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GSE – Biometano e Biocarburanti avanzati

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BIOMETANO E BIOCARBURANTI AVANZATI

ON LINE L’AGGIORNAMENTO DELLE PROCEDURE APPLICATIVE D.M. 2/3/2018

Il GSE ha aggiornato le Procedure Applicative del D.M. 2 marzo 2018  approvate dal Comitato Tecnico Consultivo sui Biocarburanti il 5 settembre 2019.

Il documento fornisce maggiori dettagli e chiarimenti riguardanti il meccanismo di incentivazione, anche in considerazione di quanto emerso dai quesiti e dalle osservazioni pervenute dai diversi stakeholder. Sono state inoltre introdotte ulteriori modifiche al processo di incentivazione al fine di superare alcune criticità emerse nel primo anno di attuazione del Decreto.

Le principali variazioni sono riportate nel documento di Sintesi delle modifiche alle Procedure Applicative D.M. 2 marzo 2018.

 

Fonte: GSE

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Biometano e Biocarburanti avanzati

GSE – Procedura per l’incentivazione

Nel rispetto delle tempistiche previste dalla normativa, il GSE ha pubblicato la procedura applicativa  per la qualifica degli impianti di produzione e l’incentivazione del biometano e degli altri biocarburanti avanzati utilizzati nei trasporti, ai sensi del D.M. MiSE 2 marzo 2018.

Al fine di garantire pari opportunità a tutti gli operatori, dal giorno 2 luglio 2018 alle ore 12:00 sarà possibile presentare richiesta di qualifica per gli impianti di produzione di biometano o di biocarburanti avanzati ai fini dell’accesso ai meccanismi di incentivazione previsti dal citato Decreto.

Le richieste di qualifica devono essere presentate esclusivamente per via telematica, mediante l’applicazione informatica denominata Biometano (già in uso per le richieste di qualifica ai sensi del Decreto 5 dicembre 2013), accessibile attraverso l’Area Clienti del GSE.

Per poter accedere al portale Biometano gli Operatori, qualora non abbiano già operato precedentemente su altri portali del GSE, devono preliminarmente registrarsi nell’Area Clienti, ricevere le credenziali necessarie all’utilizzo degli applicativi informatici e sottoscrivere l’applicativo Biometano.

Nell’ottica di una semplificazione e del miglioramento dei servizi agli operatori è stata inoltre aggiornata la sezione del sito web del GSE “Rinnovabili per i trasporti”, che prevede la divisione in servizi per il Produttore di Biometano, il Produttore di altri Biocarburanti avanzati, il Soggetto obbligato e gli ulteriori adempimenti in termini di monitoraggio delle emissioni di CO2 nei trasporti.

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PROMOZIONE DELL’USO DEL BIOMETANO SETTORE TRASPORTI

Promozione dell’uso del biometano nel settore dei trasporti

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato sul proprio sito internet il Decreto interministeriale per la promozione dell’uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti.

Si tratta di un provvedimento particolarmente atteso sia dal settore agricolo che da quello che si occupa della gestione del ciclo dei rifiuti.

Con il Decreto,  l’Italia, già all’avanguardia in Europa, si pone l’obiettivo del 10% al 2020 del consumo di energie rinnovabili nel settore dei trasporti, al cui interno è stato fissato il sub target nazionale per il biometano avanzato e gli altri biocarburanti avanzati, pari allo 0,9% al 2020 e al 1,5% nel 2021.

Il provvedimento è in linea con quanto previsto dalle Direttive UE sulla promozione dell’energia da fonte rinnovabile e dalla cosiddetta Direttiva “ILUC”, e di fatto anticipa quanto si sta decidendo a Bruxelles nella discussione sulla nuova proposta di direttiva sulle rinnovabili.

Il meccanismo previsto nel Decreto non incide in alcun modo sulle bollette del gas né dell’elettricità: infatti viene finanziato esclusivamente dai “soggetti obbligati” (operatori economici che vendono benzina e gasolio, e che quindi hanno da tempo l’obbligo di immetterne una parte sotto forma di biocarburanti, che quindi è oggi già incluso nel prezzo finale alla pompa). E’ inoltre previsto che si sostituiscano biocarburanti per lo più di importazione (biodiesel) con biometano prodotto sul territorio nazionale, promuovendo la filiera nazionale, aiutando il ciclo dei rifiuti (FORSU) e gli agricoltori nazionali.

Testo del Decreto

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Regolamento qualità dei combustibili e promozione dell’uso di energia da FER

D. Lgs. 21 marzo 2017, n. 51 di attuazione della direttiva (UE) 2015/652 che stabilisce i metodi di calcolo e gli obblighi di comunicazione ai sensi della direttiva 98/70/CE relativa alla qualità’ della benzina e del combustibile diesel e della direttiva (UE) 2015/1513 che modifica la direttiva 98/70/CE, relativa alla qualità’ della benzina e del combustibile diesel, e la direttiva 2009/28/CE, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.

Il regolamento definisce nuove modalità di calcolo delle emissioni di gas serra da parte dei fornitori di carburanti e di elettricità utilizzata nei veicoli stradali, ai fini del rispetto degli obblighi annuali di comunicazione, nonché dell’obbligo di riduzione, entro il 2020, delle emissioni gas serra prodotte durante il ciclo di vita dei carburanti e dell’elettricità fornita.

Rassegna stampa

I biocarburanti in Italia: mercato, normativa e prospettive future per un utilizzo sostenibile – rienergia

I biocarburanti in Italia: mercato, normativa e prospettive future per un utilizzo sostenibile

Secondo l’International Energy Agency (IEA), a livello globale il consumo di petrolio supera quello di qualsiasi altra fonte di energia e la previsione per i prossimi 20 anni è di un ulteriore aumento della domanda mondiale. Tuttavia, l’attuale livello di utilizzo dei combustibili fossili è ormai quasi unanimemente considerato non sostenibile sul lungo termine. Il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) stima che le emissioni di anidride carbonica derivanti dai combustibili fossili e dai processi industriali abbiano rappresentato il 78% circa dell’incremento delle emissioni totali di gas serra tra il 1970 e il 2010, contributo percentuale che si conferma anche nel periodo 2000-2010.

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Ministero sviluppo economico – Consultazione pubblica sull’utilizzo del biometano e dei biocarburanti

A partire dal 13 dicembre 2016 e fino al 13 gennaio 2017 è posta in consultazione pubblica la bozza di decreto interministeriale per l’utilizzo del biometano e dei biocarburanti compresi quelli avanzati. Tale decreto, che ha avuto una prima condivisione tra tutti i soggetti coinvolti nei lavori del “Comitato tecnico consultivo biocarburanti” (con rappresentanti del MiSE, MATTM, MIPAAF, MEF, Agenzia Dogane e GSE), vuole essere uno stimolo per un nuovo sviluppo dell’uso del biogas, questa volta non per la produzione di elettricità ma per il suo impiego, come biometano, nel settore dei trasporti.

Avere un confronto preliminare con i soggetti interessati alle materie disciplinate dal decreto in questione, per garantirne l’efficacia ed il successo, appare particolarmente importante ed utile, proprio ora che il Paese sta predisponendo gli strumenti per finalizzare il raggiungimento dell’obiettivo del 10% di fonti rinnovabili nei consumi energetici del settore dei trasporti, di cui almeno lo 0,5% attraverso l’uso dei “biocarburanti avanzati”.

Nell’elaborare i commenti e/o le proposte integrative ed alternative si chiede di tener conto anche dei seguenti vincoli e principi a base del testo oggetto della consultazione pubblica:

  1. Favorire ed incentivare lo sviluppo dei biocarburanti avanzati (secondo la loro recente definizione nella direttiva UE 2015/1513, c.d. direttiva “ILUC”) di cui l’Italia è stato il maggior sostenitore nell’ambito dei lavori preparatori della Direttiva stessa.
  2. Priorità al biometano usato nei trasporti, per contribuire al raggiungimento del target al 2020 del 10% di fonti rinnovabili nel settore dei trasporti. Primo obiettivo intermedio è arrivare ad un consumo di circa 1,1 Miliardi di metri cubi. Poi, in seguito, con aggiornamenti successivi del DM, ampliarne gli usi oltre ai trasporti, con consumi previsti fino a 6-8 Mld di mc (secondo stime di disponibilità nazionali elaborate da varie fonti).
  3. Favorire lo sviluppo di una economia circolare del mondo agricolo: dalla produzione agricola e dagli allevamenti si generano scarti e sottoprodotti (ad esempio, liquami, letami, etc.) da cui si può ricavare biometano, il quale, trasformato in forma liquida come “biometano liquido” (BML), può essere usato come combustibile nei trattori agricoli, usati a loro volta per la produzione agricola e per gli allevamenti.
  4. Favorire lo sviluppo del ciclo virtuoso dei rifiuti ed, in particolare, della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), che porta ad una valorizzazione economica degli stessi che riduce il costo complessivo dello smaltimento dei rifiuti.
  5. Nessun incremento, per le imprese e per i cittadini, delle bollette del gas e dell’energia elettrica, ma anzi produrne una qualche diminuzione.
  6. Compatibilità delle misure da introdurre con la disciplina UE sugli aiuti di stato per le rinnovabili, ai sensi della Comunicazione della Commissione UE “Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020” (2014/C 200/01) e quindi, in particolare evitando qualsiasi sovra compensazione degli incentivi da erogare.

Infine si chiede di specificare se si vuole che il proprio contributo sia reso pubblico.

Tenendo conto di quanto richiamato ai punti precedenti, si può inserire di seguito un testo di commento e/o di proposte.

Partecipa alla consultazione

Leggi la bozza del decreto (pdf)

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Biocarburanti – fissazione dei valori limite di emissione in atmosfera degli impianti

Decreto 7 novembre 2016 Criteri da applicare per la fissazione dei valori limite di emissione in atmosfera degli impianti degli stabilimenti a tecnologia avanzata nella produzione di biocarburanti. 

Nell’allegato 1 al decreto sono stabiliti i valori limite di riferimento per gli impianti di combustione alimentati a biomasse combustibili applicabili dalle autorità’ competenti in sede di primo rilascio, riesame o rinnovo periodico delle autorizzazioni ai sensi degli articoli 29-sexies e 29-septies o dell’art. 271, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Per i grandi impianti di combustione previsti dall’art. 273 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, alimentati con biomasse ammesse come combustibili, resta fermo il riferimento all’allegato II alla Parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

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MISE – Guida al risparmio di carburanti e alle emissioni di C02 – Edizione 2016

Guida al risparmio di carburanti e alle emissioni di C02 – Edizione 2016

E’ disponibile l’ edizione 2016 della Guida al risparmio di carburante e alle emissioni di anidride carbonica delle autovetture, strumento di informazione utile al consumatore e a tutti gli automobilisti.
La guida – vedi le precedenti – è stata approvata con decreto interministeriale, di concerto con  i Ministeri dell’Ambiente e  delle Infrastrutture e Trasporti, al fine di rendere disponibili al consumatore i dati sui consumi di carburante e sulla quantità di anidride carbonica prodotta da ogni modello di auto in vendita.

I contenuti della guida
Oltre all’indicazione dei consumi nei vari cicli – urbano, extraurbano e misto –  e delle emissioni di tutti i modelli di automobile in vendita al 31 marzo 2016, la guida contiene una graduatoria dei modelli che emettono meno anidride carbonica, divisi per alimentazione a benzina o a gasolio.
Una menzione speciale è riservata ad alcuni modelli che ottengono gli stessi risultati mediante  utilizzo di GPL o metano.
Come nel 2015, poi, vengono pubblicate alcune specifiche graduatorie riservate ai modelli a propulsione ibrida, divisi fra benzina e gasolio, e ai modelli con tecnologia ”plug-in”.
Sono anche  presenti numerosi modelli di auto a trazione completamente elettrica (o con motore ausiliario a benzina), che vengono evidenziati in un elenco a parte.

Si passa poi ad un vademecum per gli automobilisti su come attuare una guida ecocompatibile, con suggerimenti validi anche dal punto di vista della sicurezza stradale e del risparmio.

I consigli sono utili anche per limitare l’inquinamento da gas di scarico, problema collegato a quello delle emissioni di anidride carbonica (un’automobile più efficiente produce  in genere minori emissioni di entrambi i tipi, come del resto previsto dalle normative europee delle serie “Euro 5” ed “Euro 6” ). Minori consumi, inoltre, permettono di ridurre le importazioni di petrolio, con effetti benefici sulla bilancia commerciale del Paese.

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Biocarburanti e Bioliquidi – «Biomass Biofuels Sustainability voluntary scheme» – verifica del rispetto dei criteri di sostenibilità

Decisione di esecuzione (UE) 2016/1433 della Commissione, del 26 agosto 2016, relativa al riconoscimento del sistema «Biomass Biofuels Sustainability voluntary scheme» per la verifica del rispetto dei criteri di sostenibilità di cui alle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 98/70/CE e 2009/28/CE

Gli articoli 7 ter e 7 quater e l’allegato IV della direttiva 98/70/CE, gli articoli 17 e 18 e l’allegato V della direttiva 2009/28/CE stabiliscono criteri simili di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi e procedure analoghe per la verifica della conformità a tali criteri.
(2)
Nel caso in cui biocarburanti e bioliquidi siano presi in considerazione ai fini di cui all’articolo 17, paragrafo 1, lettere a), b) e c), della direttiva 2009/28/CE, gli Stati membri devono imporre agli operatori economici l’obbligo di dimostrare che i biocarburanti e i bioliquidi rispettano i criteri di sostenibilità di cui all’articolo 17, paragrafi da 2 a 5, della direttiva 2009/28/CE.
(3)
La Commissione può decidere che i sistemi volontari nazionali o internazionali che fissano norme per la produzione di prodotti della biomassa contengono dati accurati ai fini dell’articolo 17, paragrafo 2, della direttiva 2009/28/CE e/o dimostrano che le partite di biocarburanti o di bioliquidi rispettano i criteri di sostenibilità di cui all’articolo 17, paragrafi 3, 4 e 5, e/o che le materie non sono state modificate o eliminate intenzionalmente in modo che le partite o parti di esse rientrino nell’allegato IX. Quando un operatore economico presenta prove o dati ottenuti conformemente a un sistema volontario riconosciuto dalla Commissione, nella misura prevista dalla decisione di riconoscimento, gli Stati membri non possono imporre al fornitore l’obbligo di presentare altre prove di conformità ai criteri di sostenibilità.

Conseguentemente la Commissione ha determinato che Il «Biomass Biofuels Sustainability voluntary scheme», dimostra che le partite di biocarburanti o di bioliquidi prodotte in conformità alle norme di produzione di biocarburanti e bioliquidi fissate in tale sistema sono conformi ai criteri di sostenibilità di cui all’articolo 7 ter, paragrafi 3, 4 e 5, della direttiva 98/70/CE e all’articolo 17, paragrafi 3, 4 e 5, della direttiva 2009/28/CE.
Il sistema contiene inoltre dati accurati ai fini dell’articolo 17, paragrafo 2, della direttiva 2009/28/CE e dell’articolo 7 ter, paragrafo 2, della direttiva 98/70/CE.

La presente decisione è valida per un periodo di cinque anni dalla sua entrata in vigore.


Leggi: 

Cogenerazione – CAR – riconoscimento di una maggiore valorizzazione dell’energia di cogenerazione ad alto rendimento ottenuta a seguito della riconversione di esistenti impianti a bioliquidi sostenibili