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Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro

Il Decreto Interdirettoriale n. 35/17 regolamenta il provvisorio rinnovo, per un periodo non superiore a centoventi giorni, decorrenti dalla data di scadenza delle rispettive iscrizioni, dell’iscrizione negli elenchi dei soggetti abilitati all’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, adottati con decreti direttoriali del 21 maggio 2012 e 30 luglio 2012, in scadenza rispettivamente al 21 maggio 2017 e al 30 luglio 2017.
 
Documentazione da allegare all’istanza di rinnovo
L’istanza di rinnovo deve essere corredata dalla seguente documentazione:
a) fotocopia, pienamente leggibile, del documento di identità in corso di validità del legale rappresentante del soggetto abilitato richiedente;
b) dichiarazione sostitutiva di certificazione, resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), con la quale i soggetti di cui all’articolo 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136) dichiarano la non sussistenza delle cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’articolo 67 del medesimo decreto legislativo;
c) dichiarazione, resa ai sensi del citato d.P.R. n. 445/2000, rilasciata dal legale rappresentante del soggetto richiedente, da cui risulti che permangono le condizioni che hanno consentito il rilascio dell’abilitazione all’effettuazione delle verifiche periodiche, che si intende rinnovare, tra cui il possesso dei requisiti riportati nell’Allegato I al D.I. 11 aprile 2011. In particolare, in calce alla dichiarazione dovrà essere indicato il numero del documento di identità, l’ente che lo ha rilasciato, la data di rilascio e di scadenza;
d) copia della polizza di assicurazione per responsabilità civile di cui al punto 1, lettera e), dell’Allegato I al D.I. 11 aprile 2011, in corso di validità e riferita al quinquennio di cui si chiede il rinnovo;
e) prospetto delle attività di aggiornamento del personale dipendente e del personale con rapporto esclusivo di collaborazione, ivi comprese le attività di formazione previste al punto 3 del medesimo Allegato I al D.I. 11 aprile 2011, riferite al quinquennio di abilitazione in corso di rinnovo;
f) matrice delle competenze territoriali e del personale verificatore (da produrre in formato excel) e dichiarazione di avvenuta pubblicazione della stessa sul sito internet del Soggetto Abilitato;
g) documentazione idonea a comprovare che tutte le attrezzature in uso siano state sottoposte a manutenzione e, ove prescritta, a taratura nel quinquennio di abilitazione in corso di rinnovo;
h) elenco analitico delle verifiche effettuate con esito negativo e relativi verbali, con indicazione della procedura adottata per la gestione successiva delle verifiche con esito negativo e modalità di gestione di tali verifiche.
MinSviluppoEconomico

MISE – Sabatini ter – nuova linea guida

Guida alla trasmissione delle richieste di erogazione delle quote di contributo Nuova Sabatini Ter – v.3

La Guida illustra la procedura operativa per effettuare le richieste di erogazione delle quote di contributo.

L’erogazione del contributo è prevista al completamento dell’investimento auto-certificato dall’impresa ed è effettuata in quote annuali secondo il piano di erogazioni riportato nel provvedimento di concessione.

L’impresa beneficiaria, dopo la ricezione del decreto di concessione, dovrà compilare la richiesta di erogazione della prima quota di contributo e i relativi allegati esclusivamente in formato digitale e dovrà inoltrarli al Mise attraverso l’accesso alla piattaforma, inserendo le credenziali che vengono trasmesse via PEC dal Mise all’indirizzo PEC dell’impresa. 

Altre informazioni

porto

Sistema portuale: parere sulle linee guida per i piani regolatori

Parere favorevole alle Linee guida per la redazione dei piani regolatori di sistema portuale. Il via libera arriva attraverso una decisione della Conferenza delle Regioni del 9 marzo, dopo un confronto con il Consiglio Superiore del Lavori pubblici che ha portato alla  definizione di un testo condiviso (allegato al documento nel quale le regioni esprimono il loro giudizio positivo). 
Si riporta di seguito il testo del parere delle Regioni senza le linee guida allegate, pubblicate nella versione integrale del documento nella sezione “Conferenze” del portale www.regioni.it .

Parere sulle “Linee guida per la redazione dei piani regolatori di sistema portuale” (ex all’art. 6 del D.Lgs. 169/2016 che novella l’art. 5 della L. 84/94)

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole sullo schema di “Linee Guida per la redazione dei Piani Regolatori di Sistema Portuale” ex articolo 6 del Decreto Legislativo 169/2016 nella versione definita a seguito del confronto svolto con il Consiglio Superiore del Lavori pubblici, ivi allegata:
1) Inserire al termine del primo capoverso della Parte III, par. III.1 (“… adeguata rappresentatività all’interesse comunale”):
Dal momento che l’intesa con il Comune rappresenta, come si è appena evidenziato, un passaggio essenziale e discriminante nell’iter di approvazione del PRdSP, se ne deve dedurre che il mancato raggiungimento dell’intesa costituisca, per converso, un vero e proprio cortocircuito del procedimento medesimo.

Pertanto è da ritenersi opportuno che per superare questa eventuale criticità si faccia ricorso alla procedura di cui all’Art. 14 quater della L. n.241/1990 richiamata dal D. Lgs. n. 169/2016, e che in caso di reiterata indisponibilità del Comune a sottoscrivere l’intesa, la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata ai sensi del citato Art. 14 quater individui le modalità, anche di carattere procedimentale, per condurre ad approvazione il PRdSP e per conferire ad esso piena efficacia”.
2)Al § 1.4, in relazione alla fase transitoria, introdurre la raccomandazione di ritenere approvati, altresì, nel rispetto della normativa vigente al momento della loro adozione,i piani regolatori portuali che siano stati già adottati, alla data di entrata in vigore del citato D. lgs. 169/2016, dall’Autorità Marittima, in forza dell’art. 5 c. 3 della L. n.84/94, ciò in previsione di una necessaria modifica/integrazione, in una successiva fase di revisione del Decreto Legislativo 169/2016, dell’art. 22, comma 6 – Fase Transitoria.

Allegato: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Linee Guida per la redazione dei Piani Regolatori di Sistema Portuale

altre notizie

Regione Emilia

Regione Emilia Romagna – Piano Energetico Regionale 2030 e Piano Triennale di Attuazione 2017-2019

Piano Energetico Regionale 2030 e Piano Triennale di Attuazione 2017 – 2019.

Trasporti, elettrico e termico, con le loro ricadute sull’intero tessuto regionale, sono i tre settori sui quali si concentreranno gli interventi per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione europea e recepiti dal Piano.

AEEGSI

AEEGSI – procedimento per l’adeguamento delle regole di definizione del contributo tariffario

Delibera 16 marzo 2017  – 172/2017/R/efr, Avvio di procedimento per l’adeguamento delle regole di definizione del contributo tariffario, di cui al meccanismo dei titoli di efficienza energetica, alle previste innovazioni normative e attuative.

  • Con il presente provvedimento viene avviato il procedimento finalizzato alla revisione delle modalità di determinazione del contributo tariffario da corrispondere ai distributori soggetti agli obblighi (attualmente definito dalla deliberazione 13/2014/R/efr).
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C.A.M. – Criteri ambientali minimi – esecuzione dei trattamenti fitosanitari sulle o lungo le linee ferroviarie e sulle o lungo le strade

Decreto 5 febbraio 2017 – Adozione dei criteri ambientali minimi da inserire obbligatoriamente nei capitolati tecnici delle gare d’appalto per l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari sulle o lungo le linee ferroviarie e sulle o lungo le strade.

Il provvedimento introduce criteri ambientali minimi (CAM) che devono essere inseriti negli affidamenti e nei capitolati tecnici delle gare d’appalto per l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari sulle o lungo le linee ferroviarie e sulle o lungo le strade e le autostrade.

Anche i soggetti che eseguono direttamente i trattamenti fitosanitari sono tenuti ad adottare i medesimi criteri.

I CAM rappresentano un mezzo per:

• tutelare l’ambiente acquatico e l’acqua potabile;

• tutelare la salute;

• tutelare gli ecosistemi naturali. 

L’utilizzo dei CAM individuati in questo documento ha lo scopo di ridurre l’impatto ambientale degli interventi fitosanitari lungo le strade e le linee ferroviarie.

A tal fine e’ opportuno che la stazione appaltante, prima della definizione di una procedura d’appalto, svolga un’attenta analisi degli obiettivi da raggiungere in funzione della riduzione o eliminazione dell’uso di prodotti fitosanitari e tenga conto dei provvedimenti eventualmente gia’ adottati dalle regioni e dalle province autonome nei territori di rispettiva competenza.

Devono essere privilegiate alternative all’utilizzo di prodotti fitosanitari e, qualora cio’ non sia possibile, dovranno essere considerate: – l’effettiva necessita’ dei trattamenti fitosanitari e la loro frequenza;

– le dosi necessarie di prodotto fitosanitario da impiegare in rapporto alle specie presenti e allo stadio fenologico di sviluppo, nel rispetto delle indicazioni presenti nelle etichette autorizzate;

– le misure di mitigazione dei rischi di inquinamento da deriva, drenaggio, lisciviazione o ruscellamento dei prodotti fitosanitari;

– le condizioni meteorologiche, evitando possibilmente l’utilizzo di prodotti fitosanitari nei giorni in cui sono previste precipitazioni e nei giorni immediatamente precedenti;

– la presenza di organismi da quarantena che possono rappresentare un pericolo per la salute pubblica e che giustificano interventi straordinari;

– la possibilità di eseguire interventi meccanici. Le informazioni da acquisire per le scelte da effettuare devono riguardare:

– l’individuazione delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano di cui dall’art. 94 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii.;

– la descrizione dei siti di intervento specificando se trattasi di aree extraurbane, urbane o periurbane con particolare riferimento alle misure indicate al paragrafo A.5.6 – Misure per la riduzione dell’uso o dei rischi derivanti dall’impiego dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili – del Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

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GSE

GSE – Certificati bianchi – quantità di TEE disponibili per il prossimo triennio

Il GSE valuta la quantità di TEE disponibili per il prossimo triennio ai fini dell’assolvimento degli obblighi.

Al fine di integrare le informazioni già contenute nel Rapporto Annuale 2016 sul meccanismo dei Certificati Bianchi, oltre alla stima dei titoli disponibili per l’assolvimento dell’obbligo dell’anno 2016 (paragrafo 5.3), il GSE rende disponibili anche le informazioni relative ai TEE che si stima saranno riconosciuti fino al termine dell’anno di obbligo 2019. Tale valutazione è stata effettuata senza tener conto dei potenziali titoli che verranno riconosciuti ai nuovi progetti approvati con il nuovo decreto Certificati Bianchi in corso di pubblicazione.

In particolare, tale valutazione è stata effettuata su base annuale considerando i seguenti contributi:
– DM 28 dicembre 2012 e DM 5 settembre 2011 

  • TEE potenzialmente generabili dai progetti a consuntivo ancora in corso di vita utile e con prima RVC accolta in data antecedente alla data odierna;
  • TEE potenzialmente generabili dai progetti a consuntivo con esito di accoglimento, in attesa di presentazione della prima RVC;
  • TEE potenzialmente generabili dai progetti a consuntivo in attesa di esito definitivo;
  • TEE potenzialmente generabili dai progetti a consuntivo, standard e analitici che si stima saranno presentati nel corso del 2017;
  • TEE potenzialmente generabili da richieste di ammissione al meccanismo della CAR (Cogenerazione ad Alto Rendimento).

Pertanto, per gli anni di obbligo 2017-2019 si stima che l’attuale meccanismo dei Certificati Bianchi consentirà di generare i seguenti titoli:

  • anno d’obbligo 2017 – TEE riconosciuti 6,90 milioni;
  • anno d’obbligo 2018 – TEE riconosciuti 5,58 milioni;
  • anno d’obbligo 2019 – TEE riconosciuti 5,66 milioni.
 
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MINAMBIENTE – Decreto qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti

Pubblicato il Decreto 13 ottobre 2016, n. 264 Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.Il provvedimento che entra il vigore il 2 marzo 2017, ha l’obiettivo di favorire e agevolare l’utilizzo come sottoprodotti di sostanze e oggetti che derivano da un processo di produzione e che rispettano specifici criteri.