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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – Commercio Estero – gennaio-marzo 2018

Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – Commercio Estero – periodo gennaio-marzo 2018

La domanda estera di macchine per le costruzioni e lavori stradali italiane continua a crescere anche a marzo, anche se, come per le importazioni, in maniera meno decisa rispetto ai due mesi precedenti; a gennaio l’incremento su base annua era stato del +12,3%, a febbraio del +16,6% e in quest’ultimo mese di rilevazione del +1,7% rispetto a marzo 2017. Nel 1° trimestre del 2018, quindi, il valore delle macchine esportate all’estero cresce del +9,0% rispetto al 1° trimestre 2017.

 

Analizzando i dati di quest’ultimo mese di rilevazione, la crescita non ha riguardato tutti i settori del comparto. Per le macchine per perforazioni il valore delle esportazioni, in costante calo ormai da dicembre 2017, diminuisce anche a marzo su base annua; i 47,5 milioni di euro di macchine esportate sono il 14,2% in meno del valore registrato a marzo 2017.

 

Leggermente più basso il decremento percentuale del valore delle esportazioni per le macchine per la lavorazione degli inerti che si attesta al -8,7% rispetto al valore di marzo 2017; dato negativo che segue, però, il consistente incremento del +24,6% registrato nel mese precedente. E anche per le macchine stradali, nonostante a febbraio avessero registrato l’incremento percentuale su base annua più alto pari al +41,8%, il mese di marzo ha segnato un calo delle vendite all’estero del -7,3% rispetto a marzo 2017.


Passando ai settori che hanno incrementato le esportazioni a marzo, sono le gru a torre che hanno registrato la variazione percentuale più alta: i 27,4 milioni di euro di macchine vendute superano il valore di marzo 2017 del +19,2%,
E, a seguire, sempre in termini di incremento percentuale, le macchine per il calcestruzzo e poi quelle movimento terra. Per entrambi questi ultimi due settori, in tutti i primi tre mesi dell’anno in corso, il valore delle macchine vendute all’estero è costantemente aumentato in linea con quanto successo nel corso del 2017. A marzo le esportazioni di macchine per il calcestruzzo sono aumentate su base annua del +9,6%, mentre quelle delle macchine movimento terra del +9,1%, sempre rispetto a marzo 2017.

 

Passando all’analisi delle totalizzazioni mensili, nei primi tre mesi dell’anno, il valore delle macchine vendute all’estero è pari a poco meno di 709 milioni di euro in aumento rispetto a 1° trimestre 2017 del +9,0%.


Con la sola eccezione delle macchine per perforazioni che registrano una flessione del -11,9% rispetto al valore del 1° trimestre 2017, per tutti i settori del comparto, nel 1° trimestre 2018, le vendite di macchine all’estero risultano in aumento rispetto al corrispondente periodo 2017.


L’incremento percentuale più significativo lo registrano le macchine movimento terra che, con 263,7 milioni di euro di macchine vendute all’estero, crescono del +19,6% rispetto allo stesso periodo del 2017, diventando rappresentative del 37,2% dell’intero comparto.


A seguire, le gru a torre, che grazie all’acquisizione del dato di marzo, totalizzano, a fine periodo, un valore pari a 60,7 milioni di euro registrando quindi un incremento rispetto al dato del 1° trimestre 2017 del +13,7%. Poco più di quanto aumenta il valore delle esportazioni delle macchine stradali che cresce del +13,5% su base annua.

Al 4° posto in ordine d’incremento percentuale ci sono le macchine per il calcestruzzo, il cui valore di macchine vendute all’estero, pari a poco meno di 116 milioni di euro, supera del +11,6% il valore del 1° trimestre 2017.
E infine il dato delle macchine per la lavorazione degli inerti, che nonostante l’acquisizione del dato di marzo, rimangono comunque in crescita e con 47,1 milioni di euro superano il valore del 1° trimestre 2017 del +1,6%.

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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – I Trimestre 2018

Osservatorio Macchine Nota Aprile 2018 – 1 trim 2018 e EXP_IMP Gennaio 2018

L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra, nel 1° trimestre 2018, l’ennesimo e forte segnale: il mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali, con 2.719 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce rispetto alle vendite realizzate nel 1° trimestre 2017 del +27,4%. Rispetto al mercato registrato nel 1° trimestre 2014, anno d’inizio della ripresa del mercato, le macchine crescono quasi del doppio (+95,6%), ma anche rispetto al 1° trimestre 2011 la crescita è notevole e pari al +19,3%. Dal 2014 in poi, costantemente, il mercato ha recuperato gran parte delle perdite realizzate in questi anni di pesante crisi tanto che la totalizzazione dei dati trimestrali raccolti nel 2017, pari a 12.769 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, aveva superato del +15,0% il dato del 2016, del +39,9% quello del 2015, ma già superato anche del +18,9% le vendite/noleggi registrati nel 2011, anno in cui erano state rilevate 10.741 macchine.

 “I significativi ed incoraggianti incrementi del nostro mercato delle macchine per costruzioni e stradali – afferma l’ing. Ruggero Riva Presidente di Ascomac Confcommercio Imprese per l’Italia – dimostrano il coraggio e la volontà dei nostri Imprenditori, anche aiutati da importanti agevolazioni fiscali, di volere procedere ad un rapido svecchiamento dei loro parchi macchine e delle flotte noleggio dopo anni di mancati investimenti per la crisi devastante che ha colpito duramente il nostro Settore. Ora però attendiamo dal nuovo Governo un concreto e importante  piano di investimenti nel settore delle costruzioni in indispensabili infrastrutture, in un piano straordinario di manutenzioni stradali, nel recupero delle aree degradate, dopo che da anni gli investimenti pubblici in questi settori strategici si sono attestati sui minimi storici. Solo così  – conclude l’ing. Riva – potremo dare consistenza ad una ripresa duratura del nostro Settore, vitale per l’economia e l’occupazione del nostro Paese”. 

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IMPIANTI DI GENERAZIONE DISTRIBUITA 2016

ARERA

MONITORAGGIO DELLO SVILUPPO

DEGLI IMPIANTI DI GENERAZIONE DISTRIBUITA PER L’ANNO 2016

Con la delibera 222/2018/I/eel, ARERA Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha approvato la relazione annuale sulla diffusione della generazione distribuita e della piccola generazione in Italia per l’anno 2016.

In particolare:

Nell’anno 2016, in Italia, la produzione lorda di energia elettrica da impianti di GD è stata pari a 62,9 TWh (circa il 21,7% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), rimanendo sostanzialmente invariata (+0,04 TWh) rispetto all’anno 2015. La produzione lorda di energia elettrica da impianti di GD-10 MVA è stata pari a 51,7 TWh (circa il 17,8% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), con un modesto incremento di circa 0,4 TWh rispetto all’anno 2015. Per quanto riguarda la GD, nell’anno 2016 risultavano installati 743.883 impianti per una potenza efficiente lorda totale pari a circa 30.696 MW (circa il 26,2% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale). In particolare risultavano installati 3.514 impianti idroelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 3.352 MW e produzione di circa 10,7 TWh (16,9% della produzione da GD), 5.048 impianti termoelettrici per una potenza pari a 6.292 MW e produzione di circa 26,1 TWh (41,6% della produzione da GD), 2 impianti geotermoelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 21 MW e produzione di circa 0,2 TWh (0,3% della produzione da GD), 3.374 impianti eolici per una potenza efficiente lorda pari a 2.946 MW e produzione di circa 5,4 TWh (8,6% della produzione da GD) e 731.945 impianti fotovoltaici per una potenza pari a 18.085 MW e produzione di circa 20,5 TWh (32,6% della produzione da GD).

Per quanto riguarda la GD-10 MVA, nell’anno 2016 risultavano installati 743.871 impianti per una potenza efficiente lorda pari a circa 26.517 MW (circa il 22,6% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale). In particolare risultavano installati 3.566 impianti idroelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 2.935 MW e produzione di circa 9,6 TWh (18,5% della produzione da GD-10 MVA), 4.981 impianti termoelettrici per una potenza pari a 4.238 MW e produzione di circa 19,7 TWh (38,1% della produzione da GD-10 MVA), 1 impianto geotermoelettrico di potenza efficiente lorda pari a 1 MW e produzione di circa 0,007 TWh (0,01% della produzione da GD-10 MVA), 3.308 impianti eolici per una potenza efficiente lorda pari a 884 MW e produzione di circa 1,4 TWh (2,8% della produzione da GD-10 MVA) e 732.015 impianti fotovoltaici per una potenza pari a 18.459 MW e produzione di circa 21,0 TWh (40,6% della produzione da GD-10 MVA).

Continua a mantenersi, come negli anni scorsi, la rilevante differenza tra i dati afferenti alla GD e quelli afferenti alla GD-10 MVA. Nella prima definizione, infatti, rientrano tutti gli impianti connessi alle reti di distribuzione (anche quelli con potenza superiore a 10 MVA) ma non rientrano gli impianti, pur di potenza inferiore a 10 MVA, che risultano connessi alla rete di trasmissione nazionale. Nella seconda definizione, invece, rientrano tutti gli impianti di potenza inferiore a 10 MVA indipendentemente dalla rete elettrica a cui sono connessi. Per questo motivo, gli impianti afferenti alla GD, pur essendo simili in numero rispetto a quelli afferenti alla GD-10 MVA, presentano una potenza efficiente lorda complessiva e una produzione lorda complessiva di energia elettrica più rilevante. Le differenze più marcate in termini di potenza installata tra GD e GD-10 MVA riguardano principalmente gli impianti termoelettrici, in particolare alimentati da fonti non rinnovabili, ed eolici.

Alcuni impianti rientranti nella GD ma non anche nella GD-10 MVA risultano formalmente connessi alla rete elettrica di distribuzione ma, di fatto, è come se fossero direttamente connessi alla rete di trasmissione nazionale: sono cioè impianti connessi alla sbarra dell’impresa distributrice a sua volta connessa, per il tramite della cabina primaria di trasformazione, alla rete di trasmissione nazionale. Ad essi è imputabile la maggior parte della differenza tra la GD e la GD-10 MVA, stimata pari a circa 2,8 TWh in relazione ai termoelettrici (per lo più alimentati da fonti non rinnovabili), 3,9 TWh in relazione agli impianti eolici e 1,1 TWh in relazione agli impianti idroelettrici.

Con riferimento alla GD, nell’anno 2016 si è verificato un lieve aumento della quantità di energia elettrica autoconsumata in termini assoluti (circa 0,4 TWh), con un aumento dell’incidenza sul totale, in termini percentuali, pari a 0,5 punti percentuali rispetto all’anno 2015 (nell’anno 2015 il 21,9% dell’energia elettrica prodotta è stata consumata in loco). Di conseguenza è diminuita l’incidenza dell’energia elettrica immessa in rete di circa 0,6 punti percentuali (nell’anno 2015 il 74,9% dell’energia elettrica prodotta è stata immessa in rete), rimanendo circa invariati i consumi relativi ai servizi ausiliari di generazione (nell’anno 2015 il 3,2% dell’en

Inoltre gli impianti di produzione combinata di energia elettrica e calore nell’ambito della GD nascono con la finalità di produrre calore in modo più efficiente rispetto al caso di utilizzo delle caldaie convenzionali e non con la principale finalità di produrre energia elettrica come invece spesso accade nel caso dei cicli combinati di elevata taglia. Ciò viene messo in evidenza dai valori medi degli indici elettrici (definiti come il rapporto tra la produzione netta di energia elettrica e la produzione di energia termica utile) per le diverse tipologie impiantistiche nel caso della GD (figura 2.26) e nel caso globale nazionale (figura 2.27).

Diffusione della generazione distribuita

Confrontando l’anno 2016 con i tre anni precedenti, si nota un trend marcato di crescita con riferimento al numero di impianti (soprattutto fotovoltaici di taglia ridotta), mentre la potenza installata è circa stabile o in lieve aumento (in quanto accanto alle nuove installazioni si sono riscontrate alcune dismissioni) e la produzione di energia elettrica, pur rimanendo in linea con i valori dell’anno 2015, si è ridotta rispetto agli anni 2013 e 2014 (per effetto della minore disponibilità della fonte idrica non compensata dalla maggiore produzione da altre fonti). Analizzando nello specifico lo sviluppo della GD in termini assoluti, nell’ultimo anno l’incremento del numero di impianti rispetto all’anno 2015 è stato pari a 45.106, quasi del tutto imputabile allo sviluppo degli impianti fotovoltaici (+43.654 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici installati nell’anno 2015), mentre sono stati molto più ridotti i contributi degli impianti eolici (+858 impianti rispetto agli impianti eolici installati nell’anno 2015) degli impianti termoelettrici (+375 impianti rispetto agli impianti termoelettrici installati nell’anno 2015), e degli impianti idroelettrici (+219 impianti rispetto agli impianti idroelettrici installati nell’anno 2015)

Diffusione della piccola generazione

Confrontando l’anno 2016 con gli anni precedenti, si nota un trend di crescita con riferimento sia al numero di impianti che alla potenza installata e alla produzione lorda. Analizzando nello specifico lo sviluppo della PG in termini assoluti, nell’ultimo anno l’incremento del numero di impianti rispetto all’anno 2015 è stato pari a 45.059, per lo più imputabile allo sviluppo degli impianti fotovoltaici (+43.640 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici installati nell’anno 2015) e, in modo marginale, agli impianti eolici (+857 impianti rispetto agli impianti eolici installati nell’anno 2015), agli impianti termoelettrici (+350 impianti rispetto agli impianti termoelettrici installati nell’anno 2015) e agli impianti idroelettrici (+212 impianti rispetto agli impianti idroelettrici installati nell’anno 2015). Risulta interessante notare che l’incremento è imputabile soprattutto ad impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 50 kW (+42.928 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici MG installati nell’anno 2015).

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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni IMP-EXP gennaio-dicembre 2017

PRIMA FLESSIONE DEL VALORE DELLE ESPORTAZIONI DA MAGGIO: A DICEMBRE IL MERCATO CALA DEL -3,5% RISPETTO A DICEMBRE 2016

Nel mese di dicembre il valore delle macchine vendute all’estero subisce una flessione del -3,5% rispetto a dicembre 2016. La totalizzazione dei dati mensili relativi al 2017, pari ad oltre 2.790 milioni di macchine vendute, grazie ad una crescita costante che si protraeva da maggio, non risente molto di questa lieve flessione e l’anno si chiude con un incremento del valore dell’export del +4,5% rispetto al 2016.

Osservatorio Macchine per le costruzioni Nota Aprile 2018 Export e Import – Gennaio/Dicembre 2017

 

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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni IV Trimestre 2017

L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra nel 4° trimestre 2017 un ulteriore forte segnale: il mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali, con 4.803 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce rispetto alle vendite realizzate nel 4° trimestre 2016 del +18,1% e si attesta come il trimestre più considerevole degli ultimi 7 anni. La netta ripresa del mercato, cominciata nel 1° trimestre 2014 e proseguita costantemente nel corso degli ultimi 4 anni, ha comportato un deciso recupero del mercato perso in questi anni di pesante crisi. La totalizzazione dei dati trimestrali raccolti nel 2017, pari a 12.769 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce del +15,0% rispetto al 2016, del +39,9% rispetto al 2015, ma supera anche del +18,9% le vendite/noleggi registrati nel 2011, anno in cui erano state rilevate 10.741 macchine.

Osservatorio Macchine Nota Gennaio 2018 – 4 trim 2017 e EXP_IMP Ottobre 2017

Dissesto idrogeologico

CENTRI STORICI E FUTURO DEL PAESE – Indagine nazionale sulla situazione dei Centri Storici

È stata presentata giovedì 14 dicembre Centri storici e futuro del Paese, la prima indagine conoscitiva sui centri storici dei 109 Capoluoghi di Provincia italiani realizzata da ANCSA – Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici con la collaborazione del CRESME.

Numeri e grafici consegnano una fotografia imparziale di quei 172 chilometri quadrati (lo 0,06% del territorio italiano) su cui sussistono i 109 centri storici oggetto dell’indagine.

MinSviluppoEconomico

SEN – Strategia energetica nazionale, firmato il decreto

I ministri Carlo Calenda (Sviluppo economico) e Gian Luca Galletti (Ambiente e tutela del territorio e del mare) hanno firmato il decreto sulla nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN). La presentazione della SEN a Palazzo Chigi è stata aperta dall’intervento del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

Il comunicato stampa: Ecco la Strategia Energetica Nazionale 2017

Allegati

L’Italia ha raggiunto in anticipo gli obiettivi europei – con una penetrazione di rinnovabili del 17,5% sui consumi complessivi al 2015 rispetto al target del 2020 di 17% – e sono stati compiuti importanti progressi tecnologici che offrono nuove possibilità di conciliare contenimento dei prezzi dell’energia e sostenibilità. 
 
La Strategia si pone l’obiettivo di rendere il sistema energetico nazionale più:

  • competitivo: migliorare la competitività del Paese, continuando a ridurre il gap di prezzo e di costo dell’energia rispetto all’Europa, in un contesto di prezzi internazionali crescenti
  • sostenibile: raggiungere in modo sostenibile gli obiettivi ambientali e di de-carbonizzazione definiti a livello europeo, in linea con i futuri traguardi stabiliti nella COP21
  • sicuro: continuare a migliorare la sicurezza di approvvigionamento e la flessibilità dei sistemi e delle infrastrutture energetiche, rafforzando l’indipendenza energetica dell’Italia 

 

 

Al via la consultazione sulla Strategia energetica nazionale (SEN).

Prorogato al 12 settembre il termine per inviare commenti, segnalazioni e proposte – sui siti www.mise.gov.it e www.minambiente.it –  che saranno valutate per la predisposizione del documento finale.

 Leggi il documento in consultazione (pdf)

 Vai al questionario

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ISTAT

ISTAT – Fiducia dei consumatori e delle imprese – novembre 2017

A novembre 2017  l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra un lieve calo (0,3 punti percentuali) spostandosi da 109,1 a 108,8.

Nel mese di novembre segnali eterogenei provengono dai climi di fiducia dei settori indagati. In particolare, il clima di fiducia rimane sostanzialmente stabile nel settore manifatturiero (da 110,9 a 110,8), aumenta nelle costruzioni e nei servizi (i climi passano, rispettivamente, da 130,3 a 132,1 e da 107,7 a 108,2).

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia si segnala che, nel comparto manifatturiero, continua il recupero dei giudizi sul livello degli ordini in atto ormai dallo scorso settembre mentre le attese sulla produzione registrano un lieve calo; le scorte di magazzino sono giudicate in accumulo. Nel settore delle costruzioni, l’aumento dell’indice è trainato da un miglioramento dei giudizi sugli ordini in presenza di aspettative sull’occupazione sostanzialmente stabili.

Per quanto riguarda i servizi, l’incremento dell’indice di fiducia riflette un generale miglioramento di tutte le sue componenti. 

 

MinSviluppoEconomico

Strategia Energetica Nazionale 2017

Con D.M. del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stata adottata la Strategia Energetica Nazionale 2017, il piano decennale del Governo italiano per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico. 

Iter

La SEN 2017 è il risultato di un processo articolato e condiviso durato un anno che ha coinvolto, sin dalla fase istruttoria, gli organismi pubblici operanti sull’energia, gli operatori delle reti di trasporto di elettricità e gas e qualificati esperti del settore energetico. Nella fase preliminare sono state svolte due audizioni parlamentari, riunioni con i gruppi parlamentari, le Amministrazioni dello Stato e le Regioni. La proposta di Strategia è stata quindi posta in consultazione pubblica per tre mesi, con una ampia partecipazione: oltre 250 tra associazioni, imprese, organismi pubblici, cittadini e esponenti del mondo universitario hanno formulato osservazioni e proposte, per un totale di 838 contributi tematici, presentati nel corso di un’audizione parlamentare dalle Commissioni congiunte Attività produttive e Ambiente della Camera e Industria e Territorio del Senato.

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Green economy e green jobs: come cambia l’impresa

E’ stato presentato “GreenItaly 2017, l’ottavo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e con il contributo di Ecopneus. Il rapporto “misura” la green economy nazionale.
Tra i dati del rapporto emerge che un’impresa su quattro dall’inizio della crisi ha scommesso sulla green economy, che in Italia significa piu’ ricerca, innovazione, design, qualita’ e bellezza. Sono infatti 355mila le aziende italiane, ossia il 27,1% del totale, dell’industria e dei servizi che dal 2011 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.  
Una quota che sale al 33,8% nell’industria manifatturiera, dove l’orientamento green si conferma un driver strategico per il made in Italy, traducendosi in maggiore competitivita’, crescita delle esportazioni, dei fatturati e dell’occupazione.
Secondo l’analisi degli estensori del rapporto la green economy rappresenta un formidabile fattore di competitivita’ ed e’ stata in questi anni difficili la migliore risposta alla crisi. Ne è derivata una spinta per la qualità, la bellezza, la coesione sociale, naturali alleate dell’uso efficiente di energia e materia, dell’innovazione, dell’high-tech. Una evoluzione di sistema avviata ‘dal basso’, che si basa su investimenti e produce lavoro, sostiene la coesione delle comunita’ e si intreccia con il territorio.
Quest’anno si registra una vera e propria accelerazione della propensione delle imprese a investire green: ben 209 mila aziende hanno investito, o lo faranno entro l’anno, su sostenibilita’ ed efficienza, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011.
Alla nostra green economy si devono gia’ 2milioni 972mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’. Una cifra che corrisponde al 13,1% dell’occupazione complessiva nazionale, destinata a salire ancora entro dicembre. Dalla nostra economia ‘verde’ infatti arriveranno quest’anno 320 mila green jobs e considerando anche le assunzioni per le quali sono
richieste competenze green si aggiungono altri 863 mila occupati. Insieme all’occupazione la green economy crea anche ricchezza: i quasi 3 milioni di green jobs italiani contribuiscono infatti alla formazione di 195,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 13,1% del totale complessivo.
Un salto competitivo dopvuto anche al forte connubio “green-R&S”, perché, ad esempio, le medie imprese industriali che investiranno quest’anno in ricerca e sviluppo sono il 27% tra quelle che puntano sull’eco-efficienza e solo il 18% tra le altre.