di adeguare la pianificazione energetica regionale al fine di perseguire i nuovi obiettivi 2020 in materia di fonti rinnovabili.

Il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) individua le linee di programmazione e di indirizzo della politica energetica ambientale nel territorio regionale.

Al nuovo Piano (PEAR 2020) spetta, quindi:

  • l’analisi della situazione energetica attuale: bilancio energetico regionale e valutazione dei risultati dell’attuazione del PEAR 2005;
  • l’individuazione degli scenari e degli obiettivi della politica energetica regionale al 2020;
  • l’individuazione delle azioni e degli strumenti per il rafforzamento della strategia energetica regionale.

La fase preliminare della procedura VAS, aperta con l’elaborazione e la trasmissione ai Soggetti con competenze ambientali (SCA) del Rapporto Preliminare nel mese di luglio 2015, si è conclusa il 30 settembre 2015. 

Sempre il 30 settembre 2015 si è conclusa la campagna di ascolto sul Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR 2020) rivolta ai principali portatori d’interesse (Associazioni di Categoria, Ordini Professionali, Sindacati, Associazioni Ambientaliste riconosciute, UPI, Anci e UNCEM). 

L’obiettivo è quello di costruire su tre pilastri (ascolto, trasparenza e partecipazione) una strategia energetica efficace nel perseguire gli obiettivi 2020, nel rilanciare gli investimenti del settore, nel produrre reddito e occupazione e nel minimizzare l’impatto ambientale.

La proposta di Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR 2020) è stata adottata dalla Giunta Regionale nella seduta del 27 giugno 2016. 

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Decreto incentivi FER non elettriche

E’ stato pubblicato il Decreto relativo agli incentivi rinnovabili non fotovoltaici.

Gli incentivi verranno assegnati attraverso procedure di aste al ribasso differenziate per tecnologia per gli impianti di grandi dimensioni (>5 MW), mentre gli impianti inferiori a tale soglia dovranno chiedere l’iscrizione ad appositi registri.

La disciplina sarà valida solo per il 2016: dal 1° gennaio 2017 i finanziamenti dovranno essere compatibili con le indicazioni UE.


online il portale per richiedere gli incentivi

​Da oggi, 30 giugno, è possibile presentare domanda per gli incentivi previsti dal DM 23 giugno 2016 e riguardanti la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non fotovoltaiche.

Le richieste di accesso agli incentivi devono essere presentate esclusivamente per via telematica, a pena di inammissibilità, mediante l’applicazione informatica denominata Portale FER-E, già in uso per le richieste di incentivo ai sensi del DM 6 luglio 2012.

Fino al prossimo 29 luglio, nel selezionare una “Nuova richiesta”, sarà necessario specificare il Decreto ai sensi del quale si intende presentare domanda.

Si ricorda, inoltre, che possono ancora richiedere gli incentivi ai sensi del DM 6 luglio 2012esclusivamente:

  • gli impianti in accesso diretto, entrati in esercizio tra il 31 maggio e il 29 giugno 2016, a condizione che abbiano presentato o presentino domanda di accesso agli incentivi entro 30 giorni dalla data di entrata in esercizio stessa, attraverso la funzionalità “Nuova richiesta”
  • gli impianti in posizione utile a seguito delle procedure di asta e registro svolte ai sensi del DM 6 luglio 2012, per i quali non siano decorsi i termini previsti per l’entrata in esercizio, selezionando nel menù “Gestione pratiche” la relativa “Richiesta esistente”

Per poter accedere al Portale FER-E sarà necessario prima registrarsi nella sezione Area Clienti e, solo dopo, sottoscrivere l’applicativo FER-E. I dati anagrafici richiesti comprendono anche il codice fiscale e/o la partita IVA necessari ai fini dell’individuazione del corretto regime fiscale al quale assoggettare gli incentivi.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alle Procedure Applicative del DM 23 giugno 2016, che saranno pubblicate sul sito del GSE entro il 15 luglio 2016 e alla nuova sezione web Incentivi DM 23 giugno 2016.

Gli incentivi verranno assegnati attraverso procedure di aste al ribasso differenziate per tecnologia per gli impianti di grandi dimensioni (>5 MW), mentre gli impianti inferiori a tale soglia dovranno chiedere l’iscrizione ad appositi registri. Lo schema di Decreto era stato preventivamente autorizzato dalla Commissione Europea per garantirne la compatibilità con le linee guida sugli aiuti di Stato in materia di energia e ambiente.

Il Decreto garantisce incentivi specifici per ciascuna fonte. In particolare, alle tecnologie “mature” più efficienti (come l’eolico) viene assegnata circa la metà delle risorse disponibili. La restante parte è equamente distribuita tra le tecnologie ad alto potenziale, con forti prospettive di sviluppo e penetrazione sui mercati esteri (come il solare termodinamico), e alle fonti biologiche il cui utilizzo è connesso alle potenzialità dell’economia circolare.

La Tabella allegata riporta, per ciascuna fonte, il contingente di potenza incentivabile e la spesa prevista, nonché il razionale della scelta compiuta.

Tecnologia Spesa prevista (mln euro) Potenza incentivabile (MW)

Eolico on shore

85

860

Eolico off-shore

10

30

Idroelettrico

61

80

Geotermico

37

50

Biomasse

105

90

Rifiuti

10

50

Solare termodinamico

98

120

Rifacimenti

29

90

Totale 435

1.370

ISTAT

ISTAT – Mobilità urbana 2014

On line sul sito dell’Istat il focus “Mobilità urbana 2014in cui emerge, fra l’altro che la mortalità per incidente è più alta nelle città che in autostrada, che sempre più città realizzano corsie preferenziali protette per i mezzi pubblici, ma sono ancora molte quelle che non hanno il Piano urbano di mobilità e che comunque sono in rapida ascesa i servizi di mobilità condivisa.
Nei comuni capoluogo di provincia, gli autobus del trasporto pubblico locale (Tpl) sono 79 ogni 100 mila abitanti, in leggero aumento sull’anno precedente. I bus “ecologici” (in prevalenza alimentati a metano/GPL) sono il 22,4% del totale.
Crescono le reti di trasporto locale su ferro: +2,6% per il tram, presente in 12 città, e +10,6% per la metropolitana, presente in 7 città, 6 delle quali hanno realizzato ampliamenti negli ultimi 5 anni.
Continua a ridursi l’offerta di Trasporto pubblico locale (da 4.787 a 4.423 posti-km per abitante), che resta fortemente diseguale sul territorio: nelle città del Nord (5.722) e del Centro (4.931) è tra due e tre volte il valore medio del Mezzogiorno (2.163).
La velocità commerciale degli autobus del Tpl è di 19,5 km/h, ma scende a 16,6 nei grandi comuni.
GSE

GSE – Consumi di energia da FER nelle Regioni

Il GSE pubblica la nota “Energia da fonti rinnovabili nelle Regioni e nelle Province autonome italiane”, nella quale sono presentati i dati statistici ufficiali sui consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili, nei settori elettrico e termico, rilevati nelle Regioni e nelle Province autonome italiane negli anni 2012, 2013 e 2014. Per il settore termico si tratta della prima pubblicazione di dati ufficiali sugli impieghi di fonti rinnovabili con disaggregazione a livello di Regioni e Province autonome.

Per il 2012 e il 2013, essendo disponibili anche i consumi finali lordi di fonti fossili, viene presentato anche il grado di raggiungimento degli obiettivi regionali di consumo di energia da FER fissati dal DM 15/3/2012 (decreto burden sharing). Per i due anni oggetto di monitoraggio, tutte le Regioni italiane hanno superato le previsioni di consumo di energia da fonti rinnovabili del decreto; molte di esse risultano aver già superato anche gli obiettivi assegnati per il 2020.

I dati nazionali e regionali sono disponibili anche nella sezione “SIMERI” (Sistema Italiano Monitoraggio Energie Rinnovabili) del sito GSE.

anac

ANAC – Codice degli appalti e delle concessioni – pubblicate le proposte di Linee guida attuative

Il Consiglio dell’Autorità ha approvato il 21 giugno scorso cinque proposte di Linee guida attuative del nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni, precedentemente sottoposte a consultazione pubblica nel sito dell’Anac. Alcune di esse sono state trasmesse al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al fine dell’adozione del decreto ministeriale di competenza. Per le altre si attende il parere del Consiglio di Stato, della Commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato della Repubblica, e della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati. La pubblicazione degli atti definitivi avverrà dopo l’acquisizione dei pareri richiesti.

Proposte di Linee guida 

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JCB – IL NUOVO MOVIMENTATORE TELESCOPICO 540-140 HI-VIZ

JCB lancia il quarto modello della gamma di movimentatori telescopici Hi-Viz, modello caratterizzati dal progetto di articolazione ribassato del braccio ad alta visibilità.

Il modello JCB 540-140 Hi-Viz offre una capacità di sollevamento massima di 4.000 kg con un’altezza di sollevamento massima di 13,47 m su ruote o di 13,78 m con stabilizzatori abbassati. Con una visibilità posteriore e sul lato destro senza pari, la macchina Hi-Viz è dotata di un’ampia scelta di motori diesel Stage IV/Tier 4 Final.

Questo nuovo modello offre quattro vantaggi chiave ai clienti del settore del noleggio e delle costruzioni:

  • Maggiore sicurezza in cantiere grazie al design Hi-Viz
  • Facilità di utilizzo: comandi semplici e intuitivi
  • Accessibilità: controlli giornalieri da terra e componenti facilmente raggiungibili per la manutenzione, con intervalli di manutenzione estesi

Prestazioni: eccellente capacità allo sbraccio

Enea

ENEA – Analisi dell’impatto delle valvole termostatiche sui consumi finali

Rapporto ENEA “Analisi dell’impatto delle valvole termostatiche sui consumi finali degli utenti collegati alle reti di teleriscaldamento dei Comuni montani delle zone climatiche E ed F

L’obiettivo primario del presente lavoro è stato quello di analizzare i risultati conseguiti attraverso l’installazione di valvole termostatiche presso differenti tipologie di edifici residenziali e commerciali in alcuni Comuni serviti da reti di teleriscaldamento in zone climatiche E ed F; si è voluto inoltre, anche sulla base delle analisi svolte, formulare una breve guida contenente una serie indicazioni per utenti e gestori di patrimoni immobiliari. L’analisi dei risultati è trattata nella prima sezione del lavoro, per differenziarla dalla guida che è stata inserita nella seconda sezione dello stesso.

L’attività principale è stata quella di raccolta, elaborazione, correlazione e commento dei dati di due reti di teleriscaldamento e di nove edifici a esse connessi nei Comuni di Tirano (zona climatica E) e Sondalo (zona climatica F), entrambi appartenenti alla provincia di Sondrio.

La valutazione delle prestazioni dei singoli edifici è stata effettuata sia secondo modalità convenzionali sia con la produzione di indicatori specifici per tener conto del rapporto dei consumi ante e post installazione delle valvole termostatiche in relazione agli andamenti dell’intera rete di riferimento.

L’analisi dei dati ha mostrato che globalmente, nelle quattro stagioni invernali studiate, dal 2011 al 2015, la domanda di energia termica ha subìto una forte variazione nei valori di consumo dell’intero parco di edifici allacciati, con scostamenti anche superiori al 20% tra diverse annualità, rilevando scostamenti particolarmente sensibili nei mesi di marzo e aprile.

L’analisi specifica degli edifici selezionati ha mostrato una forte dispersione dei risultati: accanto a edifici che hanno mostrato una specifica riduzione di consumi, da sommare a quella media della globalità del parco allacciato alla rete, vi sono edifici che hanno avuto forti oscillazioni, fino ad aumentare la propria quota di consumo rispetto al parco di riferimento. Questo tipo di risultato può non essere quello atteso da chi ha gestito l’installazione dei sistemi di contabilizzazione, ma conferma i dati di letteratura dalle varie esperienze sia italiane che estere.

statistiche22

Relazione Aitec 2015

La produzione e i consumi di cemento in Italia
Nel 2015 la produzione di cemento in Italia ha mostrato un’attenuazione nella caduta rispetto agli anni precedenti, riscontrando un decremento pari al 3,3% e attestandosi su un livello pari a 20,8 milioni di tonnellate. L’Italia conferma la propria posizione di secondo paese produttore di cemento nell’area UE 28, alle spalle della Germania. A livello territoriale il maggior calo si manifesta nel Nord
(-6,9%), seguito dal Centro e dalle Isole; il Sud registra, invece, un andamento in controtendenza (+1,8%).

Il trend dei consumi di cemento ha riscontrato un sensibile ridimensionamento della propria dinamica negativa, registrando tuttavia un decremento su base annua pari al 2,5% con un volume complessivo di 19,6 milioni di tonnellate. La caduta nel 2015 è stata determinata dall’andamento negativo delle costruzioni in tutti i comparti. I dati sull’attività edilizia nei settori residenziale e non residenziale, pubblicati dall’Istat, confermano l’intensità della contrazione. La domanda di cemento, fortemente correlata alla realizzazione di nuovi costruzioni, ha risentito in particolare del calo dei permessi di costruzione concessi nel corso del 2014: il numero complessivo di nuove abitazioni (nuove e ampliamenti) ha raggiunto circa 42.000 unità (nel 2005 erano oltre 300.000); l’edilizia non residenziale ha presentato una superficie in calo rispetto all’anno precedente, con un decremento pari al 11,1%. Il settore delle opere pubbliche, che è stato fiaccato negli ultimi anni dalle politiche di austerità adottate per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica, ha anch’esso mostrato un decremento rispetto all’anno precedente, ma in misura sensibilmente inferiore rispetto agli altri comparti (-1,3% secondo le stime dell’ANCE).

Le prospettive per il 2016 sono improntate a un cauto ottimismo, con i consumi di cemento che dovrebbero assestarsi intorno allo 0%.

Il mutato quadro macroeconomico nazionale dovrebbe generare un impatto positivo sui consumi di cemento: alle attese di ripresa del PIL si abbinano, infatti, le politiche monetarie espansive della BCE che dovrebbero favorire l’espansione del credito alle famiglie e alle imprese. Inoltre, i maggiori spazi di flessibilità sui conti pubblici, concessi all’Italia dalla Commissione Europea, potranno tradursi in politiche di finanza pubblica maggiormente espansive, in particolare sul fronte degli investimenti.

AEEGSI

AEEGSI – Stato di utilizzo e di integrazione degli impianti di produzione alimentati dalle fonti rinnovabili e degli impianti di cogenerazione ad alto rendimento

Stato di utilizzo e di integrazione degli impianti di produzione alimentati dalle fonti rinnovabili e degli impianti di cogenerazione ad alto rendimento.

La presente relazione descrive l’attuale stato di utilizzo e di integrazione degli impianti di produzione alimentati dalle fonti rinnovabili e degli impianti di cogenerazione ad alto rendimento.

… “Per quanto riguarda le connessioni degli impianti di produzione alle reti elettriche, in questi anni si è assistito a una progressiva riduzione del numero di richieste pervenute sia in termine di numero che di potenza: sulle reti di bassa e media tensione, nel 2011 sono state ricevute circa 152.000 richieste per una potenza di 10,8 GW mentre nel 2015 si sono avute circa 50.200 richieste per una potenza di 1,4 GW; sulle reti di alta tensione, nel 2011 si erano registrate 430 richieste per una potenza di 15,9 GW mentre nel 2015 solo 94 richieste per una potenza di 2,2 GW.” …

 … ” Complessivamente, per l’anno 2015, si stima che i costi derivanti dall’incentivazione delle fonti rinnovabili, a consuntivo, siano pari a circa 12,5 miliardi di euro (di cui circa 12,3 coperti tramite la componente A3), in linea rispetto all’anno precedente, per una quantità di energia elettrica incentivata pari a circa 65 TWh. Per l’anno 2015, gli oneri complessivamente a carico del Conto per nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate (in cui vengono versati gli introiti derivanti dalla componente tariffaria A3) sono stati pari a circa 13 miliardi di euro: infatti ai richiamati 12,3 miliardi di euro occorre aggiungere circa 0,5 miliardi riferiti alle fonti non rinnovabili (compresivi degli oneri da versare una tantum per effetto delle risoluzioni anticipate delle convenzioni Cip 6) e circa 0,2 miliardi derivanti da ritiro dedicato e scambio sul posto.” …

… “Un ulteriore tema affrontato nella presente Relazione è quello afferente alle qualifiche di SEU o di SEESEU. Sulla base dei dati resi disponibili dal GSE, al 31 maggio 2016 risultano pervenute richieste di qualifica per 22.015 sistemi (il 95% dei quali caratterizzati dalla presenza di impianti fotovoltaici) per una potenza di generazione complessiva pari a circa 7,3 GW. Il 70% delle richieste afferisce a sistemi di potenza inferiore a 20 kW (quasi tutti caratterizzati dalla presenza di impianti fotovoltaici), mentre il 41% della potenza afferisce ai 40 sistemi di potenza superiore a 20 MW. Alla data del 31 maggio 2016 risultano rilasciate 3.703 qualifiche e 3.650 procedure sono in corso di completamento.

Infine, per quanto riguarda la produzione di energia classificata come cogenerativa ad alto rendimento (per la quale le richieste di qualifica sono state presentate al GSE e hanno avuto
esito positivo), nel 2014 sono stati prodotti 21,2 TWh di energia elettrica e 27,2 TWh di calore utile, a fronte dei 85,2 TWh di energia elettrica e 56,2 TWh di calore utile afferenti alla totalità della produzione combinata di energia elettrica e calore su scala nazionale. I risparmi conseguiti con la cogenerazione ad alto rendimento sono ora assestati intorno a 9 TWh annui (circa pari a 0,77 Mtep).” …