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ECOBONUS – CESSIONE DEL CREDITO

Agenzia delle Entrate – Circolare n. 11/E

Cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per interventi di efficienza energetica. – Articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90

 L’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, disciplina, tra l’altro, la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica effettuati su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari.

 Le relative modalità attuative sono state definite da ultimo con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate 28 agosto 2017, prot. n. 165110.

 I documenti di prassi richiamati sono pubblicati nella banca dati documentazione tributaria, sul sito www.agenziaentrate.gov.it.

  La presente circolare fornisce chiarimenti in merito all’ambito applicativo della cessione del credito d’imposta anche alla luce delle modifiche introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 (d’ora in avanti legge di bilancio 2018), fermo restando che le modalità operative della cessione del credito da ultimo introdotte, a partire dal corrente anno, saranno disciplinate attraverso l’emanazione di un nuovo Provvedimento.

(Fonte: Agenzia Entrate)

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ENEA – VADEMECUM DETRAZIONI FISCALI

ENEA – DETRAZIONI FISCALI EFFICIENZA ENERGETICA – VADEMECUM

 Il Vademecum dell’Enea ha l’obiettivo di indicare, attraverso specifiche schede, cosa fare per chi ha intenzione di intraprendere uno dei lavori incentivati:

  • parti comuni degli edifici
  • serramenti e infissi
  • caldaie a condensazione
  • collettori solari
  • pompe di calore
  • coibentazione strutture
  • riqualificazione globale
  • caldaie a biomassa
  • schermature solari
  • building automation
  • sistemi ibridi
  • microcogeneratori

Per ciascun tipo di lavoro è stata approntata una scheda riepilogativa dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare.

In particolare, la Scheda sulle unità di microcogenerazione riguarda l’acquisto e la posa in opera di microcogeneratori in sostituzione di impianti esistenti che conducano a un risparmio di energia primaria (PES)≥ 20%.

 E’ possibile detrarre il 65% delle spese totali sostenute dal 01.01.2018 con un limite massimo di spesa ammissibile di € 100.000.

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Agenzia delle Entrate – Come cedere il credito legato all’ecobonus e al sismabonus

COMUNICATO STAMPA
Come cedere il credito legato all’ecobonus e al sismabonus

I chiarimenti in due provvedimenti dell’Agenzia
I condòmini beneficiari della detrazione d’imposta per particolari interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni di edifici e per gli interventi che prevedono l’adozione di misure antisismiche di maggior rilievo, possono cedere un credito d’imposta corrispondente alla detrazione per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021. Con i due provvedimenti pubblicati sul sito delle Entrate, l’Agenzia indica le modalità di cessione del credito d’imposta.
Con due separate risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate, saranno istituiti i codici tributo per la fruizione del credito acquisito da indicare nel modello F24.

Per le ipotesi previste dal disegno di legge di conversione del D.L. n. 50 del 2017, che amplia la possibilità per i soggetti no tax area di cedere il credito d’imposta corrispondente alla detrazione per gli interventi condominiali di riqualificazione energetica, saranno emanate ulteriori istruzioni.

Chi può cedere il credito – I condòmini, anche non tenuti al versamento dell’imposta sul reddito, a condizione che siano teoricamente beneficiari delle detrazioni di imposta per gli interventi antisismici e di riqualificazione energetica, possono cedere il credito a favore dei fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi e di altri soggetti privati quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti. Tali soggetti possono a loro volta cedere il credito ottenuto dai condòmini.
E’, invece, esclusa la cessione del credito a favore di istituti di credito, intermediari finanziari e anche delle amministrazioni pubbliche.
Il credito cedibile è quello che corrisponde alla detrazione teoricamente attribuita al condòmino, pari alla percentuale delle spese prevista per gli interventi agevolabili.

Come cedere il credito – Il condòmino che cede l’intero credito d’imposta, se i dati della cessione non sono già indicati nella delibera condominiale, deve comunicare all’amministratore di condominio, entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento, l’avvenuta cessione e la relativa accettazione da parte del cessionario, indicando la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo. L’amministratore, entro il successivo 28 febbraio, comunica questi dati all’Agenzia delle Entrate con la procedura prevista per l’invio dei dati ai fini della dichiarazione precompilata.

L’Agenzia, sulla base delle informazioni ricevute e dopo aver ricevuto l’assenso del cessionario, gli mette a disposizione nel “Cassetto fiscale” il credito d’imposta che gli è stato attribuito e che potrà utilizzare.

Utilizzo del credito d’imposta in compensazione – Il credito d’imposta può essere utilizzato con la stessa tempistica con cui il condòmino avrebbe fruito della detrazione e, quindi, deve essere ripartito in cinque quote annuali di pari importo, in caso di interventi di riduzione del rischio sismico e in dieci quote, per i lavori di riqualificazione energetica, con la possibilità di portare in avanti la quota non utilizzata.

La prima quota è utilizzabile a partire dal 10 marzo dell’anno in cui l’amministratore di condominio comunica i dati all’Agenzi, limitatamente all’importo corrispondente alle spese sostenute dal condominio nell’anno precedente e riferibili al condòmino cedente.

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Legge di Bilancio 2017 – Sismabonus – decreto linee guida

Firmato dal Ministro Delrio il nuovo decreto ministeriale sulla classificazione antisismica degli edifici e sul Sismabonus, affiancato dalle relative Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni.

Decreto e linee guida, previsti dalla Legge di Bilancio 2017 sono entrati in vigore dal 1° marzo 2017.

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Comune di Milano – obbligo di collaudo statico per gli edifici più vetusti

Milano, 29 novembre 2016 – Linee guida chiare, corrette e univoche per verificare l’idoneità statica degli edifici costruiti da più di 50 anni. Le ha definite l’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Ordine degli ingegneri di Milano al fine di cristallizzare indicazioni operative puntuali per la compilazione della dichiarazione del Certificato di idoneità statica (CIS) dei fabbricati più datati, resa obbligatoria dal nuovo Regolamento edilizio. 

Con l’articolo 11.6 del Documento entrato in vigore il 26/11/2014, infatti, il Comune di Milano, primo in Italia, ha introdotto elementi innovativi riguardo l’obbligo di manutenzione degli edifici. In particolare, stabilisce che tutti quelli ultimati da più di 50 anni (o che raggiungeranno i 50 anni nei prossimi tre anni) non in possesso di certificato di collaudo dovranno essere sottoposti a verifica e rilascio del CIS entro il 2019. La stessa cosa dovranno fare, entro il 2024, i fabbricati collaudati da più di 50 anni (o che avranno raggiunto i 50 anni entro tale scadenza).

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Parlamento – Progetto “Casa Italia” – mozioni approvate

Al termine della discussione sulle mozioni sul progetto “Casa Italia”, proposto dopo il terremoto del 24 agosto, l’Assemblea ha approvato l’ordine del giorno G3, sottoscritto dai Gruppi PD, AP, Aut e AL-A, e l’ordine del giorno G1 (testo 2) della sen. Bignami (Misto).

Sono state invece respinte le mozioni dei Gruppi SI-Sel, M5S, FI-PdL, LN, CoR, e l’ordine del giorno G3 di LN, che impegnava il Governo a destinare le risorse preventivate per il ponte sullo Stretto alla ricostruzione e all’adeguamento antisimico.

L’ordine del giorno G3, sintetizza le mozioni n. 620, illustrata dal sen. Vaccari (PD), n. 631, illustrata dal sen. Marinello (AP), e n. 635, illustrata dal sen. Mazzoni (AL-A). Impegna il Governo a completare rapidamente il riordino della Protezione civile, a pianificare il fabbisogno di risorse pubbliche e private per la messa in sicurezza degli edifici, a dare continuità al bonus per l’efficientamento energetico e ad estenderlo agli interventi di adeguamento antisimico; a prevedere che la ricostruzione dei paesi colpiti avvenga nei medesimi siti, coinvolga l’Autorità anticorruzione, e sia scongiurato il rischio di appalti assegnati a ditte improvvisate o legate alla criminalità organizzata. Impegna inoltre a negoziare maggiore flessibilità con le istituzioni europee e a prevedere la possibilità di un’assicurazione obbligatoria sulla casa, interamente detraibile, che copra i rischi di calamità naturali.

L’ordine del giorno G1 (testo 2) impegna il Governo a prevedere forme specifiche di assistenza per le persone con disabilità.

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CRESME e Ufficio Studi Camera Deputati – Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio

Pubblicato il Dossier “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione” – Quarta edizione n. 83/3 del 9 settembre 2016.

Il documento rappresenta l’aggiornamento dello studio pubblicato nel mese di novembre 2013, e nelle due successive edizioni nel mese di giugno 2014 e nel mese di ottobre 2015, ed è stato predisposto in collaborazione con il CRESME (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio), su richiesta dell’VIII Commissione formulata nella riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti di gruppo, del 27 luglio 2016.

Il documento intende fornire una stima dell’impatto delle detrazioni fiscali per il recupero e la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Rispetto alla precedente edizione, è stato aggiornato il dato a consuntivo relativo al 2015, mentre i dati riguardanti il 2016 si basano su rilevazioni riguardanti i primi sette mesi dell’anno.

Le detrazioni fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica dispiegano i propri effetti nel mercato rispettivamente dal 1998 e dal 2007 e la loro applicabilità è stata oggetto di numerose proroghe nel corso degli anni, nonché di modifiche che hanno inciso sulle aliquote, sui limiti massimi di spesa, sulle categorie di interventi agevolabili. Dalle stime elaborate dal CRESME nel documento emerge che gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2016 oltre 14,2 milioni di interventi, ossia il 55% del numero di famiglie italiane stimato dall’ISTAT pari a 25,9 milioni.

Nello stesso periodo le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a 237 miliardi di euro, di cui 205 miliardi hanno riguardato il recupero edilizio e poco meno di 32 miliardi la riqualificazione energetica.

Il dato a consuntivo per il 2015 indica un volume di investimenti pari a 25.147 milioni di euro veicolati dagli incentivi riconducibili a 3.060 milioni di euro per la riqualificazione energetica e a 22.087 milioni di euro per il recupero edilizio. Si tratta, come già anticipato dalle proiezioni dei primi otto mesi del 2015 riportate nella precedente edizione del documento, di un dato più contenuto rispetto a quello del 2014, pari a 28,5 miliardi di euro, ossia all’importo più elevato degli investimenti veicolati dalle misure di incentivazione dal 1998 sulla base dell’aggiornamento delle stime, ma che conferma un livello decisamente superiore rispetto alla media degli anni precedenti.

Per quanto riguarda il 2016, le proiezioni dei dati, basati sulle rilevazioni dei primi sette mesi dell’anno, sembrano far registrare di nuovo un incremento che si tradurrebbe in investimenti pari a 29.241 milioni di euro.

Ove l’andamento delle proiezioni fosse confermato, il 2016 sarebbe pertanto l’anno con il maggior numero di investimenti veicolati dalle agevolazioni fiscali nel comparto della riqualificazione, con un +16% rispetto al 2015 e 1,7 milioni di domande.

GSE

GSE – La valutazione delle ricadute economiche e occupazionali dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili in Italia

È online lo studio del GSE “La valutazione delle ricadute economiche e occupazionali dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili in Italia”.

Il lavoro riporta i dati dal 2012 al 2015 sugli investimenti effettuati nel comparto delle fonti rinnovabili elettriche e sulle ricadute occupazionali lorde, distinte in temporanee – relative agli investimenti in nuovi impianti – e permanenti – relative alla gestione degli impianti – riguardanti i lavoratori diretti, indiretti e indotti.

Lo studio dedica ampio spazio a spiegare la metodologia utilizzata, basata sull’analisi Input-Output mediante l’uso delle matrici delle interdipendenze settoriali, secondo l’approccio più consolidato a livello internazionale.

I dati fotografano una filiera ormai matura nonostante il calo degli investimenti in nuovi impianti: si valuta che le spese di esercizio e manutenzione siano cresciute dai 3 miliardi del 2012 ai 3,9 miliardidel 2015. In termini di ricadute occupazionali permanenti in tutti i settori dell’economia si stima che si sia passati dai 18.600 occupati diretti e 13.600 indiretti del 2012 ai circa 22.300 diretti e 16.000 indiretti del 2015.