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Fiere nazionali e internazionali: il calendario 2018

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 27 luglio, ha  preso atto del calendario fieristico relativo al 2018. 
Si tratta di un programma di più di 200 manifestazioni fieristiche nazionali e più di 200 internazionali che si tengono in Italia.
Il calendario è stato pubblicato nella sezione “fiere” del portale www.regioni.it.
Il “programma annuale” è un file excel (suscettibile di possibili aggiornamenti) che riporta l’elenco delle manifestazioni suddivbiso in un due fogli: uno relativo agli eventi a valenza nazionale e l’altro dedicato alle fiere internazionali.

I diversi eventi sono identificabili anche per settori merceologici, attraverso i seguenti codici numerici:

 

Legenda codici
1 Agricoltura, Silvicoltura, Zootecnia
5 Costruzioni, Infrastrutture
7 Sicurezza, Antincendio, Difesa
9 Energia, Combustibili, Gas
10 Protezione dell’ambiente
15 Real Estate, Immobiliare
19 Industria, Tecnologia, Meccanica
26 Trasporti, Logistica, Navigazione
GSE

GSE – FER non fotovoltaiche – avvio consultazione per le regole di manutenzione e ammodernamento

È disponibile on-line il documento di consultazione “Impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici ammessi agli incentivi – Gestione esercizio”. Il documento tiene conto dei contributi e delle proposte inviate dagli operatori a seguito della news del 22 settembre 2016 e contiene indicazioni in merito a:

  • i principi generali di riferimento
  • la classificazione degli interventi in funzione degli effetti che possono avere sulle convenzioni in essere
  • la definizione degli interventi “non significativi” per i quali non è necessaria la comunicazione al GSE
  • la descrizione delle modalità di comunicazione.

Come previsto dall’articolo 30 del Decreto 23 giugno 2016, le procedure forniscono gli indirizzi per la realizzazione di interventi di manutenzione e ammodernamento degli impianti incentivati al fine di promuovere l’efficienza nella gestione degli impianti stessi senza comprometterne la sicurezza, di contribuire al conseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di assicurare che i consumatori gravati dagli oneri dell’incentivazione ottengano il massimo beneficio in termini di energia rinnovabile immessa nel sistema elettrico.

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IL 40° ANNIVERSARIO DEL MOVIMENTATORE TELESCOPICO JCB

Dopo aver tagliato nel 2016 lo storico traguardo dei 200.000 esemplari prodotti, JCB celebra quest’anno il 40° anniversario della messa in produzione di una macchina innovativa di cui è ancora leader indiscusso sul mercato: il movimentatore telescopico.

Dai tempi della progettazione e realizzazione tecnica del primo movimentatore telescopico nel 1977, JCB ha prodotto oltre 200.000 movimentatori telescopici, e quest’anno celebra  il 40° anniversario di questa macchina iconica.

Attualmente nello stabilimento JCB di produzione principale a Rocester, nello Staffordshire, vengono prodotti oltre 30 modelli base; tuttavia il numero delle opzioni proposte per il motore, il cambio, il braccio e la cabina danno vita a oltre 1.000 configurazioni macchina individuali realizzate lungo la linea di produzione. Vediamo nel dettaglio come viene prodotto un telescopico JCB.

La sola linea di produzione del movimentatore telescopico consuma più di 35.000 tonnellate d’acciaio all’anno per la costruzione di telai, stabilizzatori e di bracci ad alta resistenza.

La lamiera d’acciaio viene utilizzata in due linee di produzione principali, una per i bracci e l’altra per i telai, con un’area di produzione collaterale dedicata agli stabilizzatori.

Le lamiere d’acciaio vengono tagliate mediante macchine da taglio laser controllate dal computer e con macchine da taglio cnc al plasma. L’acciaio tagliato con attrezzature laser passa quindi attraverso una pressa da 650 tonnellate per la realizzazione della sezione scatolare del braccio. In media, la realizzazione dei lati del telaio richiede 45 minuti e occorrono altri 7-12 minuti per trapanare e maschiare i fori in base al modello.

Tutte le strutture del telaio e del braccio sono saldate per punti, a mano. Fino al 70% delle saldature del telaio e del braccio viene quindi effettuato da macchine saldatrici robotizzate, mentre gli operatori completano il rimanente 30% a mano, nei punti di difficile accesso. Ogni anno, nello stabilimento di produzione dei telescopici si utilizza l’incredibile quantità di 14.509.818 metri di filo per saldature.

Una volta saldato il telaio, una doppia alesatrice completa l’alesaggio finale dei punti di montaggio del braccio per garantire che i due fori siano perfettamente allineati. Successivamente, due centri di lavoro da 1,2 milioni di sterline controllati da computer eseguono la fresatura, maschiatura e finitura delle sezioni del braccio in modo che siano pronte per l’assemblaggio.

Bracci, telaio e stabilizzatori attraversano tutti un processo di verniciatura di due ore che inizia con una leggera spruzzatura per rimuovere qualsiasi contaminazione e preparare la superficie d’acciaio all’applicazione della vernice. Tutti i componenti sono pre-verniciati prima dell’assemblaggio per garantire una finitura di qualità superiore. JCB ricorre all’applicazione doppia di vernice acrilica e lo stabilimento impiega 73.000 litri di primer e 50.000 litri di lucidante all’anno per la verniciatura dei movimentatori telescopici. I componenti finiti vengono infornati a una temperatura compresa tra 90 e 120 °C per fornire uno strato coprente robusto e protettivo per la macchina.

Se il “giallo JCB” è di gran lunga il colore più richiesto, i clienti possono ordinare movimentatori telescopici con i propri colori, verniciati con gli stessi rigorosi standard di finitura.

Se ben 300 persone lavorano nella sede di produzione dei movimentatori telescopici, producendo bracci e telai, le linee di assemblaggio impiegano più di 460 persone. Le sezioni di sotto-assemblaggio si trovano una accanto all’altra sulle linee di assemblaggio principali, che servono a predisporre cavi, motori e cambi, cabine e gruppi assale. Queste sezioni di sotto-assemblaggio vengono immesse sulle linee principali in base alle esigenze, in modo tale che la produzione proceda rapidamente. Sulla linea è possibile costruire qualsiasi modello di movimentatore telescopico in scala reale, con modelli diversi che si avvicendano durante il processo. Esiste una linea secondaria per i movimentatori telescopici compatti.

Gli assali JCB sono fissati al telaio. I distributori, i pistoni e i cilindri idraulici del reparto idraulico dell’azienda, nella sede di Rocester, vengono assemblati successivamente. I motori di JCB Power Systems, nei pressi di Derby, vengono collegati ai cambi di JCB Transmissions dello stabilimento di Wrexham, mentre gli scarichi e altri componenti ausiliari vengono aggiunti sulle linee di sotto-assemblaggio.

In ogni movimentatore telescopico JCB possono essere presenti fino a 3.000 componenti singoli e, considerato che le configurazioni disponibili possono essere anche 1.000, la realizzazione di ogni macchina viene accuratamente coordinata. Con 35 fasi di realizzazione, l’assemblaggio completo di un movimentatore telescopico richiede circa otto ore.

Le cabine dei movimentatori telescopici pervengono già completamente finite dallo stabilimento JCB di Rugeley e vengono installate assieme al gruppo di condizionamento.

Sulla linea di assemblaggio sono presenti tre punti di controllo qualità diversi per garantire che ogni macchina soddisfi i rigorosi standard di qualità di JCB.

Una volta completata la macchina, vengono aggiunti gli oli e i fluidi e il motore viene avviato per la prima volta. Ogni movimentatore telescopico quindi viene immesso in una delle due piste di rullaggio, quindi motore e cambio sono sottoposti a 13 minuti di prove di rullaggio alla velocità massima su strada, per calibrare al meglio la trasmissione.

Dopo un riscaldamento completo, i movimentatori telescopici accedono a una cabina UVXPOSE che utilizza la luce ultravioletta per verificare l’integrità della componentistica idraulica. I fluidi iniziali contengono un additivo di tracciatura facilmente visibile con i raggi UV.

Seguono i test in una struttura di collaudo esterna, dove 10 operatori altamente qualificati eseguono prove operative intensive su ogni movimentatore telescopico assemblato.Le prove includono il riscaldamento, il collaudo dello sterzo e un test con carico. Inoltre, in questa fase vengono testate e collaudate anche eventuali attrezzature ordinate dal cliente.

Le macchine, quindi, entrano in una seconda camera oscura UVXPOSE per un ulteriore controllo di qualità finale prima di essere condotte al Centro PDI (Pre-Delivery Inspection, Controllo pre-consegna).

A marzo 2016 JCB ha inaugurato il CFC (Customer Focus Centre, Centro di orientamento al cliente) per i movimentatori telescopici. Ogni macchina prodotto passa dal PDI al CFC, dove la macchina viene ricontrollata accuratamente. Vengono applicate le decalcomanie e la personalizzazione può essere completata, con l’aggiunta di attrezzi, ulteriori luci e altre dotazioni opzionali.

La vera innovazione nell’ambito del CFC, però, è il Centro di comando. Ogni modello di movimentatore telescopico integra il sistema telematico LiveLink di JCB, che invia informazioni al Centro di comando. I dati vengono importati anche dal centro assistenza tecnologica Web di JCB e dalle chiamate del cliente.

Un team raccoglie tutte le informazioni disponibili provenienti dai movimentatori telescopici presenti in tutto il mondo. Se viene identificato un problema, il team avvia un’indagine per ricercarne la causa; se quest’ultima è legata alla produzione, l’informazione può essere inviata alla fabbrica in tempi rapidi. In seguito, il Centro di comando monitora la successiva ondata di macchine da produrre per garantire che la qualità sia mantenuta ai massimi livelli.

Questo sistema aumenta notevolmente la velocità dei feedback sul campo, che in passato avrebbero impiegato settimane per giungere di nuovo fino alla produzione.

Tutto questo processo permette a JCB di garantire che siano stati mantenuti gli standard di qualità più rigorosi, offrendo ai clienti i movimentatori telescopici migliori al mondo.

confcommercio

CONFCOMMERCIO – Convegno “Meno economia sommersa, più crescita”

Convegno “Meno economia sommersa, più crescita“, 26 luglio 2017 – MULTIMEDIA

Il presidente di Confcommercio è intervenuto all’ormai consueto convegno che la confederazione dedica al tema del fisco. “Da tempo denunciamo che il livello di pressione fiscale del nostro paese è insostenibile per il sistema produttivo“. “L’aumento dell’Iva è l’ultima cosa di cui hanno bisogno gli italiani“.

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, è intervenuto all’ormai consueto convegno che la confederazione dedica al tema del fisco e che quest’anno ha visto la presenza del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e del neo direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. “Questa prima parte del 2017 – ha detto Sangalli – è caratterizzata dal rafforzamento dei segnali di ripresa della nostra economia, all’interno di uno scenario internazionale nel quale i rischi di rallentamento sono perfettamente bilanciati dall’eventualità di una crescita più robusta rispetto a quanto previsto soltanto alcuni mesi fa”. “Le ombre sulle prospettive politiche dell’Europa non si sono del tutto diradate, ma nell’ultimo anno i risultati delle varie tornate elettorali hanno contribuito a ridurre le tensioni più aspre. Sarebbe un errore, tuttavia, immaginare che demagogia e sovranismo siano battuti.

Manca ancora, infatti, una proposta credibile e condivisa per intraprendere un percorso di miglioramento delle istituzioni europee”. “La crisi dei migranti – ha osservato il presidente di Confcommercio – non è risolta, né lo stallo in cui ci troviamo può costituire una soluzione. Le minacce terroristiche restano sullo sfondo. La sicurezza internazionale è gestita con troppe incertezze. Prevale, tra i maggiori stati europei, una condizione di sfiducia e di sospetto che non aiuta a progredire su una strada di maggiore integrazione. I mercati internazionali attendono senza fretta. Ne beneficiano i livelli attuali dei tassi d’interesse, ma l’orizzonte resta pieno di incertezze”.

In Italia, secondo Sangalli “un debito pubblico ingente, stabile ma non decrescente rispetto al PIL, continua a rappresentare un grave fattore di fragilità, che peggiora le nostre prospettive di crescita rispetto a quelle dei nostri partner internazionali. Non possiamo accontentarci, dunque, dei pure positivi spunti congiunturali registrati in alcune variabili di consumo e di produzione. L’incertezza cui facevo cenno, mette in discussione, infatti, le prospettive occupazionali e la tenuta dei consumi. Alcuni difetti strutturali da più di un ventennio frenano il nostro sistema produttivo. Mi riferisco all’eccesso di burocrazia e di pressione fiscale, al deficit di legalità, alle debolezze del sistema infrastrutturale, all’insostenibile costo del lavoro.

Abbiamo, dunque, bisogno di migliori prospettive”. “Se confrontiamo le dinamiche della fiducia in Europa, su 27 Paesi – ha detto Sangalli – solo in 4 la fiducia delle famiglie è da oltre un anno e mezzo su un trend decisamente decrescente, a parte isolati e poco significativi episodi: i Paesi sono l’Italia, la Grecia e due piccole nazioni dell’Est. Ci deve essere una ragione se noi siamo l’unico grande paese in deficit di fiducia. Crediamo che la radice affondi nella politica fiscale”. “Siamo convinti che per rafforzare le dinamiche dei consumi e degli investimenti la via più promettente sia quella di superare la logica degli interventi spot e dei bonus discriminatori, ridurre gli sprechi e le inefficienze ancora abbondantemente presenti nella spesa pubblica, scartare definitivamente qualsiasi ipotesi di aumento dell’Iva, l’ultima cosa di cui gli italiani hanno bisogno. Sul punto c’è stata la rassicurazione da parte del Governo e da più parti della politica.

Ma noi non abbasseremo la guardia, consapevoli, da un lato delle grandi difficoltà che il percorso di aggiustamento del bilancio pubblico presenta, e, dall’altro, che la soluzione non può certo passare da un inasprimento fiscale”. “Da tempo denunciamo – ha sottolineato ancora il presidente di Confcommercio – che il livello di pressione fiscale del nostro paese – ormai stabile al 43% – è insostenibile per il nostro sistema produttivo e incompatibile con qualsiasi realistica prospettiva di crescita robusta, diffusa, duratura. Abbiamo dato atto, e lo facciamo anche oggi, dei risultati ottenuti dal Governo sul fronte del contenimento della spesa pubblica.

Ma affermiamo che si deve proseguire in quest’azione e, anzi, rafforzarla. Le risorse necessarie per ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese si possono e si devono trovare agendo su due binari: da un lato, attraverso una profonda operazione di eliminazione di sprechi e inefficienze che l’aggregato dei consumi pubblici ancora presenta a qualsiasi livello istituzionale, centrale e locale”. Dall’altro, attraverso il contrasto all’evasione che – come confermato dall’analisi del nostro Ufficio Studi – consentirebbe, a determinate condizioni, di recuperare oltre 86 miliardi di imponibile evaso e quasi 43 miliardi di gettito da restituire, sotto forma di minori aliquote, ai contribuenti in regola.

E, tra i fattori che determinano l’evasione, indipendentemente dalla dimensione di impresa o dal settore produttivo, risultano cruciali proprio la quantità e la qualità dei servizi pubblici resi al cittadino e la facilità di adempimento degli obblighi fiscali.

Variabili che, nel Mezzogiorno in particolare, sono costantemente e sensibilmente peggiori del resto del Paese. E’ anche qui che si deve intervenire perché – per fare un esempio – solo per gli adempimenti fiscali, le nostre imprese devono impiegare 30 giornate lavorative all’anno, 11 in più rispetto alla media dei Paesi dell’area Euro.

Non dobbiamo stupirci, dunque, se nella comparazione internazionale l’Italia si colloca al 50° posto per il contesto favorevole nel “fare impresa” e scende addirittura al 126° posto – ultima tra i 27 Paesi dell’Unione Europea – relativamente ai tempi per pagare le imposte”.

Un sistema fiscale costruito su queste basi inevitabilmente conduce a rapporti conflittuali tra fisco e contribuenti. E’ un sistema squilibrato, farraginoso, complicato da capire e da gestire ed estremamente costoso per le imprese e per gli imprenditori. Per realizzare una concreta semplificazione fiscale occorre ridefinire dalle fondamenta il sistema tributario del nostro Paese al fine di raggiungere un nuovo equilibrio in grado di coniugare semplificazione ed equità”. Secondo Sangalli per raggiungere questo obiettivo sarebbero necessarie tre misure: il riordino in testi unici di tutte le disposizioni fiscali; la stabilità nelle disposizioni che impongono gli adempimenti fiscali; la non retroattività delle disposizioni tributarie. E, soprattutto, che i controlli fiscali non finiscano per incrementare ulteriormente gli oneri burocratici a carico delle imprese. “Insomma, abbiamo bisogno di un sistema fiscale che sia semplice, equo e capace di assicurare stabilità e certezza. In questo senso, apprezziamo la politica fiscale distensiva attuata dal Governo, compresa la riforma degli studi di settore che semplifica la vita delle imprese, così come l’intenzione annunciata pochi giorni fa dal Direttore delle Entrate Ruffini di dare un nuovo corso all’Agenzia comprendendo le difficoltà dei contribuenti, come le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti”. “Ma il grande passo da compiere – ha aggiunto Sangalli – rimane quello di dare un segnale di concreta riduzione delle tasse. La nostra posizione è nota: ridurre le aliquote Irpef in maniera ragionevole e generalizzata, di cui beneficerebbero indistintamente tutti i territori e tutti i contribuenti e che consentirebbe di rafforzare il capitale fiduciario del paese per trasformare la ripresa in crescita”. “Certo, non sta a noi decidere da dove iniziare. Sono tante le ipotesi sul tappeto – ha concluso Sangalli – per ridurre la pressione fiscale e poche – come ha ricordato il ministro Padoan – le risorse disponibili per attuarle. L’importante, qualunque sia lo strumento individuato, riduzione del cuneo fiscale o altro, è che si inizi subito”.

GSE

GSE – Certificati Bianchi, on-line il Contratto per i Progetti di Efficienza Energetica

E’ disponibile nella sezione Certificati Bianchi del sito, il Contratto per il rilascio dei Certificati Bianchi riconosciuti ai Progetti di Efficienza Energetica ai sensi del D.M. 11 gennaio 2017 così come approvato con lettera del 19 luglio 2017 dal Ministero dello Sviluppo Economico.

E’ possibile visualizzare il documento nel box “Documenti” della relativa sezione.

Enea

ENEA – PORTALE DEDICATO ALLE DETRAZIONI FISCALI PER IL RISPARMIO ENERGETICO DEGLI EDIFICI ESISTENTI

In questo sito sarà possibile trovare tutto ciò che occorre sapere per ottenere la detrazione fiscale e compilare correttamente la documentazione tecnica da inviare all’ENEA.

In particolare si potranno consultare:

– i decreti che regolano gli incentivi per la riqualificazione energetica (DECRETI);

– le nostre guide per i lavori incentivati (VADEMECUM);

– le risposte dei nostri esperti alle domande più frequenti (FAQ);

– esempi di calcolo della trasmittanza, di razionalizzazione energetica dell’involucro edilizio e  del risparmio energetico (PER I TECNICI);

– le indicazioni su come contattare gli esperti ENEA (CONTATTI);

– i contenuti delle finanziarie (Leggi incentivanti);

– altro materiale informativo (Provvedimenti sull’Efficienza Energetica, Documenti dell’Agenzia delle EntrateRapporti 55%Pubblicazioni ENEA).

Tramite queste pagine sarà possibile anche inviare la documentazione obbligatoria (INVIO) per fruire di tali detrazioni ed eventualmente richiedere la relativa assistenza informatica.

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CPL CONCORDIA e HoSt firmano una Letter of Intention

CPL CONCORDIA ha siglato una partnership con HoSt Biogas per assicurare una soluzione ottimale per la diffusione e manutenzione di nuovi impianti di upgrading a biometano per il mercato italiano. Questa speciale collaborazione, definita attraverso una LOI (Letter of Intention), è stata realizzata per garantire sistemi di upgrading con membrane tecnologicamente avanzate, assicurando la garanzia di un service di supporto 24/7.

HoSt è leader di mercato nella costruzione di sistemi di upgrading a biogas. L’azienda vanta la costruzione del primo impianto avanzato di biogas in commercio al mondo con l’impiego di un sistema di membrane a 3 stadi utilizzato in tutti gli impianti attivi. HoSt dispone di un’esperienza nella gestione di biogas prodotto da varie tipologie di biomasse, inclusi rifiuti e impianti di depurazione. Sulla base di questo know-how, vengono messe in atto soluzioni di pretrattamento, in modo da analizzare lo stato dell’impianto prima di procedere al suo upgrading. Questi stessi impianti offerti da HoSt sono noti per essere altamente efficienti e di semplice gestione.

CPL CONCORDIA ha attualmente in gestione come service Cogenerazione oltre 300 impianti in Italia e, grazie anche alla presenza diffusa a livello nazionale delle sue società controllate, è in grado di assicurare un servizio di post vendita più efficace.

Grazie alla cooperazione con HoSt, CPL CONCORDIA potrà offrire soluzioni uniche e innovative per il mercato italiano sulla fornitura di tecnologie di upgrading da biogas e relativa manutenzione, garantendo soluzioni efficaci ed avanzate per i clienti.

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CANTIERMACCHINE – OSSERVATORIO CRESME – VENDITE MACCHINE MOVIMENTO TERRA – ULTERIORE INCREMENTO DEL MERCATO INTERNO NEL 2° TRIMESTRE 2017 +6,2% RISPETTO AL 2° TRIMESTRE 2016

MERCATO ITALIANO DELLE MACCHINE MOVIMENTO TERRA E LAVORI STRADALI: ULTERIORE INCREMENTO DEL MERCATO INTERNO NEL 2° TRIMESTRE 2017 +6,2% RISPETTO AL 2° TRIMESTRE 2016 E IL 1° SEMESTRE 2017 SI CHIUDE CON 5.164 MACCHINE VENDUTE: +6,6% RISPETTO AL 1° SEMESTRE 2016

Osservatorio ASCOMAC CRESME macchine e impianti per le costruzioni

Si rafforza la domanda nel 2017 – Ulteriore incremento del mercato interno nel 2° trimestre 2017: +6,2% rispetto al 2° trimestre  2016 e il 1° semestre 2017 si chiude con 5.164 macchine vendute: +6,6% rispetto al 1° semestre 2016

“Positivo, anche per il primo semestre 2017, l’andamento delle vendite nel Mercato delle Macchine per le Costruzioni e Stradali – evidenzia l’Ing. Ruggero Riva, Presidente di Ascomac – con una crescita globale del 6,6% così ripartito: +6% mercato totale  delle macchine movimento terra, trascinate al rialzo grazie al  +18% registrato sulle  medio – grandi e da un  +9% su quelle per la costruzione di strade.

Un trend in crescita  provocato più dalla necessità dei  nostri Clienti di “svecchiare” il parco macchine (utilizzando tutte le agevolazioni fiscali in essere) che da un effettivo  aumento degli investimenti  in costruzioni che l’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) stima per il 2017 dello +0,2 %  in termini reali (+1.3% in termini correnti), definendolo  “trascurabile, insufficiente a creare le condizioni di una effettiva ripresa per un settore stremato da una profonda crisi”, che ormai si protrae da troppi anni, conclude l’Ing. Riva”.

SOLE 24ORE  –  CASAECLIMA.IT  –  RECOVER  –  MACCHINE EDILI


L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra nel 2° trimestre 2017 un ulteriore incremento del mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali: le 3.029 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio superano il dato delle vendite realizzate nel 2° trimestre 2016 del +6,2%. La totalizzazione dei dati trimestrali pari a 5.164 macchine, conferma un mercato in netta ripresa e che ha recuperato, ormai, gran parte del mercato perso in questi anni di pesante crisi; la variazione rispetto al 1° semestre 2016 è pari al +6,6% e il numero di macchine registrate è del tutto in linea con i dati registrati nel 2011, anno in cui nel 1° semestre le vendite/noleggi erano state pari a 5.280 macchine. Già nel 2016, con 11.103 macchine vendute/destinate alle flotte noleggio, al terzo anno di crescita consecutiva, si era tornati ai livelli delle vendite del 2011 anno in cui erano state vendute/noleggiate 10.741 macchine

GSE

GSE – Incentivi alle FER non fotovoltaiche, pubblicato il bollettino sul II semestre 2016

​È on-line il documento “Incentivazione delle fonti rinnovabili. Bollettino aggiornato al 31 dicembre 2016“, che fornisce un aggiornamento sui meccanismi di incentivazione degli impianti a fonti rinnovabili diversi dal fotovoltaico

Il testo contiene informazioni sulle attività di qualifica e controllo degli impianti, sull’erogazione delle tariffe incentivanti ex Certificati Verdi, sull’emissione dei Certificati Verdi, sulla concessione delle Tariffe Onnicomprensive e delle tariffe incentivanti ai sensi del DM 23/6/2016 e del DM 6/7/2012.

Per maggiori infomazioni è possibile consultare e scaricare il file excel con gli elenchi degli impianti ammessi agli incentivi nella sezione Pubblicazioni>Bollettino sull’incentivazione delle fonti rinnovabili del sito Internet.