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Legge di delegazione europea 2017

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 25 ottobre 2017, n. 163. Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2016-2017. In particolare:

Art. 3: marchi d’impresa

Art. 6: dispositivi di protezione individuale

Art. 7: apparecchi che bruciano carburanti gassosi e che abroga la direttiva 2009/142/CE

 

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ASCOMAC Unimot – POSITION PAPER – MOTORI STAGE V – Riduzione Emissioni e Alta Efficienza (sett. 2017)

ASCOMAC Unimot – POSITION PAPER – MOTORI STAGE V – Riduzione Emissioni e Alta Efficienza (sept  2017)

 I – LEGISLAZIONE ATTUALE E PRINCIPALI DIFFERENZE CON LA DIRETTIVA 97/68/CE ABROGATA 

  • Attualmente, nei Paesi della Comunità Europea, è in vigore lo Stage IV per le macchine mobili non stradali, per i trattori agricoli e forestali, per i mezzi su rotaia e per i mezzi marittimi (ad eccezione di alcune deroghe e categorie speciali definite dalla norma).
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Stato dell’Unione 2017 – Strategia di politica industriale

I principali elementi salienti della strategia di politica industriale dell’UE comprendono tra l’altro:

  • una nuova serie di azioni riguardanti l’economia circolare, tra le quali una strategia sulla plastica, e misure volte a migliorare la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione in bioprodotti e bioenergia (autunno 2017);
  • un’iniziativa per migliorare il funzionamento degli appalti pubblici nell’UE, comprendente un meccanismo volontario finalizzato a fornire chiarimenti e orientamenti alle autorità che pianificano grandi progetti infrastrutturali (autunno 2017);
  • l’ampliamento dell’agenda per le competenze a nuovi settori industriali fondamentali, quali l’edilizia, la siderurgia, l’industria cartaria, le tecnologie verdi e l’energia rinnovabile, l’industria manifatturiera e il trasporto marittimo (autunno 2017);
  • una strategia sulla sostenibilità finanziaria al fine di orientare meglio i flussi di capitale privato verso investimenti più sostenibili (inizio 2018);
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Pubblicata sulla Gazzetta la Legge Concorrenza 2017

Pubblicata sulla G.U. la Legge 4 agosto 2017, n. 124 – Legge annuale per il mercato e la concorrenza.

Nel Dossier allegato – alla funzione segnalibro – troverete segnalati in rosso i commenti agli articoli di interessa associativo.


 

Via libera il 2 agosto dell’Aula del Senato alla fiducia sul Ddl concorrenza. I sì sono stati 146, i no 113.

Il provvedimento, in quarta lettura, diventa legge a due anni e mezzo dal varo da parte del Governo.

– energia: slitta dal 1° gennaio al 1° luglio 2018 la fine del mercato di maggior tutela per l’energia elettrica e il gas. Arriva, inoltre, la possibilità di rateizzare le maxi-bollette causate da ritardi o disguidi dovuti al fornitore del servizio.
–  eliminata asta forniture elettriche: è eliminata la possibilità di mettere all’asta la fornitura di energia elettrica per quegli utenti che non avranno optato per un operatore alla scadenza del regime di mercato tutelato.
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AEEGSI – Reti con obbligo di connessione di terzi degli impianti di micro-cogenerazione

Delibera 03 agosto 2017 n. 581/2017/R/eel – Interventi finalizzati alla semplificazione delle condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti con obbligo di connessione di terzi degli impianti di micro-cogenerazione e degli impianti di produzione di piccolissima taglia.

Il provvedimento modifica il Testo Integrato Connessioni Attive (TICA), al fine di implementare le disposizioni previste dal decreto ministeriale 16 marzo 2017 recante i Modelli Unici per la realizzazione, la connessione e l’esercizio degli impianti di micro-cogenerazione ad alto rendimento e per la realizzazione, la connessione e l’esercizio degli impianti di microcogenerazione alimentati da fonti rinnovabili.

Inoltre prevede che le semplificazioni introdotte nella Variante V1 alla Norma CEI 0-21 in merito ai requisiti tecnici per la connessione degli impianti di produzione di piccolissima taglia (cioè di potenza inferiore a 800 W) trovino immediata applicazione.

Con la delibera  581/2017/R/eel  l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico modifica il Testo Integrato Connessioni Attive (TICA), al fine di integrarlo con le disposizioni previste dal decreto ministeriale 16 marzo 2017 recante i Modelli Unici per la realizzazione, la connessione e l’esercizio degli impianti di micro-cogenerazione ad alto rendimento e per la realizzazione, la connessione e l’esercizio degli impianti di alimentati da fonti rinnovabili (di seguito: Modelli Unici per impianti di micro-cogenerazione), impianti aventi precise caratteristiche.

Tali disposizioni e, conseguentemente, le integrazioni da apportare al TICA sono analoghe alle integrazioni già introdotte con la deliberazione 400/2015/R/eel in attuazione del decreto ministeriale 19 maggio 2015 recante il Modello Unico per la realizzazione, la connessione e l’esercizio degli impianti fotovoltaici su tetto.

In sintesi, il decreto ministeriale 16 marzo 2017 (come il precedente decreto ministeriale 19 maggio 2015) introduce Modelli Unici ai fini della richiesta di connessione che sostituiscano le comunicazioni a fini autorizzativi nei confronti degli enti locali, la normale richiesta di connessione nei confronti del gestore di rete e la richiesta di scambio sul posto nei confronti del GSE, consentendo ai produttori di rivolgersi a una interfaccia unica (il gestore di rete), e realizzando, in tal modo, una significativa semplificazione delle procedure esistenti.

La delibera prevede che, in fase di prima attuazione e analogamente a quanto previsto per gli impianti fotovoltaici dal decreto ministeriale 19 maggio 2015, anche nel caso di impianti di micro-cogenerazione, ex decreto ministeriale 16 marzo 2017, la richiesta di connessione debba essere relativa esclusivamente a un impianto di produzione che non condivide il punto di connessione esistente con altri impianti di produzione. Ciò al fine di consentire la gestione semplificata della procedura di connessione associata all’utilizzo del Modello Unico e al fine di evitare disparità di trattamento con quanto già previsto per gli impianti fotovoltaici.

Al fine di implementare il decreto, la regolazione già prevista dal TICA per gli impianti fotovoltaici ex decreto ministeriale 19 maggio 2015, con la delibera 581/2017/R/eel  viene estesa tal quale agli impianti di microcogenerazione. In aggiunta, la delibera prevede la trasmissione di alcuni dati e informazioni aggiuntivi contestualmente all’invio della Parte I del Modello Unico nonché il loro eventuale aggiornamento contestualmente all’invio della Parte II del Modello Unico, al fini di consentire al gestore di rete e al sistema GAUDÌ di disporre dei dati aggiornati all’atto della connessione.

Infine, la delibera prevede che le semplificazioni introdotte nella Variante V1 alla Norma CEI 0-21 in merito ai requisiti tecnici per la connessione degli impianti di produzione di piccolissima taglia (cioè di potenza inferiore a 800 W, la soglia al di sotto della quale non trova applicazione obbligatoria nemmeno il regolamento RfG – Requirements for Generators) trovino immediata applicazione.

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MINAMBIENTE – consultazione – Verso un modello di economia circolare per l’Italia

Il presente documento ha l’obiettivo di fornire un inquadramento generale dell’economia circolare nonché di definire il posizionamento strategico del nostro paese sul tema, in continuità con gli impegni adottati nell’ambito dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, in sede G7 e nell’Unione Europea.

Tale documento costituisce un tassello importante per l’attuazione della più ampia Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile, contribuendo in particolare alla definizione degli obiettivi dell’uso efficiente delle risorse e di modelli di produzione più circolari e sostenibili anche grazie ad abitudini di consumo più attente e consapevoli.

In questo quadro la grande sfida che l’Italia, assieme ai Paesi maggiormente industrializzati, si troverà ad affrontare nel prossimo decennio è rispondere in modo adeguato ed efficace alle complesse dinamiche ambientali e sociali, mantenendo allo stesso tempo la competitività del sistema produttivo. …

CONTINUA

BIM

EU TASK GROUP BIM – pubblicata la guida UE per le pubbliche amministrazioni

Il focus del gruppo è quello di sviluppare un manuale contenente i principi comuni per i procuratori pubblici e i responsabili politici di prendere in considerazione quando introducono BIM alle loro opere pubbliche o strategie.

Il manuale comprende misure di appalto, considerazioni tecniche, sviluppo culturale e competenze.

Download the Handbook

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Regolamento (UE) 2017/1130 – caratteristiche dei pescherecci

Regolamento (UE) 2017/1130 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2017, che definisce le caratteristiche dei pescherecci.

Considerando che:

(2) nel contesto della politica comune della pesca, si fa riferimento alle caratteristiche dei pescherecci quali la lunghezza, la larghezza, la stazza, la data di entrata in servizio e la potenza del motore.

(3) è della massima importanza utilizzare norme identiche per determinare le caratteristiche dei pescherecci al fine di uniformare le condizioni di esercizio di detta attività nell’Unione. Tali norme dovrebbero essere in linea con le norme della politica comune della pesca.

Articolo 1 – Disposizioni di carattere generale

Le definizioni delle caratteristiche dei pescherecci stabilite nel presente regolamento si applicano a tutta la normativa dell’Unione concernente la pesca.

Articolo 2 – Lunghezza

1. Per lunghezza di una nave si intende la lunghezza fuori tutto, ovvero la distanza, misurata in linea retta, tra il punto estremo anteriore della prua e il punto estremo posteriore della poppa.

Ai fini della presente definizione:
a) la prua comprende l’ossatura stagna dello scafo, il castello di prua, la ruota di prora e la murata, ove esista, ma non i bompressi e il parapetto;
b) la poppa comprende l’ossatura stagna dello scafo, l’arcaccia, il casseretto, lo scivolo di poppa e la murata, ma non il parapetto, il buttafuori, l’apparato motore di propulsione, i timoni con l’apparecchio di governo, le scale d’immersione e le piattaforme.
La lunghezza fuori tutto va misurata in metri con approssimazione ai due decimali.

2. Quando la normativa dell’Unione fa riferimento alla lunghezza tra le perpendicolari, quest’ultima equivale alla distanza misurata fra la perpendicolare anteriore e la perpendicolare posteriore quali sono definite dalla convenzione internazionale sulla sicurezza dei pescherecci.
La lunghezza tra le perpendicolari va misurata in metri con approssimazione ai due decimali.

Articolo 3 – Larghezza

La larghezza di una nave corrisponde alla larghezza massima quale definita nell’allegato I della Convenzione internazionale della misurazione della stazza delle navi («convenzione del 1969»).
La larghezza fuori tutto va misurata in metri con approssimazione ai due decimali.

Articolo 4 – Stazza

1. La stazza lorda dei pescherecci aventi una lunghezza fuori tutto pari o superiore a 15 m dev’essere misurata conformemente all’allegato I della convenzione del 1969.
2. La stazza lorda dei pescherecci aventi una lunghezza fuori tutto inferiore a 15 m deve essere misurata secondo la formula esposta nell’allegato I del presente regolamento.
3. Quando la normativa dell’Unione fa riferimento alla stazza netta, quest’ultima è definita come indicato nell’allegato I della convenzione del 1969.

Articolo 5 – Potenza del motore

1. Per potenza del motore si intende la potenza massima continua ottenibile al volano di ciascun motore e che può essere applicata alla propulsione della nave per via meccanica, elettrica, idraulica o in altro modo. Tuttavia, quando un riduttore è integrato nel motore, la potenza è misurata alla flangia dell’apparato di trasmissione del riduttore.
Non sarà fatta alcuna deduzione per le macchine ausiliarie azionate dal motore.
L’unità di potenza del motore è espressa in kilowatt (kW).
2. La potenza continua del motore è determinata conformemente ai requisiti fissati dall’Organizzazione internazionale per l’unificazione nel quadro delle norme internazionali raccomandate ISO 3046/1, seconda edizione, ottobre 1981.
3. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 7 riguardo alla modifica al paragrafo 2 del presente articolo al fine di adattare al progresso ternico il riferimento alla pertinente norma internazionale ISO.

Unione europea

Aiuti di Stato: La Commissione approva la riduzione delle maggiorazioni sulla cogenerazione per le imprese ad alta intensità energetica in Germania e in Italia

Aiuti di Stato: La Commissione approva la riduzione delle maggiorazioni sulla cogenerazione per le imprese ad alta intensità energetica in Germania e in Italia

Nell’ambito delle norme dell’Unione in materia di aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato le riduzioni, concesse alle imprese ad alta intensità energetica, sulle maggiorazioni destinate a finanziare il sostegno alla cogenerazione in Germania, nonché le riduzioni sulle maggiorazioni destinate a finanziare il sostegno alla cogenerazione e alle fonti rinnovabili in Italia.

La Commissione ha constatato che entrambe le misure promuovono gli obiettivi dell’UE in materia di energia e clima e garantiscono la competitività delle industrie ad alta intensità energetica sul mercato internazionale, preservando nel contempo la concorrenza nel mercato unico unionale.

Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “La cogenerazione produce energia elettrica e in più sfrutta il calore prodotto nel processo, un’efficienza che contribuisce a raggiungere gli obiettivi europei in materia di energia e clima. Grazie alle decisioni odierne, gli Stati membri possono progettare finanziamenti sostenibili a favore della cogenerazione, come per le energie rinnovabili, in modo da promuovere le politiche ecologiche preservando la competitività delle imprese fortemente dipendenti dall’energia.”

Le norme UE in materia di aiuti di Stato, in particolare la Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014, permettono riduzioni delle maggiorazioni destinate a finanziare regimi di sostegno alle energie rinnovabili per alcuni settori e imprese, e fino a un certo livello, per consentire agli Stati membri di garantire il sostegno all’energia elettrica da fonti rinnovabili e assicurare la competitività globale delle industrie europee ad alta intensità energetica.

Analogamente, i sistemi di cogenerazione (per gli impianti di produzione combinata di calore ed energia elettrica) hanno spesso bisogno di contributi finanziari dai consumatori di energia elettrica. La disciplina non si applica alle riduzioni delle maggiorazioni destinate a finanziare i regimi di sostegno per la cogenerazione. Tuttavia, nella valutazione la Commissione ha rilevato numerose analogie fra l’obiettivo dei regimi di sostegno alle energie rinnovabili e alla cogenerazione, l’obiettivo e la struttura delle maggiorazioni e l’obiettivo delle riduzioni.

La Commissione ha constatato che le riduzioni delle maggiorazioni da cogenerazione potrebbero essere necessarie per rendere sostenibile il finanziamento dei regimi di sostegno alla cogenerazione, in particolare laddove la maggiorazione per la cogenerazione si somma a quella per le fonti rinnovabili.

Italia

L’Italia fornisce sostegno all’energia elettrica da fonti rinnovabili e alla cogenerazione di energia elettrica e calore. Il sostegno è finanziato mediante maggiorazioni su consumi e connessioni di energia elettrica riscosse dai fornitori e dai distributori.

In base ai piani dell’Italia, le riduzioni delle maggiorazioni destinate a finanziare il sostegno all’energia elettrica da fonti rinnovabili e alla cogenerazione saranno limitate alle imprese ad alta intensità energetica che operano nei settori esposti agli scambi internazionali e ad un massimo dell’85% delle maggiorazioni sulle energie rinnovabili e la cogenerazione.

L’Italia ha anche presentato un piano di adeguamento per sopprimere gradualmente le riduzioni destinate alle imprese non ammissibili e allineare il livello delle riduzioni destinate a quelle ammissibili.

Su queste basi la Commissione ha ritenuto i piani dell’Italia in linea con le norme UE sugli aiuti di Stato nella misura in cui promuovono gli obiettivi climatici ed energetici dell’UE senza falsare indebitamente la concorrenza nel mercato unico.

Contesto

La legge tedesca sulla cogenerazione di energia elettrica e calore del 2016 (Kraft‑Wärme‑Kopplungsgesetz – KWKG 2016) prevede un aiuto di Stato agli operatori di impianti nuovi e rinnovati ad alta efficienza (esclusi quelli a carbone e a lignite). L’aiuto è stato approvato dalla Commissione il 24 ottobre 2016. Il 23 luglio 2014 la Commissione ha inoltre approvato il regime tedesco di sostegno alle energie rinnovabili, comprese le riduzioni per taluni utenti ad alta intensità energetica.

La Commissione ha approvato il regime di sostegno per le energie rinnovabili il 28 aprile 2016.

Maggiori informazioni sulle decisioni adottate oggi saranno reperibili, una volta risolte eventuali questioni di riservatezza, sul sito web Concorrenza della Commissione, nel registro pubblico dei casi, con il numero SA.42393 (Germania) e SA.38635 (Italia). Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale dell’UE figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).