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Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Consultazione “Economia Circolare ed uso efficiente delle risorse”

Avvio della consultazione pubblica sul documento “ECONOMIA CIRCOLARE ED USO EFFICIENTE DELLE RISORSE – Indicatori per la misurazione dell’economia circolare” da parte della Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento.

Il documento elaborato dal MATTM e il MISE, con il supporto tecnico e scientifico dell’ENEA e il coinvolgimento di esperti in materia, rappresenta una prima proposta operativa di schema di monitoraggio della “circolarità” a livello macro (sistema paese), meso (regione, distretto, settore, ecc.) e micro (singola impresa, organizzazione, amministrazione).

Gli indicatori contenuti nel documento non sono, tuttavia, da considerarsi esaustivi ma rappresentano la base di partenza per arrivare, in futuro, all’individuazione della/delle migliore/i soluzione/i perseguibili per il sistema Italia in termini di massimizzazione dei benefici economici e di salvaguardia delle risorse.

Al fine di consolidare il documento sotto il profilo operativo e applicativo, e renderlo quanto più funzionale al sistema Italia, imprese, organizzazioni, istituzioni e altri soggetti pubblici o privati sono invitati a contribuire alla presente consultazione pubblica.

Inizio consultazione pubblica: 30 luglio 2018

Fine consultazione pubblica: 1° ottobre 2018

Fonte: Ministero dell’Ambiente e  della Tutela del Territorio e del Mare

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Ministero dello Sviluppo Economico – Startup innovative – Rapporto

Startup innovative, 50mila persone coinvolte. Online il nuovo rapporto

È online la 16a edizione del rapporto trimestrale sui trend demografici e le performance economiche delle startup innovative italiane, aggiornato al secondo trimestre 2018.

Dal dicembre 2012, con l’entrata in vigore della policy dedicata, le startup innovative si sono gradualmente affermate come una presenza di rilievo nel tessuto imprenditoriale nazionale. Al 4 luglio 2018, data di riferimento del report, erano 9.396 le startup iscritte nella sezione dedicata del Registro delle Imprese (database disponibile online), il 3% di tutte le società di capitali costituite in Italia negli ultimi 5 anni e tuttora in stato attivo.

Rispetto a tre mesi si contano circa 500 startup innovative in più. Tale dato appare più significativo se si considera che, per effetto degli specifici requisiti di ammissione anagrafici e dimensionali previsti dalla disciplina (sintesi, pdf), il database delle startup è soggetto a un turnover continuo: da un lato, si registra un costante flusso in entrata da parte di imprese innovative appena costituite; dall’altro, la progressiva fuoriuscita di imprese ormai diventate “mature” (es. in quanto hanno superato il limite, stabilito dal d.l. 179/2012, dei cinque anni di età, o dei cinque milioni di fatturato annuo), pertanto pronte ad accedere allo status di “PMI innovativa” (sintesi, pdf).

Tale crescita si riflette anche nell’incremento dei valori occupazionali espressi. Al 31 marzo 2018 le startup innovative coinvolgevano 48.965 persone tra soci e lavoratori subordinati. I dati sui dipendenti a metà 2018 non sono ancora disponibili, ma i trend storici lasciano intuire che alla data odierna la forza lavoro espressa dalle startup innovative italiane abbia già ampiamente superato la soglia delle 50mila unità.

Realizzato congiuntamente da Mise (DG per la Politica Industriale) e InfoCamere, con la collaborazione di Unioncamere, il rapporto presenta approfondimenti su numerosi altri aspetti del fenomeno: dalla distribuzione geografica alle caratteristiche dei soci, dai settori di attività economica ai principali dati di bilancio. Tra i rilievi più interessanti:

  • La Lombardia è di gran lunga la regione capofila per numero di startup innovative, raggiungendo a metà 2018 quota 2.286, il 24,3% del totale nazionale. Di queste, ben 1.598 si trovano nell’area di Milano: in questa città quasi il 5% delle società di capitali avviate negli ultimi 5 anni è attualmente in possesso dello status speciale.
  • La provincia con il più elevato rapporto tra startup innovative iscritte e nuove società di capitali è invece Trieste (7%), seguita a breve distanza da Trento (6,9%). Viceversa, a La Spezia e Crotone è startup solo una nuova azienda su 200.
  • Le startup innovative sono una presenza significativa in alcuni settori economici. Ad esempio, è startup il 7,6% delle nuove imprese del comparto dei servizi. Scomponendo quest’ultimo sulla base della codificazione Ateco, l’incidenza aumenta notevolmente nei settori dello sviluppo di software (32,9%) e, soprattutto, della ricerca e sviluppo (66,1%).
  • Le startup innovative hanno un’elevata propensione all’investimento: il rapporto tra immobilizzazioni e attivo patrimoniale è pari al 27,86%, più di sei volte maggiore rispetto al valore registrato dalle altre società di recente costituzione (4,3%).
  • Rispetto alle altre nuove società di capitali, le startup innovative sono tendenzialmente più giovani: gli under-35 compaiono in quasi una startup su due (44,8%), contro il 35,2% fatto registrare dalle altre neo-imprese.

Leggi il testo del report: Secondo trimestre 2018 – Cruscotto di indicatori statistici sulle startup innovative (pdf)

Documenti utili

 

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

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AISEM UNICEA – Il Mercato Italiano dei Carrelli Industriali – Scheda Informativa 2018

Il Mercato Italiano dei Carrelli Industriali 

Scheda Informativa 2018

Nel 2017 il mercato italiano dei carrelli industriali ha proseguito l’importante crescita che si registra ormai da 5 anni (+ 11 % rispetto al 2016).

In tutte le categorie di prodotto si sono registrate crescite positive, seppur di entità inferiore rispetto a quelle registrate nel 2016. Interessante notare come la crescita più significativa, in termini percentuali, si sia registrata nel segmento dei carrelli frontali elettrici (+19% rispetto al 2016) anche se in lieve diminuzione rispetto al 2016 quando la crescita era stata del 23%. Più marcato il rallentamento della crescita nel segmento dei carrelli da magazzino (+8% nel 2017 contro il +25% del 2016) e nel segmento dei frontali termici (+ 3% nel 2017 contro il + 34% del 2016).

Analizzando i numeri del mercato dei carrelli elevatori dell’ anno 2017, si nota come continui la crescita in tutti i segmenti (macchine da magazzino, frontali elettrici e frontali termici).

Ha rallentato leggermente la crescita il settore dei carrelli da magazzino in confronto al 2016, registrando comunque un valore positivo (+8%), a trascinare i numeri sono stai i frontali elettrici (+19%), mentre anche i termici hanno registrato un positivo (+3%).

A livello regionale, spicca il risultato della Lombardia, che con un +21% porta il suo peso sul totale al 28% (era 26% nel 2016); le altre due grandi regioni, in termini di mercato, Emilia Romagna e Veneto, invece perdono entrambe un punto percentuale, nonostante una crescita rispettivamente di 1% e 5%, inferiore però alla crescita del mercato 11%.

Altra regione che è riuscita ad aumentare il proprio peso sul totale è il Trentino Alto Adige +1%, grazie ad un +45% totale rispetto al 2016. Sempre molti i termici in Emilia Romagna (600), il 20% del totale.

Anche i primi mesi del 2018 sembrano non avere flessioni rispetto al 2017“.

Gianpaolo Meloni – Presidente UNICEA

 

“La soglia dei 50.000 carrelli venduti è ormai raggiunta. Il mercato Italiano è saldamento al 3° posto nel mercato Europeo. L’andamento degli ordini negli ultimi anni, fa pensare che il volume di mercato sia consolidato e destinato a durare nel tempo senza grosse oscillazioni. Questa stabilità sarà di aiuto alle aziende produttrici che potranno organizzarsi e pianificare al meglio le loro attività“.

Loreno Leri – Coordinatore Comitato Statistiche Sezione Carrelli Industriali AISEM

 

I dati presentati sono frutto di un’elaborazione delle indagini statistiche condotte in collaborazione tra le Associazioni ANIMA/AISEM e ASCOMAC/UNICEA a cui aderiscono tutti i principali costruttori e distributori di carrelli industriali operanti in Italia.

I Report AISEM\UNICEA sono messi a disposizione delle aziende Associate con cadenza mensile.

La presente scheda informativa viene resa disponibile al pubblico una volta all’anno.

 

Per ulteriori informazioni:

Segreteria ANIMA/AISEM: Andrea Pasquini – aisem@anima.it – 02 45418582 – www.aisem.it

Segreteria ASCOMAC/UNICEA: Carlo Belvedere – ascomac@outlook.it – 06 20369638 – www.ascomac.it

 

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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – I Semestre 2018

Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del Cresme, promosso da ASCOMAC Cantiermacchine

Il nostro mercato, grazie alle agevolazioni fiscali, che sono state mantenute anche nel 2018, e non agli investimenti in costruzioni fermi ai minimi storici, ha realizzato un ottimo + 25% nel primo semestre 2018, rispetto al primo semestre dell’anno scorso, con n. 6.409 macchine per costruzioni vendute al Cliente utilizzatore o immesse nelle flotte noleggio.

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Ministero dello Sviluppo Economico – La Situazione energetica nazionale nel 2017

Ministero dello Sviluppo Economico 

 La Situazione energetica nazionale nel 2017

Nel 2017, in un contesto internazionale segnato da un ulteriore rafforzamento della ripresa economica mondiale e da prezzi delle materie prime che si sono riportati su livelli elevati, l’Italia ha confermato di avere un sistema energetico sostenibile in cui rinnovabili ed efficienza energetica sono centrali, coerentemente con il percorso indicato con l’approvazione della Strategia energetica nazionale nel novembre scorso.

Le fonti energetiche rinnovabili (FER) hanno consolidato il proprio ruolo di primo piano nel sistema energetico nazionale confermandosi una componente centrale dello sviluppo sostenibile del Paese, con ricadute occupazionali ed economiche importanti. Nonostante il venire a mancare di una parte della generazione idroelettrica, per effetto della bassa piovosità, si stima che nel 2017 le FER abbiano coperto il 17,7% dei consumi finali lordi di energia, il valore più elevato mai registrato e che risulta al di sopra degli obiettivi europei al 2020. Con riferimento al solo settore elettrico, l’incidenza delle FER – calcolate applicando i criteri di calcolo della direttiva 2009/28/CE – sul consumo interno lordo di energia elettrica al netto dei pompaggi è stimata pari al 34,2%, in lieve aumento rispetto al dato 2016 (34,0%). Si stima che nel 2017 alle attività legate alla realizzazione e gestione di nuovi impianti alimentati da FER siano corrisposte circa 70.000 unità di lavoro permanenti e 44.000 temporanee.

Si conferma il buon livello di efficienza energetica del nostro paese: l’indice ODEX per l’intera economia italiana nel 2016 (ultimo anno disponibile) è stato pari a 92,7 confermando i miglioramenti registrati a partire dall’anno 2005 (anno di riferimento 2000 posto pari a 100). L’intensità energetica del PIL si è attestata intorno 106,7 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) per milione di euro, con un decremento complessivo pari al 4,9% rispetto al 2013, uno dei valori più bassi dei paesi dell’area OCSE.Tale miglioramento è frutto dei molti strumenti di promozione adottati (dalle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, al nuovo Conto Termico, ai Titoli di efficienza energetica) che hanno portato a rilevanti risparmi di energia e, conseguentemente, alla riduzione delle emissioni: complessivamente, nel periodo 2005-2017, si stima che con le misure per l’efficienza energetica siano stati risparmiati 13,4 milioni di tep all’anno di energia primaria e oltre 3,5 miliardi di euro l’anno di mancate importazioni che hanno alleggerito la bolletta energetica del paese.

La progressiva incidenza delle FER e la riduzione dell’intensità energetica hanno contribuito, negli ultimi anni, alla riduzione della dipendenza del nostro Paese dalle fonti di approvvigionamento estere. La quota di fabbisogno energetico nazionale soddisfatta da importazioni nette rimane elevata (pari al 76,5%) ma più bassa di circa 6 punti percentuali rispetto al 2010.

Nel 2017, riprende a crescere, dopo un decennio di riduzione quasi continua, la domanda di energia primaria (+1,5% rispetto al 2016); questa è soddisfatta sempre meno dal petrolio (che comunque rappresenta un terzo del totale), dai combustibili solidi (al 6,1%) e dall’energia elettrica importata (al 4,9%). Cresce invece il contributo del gas (al 36,2%) e si conferma quello delle fonti rinnovabili (pari a poco meno di un quinto).

Aumenta anche la domanda finale di energia, cresciuta dell’1,7%, che prosegue la tendenza positiva manifestatasi negli ultimi tre anni, una crescita trainata dall’agricoltura, i bunkeraggi, gli usi civili e quelli industriali. In controtendenza invece il settore dei trasporti che mostra un lieve decremento.

In termini economici, le imprese appartenenti ai settori della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata e della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio generano un valore aggiunto che cresce del 2,7% rispetto all’anno precedente.

Permane il divario di costi energetici che svantaggia il nostro Paese: il differenziale fra i prezzi dei prodotti energetici in Italia e nell’Unione Europea rimane positivo ma è ripreso il processo di convergenza iniziato qualche anno fa. Si conferma un significativo premio pagato dalle imprese italiane per l’energia elettrica e uno più lieve per il gas acquistato dalle famiglie. Ciò è anche il risultato della maggiore pressione fiscale che nel nostro paese colpisce i prodotti energetici: nel 2016, ultimo dato disponibile, ogni tep di energia utilizzata era gravata da una imposta di 384 euro, un valore superiore del 64% alla media europea.

 Documenti

 

 

 

Fonte: MiSE

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JCB Hydradig per il Consorzio della Bonifica Burana.

JCB HYDRADIG PER IL CONSORZIO DELLA BONIFICA BURANA

Per il rinforzo degli argini e la manutenzione del reticolo idraulico gestito dal Consorzio della Bonifica Burana è stato scelto l’innovativo escavatore gommato JCB Hydradig 110W.

 Il Consorzio della Bonifica Burana (www.consorzioburana.it) è l’ente responsabile della gestione di un comprensorio dell’estensione di circa 250mila ettari nel territorio regionale emiliano. L’area del comprensorio è compresa tra i confini segnati da Sud a Nord dall’Abetone e il fiume Po, e da Est a Ovest dal torrente Samoggia e il fiume Secchia. Il Consorzio della Bonifica Burana ha fra i suoi compiti istituzionali la bonifica e salvaguardia del territorio in pianura, e in particolare l’allontanamento delle acque meteoriche in eccesso di piena attraverso il reticolo idraulico presente nell’area, la salvaguardia contro i rischi idrogeologici delle zone montuose e, in ambito agricolo, l’irrigazione nei territori collinari e in pianura.

“Le funzioni assegnate al Consorzio –  spiega Andrea Simani, ingegnere idraulico Responsabile e Caposettore del comprensorio di Destra Panaro del Consorzio della Bonifica Burana – comportano la conduzione e il mantenimento delle opere idrauliche necessarie a tali scopi, e che se non gestite con puntualità comporterebbero il ristagno delle acque pluviali nelle città e nelle campagne, la cui regolare raccolta e deflusso sono demandati alla rete idrografica artificiale dei canali da noi gestita. Ove necessario, il nostro intervento permette anche il contenimento delle precipitazioni, la derivazione delle acque fluviali e la loro distribuzione a fini irrigui tramite i canali del reticolo idraulico”.

Tutto ciò richiede continui interventi manutentivi di varia natura, affidati a un parco di macchine operatrici gestite dal consorzio, in cui da inizio anno ha fatto il suo recente ingresso un escavatore gommato JCB Hydradig 110W, una soluzione estremamente versatile che, grazie alle sue peculiari caratteristiche, è in grado di adattarsi perfettamente alle molteplici esigenze operative del Consorzio della Bonifica Burana.

Prosegue Andrea Simani, “Larghissima parte del nostro lavoro quotidiano è focalizzato sulle manutenzioni necessarie a garantire la piena funzionalità di un reticolo idraulico territoriale la cui estensione supera i 2.200 km, diverse centinaia dei quali sono all’interno dell’area di nostra competenza. I canali, che in caso di piena convogliano le acque al bacino di recapito naturale costituito dal fiume Panaro, necessitano infatti di costanti interventi, consistenti principalmente nei diserbi di ciglio, sponde e fondo – che si effettuano sull’intera rete da due fino a quattro volte l’anno -, negli interventi di spurgo e nel dragaggio dei fondali accompagnato, ove necessario, dal ripristino della sezione di progetto originaria al fine di conservare la corretta capacità di invaso e di deflusso. Il materiale asportato, previa analisi chimica, viene poi riutilizzato per il rinforzo degli argini e la compattazione delle sponde dei canali. A tali interventi si accompagnano poi i ripristini a seguito di eventi franosi, frequenti soprattutto nei canali di tipo pensile caratterizzati da argini in elevazione rispetto al piano di campagna, i quali possono essere soggetti a elevati carichi idraulici che tendono ad ingenerare fenomeni di erosione”.

Per la gestione di tali opere il Consorzio utilizza diverse macchine operatrici, fra cui trattori dotati di attrezzature per la manutenzione degli argini ed escavatori cingolati o gommati, a seconda della tipologia di intervento e delle condizioni del terreno. Ed è stato proprio in base a questa variabilità di condizioni che il concessionario JCB di zona, la Piolanti s.r.l. di Forlì, ha proposto all’ente l’acquisto di una macchina caratterizzata da una spiccata versatilità come l’escavatore gommato JCB Hydradig 110W.

“Frutto di un progetto innovativo che ha posto al centro dello sviluppo della macchina i concetti di visibilità, stabilità, mobilità, manovrabilità e accessibilità – sottolinea Michele Montalti, funzionario commerciale Piolanti – la JCB Hydradig rappresenta un’evoluzione del tradizionale escavatore gommato finalizzata ad esaltarne le caratteristiche di multifunzionalità e adattabilità ai più svariati ambiti operativi”.

 La variabilità delle esigenze funzionali e delle condizioni operative che caratterizzano il lavoro del Consorzio della Bonifica Burana hanno rappresentato per la Hydradig 110W un banco di prova particolarmente impegnativo, che la macchina JCB ha superato con brillanti risultati. Consegnata a inizio anno, la macchina ha lavorato a pieno ritmo in questi mesi, facendosi apprezzare per le sue doti di versatilità, produttività e mobilità. Lo affermano, in sintesi a una voce, gli operatori del Consorzio che hanno utilizzato la macchina JCB in questi primi mesi dell’anno: “Sia negli interventi di sistemazione degli argini meno impegnativi che nei lavori di pulizia dei canali e compattazione delle sponde la Hydradig si è fatta apprezzare in particolare per le sue doti di stabilità, che le consentono di operare agevolmente anche su terreni in pendenza, e mobilità, che le permettono di disimpegnarsi anche in condizioni di terreno difficili in virtù di una buona galleggiabilità e di una trazione ottimale garantita dalle quattro ruote motrici sempre in presa”.

Hydradig è equipaggiata con il motore JCB EcoMAX Stage IV/Tier 4 Final, dotato di sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR) e in grado di erogare una potenza di 81 kW (108 CV); la sua elevata efficienza consente di abbattere i consumi fino al 4% a parità di potenza e coppia rispetto alla precedente versione, con una conseguente riduzione dei costi di esercizio.

Tra le carte vincenti di Hydradig spicca la grande stabilità, frutto di un baricentro particolarmente basso ottenuto assemblando trasmissione e pompa idraulica nel telaio di base anziché nella struttura superiore della macchina; grazie a questo particolare design la macchina risulta stabile e sicura non solamente al lavoro ma anche durante i trasferimenti, consentendo di sfruttare al meglio le doti del motore. L’assemblaggio della trasmissione nella parte inferiore del telaio ha inoltre consentito ai progettisti JCB di creare una cabina operatore e una struttura superiore con una visibilità a 360°, poiché la visuale non è impedita dalla presenza di cofani del motore o serbatoi di carburante. Poiché il motore non è più montato nella carrozzeria superiore, non è più necessario disporre di ulteriori mancorrenti, specchi o di una telecamera retrovisiva e, in questo modo, la visibilità dell’operatore risulta ulteriormente migliorata.

Altra dote della Hydradig, prodotta in allestimento con braccio a doppia articolazione che garantisce una capacità di sollevamento di 1.000 kg con rotazione a 360°, è la mobilità offerta dalla trasmissione idrostatica a variazione continua su tutte e quattro le ruote e da un telaio esteso con sterzatura su tutte le ruote, accompagnata da un’eccellente manovrabilità garantita da tre modalità di sterzatura di serie, ovvero a due ruote sterzanti, a 4 ruote sterzanti e a granchio. È inoltre disponibile una funzione di sterzatura in retromarcia opzionale, che cambia la direzione delle ruote sterzanti quando vengono ruotate di 180 gradi. L’assale anteriore, caratterizzato da un angolo di oscillazione pari a +/-8°, e le quattro ruote motrici sempre in presa con una trasmissione idrostatica a variazione continua assicurano trazione e manovrabilità massime sui terreni più difficili.

Didascalie

Foto 1: L’escavatore gommato JCB Hydradig 110W acquistato dal Consorzio della Bonifica Burana.

Foto 2: Personale del Consorzio della Bonifica Burana con Michele Montalti (secondo da destra), funzionario commerciale JCB Piolanti, in occasione della consegna della macchina.

Foto 3-18: L’escavatore gommato JCB Hydradig 110W impegnato nella pulizia nel ripristino della sezione di progetto originaria. dei canali e

Foto 19-20: L’escavatore gommato JCB Hydradig 110W

Puoi scaricare tutte le immagini,  cliccare qui

 

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INAIL – Lavori su impianti elettrici in bassa tensione

INAIL   

Lavori su impianti elettrici in bassa tensione

Il Documento è di interesse per i lavoratori che si occupano dell’esercizio, della manutenzione o delle verifiche dei sistemi elettrici e per i lavoratori che svolgono la propria attività nei pressi di tali impianti, pur non avendo direttamente a che fare con essi.

Il rischio elettrico è qualcosa a cui la maggior parte dei lavoratori sono esposti solo a seguito del venir meno delle barriere di sicurezza di cui sono stati dotati in fase realizzativa gli impianti o le apparecchiature, pertanto solo a seguito di un’errata realizzazione o di incuria nell’uso.

Vi sono invece lavoratori, come quelli che si occupano dell’esercizio, della manutenzione o delle verifiche dei sistemi elettrici, che hanno particolarmente a che fare con il rischio elettrico durante l’attività lavorativa.

Il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008 e s.m.i.) dedica un intero “Capo” (il III del Titolo III) all’attenzione che il datore di lavoro deve dedicare alla riduzione del possibile rischio elettrico.

Con la pubblicazione del d.lgs. 81/2008 e delle norme CEI 11-15 e CEI 11-27, IV Edizione, e con il recepimento della norma En 50110-1:2013, sono a disposizione dei datori di lavoro tutte le disposizioni legislative e normative da mettere in atto per ridurre il rischio nei lavori con rischio elettrico.

L’Inail ha preso parte all’evoluzione della normativa e svolge attività di ricerca e di formazione sulla valutazione del rischio anche in tale campo. Il presente lavoro ha lo scopo di presentare:

  • le disposizioni legislative e normative,
  • esempi e procedure per la sicurezza dei lavoratori.

 

Fonte: Inail

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Ministero dello Sviluppo Economico – Garante per le Micro-PMI – Relazione

Garante per le MicroPMI

Relazione

Online la relazione del Garante per le micro, piccole e medie imprese.

Il rapporto fa il punto sulla situazione nel 2017 del nostro sistema di MicroPMI, sui fenomeni di trasformazione che lo attraversano e sulle politiche adottate per affrontare le sfide dell’innovazione.

In particolare la relazione descrive i principali strumenti agevolativi del Piano nazionale “Impresa 4.0”: dal sostegno all’innovazione, alla ricerca e sviluppo, agli investimenti produttivi, fino alle competenze. Si sofferma successivamente sul tema dell’economia circolare e sul sostegno all’internazionalizzazione delle PMI, fornendo una panoramica sul Piano straordinario per il Made in Italy.

La relazione, prevista dalla legge 11 novembre 2011, n. 180 (“Norme per la tutela della libertà d’impresa. Statuto delle imprese”), è stata trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri.

 

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico