ISTAT

ISTAT – Fiducia dei consumatori e delle imprese – novembre 2017

A novembre 2017  l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra un lieve calo (0,3 punti percentuali) spostandosi da 109,1 a 108,8.

Nel mese di novembre segnali eterogenei provengono dai climi di fiducia dei settori indagati. In particolare, il clima di fiducia rimane sostanzialmente stabile nel settore manifatturiero (da 110,9 a 110,8), aumenta nelle costruzioni e nei servizi (i climi passano, rispettivamente, da 130,3 a 132,1 e da 107,7 a 108,2).

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia si segnala che, nel comparto manifatturiero, continua il recupero dei giudizi sul livello degli ordini in atto ormai dallo scorso settembre mentre le attese sulla produzione registrano un lieve calo; le scorte di magazzino sono giudicate in accumulo. Nel settore delle costruzioni, l’aumento dell’indice è trainato da un miglioramento dei giudizi sugli ordini in presenza di aspettative sull’occupazione sostanzialmente stabili.

Per quanto riguarda i servizi, l’incremento dell’indice di fiducia riflette un generale miglioramento di tutte le sue componenti. 

 

ISTAT

ISTAT – Fatturato dei servizi

Nel primo trimestre del 2017 l’indice destagionalizzato del fatturato dei servizi (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) aumenta dell’1,6% rispetto al quarto trimestre 2016.

La crescita del fatturato è, oltre che consistente, anche diffusa: gli indici destagionalizzati registrano in tutti i settori variazioni congiunturali positive. In particolare le Agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese (+4,3%), il Trasporto e magazzinaggio (+2,1%), il Commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (+1,7%), le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+1,2%), le Attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,6%) e i Servizi di informazione e comunicazione (+0,2%).

Attività professionali, scientifiche e tecniche
Nel primo trimestre del 2017 la sezione delle Attività professionali, scientifiche e tecniche presenta, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un incremento del 2,2%. Si segnalano variazioni tendenziali positive per i settori delle Attività degli studi di architettura e d’ingegneria, collaudi e analisi tecniche (+6,2%), delle Altre attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,6%), delle Attività di consulenza gestionale (+1,6%) e delle Attività legali e contabilità (+1,2%). Una sola variazione tendenziale negativa si registra nel settore della Pubblicità e ricerche di mercato (-0,6%). L’indice destagionalizzato dell’intero settore presenta una variazione congiunturale positiva dello 0,6%.

Nel primo trimestre del 2017, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’indice generale del fatturato dei servizi registra un aumento del 4,5%.

Su base tendenziale l’indice del fatturato aumenta del 5,0% per i servizi di supporto alle imprese, del 4,3% per il Trasporto e Magazzinaggio, del 2,2% per le Attività professionali, scientifiche e tecniche. 

ISTAT

ISTAT – Fiducia delle imprese – Aprile 2017

Fiducia dei consumatori e delle imprese – Periodo di riferimento Aprile 2017

Con riferimento alle imprese, nel mese di aprile si registra un diffuso miglioramento della fiducia: nel settore manifatturiero l’indice aumenta da 107,2 a 107,9 (valore più elevato da gennaio 2008) e nel settore delle costruzioni passa da 123,3 a 128,0 (valore più elevato da maggio 2008). Nei servizi il clima sale da 106,4 a 107,8 e nel commercio al dettaglio passa da 108,8 a 110,8 (valori più elevati, rispettivamente, da gennaio 2016 e da dicembre 2015).

Con riferimento alle componenti dei climi di fiducia, nel comparto manifatturiero si evidenzia un miglioramento dei giudizi sugli ordini (il saldo passa da -5 a -4); si registra altresì un aumento delle attese sulla produzione il cui saldo passa da 14 a 15; il saldo dei giudizi sulle scorte diminuisce da 4 a 3. Nel settore delle costruzioni, i giudizi sugli ordini migliorano (da ‑30 a -26 il relativo saldo) così come le aspettative sull’occupazione (il saldo passa da -7 a -5).

Nei servizi, i giudizi sul livello degli ordini rimangono stabili mentre le relative attese aumentano (da 3 a 7 il saldo); le aspettative sull’andamento dell’economia rimangono stabili. Nel commercio al dettaglio si registra una diminuzione del saldo dei giudizi sulle vendite correnti (il saldo passa da 13 a 12) mentre le attese sulle vendite future sono in deciso aumento (da 27 a 35 il saldo); le scorte di magazzino sono giudicate stabili.

Con riferimento alle attività economiche previste nell’Ateco 2007, si comunica che è stata ampliata la copertura dell’indagine sulla fiducia dei servizi essendo disponibili i dati relativi alle divisioni Ateco 75, e da 90 a 96. Inoltre, si avvisa che in occasione della prossima diffusione dei dati (maggio 2017), cambierà la definizione dell’indice del clima di fiducia dei servizi. Per ulteriori dettagli si veda la nota metodologica, sezione “Avvertenze”.

ISTAT

Istat – Produzione industriale novembre 2016

A novembre 2016 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,7% rispetto ad ottobre. Nella media del trimestre settembre- novembre 2016 la produzione è aumentata dello 0,9% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2016 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 3,2% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a novembre 2015). Nella media dei primi undici mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dell’energia (+2,4%), dei beni intermedi (+1,1%) e dei beni strumentali (+0,8%); diminuiscono invece i beni di consumo (-0,9%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano una marcata variazione positiva nel comparto dell’energia (+10,6%); aumentano anche i beni strumentali (+3,9%) e i beni intermedi (+2,4%) mentre una variazione negativa segnano i beni di consumo (-0,1%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a novembre 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+14,5%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+6,7%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+5,8%).

Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,0%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (entrambi -4,3%).

ISTAT

ISTAT – Annuario statistico italiano 2016

L’Annuario statistico italiano offre di anno in anno un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto. Con il suo apparato di informazioni e metadati, l’Annuario costituisce per esperti, policy maker e cittadini un importante strumento per orientarsi all’interno dell’offerta di dati e fonti.


Costruzioni

Il 2015 è un nuovo anno critico per il settore delle costruzioni: l’indice di produzione registra, rispetto al 2014, una ulteriore variazione negativa (-1,8 per cento); anche gli indicatori dei permessi di costruire confermano la fase sfavorevole: il numero di abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali presenta una variazione tendenziale del -0,3 per cento nel primo trimestre 2015, del -18,9 per cento nel secondo, del -10,4 per cento nel terzo e del -18,3 per cento nel quarto trimestre.

Significative sono anche le diminuzioni della superficie utile nel confronto con gli analoghi trimestri del precedente anno: i livelli dell’ultimo semestre 2015 scendono per la prima volta sotto la soglia dei 900 mila metri quadri. Negli ultimi tre trimestri del 2015 l’edilizia non residenziale presenta, invece, un’inversione di tendenza registrando, rispetto all’anno precedente, aumenti che la portano ad attestarsi sul valore di circa 2 milioni di metri quadri nel quarto trimestre 2015. Per quanto riguarda i permessi di costruire, nel corso del 2014 ne sono stati ritirati per 16.947 nuovi fabbricati destinati ad uso prevalentemente abitativo, con una riduzione dell’11,9 per cento rispetto al 2013.

A questi corrisponde un volume complessivo, fra nuovi fabbricati e ampliamenti, in calo del 12,9 per cento rispetto all’anno precedente. La dimensione media dei nuovi fabbricati residenziali rimane stabile in termini di abitazioni (2,8 sia nel 2013 che nel 2014), volume (1.240 metri cubi rispetto ai 1.256 del 2013) e superficie totale (425 metri quadrati rispetto ai 426 del 2013).

Cresce di poco la superficie utile media per unità abitativa, che passa da 85,8 metri quadrati del 2013 a 85,9 del 2014. In calo anche i nuovi fabbricati e gli ampliamenti destinati ad un utilizzo prevalentemente non abitativo che nel 2014, rispetto al 2013, presentano un decremento sia del volume (-9,0 per cento) sia della superficie (-9,9 per cento).

Energia

Il Bilancio energetico nazionale (Ben) definisce, per ciascuna fonte, la quantità di energia prodotta, importata, trasformata e consumata in un anno in un determinato paese, descrivendo l’andamento del sistema energetico nazionale, dalla produzione e/o importazione di fonti di energia, fino agli usi finali in ciascun settore economico.

Il 2014, a conferma dell’andamento che complessivamente si riscontra dal 2009, imputabile in buona misura agli effetti della crisi economica e finanziaria, si caratterizza per una contrazione dei consumi interni rispetto all’anno precedente (-4,1 per cento), ancor più accentuata rispetto a quella del 2013 (-1,9 per cento – Tavola 2.11).

In valore assoluto, tra il 2014 e il 2013, il consumo interno lordo scende da 172,99 a 165,97 milioni di Tep (Mtep). Tale decremento risulta superiore per i consumi di gas naturale (-11,6 per cento) e più contenuto per l’energia elettrica (-3,7) e i combustibili solidi (-3,3).

La strategia europea per la promozione di una crescita economica sostenibile prevede infatti, tra gli altri obiettivi del Pacchetto Clima-energia (i cosiddetti obiettivi 20-20-20), il raggiungimento della quota del 20 per cento di fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili. Per concorrere a tale obiettivo, l’Italia, secondo quanto stabilito dalla direttiva 2009/28/Ce,8 nel 2020, dovrà coprire il 17 per cento dei consumi finali di energia mediante fonti rinnovabili, una quota raggiunta e anche lievemente superata nel 2014, anno in cui l’indicatore ammonta a 17,1 per cento.9 Nel 2014, la contrazione dei consumi energetici ha colpito in particolar modo il settore degli usi civili (-12,3 per cento), quello degli usi non energetici (-10,4 per cento) e i bunkeraggi (-5,8 per cento). Per l’agricoltura e l’industria la contrazione è assai più ridotta (rispettivamente -0,7 e -0,9 per cento), mentre i trasporti sono l’unico settore a far registrare un lievissimo aumento (+0,8 per cento).

ISTAT

ISTAT – Produzione nelle costruzioni – ottobre 2016

A ottobre 2016, rispetto al mese precedente, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra una diminuzione dello 0,9%. La dinamica congiunturale del trimestre agosto-ottobre rimane comunque positiva (+0,7%). Nello stesso mese, gli indici di costo del settore aumentano dello 0,1% per il fabbricato residenziale, mentre segnano una diminuzione dello 0,1% sia per il tronco stradale con tratto in galleria, sia per quello senza tratto in galleria.

Su base annua, a ottobre 2016 l’indice della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario diminuisce del 2,2%, mentre per l’indice grezzo il calo è del 5,5% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di ottobre 2015).

Sempre su base annua, gli indici del costo di costruzione aumentano dello 0,3% per il fabbricato residenziale, mentre diminuiscono dello 0,5% per il tronco stradale con tratto in galleria e quello senza tratto in galleria.

A ottobre 2016, il contributo maggiore all’aumento tendenziale del costo di costruzione del fabbricato residenziale è da attribuire all’aumento dei costi dei materiali (+0,3 punti percentuali).

Il contributo maggiore alla diminuzione tendenziale degli indici dei costi di costruzione dei tronchi stradali deriva, sia per quello con tratto in galleria sia per quello senza galleria, dal calo dei costi dei materiali (rispettivamente -0,5 e -0,6 punti percentuali).

In occasione della diffusione dei dati relativi a ottobre 2016, è stata effettuata la consueta revisione retrospettiva degli indici di produzione (si veda la nota metodologica).

ISTAT

ISTAT – Nota mensile novembre 2016

La congiuntura italiana

Imprese

Nel terzo trimestre 2016 il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, ha registrato una variazione congiunturale positiva pari allo 0,3%, in accelerazione rispetto alla lieve crescita del secondo trimestre (+0,1%). La domanda nazionale al netto delle scorte ha fornito un contributo positivo (0,3 punti percentuali).

La domanda estera netta ha invece apportato un contributo negativo (-0,1 punti percentuali) alla crescita congiunturale del Pil, determinato da un incremento delle importazioni pari a 0,7% a fronte di una variazione solo debolmente positiva delle esportazioni dello 0,1%. La dinamica della domanda interna è stata contraddistinta da un aumento sia dei consumi finali nazionali sia degli investimenti fissi lordi (rispettivamente +0,2% e +0,8%).

La componente degli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti sono risultati in aumento (+0,7%) mentre le costruzioni hanno registrato una lieve flessione (-0,2% Figura 3).

Dopo il forte calo registrato nel secondo trimestre 2016 (-0,7% rispetto al trimestre precedente), l’industria in senso stretto ha mostrato segnali di ripresa nel periodo luglio-settembre, registrando un aumento significativo del valore aggiunto (+1,1% rispetto al secondo trimestre, Figura 4).

Nel terzo trimestre anche gli ordinativi totali dell’industria hanno mostrato un incremento (+1,7%), sintesi di una marcata crescita di quelli sul mercato interno (+6,6%) e di una contrazione di quelli esteri (-4,4%).

Anche il comparto dei servizi ha registrato, nel terzo trimestre 2016, una variazione congiunturale positiva, seppure lieve (+0,1), proseguendo la tendenza favorevole manifestatasi negli ultimi trimestri, seppure con andamenti eterogenei tra i diversi settori. Incrementi significativi hanno riguardato i servizi di informazione e comunicazione (+0,9%) e le attività professionali e di supporto (+0,5%).

La P.A., difesa, istruzione e le attività immobiliari hanno evidenziato variazioni più contenute (rispettivamente +0,2% e +0,1%).Viceversa le attività finanziarie e assicurative hanno segnato la diminuzione più marcata (-0,8%) mentre una flessione di minore entità ha caratterizzato il commercio, il trasporto e l’alloggio (-0,1%), per i quali si è osservata la prima variazione congiunturale negativa dal secondo trimestre del 2013.

Nel terzo trimestre il valore aggiunto delle costruzioni ha segnato una diminuzione pari a -0,2% rispetto al trimestre precedente.

ISTAT

Istat – Le prospettive per l’economia italiana nel 2016-2017

Nel 2016 previsto un aumento del Pil italiano pari a 0,8%, cui seguirebbe una crescita dello 0,9% nel 2017

 “Nel 2016 si prevede un aumento del Prodotto interno lordo italiano pari allo 0,8% in termini reali, cui seguirebbe una crescita dello 0,9% nel 2017″. E’ l’ultima stima dell’Istat nel rapporto sulle Prospettive per l’economia italiana.
L’ Istat spiega che “tra l’attuale quadro di previsione e quello presentato a maggio 2016, il tasso di crescita del Pil per l’anno corrente è stato rivisto al ribasso di 0,3 punti percentuali”.
Quanto al mercato del lavoro, la disoccupazione dovrebbe calare nel 2016 a 11,5% nel 2016, e a 11,3% nel 2017; mentre nell’anno in corso si prevede un rafforzamento degli investimenti, spinti dalle politiche fiscali: nel 2016 verso crescita del 2%, nel 2017 del 2,7%.
Nell’anno in corso si prevede un rafforzamento degli investimenti (+2,0%) e una successiva accelerazione nel 2017 (+2,7%)“. L’Istat prevede anche un “consolidamento dei consumi” nelle prospettive sull’economia italiana per gli anni 2016-2017, prevedendo un rialzo dell’1,2% nel 2016 e dell’1,1% nel 2017.
Mentre “una ripresa più accentuata del processo di accumulazione del capitale potrebbe rappresentare un ulteriore stimolo alla crescita economica nel 2017. Tuttavia – sottolinea l’Istat – le incertezze legate al riaccendersi delle tensioni sui mercati finanziari potrebbero condizionare il percorso di crescita delineato”.
La prospettiva di una evoluzione ancora moderata nei prossimi mesi, supportata dall’andamento positivo del mercato del lavoro e dai livelli contenuti dell’inflazione, determinerebbe nell’anno corrente una crescita della spesa delle famiglie residenti e delle Isp dell’1,2%”.
Nel 2017, prosegue l’Istat, “si attende il proseguimento dell’attuale tendenza anche se la ripresa dell’inflazione porterà ad un contenimento dell’aumento del potere di acquisto determinando una crescita dei consumi pari all’1,1%”.
Pertanto, afferma l’Istat, “il rafforzamento della crescita del Pil, atteso nel biennio 2016-2017, sarà caratterizzato dal consolidamento dei consumi privati e da una ripresa del processo di accumulazione del capitale supportata dal miglioramento delle aspettative sull’evoluzione della domanda, da condizioni favorevoli sul mercato del credito e dalle misure di politica fiscale a sostegno degli investimenti”.
ISTAT

ISTAT – Mercato immobiliare: compravendite e mutui di fonte notarile

Nel secondo trimestre 2016 le convenzioni notarili di compravendita per unità immobiliari (194.620) accelerano la crescita, segnando un +20,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dopo il +17,9% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Questo risultato positivo riguarda tutti i comparti immobiliari e l’intero territorio.

Il mercato immobiliare ha iniziato la sua ripresa in modo più regolare dal secondo trimestre del 2015 (+6,2%); il minimo storico era stato raggiunto nel quarto trimestre del 2012 (-25,7%), anno in cui le variazioni sono state fortemente negative in tutti i trimestri.

A crescere di più nel secondo trimestre dell’anno in corso sono stati i trasferimenti di unità immobiliari ad uso abitazione ed accessori (+20,9% su base annua) ma l’incremento è consistente anche per quelli di unità ad uso economico (+15,3%).

Il 93,9% delle compravendite riguarda immobili ad uso abitativo ed accessori (182.801), il 5,5% quelli ad uso economico (10.726) e lo 0,6% unità ad uso speciale e multiproprietà (1.093).

Il trend delle compravendite di abitazioni risulta omogeneo nelle diverse ripartizioni geografiche mentre per gli immobili ad uso economico è stato molto intenso al Sud (+23,9%) e nelle Isole (+23,7%) e più rallentato nelle regioni centrali (+4,7%).

Nei piccoli centri la ripresa delle transazioni immobiliari è stata più pronunciata per il comparto dell’abitativo (+22,0% contro +19,6% dei grandi), mentre nei centri metropolitani la crescita più robusta si è registrata per le unità ad uso economico (+17,5% contro +13,9% delle altre città).

Nel secondo trimestre 2016 le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare stipulati con banche o soggetti diversi dalle banche (109.786) registrano un significativo aumento (+24,5%) rispetto allo stesso trimestre del 2015.

La crescita interessa tutte le ripartizioni geografiche, con variazioni superiori alla media nelle Isole (+30,9%), al Sud (+29,0%) e al Centro (+26,8%).

Complessivamente, il primo semestre del 2016 mostra evidenti segnali di espansione per le compravendite, i mutui, i finanziamenti e altre obbligazioni. Le compravendite nel settore immobiliare crescono del 19,4% su base annua, trainate soprattutto dal settore abitativo (+19,8% contro +11,9% del comparto a uso economico). I mutui registrano una variazione positiva del +26,5% per un totale di 197.822 convenzioni.

BankItalia

Banca d’Italia – indagine su Industria e Costruzioni – 31 agosto e 19 settembre 2016

I risultati dell’indagine, svoltasi tra il 31 agosto e il 19 settembre 2016, descrivono nel complesso uno scenario nel quale i segnali pur ancora positivi su domanda corrente, prospettive di investimento e prezzi di vendita si indeboliscono e si affiancano a perduranti elementi di incertezza circa la situazione economica generale.

Imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi

La situazione economica generale è ancora ritenuta stabile da una larga maggioranza delle imprese ma, per la prima volta dall’inizio del 2015, il saldo tra giudizi di miglioramento e di peggioramento è risultato negativo.

Le attese sull’inflazione al consumo sono state riviste marginalmente al rialzo sull’orizzonte di 6 mesi (allo 0,1 per cento, da valori nulli), sono rimaste stabili su quello a un anno (allo 0,3 per cento), sono state corrette lievemente al ribasso su quello compreso fra tre e cinque anni (dallo 0,8 allo 0,7 per cento).

I giudizi delle imprese sull’evoluzione della domanda corrente e attesa, pur confermandosi complessivamente positivi, sono peggiorati rispetto alla scorsa rilevazione; in confronto a quanto prefigurato in giugno, nei prossimi dodici mesi i prezzi di vendita delle imprese rallenterebbero (dallo 0,9 allo 0,6 per cento).

Per quattro quinti delle imprese le condizioni per investire sono stabili, ma il saldo tra i giudizi di miglioramento e peggioramento è divenuto lievemente negativo; anche le condizioni di accesso al credito sono ritenute largamente stazionarie. La quota di chi nel 2016 si attende una spesa per investimenti maggiore che nel 2015 si conferma più elevata, di poco meno di 20 punti percentuali, di quella di chi ne prefigura un calo. Vi concorrerebbero, ancorché in misura limitata, gli incentivi agli investimenti in beni strumentali previsti nella Legge di Stabilità per il 2016: il 17,6 per cento delle
imprese ritiene che abbia effetti positivi (15,4 per cento in giugno).

Imprese delle costruzioni

In larga maggioranza gli operatori ritengono stabili sia la situazione economica generale sia la domanda per i propri lavori, sebbene in entrambi i casi il saldo tra i rispettivi giudizi di miglioramento e peggioramento si sia deteriorato.

Le prospettive della domanda nei prossimi tre mesi restano improntate all’ottimismo.

Le condizioni per investire, pur ritenute ancora favorevoli, sono complessivamente stabili rispetto alla rilevazione precedente nonostante le valutazioni negative circa le condizioni di accesso al credito.