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Limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi

Il D. Lgs. 15 novembre 2017, n. 183, di recepimento della direttiva 2015/2193/Ue, regola i valori di emissione degli impianti medi di combustione definendo per tali gli impianti di potenza termica nominale pari o superiore a 1 MW e inferiore a 50 MW, inclusi i motori e le turbine a gas alimentati, oltre che da combustibili fossili, anche da biodiesel, biomasse legnose (legna da ardere), biogas e biomasse da rifiuti.

Il provvedimento, che modifica il D. Lgs. 152 del 2006, fissa:

nella Parte II, i valori di emissione per le sostanze inquinanti, nella Parte III, i valori di emissione per le sostanze inquinanti di alcune tipologie di impianti e le relative prescrizioni.

Per gli impianti previsti nella Parte III i valori di emissione ivi stabiliti si applicano in luogo di quelli stabiliti per le stesse sostanze nella Parte II. (vedi Allegato V Parte III dell’allegato IX alla Parte Quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152).

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ASCOMAC Unimot – POSITION PAPER – MOTORI STAGE V – Riduzione Emissioni e Alta Efficienza (sett. 2017)

ASCOMAC Unimot – POSITION PAPER – MOTORI STAGE V – Riduzione Emissioni e Alta Efficienza (sept  2017)

 I – LEGISLAZIONE ATTUALE E PRINCIPALI DIFFERENZE CON LA DIRETTIVA 97/68/CE ABROGATA 

  • Attualmente, nei Paesi della Comunità Europea, è in vigore lo Stage IV per le macchine mobili non stradali, per i trattori agricoli e forestali, per i mezzi su rotaia e per i mezzi marittimi (ad eccezione di alcune deroghe e categorie speciali definite dalla norma).
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Rapporti – Legambiente – Osservatorio Recycle 2017

Attraverso la chiave dell’economia circolare, oggi possibile guardare in modo nuovo al settore delle costruzioni (anche per farlo uscire da una crisi che va avanti da nove anni), riducendo l’impatto degli interventi e spingendo il riciclo di materiali. 

Il dato importante è che non si tratta di sogni ambientalisti ma di prospettive chiaramente scritte nelle Direttive europee e dimostrate in cantieri di opere pubbliche in Italia e all’estero, che dimostrano la concreta possibilità di ridurre l’impatto sugli ecosistemi e di spingere, al contempo, la creazione di lavoro e di ricerca applicata.   

Il Rapporto dell’Osservatorio Recycle, promosso da Legambiente, ha come obiettivo di raccontare e approfondire i cambiamenti già in corso nelle infrastrutture come in edilizia.

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Rapporti – ISPRA – Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera 1990-2015. Report 2017

Nel documento si descrive la comunicazione annuale dell’inventario nazionale delle emissioni delle sostanze transfrontaliere in accordo a quanto previsto nell’ambito della Convenzione sull’Inquinamento Transfrontaliero a Lungo Raggio (CRLTAP/UNECE) e dei relativi Protocolli di riduzione delle emissioni di tali sostanze. La documentazione prevede una spiegazione degli andamenti della serie storica delle emissioni dal 1990 al 2015, una descrizione dell’analisi delle sorgenti chiave e dell’incertezza ad esse associata, le referenze delle metodologie di stima così come le fonti dei dati di base e dei fattori di emissione utilizzati per le stime, una descrizione del sistema di Quality Assurance/ Quality Control e le attività di verifica effettuate sui dati.

Scopo del rapporto è agevolare la comprensione delle procedure di calcolo delle emissioni, fornendo un confronto tra i contributi relativi delle diverse fonti di emissione facilitando l’identificazione di politiche di riduzione. In sintesi, nel periodo 1990-2015, le emissioni mostrano un trend di decrescita per la maggior parte degli inquinanti descritti. Le riduzioni sono particolarmente rilevanti per gli inquinanti principali (SOX -93%; NOX -62%; CO -67%; NMVOC -56%), così come per il piombo (-94%) e le diossine (-44%).

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SMART BILLING & CUSTOMER CARE: CPL CONCORDIA PRESENTA CRMission

Il 10 maggio alla Microsoft House di Milano un workshop con soluzioni per le utilities

L’azienda multiutility emiliana illustra le potenzialità di CRMission, un nuovo CRM su piattaforma Microsoft Dynamics 365 utilizzato come standard internazionale per i clienti del mercato del gas e dell’energia elettrica

I mercati del gas e dell’energia elettrica stanno affrontando una fase di grande evoluzione in cui si evidenzia una crescente complessità normativa e tecnologica. Per far fronte a questo panorama CPL CONCORDIA, multiutility emiliana con 60 anni di esperienza nel settore delle Utilities, ha concepito CRMission, un Customer Relationship Management basato su piattaforma Microsoft Dynamics 365 e specializzato per le utilities.

Il nuovo CRM sarà presentato in anteprima nazionale nel corso del workshop “Smart Billing & Customer Care”, in programma il prossimo 10 maggio nell’avveniristica cornice della Microsoft House di Viale Pasubio a Milano.  

L’evento si pone anche l’obiettivo di guidare le Utilities verso l’innovazione Smart attraverso il costante aggiornamento tecnico-normativo, in particolare per i sistemi informatici e contabili integrati al BILLING, il CRM, il Contact Center commerciale, i Servizi WEB ed il Controllo della Marginalità sul Gas ed Energia Elettrica, tramite le piattaforme tecnologiche avanzate di Microsoft.

Una sezione del workshop sarà dedicata all’approfondimento sul mondo dei Servizi Informatici per le Utilities e l’interazione con VAS (Servizi a Valore Aggiunto) e IOT, dato che i maggiori player del settore si stanno strutturando per offrire anche servizi aggiuntivi sulla manutenzione delle caldaie, il monitoraggio energetico ed altri services.

Un altro aspetto distintivo del meeting sarà la presentazione dei servizi di outsourcing offerti da CPL riguardanti la verifica dei consumi, la fatturazione, la gestione del credito, il call center, la consulenza normativa/fiscale e le attività di operations tipiche del mercato energetico personalizzabili sulle esigenze organizzative di ogni azienda.

Saranno forniti elementi di consulenza sul quadro normativo che dal 1° marzo 2017 impone agli operatori della Comunicazione l’obbligo di iscrizione al ROC per tutti i servizi di Call Center.

Sono previsti inoltre interventi specifici riguardanti l’evoluzione del quadro regolatorio e l’impatto sui sistemi informatici (SII e TIF), la riforma delle tariffe elettriche, la Tutela Simile sul mercato libero dell’energia elettrica, il trend e le attese sull’andamento dei prezzi della materia prima nei mercati nazionali di energia elettrica e gas naturale.

Il futuro di CRMission è già tracciato e, dopo il mondo del gas e dell’elettricità, vedrà come protagonista anche il mercato idrico.

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Regolamento qualità dei combustibili e promozione dell’uso di energia da FER

D. Lgs. 21 marzo 2017, n. 51 di attuazione della direttiva (UE) 2015/652 che stabilisce i metodi di calcolo e gli obblighi di comunicazione ai sensi della direttiva 98/70/CE relativa alla qualità’ della benzina e del combustibile diesel e della direttiva (UE) 2015/1513 che modifica la direttiva 98/70/CE, relativa alla qualità’ della benzina e del combustibile diesel, e la direttiva 2009/28/CE, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.

Il regolamento definisce nuove modalità di calcolo delle emissioni di gas serra da parte dei fornitori di carburanti e di elettricità utilizzata nei veicoli stradali, ai fini del rispetto degli obblighi annuali di comunicazione, nonché dell’obbligo di riduzione, entro il 2020, delle emissioni gas serra prodotte durante il ciclo di vita dei carburanti e dell’elettricità fornita.

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Tar Marche – Energia – Impianto di cogenerazione a biomassa – valutazione soggettiva

Sentenza Tar Marche 7 gennaio 2017, n. 27

Energia – Impianto di cogenerazione a biomassa – Classificazione come industria insalubre – Valutazione in concreto della insalubrità dell’impianto.

Per il Tribunale Amministrativo è necessario che l’Autorità competente svolga una concreta analisi tecnica sulla idoneità dell’impianto in quanto “… la classificazione dell’impianto come insalubre di I classe in quanto assimilabile alle industrie termoelettriche sia apodittica e priva di qualsiasi indagine concreta sulle emissioni e sul rischio per la salubrità“. …

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Consultazione pubblica per l’elaborazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici

Da oggi questionario aperto a stakeholder, Galletti: adattare territorio per creare condizioni sviluppo

Roma, 10 feb – Al via la consultazione pubblica per l’elaborazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici.

Da stamani e fino al 28 febbraio, sul sito del ministero dell’Ambiente, è possibile rispondere alle domande di un articolato questionario, rivolto ai principali portatori d’interesse, sulla percezione degli impatti e delle vulnerabilità in materia di adattamento, oltre che sulle principali azioni per farvi fronte. Lo schema di Piano, curato dalla Direzione generale Clima-Energia del ministero dell’Ambiente, è anche in fase di condivisione con le istituzioni nazionali, le Regioni, le amministrazioni centrali.

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CAM – nuovi Criteri Ambientali Minimi per gli acquisti della P.A. nei settori dell’edilizia, prodotti tessili e arredi per interni.

Arrivano nuovi criteri ambientali per gli acquisti della pubblica amministrazione in tre diversi settori: l’edilizia, i prodotti tessili e gli arredi per interni. Lo stabilisce un decreto a firma del ministro Gian Luca Galletti, attraverso un aggiornamento dei cosiddetti Criteri Ambientali Minimi (“CAM”), reso necessario dalle innovazioni tecniche e commerciali del mercato, ma soprattutto dalla nuova disciplina sugli appalti pubblici. “Vogliamo in questo modo – spiega il ministro Gian Luca Galletti – rendere il settore pubblico sempre più sostenibile ed efficiente sotto il profilo energetico, oltre che pienamente protagonista della sfida dell’economia circolare. I Criteri Ambientali minimi – prosegue il ministro – sono una parte essenziale del nuovo Codice degli Appalti, assicurando nei documenti progettuali e di gara un risparmio economico per le casse dello Stato ed insieme un costo ambientale ridotto”.

Per la fornitura di prodotti tessili, quali ad esempio divise da lavoro, tendaggi e tappezzeria, sono introdotti nuovi criteri, tra cui quelli ‘sociali’: ci si assicura cioè che lungo tutta la filiera questi beni siano prodotti garantendo condizioni di lavoro dignitose, nel rispetto dei diritti umani e dei lavoratori. Sono stati inoltre inclusi requisiti prestazionali (resistenza alla lacerazione, variabilità della dimensione dopo il lavaggio e solidità dei colori) che incidono indirettamente sull’ambiente, procrastinando nuovi acquisiti e prevenendo la produzione di rifiuti. E’ stato aggiunto il criterio sull’ecodesign e il divieto di acquistare alcune categorie di prodotti usa e getta, cosi come sono state aggiornate le indicazioni sulle sostanze pericolose e le norme su verifiche e analisi di laboratorio. Nell’ottica dell’economia circolare, sono valorizzati gli articoli tessili costituiti da fibre riciclate e i prodotti “preparati per il riutilizzo”.

Sulla fornitura e il servizio di noleggio di arredi per interni, dunque ad esempio mobili per ufficio, arredi scolastici o archivi, sono stati aggiornati i criteri sulle sostanze chimiche e ne sono stati inseriti diversi sulla progettazione ecocompatibile: privilegiando l’agevole riparazione o la composizione e scomposizione degli arredi per una loro ricollocazione in altri ambienti di lavoro.

Un capitolo a parte è dedicato al noleggio degli arredi, pratica ancora poco diffusa in Italia, per favorire il riutilizzo dei prodotti già esistenti. Per i CAM sull’Edilizia, cioè sull’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, la ristrutturazione, la manutenzione di edifici per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione, viene allineato il documento prodotto nel 2015 al nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs 50/2016) inserendo i riferimenti agli ultimi decreti attuativi e al nuovo Conto Termico.

I nuovi Cam sono stati definiti nell’ambito del Comitato di gestione del Piano d’Azione per la sostenibilità dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione” (PAN GPP), con la presenza, oltre che della Direzione  Generale per il Clima e l’Energia del ministero dell’Ambiente, anche dei funzionari competenti dei ministeri dello Sviluppo e dell’Economia.