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Volvo CE: l’EX2 compact presentato a Macron

Platea d’eccezione per il prototipo dell’EX2  di VolvoCE completamente elettrico che ha fatto il suo esordio nei quartier generali del Gruppo Volvo, a Gothenburg.

Il primo ministro svedese Stefan Löfven e il presidente francese Emmanuel Macron, proprio di fronte alla nuova macchina, hanno siglato un accordo di collaborazione strategica tra i due Paesi per spingere l’innovazione, la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale.

In questa occasione  Löfven e Macron hanno incontrato anche Martin Lundstedt, Presidente e CEO del Gruppo Volvo e, oltre all’EX2, hanno visionato altri prodotti innovativi come un camion a guida autonoma e un bus elettrico.

MinSviluppoEconomico

SEN – Strategia energetica nazionale, firmato il decreto

I ministri Carlo Calenda (Sviluppo economico) e Gian Luca Galletti (Ambiente e tutela del territorio e del mare) hanno firmato il decreto sulla nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN). La presentazione della SEN a Palazzo Chigi è stata aperta dall’intervento del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

Il comunicato stampa: Ecco la Strategia Energetica Nazionale 2017

Allegati

L’Italia ha raggiunto in anticipo gli obiettivi europei – con una penetrazione di rinnovabili del 17,5% sui consumi complessivi al 2015 rispetto al target del 2020 di 17% – e sono stati compiuti importanti progressi tecnologici che offrono nuove possibilità di conciliare contenimento dei prezzi dell’energia e sostenibilità. 
 
La Strategia si pone l’obiettivo di rendere il sistema energetico nazionale più:

  • competitivo: migliorare la competitività del Paese, continuando a ridurre il gap di prezzo e di costo dell’energia rispetto all’Europa, in un contesto di prezzi internazionali crescenti
  • sostenibile: raggiungere in modo sostenibile gli obiettivi ambientali e di de-carbonizzazione definiti a livello europeo, in linea con i futuri traguardi stabiliti nella COP21
  • sicuro: continuare a migliorare la sicurezza di approvvigionamento e la flessibilità dei sistemi e delle infrastrutture energetiche, rafforzando l’indipendenza energetica dell’Italia 

 

 

Al via la consultazione sulla Strategia energetica nazionale (SEN).

Prorogato al 12 settembre il termine per inviare commenti, segnalazioni e proposte – sui siti www.mise.gov.it e www.minambiente.it –  che saranno valutate per la predisposizione del documento finale.

 Leggi il documento in consultazione (pdf)

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Legge-europea

Legge europea 2017 – Energia ed Ascensori – Aggiornamento

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.277 del 27 novembre 2017 la Legge 20 novembre 2017, n. 167 recante disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Entra in vigore dal 12 dicembre 2017.


Art. 19 Imprese a forte consumo di energia elettrica. Decisione C(2017) 3406 della Commissione

L‘articolo 19, introdotto nel corso dell’esame alla Camera, contiene in primo luogo (comma 1) una disposizione di carattere generale volta a destinare automaticamente alla riduzione delle tariffe elettriche degli utenti che sostengono gli oneri connessi all’attuazione delle misure di cui ai commi successivi dell’articolo stessoalmeno il 50 per cento delle risorse derivanti dalle riduzioni per gli anni 2017-2019, della componente tariffaria A3, destinata alla promozione di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.


Art. 20 Sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili

La Comunicazione disciplina gli aiuti: a favore dell’energia da fonti rinnovabili (par. 3.3); misure di efficienza energetica (par. 3.4); per l’uso efficiente delle risorse e la gestione dei rifiuti (par. 3.5); per la cattura e lo stoccaggio di CO2 (par. 3.6); sotto forma di sgravi o esenzioni da tasse ambientali (par. 3.7); per le infrastrutture energetiche (par. 3.8); per l’adeguatezza della capacità di produzione (par. 3.9); sotto forma di autorizzazioni scambiabili (par. 3.10); al trasferimento di imprese (par. 3.11).

Ai sensi del par. 4, la Commissione europea può esigere che taluni regimi di aiuto siano soggetti ad una scadenza temporale (di norma quattro anni o meno) e ad una valutazione ex post.

La relativa disciplina sarà applicata fino al 31 dicembre 2020.

Il comma 1 alla lettera asostituisce il vigente testo del comma 3 dell’articolo 24 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 con un nuovo testo, mentre il comma 1 alla lettera b) interviene sul comma 4, lettera c) del medesimo articolo 24: esso reca Meccanismi di incentivazione per la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2012.

In base alle modifiche introdotte dalla lettera a), l’incentivo riguarderà la produzione di energia elettrica da impianti di potenza nominale fino a un valore che sarà stabilito con appositi decreti, di cui tuttavia si anticipano alcuni elementi.

Il testo si riferisce a decreti del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e, per i profili di competenza, con il Ministro delle politiche agricole e forestali, sentite l’Autorità per l’energia elettrica e il gas e la Conferenza unificata, che definiscono le modalità per l’attuazione dei sistemi di incentivazione. Ai sensi del comma 5 del vigente articolo 24 del decreto legislativo 28/2011 i decreti, tra le altre cose, disciplinano appunto i valori degli incentivi di cui al comma 3 per gli impianti che entrano in esercizio a decorrere dal 1° gennaio 2013.


Art. 21 Imprese a forte consumo di gas naturale

La norma in parola(24fa riferimento alla finalità di consentire la rideterminazione dell’applicazione al settore industriale dei corrispettivi a copertura degli oneri generali del sistema del gas il cui gettito è destinato al finanziamento di misure volte al raggiungimento di obiettivi comuni in materia di decarbonizzazione, in modo conforme ai criteri di cui alla comunicazione della Commissione europea 2014/C 200/01, del 28 giugno 2014, recante «Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020».


Art. 23 Disposizioni per l’integrale attuazione della direttiva 2014/33/UE relativa agli ascensori e ai componenti di sicurezza degli ascensori nonché‘ per l’esercizio degli ascensori

1. Al fine di assicurare l’integrale attuazione della direttiva 2014/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, relativa agli ascensori e ai componenti di sicurezza degli ascensori nonché’ per l’esercizio degli ascensori, il certificato di abilitazione previsto dall’articolo 15, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, e’ valido in tutto il territorio nazionale ed e’ rilasciato dal prefetto in seguito all’esito favorevole di una prova teorico-pratica.

BankItalia

Banca d’Italia – Imprese dotate di “rating di legalità”

La Banca d’Italia pubblica, ai sensi della Legge n.27 del 2012 e del successivo regolamento ministeriale, la situazione aggiornata delle imprese dotate di “rating di legalità” che hanno chiesto un finanziamento al sistema bancario; il rating è attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) alle imprese che ne fanno richiesta.

Nel 2016, le imprese con rating di legalità che hanno chiesto un finanziamento sono state 3.398 (nel 2015 erano state all’incirca la metà e pari a 1.451); solamente 133 non hanno ottenuto la concessione di finanziamenti per diverse ragioni, tra cui l’insufficiente merito creditizio.

Per 1.119 imprese il rating di legalità ha prodotto benefici in termini di migliori condizioni economiche di accesso al credito, inferiori tempi e costi di istruttoria.

In calce la tabella riepilogativa.

ISTAT

ISTAT – Fiducia dei consumatori e delle imprese – novembre 2017

A novembre 2017  l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra un lieve calo (0,3 punti percentuali) spostandosi da 109,1 a 108,8.

Nel mese di novembre segnali eterogenei provengono dai climi di fiducia dei settori indagati. In particolare, il clima di fiducia rimane sostanzialmente stabile nel settore manifatturiero (da 110,9 a 110,8), aumenta nelle costruzioni e nei servizi (i climi passano, rispettivamente, da 130,3 a 132,1 e da 107,7 a 108,2).

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia si segnala che, nel comparto manifatturiero, continua il recupero dei giudizi sul livello degli ordini in atto ormai dallo scorso settembre mentre le attese sulla produzione registrano un lieve calo; le scorte di magazzino sono giudicate in accumulo. Nel settore delle costruzioni, l’aumento dell’indice è trainato da un miglioramento dei giudizi sugli ordini in presenza di aspettative sull’occupazione sostanzialmente stabili.

Per quanto riguarda i servizi, l’incremento dell’indice di fiducia riflette un generale miglioramento di tutte le sue componenti. 

 

per l-economia

DL FISCALE, TARIFFE PROFESSIONALI FISSE E MINIME VIOLANO PRINCIPI CONCORRENZIALI 

In data 22 novembre 2017 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’esercizio dei poteri di cui all’art. 22 della legge 10 ottobre 1990 n. 287, ha deliberato l’invio di una segnalazione ai presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché al Presidente del Consiglio dei Ministri, avente ad oggetto alcune disposizioni previste nel d.l. 148/2017 e nel DDL AC 4741 di conversione dello stesso, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili. Modifica alla disciplina dell’estinzione del reato per condotte riparatorie” (c.d. decreto fiscale).

In primo luogo, è stata segnalata la contrarietà ai principi concorrenziali di quanto previsto dall’art. 19 quaterdecies del ddl in esame, in tema di “equo compenso” per le professioni, che introduce il principio generale per cui le clausole contrattuali tra i professionisti e alcune categorie di clienti, che fissino un compenso a livello inferiore rispetto ai valori stabiliti in parametri individuati da decreti ministeriali, sono da considerarsi vessatorie e quindi nulle. La disposizione, nella misura in cui collega l’equità del compenso a paramenti tariffari contenuti nei decreti anzidetti, reintroduce di fatto i minimi tariffari, con l’effetto di ostacolare la concorrenza di prezzo tra professionisti nelle relazioni commerciali con alcune tipologie di clienti c.d. “forti” e ricomprende anche la Pubblica Amministrazione.
L’Autorità ha sottolineato come, secondo i consolidati principi antitrust nazionali e comunitari, le tariffe professionali fisse e minime costituiscano una grave restrizione della concorrenza, in quanto impediscono ai professionisti di adottare comportamenti economici indipendenti e, quindi, di utilizzare il più importante strumento concorrenziale, ossia il prezzo della prestazione. Tale intervento, laddove approvato nei termini proposti, determinerebbe un’ingiustificata inversione di tendenza rispetto all’importante e impegnativo processo di liberalizzazione delle professioni in atto da oltre un decennio e a favore del quale l’Autorità si è costantemente pronunciata, né risponde ai principi di proporzionalità concorrenziale. Inoltre, eventuali criticità connesse all’elevato potere di domanda potrebbero essere affrontate attraverso un migliore utilizzo delle opportunità offerte da nuovi modelli organizzativi o dalle misure recentemente introdotte dal Jobs Act per tutelare i lavoratori autonomi in situazioni di squilibrio contrattuale e non tramite la misura in questione, che avrebbe l’unico effetto di alterare il corretto funzionamento delle dinamiche di mercato e l’efficiente allocazione delle risorse.

In secondo luogo, l’Autorità ha segnalato come le disposizioni introdotte nell’art. 19 del d.l. 148/2017, in materia di gestione collettiva dei diritti d’autore, non siano sufficienti a garantire un completo processo di liberalizzazione del settore, nella misura in cui limitano ai soli organismi di gestione collettiva la possibilità di competere con la SIAE, sino ad oggi monopolista legale nell’attività di raccolta dei diritti d’autore nel nostro Paese. 
Non sembrano invero sussistere esigenze imperative di interesse pubblico connesse alla struttura o al funzionamento del mercato, tali da precludere l’ingresso sul mercato italiano di operatori diversi dagli organismi di gestione collettiva. L’intervento di liberalizzazione dovrebbe essere integrato ampliando il più possibile la varietà di scelta, per gli autori, di operatori ai quali affidare la gestione dei diritti, includendo ad esempio anche le entità di gestione indipendenti. L’intervento in questione rischia di rivelarsi del tutto inefficace mantenendo, di fatto, la situazione di monopolio ad oggi esistente sul mercato e lasciando insoddisfatta una domanda attuale e potenziale di servizi innovativi.

porto

L’Italia ai primi posti per sicurezza della navigazione e qualità della flotta mercantile

Si è svolto a Roma, presso il Comando Generale della Guardia Costiera, l’Incontro annuale tra la Guardia Costiera e le società armatoriali del naviglio marittimo italiano, presieduto dal Capo 6° Reparto – Sicurezza della navigazione, Contrammiraglio Luigi Giardino. Il momento di confronto, finalizzato all’incremento degli standard di sicurezza a bordo delle navi battenti bandiera italiana, ha visto il contributo di numerosi Ufficiali del competente Reparto del Comando Generale, che hanno illustrato le molteplici attività svolte dal Corpo nell’ambito della sicurezza della navigazione, rispondendo alle domande degli armatori ed esponenti del cluster marittimo presenti all’evento.

L’occasione è stata utile per illustrare i risultati di rilievo raggiunti dall’Italia nell’anno 2016 nel campo della sicurezza della navigazione, quale importante attività di prevenzione contro gli incidenti e inquinamenti marini da navi.

A decretarlo è stato proprio il Segretariato del Paris MoU[1], che, con l’Annual Report 2016, ha evidenziato gli importanti obiettivi ottenuti grazie al contributo determinante della Guardia Costiera italiana, che con l’attività ispettiva di Flag State[2] e Port State Control[3] permette di accertare la conformità del naviglio mercantile nazionale ed estero alle norme internazionali e nazionali in materia di sicurezza della navigazione, tutela dell’ambiente marino e condizioni di vita a bordo.

porto

Autorità portuali: parere sul decreto

Nella Conferenza Unificata del 16 novembre è stato espresso da parte delle Regioni un parere favorevole sul decrero relativo alle autorità portuali
Il via libera è però condizionato all’accoglimento di alcuni emendamenti contenuti in un documento, approvato dalla Conferenza delle Regioni, che si riporta di seguiito integralemnete (il testo è stato pubblicato anche nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it).

PORTI – IN VIGORE LA RIFORMA DELLE AUTORITÀ PORTUALI

Posizione sullo schema di decreto legislativo recante “disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169, concernente le autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84”

Parere, ai sensi dell’articolo 8, comma 5, della legge 7 agosto 2015, n. 124
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome condiziona l’espressione del parere favorevole sull’ultima stesura dello Schema di D.Lgs. in oggetto (Nota della Conferenza Unificata del 15 novembre 2017) all’accoglimento delle seguenti proposte di modifica relative agli articoli 2, 7, 15:

Emendamento 1.
Al comma 1 dell’art. 2 dello schema di d.lgs. che modifica il d.lgs. 169/2016 inserire, prima della lettera a) la seguente lettera All’articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono apportate le seguenti modificazioni:
“0a) i commi da 1 a 5 dell’art. 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono sostituiti dai seguenti:
0 Il Piano regolatore di sistema portuale è lo strumento di pianificazione del sistema dei porti ricompresi nelle circoscrizioni territoriali di cui all’art. 6 c. 1.
Il piano si compone da un Documento di Pianificazione Strategica di Sistema e dai piani regolatori portuali di ciascun porto.
1. Le Autorità di Sistema Portuale redigono un Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS), coerente con il Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL) e con gli orientamenti comunitari in materia di portualità, logistica e reti infrastrutturali. Il DPSS definisce gli obiettivi di sviluppo e la pianificazione infrastrutturale sistemica delle AdSP; inoltre individua e perimetra le aree destinate a funzioni strettamente portuali e retroportuali, quelle di interazione porto-città e i collegamenti infrastrutturali di ultimo miglio di tipo viario e ferroviario coi singoli porti del sistema e gli attraversamenti del centro urbano. Il DPSS prevede una relazione illustrativa che descrive gli obiettivi e le scelte operate e i criteri seguiti nella pianificazione del sistema portuale complessivo e rappresentazioni grafiche in numero e scala opportuni, al fine di descrivere l’assetto territoriale del sistema, nonché per assicurare una chiara e univoca interpretazione dei contenuti, delle norme e delle procedure per la redazione dei piani di cui al successivo 4. La pianificazione delle aree con funzione di interazione porto-città definite dal DPSS sono demandate ai comuni, previo parere della AdSP.
2. Il DPSS viene sottoposto al parere di ciascun Comune territorialmente/amministrativamente interessato che si esprime entro e non oltre 45 giorni dal ricevimento dell’atto.
3. Il DPSS è adottato dal Comitato di Gestione ed approvato, al termine della procedura di cui al c. 10, nei successivi 60 giorni dalla Regione previa intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che si esprime sentita la Conferenza nazionale di cui all’art. 11-ter. Ai fini dell’ottenimento dell’intesa nei termini prescritti, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti può convocare una conferenza dei servizi ai sensi dell’art.14-quinquies della legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modifiche ed integrazioni. Il DPSS delle AdSP di cui al comma 1, la cui circoscrizione territoriale è ricompresa in più Regioni, è approvato con atto della Regione ove ha sede la stessa AdSP, previa intesa con le Regioni nel cui territorio sono ricompresi gli altri porti amministrati dalla stessa AdSP e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
4. Nei singoli porti ricompresi nelle circoscrizioni territoriali delle AdSP di cui all’articolo 6 comma 1, l’ambito e l’assetto complessivo delle aree destinate a funzioni strettamente portuali e retroportuali e agli assi di collegamento viario e ferroviario, come stabilite nel DPSS approvato, quali quelle destinate alle attività commerciali e crocieristiche, al diporto, alla produzione industriale, all’attività cantieristica e alle infrastrutture stradali e ferroviarie sono delimitati e disegnati dal Piano Regolatore Portuale (PRP), che individua analiticamente, altresì, le caratteristiche e la destinazione funzionale delle aree interessate.
5. I suddetti PRP sono redatti in attuazione al Piano Strategico Nazionale dei Porti e della Logistica, al DPSS e in conformità alle apposite linee-guida redatte dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, e declinano gli obiettivi, le previsioni, gli elementi e i contenuti e le strategie di ciascuno scalo delineando l’assetto complessivo delle opere di grande infrastrutturazione da sviluppare nei Piani Operativi Triennali.

CE

INAIL – Seminario, “Il 9° Rapporto Inail sulla sorveglianza del mercato per la direttiva macchine”

Milano, da martedì 12 a giovedì 14 dicembre 2017

Sede Evento: Auditorium Gio Ponti – Assolombarda, Confindustria Milano Monza e Brianza

Il seminario si propone l’obiettivo di illustrare i risultati dell’attività di sorveglianza del mercato con la presentazione del 9° Rapporto, con particolare attenzione al ruolo di supporto di Inail quale organo preposto all’accertamento tecnico.  L’evento prevede una sessione plenaria e altre di approfondimento tecnico dedicate a specifiche tipologie di macchine: apparecchi di sollevamento e macchine agricole e forestali.                                          
 
L’iniziativa rappresenta per gli addetti ai lavori un appuntamento atteso e un punto di riferimento nazionale nel campo della sicurezza delle macchine: un’occasione per presentare l’analisi dei dati sull’attività di “sorveglianza del mercato” aggiornati al 31 maggio 2017 e approfondire alcune problematiche emerse nell’ambito dell’attività di accertamento tecnico.
 
La partecipazione al seminario è gratuita e rilascia ai fini dell’aggiornamento delle competenze professionali n. 5 crediti formativi agli Ingegneri.
Per effettuare l’iscrizione è necessario inviare una richiesta alla mail: dit.segreteriaeventi@inail.it
La richiesta dovrà contenere nome, cognome, affiliazione e il/i giorno/i di partecipazione. Gli ingegneri dovranno aggiungere il codice fiscale, l’ordine di appartenenza e il numero iscrizione all’Ordine.

Le iscrizioni si chiuderanno il giorno 5 dicembre p.v.

Direttiva Macchine – 9° rapporto sull’attività di sorveglianza del mercato