Legge-europea

Legge di delegazione europea 2017

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 25 ottobre 2017, n. 163. Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2016-2017. In particolare:

Art. 3: marchi d’impresa

Art. 6: dispositivi di protezione individuale

Art. 7: apparecchi che bruciano carburanti gassosi e che abroga la direttiva 2009/142/CE

 

CE

Inquinamento acustico – pubblicati i due regolamenti

Sono stati pubblicati i decreti legislativi nn. 41 e 42 del 17 febbraio 2017 in materia di inquinamento acustico, in attuazione della delega di cui all’articolo 19 della legge 30 ottobre 2014, n. 161.

I due provvedimenti, in vigore dal 19 aprile prossimo, prevedono, rispettivamente la:

1) armonizzazione delle norme italiane in materia di inquinamento acustico (articolo 19, comma 2, lettere a), b), c), d), e), f) e h)) con la direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e gestione del rumore ambientale;

2) armonizzazione della norme nazionali in materia con la direttiva 2000/14/CE e con il regolamento CE n. 765/2008 (articolo 19, comma 2, lettere i), l) e m)).

In particolare, il decreto 41 prevede:

all’Art. 1 Modifiche all’articolo 3 del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 262 che:
1. All’articolo 3 del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 262, dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente: «2-bis. Qualora il fabbricante non e’ stabilito nell’Unione europea e non ha individuato il mandatario di cui all’articolo 2, comma 1, lettera j), gli obblighi di cui al presente decreto gravano su chiunque, persona fisica o giuridica, immette in commercio o mette in servizio le macchine e attrezzature nel territorio nazionale.».

all’Art. 4 – Modifiche all’articolo 15 del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 262 che:
1. All’articolo 15 del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 262, sino apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 5 e’ inserito il seguente: «5-bis. I soggetti di cui all’articolo 3 che immettono in commercio o mettono in servizio macchine ed attrezzature di cui all’allegato I, parte b) e parte c), per le quali e’ riscontrato da parte dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale il superamento del livello di potenza sonora garantito, sono soggetti, fuori dai casi in cui la violazione costituisce reato, alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da euro 1.000 a euro 50.000.»;
b) dopo il comma 9 e’ inserito il seguente: «9-bis. Le attività di accertamento, contestazione e notificazione delle violazioni sono svolte dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.». 

Nota precedente

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Direttiva Macchine mobili non stradali – prescrizioni in materia di limiti di emissione di inquinanti gassosi

Regolamento (UE) 2016/1628 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2016, relativo alle prescrizioni in materia di limiti di emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante e di omologazione per i motori a combustione interna destinati alle macchine mobili non stradali, e che modifica i regolamenti (UE) n. 1024/2012 e (UE) n. 167/2013 e modifica e abroga la direttiva 97/68/CE.

(7)
Al fine di garantire il funzionamento del mercato interno, il presente regolamento dovrebbe stabilire norme armonizzate per l’omologazione UE dei motori destinati a macchine mobili non stradali. A tale scopo dovrebbero essere fissati nuovi limiti di emissione e i motori destinati a macchine mobili non stradali e a macchine agricole e forestali, per rispecchiare i progressi tecnologici e per garantire la convergenza con le politiche dell’Unione nel settore dei trasporti su strada. Tali nuovi limiti di emissione dovrebbero essere fissati al fine di conseguire gli obiettivi dell’Unione in materia di qualità dell’aria e di ridurre le emissioni delle macchine mobili non stradali e dei veicoli agricoli e forestali, diminuendo in tal modo la quota di emissioni delle macchine mobili non stradali rispetto alle emissioni dei veicoli stradali.

Di conseguenza, l’ambito di applicazione della legislazione dell’Unione in questo settore dovrebbe essere ampliato al fine di migliorare l’armonizzazione del mercato a livello dell’Unione e internazionale e di ridurre al minimo il rischio di distorsioni del mercato e di effetti nocivi sulla salute.

(19)
È necessario incoraggiare l’introduzione di motori a carburanti alternativi, suscettibili di produrre minori emissioni di NOx e di particolato inquinante. Pertanto, i valori limite per gli idrocarburi totali dovrebbero essere adattati in modo da prendere in considerazione gli idrocarburi non metanici e le emissioni di metano.

(20)
Il presente regolamento lascia impregiudicata la facoltà degli Stati membri di stabilire, nel rispetto dei trattati, le prescrizioni ritenute necessarie per assicurare la protezione del pubblico e dei lavoratori ogniqualvolta sono in uso macchine mobili non stradali di cui al presente regolamento, purché tali prescrizioni non pregiudichino l’immissione sul mercato di motori per tali macchine.

(23)
Tenuto conto del lungo ciclo di vita delle macchine mobili non stradali, è opportuno valutare la possibilità di eseguire interventi di retrofit sui motori già in servizio. Tali interventi di retrofit dovrebbero, in particolare, riguardare le zone urbane densamente popolate quale mezzo per aiutare gli Stati membri a rispettare la legislazione dell’Unione in materia di qualità dell’aria. Per garantire un livello di retrofit comparabile e ambizioso, gli Stati membri dovrebbero tenere conto dei principi del regolamento UNECE n. 132.

L’Articolo 4 – Categorie di motori definisce che ai fini del regolamento si applicano le seguenti categorie di motori:

  • motori per macchine mobili non stradali destinate e idonee a spostarsi o a essere spostate
  • motori con una potenza di riferimento inferiore a 560 kW utilizzati al posto di quelli rispondenti alla fase V delle categorie IWP, IWA, RLL o RLR
  • motori con una potenza di riferimento superiore a 560 kW, destinati esclusivamente a essere utilizzati in gruppi elettrogeni
  • motori portatili ad accensione comandata con una potenza di riferimento inferiore a 19 kW
  • motori ad accensione comandata con una potenza di riferimento inferiore a 56 kW e non inclusi nella categoria NRSh
  • motori destinati esclusivamente a essere utilizzati su navi per la navigazione interna, per la loro propulsione diretta o indiretta
  • motori utilizzati al posto dei motori della categoria IWA
  • motori ausiliari da utilizzare esclusivamente su navi della navigazione interna
  • motori da utilizzare esclusivamente nelle locomotive