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Comunicato ASCOMAC – Mercato Macchine Movimento Terra – Anno 2017

Roma, 16 febbraio 2018

Analizzando i recenti dati di mercato 2017 ASCOMAC – CRESME, relativi alle vendite in Italia a Clienti utilizzatori e alle immissioni nelle flotte noleggio delle macchine per costruzioni (macchine movimento terra tradizionale, terne, mini, rulli, vibrofinitrici, dumper articolati ed escludendo i sollevatori telescopici per incomplete rilevazioni), scrivere titoli o commenti del tipo … “Macchine Movimento terra, la crisi è ormai alle spalle” è lecito se analizziamo le percentuali di incremento recente di questo mercato: + 15 % sul 2016, +44% sul 2015.

Allora tutto bene? Nì, la ripresa è innegabile e consistente ma… se applichiamo il vecchio adagio  ”si campa con i valori assoluti, non con le percentuali” ed analizziamo i  volumi espressi in numero di unità vendute o immesse nelle flotte noleggio del nostro mercato, negli anni 2005, 2006 e 2007, rileviamo una  media del triennio di 27.000 macchine delle tipologie sopra indicate, con un  picco “storico”, nel 2007, di 29.000 macchine. Possiamo quindi misurare le dimensioni della crisi epocale che abbiamo vissuto, con un  crollo verticale  del mercato che ha toccato il fondo o meglio, l’abisso, nel  2013 con 5.600 macchine: – 80% sul 2007!

Quindi nell’anno appena concluso, con circa 12.500 macchine abbiamo più che raddoppiato i volumi del 2013, ma queste macchine sono meno della metà di quelle immesse mediamente nel triennio “d’oro” 2005, 2006, 2007.

Potremo mai ritornare quindi a quei livelli di vendite? Quali potrebbero o dovrebbero essere le condizioni essenziali per una ripresa stabile e ancora più robusta? E’ noto e logico che questo nostro mercato   macchine sia strettamente correlato al mercato delle costruzioni. Abbiamo quindi chiesto la collaborazione dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili, che ringraziamo) che ci ha fornito la serie storica della loro elaborazione, su dati ISTAT, del mercato delle costruzioni (tutta l’edilizia pubblica e privata, tutte le infrastrutture, tutte le manutenzioni straordinarie) ed abbiamo comparato i dati.

L’indice ha un andamento praticamente parallelo all’andamento del nostro mercato sino agli anni della crisi profonda del 2013/2014 e registra un volume di investimenti di 120.7 miliardi di euro nel 2014, -34% sul 2007, anno che  è stato il  picco positivo anche per gli investimenti in costruzioni con 183.5 miliardi di euro.

Ma dati estremamente preoccupanti sono rappresentati dai volumi degli tre ultimi anni che, in netta crescita per le macchine come visto sopra, per gli investimenti in costruzioni sono stati modesti,  in ulteriore calo rispetto al 2014: nel 2015 gli investimenti sono stati infatti di 117.4 miliardi, nel 2016  di 116.7 miliardi (dato peggiore dal 2007) e nel 2017 dovrebbero raggiungere i 117 miliardi (stima a finire): praticamente 3 anni “piatti”, al minimo storico.

La crescita del nostro mercato macchine è stata quindi spinta, quasi esclusivamente, dagli importantissimi incentivi di natura fiscale che sono stati saggiamente  prorogati anche per il 2018  (superammortamento, iperammortamento, credito di imposta, Sabatini agevolata), unita alla volontà dei nostri coraggiosi Imprenditori di rinnovare parchi macchine obsoleti.

Assolutamente doveroso e necessario quindi un pressante invito alle Autorità preposte affinché il sistema costruzioni/Infrastrutture, quale vero “motore“ del Paese, sia messo al centro delle politiche per la  crescita. Giova ricordare che ad oggi gli stanziamenti statali in conto capitale sono crollati (-43% dal 2008 al 2015) mentre le spese correnti hanno continuato a crescere.

Far ripartire il settore delle costruzioni, e con esso tutta la Filiera, comporta a livello operativo incrementare il PIL di mezzo punto in più all’anno e soprattutto recuperare oltre 600 mila posti di lavoro persi nel decennio della grande crisi.

Rilevanti le grandi ricadute positive sul mercato interno che è il mercato dei nostri Associati: 1 miliardo di euro nelle costruzioni sviluppa oltre 3,5 miliardi e, soprattutto, incide sulla occupazione su tutto il territorio nazionale creando almeno 15.500 posti di lavoro. Di fatto le costruzioni rappresentano l’8% del PIL italiano.

Occorre adottare misure che realizzino rapidamente le opere pubbliche necessarie per il benessere dei cittadini e per la crescita e la competitività del sistema industriale, distributivo e dei servizi unitamente alla necessaria  rigenerazione delle periferie e delle aree degradate e alla  manutenzione del territorio, per uno sviluppo sociale e sostenibile del nostro Paese. Queste a nostro parere le azioni  essenziali (ma non le sole) per una ripresa stabile e importante del nostro mercato che per certo contribuirebbero in modo determinante a  riportarci ai livelli pre – crisi.

        Ruggero Riva

Presidente ASCOMAC CONFCOMMERCIO

Federazione Nazionale Commercio Macchine

Dissesto idrogeologico

CENTRI STORICI E FUTURO DEL PAESE – Indagine nazionale sulla situazione dei Centri Storici

È stata presentata giovedì 14 dicembre Centri storici e futuro del Paese, la prima indagine conoscitiva sui centri storici dei 109 Capoluoghi di Provincia italiani realizzata da ANCSA – Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici con la collaborazione del CRESME.

Numeri e grafici consegnano una fotografia imparziale di quei 172 chilometri quadrati (lo 0,06% del territorio italiano) su cui sussistono i 109 centri storici oggetto dell’indagine.

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Verifiche periodiche: pubblicato il 15° elenco dei soggetti abilitati

Con il Decreto direttoriale n. 101 del 1° dicembre 2017 – emanato di concerto tra le competenti Direzioni Generali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero della Salute e del Ministero dello Sviluppo Economico – è stato adottato il quindicesimo elenco, di cui al punto 3.7 dell’Allegato III del Decreto interministeriale 11 aprile 2011, dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro ai sensi dell’art. 71, comma 11, del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.

per l-economia

DL FISCALE, TARIFFE PROFESSIONALI FISSE E MINIME VIOLANO PRINCIPI CONCORRENZIALI 

In data 22 novembre 2017 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’esercizio dei poteri di cui all’art. 22 della legge 10 ottobre 1990 n. 287, ha deliberato l’invio di una segnalazione ai presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché al Presidente del Consiglio dei Ministri, avente ad oggetto alcune disposizioni previste nel d.l. 148/2017 e nel DDL AC 4741 di conversione dello stesso, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili. Modifica alla disciplina dell’estinzione del reato per condotte riparatorie” (c.d. decreto fiscale).

In primo luogo, è stata segnalata la contrarietà ai principi concorrenziali di quanto previsto dall’art. 19 quaterdecies del ddl in esame, in tema di “equo compenso” per le professioni, che introduce il principio generale per cui le clausole contrattuali tra i professionisti e alcune categorie di clienti, che fissino un compenso a livello inferiore rispetto ai valori stabiliti in parametri individuati da decreti ministeriali, sono da considerarsi vessatorie e quindi nulle. La disposizione, nella misura in cui collega l’equità del compenso a paramenti tariffari contenuti nei decreti anzidetti, reintroduce di fatto i minimi tariffari, con l’effetto di ostacolare la concorrenza di prezzo tra professionisti nelle relazioni commerciali con alcune tipologie di clienti c.d. “forti” e ricomprende anche la Pubblica Amministrazione.
L’Autorità ha sottolineato come, secondo i consolidati principi antitrust nazionali e comunitari, le tariffe professionali fisse e minime costituiscano una grave restrizione della concorrenza, in quanto impediscono ai professionisti di adottare comportamenti economici indipendenti e, quindi, di utilizzare il più importante strumento concorrenziale, ossia il prezzo della prestazione. Tale intervento, laddove approvato nei termini proposti, determinerebbe un’ingiustificata inversione di tendenza rispetto all’importante e impegnativo processo di liberalizzazione delle professioni in atto da oltre un decennio e a favore del quale l’Autorità si è costantemente pronunciata, né risponde ai principi di proporzionalità concorrenziale. Inoltre, eventuali criticità connesse all’elevato potere di domanda potrebbero essere affrontate attraverso un migliore utilizzo delle opportunità offerte da nuovi modelli organizzativi o dalle misure recentemente introdotte dal Jobs Act per tutelare i lavoratori autonomi in situazioni di squilibrio contrattuale e non tramite la misura in questione, che avrebbe l’unico effetto di alterare il corretto funzionamento delle dinamiche di mercato e l’efficiente allocazione delle risorse.

In secondo luogo, l’Autorità ha segnalato come le disposizioni introdotte nell’art. 19 del d.l. 148/2017, in materia di gestione collettiva dei diritti d’autore, non siano sufficienti a garantire un completo processo di liberalizzazione del settore, nella misura in cui limitano ai soli organismi di gestione collettiva la possibilità di competere con la SIAE, sino ad oggi monopolista legale nell’attività di raccolta dei diritti d’autore nel nostro Paese. 
Non sembrano invero sussistere esigenze imperative di interesse pubblico connesse alla struttura o al funzionamento del mercato, tali da precludere l’ingresso sul mercato italiano di operatori diversi dagli organismi di gestione collettiva. L’intervento di liberalizzazione dovrebbe essere integrato ampliando il più possibile la varietà di scelta, per gli autori, di operatori ai quali affidare la gestione dei diritti, includendo ad esempio anche le entità di gestione indipendenti. L’intervento in questione rischia di rivelarsi del tutto inefficace mantenendo, di fatto, la situazione di monopolio ad oggi esistente sul mercato e lasciando insoddisfatta una domanda attuale e potenziale di servizi innovativi.

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CRESME – VENDITE MACCHINE MOVIMENTO TERRA III TRIMESTRE 2017

L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra nel 3° trimestre 2017 un nuovo forte segnale d’inversione del ciclo delle costruzioni. Il mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali, con 2.802 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce rispetto alle vendite realizzate nel 3° trimestre 2016 del +27,9%. La totalizzazione dei dati trimestrali pari a 7.966 macchine, conferma un mercato in ripresa che va recuperando parte del mercato perso in questi anni di pesante crisi.

L’inversione della tendenza di calo si è registrata a partire dal 1° trimestre 2014 è continuata nel 2015 e nel 2016, raggiungendo le 11.103 macchine .

In questi primi 9 mesi del 2017 il numero delle macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce del +13,2% rispetto allo stesso periodo del 2016, del +34,2% rispetto al 2015, ma supera anche del +8,2% le vendite/noleggi registrati nei primi 9 mesi del 2011.

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INTERCLIMA+ELECHB, IDÉOBAIN, BATIMAT

3 SALONI AL CENTRO DELLE NUOVE SFIDE DELL’EDILIZIA

Evento internazionale di riferimento del settore dell’edilizia e delle costruzioni, Le Mondial du Bâtiment si terrà dal 6 al 10 novembre 2017 presso il Quartiere delle Esposizioni di Paris Nord Villepinte, a Parigi, in Francia.

Ogni due anni, i saloni Interclima + ELECHB, IDÉOBAIN e BATIMAT presentano materiali e soluzioni per gli edifici di oggi e del futuro.

In un contesto di mercato favorevole, ma segnato da profondi cambiamenti, l’edizione 2017 di Le Mondial du Bâtiment ha l’ambizione di affiancare gli operatori nella ripresa del mercato consentendo loro di decodificare le nuove sfide della costruzione e scoprire le soluzioni per apportare elementi concreti di risposta.

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Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro: pubblicato l’elenco dei soggetti abilitati

Con il Decreto direttoriale del 20 settembre 2017 è stato adottato il Quattordicesimo elenco, di cui al punto 3.7 dell’Allegato III del Decreto interministeriale 11 aprile 2011, dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro ai sensi dell’articolo 71, comma 11, del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.

Il Decreto si compone di cinque articoli:

– all’articolo 1 (Rinnovo delle iscrizioni nell’elenco dei soggetti abilitati) è rinnovata l’iscrizione per i soggetti che hanno tempestivamente e regolarmente trasmesso la documentazione richiesta e per i quali la Commissione di cui al D.I. 11.04.2011 ha potuto tempestivamente concludere la propria istruttoria;

– all’articolo 2 (Variazione delle abilitazioni) sono apportate le variazioni alle iscrizioni già in possesso, sulla base delle richieste pervenute nei mesi precedenti;

– all’articolo 3 (Proroga delle iscrizioni nell’elenco dei soggetti abilitati) è disposta un’ulteriore proroga di 60 giorni per i soggetti in scadenza al 18 settembre 2017, la cui istruttoria è tuttora in corso e in vista della prossima riunione della Commissione già fissata per il 25 e 26 settembre 2017;

– all’articolo 4 (Elenco dei soggetti abilitati) è specificato che con il Decreto si adotta l’elenco aggiornato, in sostituzione di quello adottato con il Decreto del 9 settembre 2016;

– all’articolo 5 (Obblighi dei soggetti abilitati) sono riportati, come di consueto, gli obblighi cui sono tenuti i soggetti abilitati.

L’elenco adottato in allegato al Decreto – “Elenco dei soggetti abilitati all’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, di cui all’Allegato VII del Decreto legislativo n. 81/2008” – sostituisce integralmente il precedente elenco adottato con il decreto del 9 settembre 2016.

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Disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo – pubblicato il Regolamento

D.P.R. 13 giugno 2017, n. 120 Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’articolo 8 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164.

Altra notizia  –  ATTO GOVERNO N. 279

Oggetto e ambito di applicazione (art. 1, comma 1, e art. 3)
L’articolo 1, comma 1, precisa che il riordino e la semplificazione della disciplina inerente la gestione delle terre e rocce da scavo viene operata con particolare riferimento:

  • alla gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti, ai sensi dell’articolo 184-bis, del D. Lgs. 152/2006 (c.d. Codice dell’ambiente), provenienti sia da cantieri di piccole dimensioni che da quelli di grandi dimensioni (assoggettati o meno a valutazione di impatto ambientale, VIA, o ad autorizzazione integrata ambientale, AIA), compresi quelli finalizzati alla costruzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture;

  • alla disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate come rifiuti;
  • alla gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.

Il decreto ha come oggetto la gestione delle terre e rocce qualificate come sottoprodotti per tutti i cantieri, la disciplina del deposito temporaneo di quelle considerate come rifiuto, la gestione nei siti oggetto di bonifica. Tra i più importanti elementi di semplificazione c’è l’eliminazione delle autorizzazioni preventive attraverso la previsione di un modello di controllo ‘ex post’, con l’autocertificazione e il rafforzamento del sistema dei controlli. In particolare, viene prevista una procedura più spedita per attestare che le terre e rocce da scavo soddisfino i requisiti nazionali ed europei per essere qualificate come sottoprodotti.

Fin dalla fase di predisposizione del piano di utilizzo, si prevede che i soggetti pubblici e privati possano confrontarsi con le Agenzie ambientali regionali e provinciali per le preliminari verifiche istruttorie e tecniche, anticipando lo svolgimento dei controlli di legge. Vengono poi unificati e semplificati gli adempimenti per il trasporto fuori dal sito ed eliminato l’obbligo di comunicare preventivamente all’autorità competente ogni trasporto di terre e rocce qualificate come sottoprodotto nei grandi cantieri, oltre che reso più semplice il sistema generale delle comunicazioni.

E’ infine contenuta nel decreto una disciplina specifica per il deposito di rifiuti, mentre per le aree oggetto di bonifica sono individuate procedure uniche per gli scavi come per la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare.

L’introduzione delle semplificazioni è bilanciata da un rafforzamento del sistema dei controlli, che prevedono misure dirette a superare anche eventuali casi di inerzia da parte delle Amministrazioni. I maggiori controlli affidati alle Agenzie ambientali e alle autorità competenti verranno coperti mediante un tariffario nazionale da applicare ai proponenti, individuando un costo minimo e proporzionale ai volumi delle terre e rocce da scavo.

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ANCI – BANDA ULTRA LARGA – LE LINEE GUIDA PER LA POSA DI FIBRA OTTICA IN PRESENZA DI RETI DEL GAS

BANDA ULTRA LARGA – LE LINEE GUIDA PER LA POSA DI FIBRA OTTICA IN PRESENZA DI RETI DEL GAS

[03-08-2017]

L’ANCI rende disponibili a tutti i Comuni le “Linee guida per la posa di cavi in fibra ottica in presenza di reti gas”, documento di indirizzo redatto in collaborazione con Anigas, Assogas, Utilitalia e IATT. Le Linee guida hanno l’obiettivo di disciplinare la relazione e lo scambio di informazioni fra gestori del gas e operatori TLC, preventivi alla richiesta di autorizzazione che questi ultimi devono presentare all’Ente per l’esecuzione dei lavori di posa della fibra ottica per reti di comunicazioni elettroniche.
Con l’entrata a regime dei lavori di infrastrutturazione del territorio previsti nel Piano nazionale per la Banda Ultra Larga, sono in continuo aumento gli interventi nel sottosuolo da parte dei gestori dei servizi di rete all’interno del contesto urbano, per la realizzazione di nuove opere o per il miglioramento dei servizi esistenti, prevalentemente relativi alle comunicazioni elettroniche ad alta velocità.
In tale contesto, è necessario che i lavori di posa delle reti vengano svolti nel rispetto delle salvaguardie specifiche necessarie a garantire la sicurezza e la pubblica incolumità, nonché l’integrità delle infrastrutture di rete preesistenti, in modo particolare per le reti di distribuzione del gas.
Anche nel recente passato, infatti, si sono verificati danneggiamenti alle reti di distribuzione gas dovuti ad interferenze con la posa di cavi in fibra ottica posati con tecnologie trenchless, con gravi conseguenze per i danni arrecati a cose e persone.
Le “Linee guida per la posa di cavi in fibra ottica in presenza di reti gas” vogliono quindi contribuire a diminuire il rischio del verificarsi di incidenti dovuti ad interferenze fra le reti e, al tempo stesso, a facilitare l’esecuzione dei lavori diminuendo l’impatto sulle strade e i conseguenti disagi per i cittadini. Se le prescrizioni previste verranno rispettate dall’operatore TLC e dal gestore gas, infatti, i Comuni avranno la certezza dell’avvenuto coordinamento fra le parti, e potranno gestire l’iter autorizzatorio con maggiore grado di sicurezza e velocità.
Si invitano quindi le Amministrazioni a sollecitare gli operatori TLC e i gestori delle reti gas operanti sui rispettivi territori al rispetto delle indicazioni previste nelle Linee Guida. (com)
mmt norma uni

CANTIERMACCHINE – OSSERVATORIO CRESME – VENDITE MACCHINE MOVIMENTO TERRA – ULTERIORE INCREMENTO DEL MERCATO INTERNO NEL 2° TRIMESTRE 2017 +6,2% RISPETTO AL 2° TRIMESTRE 2016

MERCATO ITALIANO DELLE MACCHINE MOVIMENTO TERRA E LAVORI STRADALI: ULTERIORE INCREMENTO DEL MERCATO INTERNO NEL 2° TRIMESTRE 2017 +6,2% RISPETTO AL 2° TRIMESTRE 2016 E IL 1° SEMESTRE 2017 SI CHIUDE CON 5.164 MACCHINE VENDUTE: +6,6% RISPETTO AL 1° SEMESTRE 2016

Osservatorio ASCOMAC CRESME macchine e impianti per le costruzioni

Si rafforza la domanda nel 2017 – Ulteriore incremento del mercato interno nel 2° trimestre 2017: +6,2% rispetto al 2° trimestre  2016 e il 1° semestre 2017 si chiude con 5.164 macchine vendute: +6,6% rispetto al 1° semestre 2016

“Positivo, anche per il primo semestre 2017, l’andamento delle vendite nel Mercato delle Macchine per le Costruzioni e Stradali – evidenzia l’Ing. Ruggero Riva, Presidente di Ascomac – con una crescita globale del 6,6% così ripartito: +6% mercato totale  delle macchine movimento terra, trascinate al rialzo grazie al  +18% registrato sulle  medio – grandi e da un  +9% su quelle per la costruzione di strade.

Un trend in crescita  provocato più dalla necessità dei  nostri Clienti di “svecchiare” il parco macchine (utilizzando tutte le agevolazioni fiscali in essere) che da un effettivo  aumento degli investimenti  in costruzioni che l’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) stima per il 2017 dello +0,2 %  in termini reali (+1.3% in termini correnti), definendolo  “trascurabile, insufficiente a creare le condizioni di una effettiva ripresa per un settore stremato da una profonda crisi”, che ormai si protrae da troppi anni, conclude l’Ing. Riva”.

SOLE 24ORE  –  CASAECLIMA.IT  –  RECOVER  –  MACCHINE EDILI


L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra nel 2° trimestre 2017 un ulteriore incremento del mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali: le 3.029 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio superano il dato delle vendite realizzate nel 2° trimestre 2016 del +6,2%. La totalizzazione dei dati trimestrali pari a 5.164 macchine, conferma un mercato in netta ripresa e che ha recuperato, ormai, gran parte del mercato perso in questi anni di pesante crisi; la variazione rispetto al 1° semestre 2016 è pari al +6,6% e il numero di macchine registrate è del tutto in linea con i dati registrati nel 2011, anno in cui nel 1° semestre le vendite/noleggi erano state pari a 5.280 macchine. Già nel 2016, con 11.103 macchine vendute/destinate alle flotte noleggio, al terzo anno di crescita consecutiva, si era tornati ai livelli delle vendite del 2011 anno in cui erano state vendute/noleggiate 10.741 macchine