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Ci sono importanti novità su come SICES può  aiutarti a soddisfare i requisiti richiesti dalle norme EU STAGE V e su come ridurre i costi di gestione utilizzando motori a gas naturale.

Facilita la tua transizione alle norme EU STAGE V.

 Passa alle schede di controllo SICES: Le schede di controllo SICES sono già in linea con in nuovi requisiti per le emissioni, stabiliti dalle norme EU STAGE V.

 

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SICES introduce il controllo automatico del rapporto aria/combustibile (AFR).

Molti clienti stanno passando ai motori a gas naturale grazie alle loro basse emissioni e ai loro costi d’esercizio molto contenuti.
Per assistere al meglio i suo clienti nel fornire soluzioni competitive, SICES ha introdotto l’impostazione per l’AFR nella scheda di controllo DST4602Evolution

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SICES SRL è orgogliosa di annunciare l’apertura della SICES POWER CONTROLS LIMITED (UK)
Siamo orgogliosi di annunciare l’apertura della SICES POWER CONTROLS LIMITED (UK)

per poter servire ancora meglio i nostri clienti nel Regno Unito e in Irlanda!

SICES fa un grande passo nello sviluppo del suo business, nell’importante mercato britannico della power generation.

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Unisciti anche tu al nostro crescente gruppo di distributori

Nell’ambito della nostra rapida espansione globale, siamo felici di annunciare i nostri nuovi distributori in Myanmar e nella Repubblica Dominicana.

  • • Repubblica Dominicana SIENCA
  • Myanmar – G-ENES.
Diamogli il benvenuto nella famiglia SICES.
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Società Italiana Costruzioni Elettriche Sumirago
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MinSviluppoEconomico

Ministero dello Sviluppo Economico – Imprese e tecnologie 4.0, online risultati indagine

Ministero dello Sviluppo Economico – Imprese e tecnologie 4.0,

online risultati indagine

 L’8,4% delle imprese manifatturiere italiane utilizza almeno una tecnologia 4.0. A questa quota si aggiunge un ulteriore 4,7% di imprese che hanno in programma investimenti specifici nel prossimo triennio. Le imprese “tradizionali”, ovvero che non utilizzano tecnologie 4.0 né hanno in programma interventi futuri, rappresentano ancora la grande maggioranza della popolazione industriale (86,9%). Sono questi i primi risultati dell’indagine Mise-MET condotta su un campione di circa 23.700 imprese.

L’indagine evidenzia come nel processo di trasformazione 4.0 il ruolo delle politiche pubbliche sia stato incisivo: il 56,9% delle imprese 4.0 dichiara di aver utilizzato almeno una misura di sostegno pubblico rispetto al 22,7% delle analoghe imprese non impegnate nelle tecnologie in esame. Le imprese hanno utilizzato in larga prevalenza il super ammortamento e l’iper ammortamento (36,8% nel caso delle imprese 4.0 e 12,8% tra le imprese tradizionali), il Credito d’imposta per le spese in R&S (17,0% vs 3,1%), la Nuova Sabatini (19,8% vs 4,7%) e i fondi di garanzia (11,3% vs 2,8%).

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

MinSviluppoEconomico

Ministero dello Sviluppo Economico – Credito d’imposta – Formazione 4.0

 Credito d’imposta formazione 4.0

 A cosa serve

Stimolare gli investimenti delle imprese nella formazione del personale nelle materie aventi a oggetto le tecnologie rilevanti per il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano Nazionale Impresa 4.0”, cosiddette “tecnologie abilitanti”.

Quali vantaggi

  • Credito d’imposta del 40% delle spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di formazione ammissibili, limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione, sostenute nel periodo d’imposta agevolabile e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascun beneficiario, pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.
  • Sono ammissibili al credito d’imposta anche le eventuali spese relative al personale dipendente ordinariamente occupato in uno degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della legge n. 205 del 2017 e che partecipi in veste di docente o tutor alle attività di formazione ammissibili, nel limite del 30% della retribuzione complessiva annua spettante al dipendente.
  • La misura è applicabile alle spese in formazione sostenute nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017.

A chi si rivolge

  • Imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
  • Enti non commerciali residenti svolgenti attività commerciali rilevanti ai fini del reddito d’impresa.
  • Imprese residenti all’estero con stabili organizzazioni sul territorio italiano.

Come si accede

  • Si accede in maniera automatica in fase di redazione del bilancio, con successiva compensazione mediante presentazione del modello F24 in via esclusivamente telematica all’Agenzia delle Entrate.
  • Sussistono obblighi di documentazione contabile certificata.
  • Sussiste l’obbligo di conservazione di una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte.

Normativa

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

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Green economy e green jobs: come cambia l’impresa

E’ stato presentato “GreenItaly 2017, l’ottavo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e con il contributo di Ecopneus. Il rapporto “misura” la green economy nazionale.
Tra i dati del rapporto emerge che un’impresa su quattro dall’inizio della crisi ha scommesso sulla green economy, che in Italia significa piu’ ricerca, innovazione, design, qualita’ e bellezza. Sono infatti 355mila le aziende italiane, ossia il 27,1% del totale, dell’industria e dei servizi che dal 2011 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.  
Una quota che sale al 33,8% nell’industria manifatturiera, dove l’orientamento green si conferma un driver strategico per il made in Italy, traducendosi in maggiore competitivita’, crescita delle esportazioni, dei fatturati e dell’occupazione.
Secondo l’analisi degli estensori del rapporto la green economy rappresenta un formidabile fattore di competitivita’ ed e’ stata in questi anni difficili la migliore risposta alla crisi. Ne è derivata una spinta per la qualità, la bellezza, la coesione sociale, naturali alleate dell’uso efficiente di energia e materia, dell’innovazione, dell’high-tech. Una evoluzione di sistema avviata ‘dal basso’, che si basa su investimenti e produce lavoro, sostiene la coesione delle comunita’ e si intreccia con il territorio.
Quest’anno si registra una vera e propria accelerazione della propensione delle imprese a investire green: ben 209 mila aziende hanno investito, o lo faranno entro l’anno, su sostenibilita’ ed efficienza, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011.
Alla nostra green economy si devono gia’ 2milioni 972mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’. Una cifra che corrisponde al 13,1% dell’occupazione complessiva nazionale, destinata a salire ancora entro dicembre. Dalla nostra economia ‘verde’ infatti arriveranno quest’anno 320 mila green jobs e considerando anche le assunzioni per le quali sono
richieste competenze green si aggiungono altri 863 mila occupati. Insieme all’occupazione la green economy crea anche ricchezza: i quasi 3 milioni di green jobs italiani contribuiscono infatti alla formazione di 195,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 13,1% del totale complessivo.
Un salto competitivo dopvuto anche al forte connubio “green-R&S”, perché, ad esempio, le medie imprese industriali che investiranno quest’anno in ricerca e sviluppo sono il 27% tra quelle che puntano sull’eco-efficienza e solo il 18% tra le altre.

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Regione Toscana – Linee guida per la gestione dei cantieri ai fini della protezione ambientale

Linee guida per la gestione dei cantieri ai fini della protezione ambientale

Anno di pubblicazione: 2017

A cura di: ARPAT – Settore VIA/VAS

 

Indicazioni generali di buona pratica tecnica da adottare al fine di tutelare l’ambiente durante le attività di cantiere e le operazioni di ripristino dei luoghi.

Le Linee Guida costituiscono indicazioni generali di buona pratica tecnica da adottare al fine di tutelare l’ambiente durante le attività di cantiere e le operazioni di ripristino dei luoghi.

Possono essere utilizzate dai Proponenti nella redazione dei documenti a supporto delle procedure di VIA/Verifica o inserito nell’eventuale capitolato d’appalto, a cui l’Impresa esecutrice dovrà attenersi per lo svolgimento dei lavori.

Gli argomenti trattati riguardano l’impostazione del cantiere e le relative modalità di conduzione, con riferimento alle seguenti tematiche specifiche:

  • inquinamento acustico
  • emissioni in atmosfera,
  • risorse idriche e suolo
  • terre e rocce da scavo
  • depositi e gestione dei materiali
  • rifiuti
  • ripristino dei luoghi.

Gli argomenti vengono trattati con taglio generale, così da essere applicabile in più situazioni, e forniscono indicazioni di massima sugli aspetti che ARPAT ritiene debbano essere trattati nella documentazione e nella gestione dei cantieri di opere sottoposte a VIA/Verifica di assoggettabilità a VIA.

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INAIL – Riduzione del rischio nelle attività di scavo

Riduzione del rischio nelle attività di scavo

Nella nuova edizione viene messo a disposizione di datori di lavoro, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, responsabili tecnici, committenti e addetti ai lavori uno strumento di semplice consultazione che, dopo una disamina delle principali caratteristiche dei terreni, dei problemi di instabilità, dei fattori organizzativi e ambientali, nonché delle possibili dinamiche infortunistiche, riporta pratiche soluzioni organizzative e istruzioni tecniche.

Inoltre, si affronta il tema della sicurezza del cantiere stradale e i rischi di natura elettrica nell’attività di scavo.

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Appalti e Contratti pubblici – Protocollo di intesa Regioni e ITACA sulla formazione

Protocollo d’Intesa tra la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il Dipartimento delle Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Agenzia per la Coesione e la Scuola Nazionale dell’Amministrazione per la realizzazione di un piano formativo in materia di appalti pubblici.