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mcTER 2018: un’edizione eccezionale

Oltre 1.300 gli operatori intervenuti alla giornata di riferimento per

cogenerazione, biomasse, bio-gas e biometano

Milano, 5 luglio 2018 – Si è chiusa con cifre da record la ventunesima edizione di mcTER Cogenerazione, evento leader in Italia dedicato alle tematiche della cogenerazione, dell’energia e dell’efficienza energetica, tenutosi a Milano lo scorso 28 giugno.

 Oltre 1.300 sono infatti risultati gli operatori qualificati che hanno partecipato alla giornata, per aggiornarsi, conoscere nuove soluzioni e tecnologie, entrare in contatto con le più importanti aziende del settore e sviluppare business.

Numeri e interesse che confermano mcTER ancora una volta come l’evento di riferimento del settore, l’appuntamento dell’anno per le tematiche energetiche (anche all’insegna dell’Industria 4.0) – tra cogenerazione, bio-gas e biometano fino allo storage e alle biomasse – una sede altamente qualificata per conoscere le ultime novità di settore e appuntamento fisso nell’agenda delle aziende e dei professionisti.

La giornata mcTER è stata aperta dal seguitissimo convegno “Cogenerazione – per fare di più. Aumento efficienza e 4.0: cogenerazione chiave di volta per l’industria energetica nazionale” organizzato da ATI Lombardia (Associazione Termotecnica Italiana).

Nel corso della sessione, coordinata da Luigi Bressan (ATI), sono intervenuti massimi esperti che hanno fatto il punto sulla situazione della tecnologia cogenerativa in Italia, introdotto alle novità normative e presentato casi pratici applicati alle realtà più importanti del settore.

Ad aprire i lavori Vincenzo Gerardi (Enea) che ha affrontato il tema della Strategia Energetica Nazionale e dello sviluppo sostenibile; Pamela Buoni (GSE) ha illustrato l’evoluzione e gli sviluppi futuri della cogenerazione ad alto rendimento in Italia; Federico Pontoni (IEFE Bocconi) ha invece presentato un’analisi del costo reale dell’energia elettrica. La mattinata è poi continuata con i casi reali di grande interesse proposti da alcune delle principali aziende del settore: Andrea Tomaselli (E.ON Connecting Energies Italia) ha illustrato i vantaggi del contratto di rendimento energetico; Gianluca Airoldi (AB Energy) ha invece presentato il progetto di un impianto di trigenerazione. Lanfranco Pedrotti (Piller) ha illustrato il funzionamento “in isola” del cogeneratore nelle applicazioni industriali; Federico Frinzi (2G Italia) ha parlato invece di digitalizzazione per diminuire le emissioni e aumentare l’efficienza termica in chiave 4.0. Sempre in tema Industry 4.0 è intervenuto Gianluca Sciuto (Intergen) che ha introdotto il sistema di visualizzazione e controllo remoto per la gestione a distanza della manutenzione degli impianti; Nicola Miola (Centrica Business Solutions) ha portato il caso aziendale relativo a un impianto di trigenerazione per l’industria plastica.

Sergio Stagni (Ranieri Tonissi) ha quindi illustrato l’esperienza ETW in upgrading e cogenerazione, e in chiusura Daniele Di Franco (MTU) ha introdotto il caso Wedge Power – inerente alla cogenerazione industriale e al teleriscaldamento.

Le novità per il settore del biometano, tra incentivi e facilitazioni, sono risultate invece il tema del convegno “BioGas e Biometano: le nuove opportunità del gas rinnovabile” curato dal CIB (Consorzio Italiano BioGas e Gassificazione) in cui si sono esaminate le nuove opportunità e gli aggiornamenti (normativi, fiscali ecc.) collegati al Decreto Biometano. Ricordiamo durante il convegno gli interventi di CIB, Assogasmetano, Snam, Confagricoltura, Ecospray Technologies, Tonissi Power, AB Energy, Tecno Project Industriale, Zuccato Energia/Group ATP, Cryo Pur, Hug Engineering, Wärtsilä, Strategie.

A mcTER si è parlato anche di biomasse legnose con il convegno “La filiera Legno-Energia: scenari, prospettive e nuove soluzioni” coordinato dal CTI (Comitato Termotecnico Italiano), in cui è stata offerta una panoramica dello scenario commerciale del mercato del legname e delle future opportunità, alla luce della revisione della Direttiva 28 sulle fonti rinnovabili e il recente testo unico in materia di foreste e filiere forestali, che potrebbero porsi come ulteriore punto di svolta e/o di rilancio del settore. Al tavolo dei relatori sono intervenuti: CTI, Federforeste, Università Politecnica delle Marche, CNR Invalsa, ENEA, AIEL, Centrali Next, GA Manuals.

Nel corso della giornata c’è stato spazio anche per approfondire tematiche di sicuro interesse ed attualità, come lo stoccaggio dell’energia per il settore delle rinnovabili: a tal proposito il convegno “Energy Storage ed efficienza energetica”, organizzato in collaborazione con il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), ha fatto il pieno di interesse, presentando alla folta platea lo stato dell’arte dei sistemi di accumulo in Italia, tra tecnologie innovative e potenzialità economiche del mercato. Tra gli interventi ricordiamo quelli di CEI, CTI, Università degli Studi di Pavia, RSE, Danfoss e Wärtsilä.

A mcTER è stato approfondito anche il tema della ripartizione delle spese di riscaldamento e ACS con il convegno “Contabilizzazione del calore: la nuova UNI 10200” organizzato dal CTI (Comitato Termotecnico Italiano), in cui è stata analizzata la situazione nazionale ed europea in materia di ripartizione delle spese, sono state poi presentate le riflessioni legate alla norma UNI 10200, e le ultime novità in ambito tecnologico, con particolare attenzione alla misurazione intelligente (smart metering) dei consumi. Nel corso della mattinata sono intervenuti CTI, Università degli Studi di Cassino e Lazio, Enea, Techem, Perry Electic, Kerberos.

Una giornata intensa e affollata quella dello scorso 28 giugno, caratterizzata da un’ampia area espositiva che ha visto impegnate le oltre cento aziende partecipanti anche al pomeriggio, in importanti sessioni di workshop tecnico-applicativi.

Per massimizzare le sinergie e le opportunità la giornata meneghina si è svolta in concomitanza con mcTER Forest – evento verticale dedicato a soluzioni, tecnologie, componenti per impianti alimentati a biomassa, anche in assetto cogenerativo; all’appuntamento mcTER Biometano Bio-Gas – evento dedicato ai biocombustibili gassosi con particolare attenzione al mercato del biometano, a mcTER Energy Storage – appuntamento dedicato alle tematiche di accumulo di energia ed efficienza energetica, e mcTER Contabilizzazione Calore – evento sulla contabilizzazione e alla ripartizione delle spese di riscaldamento e ACS.

L’iniziativa mcTER è organizzata da EIOM con il patrocinio di ATI (Associazione Termotecnica Italiana) e del CTI (Comitato Termotecnico Italiano), di Cogena (Associazione Italiana per la Promozione della Cogenerazione), Italcogen (Associazione dei costruttori e distributori di impianti di Cogenerazione), FIPER (Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili), FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia), ITABIA (Italian Biomass Association), CIR (Centro Italiano Riscaldamento), CIB (Consorzio Italiano Biogas e Gassificazione), Assogasmetano (Associazione Nazionale Imprese Distributrici Metano Autotrazione), CIG (Consorzio Italiano Gas), Federmetano (Federazione Nazionale Distributori Trasportatori di metano), AssoEsco (Associazione Italiana delle Energy Service Company), AssoEge (Associazione Esperti in Gestione dell’Energia), AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), Aige (Associazione Italiana Gestione Energia), oltre che con il supporto promozionale de “La Termotecnica” (leader nel settore a livello nazionale), della guida “Cogenerazione”, della “Guida Biomasse – Bio-Gas” e di “Energia e Dintorni“ (organo ufficiale del CTI).

Dopo l’eccezionale risultato di Milano, mcTER vi aspetta a Verona il prossimo 17 ottobre con l’edizione autunnale, incentrata sempre sulle tematiche cogenerative e che si svolgerà in contemporanea con due appuntamenti di riferimento nel panorama nazionale, ovvero Home and Building (Mostra Convegno dedicata alle tematiche di Domotica, Smart Home e Building Automation), e SAVE (Mostra Convegno dedicata a tecnologie e soluzioni per Automazione, Strumentazione, Sensoristica) in programma il 17 e 18 ottobre a Veronafiere.

Fonte: EIOM

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ENEA – RAEE 2018

ENEA

RAEE 2018 Rapporto Annuale Efficienza Energetica

Grazie all’ecobonus le famiglie italiane hanno investito nel 2017 oltre 3,7 miliardi di euro per realizzare circa 420mila interventi di riqualificazione energetica, con un risparmio di oltre 1.300 GWh/anno. A ciò si aggiunge anche un risparmio di circa 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) derivante dall’emissione di 5,8 milioni di Titoli di Efficienza Energetica, i cosiddetti Certificati Bianchi, di cui 62% nell’industria e il 31% nel civile.

 Sono questi i dati principali che emergono dal 7°Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica dell’ENEA (RAEE) presentato oggi a Roma, che ha evidenziato anche come tutte le misure adottate nel settore dell’efficientamento dal 2011 al 2017abbiano generato complessivamente risparmi energetici per 8 Mtep/anno di energia finale, pari a due miliardi e mezzo di euro risparmiati per minori importazioni di gas naturale e petrolio e a circa 19 milioni di tonnellate di  COin meno rilasciate in atmosfera. Tali risparmi equivalgono al 52% dell’obiettivo al 2020 previsto dal Piano d’Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica (PAEE) e dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) e derivano per circa il 37% dai Certificati Bianchi e per oltre un quarto dalle detrazioni fiscali per interventi di efficientamento energetico. A livello settoriale, il residenziale ha sostanzialmente raggiunto l’obiettivo atteso al 2020, l’industria è circa a metà del percorso previsto, mentre risultano ancora indietro trasporti e terziario, settore quest’ultimo in cui rientra la PA, che ha potuto contare quest’anno su 62 milioni di euro per interventi di efficientamento nelle proprie strutture tramite il “Conto Termico”. Inoltre, in risposta alla normativa Ue sulla riqualificazione energetica del 3% della superficie degli immobili della PA centrale, nel periodo 2014-2017, risultano conclusi, in fase di realizzazione o programmati interventi su oltre 190 immobili, per una superficie utile complessiva di circa 1,9 milioni di m2.

 “Nuove misure, provvedimenti strutturali e semplificazioni consentiranno di ottenere risultati positivi in materia di efficienza energetica e sicurezza degli edifici superando ostacoli e criticità”, sottolinea il presidente dell’ENEA Federico Testa. “In particolare, strumenti come l’ecobonus, il sismabonus e la cessione del credito fiscale aprono la strada degli incentivi anche a quella fascia di popolazione economicamente vulnerabile, circa un cittadino su dieci, che spesso vive in condomini periferici delle grandi città tutt’altro che efficienti dal punto di vista energetico”, aggiunge Testa. “ENEA ha già messo in campo una serie di azioni formative e informative per fornire supporto su scala nazionale a tecnici, amministratori e decisori. Grazie poi al coinvolgimento di alcuni grandi operatori del mercato dei servizi energetici si potrà accelerare il percorso per la riqualificazione dei grandi complessi residenziali e degli edifici della Pubblica Amministrazione”, continua Testa. “Questi interventi di efficientamento hanno ricadute economiche e sociali considerevoli con risultati tangibili nel contrasto alla povertà energetica, fenomeno che in Italia e in Europa affligge milioni di nuclei familiari”, conclude Testa.

Insieme al RAEE è stato presentato il Rapporto ENEA sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio che illustra gli investimenti stimolati dall’ecobonus. Nel periodo 2014-2017, gli interventi di riqualificazione energetica hanno portato a un risparmio medio sulla bolletta annuale dei consumatori compreso tra i 250 euro del 2014 e i 150 euro del 2017, anche per effetto dei differenti livelli dei prezzi del gas. Di fatto, questi interventi equivalgono a un risparmio medio annuo del 15% sul totale della spesa energetica delle famiglie.

 Dall’avvio dell’ecobonus nel 2007 sono stati realizzati oltre 3,3 milioni di interventi, di cui circa 1,5 milioni nel periodo 2014-2017. La quota principale dell’ultimo quadriennio, pari ad oltre 6 miliardi di euro, ha riguardato la sostituzione di 2,6 milioni di serramenti, mentre 2,1 miliardi di euro sono stati destinati a circa 70mila interventi sulle pareti orizzontali ed inclinate. Il risparmio di oltre 1.300 GWh/anno per gli interventi eseguiti nel solo 2017 è stato ottenuto principalmente grazie a due tipologie che presentano il miglior rapporto costo/efficacia, vale a dire la sostituzione di serramenti (circa il 40% del risparmio) e la coibentazione di solai e pareti (oltre il 25%).

 Circa l’80% degli investimenti attivati nel 2017 (2,9 miliardi di euro su oltre 3,7 complessivi) riguarda edifici costruiti prima degli anni ‘80. In particolare, circa il 25% delle risorse totali (oltre 920 milioni di euro) è stato destinato ad edifici costruiti negli anni ‘60. Circa il 40% degli investimenti (oltre 1,4 miliardi di euro) ha riguardato una costruzione isolata (villette mono o plurifamiliari), mentre il 35% circa delle risorse (circa 1,3 miliardi di euro) ha interessato interventi su edifici in linea e condomini con più di tre piani fuori terra.

Una delle principali attività dell’ENEA nel 2017 per promuovere l’efficienza energetica a livello nazionale è stata la campagna di formazione e informazione Italia in Classe A, giunta al secondo anno, che ha organizzato un roadshow rivolto a famiglie, PA, associazioni di categoria e PMI in dieci città dal nord a sud dell’Italia, raggiungendo i 10 milioni di contatti anche attraverso i social network.

Dopo la presentazione di oggi alla Camera dei Deputati, il RAEE sarà illustrato anche all’Europarlamento di Bruxelles il prossimo 10 luglio.

Per maggiori informazioni:

 (Fonte: ENEA)

GE

Invito GE JENBACHER “Gas Engine Day 2018” Milano, 24 maggio 2018

Per partecipare all’evento è necessario confermare la presenza;

inviaci una mail a: stefania.russo@ge.com indicando i nomi dei partecipanti (max 2 per azienda)

                                                ENTRO IL 7 MAGGIO pv

Ore 9:30 apertura lavori e benvenuto

  • Product Program 2018: aggiornamenti tecnologici e novità motori Jenbacher
  • Domande & Risposte
  • Multy Year Agreements: tipologie di contratto disponibili
  • Ultimi aggiornamenti J 920
  • J 920: Case study – intervento esterno
  • Domande & Risposte

Ore 11:05 pausa caffè

  • Il Capacity Market in Italia – intervento esterno
  • Upgrades tecnologici: date nuova linfa al vs motore
  • Controllo Remoto del vs: My plant
  • Domande & Risposte

Ore 12:45 pranzo

Ore 14:00 apertura lavori

  • Case study: Impianto di cogenerazione – intervento esterno
  • Fiel Core: gestione di un’attività manutentiva complessa
  • Domande & Risposte

Sessione one to one: se interessati, vi chiediamo cortesemente di prenotare uno spazio di discussione con i vostri referenti

16:30 chiusura lavori

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IMPIANTI DI GENERAZIONE DISTRIBUITA 2016

ARERA

MONITORAGGIO DELLO SVILUPPO

DEGLI IMPIANTI DI GENERAZIONE DISTRIBUITA PER L’ANNO 2016

Con la delibera 222/2018/I/eel, ARERA Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha approvato la relazione annuale sulla diffusione della generazione distribuita e della piccola generazione in Italia per l’anno 2016.

In particolare:

Nell’anno 2016, in Italia, la produzione lorda di energia elettrica da impianti di GD è stata pari a 62,9 TWh (circa il 21,7% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), rimanendo sostanzialmente invariata (+0,04 TWh) rispetto all’anno 2015. La produzione lorda di energia elettrica da impianti di GD-10 MVA è stata pari a 51,7 TWh (circa il 17,8% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), con un modesto incremento di circa 0,4 TWh rispetto all’anno 2015. Per quanto riguarda la GD, nell’anno 2016 risultavano installati 743.883 impianti per una potenza efficiente lorda totale pari a circa 30.696 MW (circa il 26,2% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale). In particolare risultavano installati 3.514 impianti idroelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 3.352 MW e produzione di circa 10,7 TWh (16,9% della produzione da GD), 5.048 impianti termoelettrici per una potenza pari a 6.292 MW e produzione di circa 26,1 TWh (41,6% della produzione da GD), 2 impianti geotermoelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 21 MW e produzione di circa 0,2 TWh (0,3% della produzione da GD), 3.374 impianti eolici per una potenza efficiente lorda pari a 2.946 MW e produzione di circa 5,4 TWh (8,6% della produzione da GD) e 731.945 impianti fotovoltaici per una potenza pari a 18.085 MW e produzione di circa 20,5 TWh (32,6% della produzione da GD).

Per quanto riguarda la GD-10 MVA, nell’anno 2016 risultavano installati 743.871 impianti per una potenza efficiente lorda pari a circa 26.517 MW (circa il 22,6% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale). In particolare risultavano installati 3.566 impianti idroelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 2.935 MW e produzione di circa 9,6 TWh (18,5% della produzione da GD-10 MVA), 4.981 impianti termoelettrici per una potenza pari a 4.238 MW e produzione di circa 19,7 TWh (38,1% della produzione da GD-10 MVA), 1 impianto geotermoelettrico di potenza efficiente lorda pari a 1 MW e produzione di circa 0,007 TWh (0,01% della produzione da GD-10 MVA), 3.308 impianti eolici per una potenza efficiente lorda pari a 884 MW e produzione di circa 1,4 TWh (2,8% della produzione da GD-10 MVA) e 732.015 impianti fotovoltaici per una potenza pari a 18.459 MW e produzione di circa 21,0 TWh (40,6% della produzione da GD-10 MVA).

Continua a mantenersi, come negli anni scorsi, la rilevante differenza tra i dati afferenti alla GD e quelli afferenti alla GD-10 MVA. Nella prima definizione, infatti, rientrano tutti gli impianti connessi alle reti di distribuzione (anche quelli con potenza superiore a 10 MVA) ma non rientrano gli impianti, pur di potenza inferiore a 10 MVA, che risultano connessi alla rete di trasmissione nazionale. Nella seconda definizione, invece, rientrano tutti gli impianti di potenza inferiore a 10 MVA indipendentemente dalla rete elettrica a cui sono connessi. Per questo motivo, gli impianti afferenti alla GD, pur essendo simili in numero rispetto a quelli afferenti alla GD-10 MVA, presentano una potenza efficiente lorda complessiva e una produzione lorda complessiva di energia elettrica più rilevante. Le differenze più marcate in termini di potenza installata tra GD e GD-10 MVA riguardano principalmente gli impianti termoelettrici, in particolare alimentati da fonti non rinnovabili, ed eolici.

Alcuni impianti rientranti nella GD ma non anche nella GD-10 MVA risultano formalmente connessi alla rete elettrica di distribuzione ma, di fatto, è come se fossero direttamente connessi alla rete di trasmissione nazionale: sono cioè impianti connessi alla sbarra dell’impresa distributrice a sua volta connessa, per il tramite della cabina primaria di trasformazione, alla rete di trasmissione nazionale. Ad essi è imputabile la maggior parte della differenza tra la GD e la GD-10 MVA, stimata pari a circa 2,8 TWh in relazione ai termoelettrici (per lo più alimentati da fonti non rinnovabili), 3,9 TWh in relazione agli impianti eolici e 1,1 TWh in relazione agli impianti idroelettrici.

Con riferimento alla GD, nell’anno 2016 si è verificato un lieve aumento della quantità di energia elettrica autoconsumata in termini assoluti (circa 0,4 TWh), con un aumento dell’incidenza sul totale, in termini percentuali, pari a 0,5 punti percentuali rispetto all’anno 2015 (nell’anno 2015 il 21,9% dell’energia elettrica prodotta è stata consumata in loco). Di conseguenza è diminuita l’incidenza dell’energia elettrica immessa in rete di circa 0,6 punti percentuali (nell’anno 2015 il 74,9% dell’energia elettrica prodotta è stata immessa in rete), rimanendo circa invariati i consumi relativi ai servizi ausiliari di generazione (nell’anno 2015 il 3,2% dell’en

Inoltre gli impianti di produzione combinata di energia elettrica e calore nell’ambito della GD nascono con la finalità di produrre calore in modo più efficiente rispetto al caso di utilizzo delle caldaie convenzionali e non con la principale finalità di produrre energia elettrica come invece spesso accade nel caso dei cicli combinati di elevata taglia. Ciò viene messo in evidenza dai valori medi degli indici elettrici (definiti come il rapporto tra la produzione netta di energia elettrica e la produzione di energia termica utile) per le diverse tipologie impiantistiche nel caso della GD (figura 2.26) e nel caso globale nazionale (figura 2.27).

Diffusione della generazione distribuita

Confrontando l’anno 2016 con i tre anni precedenti, si nota un trend marcato di crescita con riferimento al numero di impianti (soprattutto fotovoltaici di taglia ridotta), mentre la potenza installata è circa stabile o in lieve aumento (in quanto accanto alle nuove installazioni si sono riscontrate alcune dismissioni) e la produzione di energia elettrica, pur rimanendo in linea con i valori dell’anno 2015, si è ridotta rispetto agli anni 2013 e 2014 (per effetto della minore disponibilità della fonte idrica non compensata dalla maggiore produzione da altre fonti). Analizzando nello specifico lo sviluppo della GD in termini assoluti, nell’ultimo anno l’incremento del numero di impianti rispetto all’anno 2015 è stato pari a 45.106, quasi del tutto imputabile allo sviluppo degli impianti fotovoltaici (+43.654 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici installati nell’anno 2015), mentre sono stati molto più ridotti i contributi degli impianti eolici (+858 impianti rispetto agli impianti eolici installati nell’anno 2015) degli impianti termoelettrici (+375 impianti rispetto agli impianti termoelettrici installati nell’anno 2015), e degli impianti idroelettrici (+219 impianti rispetto agli impianti idroelettrici installati nell’anno 2015)

Diffusione della piccola generazione

Confrontando l’anno 2016 con gli anni precedenti, si nota un trend di crescita con riferimento sia al numero di impianti che alla potenza installata e alla produzione lorda. Analizzando nello specifico lo sviluppo della PG in termini assoluti, nell’ultimo anno l’incremento del numero di impianti rispetto all’anno 2015 è stato pari a 45.059, per lo più imputabile allo sviluppo degli impianti fotovoltaici (+43.640 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici installati nell’anno 2015) e, in modo marginale, agli impianti eolici (+857 impianti rispetto agli impianti eolici installati nell’anno 2015), agli impianti termoelettrici (+350 impianti rispetto agli impianti termoelettrici installati nell’anno 2015) e agli impianti idroelettrici (+212 impianti rispetto agli impianti idroelettrici installati nell’anno 2015). Risulta interessante notare che l’incremento è imputabile soprattutto ad impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 50 kW (+42.928 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici MG installati nell’anno 2015).

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Direttiva 2003/96/CE – Tassazione energia – Revisione

Consultazione Commissione Europea – Revisione Direttiva 2003/96/CE

La Commissione europea ha da poco lanciato la consultazione che avvia il processo di revisione della Direttiva 2003/96/CE sulla tassazione dell’energia.

La Commissione ha intenzione di elaborare e proporre un nuovo testo legislativo, ritenendo l’attuale direttiva, che è stata oggetto di numerose sentenze da parte della Corte di giustizia UE, mancante di chiarezza in alcune disposizioni.

La consultazione ha lo scopo di constatare l’attuale concreta applicazione della direttiva sulla tassazione dell’energia, al fine di verificare la formulazione di eventuale nuova proposta di revisione.

In allegato il testo le domande della consultazione, nella versione in italiano.

 

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Cogenerazione – Sentenza UE – tassazione energetica

 SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione)

7 marzo 2018 (*)

 «Rinvio pregiudiziale – Direttiva 2003/96/CE – Tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità – Articolo 14, paragrafo 1, lettera a) – Prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità – Obbligo di esenzione – Articolo 15, paragrafo 1, lettera c) – Prodotti energetici per la generazione combinata di calore e di energia – Facoltà di esenzione o di riduzione del livello di tassazione – Gas naturale destinato alla cogenerazione di calore e di elettricità»

Con piacere evidenziamo che le proposte formulate da Ascomac Cogena al Governo e al Parlamento dal 2011 ad oggi, hanno trovato piena attuazione nella presente sentenza. A livello legislativo nazionale, poi, segnaliamo, come ripetutamente fatto a livello istituzionale, che la norma istitutiva dell’accise sul gas naturale per la produzione di energia elettrica risulta abrogata.

 Questione

 Tassazione del gas naturale utilizzato da un impianto di cogenerazione al fine della generazione combinata di calore e di elettricità.

 Sentenza

la Corte (Prima Sezione) dichiara:

 L’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità, deve essere interpretato nel senso che l’esenzione obbligatoria prevista alla disposizione in parola si applica ai prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità allorché detti prodotti sono utilizzati per la produzione combinata della medesima e di calore, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva di cui trattasi.

 Contesto normativo

22      In primo luogo, occorre rilevare che dai termini stessi della prima frase dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96 risulta che gli Stati membri hanno l’obbligo di esentare dalla tassazione prevista dalla medesima direttiva i «prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità».

23      Va dunque constatato che una tale formulazione letterale non esclude per nulla dall’ambito di applicazione di suddetta esenzione obbligatoria i prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità da parte di un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale. È difatti necessario considerare che un impianto del genere utilizza «prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità», ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96.

26      Ciò posto, come già dichiarato dalla Corte, l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96, là dove impone agli Stati membri l’obbligo di esentare dalla tassazione prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità, prevede un obbligo preciso e incondizionato, cosicché la menzionata disposizione conferisce ai singoli il diritto di avvalersene dinanzi ai giudici nazionali (v., in tal senso, sentenza del 17 luglio 2008, Flughafen Köln/Bonn, C‑226/07, EU:C:2008:429, punti da 29 a 33).

33      Tuttavia, resta da considerare che, se un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale, fosse privato dell’esenzione prevista all’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96, esclusivamente con la motivazione che il medesimo non produce unicamente elettricità, ma in modo combinato calore e elettricità, ne potrebbe conseguire, come pongono in rilievo le circostanze della controversia di cui al procedimento principale, una disparità di trattamento fra i produttori di elettricità, il che costituirebbe una fonte di distorsioni della concorrenza nocive per il funzionamento del mercato interno nel settore dell’energia (v., in tal senso, sentenza del 21 dicembre 2011, Haltergemeinschaft, C‑250/10, non pubblicata, EU:C:2011:862, punti 17 e 18).

35      Orbene, la tassazione dei prodotti energetici allorché sono utilizzati per la produzione di elettricità da un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale, in considerazione del rischio di doppia imposizione che comporta, sarebbe contraria a siffatto obiettivo.

38      Di conseguenza, occorre constatare che, tanto dalla formulazione letterale dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96 quanto dall’impianto sistematico e dalle finalità della menzionata direttiva, i prodotti energetici utilizzati per la generazione combinata di calore e di elettricità rientrano nell’ambito di applicazione dell’esenzione obbligatoria prevista alla medesima disposizione.

39      Una simile interpretazione non può essere rimessa in discussione dall’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2003/96.

42      Orbene, come risulta dai punti da 26 a 28 della presente sentenza, l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96 impone agli Stati membri l’obbligo incondizionato di esentare i prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità.

44      L’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2003/96 è dunque inteso a concedere agli Stati membri una possibilità supplementare di derogare alla tassazione dei prodotti energetici prevista all’articolo 1 della direttiva in parola e non a evitare l’applicazione del regime di esenzione obbligatoria previsto all’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva di cui trattasi.

46      Alla luce del complesso delle suesposte considerazioni, occorre rispondere alla questione posta dichiarando che l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96 deve essere interpretato nel senso che l’esenzione obbligatoria prevista alla disposizione in parola si applica ai prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità allorché detti prodotti sono utilizzati per la produzione combinata della medesima e di calore, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva di cui trattasi.

GSE

GSE – Guida alla Cogenerazione ad Alto Rendimento 2018

Pubblicata dal GSE la nuova “Guida alla Cogenerazione ad Alto Rendimento – CAR” che aggiorna la prima  edizione marzo 2012 ed è di supporto per il riconoscimento CAR e/o per l’accesso al regime di sostegno previsto dal DM 5 settembre 2011.

La Guida si apre con una panoramica sul quadro normativo nazionale e comunitario relativo alla Cogenerazione ad Alto Rendimento che include la normativa entrata in vigore dal 2012 ad oggi. In particolare si segnalano: il Regolamento Delegato (UE) 2015/2402 della Commissione del 12 ottobre 2015, che aggiorna i rendimenti armonizzati per la produzione separata di energia elettrica e calore contenuti nel D.M. 4 agosto 2011, il D.M. 4 agosto 2016, sulla maggiore valorizzazione dell’energia da Cogenerazione ad Alto Rendimento ottenuta a seguito della riconversione di esistenti impianti a bioliquidi sostenibili che alimentano siti industriali o artigianali e il D.M. 16 marzo 2017, che contiene semplificazioni nell’ambito della realizzazione, della connessione e dell’esercizio degli impianti di microcogenerazione.

La Guida, da consultare unitamente alle “Linee Guida per l’applicazione del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 5 settembre 2011 – Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR)”, ha l’obiettivo di fornire indicazioni pratiche per predisporre correttamente la documentazione da trasmettere al GSE per la presentazione delle richieste di riconoscimento CAR e/o di accesso al regime di sostegno previsto dal D.M. 5 settembre 2011.

I capitoli 3 e 4 sono dedicati alla descrizione dei metodi di determinazione delle grandezze fondamentali al calcolo del Risparmio di Energia Primaria (PES) e del RISP. Il capitolo 4, in particolare, contiene esempi di metodologie di calcolo delle grandezze di interesse in caso di diverse configurazioni impiantistiche e per differenti tipologie di utenza.

Ogni argomento è corredato dalle risposte alle domande più frequenti poste al GSE dagli operatori nel corso degli anni. (Fonte: GSE)

 

mise

FONDO NAZIONALE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA Decreto 22.12.2017

Dopo tre anni e otto mesi, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6.3.2018, n. 54, il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico riguardante le modalità di funzionamento del Fondo nazionale per l’efficienza energetica. previsto dall’art. 15, D.Lgs. 4.7.2014, n. 102

Il Fondo

  • finanzia interventi, realizzati dalle imprese e dalla Pubblica Amministrazione, su edifici, impianti di teleriscaldamento e processi produttivi per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica’, è articolato in 26 articoli e 4 Capi:
  • norme generali,
  • Interventi a favore delle imprese,
  • Interventi a favore della Pubblica Amministrazione
  • disposizioni comuni e finali
  • ha natura rotativa e offrirà garanzie e finanziamenti a tasso agevolato promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari e investitori privati, sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi

 è alimentato da:

  • proventi della aste per i permessi di emissione di CO2
  • sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi introdotti con il D.Lgs. n. 102/2014 e smi
  • diagnosi energetiche
  • installazione di contatori
  • obblighi in capo ai gestori di reti di teleriscaldamento a quelli in capo ai distributori elettrici e del gas in materia d contatori
  • obblighi dei venditori in merito a fatturazione e trasparenza
  • dotazioni del fondo di garanzia per la realizzazione di reti di teleriscaldamento

è gestito da Invitalia in base a una convenzione con Mise e Mattm, è articolato in due sezioni:

  • concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento: 30% delle risorse annuali
  • erogazione di finanziamenti a tasso agevolato: 70% delle quote del Fondo

Beneficiari

  • Imprese, Pubbliche Amministrazioni

Finanziamento

  • Imprese – interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dei processi e dei servizi, di installazione o potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti
  • Esco – interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dei servizi e/o delle infrastrutture pubbliche, illuminazione pubblica, miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici destinati ad uso residenziale – edilizia popolare; edifici di proprietà della Pubblica amministrazione.

Richiesta agevolazioni

  • Presentazione domanda per via telematica prima della data di inizio dei lavori, secondo gli schemi, le modalità e gli ulteriori parametri economico-finanziari e requisiti minimi di accesso che saranno definiti da Invitalia entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto e approvati con decreti direttoriali del Mise

Accesso alle agevolazioni – Requisiti Imprese

  • accesso
  • le agevolazioni previste dal Fondo possono essere concesse alle imprese di tutti i settori, in forma singola o in forma aggregata o associata
  • l’accesso ai benefici avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino ad esaurimento delle disponibilità della relativa sezione del Fondo
  • requisiti imprese
  • essere regolarmente costituite da almeno due anni ed iscritte nel registro delle imprese
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali
  • provvedere a tenere una contabilità separata dell’operazione attraverso l’apertura di un conto corrente dedicato o, nel caso in cui la contabilità relativa a tale operazione sia ricompresa nel sistema contabile in uso, a distinguere tutti i dati e i documenti contabili dell’operazione in maniera chiara e verificabile in qualsiasi momento
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea
  • trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi previdenziali, contributivi e fiscali
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel regolamento GBER
  • qualora siano stati destinatari di provvedimenti di revoca parziale o totale di agevolazioni concesse dal Ministero, abbiano provveduto alla restituzione di quanto dovuto
  • nel caso in cui l’impresa sia una ESCo,  aver ottenuto la certificazione secondo la norma UNI CEI 11352 

Cumulabilità

  • Le agevolazioni sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie nel limite del regolamento de minimis, e con gli incentivi dei Certificati bianchi.

Cogenerazione ad alto rendimento

  • Nell’ambito degli interventi agevolati ai sensi del comma 1, lettera a), punto ii (installazione o potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti), sono ammessi interventi sugli impianti di cogenerazione o trigenerazione, o di nuova costruzione degli stessi, a condizione che sia conseguito il riconoscimento di Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR), rilasciata da GSE ai sensi del Decreto Legislativo n. 20 del 2007 come integrato dal decreto del Ministero dello sviluppo economico 4 agosto 2011.

 

GSE

COGENERAZIONE AD ALTO RENDIMENTO, SEMPLIFICAZIONI PER LA PRESENTAZIONE DELLE RICHIESTE

E’ online il materiale informativo che illustra le semplificazioni relative alla presentazione delle richieste di riconoscimento CAR o CB per gli anni successivi al primo consuntivo.

Il documento è di supporto agli operatori per le fasi di preparazione e di caricamento, sul portale Ricoge, della documentazione da trasmettere annualmente per le richieste successive al primo consuntivo al fine di ottenere il riconoscimento del funzionamento in CAR e/o l’accesso al regime di sostegno.

Per le unità di microcogenerazione (con dati certificati) è disponibile il nuovo format semplificato di relazione tecnica di riconoscimento. L’utilizzo dei dati certificati, è ammesso unicamente per unità di cogenerazione con capacità di generazione inferiore a 50 kW e in assenza di dissipazioni termiche, variazioni del carico, regolazioni della potenza elettrica, rampe di accensione e spegnimento di lunga durata, altre situazioni di funzionamento modulabile che determinino variazioni del rapporto energia elettrica/energia termica.

I documenti sono disponibili anche nell’area COGENERAZIONE > DOCUMENTI.