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AISEM UNICEA – Il Mercato Italiano dei Carrelli Industriali – Scheda Informativa 2018

Il Mercato Italiano dei Carrelli Industriali 

Scheda Informativa 2018

Nel 2017 il mercato italiano dei carrelli industriali ha proseguito l’importante crescita che si registra ormai da 5 anni (+ 11 % rispetto al 2016).

In tutte le categorie di prodotto si sono registrate crescite positive, seppur di entità inferiore rispetto a quelle registrate nel 2016. Interessante notare come la crescita più significativa, in termini percentuali, si sia registrata nel segmento dei carrelli frontali elettrici (+19% rispetto al 2016) anche se in lieve diminuzione rispetto al 2016 quando la crescita era stata del 23%. Più marcato il rallentamento della crescita nel segmento dei carrelli da magazzino (+8% nel 2017 contro il +25% del 2016) e nel segmento dei frontali termici (+ 3% nel 2017 contro il + 34% del 2016).

Analizzando i numeri del mercato dei carrelli elevatori dell’ anno 2017, si nota come continui la crescita in tutti i segmenti (macchine da magazzino, frontali elettrici e frontali termici).

Ha rallentato leggermente la crescita il settore dei carrelli da magazzino in confronto al 2016, registrando comunque un valore positivo (+8%), a trascinare i numeri sono stai i frontali elettrici (+19%), mentre anche i termici hanno registrato un positivo (+3%).

A livello regionale, spicca il risultato della Lombardia, che con un +21% porta il suo peso sul totale al 28% (era 26% nel 2016); le altre due grandi regioni, in termini di mercato, Emilia Romagna e Veneto, invece perdono entrambe un punto percentuale, nonostante una crescita rispettivamente di 1% e 5%, inferiore però alla crescita del mercato 11%.

Altra regione che è riuscita ad aumentare il proprio peso sul totale è il Trentino Alto Adige +1%, grazie ad un +45% totale rispetto al 2016. Sempre molti i termici in Emilia Romagna (600), il 20% del totale.

Anche i primi mesi del 2018 sembrano non avere flessioni rispetto al 2017“.

Gianpaolo Meloni – Presidente UNICEA

 

“La soglia dei 50.000 carrelli venduti è ormai raggiunta. Il mercato Italiano è saldamento al 3° posto nel mercato Europeo. L’andamento degli ordini negli ultimi anni, fa pensare che il volume di mercato sia consolidato e destinato a durare nel tempo senza grosse oscillazioni. Questa stabilità sarà di aiuto alle aziende produttrici che potranno organizzarsi e pianificare al meglio le loro attività“.

Loreno Leri – Coordinatore Comitato Statistiche Sezione Carrelli Industriali AISEM

 

I dati presentati sono frutto di un’elaborazione delle indagini statistiche condotte in collaborazione tra le Associazioni ANIMA/AISEM e ASCOMAC/UNICEA a cui aderiscono tutti i principali costruttori e distributori di carrelli industriali operanti in Italia.

I Report AISEM\UNICEA sono messi a disposizione delle aziende Associate con cadenza mensile.

La presente scheda informativa viene resa disponibile al pubblico una volta all’anno.

 

Per ulteriori informazioni:

Segreteria ANIMA/AISEM: Andrea Pasquini – aisem@anima.it – 02 45418582 – www.aisem.it

Segreteria ASCOMAC/UNICEA: Carlo Belvedere – ascomac@outlook.it – 06 20369638 – www.ascomac.it

 

MinSviluppoEconomico

Ministero dello Sviluppo Economico – La Situazione energetica nazionale nel 2017

Ministero dello Sviluppo Economico 

 La Situazione energetica nazionale nel 2017

Nel 2017, in un contesto internazionale segnato da un ulteriore rafforzamento della ripresa economica mondiale e da prezzi delle materie prime che si sono riportati su livelli elevati, l’Italia ha confermato di avere un sistema energetico sostenibile in cui rinnovabili ed efficienza energetica sono centrali, coerentemente con il percorso indicato con l’approvazione della Strategia energetica nazionale nel novembre scorso.

Le fonti energetiche rinnovabili (FER) hanno consolidato il proprio ruolo di primo piano nel sistema energetico nazionale confermandosi una componente centrale dello sviluppo sostenibile del Paese, con ricadute occupazionali ed economiche importanti. Nonostante il venire a mancare di una parte della generazione idroelettrica, per effetto della bassa piovosità, si stima che nel 2017 le FER abbiano coperto il 17,7% dei consumi finali lordi di energia, il valore più elevato mai registrato e che risulta al di sopra degli obiettivi europei al 2020. Con riferimento al solo settore elettrico, l’incidenza delle FER – calcolate applicando i criteri di calcolo della direttiva 2009/28/CE – sul consumo interno lordo di energia elettrica al netto dei pompaggi è stimata pari al 34,2%, in lieve aumento rispetto al dato 2016 (34,0%). Si stima che nel 2017 alle attività legate alla realizzazione e gestione di nuovi impianti alimentati da FER siano corrisposte circa 70.000 unità di lavoro permanenti e 44.000 temporanee.

Si conferma il buon livello di efficienza energetica del nostro paese: l’indice ODEX per l’intera economia italiana nel 2016 (ultimo anno disponibile) è stato pari a 92,7 confermando i miglioramenti registrati a partire dall’anno 2005 (anno di riferimento 2000 posto pari a 100). L’intensità energetica del PIL si è attestata intorno 106,7 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) per milione di euro, con un decremento complessivo pari al 4,9% rispetto al 2013, uno dei valori più bassi dei paesi dell’area OCSE.Tale miglioramento è frutto dei molti strumenti di promozione adottati (dalle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, al nuovo Conto Termico, ai Titoli di efficienza energetica) che hanno portato a rilevanti risparmi di energia e, conseguentemente, alla riduzione delle emissioni: complessivamente, nel periodo 2005-2017, si stima che con le misure per l’efficienza energetica siano stati risparmiati 13,4 milioni di tep all’anno di energia primaria e oltre 3,5 miliardi di euro l’anno di mancate importazioni che hanno alleggerito la bolletta energetica del paese.

La progressiva incidenza delle FER e la riduzione dell’intensità energetica hanno contribuito, negli ultimi anni, alla riduzione della dipendenza del nostro Paese dalle fonti di approvvigionamento estere. La quota di fabbisogno energetico nazionale soddisfatta da importazioni nette rimane elevata (pari al 76,5%) ma più bassa di circa 6 punti percentuali rispetto al 2010.

Nel 2017, riprende a crescere, dopo un decennio di riduzione quasi continua, la domanda di energia primaria (+1,5% rispetto al 2016); questa è soddisfatta sempre meno dal petrolio (che comunque rappresenta un terzo del totale), dai combustibili solidi (al 6,1%) e dall’energia elettrica importata (al 4,9%). Cresce invece il contributo del gas (al 36,2%) e si conferma quello delle fonti rinnovabili (pari a poco meno di un quinto).

Aumenta anche la domanda finale di energia, cresciuta dell’1,7%, che prosegue la tendenza positiva manifestatasi negli ultimi tre anni, una crescita trainata dall’agricoltura, i bunkeraggi, gli usi civili e quelli industriali. In controtendenza invece il settore dei trasporti che mostra un lieve decremento.

In termini economici, le imprese appartenenti ai settori della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata e della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio generano un valore aggiunto che cresce del 2,7% rispetto all’anno precedente.

Permane il divario di costi energetici che svantaggia il nostro Paese: il differenziale fra i prezzi dei prodotti energetici in Italia e nell’Unione Europea rimane positivo ma è ripreso il processo di convergenza iniziato qualche anno fa. Si conferma un significativo premio pagato dalle imprese italiane per l’energia elettrica e uno più lieve per il gas acquistato dalle famiglie. Ciò è anche il risultato della maggiore pressione fiscale che nel nostro paese colpisce i prodotti energetici: nel 2016, ultimo dato disponibile, ogni tep di energia utilizzata era gravata da una imposta di 384 euro, un valore superiore del 64% alla media europea.

 Documenti

 

 

 

Fonte: MiSE

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MIT – Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti – 2016-17

MIT

Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti – 2016-17

Il “Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti – Anni 2016-2017” (CNIT 2016-2017) è prodotto dall’Ufficio di Statistica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con Uffici, Dipartimenti e Direzioni Generali del Ministero, altre Amministrazioni Pubbliche, Istat, aziende, imprese, enti ed istituti di ricerca.

Il Conto, istituito nel 1967 con legge dello Stato, costituisce oggi una fonte di dati di notevole utilità nell’ambito dell’informazione statistica ufficiale di settore.

Il “Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti – Anni 2016-2017” (CNIT 2016-2017) è un prodotto dell’Ufficio di Statistica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (che opera all’interno della Direzione Generale per i Sistemi Informativi e Statistici), realizzato in collaborazione con Uffici, Dipartimenti e Direzioni Generali del Ministero, altre Amministrazioni Pubbliche, ISTAT, Aziende, Imprese, Enti ed Istituti di ricerca.

Il compendio, istituito nel 1967 con Legge dello Stato (cfr. Art. 3 – Legge n. 1085/67), costituisce da decenni fonte di dati di rilevante utilità nell’ambito dell’informazione statistica ufficiale di settore.

La pubblicazione, presentata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Direttore Generale per i Sistemi Informativi e Statistici, contiene anche quest’anno – insieme ai risultati delle tradizionali rilevazioni ed elaborazioni – nuove e dettagliate informazioni statistiche.

Nel contesto degli argomenti trattati, si mettono in particolare evidenza quelli riguardanti:

  • statistiche e serie di dati relativi a valore aggiunto, costi intermedi, unità di lavoro, redditi, retribuzioni, spese delle famiglie, impieghi di energia, prezzi, imprese, analizzati anche in relazione all’evoluzione delle principali attività economiche, del prodotto interno lordo e degli altri aggregati dei conti economici nazionali;
  • per i trasporti, dati, statistiche ed indicatori relativi a infrastrutture, mezzi, traffico passeggeri e merci per modo di trasporto, mercato dell’automobile, patenti ed esiti degli esami di guida, trasporto pubblico locale,  domanda ed offerta di mobilità ed indicatori di mobilità urbana, cantieristica navale, finanziamenti pubblici e spese private di settore, incidentalità stradale, marittima, ferroviaria ed aerea ed altre esternalità derivanti dai trasporti;
  • per le infrastrutture, i lavori pubblici, le politiche abitative ed i programmi nazionali ed europei di settore, opere infrastrutturali di rilevanza nazionale, reti stradali e ferroviarie, porti, interporti ed aeroporti, reti di trasporto trans-europee, reti idriche, dighe ed infrastrutture per i servizi di rete, caratteristiche strutturali dei lavori pubblici, abusivismo edilizio, programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio, programmi operativi nazionali infrastrutture e reti ecc.

Il Conto 2016-2017 si articola in una approfondita sezione introduttiva alla quale seguono tredici Capitoli ed un’ampia Appendice contenente statistiche di dettaglio.

Allegati al CNIT 2016-2017 sono disponibili, inoltre, l’ultima edizione de “Il Diporto Nautico in Italia” e, su distinte cartelle e file, altre statistiche di Appendice nonché ulteriori informazioni e dati su trasporti ed infrastrutture.

Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti – Anni 2016-2017
(ISBN 978-88-901545-5-3)

Il Diporto Nautico in Italia – Anno 2016

Cartelle con ulteriori statistiche

Spese Province e Comuni Capoluogo di Provincia

Dighe di competenza statale

Schemi Idrici

Gruppo FS Italiane

Mercato dell’auto nuova ed usata – anno 2017

Esiti degli esami di guida – anno 2017

Cantieristica navale

Aeroporti

Incidentalità stradale

Incidentalità marittima

ISTAT – Dati ambientali nelle città

Approfondimenti Reti TEN-T

Altre statistiche

Fonte: MIT

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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – Commercio Estero – gennaio-marzo 2018

Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – Commercio Estero – periodo gennaio-marzo 2018

La domanda estera di macchine per le costruzioni e lavori stradali italiane continua a crescere anche a marzo, anche se, come per le importazioni, in maniera meno decisa rispetto ai due mesi precedenti; a gennaio l’incremento su base annua era stato del +12,3%, a febbraio del +16,6% e in quest’ultimo mese di rilevazione del +1,7% rispetto a marzo 2017. Nel 1° trimestre del 2018, quindi, il valore delle macchine esportate all’estero cresce del +9,0% rispetto al 1° trimestre 2017.

 

Analizzando i dati di quest’ultimo mese di rilevazione, la crescita non ha riguardato tutti i settori del comparto. Per le macchine per perforazioni il valore delle esportazioni, in costante calo ormai da dicembre 2017, diminuisce anche a marzo su base annua; i 47,5 milioni di euro di macchine esportate sono il 14,2% in meno del valore registrato a marzo 2017.

 

Leggermente più basso il decremento percentuale del valore delle esportazioni per le macchine per la lavorazione degli inerti che si attesta al -8,7% rispetto al valore di marzo 2017; dato negativo che segue, però, il consistente incremento del +24,6% registrato nel mese precedente. E anche per le macchine stradali, nonostante a febbraio avessero registrato l’incremento percentuale su base annua più alto pari al +41,8%, il mese di marzo ha segnato un calo delle vendite all’estero del -7,3% rispetto a marzo 2017.


Passando ai settori che hanno incrementato le esportazioni a marzo, sono le gru a torre che hanno registrato la variazione percentuale più alta: i 27,4 milioni di euro di macchine vendute superano il valore di marzo 2017 del +19,2%,
E, a seguire, sempre in termini di incremento percentuale, le macchine per il calcestruzzo e poi quelle movimento terra. Per entrambi questi ultimi due settori, in tutti i primi tre mesi dell’anno in corso, il valore delle macchine vendute all’estero è costantemente aumentato in linea con quanto successo nel corso del 2017. A marzo le esportazioni di macchine per il calcestruzzo sono aumentate su base annua del +9,6%, mentre quelle delle macchine movimento terra del +9,1%, sempre rispetto a marzo 2017.

 

Passando all’analisi delle totalizzazioni mensili, nei primi tre mesi dell’anno, il valore delle macchine vendute all’estero è pari a poco meno di 709 milioni di euro in aumento rispetto a 1° trimestre 2017 del +9,0%.


Con la sola eccezione delle macchine per perforazioni che registrano una flessione del -11,9% rispetto al valore del 1° trimestre 2017, per tutti i settori del comparto, nel 1° trimestre 2018, le vendite di macchine all’estero risultano in aumento rispetto al corrispondente periodo 2017.


L’incremento percentuale più significativo lo registrano le macchine movimento terra che, con 263,7 milioni di euro di macchine vendute all’estero, crescono del +19,6% rispetto allo stesso periodo del 2017, diventando rappresentative del 37,2% dell’intero comparto.


A seguire, le gru a torre, che grazie all’acquisizione del dato di marzo, totalizzano, a fine periodo, un valore pari a 60,7 milioni di euro registrando quindi un incremento rispetto al dato del 1° trimestre 2017 del +13,7%. Poco più di quanto aumenta il valore delle esportazioni delle macchine stradali che cresce del +13,5% su base annua.

Al 4° posto in ordine d’incremento percentuale ci sono le macchine per il calcestruzzo, il cui valore di macchine vendute all’estero, pari a poco meno di 116 milioni di euro, supera del +11,6% il valore del 1° trimestre 2017.
E infine il dato delle macchine per la lavorazione degli inerti, che nonostante l’acquisizione del dato di marzo, rimangono comunque in crescita e con 47,1 milioni di euro superano il valore del 1° trimestre 2017 del +1,6%.

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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – I Trimestre 2018

Osservatorio Macchine Nota Aprile 2018 – 1 trim 2018 e EXP_IMP Gennaio 2018

L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra, nel 1° trimestre 2018, l’ennesimo e forte segnale: il mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali, con 2.719 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce rispetto alle vendite realizzate nel 1° trimestre 2017 del +27,4%. Rispetto al mercato registrato nel 1° trimestre 2014, anno d’inizio della ripresa del mercato, le macchine crescono quasi del doppio (+95,6%), ma anche rispetto al 1° trimestre 2011 la crescita è notevole e pari al +19,3%. Dal 2014 in poi, costantemente, il mercato ha recuperato gran parte delle perdite realizzate in questi anni di pesante crisi tanto che la totalizzazione dei dati trimestrali raccolti nel 2017, pari a 12.769 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, aveva superato del +15,0% il dato del 2016, del +39,9% quello del 2015, ma già superato anche del +18,9% le vendite/noleggi registrati nel 2011, anno in cui erano state rilevate 10.741 macchine.

 “I significativi ed incoraggianti incrementi del nostro mercato delle macchine per costruzioni e stradali – afferma l’ing. Ruggero Riva Presidente di Ascomac Confcommercio Imprese per l’Italia – dimostrano il coraggio e la volontà dei nostri Imprenditori, anche aiutati da importanti agevolazioni fiscali, di volere procedere ad un rapido svecchiamento dei loro parchi macchine e delle flotte noleggio dopo anni di mancati investimenti per la crisi devastante che ha colpito duramente il nostro Settore. Ora però attendiamo dal nuovo Governo un concreto e importante  piano di investimenti nel settore delle costruzioni in indispensabili infrastrutture, in un piano straordinario di manutenzioni stradali, nel recupero delle aree degradate, dopo che da anni gli investimenti pubblici in questi settori strategici si sono attestati sui minimi storici. Solo così  – conclude l’ing. Riva – potremo dare consistenza ad una ripresa duratura del nostro Settore, vitale per l’economia e l’occupazione del nostro Paese”. 

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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni IMP-EXP gennaio-dicembre 2017

PRIMA FLESSIONE DEL VALORE DELLE ESPORTAZIONI DA MAGGIO: A DICEMBRE IL MERCATO CALA DEL -3,5% RISPETTO A DICEMBRE 2016

Nel mese di dicembre il valore delle macchine vendute all’estero subisce una flessione del -3,5% rispetto a dicembre 2016. La totalizzazione dei dati mensili relativi al 2017, pari ad oltre 2.790 milioni di macchine vendute, grazie ad una crescita costante che si protraeva da maggio, non risente molto di questa lieve flessione e l’anno si chiude con un incremento del valore dell’export del +4,5% rispetto al 2016.

Osservatorio Macchine per le costruzioni Nota Aprile 2018 Export e Import – Gennaio/Dicembre 2017

 

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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni IV Trimestre 2017

L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra nel 4° trimestre 2017 un ulteriore forte segnale: il mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali, con 4.803 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce rispetto alle vendite realizzate nel 4° trimestre 2016 del +18,1% e si attesta come il trimestre più considerevole degli ultimi 7 anni. La netta ripresa del mercato, cominciata nel 1° trimestre 2014 e proseguita costantemente nel corso degli ultimi 4 anni, ha comportato un deciso recupero del mercato perso in questi anni di pesante crisi. La totalizzazione dei dati trimestrali raccolti nel 2017, pari a 12.769 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce del +15,0% rispetto al 2016, del +39,9% rispetto al 2015, ma supera anche del +18,9% le vendite/noleggi registrati nel 2011, anno in cui erano state rilevate 10.741 macchine.

Osservatorio Macchine Nota Gennaio 2018 – 4 trim 2017 e EXP_IMP Ottobre 2017

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Comunicato ASCOMAC – Mercato Macchine Movimento Terra – Anno 2017

Roma, 16 febbraio 2018

Analizzando i recenti dati di mercato 2017 ASCOMAC – CRESME, relativi alle vendite in Italia a Clienti utilizzatori e alle immissioni nelle flotte noleggio delle macchine per costruzioni (macchine movimento terra tradizionale, terne, mini, rulli, vibrofinitrici, dumper articolati ed escludendo i sollevatori telescopici per incomplete rilevazioni), scrivere titoli o commenti del tipo … “Macchine Movimento terra, la crisi è ormai alle spalle” è lecito se analizziamo le percentuali di incremento recente di questo mercato: + 15 % sul 2016, +44% sul 2015.

Allora tutto bene? Nì, la ripresa è innegabile e consistente ma… se applichiamo il vecchio adagio  ”si campa con i valori assoluti, non con le percentuali” ed analizziamo i  volumi espressi in numero di unità vendute o immesse nelle flotte noleggio del nostro mercato, negli anni 2005, 2006 e 2007, rileviamo una  media del triennio di 27.000 macchine delle tipologie sopra indicate, con un  picco “storico”, nel 2007, di 29.000 macchine. Possiamo quindi misurare le dimensioni della crisi epocale che abbiamo vissuto, con un  crollo verticale  del mercato che ha toccato il fondo o meglio, l’abisso, nel  2013 con 5.600 macchine: – 80% sul 2007!

Quindi nell’anno appena concluso, con circa 12.500 macchine abbiamo più che raddoppiato i volumi del 2013, ma queste macchine sono meno della metà di quelle immesse mediamente nel triennio “d’oro” 2005, 2006, 2007.

Potremo mai ritornare quindi a quei livelli di vendite? Quali potrebbero o dovrebbero essere le condizioni essenziali per una ripresa stabile e ancora più robusta? E’ noto e logico che questo nostro mercato   macchine sia strettamente correlato al mercato delle costruzioni. Abbiamo quindi chiesto la collaborazione dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili, che ringraziamo) che ci ha fornito la serie storica della loro elaborazione, su dati ISTAT, del mercato delle costruzioni (tutta l’edilizia pubblica e privata, tutte le infrastrutture, tutte le manutenzioni straordinarie) ed abbiamo comparato i dati.

L’indice ha un andamento praticamente parallelo all’andamento del nostro mercato sino agli anni della crisi profonda del 2013/2014 e registra un volume di investimenti di 120.7 miliardi di euro nel 2014, -34% sul 2007, anno che  è stato il  picco positivo anche per gli investimenti in costruzioni con 183.5 miliardi di euro.

Ma dati estremamente preoccupanti sono rappresentati dai volumi degli tre ultimi anni che, in netta crescita per le macchine come visto sopra, per gli investimenti in costruzioni sono stati modesti,  in ulteriore calo rispetto al 2014: nel 2015 gli investimenti sono stati infatti di 117.4 miliardi, nel 2016  di 116.7 miliardi (dato peggiore dal 2007) e nel 2017 dovrebbero raggiungere i 117 miliardi (stima a finire): praticamente 3 anni “piatti”, al minimo storico.

La crescita del nostro mercato macchine è stata quindi spinta, quasi esclusivamente, dagli importantissimi incentivi di natura fiscale che sono stati saggiamente  prorogati anche per il 2018  (superammortamento, iperammortamento, credito di imposta, Sabatini agevolata), unita alla volontà dei nostri coraggiosi Imprenditori di rinnovare parchi macchine obsoleti.

Assolutamente doveroso e necessario quindi un pressante invito alle Autorità preposte affinché il sistema costruzioni/Infrastrutture, quale vero “motore“ del Paese, sia messo al centro delle politiche per la  crescita. Giova ricordare che ad oggi gli stanziamenti statali in conto capitale sono crollati (-43% dal 2008 al 2015) mentre le spese correnti hanno continuato a crescere.

Far ripartire il settore delle costruzioni, e con esso tutta la Filiera, comporta a livello operativo incrementare il PIL di mezzo punto in più all’anno e soprattutto recuperare oltre 600 mila posti di lavoro persi nel decennio della grande crisi.

Rilevanti le grandi ricadute positive sul mercato interno che è il mercato dei nostri Associati: 1 miliardo di euro nelle costruzioni sviluppa oltre 3,5 miliardi e, soprattutto, incide sulla occupazione su tutto il territorio nazionale creando almeno 15.500 posti di lavoro. Di fatto le costruzioni rappresentano l’8% del PIL italiano.

Occorre adottare misure che realizzino rapidamente le opere pubbliche necessarie per il benessere dei cittadini e per la crescita e la competitività del sistema industriale, distributivo e dei servizi unitamente alla necessaria  rigenerazione delle periferie e delle aree degradate e alla  manutenzione del territorio, per uno sviluppo sociale e sostenibile del nostro Paese. Queste a nostro parere le azioni  essenziali (ma non le sole) per una ripresa stabile e importante del nostro mercato che per certo contribuirebbero in modo determinante a  riportarci ai livelli pre – crisi.

        Ruggero Riva

Presidente ASCOMAC CONFCOMMERCIO

Federazione Nazionale Commercio Macchine

BankItalia

Banca d’Italia – Imprese dotate di “rating di legalità”

La Banca d’Italia pubblica, ai sensi della Legge n.27 del 2012 e del successivo regolamento ministeriale, la situazione aggiornata delle imprese dotate di “rating di legalità” che hanno chiesto un finanziamento al sistema bancario; il rating è attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) alle imprese che ne fanno richiesta.

Nel 2016, le imprese con rating di legalità che hanno chiesto un finanziamento sono state 3.398 (nel 2015 erano state all’incirca la metà e pari a 1.451); solamente 133 non hanno ottenuto la concessione di finanziamenti per diverse ragioni, tra cui l’insufficiente merito creditizio.

Per 1.119 imprese il rating di legalità ha prodotto benefici in termini di migliori condizioni economiche di accesso al credito, inferiori tempi e costi di istruttoria.

In calce la tabella riepilogativa.

ISTAT

ISTAT – Fiducia dei consumatori e delle imprese – novembre 2017

A novembre 2017  l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra un lieve calo (0,3 punti percentuali) spostandosi da 109,1 a 108,8.

Nel mese di novembre segnali eterogenei provengono dai climi di fiducia dei settori indagati. In particolare, il clima di fiducia rimane sostanzialmente stabile nel settore manifatturiero (da 110,9 a 110,8), aumenta nelle costruzioni e nei servizi (i climi passano, rispettivamente, da 130,3 a 132,1 e da 107,7 a 108,2).

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia si segnala che, nel comparto manifatturiero, continua il recupero dei giudizi sul livello degli ordini in atto ormai dallo scorso settembre mentre le attese sulla produzione registrano un lieve calo; le scorte di magazzino sono giudicate in accumulo. Nel settore delle costruzioni, l’aumento dell’indice è trainato da un miglioramento dei giudizi sugli ordini in presenza di aspettative sull’occupazione sostanzialmente stabili.

Per quanto riguarda i servizi, l’incremento dell’indice di fiducia riflette un generale miglioramento di tutte le sue componenti.