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ASCOMAC – L’OPINIONE DEL PRESIDENTE ING. RUGGERO RIVA

La tendenza del mercato che va verso una sempre più netta concentrazione di concessionari, con meno operatori e di più grosse dimensioni, rappresenta un processo ‘naturale’. Esso è guidato e obbligato (grazie alla straordinaria accelerazione della complessità delle macchine) dalla necessità di avere strutture, organizzazione, attrezzature, competenze del personale sempre più di livello elevato che la piccola azienda – spesso a conduzione familiare – non si può permettere, avendo un giro d’affari proporzionale alle dimensioni e, quindi, una capacità di investimento altrettanto proporzionale.

Si pensi ad esempio agli investimenti necessari per avere una flotta adeguata di macchine e attrezzature da noleggiare, agli investimenti in tecnici e formazione continua per avere un’assistenza eccellente o agli investimenti necessari per dare concretezza alle nuove tecnologie, macchine connesse, controllo remoto, eccetera. Sono ormai anni, se non decenni, che il modello di business dei concessionari va concentrandosi verso attività come servizi, assistenza e noleggio in primis.

Sul mercato sono rimaste e rimarranno quindi le aziende che si sono sapute adeguare o addirittura hanno precorso i tempi, offrendo servizi sempre più ‘avanzati’ e difficilmente replicabili. In questo percorso, ASCOMAC si occupa di aiutare dove possibile i soci meno strutturati fornendo loro strumenti di formazione, continuando ovviamente a dare tutto il supporto possibile per chiarire e interpretare le norme legislative e ( qualora richiesto e ritenuto utile ) proponendo modifiche o integrazioni delle norme/leggi all’autorità competente. D’altra parte, è il mercato con le sue mutate esigenze che porta al cambiamento vitale che può essere anticipato (mai contrastato) cogliendo tutti i segnali, anche deboli . Chi non si adegua è destinato a uscirne. L’Italia non fa eccezione. 

Forse a livello europeo siamo un comparto più lento nel recepire servizi nuovi (si pensi ad esempio al noleggio) che nel mondo anglosassone hanno avuto un impatto ben più immediato e importante che qui da noi. Ma già vediamo i nostri clienti alla ricerca di servizi avanzati che li aiutino anche a uscire dalla crisi devastante che ha colpito il nostro settore e che con grande fatica stiamo superando”.

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JCB LANCIA UN NUOVO MOTORE DA TRE LITRI

JCB annuncia il nuovo motore da 3 litri ad alta efficienza JCB 430 DieselMax.

JCB aveva annunciato nel 2011 l’avvio di un progetto di sviluppo per un nuovo motore; ora il motore da 3 litri è realtà, e la produzione è impostata in modo da ottenere un nuovo motore a basso consumo di carburante. Con il nuovo JCB 430 DieselMax, questa è la terza famiglia di motori a essere lanciata da JCB dall’avvio della produzione avvenuta nel 2004 presso la JCB Power Systems nel Derbyshire, e che annovera anche i modelli da 4,4, 4,8 e 7,2 litri.

Graeme Macdonald, CEO di JCB, ha dichiarato: “È difficile credere che solo 12 anni fa JCB non producesse motori. Oggi, JCB ha prodotto 400.000 motori diesel a alte prestazioni, ponendosi all’avanguardia con una gamma di motori costruiti appositamente che consentono di risparmiare carburante, sono puliti e a elevata efficienza. Il lancio del nuovo motore JCB 430 DieselMax da tre litri si basa sul successo di JCB Power Systems e porterà la produttività e le prestazioni ambientali dei nostri motori a un livello completamente nuovo, in particolare per quanto riguarda l’efficienza energetica.”

Una delle caratteristiche più significative del nuovo motore JCB 430 DieselMax da tre litri è il consumo di carburante, fino all’8% minore di quello del già molto contenuto del motore JCB da 4,4 litri. Il nuovissimo motore JCB 430 DieselMax da 3 litri è anche del 30% più leggero del popolare motore EcoMax JCB da 4,4 litri, ed è stato progettato specificamente per i cicli operativi propri delle attrezzature industriali e per l’edilizia di gamma media.

Le principali caratteristiche comprendono:

  • coppia elevata, robusto design costruttivo adatto per impieghi gravosi, a garanzia di massima durata;
  • conforme alle norme sulle emissioni Stage IIIB/Tier 4 Final;
  • i regolatori valvole automatici non richiedono alcuna manutenzione periodica;
  • nessun DOC, filtro anti-particolato (DPF) o SCR;

La terza famiglia di motori JCB, insieme al quattro cilindri da 4,4/4,8 litri EcoMax, e al sei cilindri da 7,2 litri DieselMax, è una versione a quattro cilindri con una cilindrata di 3,0 litri. Progettato per la massima durata, il motore heavy-duty presenta un basamento in ghisa con trasmissione montata posteriormente, per una lunga durata utile e una bassa rumorosità in esercizio.

Presentato per ora con una potenza di 55 kW (74 CV), conforme Stage IIIB/Tier 4 Final, il nuovo motore eroga una  coppia di 400 Nm a soli 1.300 giri/min.

Il motore soddisfa le relative normative sulle emissioni senza richiedere l’utilizzo di un costoso filtro antiparticolato (DPF), di un sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR) o di altra forma di additivo o post-trattamento dei gas di scarico. Questo lo rende un propulsore ideale per un gran numero di attrezzature industriali e per l’edilizia di gamma media.

Il motore è stato progettato per l’adeguamento alle norme sulle emissioni Stage V e sarà disponibile in futuro in ulteriori range di potenza.

JCB Power Systems ha adottato per la prima volta su un motore regolatori valvole automatici: ciò significa che non è necessaria alcuna registrazione periodica delle valvole, con conseguente riduzione dei tempi di fermo per i clienti e aumento della produttività. Il nuovo motore JCB 430 DieselMax è dotato inoltre di candele integrate, per un più rapido avviamento a freddo.

Il sistema di misurazione della portata in massa dell’aria, che consente alla ECU (Electronic Control Unit) di calcolare e erogare al motore la corretta quantità di carburante indipendentemente dalla temperatura, dall’altitudine e dalla densità dell’aria, è stato integrato nel motore stesso, riducendo al minimo lo sviluppo del sistema di aspirazione aria e il lavoro di messa a punto del motore richiesto per le diverse configurazioni della macchina. L’interfaccia di montaggio è condivisa con quelle dei più grandi motori da 4,4 e 4,8 litri, con conseguente facilitazione dell’installazione nelle attrezzature esistenti. Il motore conserva inoltre le funzionalità di PDF HD dei motori JCB di dimensioni maggiori.

Il nuovo motore può funzionare con un’inclinazione massima di 45°, ben 10 gradi in più di altri modelli, con conseguente possibilità di utilizzo in una vasta gamma di attrezzature e macchinari off-road. La ECU può essere montata direttamente sul motore o su un telaio, per l’adattamento a un’ampia gamma di utilizzi. In assenza di requisiti per quanto riguarda oli speciali, DPF e DEF, questo nuovo arrivato nella famiglia di motori DieselMax rappresenta una soluzione robusta, compatta e con un elevato valore di coppia.

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I SOLLEVATORI TELESCOPICI JCB FESTEGGIANO IL QUARANTENNALE CON UN IMPORTANTE ORDINE

JCB apre l’anno nel quale si celebrano i 40 anni di produzione di sollevatori telescopici con un ordine di oltre 160 modelli di questa tipologia di macchine da parte di Nixon Hire.

JCB ha inaugurato il 2017 – anno nel quale si celebra il quarantennale della messa in produzione del sollevatore telescopico – con un importante ordine da parte di uno dei principali utilizzatori di queste macchine. Infatti, Nixon Hire ha acquistato oltre 160 sollevatori telescopici JCB, leader di mercato, per un valore complessivo vicino ai nove milioni di sterline.

La nuova flotta in consegna va dal modello 516-40, piccolo e compatto con un’estensione di 4 metri, fino al modello 540-170, la cui estensione in altezza arriva a 17 metri. La consegna avverrà nelle prossime settimane; le macchine sono state vendute attraverso il dealer Scot JCB.

Graham Nixon, Managing Director di Nixon Hire, ha dichiarato: “Siamo felici di cementare ulteriormente la nostra partnership con JCB attraverso questo grosso ordine di sollevatori. Facciamo un vanto della nostra capacità di offrire prodotti moderni e tecnologicamente avanzati dei brand leader di mercato e JCB certamente possiede queste caratteristiche. Lavorando insieme a loro con grande successo ormai da molti anni, sappiamo bene che si tratta di un’azienda che garantisce livelli di qualità idonei a soddisfare le richieste dei nostri clienti”. 

Dan Thompstone, direttore vendite JCB per Regno Unito e Irlanda, ha dichiarato: Il 2017 è un anno cruciale per i sollevatori telescopici Loadall, coincidendo con il quarantennale della produzione di una macchina che ha letteralmente rivoluzionato il mercato della movimentazione di materiali. Siamo felici di inaugurare un anno così significativo con un importante ordine da parte di uno dei nostri principali clienti britannici”.

Nixon Hire ha confermato l’acquisizione degli stabilimenti di Nottingham che in precedenza appartenevano a Hewden. L’operazione multimilionaria vede l’azienda acquisire la proprietà sia dei locali che delle attrezzature. Graham Nixon ha aggiunto: “Molte delle macchine acquisite con questo ordine saranno utilizzate nello stabilimento di Nottingham. Questo nuovo deposito rappresenta una location di primaria imporanza per Nixon Hire e si inserisce nella nostra strategia mirata all’espansione del network verso sud. Posso confermare che offriremo ai nostri clienti prodotti da ognuna delle nostre divisioni: impianti, accoglienza, servizi igienici e strutture socio-sanitarie”.

Nixon Hire è un’azienda leader nella fornitura di attrezzature per cantiere e i suoi principali prodotti da noleggio comprendono impianti & attrezzature, accoglienza in cantiere e servizi igienici. Fondata nel 1967, è un’impresa a conduzione familiare con 14 depositi nel Regno Unito e uno a Doha, in Qatar. La sua gamma di prodotti comprende oltre 15.000 articoli da marchi leader – tutti conformi alle più recenti norme in tema di sicurezza e salute dei lavoratori. Per articoli che esulano dalla flotta principale, Nixon Hire può reperire qualunque attrezzatura aggiuntiva in base alle esigenze del cliente, attraverso il suo team specializzato Nixon eXtra e la sua catena di fornitori pre-selezionati.

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JCB per l’Esercito degli Stati Uniti

JCB ha inaugurato il 2017 aggiudicandosi uno degli ordini di maggiore importo unitario dei suoi 71 anni di storia, un contratto del valore 142 milioni di dollari per la fornitura di un’importante flotta di macchine all’Esercito degli Stati Uniti.

JCB ha annunciato la prossima consegna all’U.S. Army di oltre 1.600 sollevatori leggeri fuoristrada 527-58M destinati ai più svariati compiti in ogni parte del mondo, e in particolare alle operazioni di carico e scarico di aerei e portacontainer. Il nuovo sollevatore leggero fuoristrada 527-58M è derivato dalla gamma di sollevatori telescopici JCB Loadall, una macchina che celebra quest’anno i 40 anni di vita ed è tutt’ora il prodotto più venduto della sua categoria.

Il CEO di JCB Graeme Macdonald ha dichiarato: “Questa commessa rappresenta un nuovo grande successo per JCB, oltre che un eccellente modo per inaugurare il nuovo anno. Si tratta infatti del secondo ordine più importante per importo unitario nella storia della nostra azienda; voglio perciò congratularmi con tutti coloro che hanno lavorato alla conclusione di questo importante accordo, proprio nello stesso anno in cui i sollevatori telescopici JCB compiono quarant’anni.

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Il Terremoto del 24 agosto 2016 – la Memoria e l’Azione

Solo il 22 agosto 2016 su Rai Uno è andata in onda la trasmissione: ” Fuori luogo – Irpinia, oltre il terremoto

Il geologo e divulgatore Mario Tozzi nella puntata di Fuori Luogo, purtroppo in seconda serata, è stato in una terra antica, meravigliosa ma anche fragile, l’Alta Irpinia.

Perché un paese che ha subito decine terremoti, solo nel breve periodo del dopoguerra, non è in grado di affrontare efficacemente l’emergenza sismica? Cosa accade alla vita delle persone e delle comunità quando un sisma sbriciola ogni legame? Come si vive in un una terra che costringe a costruire e ricostruire continuamente? Cosa ci ha insegnato davvero il terremoto dell”Irpinia nel 1980?

Siamo pronti alla prossima scossa?

fonti: www.televideoteca.it e www.viagginews.com


Partecipiamo con grande affetto al dolore ed esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza ai nostri “concittadini” che in questo tragico momento hanno subìto la furia devastante di uno dei più gravi terremoti degli ultimi anni.

Ma, ora, non basta più.

Bisogna rapidamente e per bene Pensare, Programmare, Agire per il nostro Paese e cioè per Noi Tutti!

ASCOMAC nel corso degli anni, prendendo spunto dalle prime e importanti valutazioni del Governo Monti,  ha presentato al Governo e al Parlamento diverse proposte concrete di cui alcune accolte, per la qualità della vita ed il benessere dei cittadini, “CANTIERE ITALIA”, in materia di ristrutturazione edilizia e riqualificazione  energetica del patrimonio immobiliare pubblico/privato e non solo, partendo dal presupposto indiscutibile che  è inutile dare incentivi ad un edificio per il risparmio energetico se prima non si è verificata e migliorata la Statica e l’ Antisismica dell’edificio/infrastruttura.

Si può e si deve fare meglio per rispettare Tutti gli Italiani colpiti duramente purtroppo da questi tragici eventi.

La nostra Vision e le nostre Azioni finalizzate a valorizzare e realizzare Programmi per la Statica e l’Antisismica di edifici e infrastrutture

2012

MADE 2012: ASCOMAC PRESENTA “CANTIERE ITALIA”

ASCOMAC CON FEDERCOSTRUZIONI PER LA SOSTENIBILITA’

ASCOMAC “CANTIERE ITALIA”

 2013

APRIRE IL “CANTIERE ITALIA”

ASCOMAC EDIFICI A ENERGIA, STATICA, ANTISISMICA QUASI ZERO

 2014

Cantiere a impatto zero®  E’ UNA INIZIATIVA ASCOMAC

ASCOMAC AL SAMOTER CON “CANTIERE A IMPATTO ZERO”

 2012 / 2016

ASCOMAC – LEGGE n. 91/2013, Legge cd SBLOCCA ITALIA 2015 e LEGGI DI STABILITA’ – PROPOSTE

Interventi sul patrimonio immobiliare italiano, pubblico e privato, di riqualificazione idrica, statica, antisismica, energetica, digitale e ambientale, anche a fini di mobilità sostenibile

Obiettivo

  • Miglioramento del Benessere dei Cittadini e della Qualità della Vita e Rrilancio del Lavoro ora e subito attraverso una nuova Vision, che parta dalla riqualificazione / ristrutturazione della casa come singola unità immobiliare, coinvolgendo l’edificio, il quartiere per arrivare alla Città e al Territorio  (Vedi Audizione Camera Deputati 2014, pagg. 38 e segg. ; Vedi anche proposta Ascomac, di una nuova Vision che parta dall’appartamento, per traguardare l’edificio, la pluralità di edifici, il quartiere, la città a fini di rigenerazione urbana e territoriale – Città/Territorio – verso la decarbonizzazione,  accolta nel provvedimento del Senato lo scorso 30 luglio 2015; RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL’AFFARE ASSEGNATO N. 580 in materia di Economia Circolare.  Di seguito l’estratto e in neretto il paragrafo richiamato:

Estratto Lettera Q)

  1. Q) Edifici sostenibili. La realizzazione di edifici sostenibili e lo sviluppo della bioedilizia possono essere integrate nelle agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici (ecobonus). Tali agevolazioni devono consistere in detrazioni di imposta delle spese sostenute e per essere produttive di effetti importanti devono essere confermate e stabilizzate per periodi di tempo lunghi. La misura dell’ecobonus, ha determinato effetti positivi per il risparmio energetico, per l’ambiente, per la salute, l’economia e l’occupazione. Occorre da subito una nuova visione, che parta dalla riqualificazione/ristrutturazione della casa come singola unità immobiliare, coinvolgendo l’edificio, il quartiere per arrivare alla Città e al Territorio. L’inserimento della proroga degli ecobonus nel Decreto di recepimento della direttiva Edifici a energia quasi zero, è stata una grande occasione, colta se non in minima parte, di rilancio della Rigenerazione e Riqualificazione urbana e del territorio, rappresentando l’anello di congiunzione, ora mancante, tra la Casa e gli interventi anche importanti “verticali” ma isolati, come la riqualificazione di unità immobiliari – il Piano Casa e il Piano per le Città/Territorio sostenibili, attraverso interventi “orizzontali” di ristrutturazione urbanistica. ).
  • Riforma dell’attuale regime di incentivazione in ambito edilizio, idrico, energetico, digitale, mettendo a rete le diverse misure fiscali e strumenti finanziari quali project financing, finanziamento tramite terzi, contratti di partenariato pubblico-privato, attraverso l’attivazione di un fondo rotativo ad hoc, accessibile da Soggetti qualificati e certificati quali ad es. ESCo, Società di costruzioni e manutenzione che, nel ruolo di investitori, sollevino il cittadino-cliente finale, ormai sempre più in difficoltà economiche, dall’investimento, che rispondano dei risultati attesi ed effettivamente conseguiti, certificati da Organismo di parte Terza.

Proposta

In riferimento all’art. 15, D.L. n. 63/2013, Ascomac tenuto conto:

  1. di quanto già segnalato e richiesto nel corso del 2011 e 2012 al Governo e al Parlamento in materia di crescita del sistema Italia e cioè :
  • revisione e unificazione e stabilizzazione fino al 31.12.2020 dei provvedimenti cd 36% e 55% (ora 50% e 65%), in quanto riguardanti il medesimo bene, nella misura del 50%
  • dei diversi eventi calamitosi susseguitisi in tempi brevi (tra cui: Terremoto in Abruzzo aprile 2009, Alluvione Vicenza ottobre 2010, Alluvione di Genova novembre 2011, Terremoto in Emilia maggio 2012, Terremoto nelle Marche, Umbria e Lazio  2016
  • il terremoto che ha colpito da ultimo la Emilia Romagna ha visto capannoni incentivati con la cd Tremonti Ter, i tetti dei capannoni incentivati con il conto energia del fotovoltaico e la morte di operai sotto i capannoni con le rendite Inail devolute alle vedove: due incentivi allo stesso bene ed una rendita ai familiari con un unico risultato: solo macerie

Un fatto del tutto inaccettabile per un Paese civile

  1. della necessità di integrare tra loro gli interventi di statica, antisismica e risparmio idrico ed energetico, di cablatura del patrimonio immobiliare e infrastrutturale, per valorizzare al massimo gli ingenti investimenti in termini di sicurezza, di durata nel tempo

 

propone:

  1. la realizzazione di Programmi, di ristrutturazione, recupero, manutenzione e miglioramento della sicurezza statica e antisismica, di risparmio e di efficienza idrica ed energetica del patrimonio immobiliare nei settori civile, terziario, industriale, agricolo, per la riqualificazione della Citta/Territorio finalizzata alla promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e quindi della Cultura e del Turismo, di mobilità sostenibile, oltre che di ripristino a seguito di eventi calamitosi e di riduzione del rischio di dissesto idrogeologico del territorio
  2. la realizzazione di diagnosi, audit idrici, energetici, statici, antisismici anche attraverso sistemi di modellazione parametrica quali GIS Geografic Information System, BIM Building Information Modeling che consentono la realizzazione immediata di una banca dati “libretto del fabbricato/infrastruttura” , tracciandone il ciclo vita, dalla progettazione alla demolizione e smaltimento
  3. la individuazione di una serie di misure fiscali e strumenti finanziari – fondo rotativo per la riqualificazione del patrimonio immobiliare presso la Cassa depositi e prestiti Spa- in stretto coordinamento con altre misure e strumenti vigenti, finalizzate alla attuazione dei Programmi suindicati
  4. la attuazione dei Programmi e accesso al fondo rotativo da parte di Soggetti qualificati e certificati – rating reputazionale e rating di legalità (vedi Nuovo Codice Appalti) – quali ad es. E.S.Co. Società di costruzioni e manutenzione, Cooperative, Consorzi artigiani, nell’ambito delle legislazione vigente, anche attraverso procedure di project financing, di finanziamento tramite terzi, contratti di partenariato pubblico-privato etc.
  5. il coordinamento degli interventi – statici, antisismici, idrici ed energetici e per la mobilità elettrica – con la certificazione dei risultati da parte di Organismi di parte terza, accreditati nel settore delle ispezioni per le costruzioni in conformità alla norma ISO/IEC 17020, per valorizzare e massimizzare nel tempo e gli investimenti effettuati.

Siamo pronti alla prossima scossa? Noi ci saremo, pronti a muovere! 

                                                                     F.to    Dr. Carlo Belvedere

                                                                               Segretario Generale

Testo Comunicato

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AVVISO DI RETTIFICA – Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50

AVVISO DI RETTIFICA  

Comunicato relativo al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante: «Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture».

 

N.d.R. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’avviso di rettifica  riguardante il nuovo Codice degli Appalti.

Come allo stadio tutti Allenatori, anche in campo legislativo scopriamo con grande interesse una nuova professione che certamente darà e sarà lavoro per non pochi: tutti “Professori” che, con grande competenza, solerzia, capacità e tempestività,  si accorgono di errori nel testo normativo in materia di appalti.

Professori, dicevamo, che pur tuttavia, nella elaborazione normativa poco insegnano – certo stanno ancora imparando e studiando tra un tweet e un altro –  sul ciclo vita, sull’offerta economicamente più vantaggiosa in base al rapporto qualità prezzo fondato sul ciclo vita, sui rating reputazionali e di legalità  delle imprese e delle stazioni appaltanti, sulla qualità della progettazione,e tanto altro ancora contenuto nella nuova normativa, vera e propria spending review per il Paese.

E le altre norme, Leggi,  D.Lgs errati non interessano i nuovi Esperti? Così come Il merito dei singoli provvedimenti? 

Professoroni che discettano  del nulla mischiato di niente, che, invece di promuovere un nuovo Sistema di cui l’Italia ha bisogno con l’aiuto di tutti indistintamente, si limitano in maniera burocratica a fare i correttori di bozze, peraltro professionalità strategica ormai in disuso, visto il dilagare del twitter ed altro ancora. 

Tutti Esperti del “latinorum” di manzoniana memoria che, invece di approfondire temi quali “il solito massimo Ribasso, seguito dalle solite Varianti in corso di opera per giungere poi al risultato delle solite Opere Incompiute, che poi il Cittadino paga, come al solito, sempre e comunque, anche quando, appena realizzate, crollano e formulare proposte concrete  per il Sistema Italia, sono solo attenti, appunto, al  “punto, punto e virgola, punto e un punto e virgola” del Grande Totò.

Il che, a dir vero,  non è poco, rispetto al nulla cosmico.

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Confcommercio – Assemblea 2016

Per il presidente di Confcommercio si può consolidare una ripresa “senza slancio” se si realizzano “alcune condizioni necessarie”, a cominciare dallo stop alle clausole di salvaguardia nel 2017. La Relazione

Bisogna “intervenire sui nodi strutturali che bloccano la crescita riducendo la pressione fiscale su famiglie e imprese, “ad oggi ancora per nulla compatibile con un Paese più moderno ed equo”.

“Confcommercio è pronta a dare il suo contributo per un Paese più moderno e più giusto perché è su riforme ed equità che si gioca il destino dell’Italia”. Il presidente confederale Carlo Sangalli ha iniziato la sua relazione all’Assemblea 2016 sottolineando “necessità e urgenza di riforme istituzionali”.

Passando a parlare di economia, Sangalli ha sottolineato che c’è ancora una “nebbia che avvolge le possibilità di crescita dell’economia italiana”, tanto da “mettere in discussione il teorema che la crisi sia soltanto un brutto ricordo”. Siamo insomma di fronte a “una ripresa senza slancio, senza intensità e senza mordente”. Confcommercio vuole tuttavia “mantenere una quota di ottimismo”, a patto che si realizzino “alcune condizioni necessarie, la più importante delle quali riguarda l’Iva”.

Infatti, “l’intenzione del governo di non far scattare le clausole di salvaguardia nel 2017 e quindi di non toccare l’Iva – ha scandito Sangalli – è un impegno irrinunciabile per la crescita”. Certo, va rafforzata la capacità del sistema-Italia di competere sui mercati internazionali, ma “senza una solida ripresa dei consumi interni non può esserci uno sviluppo diffuso”. E quindi “spostare la tassazione sulle cose”, quindi aumentare l’Iva, è come lanciare un boomerang perché alla fine l’Iva la paghiamo tutti”.

Missione meno emissioni Le proposte dell’industria delle macchine per costruzioni per la sostenibilità dell’ambiente urbano

MISSIONE MENO EMISSIONI Le proposte dell’industria delle macchine per costruzioni per la sostenibilità dell’ambiente urbano

COMUNICATO STAMPA

Roma, 7 aprile 2016 – Negli ultimi quindici anni, con lo sviluppo delle normative europee, l’industria delle macchine per costruzioni ha reso disponibili mezzi che hanno abbattuto di oltre il 95% l’emissione di particolati.

Il dato è contenuto nel documento “Missione meno emissioni” realizzato congiuntamente dalle associazioni italiane degli importatori e dei produttori Ascomac e Unacea.

Secondo il documento gli investimenti e gli sforzi di progettazione dell’industria non hanno portato vantaggi alla qualità dell’aria e all’ambiente come avrebbero potuto. Gli enti locali, infatti, non hanno ancora istituito provvedimenti di limitazione all’utilizzo delle macchine più obsolete: oggi in Italia abbiamo comuni dove tutti i mezzi possono operare sempre e comuni nei quali, nei giorni di limitazione del traffico, nessun tipo di macchina per costruzioni può circolare, indipendentemente dal livello di emissioni del motore utilizzato.

Si tratta di un paradosso – dichiara Ruggero Riva, presidente di Ascomac -. Così non vengono in alcun modo riconosciuti e premiati gli imprenditori che utilizzano le macchine delle più recenti generazioni”.

ASCOMAC: Oneri generali di sistema elettrico per gli utenti non domestici – Cogenerazione e Fiscalità energetica tra tassazione e proroghe

COMUNICATO STAMPA

Roma, 23 febbraio 2016 – ASCOMAC: Oneri generali di sistema elettrico per gli utenti non domestici – Cogenerazione e Fiscalità energetica tra tassazione e proroghe

Un provvedimento il D.L. 30 dicembre 2015, n. 210 – sostiene Carlo Belvedere Segretario Generale Ascomac – “inefficiente”, che rimanda nel tempo ancora una volta la soluzione normativa che la cogenerazione ad alto rendimento merita e si aspetta ormai da anni: una disciplina specifica che valorizzi questa tecnologia definita dalla UE come sistema alternativo ad alta efficienza. Ovviamente parliamo solo ed esclusivamente della Cogenerazione ad alto rendimento nel pieno rispetto di quanto previsto dalla Direttiva 2003/96/UE e non più della produzione combinata di energia elettrica e calore.

E invece no: Il Legislatore ancora una volta non definisce le regole come previsto dal comma 1, art. 3-bis D.L. n. 16/2012, ma continua a prorogare l’attuale disciplina relativa alle unità di produzione di energia elettrica e calore – che non sono CAR cogenerazione ad alto rendimento. Perché? Domanda che trova, tra le tante, risposta nella solita “salvaguardia dei diritti acquisiti” a scapito e danno delle tecnologie innovative e degli investimenti dei clienti finali. Basti pensare ai cd SEESEU rientranti nell’ambito dei cd SEU, come riportato nella Guida GSE alla qualifica dei SEU e SEESEU a pag. 5. Si erogano di fatto soldi pubblici a vecchi impianti neppure CAR, senza più limiti di potenza, essendo stato il limite di 20 MW abrogato dalla Legge n. 221/2015 (Collegato Green alla Legge di Stabilità 2014).

Il Legislatore ne è consapevole?