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ASCOMAC – L’OPINIONE DEL PRESIDENTE ING. RUGGERO RIVA

La tendenza del mercato che va verso una sempre più netta concentrazione di concessionari, con meno operatori e di più grosse dimensioni, rappresenta un processo ‘naturale’. Esso è guidato e obbligato (grazie alla straordinaria accelerazione della complessità delle macchine) dalla necessità di avere strutture, organizzazione, attrezzature, competenze del personale sempre più di livello elevato che la piccola azienda – spesso a conduzione familiare – non si può permettere, avendo un giro d’affari proporzionale alle dimensioni e, quindi, una capacità di investimento altrettanto proporzionale.

Si pensi ad esempio agli investimenti necessari per avere una flotta adeguata di macchine e attrezzature da noleggiare, agli investimenti in tecnici e formazione continua per avere un’assistenza eccellente o agli investimenti necessari per dare concretezza alle nuove tecnologie, macchine connesse, controllo remoto, eccetera. Sono ormai anni, se non decenni, che il modello di business dei concessionari va concentrandosi verso attività come servizi, assistenza e noleggio in primis.

Sul mercato sono rimaste e rimarranno quindi le aziende che si sono sapute adeguare o addirittura hanno precorso i tempi, offrendo servizi sempre più ‘avanzati’ e difficilmente replicabili. In questo percorso, ASCOMAC si occupa di aiutare dove possibile i soci meno strutturati fornendo loro strumenti di formazione, continuando ovviamente a dare tutto il supporto possibile per chiarire e interpretare le norme legislative e ( qualora richiesto e ritenuto utile ) proponendo modifiche o integrazioni delle norme/leggi all’autorità competente. D’altra parte, è il mercato con le sue mutate esigenze che porta al cambiamento vitale che può essere anticipato (mai contrastato) cogliendo tutti i segnali, anche deboli . Chi non si adegua è destinato a uscirne. L’Italia non fa eccezione. 

Forse a livello europeo siamo un comparto più lento nel recepire servizi nuovi (si pensi ad esempio al noleggio) che nel mondo anglosassone hanno avuto un impatto ben più immediato e importante che qui da noi. Ma già vediamo i nostri clienti alla ricerca di servizi avanzati che li aiutino anche a uscire dalla crisi devastante che ha colpito il nostro settore e che con grande fatica stiamo superando”.

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