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ANAC – Interdittive Antimafia

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Interdittive Antimafia

Report dell’Anac sul periodo 2014-2018: oltre duemila imprese interdette, cresciute da 122 a 573 (+370%). Cantone: “Preoccupanti tentativi di infiltrare l’economia sana”

Sono 2.044 le aziende destinatarie di interdittive antimafia fra il 2014 e il 2018. È quanto emerge da un report dell’Autorità nazionale anticorruzione, elaborato sulla base delle informazioni contenute nel Casellario informatico delle imprese.

Nel periodo considerato si è registrata una crescita costante e generalizzata in ogni zona del Paese, passando dalle 122 interdittive del 2014 alle 573 del 2018 (un incremento pari al 370%).

Nel complesso le aziende del Nord interdette sono quasi quadruplicate (da 31 a 116), quelle del Centro sono raddoppiate (da 16 a 34) e quelle con sede nel Mezzogiorno sono aumentate di oltre 5 volte (da 75 a 423).

Come affermato dal Presidente dell’Autorità Raffaele Cantone in occasione della Relazione annuale al Parlamento, numeri di tali dimensioni sono “sintomatici un numero preoccupante, sintomatico di quanto le organizzazioni criminali stiano infiltrando l’economia legale”.

Le imprese destinatarie di interdittive antimafia (2014-2018) – pdf 2 Mb

 

Fonte: ANAC

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Ministero Infrastrutture e Trasporti – Legge n. 55/19 – Sblocca Cantieri

Legge 14 giugno 2019, n. 55

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici. 

Il decreto Sblocca Cantieri, così come modificato dalle Camere, è diventato Legge con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 140 del 17 giugno 2019 e definitivamente in vigore dal 18 giugno.

Con lo Sblocca Cantieri sono state introdotte alcune importanti novità nel settore dei lavori pubblici, a partire dalla riforma del Codice degli Appalti, con l’introduzione di alcune forme di semplificazione per velocizzare l’iter di realizzazione delle opere pubbliche e la revisione delle soglie per l’affidamento di lavori. E ancora, l’istituzione della figura dei Commissari per i cantieri che, sull’esempio del commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi di Genova, avranno poteri speciali per accelerare e sbloccare quei lavori fermi da anni e ritenuti prioritari dal Governo.

Più nel dettaglio, le principali novità della legge Sblocca Cantieri sono le seguenti.

 Commissari per i cantieri prioritari: per sbloccare alcuni cantieri ritenuti prioritari verranno  nominati dei commissari straordinari che potranno anche rielaborare progetti non ancora appaltati sostituendosi a qualsiasi altra fase autorizzativa, fatta eccezione per le autorizzazioni relative alla tutela di beni culturali e paesaggistici e per quelle ambientali. Potranno essere abilitati ad assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e operare in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle norme europee.

 Modifiche-sospensioni del Codice degli appalti: viene stabilita la sospensione fino al 31 dicembre 2020 di alcune norme del Codice degli appalti. In particolare:

  • Sospeso l’obbligo per i Comuni non capoluogo di provincia di rivolgersi a centrali appaltanti. I Comuni medesimi potranno gestire autonomamente le procedure;
  • Sospeso l’obbligo di scegliere i commissari di gara tra gli esperti iscritti all’albo Anac;
  • Sospeso il divieto di ricorrere all’affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione dei lavori.

 Subappalto: cancellata la sospensione della norma del Codice degli appalti che fissava al 30% il limite del subappalto. Il nuovo limite al subappalto viene aumentato al 40%. Viene meno l’obbligo per le imprese di indicare la terna dei subappaltatori.

 Collegio consultivo tecnico: introdotto il Collegio consultivo tecnico, un team composto da tre esperti che avranno il compito di risolvere le controversie nate in tema di esecuzione del contratto, senza per forza arrivare in un’aula di Tribunale.

 Soglie di affidamento dei lavori

Ridefinite le soglie di affidamento dei lavori:

  • Da 0 a 40 mila euro affidamento diretto
  • Da 40mila a 150mila affidamento diretto previa valutazione di tre preventivi, se esistenti
  • Da 150mila a 350mila mediante procedura negoziata previa consultazione di almeno 10 operatori, se esistenti
  • Da 350mila a 1milione mediante procedura negoziata previa consultazione di almeno 15 operatori se esistenti

Massimo ribasso: ogni stazione appaltante può ora scegliere discrezionalmente, e comunque tenendo conto delle caratteristiche dell’appalto, di avvalersi del criterio dell’Offerta economicamente più vantaggiosa o del massimo ribasso per l’aggiudicazione dei bandi. Oltre 1 milione di euro e fino alla soglia comunitaria, ovvero 5,5 milioni, viene confermato l’impianto originario del Dl: procedura aperta mediante aggiudicazione con il criterio del minor prezzo e meccanismo di automatica esclusione delle offerte anomale. Con il criterio del minor prezzo, infatti, non viene premiata l’offerta al massimo ribasso, ma quella il cui prezzo più si avvicina alla media dei ribassi. Il meccanismo approvato prevede, infatti, l’individuazione della soglia di anomalia in modo che le offerte anomale vengano automaticamente escluse.

 Torna regolamento attuativo unico codice appalti: Viene reintrodotto il regolamento attuativo del Codice degli appalti. Fino alla data di entrata in vigore rimarranno valide le attuali linee guida Anac.

 Stop allo strapotere dei concessionari autostradali: con le nuove norme si permette a un funzionario pubblico, che decide di revocare una concessione a un gestore autostradale inadempiente, di non rischiare di subire procedimenti per danno erariale, a patto che il decreto di revoca sia vistato e registrato in sede di controllo preventivo dalla Corte dei conti. In questo modo si introduce un maggiore bilanciamento tra i “pesi” dello Stato e dei concessionari autostradali, a esclusiva tutela degli interessi pubblici.

 Nessuna proroga alla concessione autostradale in scadenza, anche con progetti in corso: Si consente, per le concessioni autostradali già scadute o in scadenza entro trentasei mesi, di poter comunque mettere fine alle concessioni autostradali in scadenza, fare la gara ma poter riutilizzare progetti esistenti e pregressi di interventi cantierati.

 Risarcimenti per la “zona arancione” Genova: Si consente al commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi, una volta effettuata la perimetrazione, di erogare le risorse (fino a un massimo di 7 milioni di euro) per indennizzare in modo congruo i cosiddetti interferiti, ossia i cittadini e gli imprenditori che stanno subendo disagi a causa del grande cantiere per la ricostruzione del ponte.

 Commissario strade regione Sicilia: Viene nominato un commissario straordinario per la messa in sicurezza e il miglioramento della rete viaria siciliana incaricato di sovraintendere alla programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione degli interventi in particolare di manutenzione straordinaria su strade provinciali, intercomunali e locali, come chiesto dalla stessa Regione.

 Piccoli Comuni: chiusi i programmi “6000 Campanili” e “Nuovi Progetti di intervento” (del 2013-2014). Le risorse eventualmente disponibili verranno stornate in un nuovo Programma di interventi infrastrutturali per i piccoli Comuni fino a 3.500 abitanti per la manutenzione di strade, illuminazione pubblica, strutture pubbliche comunali.

Lioni-Grottaminarda: Viene disposto che la Regione Campania debba provvedere al completamento della Lioni-Grottaminarda, in irpinia, nel tratto Collegamento A3 (Contursi)-SS 7var (Lioni)- A 16 (Grottaminarda) – A14 (Termoli).

 Commissari straordinari Mose e Gran Sasso: via libera alla nomina di commissari straordinari per il completamento del Mose di Venezia e per il rischio idrico del Gran Sasso. Per quest’ultimo si prevede uno stanziamento di 120 milioni.

 Terzo Valico e nodo ferroviario di Genova: via libera alla trasformazione del Terzo Valico e del nodo ferroviario di Genova in un progetto unico con limite di spesa di 6,8 miliardi di euro e con l’avvio del sesto lotto da 833 milioni di euro.

 Autostrada del Brennero: Con un emendamento dei relatori si prevede che la realizzazione dell’interporto di Trento, dell’interporto ferroviario di Isola della Scala (Verona) e del porto fluviale di Valdaro (Mantova) rientrerà nell’ambito delle infrastrutture connesse al corridoio del Brennero. Gli oneri dovranno quindi rientrare tra quelli a carico del nuovo concessionario dell’autostrada A22 Brennero-Modena, ma saranno poi recuperati con l’introduzione della nuova tariffa ambientale.

 Piano colonnine elettriche: stanziati 10 milioni di euro per realizzare la Piattaforma unica nazionale (Pun), che raccoglie le informazioni sulla diffusione delle “colonnine” per la ricarica dei veicoli elettrici, e per investire sul relativo Piano nazionale infrastrutturale.

 Porto di Pescara: via libera anche al commissario straordinario per il porto di Pescara. Nominato con decreto del Presidente del consiglio su proposta del Ministero delle infrastrutture e d’intesa con il presidente della Regione Abruzzo, dovrà provvedere alla veloce esecuzione degli interventi necessari al ripristino della piena operatività del porto abruzzese, anche in termini di sicurezza. Il commissario sarà inoltre incaricato di sovrintendere alle attività di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione delle opere infrastrutturali del porto, compreso lo scavo dei fondali marini.

 Semplificazioni in zone sismiche: vengono introdotte modifiche al Testo unico dell’edilizia in chiave di “semplificazione della disciplina degli interventi strutturali in zone sismiche”, soprattutto per quanto riguarda le norme sulla denuncia dei lavori, dividendo gli interventi in “rilevanti”, “di minor rilevanza” e “privi di rilevanza” e introducendo un nuovo regime autorizzatorio.

 Terremoto Irpinia (1980-81): Un decreto Mit-Mise-Mef individuerà le amministrazioni competenti che dovranno prendere il posto dei vecchi commissari straordinari e portare a termine le opere di ricostruzione post terremoto già stabilite nel 2002.

 300 milioni per Campobasso, Catania e L’Aquila: viene creato il fondo a favore dei territori colpiti dai terremoti delle province di Campobasso e di Catania, con una dotazione di 275,7 milioni di euro dal 2019 al 2023. A queste risorse si aggiungono 4,21 milioni di euro nel 2019-2021 per la sospensione dei termini del pagamento delle tasse per i fabbricati colpiti dal sisma di Molise e Sicilia; e 10,5 milioni di euro di contributo extra per il 2019 per la ricostruzione de L’Aquila. In tutto le risorse impegnate sono circa 300 milioni su più anni.

 4 milioni per ripresa attività turistiche: vengono previsti contributi per la ricostruzione privata e per favorire la ripresa produttiva delle imprese del settore turistico nelle zone del Molise e della Sicilia colpiti dal sisma, con limite di spesa di 4 milioni di euro nel biennio 2019-2020.

 Accelerazione ricostruzione Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria: Vengono introdotte misure per semplificare e dare impulso alla ricostruzione pubblica delle zone colpite dai terremoti del 2016-2017, consentendo ad esempio una accelerazione nell’aggiudicazione dei servizi tecnici e per l’elaborazione della pianificazione urbanistica mediante il ricorso ad un meccanismo di valutazione delle offerte semplificato quale il criterio del prezzo più basso.

 Esenzione imposte negozi inagibili (sisma Amatrice): estesa fino al 31 dicembre 2020 la sospensione, per negozi e attività commerciali inagibili a seguito di sisma dell’Italia centrale 2016-2017, dell’imposta comunale sulla pubblicità e del canone per le insegne.

 Ristori immediati per imprese terremotate: Vengono introdotte misure per la semplificazione delle procedure per l’immediato ristoro dei danni subiti dalle attività economiche e produttive e dai privati a seguito di eventi calamitosi. Si consente l’utilizzo di risorse “cash” a fronte di risorse già attivate con il meccanismo del credito di imposta.

 Scuole in zone sismiche: si consente alle scuole che hanno sede nei comuni del cratere sismico delle regioni del centro Italia di continuare a svolgere la propria attività didattica, derogando al numero minimo di alunni per classe previsto dal Dpr 81/2009. L’emendamento proroga una misura già in essere, prevista dalla legge sul terremoto del 2016, e consentirà lo svolgimento anche del prossimo anno scolastico proprio in quei piccoli comuni che stanno cercando di ripartire dopo il sisma, evitando la chiusura delle classi e delle sedi scolastiche presenti.

 Sms di allarme pubblico: Viene disposta l’istituzione di un’innovativa piattaforma denominata “IT-Alert”, con la quale, attraverso la tecnologia CBS (cell broadcast service), si potranno inviare brevi messaggi di testo a tutti i dispositivi cellulari presenti in una determinata area geografica, garantendo un servizio di comunicazione in emergenza tempestivo ed efficace come avviene in altri Paesi europei ed extraeuropei, per segnalare ad esempio eventi sismici, alluvioni, nubifragi, eruzioni di vulcani.

 Cantieri scuole e strade: viene concesso più tempo ai Comuni fino a 20mila abitanti per impiegare i 400 milioni messi a disposizione dalla legge di Bilancio 2019 per gli investimenti per la messa in sicurezza di scuole e strade.

Piste ciclabili: viene sostituita la definizione di “autostrade ciclabili” con quella di “ciclovie interurbane” per consentire l’erogazione degli stanziamenti previsti dalla legge di Bilancio 2019per l’istituzione di un “Fondo per le autostrade ciclabili”, non erogati perché la definizione di “autostrade ciclabili” non ha riscontro normativo. Differito inoltre al 31 agosto 2019 il termine entro il quale il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti dovrà definire le modalità di erogazione delle risorse.

 Italia Infrastrutture Spa: viene istituita dal 1° settembre 2019 “Italia Infrastrutture Spa”, al fine di gestire al meglio i cantieri delle opere pubbliche in ritardo. Con capitale sociale di 10 milioni, detenuto interamente dal ministero dell’Economia, la società è sottoposta al controllo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

 

Fonte: MIT

per l-economia

DL FISCALE, TARIFFE PROFESSIONALI FISSE E MINIME VIOLANO PRINCIPI CONCORRENZIALI 

In data 22 novembre 2017 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’esercizio dei poteri di cui all’art. 22 della legge 10 ottobre 1990 n. 287, ha deliberato l’invio di una segnalazione ai presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché al Presidente del Consiglio dei Ministri, avente ad oggetto alcune disposizioni previste nel d.l. 148/2017 e nel DDL AC 4741 di conversione dello stesso, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili. Modifica alla disciplina dell’estinzione del reato per condotte riparatorie” (c.d. decreto fiscale).

In primo luogo, è stata segnalata la contrarietà ai principi concorrenziali di quanto previsto dall’art. 19 quaterdecies del ddl in esame, in tema di “equo compenso” per le professioni, che introduce il principio generale per cui le clausole contrattuali tra i professionisti e alcune categorie di clienti, che fissino un compenso a livello inferiore rispetto ai valori stabiliti in parametri individuati da decreti ministeriali, sono da considerarsi vessatorie e quindi nulle. La disposizione, nella misura in cui collega l’equità del compenso a paramenti tariffari contenuti nei decreti anzidetti, reintroduce di fatto i minimi tariffari, con l’effetto di ostacolare la concorrenza di prezzo tra professionisti nelle relazioni commerciali con alcune tipologie di clienti c.d. “forti” e ricomprende anche la Pubblica Amministrazione.
L’Autorità ha sottolineato come, secondo i consolidati principi antitrust nazionali e comunitari, le tariffe professionali fisse e minime costituiscano una grave restrizione della concorrenza, in quanto impediscono ai professionisti di adottare comportamenti economici indipendenti e, quindi, di utilizzare il più importante strumento concorrenziale, ossia il prezzo della prestazione. Tale intervento, laddove approvato nei termini proposti, determinerebbe un’ingiustificata inversione di tendenza rispetto all’importante e impegnativo processo di liberalizzazione delle professioni in atto da oltre un decennio e a favore del quale l’Autorità si è costantemente pronunciata, né risponde ai principi di proporzionalità concorrenziale. Inoltre, eventuali criticità connesse all’elevato potere di domanda potrebbero essere affrontate attraverso un migliore utilizzo delle opportunità offerte da nuovi modelli organizzativi o dalle misure recentemente introdotte dal Jobs Act per tutelare i lavoratori autonomi in situazioni di squilibrio contrattuale e non tramite la misura in questione, che avrebbe l’unico effetto di alterare il corretto funzionamento delle dinamiche di mercato e l’efficiente allocazione delle risorse.

In secondo luogo, l’Autorità ha segnalato come le disposizioni introdotte nell’art. 19 del d.l. 148/2017, in materia di gestione collettiva dei diritti d’autore, non siano sufficienti a garantire un completo processo di liberalizzazione del settore, nella misura in cui limitano ai soli organismi di gestione collettiva la possibilità di competere con la SIAE, sino ad oggi monopolista legale nell’attività di raccolta dei diritti d’autore nel nostro Paese. 
Non sembrano invero sussistere esigenze imperative di interesse pubblico connesse alla struttura o al funzionamento del mercato, tali da precludere l’ingresso sul mercato italiano di operatori diversi dagli organismi di gestione collettiva. L’intervento di liberalizzazione dovrebbe essere integrato ampliando il più possibile la varietà di scelta, per gli autori, di operatori ai quali affidare la gestione dei diritti, includendo ad esempio anche le entità di gestione indipendenti. L’intervento in questione rischia di rivelarsi del tutto inefficace mantenendo, di fatto, la situazione di monopolio ad oggi esistente sul mercato e lasciando insoddisfatta una domanda attuale e potenziale di servizi innovativi.

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Stato dell’Unione 2017 – Strategia di politica industriale

I principali elementi salienti della strategia di politica industriale dell’UE comprendono tra l’altro:

  • una nuova serie di azioni riguardanti l’economia circolare, tra le quali una strategia sulla plastica, e misure volte a migliorare la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione in bioprodotti e bioenergia (autunno 2017);
  • un’iniziativa per migliorare il funzionamento degli appalti pubblici nell’UE, comprendente un meccanismo volontario finalizzato a fornire chiarimenti e orientamenti alle autorità che pianificano grandi progetti infrastrutturali (autunno 2017);
  • l’ampliamento dell’agenda per le competenze a nuovi settori industriali fondamentali, quali l’edilizia, la siderurgia, l’industria cartaria, le tecnologie verdi e l’energia rinnovabile, l’industria manifatturiera e il trasporto marittimo (autunno 2017);
  • una strategia sulla sostenibilità finanziaria al fine di orientare meglio i flussi di capitale privato verso investimenti più sostenibili (inizio 2018);
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Federcostruzioni – Rapporto 2016

Rapporto 2016  –  ESTRATTO ASCOMAC

” … parlando di innovazione, e del suo ruolo fondamentale per la competitività e produttività della filiera, le tecnologie e i servizi digitali hanno un impatto crescente e “trasformativo” sul modo di essere impresa e operare nel mercato.

Ed è per questo che le costruzioni devono essere incluse strutturalmente nella strategia nazionale industria 4.0, promossa dall’indagine Conoscitiva della X Commissione della Camera e coordinata dal Ministero per lo Sviluppo Economico, che, per il 2017, ha messo a disposizione delle imprese una serie importante di strumenti di incentivazione fiscale che stanno facendo registrare, nel manifatturiero, i primi positivi segni di ripresa negli investimenti di innovazione. L’auspicio è che le iniziative in corso possano essere rinnovate e rafforzate nel 2018.

Io credo che la complessità della filiera e la necessaria cooperazione tra le sue componenti, possano beneficiare grandemente dalla digitalizzazione ma è necessario che ne venga definita una declinazione specifica, che preveda, oltre a strumenti di incentivazione, una forte azione culturale, informativa e formativa e che metta le imprese grandi, medie e piccole della filiera nella condizione di beneficiare della trasformazione digitale; l’inserimento del BIM (Building Information Modeling) nel nuovo codice degli appalti è importante ma non sufficiente per digitalizzare la filiera, che per la sua importanza economica e occupazionale non può essere lasciata indietro. Anche le stazioni appaltanti devono digitalizzarsi per essere in grado di gestire appalti in BIM.

Già in passato il MISE ha compreso l’importanza dell’innovazione digitale della filiera, sostenendo il progetto INNOVAnce, una piattaforma abilitante digitale all’avanguardia in Europa, che potrebbe svolgere il ruolo fondamentale di acceleratore della digitalizzazione del comparto e delle stazioni appaltanti, ma che necessita urgentemente di un ulteriore investimento pubblico per poter entrare nella sua fase di implementazione operativa. Federcostruzioni e le sue associazioni sono fortemente impegnate su questo tema sia in Italia che in Europa e spero che, con il sostegno delle istituzioni, alcuni importanti risultati possano essere ottenuti nel corso di questo anno.

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Anac – Relazione sull’attività del 2016

On line la presentazione del Presidente Cantone e la Relazione annuale

Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone,  ha presentato la Relazione sull’attività svolta dall’Anac nel 2016, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presso la Camera dei Deputati.

Presentazione del Presidente Cantone – pdf 465 kb

Relazione per l’anno 2016 – pdf 2,7 Mb


L’attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici
Quanto alla materia dei contratti pubblici, non si può che prendere le mosse dal nuovo Codice, entrato in vigore nell’aprile del 2016, che, come è noto, ha fatto una scelta coraggiosa, superando il sistema previgente, complicato e farraginoso, per far spazio a una normativa primaria più snella, completata da una secondaria affidata al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) e all’ANAC, con atti di regolazione c.d. “flessibili”, aggiornabili velocemente all’occorrenza.

L’Autorità, in stretta sinergia con gli uffici del MIT aveva dato assoluta priorità all’attuazione del Codice, adottando, a seguito di consultazione pubblica (in più casi conclusa con l’invio di oltre 100 contributi!), 7 linee guida su temi cruciali (fra cui il “sotto soglia”, il responsabile unico del procedimento, la progettazione, l’offerta economicamente più vantaggiosa), richiedendo, anche quando non obbligatorio, il parere del Consiglio di Stato e l’avviso delle commissioni parlamentari, e formulando al MIT la proposta relativa al direttore dei lavori e al direttore dell’esecuzione.

L’Autorità aveva anche avviato l’iter per la definizione delle linee guida sulla qualificazione nel settore dei lavori pubblici e aveva, invece, desistito dall’adottare le linee guida su una delle novità più importanti del nuovo Codice, il rating d’impresa, ritenendo indispensabili, anche sulla base delle osservazioni ricevute in sede di consultazione, modifiche legislative che lo rendessero davvero utile ed efficace.

Ad aprile di quest’anno è intervenuto un “correttivo” particolarmente robusto (adottato con il decreto legislativo 56), forse a distanza troppo ravvicinata dall’entrata in vigore del Codice, che contiene novità positive ma anche qualche aspetto discutibile (ad esempio il parziale “ritorno” dell’appalto integrato o l’aumento consistente del contributo pubblico nella finanza di progetto).

Per quanto di interesse dell’ANAC, sarà purtroppo necessario rivedere le linee guida già adottate e bisognerà trasformare il documento sulla qualificazione in una proposta al MIT5; si potrà tuttavia riaprire la consultazione sul rating di impresa, in quanto le nuove norme, accogliendo le nostre proposte, lo hanno opportunamente trasformato in un criterio premiale delle offerte, da prevedersi su base volontaria.

Un riferimento a parte merita la vicenda relativa alle raccomandazioni vincolanti, istituto introdotto dal Codice del 2016. Noi stessi avevamo espresso dubbi, tanto che prima di utilizzarlo lo si era circoscritto con limiti e garanzie previsti nel Regolamento di vigilanza, approvato tenendo conto del parere del Consiglio di Stato.

Lo strumento, abrogato dal correttivo con modalità che avevano destato qualche perplessità, è stato sostituito, attraverso la recente “manovrina”, con altro che appare persino più efficace, consentendo oltre a un generale potere di impugnazione dei provvedimenti di gara anche l’adozione di una nuova forma di raccomandazione, supportata però dalla garanzia del passaggio al giudice amministrativo nei casi di mancata rimozione delle illegittimità riscontrate.

L’attuazione del nuovo Codice sta avvenendo anche attraverso le altre funzioni dell’Autorità, come quelle consultive, ispettive e di vigilanza.

Alcuni dati sono sufficienti per avere un’idea del lavoro svolto.
Nel 2016, 656 sono stati i pareri e le risposte in forma breve complessivamente resi (di cui 26 pareri di precontenzioso vincolante), 56 le delibere di vigilanza, oltre a numerosissimi procedimenti in forma semplificata per la definizione di casi di agevole soluzione, 76 accertamenti ispettivi (in parte condotti in collaborazione con la Guardia di Finanza e la Ragioneria Generale dello Stato) e 29 protocolli di vigilanza collaborativa.

A tale ultimo proposito, oltre ai protocolli sull’emergenza e la ricostruzione post sisma, di cui si dirà più avanti, sono in corso vigilanze collaborative su importantissimi interventi, come la bonifica dell’area di Bagnoli-Coroglio e diversi lavori nell’area del Comune di Reggio Calabria, per i quali è stato stipulato un innovativo accordo tra Comune, ANAC, Prefettura e Procura. È la riprova di un istituto che funziona perché ritenuto utile dalle amministrazioni.
Il fronte della vigilanza ha confermato il persistere di gravi problemi nella fase dell’affidamento ma anche in quella esecutiva e nella gestione del contenzioso relativo alle opere pubbliche.
L’ispezione all’ANAS, ad esempio, ha mostrato una situazione estremamente problematica, creatasi in passato, in particolare sulle transazioni e sugli accordi bonari.

L’istruttoria ha messo in luce un contenzioso estremamente rilevante, con un consistente ricorso alla lite ed enormi pretese risarcitorie, superiori anche a 3 volte l’importo contrattuale, con accordi finali, però, non superiori in media al 18% del petitum, a dimostrazione dell’incongruenza delle richieste e della strumentalità delle controversie.

Per far fronte a tale situazione, la nuova governance dell’ANAS ha opportunamente avviato un piano straordinario che potrebbe garantire la soluzione di buona parte dei contenziosi, sulla cui attuazione si procederà ad apposito monitoraggio.
Nel settore dei lavori pubblici l’Autorità si è occupata di numerose importanti infrastrutture. In tale ambito sono state circa 1.800 le segnalazioni ricevute.

Nel rinviare per maggiori dettagli alla relazione inviata al Governo e al Parlamento e pubblicata sul sito dell’Autorità, segnalo qui, per la loro rilevanza, la vigilanza sulle opere a difesa del lago di Como, sull’ammodernamento della statale 275 lungo l’itinerario Maglie-S. Maria di Leuca e sulle sponsorizzazioni dei lavori di restauro dei monumenti nella città di Napoli. “(…)

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Rapporti – Legambiente – Osservatorio Recycle 2017

Attraverso la chiave dell’economia circolare, oggi possibile guardare in modo nuovo al settore delle costruzioni (anche per farlo uscire da una crisi che va avanti da nove anni), riducendo l’impatto degli interventi e spingendo il riciclo di materiali. 

Il dato importante è che non si tratta di sogni ambientalisti ma di prospettive chiaramente scritte nelle Direttive europee e dimostrate in cantieri di opere pubbliche in Italia e all’estero, che dimostrano la concreta possibilità di ridurre l’impatto sugli ecosistemi e di spingere, al contempo, la creazione di lavoro e di ricerca applicata.   

Il Rapporto dell’Osservatorio Recycle, promosso da Legambiente, ha come obiettivo di raccontare e approfondire i cambiamenti già in corso nelle infrastrutture come in edilizia.

gazzetta-ufficiale

Codice degli Appalti – pubblicato il Decreto correttivo

D. Lgs. 19 aprile 2017, n. 56 Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

Documentazione Atto Governo n. 397  –  Note precedenti

Il provvedimento consta di 130 articoli, formulati come novelle al citato Codice, che intervengono sulla normativa vigente con modifiche di carattere formale e sostanziale. 

Sono state modificate rispettivamente le definizioni e le esclusioni dal campo di applicazione del Codice.

Modificati alcuni principi e disposizioni comuni: la disciplina concernente la programmazione e la progettazione, i principi per l’affidamento e l’esecuzione dei contratti, la disciplina delle soglie di rilevanza europea e dei contratti di importo inferiore a tale soglia; si è intervenuto sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e le procedure di affidamento.

Sono state modificate le norme riguardanti le procedure di scelta del contraente e il loro svolgimento e quelle che intervengono sulla fase di aggiudicazione dei contratti, come le norme concernenti l’esecuzione.

Un gruppo di disposizioni interviene sulle norme riguardanti i contratti pubblici nei settori speciali (acqua, gas, energia, trasporti, servizi postali).

Sono state modificate le norme concernenti gli appalti nei servizi sociali, e quelle che riguardano gli appalti nel settore dei beni culturali.

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DEF 2017 – approvato l’Allegato su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Con il Def 2017 è stato approvato l’Allegato su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dal titolo Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti infrastrutturali,  che individua i fabbisogni infrastrutturali al 2030.

Applicando i criteri previsti dal Nuovo Codice dei Contratti pubblici si pone come il superamento sostanziale della Legge Obiettivo, non più leggi speciali, ma parametri certi per programmare e scegliere le opere.

Al centro dell’azione di governo i fabbisogni dei cittadini e delle imprese, e le infrastrutture come strumento per soddisfare la domanda di mobilità di passeggeri e merci e per connettere le aree del Paese attraverso interventi utili allo sviluppo economico e proporzionati ai bisogni.

  • Gli obiettivi e le strategie per le infrastrutture di trasporto

Gli obiettivi, anticipati nell’Allegato Infrastrutture al Def 2016, “Connettere l’Italia”, sono stati così articolati: accessibilità ai territori, all’Europa e al Mediterraneo; qualità della vita e competitività delle aree urbane; sostegno alle politiche industriali di filiera; mobilità sostenibile e sicura. Gli obiettivi vengono perseguiti con strategie trasversali alle modalità di trasporto: infrastrutture utili, snelle e condivise, integrazione modale e intermodalità, valorizzazione del patrimonio infrastrutturale esistente, sviluppo urbano sostenibile.

  • Aggiornamento del Sistema nazionale delle infrastrutture di trasporto

Per definire i fabbisogni e individuare le criticità, l’Allegato in primo luogo analizza l’offerta delle infrastrutture di trasporto esistenti, su cui si effettuano servizi di interesse nazionale e internazionale.

Per far questo, aggiorna il Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti la struttura portante del sistema italiano di offerta di mobilità delle persone e delle merci, rispetto alla versione del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica del 2001,  secondo i criteri specifici per modalità di trasporto e considerando le novità intervenute nel frattempo.

Lo SNIT 2017  dell’Allegato al Def individua la rete nazionale di 1° livello.

Queste opere non esauriscono i fabbisogni di connessione del Paese, che riguardano anche le reti regionali e locali, classificate di 2° livello.

  • Individuati oltre 100 tra Interventi (opere o direttrici) e Programmi (insiemi di interventi) prioritari

L’analisi dei fabbisogni infrastrutturali si è focalizzata prioritariamente sui  collegamenti alla Rete SNIT di 1° livello ed ha individuato i deficit di capacità infrastrutturale (congestione) e di prestazioni (es. scarsa sicurezza stradale o scarsa accessibilità) che pregiudicano il raggiungimento degli obiettivi strategici al 2030.

Sono stati individuati oltre 100 tra  interventi e programmi di interventi.

Gli Interventi prioritari sono singoli interventi, lungo una direttrice o nell’ambito di un nodo strategico.

I Programmi di interventi sono insiemi coerenti di interventi, anche di limitate dimensioni, con la stessa finalità, diffusi sulla rete o su elementi di rete e che, complessivamente considerati, contribuiscono al degli Obiettivi strategici.

Soddisfare i fabbisogni  infrastrutturali non comporta solo il completamento delle infrastrutture programmate e la realizzazione di  nuove infrastrutture nazionali ma anche: utilizzo diffuso delle tecnologie per massimizzare le prestazioni delle infrastrutture; manutenzione straordinaria delle infrastrutture; potenziamento dei raccordi intermodali, in particolare con la ferrovia.

  • Per circa 30 casi viene indicata la ‘project review’

Tutti gli Interventi prioritari, cioè opere specifiche,  e i Programmi, cioè insieme di azioni e interventi, sono stati classificati secondo:

Progetti invarianti, opere in corso o con obbligazioni giuridiche vincolanti.

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