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ASCOMAC Cogena – Intervento al mcTER di Roma – 15 maggio 2018

In occasione di mcTER Roma il 15 maggio il Dott. Carlo Belvedere, Segretario Generale, terrà un intervento dal titolo “Cogener-Azione per l’impresa a impatto zero. Fiscalità ambientale ed energetica”, nel contesto del Convegno “Cogenerazione 4.0 Innovazione, efficienza energetica e sostenibilità. Nuovi incentivi”.

Con piacere, Vi invitiamo a partecipare utilizzando questo invito omaggio.

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ENEA – VADEMECUM DETRAZIONI FISCALI

ENEA – DETRAZIONI FISCALI EFFICIENZA ENERGETICA – VADEMECUM

 Il Vademecum dell’Enea ha l’obiettivo di indicare, attraverso specifiche schede, cosa fare per chi ha intenzione di intraprendere uno dei lavori incentivati:

  • parti comuni degli edifici
  • serramenti e infissi
  • caldaie a condensazione
  • collettori solari
  • pompe di calore
  • coibentazione strutture
  • riqualificazione globale
  • caldaie a biomassa
  • schermature solari
  • building automation
  • sistemi ibridi
  • microcogeneratori

Per ciascun tipo di lavoro è stata approntata una scheda riepilogativa dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare.

In particolare, la Scheda sulle unità di microcogenerazione riguarda l’acquisto e la posa in opera di microcogeneratori in sostituzione di impianti esistenti che conducano a un risparmio di energia primaria (PES)≥ 20%.

 E’ possibile detrarre il 65% delle spese totali sostenute dal 01.01.2018 con un limite massimo di spesa ammissibile di € 100.000.

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Testo Unico sulle foreste e filiere forestali

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2018 il D.Lgs. 3 aprile 2018, n. 34 “Testo unico in materia di foreste e filiere forestali”.

La normativa è finalizzata a garantire la salvaguardia delle foreste nella loro estensione, distribuzione, ripartizione geografica, diversità ecologica e bio-culturale; promuovere la gestione attiva e razionale del patrimonio forestale nazionale al fine di garantire le funzioni ambientali, economiche e socio-culturali; promuovere e tutelare l’economia forestale, l’economia montana e le rispettive filiere produttive nonché lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali attraverso la protezione e il razionale utilizzo del suolo e il recupero produttivo delle proprietà fondiarie frammentate e dei terreni abbandonati, sostenendo lo sviluppo di forme di gestione associata delle proprietà forestali pubbliche e private.

E’ trattata, tra l’altro, l’arboricoltura da legno, coltivazione di impianti arborei in terreni non boscati o soggetti ad ordinaria lavorazione agricola, finalizzata prevalentemente alla produzione di legno a uso industriale o energetico.

Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, adottato di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Ministro dello sviluppo economico e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, è approvata la Strategia forestale nazionale.

GE

Invito GE JENBACHER “Gas Engine Day 2018” Milano, 24 maggio 2018

Per partecipare all’evento è necessario confermare la presenza;

inviaci una mail a: stefania.russo@ge.com indicando i nomi dei partecipanti (max 2 per azienda)

                                                ENTRO IL 7 MAGGIO pv

Ore 9:30 apertura lavori e benvenuto

  • Product Program 2018: aggiornamenti tecnologici e novità motori Jenbacher
  • Domande & Risposte
  • Multy Year Agreements: tipologie di contratto disponibili
  • Ultimi aggiornamenti J 920
  • J 920: Case study – intervento esterno
  • Domande & Risposte

Ore 11:05 pausa caffè

  • Il Capacity Market in Italia – intervento esterno
  • Upgrades tecnologici: date nuova linfa al vs motore
  • Controllo Remoto del vs: My plant
  • Domande & Risposte

Ore 12:45 pranzo

Ore 14:00 apertura lavori

  • Case study: Impianto di cogenerazione – intervento esterno
  • Fiel Core: gestione di un’attività manutentiva complessa
  • Domande & Risposte

Sessione one to one: se interessati, vi chiediamo cortesemente di prenotare uno spazio di discussione con i vostri referenti

16:30 chiusura lavori

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IMPIANTI DI GENERAZIONE DISTRIBUITA 2016

ARERA

MONITORAGGIO DELLO SVILUPPO

DEGLI IMPIANTI DI GENERAZIONE DISTRIBUITA PER L’ANNO 2016

Con la delibera 222/2018/I/eel, ARERA Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha approvato la relazione annuale sulla diffusione della generazione distribuita e della piccola generazione in Italia per l’anno 2016.

In particolare:

Nell’anno 2016, in Italia, la produzione lorda di energia elettrica da impianti di GD è stata pari a 62,9 TWh (circa il 21,7% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), rimanendo sostanzialmente invariata (+0,04 TWh) rispetto all’anno 2015. La produzione lorda di energia elettrica da impianti di GD-10 MVA è stata pari a 51,7 TWh (circa il 17,8% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), con un modesto incremento di circa 0,4 TWh rispetto all’anno 2015. Per quanto riguarda la GD, nell’anno 2016 risultavano installati 743.883 impianti per una potenza efficiente lorda totale pari a circa 30.696 MW (circa il 26,2% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale). In particolare risultavano installati 3.514 impianti idroelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 3.352 MW e produzione di circa 10,7 TWh (16,9% della produzione da GD), 5.048 impianti termoelettrici per una potenza pari a 6.292 MW e produzione di circa 26,1 TWh (41,6% della produzione da GD), 2 impianti geotermoelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 21 MW e produzione di circa 0,2 TWh (0,3% della produzione da GD), 3.374 impianti eolici per una potenza efficiente lorda pari a 2.946 MW e produzione di circa 5,4 TWh (8,6% della produzione da GD) e 731.945 impianti fotovoltaici per una potenza pari a 18.085 MW e produzione di circa 20,5 TWh (32,6% della produzione da GD).

Per quanto riguarda la GD-10 MVA, nell’anno 2016 risultavano installati 743.871 impianti per una potenza efficiente lorda pari a circa 26.517 MW (circa il 22,6% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale). In particolare risultavano installati 3.566 impianti idroelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 2.935 MW e produzione di circa 9,6 TWh (18,5% della produzione da GD-10 MVA), 4.981 impianti termoelettrici per una potenza pari a 4.238 MW e produzione di circa 19,7 TWh (38,1% della produzione da GD-10 MVA), 1 impianto geotermoelettrico di potenza efficiente lorda pari a 1 MW e produzione di circa 0,007 TWh (0,01% della produzione da GD-10 MVA), 3.308 impianti eolici per una potenza efficiente lorda pari a 884 MW e produzione di circa 1,4 TWh (2,8% della produzione da GD-10 MVA) e 732.015 impianti fotovoltaici per una potenza pari a 18.459 MW e produzione di circa 21,0 TWh (40,6% della produzione da GD-10 MVA).

Continua a mantenersi, come negli anni scorsi, la rilevante differenza tra i dati afferenti alla GD e quelli afferenti alla GD-10 MVA. Nella prima definizione, infatti, rientrano tutti gli impianti connessi alle reti di distribuzione (anche quelli con potenza superiore a 10 MVA) ma non rientrano gli impianti, pur di potenza inferiore a 10 MVA, che risultano connessi alla rete di trasmissione nazionale. Nella seconda definizione, invece, rientrano tutti gli impianti di potenza inferiore a 10 MVA indipendentemente dalla rete elettrica a cui sono connessi. Per questo motivo, gli impianti afferenti alla GD, pur essendo simili in numero rispetto a quelli afferenti alla GD-10 MVA, presentano una potenza efficiente lorda complessiva e una produzione lorda complessiva di energia elettrica più rilevante. Le differenze più marcate in termini di potenza installata tra GD e GD-10 MVA riguardano principalmente gli impianti termoelettrici, in particolare alimentati da fonti non rinnovabili, ed eolici.

Alcuni impianti rientranti nella GD ma non anche nella GD-10 MVA risultano formalmente connessi alla rete elettrica di distribuzione ma, di fatto, è come se fossero direttamente connessi alla rete di trasmissione nazionale: sono cioè impianti connessi alla sbarra dell’impresa distributrice a sua volta connessa, per il tramite della cabina primaria di trasformazione, alla rete di trasmissione nazionale. Ad essi è imputabile la maggior parte della differenza tra la GD e la GD-10 MVA, stimata pari a circa 2,8 TWh in relazione ai termoelettrici (per lo più alimentati da fonti non rinnovabili), 3,9 TWh in relazione agli impianti eolici e 1,1 TWh in relazione agli impianti idroelettrici.

Con riferimento alla GD, nell’anno 2016 si è verificato un lieve aumento della quantità di energia elettrica autoconsumata in termini assoluti (circa 0,4 TWh), con un aumento dell’incidenza sul totale, in termini percentuali, pari a 0,5 punti percentuali rispetto all’anno 2015 (nell’anno 2015 il 21,9% dell’energia elettrica prodotta è stata consumata in loco). Di conseguenza è diminuita l’incidenza dell’energia elettrica immessa in rete di circa 0,6 punti percentuali (nell’anno 2015 il 74,9% dell’energia elettrica prodotta è stata immessa in rete), rimanendo circa invariati i consumi relativi ai servizi ausiliari di generazione (nell’anno 2015 il 3,2% dell’en

Inoltre gli impianti di produzione combinata di energia elettrica e calore nell’ambito della GD nascono con la finalità di produrre calore in modo più efficiente rispetto al caso di utilizzo delle caldaie convenzionali e non con la principale finalità di produrre energia elettrica come invece spesso accade nel caso dei cicli combinati di elevata taglia. Ciò viene messo in evidenza dai valori medi degli indici elettrici (definiti come il rapporto tra la produzione netta di energia elettrica e la produzione di energia termica utile) per le diverse tipologie impiantistiche nel caso della GD (figura 2.26) e nel caso globale nazionale (figura 2.27).

Diffusione della generazione distribuita

Confrontando l’anno 2016 con i tre anni precedenti, si nota un trend marcato di crescita con riferimento al numero di impianti (soprattutto fotovoltaici di taglia ridotta), mentre la potenza installata è circa stabile o in lieve aumento (in quanto accanto alle nuove installazioni si sono riscontrate alcune dismissioni) e la produzione di energia elettrica, pur rimanendo in linea con i valori dell’anno 2015, si è ridotta rispetto agli anni 2013 e 2014 (per effetto della minore disponibilità della fonte idrica non compensata dalla maggiore produzione da altre fonti). Analizzando nello specifico lo sviluppo della GD in termini assoluti, nell’ultimo anno l’incremento del numero di impianti rispetto all’anno 2015 è stato pari a 45.106, quasi del tutto imputabile allo sviluppo degli impianti fotovoltaici (+43.654 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici installati nell’anno 2015), mentre sono stati molto più ridotti i contributi degli impianti eolici (+858 impianti rispetto agli impianti eolici installati nell’anno 2015) degli impianti termoelettrici (+375 impianti rispetto agli impianti termoelettrici installati nell’anno 2015), e degli impianti idroelettrici (+219 impianti rispetto agli impianti idroelettrici installati nell’anno 2015)

Diffusione della piccola generazione

Confrontando l’anno 2016 con gli anni precedenti, si nota un trend di crescita con riferimento sia al numero di impianti che alla potenza installata e alla produzione lorda. Analizzando nello specifico lo sviluppo della PG in termini assoluti, nell’ultimo anno l’incremento del numero di impianti rispetto all’anno 2015 è stato pari a 45.059, per lo più imputabile allo sviluppo degli impianti fotovoltaici (+43.640 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici installati nell’anno 2015) e, in modo marginale, agli impianti eolici (+857 impianti rispetto agli impianti eolici installati nell’anno 2015), agli impianti termoelettrici (+350 impianti rispetto agli impianti termoelettrici installati nell’anno 2015) e agli impianti idroelettrici (+212 impianti rispetto agli impianti idroelettrici installati nell’anno 2015). Risulta interessante notare che l’incremento è imputabile soprattutto ad impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 50 kW (+42.928 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici MG installati nell’anno 2015).

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Direttiva 2003/96/CE – Tassazione energia – Revisione

Consultazione Commissione Europea – Revisione Direttiva 2003/96/CE

La Commissione europea ha da poco lanciato la consultazione che avvia il processo di revisione della Direttiva 2003/96/CE sulla tassazione dell’energia.

La Commissione ha intenzione di elaborare e proporre un nuovo testo legislativo, ritenendo l’attuale direttiva, che è stata oggetto di numerose sentenze da parte della Corte di giustizia UE, mancante di chiarezza in alcune disposizioni.

La consultazione ha lo scopo di constatare l’attuale concreta applicazione della direttiva sulla tassazione dell’energia, al fine di verificare la formulazione di eventuale nuova proposta di revisione.

In allegato il testo le domande della consultazione, nella versione in italiano.

 

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Cogenerazione – Sentenza UE – tassazione energetica

 SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione)

7 marzo 2018 (*)

 «Rinvio pregiudiziale – Direttiva 2003/96/CE – Tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità – Articolo 14, paragrafo 1, lettera a) – Prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità – Obbligo di esenzione – Articolo 15, paragrafo 1, lettera c) – Prodotti energetici per la generazione combinata di calore e di energia – Facoltà di esenzione o di riduzione del livello di tassazione – Gas naturale destinato alla cogenerazione di calore e di elettricità»

Con piacere evidenziamo che le proposte formulate da Ascomac Cogena al Governo e al Parlamento dal 2011 ad oggi, hanno trovato piena attuazione nella presente sentenza. A livello legislativo nazionale, poi, segnaliamo, come ripetutamente fatto a livello istituzionale, che la norma istitutiva dell’accise sul gas naturale per la produzione di energia elettrica risulta abrogata.

 Questione

 Tassazione del gas naturale utilizzato da un impianto di cogenerazione al fine della generazione combinata di calore e di elettricità.

 Sentenza

la Corte (Prima Sezione) dichiara:

 L’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità, deve essere interpretato nel senso che l’esenzione obbligatoria prevista alla disposizione in parola si applica ai prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità allorché detti prodotti sono utilizzati per la produzione combinata della medesima e di calore, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva di cui trattasi.

 Contesto normativo

22      In primo luogo, occorre rilevare che dai termini stessi della prima frase dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96 risulta che gli Stati membri hanno l’obbligo di esentare dalla tassazione prevista dalla medesima direttiva i «prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità».

23      Va dunque constatato che una tale formulazione letterale non esclude per nulla dall’ambito di applicazione di suddetta esenzione obbligatoria i prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità da parte di un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale. È difatti necessario considerare che un impianto del genere utilizza «prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità», ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96.

26      Ciò posto, come già dichiarato dalla Corte, l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96, là dove impone agli Stati membri l’obbligo di esentare dalla tassazione prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità, prevede un obbligo preciso e incondizionato, cosicché la menzionata disposizione conferisce ai singoli il diritto di avvalersene dinanzi ai giudici nazionali (v., in tal senso, sentenza del 17 luglio 2008, Flughafen Köln/Bonn, C‑226/07, EU:C:2008:429, punti da 29 a 33).

33      Tuttavia, resta da considerare che, se un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale, fosse privato dell’esenzione prevista all’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96, esclusivamente con la motivazione che il medesimo non produce unicamente elettricità, ma in modo combinato calore e elettricità, ne potrebbe conseguire, come pongono in rilievo le circostanze della controversia di cui al procedimento principale, una disparità di trattamento fra i produttori di elettricità, il che costituirebbe una fonte di distorsioni della concorrenza nocive per il funzionamento del mercato interno nel settore dell’energia (v., in tal senso, sentenza del 21 dicembre 2011, Haltergemeinschaft, C‑250/10, non pubblicata, EU:C:2011:862, punti 17 e 18).

35      Orbene, la tassazione dei prodotti energetici allorché sono utilizzati per la produzione di elettricità da un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale, in considerazione del rischio di doppia imposizione che comporta, sarebbe contraria a siffatto obiettivo.

38      Di conseguenza, occorre constatare che, tanto dalla formulazione letterale dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96 quanto dall’impianto sistematico e dalle finalità della menzionata direttiva, i prodotti energetici utilizzati per la generazione combinata di calore e di elettricità rientrano nell’ambito di applicazione dell’esenzione obbligatoria prevista alla medesima disposizione.

39      Una simile interpretazione non può essere rimessa in discussione dall’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2003/96.

42      Orbene, come risulta dai punti da 26 a 28 della presente sentenza, l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96 impone agli Stati membri l’obbligo incondizionato di esentare i prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità.

44      L’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2003/96 è dunque inteso a concedere agli Stati membri una possibilità supplementare di derogare alla tassazione dei prodotti energetici prevista all’articolo 1 della direttiva in parola e non a evitare l’applicazione del regime di esenzione obbligatoria previsto all’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva di cui trattasi.

46      Alla luce del complesso delle suesposte considerazioni, occorre rispondere alla questione posta dichiarando che l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96 deve essere interpretato nel senso che l’esenzione obbligatoria prevista alla disposizione in parola si applica ai prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità allorché detti prodotti sono utilizzati per la produzione combinata della medesima e di calore, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva di cui trattasi.

GSE

GSE – Guida alla Cogenerazione ad Alto Rendimento 2018

Pubblicata dal GSE la nuova “Guida alla Cogenerazione ad Alto Rendimento – CAR” che aggiorna la prima  edizione marzo 2012 ed è di supporto per il riconoscimento CAR e/o per l’accesso al regime di sostegno previsto dal DM 5 settembre 2011.

La Guida si apre con una panoramica sul quadro normativo nazionale e comunitario relativo alla Cogenerazione ad Alto Rendimento che include la normativa entrata in vigore dal 2012 ad oggi. In particolare si segnalano: il Regolamento Delegato (UE) 2015/2402 della Commissione del 12 ottobre 2015, che aggiorna i rendimenti armonizzati per la produzione separata di energia elettrica e calore contenuti nel D.M. 4 agosto 2011, il D.M. 4 agosto 2016, sulla maggiore valorizzazione dell’energia da Cogenerazione ad Alto Rendimento ottenuta a seguito della riconversione di esistenti impianti a bioliquidi sostenibili che alimentano siti industriali o artigianali e il D.M. 16 marzo 2017, che contiene semplificazioni nell’ambito della realizzazione, della connessione e dell’esercizio degli impianti di microcogenerazione.

La Guida, da consultare unitamente alle “Linee Guida per l’applicazione del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 5 settembre 2011 – Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR)”, ha l’obiettivo di fornire indicazioni pratiche per predisporre correttamente la documentazione da trasmettere al GSE per la presentazione delle richieste di riconoscimento CAR e/o di accesso al regime di sostegno previsto dal D.M. 5 settembre 2011.

I capitoli 3 e 4 sono dedicati alla descrizione dei metodi di determinazione delle grandezze fondamentali al calcolo del Risparmio di Energia Primaria (PES) e del RISP. Il capitolo 4, in particolare, contiene esempi di metodologie di calcolo delle grandezze di interesse in caso di diverse configurazioni impiantistiche e per differenti tipologie di utenza.

Ogni argomento è corredato dalle risposte alle domande più frequenti poste al GSE dagli operatori nel corso degli anni. (Fonte: GSE)

 

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FONDO NAZIONALE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA Decreto 22.12.2017

Dopo tre anni e otto mesi, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6.3.2018, n. 54, il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico riguardante le modalità di funzionamento del Fondo nazionale per l’efficienza energetica. previsto dall’art. 15, D.Lgs. 4.7.2014, n. 102

Il Fondo

  • finanzia interventi, realizzati dalle imprese e dalla Pubblica Amministrazione, su edifici, impianti di teleriscaldamento e processi produttivi per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica’, è articolato in 26 articoli e 4 Capi:
  • norme generali,
  • Interventi a favore delle imprese,
  • Interventi a favore della Pubblica Amministrazione
  • disposizioni comuni e finali
  • ha natura rotativa e offrirà garanzie e finanziamenti a tasso agevolato promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari e investitori privati, sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi

 è alimentato da:

  • proventi della aste per i permessi di emissione di CO2
  • sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi introdotti con il D.Lgs. n. 102/2014 e smi
  • diagnosi energetiche
  • installazione di contatori
  • obblighi in capo ai gestori di reti di teleriscaldamento a quelli in capo ai distributori elettrici e del gas in materia d contatori
  • obblighi dei venditori in merito a fatturazione e trasparenza
  • dotazioni del fondo di garanzia per la realizzazione di reti di teleriscaldamento

è gestito da Invitalia in base a una convenzione con Mise e Mattm, è articolato in due sezioni:

  • concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento: 30% delle risorse annuali
  • erogazione di finanziamenti a tasso agevolato: 70% delle quote del Fondo

Beneficiari

  • Imprese, Pubbliche Amministrazioni

Finanziamento

  • Imprese – interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dei processi e dei servizi, di installazione o potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti
  • Esco – interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dei servizi e/o delle infrastrutture pubbliche, illuminazione pubblica, miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici destinati ad uso residenziale – edilizia popolare; edifici di proprietà della Pubblica amministrazione.

Richiesta agevolazioni

  • Presentazione domanda per via telematica prima della data di inizio dei lavori, secondo gli schemi, le modalità e gli ulteriori parametri economico-finanziari e requisiti minimi di accesso che saranno definiti da Invitalia entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto e approvati con decreti direttoriali del Mise

Accesso alle agevolazioni – Requisiti Imprese

  • accesso
  • le agevolazioni previste dal Fondo possono essere concesse alle imprese di tutti i settori, in forma singola o in forma aggregata o associata
  • l’accesso ai benefici avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino ad esaurimento delle disponibilità della relativa sezione del Fondo
  • requisiti imprese
  • essere regolarmente costituite da almeno due anni ed iscritte nel registro delle imprese
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali
  • provvedere a tenere una contabilità separata dell’operazione attraverso l’apertura di un conto corrente dedicato o, nel caso in cui la contabilità relativa a tale operazione sia ricompresa nel sistema contabile in uso, a distinguere tutti i dati e i documenti contabili dell’operazione in maniera chiara e verificabile in qualsiasi momento
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea
  • trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi previdenziali, contributivi e fiscali
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel regolamento GBER
  • qualora siano stati destinatari di provvedimenti di revoca parziale o totale di agevolazioni concesse dal Ministero, abbiano provveduto alla restituzione di quanto dovuto
  • nel caso in cui l’impresa sia una ESCo,  aver ottenuto la certificazione secondo la norma UNI CEI 11352 

Cumulabilità

  • Le agevolazioni sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie nel limite del regolamento de minimis, e con gli incentivi dei Certificati bianchi.

Cogenerazione ad alto rendimento

  • Nell’ambito degli interventi agevolati ai sensi del comma 1, lettera a), punto ii (installazione o potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti), sono ammessi interventi sugli impianti di cogenerazione o trigenerazione, o di nuova costruzione degli stessi, a condizione che sia conseguito il riconoscimento di Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR), rilasciata da GSE ai sensi del Decreto Legislativo n. 20 del 2007 come integrato dal decreto del Ministero dello sviluppo economico 4 agosto 2011.