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Corso Alta Formazione – 30 novembre 2016 – “Lettura ragionata” della riforma degli appalti pubblici: servizi e forniture

in relazione alla Riforma degli Appalti e Contratti pubblici, con particolare riguardo ai Servizi ed alle Forniture, la nostra Federazione, in collaborazione con Chiomenti Studio Legale, ha organizzato un Corso di Alta Formazione dal titolo:

“Lettura ragionata” della riforma degli appalti pubblici: servizi e forniture

il prossimo 30 novembre a Roma

 PROGRAMMA

Diversi i temi che saranno approfonditi, tra cui sistemi d’acquisto centralizzati, strumenti elettronici, procedure innovative, contratti sotto-soglia, requisiti di partecipazione, elementi premianti dell’offerta, albo commissioni giudicatrici, ciclo vita, certificazione delle imprese, settori energia, gas, partenariato pubblico privato.  

A seguire, in funzione dell’interesse, saranno programmati e organizzati Corsi specifici su tematiche “verticali”.

L’evento è destinato a coloro che ricoprono le cariche di amministratore, direttore generale, direttore tecnico,  responsabile commerciale settore pubblico, responsabile ufficio gare e contratti, responsabile ufficio legale, professionisti tecnici, periti industriali, geometri, architetti, ingegneri.

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Regioni.it – La Bioeconomia nella strategia nazionale di specializzazione intelligente

(Regioni.it 3057 – 28/11/2016) La Conferenza delle Regioni del 10 novembre ha approvato un documento di posizionamento sulla bioeconomia.  Il testo vuole essere un “contributo regionale – ha scritto il presidente Stefano Bonaccini, inviando il documento al sottosegretario De Vincenti e ai ministri Calenda e Martina – all’attuazione della Strategia nazionale di specializzazione intelligente”.

Si riporta di seguito il documento (senza le note e la tabella 2). Il testo integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it.
Documento delle Regioni e delle Province autonome di posizionamento sulla bioeconomia in attuazione della strategia nazionale di specializzazione intelligente (Snsi)
Obiettivi del documento
In questo documento è individuato il ruolo ed il contributo che le Regioni possono fornire alle prospettive di crescita del settore italiano della Bioeconomia, all’interno del quadro di riferimento nazionale ed europeo.

Introduzione e contesto
La Bioeconomia vuole favorire la transizione da un sistema produttivo economico energivoro, basato sulle risorse fossili non rinnovabili e con accentuato impatto ambientale, ad un sistema più sostenibile fondato su un utilizzo razionale ed integrale delle risorse biologiche (biomasse in senso lato). La Bioeconomia si propone pertanto di promuovere lo sviluppo di un’economia a minore impatto ambientale, che rigeneri gli ecosistemi naturali anziché impattarli, e maggiormente efficiente dal punto di vista delle risorse nel un più ampio contesto di sviluppo dell’economia circolare.

Come riportato in un recente studio pubblicato dalla Ellen MacArthur Foundation, “Growth Within: A circular economy vision for a competitive Europe”, l’economia circolare sarà in grado di creare in Europa un beneficio netto di € 1.8 trilioni entro il 2030, traducendosi in un incremento del PIL dell’11% entro il 2030 (rispetto al 4% nel percorso di sviluppo attuale), permettendo una riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 48% entro il 2030 rispetto ai livelli attuali (e dell’83% entro il 2050). Nel quadro di uno sviluppo verso un modello di economia circolare, il comparto della Bioeconomia, come descritto all’interno della strategia “Innovating for Sustainable Growth: A Bioeconomy for Europe”, ha un peso economico di circa 2.000 miliardi di euro e oltre 22 milioni di persone impiegate, che rappresentano il 9% dell’occupazione complessiva dell’UE. Viene inoltre stimato che per ogni euro investito in ricerca e innovazione nella Bioeconomia, con adeguate politiche di sostegno a livello nazionale e comunitario, la ricaduta in valore aggiunto nei settori del comparto biobased sarà pari a dieci euro entro il 2025 (cfr. Ellen MacArthur Foundation, the McKinsey Center for Business and Environment, and SUN).

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SCIA – Secondo decreto legislativo

Il prossimo 11 dicembre entrerà in vigore il decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222 che individua i procedimenti oggetto:

  • di autorizzazione,
  • segnalazione certificata di inizio di attività’ (SCIA),
  • silenzio assenso e comunicazione
  • e definisce i regimi amministrativi applicabili a determinate attività’ e procedimenti, ai sensi dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124.

Glossario unico. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sarà adottato un glossario unico, che contiene l’elenco delle principali opere edilizie, con l’individuazione della categoria di intervento a cui le stesse appartengono e del conseguente regime giuridico a cui sono sottoposte, ai sensi della tabella A di cui all’articolo 2 del decreto.

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ISTAT – Ambiente urbano: gestione eco sostenibile e smartness

Per descrivere l’orientamento delle amministrazioni cittadine alla gestione sostenibile e alla smartness, gli indicatori di risposta dell’indagine Dati ambientali nelle città (riferiti a otto tematiche: Acqua, Aria, Eco-management, Energia, Mobilità, Rifiuti, Rumore, Verde urbano) sono stati raggruppati in sei dimensioni di analisi.

Un capoluogo di provincia su quattro non ha la zonizzazione acustica (obbligatoria) e in 102 (su 111 soggetti all’obbligo) vige un Piano urbano del traffico. 43 capoluoghi hanno il Piano urbano di mobilità, 76 il Piano d’azione per l’energia sostenibile e soltanto 11 su 116 il Piano del verde.

Quasi ovunque la raccolta porta a porta (114 città), il ritiro su chiamata degli ingombranti (113) e le isole ecologiche (106). In 99 raccolgono i rifiuti abbandonati e 44 hanno stazioni mobili per il conferimento diretto.

Dispersioni di rete dell’acqua potabile superiori al 20% in quattro città su cinque; 13 ne hanno razionato la fornitura.

La riqualificazione energetica di edifici comunali è applicata da 78 comuni, 24 promuovono il rinverdimento di aree di nuova edificazione e 22 la conservazione del patrimonio arboreo nelle pertinenze di edifici esistenti.

I punti di accesso gratuito a Internet negli spazi pubblici dei capoluoghi sono 34 ogni 100 mila abitanti. 62 città distribuiscono App di pubblica utilità. Hanno almeno un sistema di infomobilità per il traffico privato 78 capoluoghi e 98 almeno uno per il Tpl.

Servizi di car sharing e bike sharing attivi, rispettivamente, in 26 e 60 città. 42 comuni hanno messo a dimora un albero per ogni nuovo nato e 30 assegnano la manutenzione di aree verdi ad associazioni o cittadini.

In media i capoluoghi offrono 25 servizi via web. In 34 città è possibile svolgere on line l’intera pratica per almeno otto tra 40 servizi amministrativi di competenza.

Hanno effettuato “acquisti verdi” 26 città, con applicazione di almeno un criterio ambientale minimo per tutte le forniture di beni o servizi.

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Professioni tecniche verso il futuro della salute e sicurezza sul lavoro – Atti del Convegno

Reti, sinergie, appropriatezza, innovazione: professioni tecniche verso il futuro della salute e sicurezza sul lavoro – Atti del 9° Seminario Contarp

La Contarp – consulenza dell’Inail dedicata all’accertamento del rischio professionale e alla prevenzione – presenta gli atti del 9° seminario, come proprio contributo nel seguire l’evoluzione del mondo del lavoro in tutti i suoi aspetti, attraverso la messa a disposizione di competenze, strumenti, soluzioni tecniche, organizzative e procedurali al passo con l’evoluzione scientifica e tecnologica.

ISTAT

Istat – Le prospettive per l’economia italiana nel 2016-2017

Nel 2016 previsto un aumento del Pil italiano pari a 0,8%, cui seguirebbe una crescita dello 0,9% nel 2017

 “Nel 2016 si prevede un aumento del Prodotto interno lordo italiano pari allo 0,8% in termini reali, cui seguirebbe una crescita dello 0,9% nel 2017″. E’ l’ultima stima dell’Istat nel rapporto sulle Prospettive per l’economia italiana.
L’ Istat spiega che “tra l’attuale quadro di previsione e quello presentato a maggio 2016, il tasso di crescita del Pil per l’anno corrente è stato rivisto al ribasso di 0,3 punti percentuali”.
Quanto al mercato del lavoro, la disoccupazione dovrebbe calare nel 2016 a 11,5% nel 2016, e a 11,3% nel 2017; mentre nell’anno in corso si prevede un rafforzamento degli investimenti, spinti dalle politiche fiscali: nel 2016 verso crescita del 2%, nel 2017 del 2,7%.
Nell’anno in corso si prevede un rafforzamento degli investimenti (+2,0%) e una successiva accelerazione nel 2017 (+2,7%)“. L’Istat prevede anche un “consolidamento dei consumi” nelle prospettive sull’economia italiana per gli anni 2016-2017, prevedendo un rialzo dell’1,2% nel 2016 e dell’1,1% nel 2017.
Mentre “una ripresa più accentuata del processo di accumulazione del capitale potrebbe rappresentare un ulteriore stimolo alla crescita economica nel 2017. Tuttavia – sottolinea l’Istat – le incertezze legate al riaccendersi delle tensioni sui mercati finanziari potrebbero condizionare il percorso di crescita delineato”.
La prospettiva di una evoluzione ancora moderata nei prossimi mesi, supportata dall’andamento positivo del mercato del lavoro e dai livelli contenuti dell’inflazione, determinerebbe nell’anno corrente una crescita della spesa delle famiglie residenti e delle Isp dell’1,2%”.
Nel 2017, prosegue l’Istat, “si attende il proseguimento dell’attuale tendenza anche se la ripresa dell’inflazione porterà ad un contenimento dell’aumento del potere di acquisto determinando una crescita dei consumi pari all’1,1%”.
Pertanto, afferma l’Istat, “il rafforzamento della crescita del Pil, atteso nel biennio 2016-2017, sarà caratterizzato dal consolidamento dei consumi privati e da una ripresa del processo di accumulazione del capitale supportata dal miglioramento delle aspettative sull’evoluzione della domanda, da condizioni favorevoli sul mercato del credito e dalle misure di politica fiscale a sostegno degli investimenti”.
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McTer Cogenerazione – ottobre 2016 – Editoriale – Riforma della struttura tariffaria degli oneri generali

Riforma della struttura tariffaria degli oneri generali di sistema per clienti non domestici nel mercato elettrico e l’impatto sulla generazione distribuita di energia di cui la cogenerazione ad alto rendimento è sistema ad alta efficienza 

Come noto, ASCOMAC Cogena ha da sempre evidenziato alle Istituzioni – Governo, Parlamento, AEEGSI, AGCM – la problematica  i relativi effetti di applicazione, in un sistema quale quello attuale di distribuzione in concessione dell’energia elettrica, di corrispettivi tariffari, oneri generali e altri oneri, tutti afferenti al sistema elettrico nazionale, anche all’energia elettrica
• autoprodotta e autoconsumata in sito da sistemi quali i Sistemi Efficienti di Utenza SEU, e, con i dovuti distinguo,
• autoprodotta e autoconsumata attraverso Reti Interne di Utenza RIU e Sistemi di Distribuzione Chiusi SDC, segnalando, sin dalla elaborazione del provvedimento, poi diventato Legge n. 99/2009, art. 33, del D. Lgs. n. 93/2011, art. 38, comma 5 e, a seguire nel corso dell’iter parlamentare del D.L. n. 91/2014, come il versamento dei corrispettivi tariffari di trasmissione, distribuzione – in quanto coprono costi riferibili alla struttura industriale sottoposta a regolazione dall’Autorità ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481/1995 – :

• non possa né debba essere effettuato per un servizio di pubblica utilità mai reso dal distributore e mai acquistato dall’autoproduttore,
• e che corrispettivi e oneri sopra citati sono tutti afferenti al sistema elettrico nazionale.

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Agenzia delle Dogane – Accisa – esclusione – realizzazione prodotti

Circolare n. 22/D del 15 novembre 2016 – Applicazione dell’articolo 52, comma 2, lettera g) del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.504 (TUA).

A. Direttive procedurali
Il riconoscimento del diritto all’esclusione dall’accisa dell’elettricità impiegata per la realizzazione di prodotti sul cui costo finale, calcolato in media per unità, incida per oltre il 50%, di cui all’articolo 52, comma 2, lettera g) del TUA, avviene, per ciascun anno, ricorrendone i presupposti, a consuntivo.
Fermo restando il termine di decadenza di cui all’art.14, comma 2, del TUA (richiamato nell’art. 56, comma 6), la richiesta di applicazione della disposizione qui in trattazione è presentata, dal soggetto interessato, entro l’anno successivo all’annualità oggetto della richiesta, presso l’Ufficio delle dogane competente in relazione all’ubicazione dello stabilimento di produzione.

B. Linee guida per l’esame del bilancio di esercizio e della documentazione allegata alla richiesta.
Per quanto riguarda l’oggetto della norma in argomento, assume importanza cruciale la definizione di “prodotto”.
In merito, né la direttiva 2003/96/CE, né il TUA modificato con decreto legislativo 26/2007 di recepimento, forniscono elementi espliciti. Tuttavia, tenuto conto che l’esclusione dal campo di applicazione della direttiva 2003/96/CE, disciplinata all’articolo 2, comma 4, lettera b) opera principalmente per fattispecie di usi legati a produzioni, come la riduzione chimica e i processi elettrolitici, metallurgici e mineralogici che, per caratteristiche intrinseche, sono tipicamente manifatturiere, sembra potersi comunque escludere dalla definizione di “prodotto”, ai fini dell’applicazione della disposizione qui in trattazione, la produzione di beni e di servizi immateriali. Si ritiene, quindi, che la disposizione de quo possa trovare applicazione con riferimento alle attività di cui alle sezioni da A ad F, ed in particolare alla sezione C, della classificazione ATECO 2007 delle attività economiche.

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Appalti e Contratti pubblici – Protocollo di intesa Regioni e ITACA sulla formazione

Protocollo d’Intesa tra la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il Dipartimento delle Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Agenzia per la Coesione e la Scuola Nazionale dell’Amministrazione per la realizzazione di un piano formativo in materia di appalti pubblici.