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Anac – Relazione sull’attività del 2016

On line la presentazione del Presidente Cantone e la Relazione annuale

Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone,  ha presentato la Relazione sull’attività svolta dall’Anac nel 2016, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presso la Camera dei Deputati.

Presentazione del Presidente Cantone – pdf 465 kb

Relazione per l’anno 2016 – pdf 2,7 Mb


L’attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici
Quanto alla materia dei contratti pubblici, non si può che prendere le mosse dal nuovo Codice, entrato in vigore nell’aprile del 2016, che, come è noto, ha fatto una scelta coraggiosa, superando il sistema previgente, complicato e farraginoso, per far spazio a una normativa primaria più snella, completata da una secondaria affidata al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) e all’ANAC, con atti di regolazione c.d. “flessibili”, aggiornabili velocemente all’occorrenza.

L’Autorità, in stretta sinergia con gli uffici del MIT aveva dato assoluta priorità all’attuazione del Codice, adottando, a seguito di consultazione pubblica (in più casi conclusa con l’invio di oltre 100 contributi!), 7 linee guida su temi cruciali (fra cui il “sotto soglia”, il responsabile unico del procedimento, la progettazione, l’offerta economicamente più vantaggiosa), richiedendo, anche quando non obbligatorio, il parere del Consiglio di Stato e l’avviso delle commissioni parlamentari, e formulando al MIT la proposta relativa al direttore dei lavori e al direttore dell’esecuzione.

L’Autorità aveva anche avviato l’iter per la definizione delle linee guida sulla qualificazione nel settore dei lavori pubblici e aveva, invece, desistito dall’adottare le linee guida su una delle novità più importanti del nuovo Codice, il rating d’impresa, ritenendo indispensabili, anche sulla base delle osservazioni ricevute in sede di consultazione, modifiche legislative che lo rendessero davvero utile ed efficace.

Ad aprile di quest’anno è intervenuto un “correttivo” particolarmente robusto (adottato con il decreto legislativo 56), forse a distanza troppo ravvicinata dall’entrata in vigore del Codice, che contiene novità positive ma anche qualche aspetto discutibile (ad esempio il parziale “ritorno” dell’appalto integrato o l’aumento consistente del contributo pubblico nella finanza di progetto).

Per quanto di interesse dell’ANAC, sarà purtroppo necessario rivedere le linee guida già adottate e bisognerà trasformare il documento sulla qualificazione in una proposta al MIT5; si potrà tuttavia riaprire la consultazione sul rating di impresa, in quanto le nuove norme, accogliendo le nostre proposte, lo hanno opportunamente trasformato in un criterio premiale delle offerte, da prevedersi su base volontaria.

Un riferimento a parte merita la vicenda relativa alle raccomandazioni vincolanti, istituto introdotto dal Codice del 2016. Noi stessi avevamo espresso dubbi, tanto che prima di utilizzarlo lo si era circoscritto con limiti e garanzie previsti nel Regolamento di vigilanza, approvato tenendo conto del parere del Consiglio di Stato.

Lo strumento, abrogato dal correttivo con modalità che avevano destato qualche perplessità, è stato sostituito, attraverso la recente “manovrina”, con altro che appare persino più efficace, consentendo oltre a un generale potere di impugnazione dei provvedimenti di gara anche l’adozione di una nuova forma di raccomandazione, supportata però dalla garanzia del passaggio al giudice amministrativo nei casi di mancata rimozione delle illegittimità riscontrate.

L’attuazione del nuovo Codice sta avvenendo anche attraverso le altre funzioni dell’Autorità, come quelle consultive, ispettive e di vigilanza.

Alcuni dati sono sufficienti per avere un’idea del lavoro svolto.
Nel 2016, 656 sono stati i pareri e le risposte in forma breve complessivamente resi (di cui 26 pareri di precontenzioso vincolante), 56 le delibere di vigilanza, oltre a numerosissimi procedimenti in forma semplificata per la definizione di casi di agevole soluzione, 76 accertamenti ispettivi (in parte condotti in collaborazione con la Guardia di Finanza e la Ragioneria Generale dello Stato) e 29 protocolli di vigilanza collaborativa.

A tale ultimo proposito, oltre ai protocolli sull’emergenza e la ricostruzione post sisma, di cui si dirà più avanti, sono in corso vigilanze collaborative su importantissimi interventi, come la bonifica dell’area di Bagnoli-Coroglio e diversi lavori nell’area del Comune di Reggio Calabria, per i quali è stato stipulato un innovativo accordo tra Comune, ANAC, Prefettura e Procura. È la riprova di un istituto che funziona perché ritenuto utile dalle amministrazioni.
Il fronte della vigilanza ha confermato il persistere di gravi problemi nella fase dell’affidamento ma anche in quella esecutiva e nella gestione del contenzioso relativo alle opere pubbliche.
L’ispezione all’ANAS, ad esempio, ha mostrato una situazione estremamente problematica, creatasi in passato, in particolare sulle transazioni e sugli accordi bonari.

L’istruttoria ha messo in luce un contenzioso estremamente rilevante, con un consistente ricorso alla lite ed enormi pretese risarcitorie, superiori anche a 3 volte l’importo contrattuale, con accordi finali, però, non superiori in media al 18% del petitum, a dimostrazione dell’incongruenza delle richieste e della strumentalità delle controversie.

Per far fronte a tale situazione, la nuova governance dell’ANAS ha opportunamente avviato un piano straordinario che potrebbe garantire la soluzione di buona parte dei contenziosi, sulla cui attuazione si procederà ad apposito monitoraggio.
Nel settore dei lavori pubblici l’Autorità si è occupata di numerose importanti infrastrutture. In tale ambito sono state circa 1.800 le segnalazioni ricevute.

Nel rinviare per maggiori dettagli alla relazione inviata al Governo e al Parlamento e pubblicata sul sito dell’Autorità, segnalo qui, per la loro rilevanza, la vigilanza sulle opere a difesa del lago di Como, sull’ammodernamento della statale 275 lungo l’itinerario Maglie-S. Maria di Leuca e sulle sponsorizzazioni dei lavori di restauro dei monumenti nella città di Napoli. “(…)

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Codice dei contratti pubblici – Appalti di lavori e servizi – disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50

Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n. 397

Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in materia di contratti pubblici, di lavori, servizi e forniture – Atto del Governo n. 397 

Note precedenti

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Consiglio di Stato – Linee guida Anac – P.P.P. Partenariato pubblico privato – parere

Richiesta di parere
Con la nota n. 20219 del 7 febbraio 2016 il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha trasmesso lo schema di linee guida recanti “Monitoraggio delle amministrazioni aggiudicatrici sull’attività dell’operatore economico nei contratti di partenariato pubblico privato” al fine di acquisire il parere del Consiglio di Stato.

Tale documento è stato redatto in attuazione dell’art. 181, comma 4, del D. lgs. 18 aprile 2016, n. 50, a mente del quale l’ANAC, sentito il Ministro dell’Economia e delle Finanze, adotta linee guida per definire le modalità con le quali le amministrazioni aggiudicatrici, attraverso la predisposizione e applicazione di sistemi di monitoraggio, esercitano il controllo sull’attività dell’operatore economico affidatario di un contratto di Partenariato Pubblico Privato (“PPP”), verificando in particolare la permanenza in capo allo stesso dei rischi trasferiti.

L’Autorità ha precisato che il documento in esame è stato predisposto all’esito di una consultazione pubblica svoltasi in modalità aperta e che, conformemente a quanto stabilito dall’art. 181, comma 4, del D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, sono state preventivamente acquisite anche le osservazioni del Ministero dell’economia e delle finanze, così che le detto documento è “il risultato della ponderazione delle osservazioni formulate da parte degli stakeholder intervenuti nel corso della consultazione pubblica e delle valutazioni espresse dal predetto Ministero”.

Il documento in esame è inoltre accompagnato da una relazione AIR che descrive, accanto al quadro normativo di interesse, le ragioni e gli obiettivi dell’intervento regolatorio e gli indicatori individuati per la verifica del raggiungimento di questi ultimi, il procedimento di consultazione pubblica e le opzioni alternative oggetto di valutazione.

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Codice dei Contratti pubblici di lavori e servizi – schema di decreto di modifica

Atto del Governo: 397 Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

Lo schema di decreto si compone di 119 articoli che, per maggiore chiarezza, utilizzano la tecnica della novella normativa. Alla presente relazione, per consentire una più agevole consultazione, è allegato un testo coordinato risultante da ciascuna novella.

Le modifiche proposte sono mirate a perfezionare l’impianto normativo senza intaccarlo. con lo scopo di migliorarne l’omogeneità, la chiarezza e l’adeguatezza in modo da perseguire efficacemente l’obiettivo dello sviluppo del settore che la stessa legge delega si era prefissata. Lo schema di decreto tiene, in particolare, conto delle consultazioni effettuate dal Parlamento che ha audito, tra l’altro, le principali stazioni appaltanti e le associazioni di categoria, delle osservazioni formulate dall’ANAC nonché delle considerazioni formulate dal Consiglio di Stato in merito ai vari atti attuativi c dei suggerimenti provenienti dalle Regioni e dai Comuni. Sono state, altresì, tenute in considerazione le segnalazioni emerse in sede di consultazione pubblica dei RUP, effettuate nell’ambito della Cabina dì regia istituita ai sensi dell’articolo 212 del codice.

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Consiglio di Stato – Codice degli Appalti di lavori e servizi – parere

Il Consiglio di Stato ha reso il parere sul decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sulla programmazione triennale dei lavori pubblici e sul programma biennale per servizi e forniture ex art. 21, comma 8, d. lgs. n. 50 del 2016

Cons. St., comm. spec., 13 febbraio 2017, n. 351   

La Commissione speciale del Consiglio di Stato ha reso parere favorevole con osservazioni allo schema di regolamento recante procedure e schemi tipo per la redazione e la pubblicazione del programma triennale dei lavori pubblici, del programma biennale per l’acquisizione di forniture e servizi e dei relativi elenchi annuali e aggiornamenti annuali.

In un contesto come quello attuale, attento al corretto utilizzo delle risorse pubbliche disponibili, il parere ha spiegato che la programmazione non è solo un momento di chiarezza fondamentale per la determinazione del quadro delle esigenze, la valutazione delle strategie di approvvigionamento, l’ottimizzazione delle risorse ed il controllo delle fasi gestionali, ma costituisce concreta attuazione dei principi di buon andamento, economicità ed efficienza dell’azione amministrativa.

Per gli appalti di lavori, il Consiglio di Stato ha evidenziato l’importanza della programmazione con particolare riguardo alla disciplina delle “opere incompiute” che, nel passato, sono state causa di un poco efficiente uso delle risorse pubbliche, oltre ad impedire di soddisfare le necessità della collettività cui sono destinate tali opere.

Il parere ha chiesto al Governo di introdurre, nel testo definitivo del decreto, misure adeguate per verificare, successivamente all’entrata in vigore del regolamento, il conseguimento degli obiettivi della programmazione. Difatti – è stato affermato – si tratta di “una funzione cruciale dalla quale dipende il successo dell’intero intervento di riforma”, e, in particolare, la “effettiva e drastica riduzione delle opere incompiute”.

Tra le altre osservazioni, è stata chiesta una maggiore chiarezza nella definizione stessa delle “opere incompiute”, al fine di superare le incertezze che caratterizzano la disciplina vigente, ed è stato raccomandato un migliore coordinamento fra la programmazione triennale e la predisposizione dell’elenco delle stesse opere incompiute.

In relazione agli appalti di servizi e di forniture, il Consiglio di Stato ha posto in evidenza l’importanza di rendere obbligatoria la programmazione anche in questo campo. Per altro verso, il parere ha sottolineato la necessità di coordinare la fase della programmazione con le procedure di evidenza pubblica necessarie per la stipulazione del contratto.

La Commissione speciale ha, infine, suggerito al Governo di riconoscere adeguato rilievo, in sede di fissazione delle priorità dell’attività programmatoria, agli interventi di ricostruzione post-terremoto.

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ANAC – Rating di legalità – segnalazione

Inviato a Governo e Parlamento un Atto di segnalazione
 
L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha inviato ieri 2 febbraio a Governo e Parlamento un Atto di segnalazione con cui propone alcuni correttivi al Codice degli appalti e delle concessioni.
 
Atto di  segnalazione n. 2 del 1° febbraio 2017  –  Proposta di modifica degli articoli 83, comma 10, 84, comma 4  e 95, comma 13, del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50
Approvato  dal Consiglio dell’Autorità con delibera n. 48 del 1° febbraio 2017

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ANAC – Modelli di segnalazione per le cause di esclusione ex art. 80 del D. Lgs. 50/2016

Comunicato 21 dicembre 2016 – Modelli di segnalazione all’Autorità per le comunicazioni utili ai fini dell’esercizio del potere sanzionatorio della Autorità, relativamente ad Operatori Economici nei cui confronti sussistono cause di esclusione ex art. 80 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nonché per le notizie, le informazioni dovute dalle stazioni appaltanti ai fini della tenuta del casellario informatico.

Resta obbligatorio il controllo delle dichiarazioni rese dall’aggiudicatario (art. 32, comma 7, decreto legislativo n. 50/2016) anche sui requisiti di ordine speciale, ed indipendentemente dal controllo previsto dall’art. 71, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, che ricade nella discrezionalità della stazione appaltante.

Le conseguenze, in caso di esito negativo di tale controllo, si ritrovano sempre nell’art. 80, comma 12, del decreto legislativo n. 50/2016. In tal caso, laddove sia stata presentata falsa dichiarazione o falsa documentazione, nelle procedure di gara e negli affidamenti di subappalto, con riferimento al possesso dei requisiti speciali, la stazione appaltante ne dà segnalazione all’Autorità che, se ritiene che siano state rese con dolo o colpa grave, dispone l’iscrizione di apposita annotazione interdittiva nel casellario informatico, ai fini dell’esclusione dalle procedure di gara e dagli affidamenti di subappalto fino a due anni. Inoltre, dalla dichiarazione non veritiera deriva anche una sanzione a carattere pecuniario, come disposto dall’art. 213, comma 13, del decreto legislativo n. 50/2016, che conferisce all’Autorità il potere di irrogare sanzioni amministrative pecuniarie entro il limite minimo di euro 500 e il limite massimo di euro 50.000.
I nuovi modelli di segnalazione sono riportati nella tabella.

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ANAC – Contratti pubblici – Secondo rapporto quadrimestrale 2016

Contratti pubblici – Secondo rapporto quadrimestrale 2016

Pubblicato il secondo rapporto quadrimestrale 2016 relativo alle procedure di affidamento perfezionate di importo superiore o uguale a € 40.000. Il rapporto quadrimestrale è suddiviso in 4 sezioni di cui una generale contenente le statistiche aggregate, dei contratti pubblici e tre sezioni di dettaglio – in cui viene effettuata un’analisi comparata con il quadrimestre dell’anno precedente – relative alle diverse tipologie di contratto (lavori, servizi e forniture).

Vai al documento 

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ANAC – pubblicate sulla G.U. Linea guida n. 6 – cause di esclusione dalle gare

Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 2017 – Linee guida n. 6 dell’Autorità anticorruzione, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Nuovo Codice appalti), recanti «Indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c) del Codice».

L’art. 80, comma 5, lett. c) del d. lgs. 50/2016 (di seguito «Codice») prevede l’esclusione dalla partecipazione alle procedure d’appalto qualora «la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità».

La norma individua alcune fattispecie esemplificative ritenute idonee a incidere sul rapporto fiduciario che deve sussistere tra l’amministrazione aggiudicatrice e l’impresa esecutrice, quali le carenze significative nell’esecuzione di precedenti contratti; il tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio; il fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti ovvero l’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione.

L’art. 80, comma 13, del Codice prevede che l’ANAC, con proprie linee guida da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del Codice stesso, possa precisare i mezzi di prova adeguati a comprovare le circostanze di esclusione in esame e individuare quali carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto possano considerarsi significative ai fini della medesima disposizione.

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ANAC – Linee guida – affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house

Proposta di Linee Guida
Proposte di Linee Guida per l’iscrizione nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house previsto dall’art. 192 del Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50

Deliberate dal Consiglio dell’Autorità il 28 dicembre scorso le “le Linee Guida per l’iscrizione nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house previsto dall’art. 192 del Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”. Il Consiglio ha ritenuto di acquisire, prima dell’approvazione del documento definitivo, il parere del Consiglio di Stato, della Commissione VIII – Lavori pubblici, comunicazioni del Senato della Repubblica e della Commissione VIII – Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

Linee guida

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