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MiSE – BENI STRUMENTALI – “NUOVA SABATINI”

Ministero dello Sviluppo Economico

 

Beni strumentali – “Nuova Sabatini”

 

Innalzamento da 2 a 4 milioni di euro dell’importo massimo dei finanziamenti concedibili per singola impresa

L’articolo 20 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (decreto Crescita), ha innalzato da 2 a 4 milioni di euro l’importo dei finanziamenti concedibili a ciascun impresa agevolabili ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 69 del 2013 e successive modificazioni e integrazioni (“Nuova Sabatini”).

In virtù della predetta modifica normativa, le imprese possono presentare domanda di agevolazione utilizzando il nuovo modulo disponibile nella sezione Presentazione domande.

Si precisa che le domande di agevolazione presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dal 1° maggio 2019 (data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 34 del 30 aprile 2019), qualora comportino, in via cumulata, il superamento del precedente limite di finanziamento di 2 milioni di euro, saranno comunque accettate dal Ministero dello sviluppo economico, anche se presentate utilizzando il precedente modulo di domanda.

Nuovo indirizzo piattaforma

Attenzione: per accedere alla piattaforma Nuova Sabatini occorre collegarsi esclusivamente al seguente indirizzo: https://benistrumentali.dgiai.gov.it in sostituzione dell’indirizzo (https://benistrumentali.incentivialleimprese.gov.it), non più in uso.

Fonte: MiSE

CPL CONCORDIA Plastic Free_bottle (002)

CPL CONCORDIA SCEGLIE DI ESSERE “PLASTIC FREE”

PER CHI VERRÀ DOPO DI NOI: PER I 120 ANNI

 Il progetto “Planet or Plastic” della Cooperativa porterà all’eliminazione di oltre 30.000 bottiglie di plastica ogni anno in azienda. Fra le buone pratiche di tutela ambientale anche il rifacimento full LED dell’illuminazione esterna e l’inserimento di automezzi elettrici e a metano nella flotta aziendale

Ogni anno negli oceani vengono riversati 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici non degradabili, le correnti formano delle isole di rifiuti grandi come continenti: solo quella nel Nord Pacifico è grande 34 volte la superficie di Olanda, Francia e Spagna messe insieme.

In occasione delle celebrazioni per i 120 anni di attività, con il progetto “Planet or Plastic” CPL CONCORDIA ha deciso di dare il proprio contributo a limitare l’uso di materiali “usa e getta” in tutte le proprie sedi, riducendo il consumo di materiali di plastica. In che modo? Togliendo dai distributori le bottigliette di plastica di acqua e posizionando, al loro posto, degli erogatori d’acqua, con possibilità di selezionare anche il grado di frizzantezza.

Per incentivare questo nuovo tipo di fruizione CPL ha regalato ai suoi 1700 dipendenti una borraccia in acciaio inossidabile personalizzata: oltre al logo speciale dei 120 anni, infatti, ogni lavoratore ha potuto scegliere se incidere il proprio nome e cognome o un nick name che rende la bottiglia una serie di pezzi unici.

 “Con il progetto ‘Planet or Plastic’ CPL ha stimato un risparmio annuo di oltre 30.000 bottiglie di plastica”, ha spiegato Samuele Penzo, Vicepresidente di CPL CONCORDIA. “Questa iniziativa per la tutela ambientale si aggiunge ad altre “buone prassi” già attuate in Cooperativa, fra le quali spiccano il rifacimento a LED di 120 dispositivi d’illuminazione esterna e l’inserimento di automezzi elettrici e a metano nella flotta aziendale che conta oltre 1800 mezzi”.

E’ stato calcolato inoltre che negli ultimi 3 anni, grazie all’installazione del fotovoltaico, di speciali gruppi frigo telecontrollati per il condizionamento degli ambienti, CPL ha contribuito ad evitare l’emissione in atmosfera di 404 tonnellate di CO2 risparmiando 162 Tep (tonnellate Equivalenti di Petrolio). CPL è certificata ISO 50001 per la Gestione efficiente dell’energia ed ha al proprio interno un gruppo di lavoro che ogni anno si dà obiettivi di miglioramento rispetto ai risultati conseguiti nell’anno precedente, puntualmente consuntivati nel Bilancio di Sostenibilità di prossima pubblicazione.

 

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JCB – IL MINIESCAVATORE “BEST SELLER”

Comunicato e Foto in AREA STAMPA

18Z-1, IL MINIESCAVATORE “BEST SELLER” DI JCB

Il miniescavatore JCB 18Z-1 si sta affermando come uno dei modelli più venduti grazie a una serie di caratteristiche costruttive e prestazionali molto apprezzate dagli operatori. Vediamone uno all’opera con l’impresa PNN Costruzioni e Scavi.

 JCB ha intrapreso un programma di rinnovamento della propria gamma di escavatori compatti  di nuova generazione, progettati per soddisfare le esigenze degli operatori in termini di qualità, affidabilità, prestazioni e comfort, con allo stesso tempo una forte attenzione alla riduzione dei consumi e dei costi di gestione. Fra le nuove macchine che hanno fatto il loro ingresso in gamma, il miniescavatore 18Z-1 girosagoma – il primo zero tail swing JCB in questa categoria di peso – è divenuto in Italia nell’arco di pochi mesi un vero e proprio “best seller”, grazie ad alcuni punti di forza quali maggiore durata, consumi ridotti, struttura più resistente e maggiore facilità di manutenzione, a tutto vantaggio della riduzione dei tempi di inattività e dell’incremento della produttività per il cliente. Ed è proprio un mini 18Z-1 che abbiamo avuto occasione di vedere all’opera all’interno di un cantiere la cui tipologia di lavori è uno degli ambiti naturali di questo modello: la realizzazione di opere di urbanizzazione e reti di sottoservizi.

Luogo delle operazioni è Spirano, Comune in Provincia di Bergamo, dove sono attualmente in corso lavori per l’adeguamento delle reti urbane in un’area di espansione residenziale. Tra le opere accessorie propedeutiche all’intervento rientra la realizzazione delle reti di sottoservizi destinate agli immobili, affidata all’impresa PNN Costruzioni e Scavi srl di Caravaggio (BG). L’impresa PNN, che già da diversi anni intrattiene un ottimo rapporto di collaborazione con JCB tramite il dealer di zona, la Techind di Azzano San Paolo (BG), dispone all’interno del proprio parco macchine di diversi modelli del costruttore britannico, fra cui un midiescavatore 86C-1, un midiescavatore 55Z-1 e, appunto, un miniescavatore 18Z-1. Dato il contesto del cantiere, caratterizzato da spazi relativamente limitati e localizzato in pieno centro abitato, l’impresa ha scelto di schierare proprio queste ultime due macchine che per ingombri ridotti, capacità operativa e silenziosità risultavano particolarmente adatte alle lavorazioni da eseguire.

Contraddistinto da caratteristiche particolarmente adatte alle esigenze tipiche del mercato italiano, il nuovo miniescavatore JCB 18Z-1 offre tutte le principali caratteristiche che contraddistinguono la rinnovata gamma JCB. Fra queste: una carrozzeria interamente in acciaio per la massima resistenza agli urti e facile da riparare; un nuovo design del gruppo di scavo e del sottocarro, finalizzato ad aumentare le prestazioni di scavo e di sollevamento; 10 punti di ancoraggio integrati che rendono più facile il trasporto senza danneggiare i cingoli; intervalli di ingrassaggio di 500 ore che riducono ulteriormente i fermi macchina; un nuovo contrappeso che favorisce un facile accesso ai punti di servizio; cofanature separate per facilitare i controlli quotidiani.

Il telaio, in particolare, presenta superfici lavorate per una migliore installazione e durata dei componenti, ed è disponibile sia in versione fissa che con carro ad H in versione a carreggiata variabile. La conformazione inclinata del carro, inoltre, riduce la ritenzione dei materiali, rendendo più facili le operazioni di pulizia della macchina. La lama dozer presenta un design rinnovato, con una nuova geometria che offre una maggiore altezza di sollevamento e bracci dozer disponibili in versione standard oppure di lunghezza maggiorata, che conferisce alla macchina maggiore stabilità e la possibilità di incrementare i volumi di lavoro.

In cantiere il 18Z-1 è stato sottoposto a un intenso utilizzo nella realizzazione degli scavi e reinterri per la posa delle reti e sottoservizi urbani, mettendo in mostra, oltre a una notevole rapidità di ciclo e una buona forza di scavo, un’apprezzabile silenziosità e produttività associate a consumi contenuti, caratteristiche che contraddistinguono tutta la nuova gamma di escavatori compatti JCB.

Gabriele Giussani, titolare  della PNN Costruzioni e Scavi, afferma: “Siamo da diversi anni utilizzatori soddisfatti di macchine JCB, di cui abbiamo diversi esemplari nel parco macchine come l’86C-1, il 55Z-1 e questo nuovo 18Z-1, già al lavoro da diversi mesi. Oltre all’eccellente rapporto che ci lega alla concessionaria Techind, che da oltre 15 anni ci garantisce un eccellente supporto commerciale e postvendita e un’assistenza puntuale e tempestiva, a puntare sulle macchine JCB ci hanno spinto la loro riconosciuta affidabilità e le ottime prestazioni, aspetti che nel tempo ci hanno indotto a dare sempre più spazio al marchio all’interno del nostro parco”.

Un giudizio positivo pienamente confermato dai nuovi escavatori compatti JCB: “l’impatto con i nuovi modelli è stato davvero buono”, conferma Giussani. “In questi primi mesi di utilizzo, del 18Z-1 abbiamo apprezzato l’ottima forza di scavo e la grande versatilità, sostenuta anche da un’idraulica ben dimensionata. Operando frequentemente in ambito urbano la compattezza e l’architettura girosagoma della macchina rappresentano un plus importante, così come la sua buona silenziosità. Una nota di merito va anche ai consumi, che anche sui modelli di taglia più piccola come il 18Z-1 sono stati ulteriormente limati verso il basso rispetto alle macchine della generazione precedente“.

Il 18Z-1  utilizza un braccio da 1.800 mm a quattro piastre di nuova generazione; l’avambraccio è disponibile in tre lunghezze, 950, 1.100 (di serie) e 1.344 mm. Il braccio principale è stato progettato per fornire la massima protezione ai cilindri idraulici, ed è inoltre presente l’attacco rapido JCB, che offre la massima compatibilità con le attrezzature disponibili sul mercato. Come per tutti i modelli della gamma di escavatori compatti “New Generation” JCB, anche per il 18Z-1  gli intervalli di lubrificazione sono stai portati a 500 ore, in modo da ridurre ulteriormente i tempi di inattività della macchina e aumentare allo stesso tempo la durata di perni e boccole.

La cabina JCB di tipo ROPS che equipaggia la macchina offre fino al 24% in più di spazio interno, con un maggiore spazio per spalle e gambe offrendo così maggiore comfort per gli operatori. Le leve dei cingoli sono state ridisegnate e sono ora dotate di comandi a leve a T, in linea con i modelli di nuova generazione più grandi; inoltre, sono disponibili pedali aggiuntivi opzionali.

La facilità di accesso ai componenti per le operazioni di ispezione e manutenzione, fin dall’inizio tra gli obiettivi progettuali della nuova gamma, è di ottimo livello: il nuovo sistema di contrappeso posteriore, in particolare, offre un accesso decisamente agevole al vano motore e ad altre componenti per i controlli giornalieri, grazie a un sistema speciale di apertura della cofanatura posteriore e laterale. I pannelli in acciaio delle cofanature assicurano la massima protezione alle componenti interne, e possono inoltre essere facilmente riparati se necessario. Il pannello laterale destro può essere aperto per consentire l’accesso ai serbatoi idraulici e del carburante così come al sistema di raffreddamento, riducendo i tempi di manutenzione e aumentando la produttività.