agcm

AGCM – Revisione Regolamento Rating di Legalità

 

CONSULTAZIONE PUBBLICA PER LA REVISIONE DEL REGOLAMENTO IN MATERIA DI RATING DI LEGALITA’  –  Bozza del Regolamento Rating

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha posto in pubblica consultazione la revisione del regolamento in materia di rating di legalità avente a oggetto gli articoli 2, commi 2, lettere a) e b) e 3, 3, comma 2, lettera f), 5, commi 3, 3-bis, 3-ter e 8, 6, commi 2, 2-bis, 4-bis e 8, 7, comma 1, e 8.

Le modifiche proposte sono volte alla semplificazione, snellimento e chiarificazione delle procedure per l’attribuzione, la modifica, il rinnovo, la revoca e l’annullamento del rating di legalità.

In particolare segnaliamo l’articolo 5, commi 3, 3-bis e 3-ter collegati all’articolo 213, comma 7 del Codice dei contratti in base al quale: 7.  L’Autorità collabora con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per la rilevazione di comportamenti aziendali meritevoli di valutazione al fine dell’attribuzione del “Rating di legalità” delle imprese di cui all’articolo 5-ter del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Il rating di legalità concorre anche alla determinazione del rating di impresa di cui all’articolo 83, comma 10”.

 I soggetti interessati possono esprimere le proprie valutazioni in merito al contenuto della delibera allegata entro 30 giorni dalla data di pubblicazione, inviando una mail  all’indirizzo consultazione.regolamentorating@agcm.it.

La consultazione terminerà il prossimo 8 aprile.

Ricordiamo che la nostra Federazione ha proposto al Governo e al Parlamento, a fini di semplificazione, la riduzione della garanzia per la partecipazione alle gare di appalto per le Imprese in possesso di determinate qualificazioni/certificazioni compreso il Rating di Legalità.

Proposta diventata Legge di Stato: art. 93, comma 7, L. n. 50/2016: Nei contratti di servizi e forniture, l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo è ridotto del 30 per cento, non cumulabile con le riduzioni di cui ai periodi precedenti, per gli operatori economici in possesso del rating di legalità e rating di impresa o della attestazione del modello organizzativo, ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001 o di certificazione social accountability 8000, o di certificazione del sistema di gestione a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, o di certificazione OHSAS 18001, o di certificazione UNI CEI EN ISO 50001 riguardante il sistema di gestione dell’energia o UNI CEI 11352 riguardante la certificazione di operatività in qualità di ESC (Energy Service Company) per l’offerta qualitativa dei servizi energetici e per gli operatori economici in possesso della certificazione ISO 27001 riguardante il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni. In caso di cumulo delle riduzioni, la riduzione successiva deve essere calcolata sull’importo che risulta dalla riduzione precedente”.

SAMSUNG CAMERA PICTURES

Pubblicata sulla Gazzetta la Legge Concorrenza 2017

Pubblicata sulla G.U. la Legge 4 agosto 2017, n. 124 – Legge annuale per il mercato e la concorrenza.

Nel Dossier allegato – alla funzione segnalibro – troverete segnalati in rosso i commenti agli articoli di interessa associativo.


 

Via libera il 2 agosto dell’Aula del Senato alla fiducia sul Ddl concorrenza. I sì sono stati 146, i no 113.

Il provvedimento, in quarta lettura, diventa legge a due anni e mezzo dal varo da parte del Governo.

– energia: slitta dal 1° gennaio al 1° luglio 2018 la fine del mercato di maggior tutela per l’energia elettrica e il gas. Arriva, inoltre, la possibilità di rateizzare le maxi-bollette causate da ritardi o disguidi dovuti al fornitore del servizio.
–  eliminata asta forniture elettriche: è eliminata la possibilità di mettere all’asta la fornitura di energia elettrica per quegli utenti che non avranno optato per un operatore alla scadenza del regime di mercato tutelato.
agcm

ANTITRUST – Relazione annuale 2017

ANTITRUST, PITRUZZELLA ILLUSTRA  LA RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO:

LA CONCORRENZA FAVORISCE LA RIDUZIONE DELLE RENDITE DI POSIZIONE E DELLE DISEGUAGLIANZE, PROMUOVENDO L’INNOVAZIONE E IL BENESSERE DEI CONSUMATORI

Nonostante i mercati e la concorrenza siano sottoposti a critiche sempre più stringenti, la concorrenza resta un caposaldo della crescita economica e lo strumento indispensabile per favorire l’innovazione, la riduzione delle diseguaglianze, l’efficienza delle imprese e il benessere del consumatore.

Nella sua presentazione della Relazione annuale oggi a Montecitorio alla presenza della Presidente della Camera Laura Boldrini, il Presidente Giovanni Pitruzzella ha fatto un bilancio della attività dell’Antitrust nell’ultimo anno, inquadrandola nell’attuale situazione economica e sociale e indicando gli ideali obiettivi del prossimo futuro.

“La concorrenza stimola l’innovazione, favorendo produttività e crescita economica” e se oggi, ha aggiunto Pitruzzella, “il tormentato equilibrio tra la sovranità e i mercati tende a spostarsi a favore della prima”, l’indebolimento della concorrenza nei mercati nazionali avrebbe l’effetto di “aumentare le rendite monopoliste, riducendo le possibilità di scelta dei consumatori, innalzando i prezzi di numerosi beni, disincentivando l’innovazione, favorendo il crony capitalism”.

agcm

AGCM – RATING DI LEGALITA’ OLTRE DUEMILA CASI CHIUSI NEL 2016

Trend sempre in ascesa nel 2016 per le richieste di attribuzione del rating di legalità alle imprese, il riconoscimento attribuito dall’Antitrust alle imprese virtuose in base alla legge del 2012. .Nell’anno appena concluso, infatti, le domande per ottenere il ‘bollino di qualità’, garanzia di legalità e trasparenza, sono state 2118 rispetto alle 1427 del 2015, con un incremento del 48%. In crescita anche le attribuzioni: 1499 nel 2016 contro le 1046 dell’anno precedente (+43%). Sono stati inoltre attribuiti 64 rinnovi rispetto ai 40 del 2015 (+60%).

Dal gennaio 2013, quando è entrato in vigore il Regolamento Agcm, sono giunte all’Autorità 4603 richieste di rating e sono state concesse 2690 attribuzioni (il 68% dei casi), mentre i dinieghi sono stati 161 (il 4%). Le imprese che hanno ottenuto la conferma del rating sono state 121 (3%), 80 quelle che hanno migliorato la loro qualità (2%), 108 hanno avuto il rinnovo (3.7%), mentre le revoche sono state 10 (0,3%). Archiviati 753 casi (19%).

Approvato dal Parlamento alla fine del 2012 ed entrato in vigore con il Regolamento dell’Agcm nel 2013, il Rating di legalità è lo strumento “premiale” con cui è stato affidato all’Antitrust il compito di attribuire un punteggio, da una a tre “stellette”, alle imprese virtuose con un fatturato di oltre due milioni di euro annui che corrispondono a una serie di requisiti giuridici. Per ottenere una “stelletta”, il titolare dell’azienda e gli altri dirigenti non devono avere precedenti penali o tributari. Oltre a non essere stata condannata nel biennio precedente per illeciti antitrust, l’impresa deve effettuare pagamenti e transazioni finanziarie oltre i mille euro esclusivamente con strumenti tracciabili. Per ottenere un punteggio più alto, il Regolamento indica altri sei requisiti: due “stellette” se ne vengono rispettati la metà, tre “stellette” se vengono rispettati tutti.

Del Rating assegnato dall’Agcm, secondo quanto prevede la legge, “si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario”. In forza della stessa normativa, “gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta”.

L’elenco completo delle aziende che finora hanno ottenuto il Rating di legalità, con il relativo punteggio, è pubblicato sul sito dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato.

agcm

Rating di legalità – regolamento

A seguito della consultazione avvenuta da parte dell’AGCM negli scorsi mesi, è stato pubblicato sul Bollettino n. 31 del 12 settembre 2016 il REGOLAMENTO ATTUATIVO IN MATERIA DI RATING DI LEGALITÀ.

Le modifiche del Regolamento sul rating di legalità, che resta di durata biennale e rinnovabile con una specifica richiesta dell’impresa sottoscritta dal legale rappresentante e compilata seguendo il Formulario pubblicato sul sito dell’Antitrust.

Le modifiche riguardano soprattutto i requisiti di accesso al rating e di conseguimento delle stelle aggiuntive, l’iter procedurale e i controlli previsti per la verifica della sussistenza delle condizione autocertificate al momento della richiesta.

Tra le novità, riduzione del rating per le imprese che hanno ricevuto sanzioni dall’Autorità Anticorruzione o annotazioni dal Casellario informatico, maggiore controllo sull’assetto proprietario delle aziende controllate da società estere che non potranno ricevere il rating senza l’identificazione dei soggetti proprietari.

Inoltre, niente certificazione di qualità per le imprese che abbiano ricevuto provvedimenti di condanna da Agcm per pratiche commerciali scorrette o provvedimenti di condanna per inottemperanza divenuti inoppugnabili o con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente alla richiesta di rating.

Il Regolamento si rivolge alle imprese che abbiano sede operativa nel territorio nazionale, abbiano raggiunto un fatturato di oltre due milioni di euro nell’anno precedente alla richiesta di rating, risultino iscritte nel registro delle imprese da almeno due anni.

agcm

ANTITRUST ACCETTA IMPEGNI DI E-DISTRIBUZIONE ED ENEL SPA

ANTITRUST ACCETTA IMPEGNI DI E-DISTRIBUZIONE ED ENEL SPA: PIU’ CONCORRENZA E TRASPARENZA NEI ‘CONTATORI INTELLIGENTI’

Più trasparenza per i consumatori e maggiore concorrenza tra le aziende nel settore del monitoraggio dei consumi elettrici: è l’esito di un procedimento dell’Antitrust conclusosi il 6 settembre scorso con l’accettazione degli impegni presentati da e-distribuzione S.p.A. (ED) e Enel S.p.A. nel corso dell’istruttoria che mirava a verificare eventuali condotte abusive del gruppo Enel nel settore dei servizi smart metering, che consentono appunto ai clienti di avere informazioni dettagliate, quasi in tempo reale, sui propri comportamenti di consumo.

Il caso era stato avviato sulla base dell’ipotesi che ED avesse ostacolato l’attività di una società concorrente su tale mercato, attraverso un’articolata strategia escludente. In particolare, nel provvedimento di avvio si era ipotizzato che ED avesse: i) proceduto a numerosi episodi di distacco dei dispositivi led-based o conta-impulsi del segnalante (si tratta di apparecchi che permettono di raccogliere i dati di consumo elettrico dei clienti); ii) negato la possibilità di accesso fisico al contatore per installare gli apparecchi conta impulsi del segnalante nei casi in cui lo stesso contatore fosse posto all’interno di coperture, grate o teche; iii) rifiutato alla società segnalante l’accesso agli elementi tecnici e di know-how in grado di consentire di replicare un sistema di conoscenza avanzata dei consumi che si basasse su un diverso dispositivo posto direttamente nella presa elettrica in casa del cliente e che leggesse direttamente i dati del contatore (c.d. in-home device), simile a quello prodotto dalla stessa ED e denominato “Smart Info”.
Gli impegni presentati da ED, consistono, tra gli altri, in diverse previsioni atte a garantire lo sviluppo dei servizi per la misurazione dettagliata dei consumi elettrici attraverso diversi dispositivi. In primo luogo ED ha assunto l’impegno a limitare le rimozioni dei dispositivi led based dai contatori solo nei casi di stretta necessità, assicurando il trasferimento al mercato di elementi informativi sul programma di installazione dei contatori elettronici di seconda generazione che la società effettuerà nei prossimi anni. In secondo luogo, per i misuratori collocati all’interno di quadri di alloggiamento sigillati, ED metterà a disposizione a titolo gratuito, entro un numero massimo di interventi mensili, la scheda Emettitore Segnali (“scheda ES”) per la fruizione dei servizi di monitoraggio avanzato dei consumi. Infine, ED fornirà su richiesta un modulo Original Equipment Manufactor (“OEM”) integrabile in dispositivi in-home device di terze parti, ovvero metterà a disposizione a chi ne faccia richiesta anche il proprio in-home device c.d. Smart Info, in versione debrandizzata, in entrambi i casi a prezzo di costo.
Per quanto riguarda le misure presentate dalla controllante Enel S.p.A., quest’ultima si è impegnata a vigilare sul rispetto da parte di ED delle misure proposte, nonché a garantire che ED applicherà a qualsiasi altra società del gruppo Enel operante in Italia le medesime condizioni commerciali e non commerciali applicate alle società non appartenenti al gruppo.

L’Antitrust ha ritenuto che gli impegni assunti siano idonei a evitare in futuro il verificarsi di condotte strumentali da parte del principale distributore elettrico italiano volte a ritardare e/o ostacolare l’ingresso di concorrenti in tale mercato e consentano di realizzare condizioni di concorrenzialità e di sviluppo del nascente mercato innovativo dello smart metering elettrico con benefici per i consumatori finali.

 

agcm

PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI

PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI
UNA SANZIONE DI 640.000 EURO AL GRUPPO GREEN POWER

Una sanzione di 640.000 euro è stata irrogata dall’Antitrust al Gruppo Green Power, per le pratiche commerciali adottate nella vendita di impianti per lo sfruttamento dell’energia solare e la produzione di elettricità e calore: queste sono risultate scorrette in quanto ingannevoli, riguardo agli effettivi risparmi ottenibili dall’installazione e ai legami dell’azienda con il gruppo Enel; e aggressive in quanto limitative del diritto di recesso.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ritenuto che la prospettazione di tali impianti come “a costo zero”, in virtù dei risparmi ottenibili e dei ricavi dalla vendita dell’energia prodotta in eccesso, ingannasse il consumatore sulla aleatorietà e sulla distribuzione temporale di tali benefici, a fronte dei pagamenti certi per l’acquisto dell’impianto che spesso avveniva attraverso un finanziamento proposto da società convenzionate con Green Power. E’ emerso inoltre che gli agenti del Gruppo hanno continuato a millantare rapporti con l’Enel, usando anche moduli con il logo di “Enel.sì”, per circa un anno dopo la cessazione di ogni rapporto tra le due aziende.

A giudizio dell’Agcm, infine, Green Power avrebbe ostacolato l’esercizio del diritto di recesso dei consumatori, facendo decorrere i termini dalla firma del modulo contrattuale – che costituisce una proposta – e non dalla sua accettazione: tutto ciò a valle delle verifiche di fattibilità tecnica e quindi della determinazione delle caratteristiche e dei costi effettivi dell’impianto da installare dopo aver ottenuto le autorizzazioni previste. Dagli elementi acquisiti, risulta peraltro che l’impresa non comunicava al consumatore tale accettazione. Per dissuadere i clienti dal recedere dalla proposta, infine, il Gruppo ha previsto una penale pari al 25% del valore dell’impianto.

La sanzione originaria di 680.000 euro, comminata per queste condotte scorrette, è stata ridotta di 40.000 euro a causa dei bilanci in perdita di Green Power.

 

agcom

AGCM – Rating di legalità

RATING DI LEGALITÀ  PER LE IMPRESE VIRTUOSE
RICHIESTE IN AUMENTO (+45%)  NEL PRIMO SEMESTRE 2016

Dal primo semestre 2015 al primo semestre 2016, sono aumentate del 45% le richieste pervenute all’Antitrust per ottenere il Rating di legalità, il riconoscimento “premiale” per le imprese più virtuose. Dalle 726 dell’anno scorso, le domande sono passate a 1.054. Parallelamente i casi chiusi sono aumentati da 513 a 852 (+66%) e le attribuzioni da 406 a 662 (+63%). In proporzione, sono saliti ancor più i dinieghi (+153%).

Sul totale dei casi chiusi, le attribuzioni rappresentano la quota maggiore con il 78%. Seguono le archiviazioni (66 pari all’8%); poi le attribuzioni e le conferme, con la stessa percentuale (4%); quindi i rinnovi e i maggior punteggi (3%); e infine le revoche (1%).

Dall’inizio dell’attività svolta in questo campo dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, cioè dal gennaio 2013 fino a tutto giugno, le richieste risultano complessivamente 3.068, con 2.611 casi decisi (85%) e 457 in corso (15%). Fra i casi chiusi, le attribuzioni sono state in totale 2.015 (77%), i dinieghi 115 (4,4%) e le revoche nove (0,3%).

Approvato dal Parlamento alla fine del 2012 ed entrato in vigore con il Regolamento dell’Agcm nel 2013, il Rating di legalità è lo strumento “premiale” con cui è stato affidato all’Antitrust il compito di attribuire un punteggio, da una a tre “stellette”, alle imprese virtuose che hanno un fatturato di oltre due milioni di euro annui e corrispondono a una serie di requisiti giuridici. Per ottenere una “stelletta”, il titolare dell’azienda e gli altri dirigenti non devono avere precedenti penali o tributari. Oltre a non essere stata condannata nel biennio precedente per illeciti antitrust, l’impresa deve effettuare pagamenti e transazioni finanziarie oltre i mille euro esclusivamente con strumenti tracciabili. Per ottenere un punteggio più alto, il Regolamento indica altri sei requisiti: due “stellette” se ne vengono rispettati la metà, tre “stellette” se vengono rispettati tutti.

Del Rating assegnato dall’Agcm, secondo quanto prevede la legge, “si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario”. In forza della stessa normativa, “gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta”.

.