bandiera_asta_fdecomite

Direttiva 2003/96/CE – Tassazione energia – Revisione

Consultazione Commissione Europea – Revisione Direttiva 2003/96/CE

La Commissione europea ha da poco lanciato la consultazione che avvia il processo di revisione della Direttiva 2003/96/CE sulla tassazione dell’energia.

La Commissione ha intenzione di elaborare e proporre un nuovo testo legislativo, ritenendo l’attuale direttiva, che è stata oggetto di numerose sentenze da parte della Corte di giustizia UE, mancante di chiarezza in alcune disposizioni.

La consultazione ha lo scopo di constatare l’attuale concreta applicazione della direttiva sulla tassazione dell’energia, al fine di verificare la formulazione di eventuale nuova proposta di revisione.

In allegato il testo le domande della consultazione, nella versione in italiano.

 

agcm

AGCM – Revisione Regolamento Rating di Legalità

 

CONSULTAZIONE PUBBLICA PER LA REVISIONE DEL REGOLAMENTO IN MATERIA DI RATING DI LEGALITA’  –  Bozza del Regolamento Rating

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha posto in pubblica consultazione la revisione del regolamento in materia di rating di legalità avente a oggetto gli articoli 2, commi 2, lettere a) e b) e 3, 3, comma 2, lettera f), 5, commi 3, 3-bis, 3-ter e 8, 6, commi 2, 2-bis, 4-bis e 8, 7, comma 1, e 8.

Le modifiche proposte sono volte alla semplificazione, snellimento e chiarificazione delle procedure per l’attribuzione, la modifica, il rinnovo, la revoca e l’annullamento del rating di legalità.

In particolare segnaliamo l’articolo 5, commi 3, 3-bis e 3-ter collegati all’articolo 213, comma 7 del Codice dei contratti in base al quale: 7.  L’Autorità collabora con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per la rilevazione di comportamenti aziendali meritevoli di valutazione al fine dell’attribuzione del “Rating di legalità” delle imprese di cui all’articolo 5-ter del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Il rating di legalità concorre anche alla determinazione del rating di impresa di cui all’articolo 83, comma 10”.

 I soggetti interessati possono esprimere le proprie valutazioni in merito al contenuto della delibera allegata entro 30 giorni dalla data di pubblicazione, inviando una mail  all’indirizzo consultazione.regolamentorating@agcm.it.

La consultazione terminerà il prossimo 8 aprile.

Ricordiamo che la nostra Federazione ha proposto al Governo e al Parlamento, a fini di semplificazione, la riduzione della garanzia per la partecipazione alle gare di appalto per le Imprese in possesso di determinate qualificazioni/certificazioni compreso il Rating di Legalità.

Proposta diventata Legge di Stato: art. 93, comma 7, L. n. 50/2016: Nei contratti di servizi e forniture, l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo è ridotto del 30 per cento, non cumulabile con le riduzioni di cui ai periodi precedenti, per gli operatori economici in possesso del rating di legalità e rating di impresa o della attestazione del modello organizzativo, ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001 o di certificazione social accountability 8000, o di certificazione del sistema di gestione a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, o di certificazione OHSAS 18001, o di certificazione UNI CEI EN ISO 50001 riguardante il sistema di gestione dell’energia o UNI CEI 11352 riguardante la certificazione di operatività in qualità di ESC (Energy Service Company) per l’offerta qualitativa dei servizi energetici e per gli operatori economici in possesso della certificazione ISO 27001 riguardante il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni. In caso di cumulo delle riduzioni, la riduzione successiva deve essere calcolata sull’importo che risulta dalla riduzione precedente”.

Mezzi di trasporto

Veicoli commerciali – Fissaggio del carico – Controlli – D.M. n. 215-17

D.M. 19.5.2017, n. 215  – Recepimento della Direttiva 2014/47/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 aprile 2014, relativa ai controlli tecnici su strada dei veicoli commerciali circolanti nella Unione e che abroga la Direttiva 2000/30/CE.

Fissaggio del carico

Il prossimo 20 maggio 2018 entrerà in vigore il D.M. n. 215 del 19.5.2017 riguardante i requisiti minimi per i controlli tecnici su strada dei veicoli commerciali circolanti nel territorio nazionale, al fine di migliorare la sicurezza stradale e l’ambiente.

La novità più importante per l’autotrasporto merci è il controllo sul corretto fissaggio del carico, per verificare che non si sposti durante la marcia del camion.

Quando si trasporta un carico, fissarlo in modo adeguato permette di evitare danni al veicolo e lesioni ai passeggeri o ad altri utenti della strada, e di evitare ingorghi dovuti alla perdita del carico.

Il D.M. n. 215/2017 di recepimento della Direttiva 2014/47/UE, stabilisce come debba essere fissato il carico, basandosi sulle linee guida comunitarie del 2014.

L’Allegato II elenca gli ambiti dei veicoli che sono oggetto dei controlli tecnici su strada e le modalità con cui devono avvenire:

  • identificazione del veicolo
  • impianto di frenatura
  • sterzo
  • visibilità
  • impianto elettrico e parti del circuito elettrico
  • assi, ruote, pneumatici, sospensioni
  • telaio ed elementi fissati al telaio
  • altri equipaggiamenti
  • effetti nocivi
  • controlli supplementari per veicoli delle categorie M2 e M3 adibiti al trasporto di passeggeri.

 L’Allegato III elenca principi di fissaggio del carico prevedendo tre categorie di mancanze:

  • lieve – il carico è stato fissato correttamente ma potrebbero essere opportuni consigli di prudenza;
  • grave – il carico non è stato fissato adeguatamente ed esiste un rischio di movimenti significativi o di ribaltamento del carico o di parti di esso pericolosa
  • pericolosa – rischio di caduta del carico o di parti di esso o da un pericolo derivante direttamente dal carico o da un pericolo immediato per le persone.

Nei casi di carenza grave o pericolosa, gli ispettori possono anche decidere di fermare il veicolo fino a quando non viene rimossa l’anomalia.

Le sanzioni variano da Euro 85 a Euro 338.

All. Linee Guida UE Fissaggio del carico e carichi eccezionali

 

 

Cognerazione-industriale-e1471610757970

Cogenerazione – Sentenza UE – tassazione energetica

 SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione)

7 marzo 2018 (*)

 «Rinvio pregiudiziale – Direttiva 2003/96/CE – Tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità – Articolo 14, paragrafo 1, lettera a) – Prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità – Obbligo di esenzione – Articolo 15, paragrafo 1, lettera c) – Prodotti energetici per la generazione combinata di calore e di energia – Facoltà di esenzione o di riduzione del livello di tassazione – Gas naturale destinato alla cogenerazione di calore e di elettricità»

Con piacere evidenziamo che le proposte formulate da Ascomac Cogena al Governo e al Parlamento dal 2011 ad oggi, hanno trovato piena attuazione nella presente sentenza. A livello legislativo nazionale, poi, segnaliamo, come ripetutamente fatto a livello istituzionale, che la norma istitutiva dell’accise sul gas naturale per la produzione di energia elettrica risulta abrogata.

 Questione

 Tassazione del gas naturale utilizzato da un impianto di cogenerazione al fine della generazione combinata di calore e di elettricità.

 Sentenza

la Corte (Prima Sezione) dichiara:

 L’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità, deve essere interpretato nel senso che l’esenzione obbligatoria prevista alla disposizione in parola si applica ai prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità allorché detti prodotti sono utilizzati per la produzione combinata della medesima e di calore, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva di cui trattasi.

 Contesto normativo

22      In primo luogo, occorre rilevare che dai termini stessi della prima frase dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96 risulta che gli Stati membri hanno l’obbligo di esentare dalla tassazione prevista dalla medesima direttiva i «prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità».

23      Va dunque constatato che una tale formulazione letterale non esclude per nulla dall’ambito di applicazione di suddetta esenzione obbligatoria i prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità da parte di un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale. È difatti necessario considerare che un impianto del genere utilizza «prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità», ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96.

26      Ciò posto, come già dichiarato dalla Corte, l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96, là dove impone agli Stati membri l’obbligo di esentare dalla tassazione prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità, prevede un obbligo preciso e incondizionato, cosicché la menzionata disposizione conferisce ai singoli il diritto di avvalersene dinanzi ai giudici nazionali (v., in tal senso, sentenza del 17 luglio 2008, Flughafen Köln/Bonn, C‑226/07, EU:C:2008:429, punti da 29 a 33).

33      Tuttavia, resta da considerare che, se un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale, fosse privato dell’esenzione prevista all’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96, esclusivamente con la motivazione che il medesimo non produce unicamente elettricità, ma in modo combinato calore e elettricità, ne potrebbe conseguire, come pongono in rilievo le circostanze della controversia di cui al procedimento principale, una disparità di trattamento fra i produttori di elettricità, il che costituirebbe una fonte di distorsioni della concorrenza nocive per il funzionamento del mercato interno nel settore dell’energia (v., in tal senso, sentenza del 21 dicembre 2011, Haltergemeinschaft, C‑250/10, non pubblicata, EU:C:2011:862, punti 17 e 18).

35      Orbene, la tassazione dei prodotti energetici allorché sono utilizzati per la produzione di elettricità da un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale, in considerazione del rischio di doppia imposizione che comporta, sarebbe contraria a siffatto obiettivo.

38      Di conseguenza, occorre constatare che, tanto dalla formulazione letterale dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96 quanto dall’impianto sistematico e dalle finalità della menzionata direttiva, i prodotti energetici utilizzati per la generazione combinata di calore e di elettricità rientrano nell’ambito di applicazione dell’esenzione obbligatoria prevista alla medesima disposizione.

39      Una simile interpretazione non può essere rimessa in discussione dall’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2003/96.

42      Orbene, come risulta dai punti da 26 a 28 della presente sentenza, l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96 impone agli Stati membri l’obbligo incondizionato di esentare i prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità.

44      L’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2003/96 è dunque inteso a concedere agli Stati membri una possibilità supplementare di derogare alla tassazione dei prodotti energetici prevista all’articolo 1 della direttiva in parola e non a evitare l’applicazione del regime di esenzione obbligatoria previsto all’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva di cui trattasi.

46      Alla luce del complesso delle suesposte considerazioni, occorre rispondere alla questione posta dichiarando che l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96 deve essere interpretato nel senso che l’esenzione obbligatoria prevista alla disposizione in parola si applica ai prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità allorché detti prodotti sono utilizzati per la produzione combinata della medesima e di calore, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva di cui trattasi.

GSE

GSE – Guida alla Cogenerazione ad Alto Rendimento 2018

Pubblicata dal GSE la nuova “Guida alla Cogenerazione ad Alto Rendimento – CAR” che aggiorna la prima  edizione marzo 2012 ed è di supporto per il riconoscimento CAR e/o per l’accesso al regime di sostegno previsto dal DM 5 settembre 2011.

La Guida si apre con una panoramica sul quadro normativo nazionale e comunitario relativo alla Cogenerazione ad Alto Rendimento che include la normativa entrata in vigore dal 2012 ad oggi. In particolare si segnalano: il Regolamento Delegato (UE) 2015/2402 della Commissione del 12 ottobre 2015, che aggiorna i rendimenti armonizzati per la produzione separata di energia elettrica e calore contenuti nel D.M. 4 agosto 2011, il D.M. 4 agosto 2016, sulla maggiore valorizzazione dell’energia da Cogenerazione ad Alto Rendimento ottenuta a seguito della riconversione di esistenti impianti a bioliquidi sostenibili che alimentano siti industriali o artigianali e il D.M. 16 marzo 2017, che contiene semplificazioni nell’ambito della realizzazione, della connessione e dell’esercizio degli impianti di microcogenerazione.

La Guida, da consultare unitamente alle “Linee Guida per l’applicazione del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 5 settembre 2011 – Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR)”, ha l’obiettivo di fornire indicazioni pratiche per predisporre correttamente la documentazione da trasmettere al GSE per la presentazione delle richieste di riconoscimento CAR e/o di accesso al regime di sostegno previsto dal D.M. 5 settembre 2011.

I capitoli 3 e 4 sono dedicati alla descrizione dei metodi di determinazione delle grandezze fondamentali al calcolo del Risparmio di Energia Primaria (PES) e del RISP. Il capitolo 4, in particolare, contiene esempi di metodologie di calcolo delle grandezze di interesse in caso di diverse configurazioni impiantistiche e per differenti tipologie di utenza.

Ogni argomento è corredato dalle risposte alle domande più frequenti poste al GSE dagli operatori nel corso degli anni. (Fonte: GSE)

 

Logo

ASCOMAC UNIMOT al SEATEC, 5-7 Aprile 2018

SEATEC 2018 – CarraraFiere,  

Viale Galileo Galilei, 133, Marina di Carrara

 nell’Area Unimot – padiglione E

dalla nostra Federazione in collaborazione con Assonat, Atena e Ucina, e con il patrocinio di CarraraFiere, il 6 aprile mattina, stiamo organizzando un Convegno  dal titolo: “L’efficientamento energetico dalle Marine turistiche alla Flotta della Marina Militare, passando dalla Nautica di lusso                                             

Per l’ingresso in Fiera è possibile scaricare on line free pass  o registrarsi all’Evento di interesse al link  calendario eventi (la registrazione consente di ricevere via mail il pass d’ingresso alla manifestazione)

Vi invitiamo a incontrarci nell’Area Associativa, insieme alle Imprese Associate partecipanti:

 CGT SpA,   MTU Italia Srl,  RAMA MOTORI SpA,  SAIM SpA.

mise

FONDO NAZIONALE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA Decreto 22.12.2017

Dopo tre anni e otto mesi, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6.3.2018, n. 54, il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico riguardante le modalità di funzionamento del Fondo nazionale per l’efficienza energetica. previsto dall’art. 15, D.Lgs. 4.7.2014, n. 102

Il Fondo

  • finanzia interventi, realizzati dalle imprese e dalla Pubblica Amministrazione, su edifici, impianti di teleriscaldamento e processi produttivi per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica’, è articolato in 26 articoli e 4 Capi:
  • norme generali,
  • Interventi a favore delle imprese,
  • Interventi a favore della Pubblica Amministrazione
  • disposizioni comuni e finali
  • ha natura rotativa e offrirà garanzie e finanziamenti a tasso agevolato promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari e investitori privati, sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi

 è alimentato da:

  • proventi della aste per i permessi di emissione di CO2
  • sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi introdotti con il D.Lgs. n. 102/2014 e smi
  • diagnosi energetiche
  • installazione di contatori
  • obblighi in capo ai gestori di reti di teleriscaldamento a quelli in capo ai distributori elettrici e del gas in materia d contatori
  • obblighi dei venditori in merito a fatturazione e trasparenza
  • dotazioni del fondo di garanzia per la realizzazione di reti di teleriscaldamento

è gestito da Invitalia in base a una convenzione con Mise e Mattm, è articolato in due sezioni:

  • concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento: 30% delle risorse annuali
  • erogazione di finanziamenti a tasso agevolato: 70% delle quote del Fondo

Beneficiari

  • Imprese, Pubbliche Amministrazioni

Finanziamento

  • Imprese – interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dei processi e dei servizi, di installazione o potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti
  • Esco – interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dei servizi e/o delle infrastrutture pubbliche, illuminazione pubblica, miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici destinati ad uso residenziale – edilizia popolare; edifici di proprietà della Pubblica amministrazione.

Richiesta agevolazioni

  • Presentazione domanda per via telematica prima della data di inizio dei lavori, secondo gli schemi, le modalità e gli ulteriori parametri economico-finanziari e requisiti minimi di accesso che saranno definiti da Invitalia entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto e approvati con decreti direttoriali del Mise

Accesso alle agevolazioni – Requisiti Imprese

  • accesso
  • le agevolazioni previste dal Fondo possono essere concesse alle imprese di tutti i settori, in forma singola o in forma aggregata o associata
  • l’accesso ai benefici avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino ad esaurimento delle disponibilità della relativa sezione del Fondo
  • requisiti imprese
  • essere regolarmente costituite da almeno due anni ed iscritte nel registro delle imprese
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali
  • provvedere a tenere una contabilità separata dell’operazione attraverso l’apertura di un conto corrente dedicato o, nel caso in cui la contabilità relativa a tale operazione sia ricompresa nel sistema contabile in uso, a distinguere tutti i dati e i documenti contabili dell’operazione in maniera chiara e verificabile in qualsiasi momento
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea
  • trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi previdenziali, contributivi e fiscali
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel regolamento GBER
  • qualora siano stati destinatari di provvedimenti di revoca parziale o totale di agevolazioni concesse dal Ministero, abbiano provveduto alla restituzione di quanto dovuto
  • nel caso in cui l’impresa sia una ESCo,  aver ottenuto la certificazione secondo la norma UNI CEI 11352 

Cumulabilità

  • Le agevolazioni sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie nel limite del regolamento de minimis, e con gli incentivi dei Certificati bianchi.

Cogenerazione ad alto rendimento

  • Nell’ambito degli interventi agevolati ai sensi del comma 1, lettera a), punto ii (installazione o potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti), sono ammessi interventi sugli impianti di cogenerazione o trigenerazione, o di nuova costruzione degli stessi, a condizione che sia conseguito il riconoscimento di Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR), rilasciata da GSE ai sensi del Decreto Legislativo n. 20 del 2007 come integrato dal decreto del Ministero dello sviluppo economico 4 agosto 2011.

 

MinSviluppoEconomico

AGEVOLAZIONI PER LE IMPRESE A FORTE CONSUMO DI GAS NATURALE

Agevolazioni per le imprese a forte consumo di gas naturale

Il Ministro dello Sviluppo Economico ha firmato, in applicazione della legge europea 2017, il Decreto interministeriale che avvia l’iter di revisione del sistema dei corrispettivi pagati dalle imprese industriali a forte consumo di gas naturale, al fine di stabilire un sistema di agevolazioni analogo a quello previsto per le imprese energivore e finanziare le misure di decarbonizzazione.

Con il Decreto, che sarà notificato alla Commissione europea, viene rivista la definizione di impresa “gasivora” per uniformarla a quella contenuta nelle Linee Guida della Ue in materia di aiuti di stato nel settore energetico e vengono fissati i criteri generali relativi alla cumulabilità delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di gas naturale, qualora siano attive per esse anche quelle relative al costo dell’energia elettrica.

Il Decreto, inoltre, stabilisce per le imprese che utilizzano il gas naturale come materia prima per uso non combustibile (tra cui la chimica e i fertilizzanti) e con consumi superiori ad una determinata soglia, le modalità attraverso cui l’ARERA potrà introdurre l’esenzione dal pagamento delle specifiche componenti tariffarie a copertura degli stessi oneri di decarbonizzazione.

mise

PROMOZIONE DELL’USO DEL BIOMETANO SETTORE TRASPORTI

Promozione dell’uso del biometano nel settore dei trasporti

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato sul proprio sito internet il Decreto interministeriale per la promozione dell’uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti.

Si tratta di un provvedimento particolarmente atteso sia dal settore agricolo che da quello che si occupa della gestione del ciclo dei rifiuti.

Con il Decreto,  l’Italia, già all’avanguardia in Europa, si pone l’obiettivo del 10% al 2020 del consumo di energie rinnovabili nel settore dei trasporti, al cui interno è stato fissato il sub target nazionale per il biometano avanzato e gli altri biocarburanti avanzati, pari allo 0,9% al 2020 e al 1,5% nel 2021.

Il provvedimento è in linea con quanto previsto dalle Direttive UE sulla promozione dell’energia da fonte rinnovabile e dalla cosiddetta Direttiva “ILUC”, e di fatto anticipa quanto si sta decidendo a Bruxelles nella discussione sulla nuova proposta di direttiva sulle rinnovabili.

Il meccanismo previsto nel Decreto non incide in alcun modo sulle bollette del gas né dell’elettricità: infatti viene finanziato esclusivamente dai “soggetti obbligati” (operatori economici che vendono benzina e gasolio, e che quindi hanno da tempo l’obbligo di immetterne una parte sotto forma di biocarburanti, che quindi è oggi già incluso nel prezzo finale alla pompa). E’ inoltre previsto che si sostituiscano biocarburanti per lo più di importazione (biodiesel) con biometano prodotto sul territorio nazionale, promuovendo la filiera nazionale, aiutando il ciclo dei rifiuti (FORSU) e gli agricoltori nazionali.

Testo del Decreto