AEEGSI

AEEGSI – Dal 1° ottobre semplificazione delle procedure delle condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti per l’ottenimento preventivo

Con la delibera 424/2016/R/eel l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico definisce alcune modifiche e innovazioni al Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA) in termini sia di semplificazione che di implementazione di nuovi flussi informativi su Gaudì in relazione allo stato degli impianti di produzione.

Il provvedimento, che segue la consultazione 234/2016/R/eel, in particolare prevede di:

  • rinviare a un successivo provvedimento la definizione della procedura per la connessione e l’esercizio di impianti di produzione di piccola taglia diversi dagli impianti fotovoltaici ex decreto ministeriale 19 maggio 2015 (cd. altri impianti di produzione semplici), da adottarsi a seguito dell’emanazione del decreto ministeriale di semplificazione e standardizzazione della comunicazione per la realizzazione, l’esercizio e la connessione di tipologie di impianti ulteriori rispetto a quelle trattate dal predetto decreto ministeriale 19 maggio 2015;
  • rimandare, a seguito dell’implementazione in opportune sedi delle necessarie standardizzazioni, le semplificazioni per gli impianti di produzione di piccola o piccolissima taglia immessi sul mercato come prodotto finito omologato e dotato di un proprio codice identificativo univoco;
  • non definire, accogliendo le osservazioni dei gestori di rete in esito alla consultazione, l’obbligo di classificare tra i lavori semplici limitati all’installazione del gruppo di misura tutte le attività aventi a oggetto richieste di connessione con potenza ai fini della connessione pari a zero e relative a impianti di produzione di potenza nominale o di picco fino a 3 kW ricadenti nelle casistiche di cui al decreto ministeriale 19 maggio 2015;
  • confermare i valori del corrispettivo per l’ottenimento del preventivo riportati in consultazione al fine di evitare che essi incidano in modo significativo sul costo totale dell’impianto di produzione ma evitando, al tempo stesso, che essi siano inferiori al corrispettivo attualmente previsto dal TIC per le volture (circa 27 €);
  • confermare gli orientamenti, indicati già in consultazione, ai fini della gestione, nel sistema GAUDÌ, delle attività di messa in conservazione, riattivazione e dismissione di impianti di produzione, introducendo le seguenti integrazioni:
    • nel caso di impianti di produzione ovvero UP messi in conservazione:
      1. la potenza disponibile in immissione rimanga nella disponibilità del medesimo impianto di produzione;
      2. le apparecchiature di misura debbano restare installate, fermo restando che non saranno rilevati i dati di misura per il periodo di messa in conservazione e che, conseguentemente, il produttore non dovrà riconoscere il relativo corrispettivo al gestore di rete;
    • nel caso di impianti di produzione ovvero UP in dismissione:
      1. la potenza disponibile in immissione non rimanga nella disponibilità del produttore e, conseguentemente, sia resa disponibile per l’utilizzo da parte del gestore di rete per la connessione di altre utenze;
      2. le apparecchiature di misura debbano essere rimosse e il produttore non dovrà corrispondere alcun corrispettivo al gestore di rete;
    • sia applicato un corrispettivo forfetario a copertura dei costi sostenuti ai fini delle attività di propria competenza associate alla riattivazione degli impianti e delle UP, posto convenzionalmente pari a quello di cui all’articolo 27 del TIC (relativo alla disattivazione e riattivazione della fornitura per morosità e riallacciamento di utenze stagionali) essendo il più affine tra i corrispettivi già esistenti;
  • rimandare a un successivo provvedimento la definizione degli ulteriori aspetti afferenti la messa in conservazione, con particolare riferimento a quelli relativi all’erogazione del servizio di dispacciamento e alla gestione in sicurezza della rete elettrica nazionale.

Inoltre, con il provvedimento si intende:

  • prevedere che, nel caso di richiesta di modifica del preventivo prima dell’accettazione, qualora il gestore ne rifiuti la modifica, l’accettazione del primo preventivo possa comunque avvenire entro le tempistiche previste dal TICA, al netto dell’intervallo di tempo intercorso tra la data di richiesta di modifica del preventivo e la data di ricevimento, da parte del richiedente, del diniego del gestore di rete;
  • aggiornare, a parità di contenuto, il TICA nei punti in cui vengono richiamate le deliberazioni dell’Autorità che, nel frattempo, sono state aggiornate o sostituite.

Le disposizione del provvedimento trovano applicazione a partire al 1 gennaio 2017, salvo che quelle inerenti il corrispettivo per l’ottenimento del preventivo che trovano applicazione dal 1 ottobre 2016.

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CPL CONCORDIA – Energy Saving Day in Ducati

Nell’ “Energy  Saving Day” di Bologna primarie aziende nazionali a confronto in un workshop sull’efficientamento energetico realizzato in collaborazione con CPL CONCORDIA

Bologna, 29 settembre 2016 – L’efficienza energetica come chiave della competitività delle imprese. Questo il cuore del worshop “Energy Saving Day” svoltosi oggi a Bologna e promosso da CPL CONCORDIA, multiutility nazionale che ha chiamato al confronto sulle loro best practices aziende italiane fra le quali spiccano Ducati, Lambroghini e Aruba.

CPL si ripropone sul mercato dell’efficientamento energetico con gli elementi fondanti della sua storia ultracentenaria”, ha ricordato il Direttore Commerciale di CPL CONCORDIA Rosario Calandruccio. Vogliamo condividere la passione per le soluzioni energetiche e le nostre competenze tecniche e gestionali con le aziende che credono nella competitività attraverso il saving”.

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Luigi Pederzini di Ducati Motor Holding ha raccontato il percorso di emancipazione energetica della casa di Borgo Panigale che ha investito tutti i player aziendali con percorsi e politiche di risparmio. Stefano Sordi di Aruba, leader internazionale delle soluzioni internet e hosting, ha descritto le strategie aziendali improntate all’uso razionale dell’energia.

Anche le Associazioni di settore – FIRE, E4Saving e ASCOMAC – con i loro rappresentanti hanno parlato di “caccia al tesoro energetico” attraverso esempi concreti di migliorie che l’Agenda di Parigi terrà sempre più in considerazione a livello internazionale per lo sviluppo sostenibile. “Crescerà sempre più l’importanza attribuita a come nasce il prodotto, sia esso una moto top class o un servizio di cloud computing”, ha sottolineato il Segretario Generale ASCOMAC Carlo Belvedere.

Una conferma di questo nuovo approccio produttivo è stata fornita da Massimo Scarpenti di Lamborghini Automobili: L’efficienza e le prestazioni delle auto vengono valorizzate sempre più dai processi impiegati per realizzarle”. Di produzione sostenibile come elemento fondamentale per la qualità dei prodotti ha trattato Massimo Ferniani, direttore dello stabilimento caseario 3A Arborea, il primo in Sardegna a fruire del Gas Naturale Liquefatto fornito da Polargas, una controllata del Gruppo CPL.

Al Vicepresidente di CPL CONCORDIA Paolo Barbieri sono state affidate le conclusioni: Il fatto che grandi imprese riconoscano a CPL un know how tecnologico consolidato e un affiancamento puntuale nelle prestazioni è per noi un motivo di orgoglio e di fiducia per il rilancio della nostra cooperativa”.

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Legge Stabilità – Il Governo approva la Nota di aggiornamento al DEF

Nella riunione del 27 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2016.

La Nota aggiorna il quadro macroeconomico tendenziale e definisce il programma di finanza pubblica per il triennio 2017-2019.

Con una economia globale in rallentamento, la ripresa in Italia nel 2016 è stimata in lieve accelerazione rispetto al 2015. Il programma economico-finanziario del Governo per il 2017 si pone l’obiettivo di stimolare la crescita e al tempo stesso di proseguire nel percorso di riduzione del rapporto deficit/PIL.

Infatti il quadro programmatico contempla nel prossimo anno una crescita del Prodotto interno lordo in ragione dell’1,0% rispetto all’anno in corso mentre il deficit è atteso in diminuzione al 2,0% del PIL (era pari al 3,0% nel 2014, al 2,6% nel 2015, viene stimato al 2,4% nel 2016).

In particolare:

“Il nuovo Codice degli appalti, entrato in vigore il 19 aprile 2016, attua una riforma profonda e strutturale del settore, nel solco degli obiettivi definiti dalla legge delega. In questa ottica il nuovo codice introduce numerose innovazioni che cambiano significativamente l’impostazione complessiva del mercato degli appalti pubblici. Tra le novità c’è l’introduzione del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica che sostituisce il Piano Infrastrutture Strategiche della ‘Legge Obiettivo’ allegato al DEF.
Il nuovo sistema è incentrato sulla qualità: innanzitutto qualità tecnico- economica e centralità del progetto, al fine di eliminare il continuo ricorso a varianti, causa principale del lievitare dei costi delle opere pubbliche, e previsione del progetto esecutivo a base di gara; qualità degli operatori economici, con l’introduzione di elementi di accreditamento delle imprese, quali il rating di legalità; qualità delle stazioni appaltanti, attraverso la riduzione del numero complessivo e la loro professionalizzazione; qualità dell’offerta, attraverso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa quale criterio ordinario per l’aggiudicazione, in linea con gli orientamenti europei.

Si tratta di un codice auto-applicativo che lascia ampio spazio alle scelte delle amministrazioni, coniugando flessibilità e discrezionalità analogamente a quanto avviene in tutti i paesi europei, promuovendo un’amministrazione capace di interloquire con il sistema delle imprese. Il 2016 è stato caratterizzato da un’intensa attività attuativa.”

“Prosegue infine l’attuazione delle misure per favorire la transizione verso una economia più circolare e migliorare l’efficienza e la sostenibilità dell’uso delle risorse, quali la predisposizione e l’aggiornamento entro il 2016 della strategia nazionale di sviluppo sostenibile, l’estensione a tutte le gare di appalto dei criteri ambientali minimi, la predisposizione di un piano d’azione nazionale su consumo e produzioni sostenibili nonché di uno schema nazionale volontario di qualità ambientale (‘Made Green in Italy’).”

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Parlamento – Rapporti – L’Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile

Il 28 Settembre 2016, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio è stato presentato il primo Rapporto dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis),

L’Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile“. Hanno presentato il Rapporto Pierluigi Stefanini, presidente Asvis e Enrico Giovannini, portavoce Asvis.

E’ intervenuto Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. E’ seguita una tavola rotonda con Stefano Bonaccini, Presidente della Conferenza delle Regioni, Marco Frey, presidente fondazione Global compact network Italia, Lia Quartapelle, vicepresidente Comitato permanente attuazione Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile della Commissione Esteri Camera, Alberto Quadrio Curzio, presidente Accademia Lincei, Maria Edera Spadoni, presidente Comitato permanente attuazione Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile della Commissione Esteri Camera. Conclusioni del presidente Asvis, Pierluigi Stefanini.

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Parlamento – Progetto “Casa Italia” – mozioni approvate

Al termine della discussione sulle mozioni sul progetto “Casa Italia”, proposto dopo il terremoto del 24 agosto, l’Assemblea ha approvato l’ordine del giorno G3, sottoscritto dai Gruppi PD, AP, Aut e AL-A, e l’ordine del giorno G1 (testo 2) della sen. Bignami (Misto).

Sono state invece respinte le mozioni dei Gruppi SI-Sel, M5S, FI-PdL, LN, CoR, e l’ordine del giorno G3 di LN, che impegnava il Governo a destinare le risorse preventivate per il ponte sullo Stretto alla ricostruzione e all’adeguamento antisimico.

L’ordine del giorno G3, sintetizza le mozioni n. 620, illustrata dal sen. Vaccari (PD), n. 631, illustrata dal sen. Marinello (AP), e n. 635, illustrata dal sen. Mazzoni (AL-A). Impegna il Governo a completare rapidamente il riordino della Protezione civile, a pianificare il fabbisogno di risorse pubbliche e private per la messa in sicurezza degli edifici, a dare continuità al bonus per l’efficientamento energetico e ad estenderlo agli interventi di adeguamento antisimico; a prevedere che la ricostruzione dei paesi colpiti avvenga nei medesimi siti, coinvolga l’Autorità anticorruzione, e sia scongiurato il rischio di appalti assegnati a ditte improvvisate o legate alla criminalità organizzata. Impegna inoltre a negoziare maggiore flessibilità con le istituzioni europee e a prevedere la possibilità di un’assicurazione obbligatoria sulla casa, interamente detraibile, che copra i rischi di calamità naturali.

L’ordine del giorno G1 (testo 2) impegna il Governo a prevedere forme specifiche di assistenza per le persone con disabilità.

ISTAT

ISTAT – Fiducia delle Imprese – settembre 2016

Fiducia dei consumatori e delle imprese

A settembre 2016 il clima di fiducia dei consumatori peggiora lievemente, passando da 109,1 a 108,7. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese, invece, registra un aumento, passando da 99,5 a 101,0 e attestandosi sui livelli dello scorso giugno.

Tra le componenti del clima di fiducia dei consumatori quella personale e quella corrente diminuiscono, mentre il clima economico e quello futuro, dopo il peggioramento registrato nei mesi precedenti, tornano a crescere, seppure con intensità diverse: il primo sale da 125,7 a 128,0 mentre il secondo passa da 112,2 a 112,8.

I giudizi dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese registrano un miglioramento (il saldo passa da -60 a -53) mentre le aspettative si confermano in discesa per il quinto mese consecutivo (da -15 a -18 il relativo saldo). Sia i giudizi sull’andamento dei prezzi nei passati 12 mesi sia le attese per i prossimi 12 mesi registrano un aumento. Migliorano, inoltre, le aspettative sulla disoccupazione (da 35 a 29 il saldo).

Con riferimento alle imprese, nel mese di settembre si registra un diffuso miglioramento della fiducia: il clima sale in tutti e quattro i settori considerati. La crescita è più marcata nel commercio al dettaglio (l’indice sale da 97,4 a 102,0) e più lieve negli altri settori: nella manifattura l’indice passa da 101,1 a 101,9, nelle costruzioni da 123,5 a 125,3 e nei servizi di mercato passa da 102,5 a 103,7.

Per quanto riguarda le componenti dei climi di fiducia, si evidenzia che nel comparto manifatturiero migliorano i giudizi sugli ordini (da -18 a -14) mentre peggiorano le attese sulla produzione per il secondo mese consecutivo (da 9 a 8 il saldo). I giudizi sulle scorte rimangono stabili.

Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione sia le attese sull’occupazione.

Nei servizi aumentano le attese sul livello degli ordini (il saldo passa da 1 a 5) mentre peggiorano i giudizi ad essi relativi con il saldo che scende da 3 a 2.

Le attese sull’andamento dell’economia in generale rimangono stabili (il saldo si attesta a quota 3). Nel commercio al dettaglio migliorano sia i giudizi sulle vendite correnti (il saldo passa da -4 a 3) sia le attese sulle vendite future (da 17 a 24); il saldo sulle scorte di magazzino rimane invariato a quota 14.

GSE

Modifiche al Testo integrato della Disciplina del Mercato Elettrico – Certificati verdi

Decreto ministeriale 21 settembre 2016 – Modifiche al Testo integrato della Disciplina del mercato elettrico

Documentazione

Il decreto ministeriale del 21 settembre 2016 approva le modifiche al Testo Integrato della Disciplina del mercato elettrico, trasmesse dal Gestore del mercato elettrico S.p.A. al Ministro dello sviluppo economico in data 1° luglio 2016 e 5 settembre 2016, riguardanti rispettivamente l’abrogazione delle norme che disciplinano la negoziazione dei certificati verdi e l’anticipazione delle tempistiche di pagamento sui mercati organizzati.

Nel disporre l’approvazione, sia il Decreto del 21 settembre 2016, che la Deliberazione 501/2016/R/EEL hanno previsto che la data di entrata in vigore, rispettivamente, della Disciplina ME e del Regolamento PCE sia differita rispetto a quella di approvazione.

La determinazione della predetta data di entrata in vigore è affidata al GME che, previa comunicazione, per il mercato elettrico, al Ministero dello sviluppo economico e, per la PCE, all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, la renderà nota alla platea dei soggetti interessati mediante pubblicazione di un apposito comunicato sul proprio sito internet. 

Ciò al fine di garantire agli operatori del ME e della PCE un congruo periodo di adeguamento alle nuove disposizioni della Disciplina ME e del Regolamento PCE, nonché di consentire al GME di porre in essere tutte le azioni prodromiche all’entrata in vigore del nuovo sistema di gestione dei pagamenti.

Per effetto di quanto sopra rappresentato, al fine di garantire l’operatività del sistema di settlement settimanale sul ME e sulla PCE (W+1) tramite lo strumento del SEPA Direct Debit Business To Business, il GME procederà a richiedere agli operatori del ME e della PCE gli appositi mandati SDD B2B da inviarsi secondo il formato messo a disposizione e nel rispetto delle modalità che verranno all’uopo indicate.

A tal proposito, resta inteso che, a seguito dell’acquisizione dei predetti mandati, il GME non utilizzerà tale strumento di regolazione delle partite economiche fino all’entrata in vigore della nuova Disciplina ME e del nuovo Regolamento PCE, salvo che per effettuare i dovuti test secondo le modalità che verranno successivamente comunicate.

Pertanto, in attuazione di quanto disposto dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’AEEGSI, fino alla data di avvio del nuovo sistema di settlement settimanale, l’operatività del ME e della PCE continuerà ad essere disciplinata dalle attuali disposizioni in materia di regolazione dei pagamenti ad oggi vigenti, rispettivamente, nell’ambito della Disciplina ME e del Regolamento PCE, nonché delle corrispondenti Disposizioni tecniche di funzionamento (DTF).

Al riguardo, si ribadisce che l’adozione del ciclo di regolazione settimanale dei pagamenti riguarderà  la PCE e unicamente MGP ed MI del mercato elettrico, mentre per i restanti mercati dell’energia di cui alla Disciplina ME continuerà ad essere applicata l’attuale tempistica di regolazione a cadenza mensile con riferimento al secondo mese precedente (i.e. M+2). 

Si rappresenta che le transazioni concluse su MGP, MI e registrate su PCE non ancora regolate alla data di avvio del settlement settimanale, riferite ai due mesi antecedenti il go live del nuovo ciclo di regolazione, manterranno invariate le tempistiche e le modalità di fatturazione e continueranno ad essere regolate attraverso SEPA Credit Transfer con Priority (ex BIR) o procedure equivalenti. 

Tuttavia, il settlement delle posizioni nette determinate a seguito delle operazioni di fatturazione, con esclusivo riferimento alle transazioni consegnate su MGP e MI, avverrà eccezionalmente attraverso la suddivisione in 4 rate di pari importo che saranno regolate mensilmente a partire dal mese di avvio del MGP, MI e PCE in W+1, fino al quarto mese successivo al predetto mese di avvio. Il CCT sulla PCE verrà, invece, regolato per intero secondo le scadenze e le modalità in vigore nel periodo a cui le partite si riferiscono. 

Si segnala infine che, successivamente all’approvazione della Disciplina ME da parte del MiSE e del Regolamento PCE, da parte dell’AEEGSI, resta ferma la facoltà per gli operatori, rispettivamente, del ME e della PCE di esercitare il diritto di recesso ai sensi di quanto previsto all’articolo 2, comma 2.2, lettera a) del Contratto di adesione al mercato elettrico e all’articolo 2, comma 2.2, lettera a) del Contratto di adesione alla PCE, anche indicando che la data di decorrenza del recesso possa coincidere con quella di entrata in vigore della nuova Disciplina ME ovvero del nuovo Regolamento PCE ancora in attesa di determinazione. In tale ultimo caso, resta inteso che il recesso avrà comunque efficacia solo una volta che l’operatore abbia provveduto ad adempiere alle proprie obbligazioni derivanti dalla partecipazione al ME ovvero alla PCE nei confronti del GME.

Ai fini dell’esercizio del recesso, si ricorda che trascorsi quindici giorni dalla pubblicità legale delle modifiche alla Disciplina ME ovvero al Regolamento PCE, senza che l’operatore abbia comunicato il proprio intendimento di recedere dal contratto, le predette modifiche si intenderanno tacitamente accettate. Fatte salve le negoziazioni ovvero le registrazioni effettuate ai fini dell’efficacia del recesso, l’effettuazione di negoziazioni sul ME ovvero di registrazioni sulla PCE in pendenza del predetto termine si intenderà quale accettazione implicita delle nuove condizioni. Ad ogni modo, in nessun caso le suddette variazioni possono costituire motivo che possa giustificare l’inadempimento del contraente alle obbligazioni assunte sul ME e sulla PCE.

Con successivo comunicato il GME renderà nota la data di entrata in vigore della nuova Disciplina ME e del nuovo Regolamento PCE con un preavviso pari ad almeno 15 giorni di calendario.

giurisprudenza

Normativa società partecipate – manuale di spiegazione

E’ entrato in vigore il 23 settembre, il decreto legislativo n. 175/2016, recante il Testo Unico in materia di società partecipate. Si tratta di una disciplina notevolmente impattante sulla governance degli enti locali e delle società partecipate dagli stessi, con tempi ristretti per i piani di razionalizzazione straordinaria prima e ordinaria a regime, adeguamenti statutari, misure speciali per il personale in esubero.
Nella consapevolezza dei numerosi adempimenti e scadenze previste nel provvedimento e al fine di offrire ai Comuni un primo quadro di analisi e orientamento su un tema determinante per l’erogazione di servizi, l’Anci ha predisposto il 3° Manuale operativo della sua collana editoriale dedicata appunto a prime note e approfondimenti sulle innovazioni ordinamentali di maggior impatto per i Comuni.
Nel testo del Manuale dedicato, oltre alle note di lettura delle singole disposizioni del provvedimento, tutti i soggetti interessati, possono trovare un pratico scadenzario dei vari adempimenti a carico dei Comuni e degli amministratori delle società partecipate nonché un fac-simile di deliberazione del Consiglio Comunale per il piano di razionalizzazione previsto dall’articolo 24 del provvedimento.
fonte: ANCI

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