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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – III trimestre 2018

MERCATO ITALIANO DELLE MACCHINE MOVIMENTO TERRA E LAVORI STRADALI: ULTERIORE CRESCITA DEL MERCATO INTERNO NEL 3° TRIMESTRE 2018 +15,5% RISPETTO AL III TRIMESTRE 2017 TRA GENNAIO E SETTEMBRE 2018 LE VENDITE CRESCONO DEL +21,1% RISPETTO AL 2017

Osservatorio Macchine Nota Ottobre 2017 – 3 trim 2018 e EXP_IMP Luglio 2018

L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra nel 3° trimestre 2018 una nuova importante crescita del ciclo delle costruzioni. Il mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali, con 3.235 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce rispetto alle vendite realizzate nel 3° trimestre 2017 del +15,5%. La totalizzazione dei dati trimestrali, pari a 9.644 macchine, conferma un mercato in continua ascesa, con variazioni nei primi tre trimestri del 2018 di oltre il 15%. In questi primi 9 mesi del 2018 il numero delle macchine vendute, cresce del +21,1% rispetto allo stesso periodo del 2017 e del +37,1% rispetto al 2016.

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JCB ANNUNCIA NUOVI RECORD DI VENDITE

COMUNICATO e FOTO nell’AREA STAMPA

JCB ha annunciato nuovi record per fatturato e vendite di macchine nel 2017, nonostante i mercati globali abbiano confermato un andamento altalenante durante tutto l’anno.

JCB, il produttore di macchine per il cantiere e l’agricoltura con sede nello Staffordshire, ha comunicato che il suo fatturato nel 2017 è salito di quasi il 28% a 3,35 miliardi di Sterline (nel 2016 era di 2,62 miliardi), mentre le vendite di macchine sono salite a 75.693 (66.011 nel 2016). Gli utili su base EBITDA sono aumentati di quasi il 19% a 341 milioni di Sterline (287 milioni nel 2016). Dal 1975, il rendimento medio dell’investimento di JCB è stato superiore al 30%.

Il rimbalzo del mercato è proseguito con forza nel 2018, che ha spinto i livelli di produzione globale di JCB a un livello record di 500 macchine al giorno.

Il CEO di JCB, Graeme Macdonald, ha dichiarato: Il 2017 è stato un anno molto importante per JCB durante il quale abbiamo stabilito nuovi record di vendita. Mentre il mercato globale è cresciuto di oltre il 21% lo scorso anno, le vendite di JCB sono aumentate di quasi il 28%. Questa crescita ha spinto la domanda in tutte le gamme di prodotti JCB, in particolare per i sollevatori telescopici, dove stiamo investendo in una maggiore capacità di produzione globale”.

Il Presidente di JCB, Lord Bamford, ha dichiarato: “La continua crescita dei mercati globali nel 2018 ha visto i tassi di produzione di JCB raggiungere il loro massimo storico. Anche i livelli di occupazione nei nostri stabilimenti sono ai massimi storici e ora impieghiamo più di 15.000 persone. Solo nel Regno Unito quest’anno abbiamo reclutato quasi 1.100 persone: ottime notizie sia per JCB che per la manifattura britannica”.

JCB ha 22 stabilimenti in tutto il mondo, di cui 11 nel Regno Unito e gli stabilimenti britannici JCB ora impiegano la cifra record di 7.600 persone. A giugno JCB ha rivelato che stava investendo 50 milioni di sterline in un nuovo stabilimento britannico per la produzione di cabine per le sue macchine a Uttoxeter, nello Staffordshire. La fabbrica aprirà nel 2019.

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I NUOVI MINIESCAVATORI JCB IRROMPONO SUL MERCATO

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I nuovi miniescavatori JCB sono progettati per soddisfare le specifiche esigenze degli operatori e, in particolare con il girosagoma 18Z-1 e il compatto 19C-1 “E Prop”,  perfettamente rispondenti alle specificità del mercato italiano, motivi per cui stanno riscuotendo un forte gradimento.

JCB prosegue nel rinnovamento della gamma di escavatori compatti “new generation” con il lancio di nuovi modelli di miniescavatori nella classe di peso 1-2 tonnellate, progettati per soddisfare le specifiche esigenze degli operatori, alla ricerca della massima qualità, affidabilità, prestazioni e comfort, con allo stesso tempo una forte attenzione alla riduzione dei consumi e dei costi di gestione per il cliente.

I nuovi modelli sono 16C-1, 18Z-1, 19C-1. Con pesi operativi da 1,6 a 1,8 tonnellate, le novità includono il modello 16C-1  con rotazione convenzionale, il modello 18Z-1 il primo girosagoma (zero tail swing) JCB in questa categoria di peso, infine il modello 19C-1 a rotazione convenzionale.

Il modello 18Z-1 girosagoma in pochi mesi di commercializzazione si sta già rivelando un successo di mercato. 

Il modello più grande, 19C-1, è disponibile anche nella versione “E Prop”, con comandi ausiliari elettroproporzionali, allestimento particolarmente apprezzato sul mercato italiano.

Le principali caratteristiche della nuova gamma includono: carrozzeria 100% di acciaio per la massima resistenza agli urti e facile da riparare; nuovo design del gruppo di scavo e del sottocarro per aumentare le prestazioni di scavo e di sollevamento; 10 punti di ancoraggio integrati che rendono più facile il trasporto senza danneggiare i cingoli; intervalli di ingrassaggio di 500 ore che riducono ulteriormente i fermi macchina; un nuovo contrappeso che favorisce un facile accesso ai punti di servizio; cofanature separate per facilitare i controlli quotidiani.

Le tre nuove macchine JCB condividono il comune dna progettuale della gamma “new generation” – che ora comprende modelli completamente rinnovati da 1 a 10 tonnellate -, che unisce maggiore durata, consumi ridotti, struttura più resistente e maggiore facilità di manutenzione, a tutto vantaggio della riduzione dei tempi di inattività e dell’incremento della produttività per il cliente.

In tutti e tre i modelli è stato utilizzato un telaio comune, con superfici lavorate per una migliore installazione e durata della vita dei componenti. La conformazione inclinata del carro riduce la ritenzione dei materiali, rendendo più facili le operazioni di pulizia della macchina.

I nuovi escavatori sono disponibili sia con telaio fisso che con carro ad H nella versione retrattile; in questo allestimento la larghezza della macchina può variare da 980 a 1.330 mm. Per tutti i modelli i cingoli sono disponibili sia in gomma che in acciaio.

Design rinnovato per la lama dozer: questa nuova geometria offre una maggiore altezza di sollevamento e i due bracci del dozer sono disponibili in versione standard oppure di lunghezza maggiorata (opzionale). La versione con bracci dozer lunga conferisce alla macchina maggiore stabilità e la possibilità di incrementare i volumi di lavoro.

Relativamente alla sovrastruttura sono previste due configurazioni diverse: cabina o tettuccio per i due modelli compatti a rotazione convenzionale; solo versione tettuccio (canopy) per il modello girosagoma ZTS (in Italia commercializzato con tettuccio a 4 montanti). In entrambi i casi il layout della struttura è stato migliorato per un più agevole accesso ai componenti.

Punti di aggancio particolarmente robusti sono stati inseriti nel telaio di tutte e tre le macchine, rendendo così più facile il trasporto e garantire maggiore protezione ai cingoli e ad altri elementi spesso erroneamente utilizzati per il fissaggio della macchina in caso di trasporto su veicoli.Tutte e tre le nuove macchine utilizzano un braccio da 1.800 mm, a quattro piastre, di nuova generazione; l’avambraccio è disponibile in tre lunghezze: 950, 1.100 (di serie) e 1.344 mm. Il braccio principale è stato progettato per fornire la massima protezione ai cilindri idraulici. Tutte e tre i nuovi miniescavatori offrono l’attacco rapido JCB così come massima compatibilità di attacco alle attrezzature dei principali  sistemi disponibili sul mercato; sul modello 19C-1 è disponibile come opzione un attacco rapido idraulico di altissima qualità. Come per tutti i modelli della gamma di escavatori compatti “new generation” di JCB, anche per i tre nuovi miniescavatori gli intervalli di lubrificazione sono stai portati a 500 ore, in modo da ridurre ulteriormente i tempi di inattività della macchina e aumentare allo stesso tempo la durata di perni e boccole.

I nuovi modelli JCB 16C-1, 18Z-1 e 19C-1 montano il motore diesel Perkins da 12,2 kW (16,3 HP), già in regola per soddisfare i requisiti in materia di emissioni ai prossimi Stage. Il motore è montato sul retro delle macchine per una distribuzione ottimale del peso. La facilità nell’accesso alle componenti e nelle operazioni di manutenzione ordinaria è stata fin dall’inizio un obiettivo progettuale fondamentale: da questo input nasce il nuovo sistema di contrappeso posteriore che offre un accesso straordinariamente facile al vano motore e ad altre componenti per i controlli giornalieri, grazie a un sistema speciale di apertura della cofanatura posteriore e laterale.

I pannelli in acciaio delle cofanature assicurano la massima protezione alle componenti interne, e possono inoltre essere facilmente riparati se necessario. Il pannello laterale destro può essere aperto per consentire l’accesso ai serbatoi idraulici e del carburante così come al sistema di raffreddamento, riducendo i tempi di manutenzione e aumentando la produttività.

I nuovi miniescavatori JCB saranno tra i più sicuri presenti sul mercato, grazie a una stabilità incrementata e alla visibilità a 360° come ad altri accorgimenti, tra cui la facile sostituzione dei vetri oppure il sistema, selezionabile, JCB 2Go di esclusione dei comandi idraulici. Altre opzioni includono l’isolamento del sedile, la cintura di sicurezza ad alta visibilità, il segnalatore lampeggiante verde. Il modello 19C-1 può essere fornito anche con luci di lavoro del tipo “follow me home”, che consentono all’operatore di lasciare la macchina e disporre comunque di luminosità per un lasso di tempo sufficiente a raggiungere in sicurezza una distanza predeterminata. La cabina JCB, di tipo ROPS, offre fino al 24% in più di spazio interno, con un maggiore spazio per spalle e gambe offrendo così maggiore comfort per gli operatori. Le leve dei cingoli sono state ridisegnate e sono ora dotate di comandi a leve a T, in linea con i modelli di nuova generazione più grandi; inoltre, sono disponibili pedali aggiuntivi opzionali.         Il modello più grande, 19C-1, è disponibile anche nella versione “E Prop”, con comandi ausiliari elettroproporzionali. Il 19C-1 in versione E Prop oltre alla dotazione del modello standard offre in più: doppio effetto con controllo elettroproporzionale sul joystick; barndeggio con controllo elettroproporzionale sul joystick; motori auto kick-down di serie; pulsantiera a membrana; ulteriori opzioni quali seconda linea ausiliaria, dipper extra lungo, quick-hitch idraulico, Live Link Full, valvole di blocco,, immobilizer integrato.

Su tutti e tre i miniescavatori di nuova generazione JCB offre una garanzia standard di due anni e una serie di pacchetti di riparazione, assistenza e garanzia per incontrare le diverse esigenze dei clienti. Sia per le imprese edili che per i noleggiatori, i nuovi miniescavatori JCB 16C-1, 18Z-1 e 19C-1 sono stati progettati per offrire il costo totale di gestione (total cost of ownership) il più vantaggioso possibile: minima manutenzione, massima operatività, consumi ridotti, produttività incrementate, sono vantaggi operativi cha fanno si che questi tre nuovi modelli di mini escavatori siano la soluzione più conveniente disponibile sul mercato.

 

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JCB TELETRUK, CINQUE MACCHINE IN UNA

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Il JCB Teletruk è una macchina che esegue tutte le operazioni tipiche di un carrello elevatore a forche convenzionale con montante e molto altro ancora: in cantiere o in campo, infatti, questa macchina può svolgere anche il lavoro di una minipala, di un sollevatore telescopico, di una pala gommata compatta e di un carrello elevatore fuoristrada. Con elevate prestazioni e motorizzazioni efficienti e vantaggiose.

JCB Teletruk è una macchina estremamente versatile e performante, in grado svolgere il lavoro di ben cinque macchine: oltre alle lavorazioni effettuabili con un tradizionale carrello elevatore a forche con montante, Teletruk offre anche le possibilità operative di una minipala, di un sollevatore telescopico, di una pala gommata compatta e di un carrello elevatore fuoristrada. Una macchina sola in grado di assolvere a più esigenze operative, quindi, consentendo alle imprese di ottimizzare il proprio parco mezzi e di svolgere più attività durante ogni turno di lavoro.

Grazie al suo braccio telescopico che sostituisce il montante, il JCB Teletruk offre notevoli vantaggi rispetto ai carrelli elevatori a forche tradizionali: grazie alla sua notevole capacità di sbraccio, infatti, è possibile sollevare e posizionare i carichi in modo rapido, e quindi la macchina si configura come un movimentatore di materiali ideale e indispensabile per ogni tipo di attività industriale. JCB Teletruk offre una flessibilità impareggiabile nel luogo di lavoro, grazie alla possibilità di utilizzare altre attrezzature quali forche tradizionali o piastre rotanti, consentendo inoltre di sfruttare al massimo queste attrezzature grazie alla elevata capacità di sbraccio anteriore, coniugata alle capacità di elevazione e rotazione di 111° della piastra portaforche.

I modelli a trazione 4×4 sono stati appositamente progettati pensando ai piazzali caratterizzati da terreni accidentati e in pendenza, condizioni poco adatte all’impiego di carrelli elevatori tradizionali.

La gamma JCB Teletruk comprende tre modelli – TLT 25, TLT 30, TLT 35 – declinati in diverse configurazioni tra modelli convenzionali, a trazione integrale 4×4, ad alta capacità di sollevamento, oppure per applicazioni “heavy” nel settore della logistica (ad esempio portuale) o degli impianti di gestione dei rifiuti. Il JCB Teletruk è l’ideale per le operazioni di movimentazione in ambienti gravosi: è dotato di serie di pneumatici da trazione, di una strutture totalmente conforme agli standard ROPS e FOPS, di luci di lavoro anteriori e posteriori, e della griglia di protezione parabrezza, che assicura una maggiore protezione dell’operatore.

I JCB Teletruk sono forniti sul mercato italiano in due tipologie di allestimento – Comfort ed Edilizia -, similari tra loro in molti aspetti costruttivi (entrambe sono dotate ad esempio di semi-cabina vetrata su tre lati e chiusa da una porta in vinile, sedile rivestito in vinile a regolazione totale), e differenti per alcuni elementi; l’allestimento Edilizia, in particolare, offre l’omologazione stradale, permettendo di  effettuare brevi spostamenti stradali con carichi fino a 2 t sulle forche.

Sul mercato italiano il modello più diffuso nel settore delle costruzioni, ma anche industriali, in agricoltura e garden, nella logistica pesante, e nelle applicazioni fuoristrada in genere è quello a trazione integrale JCB Teletruk TLT 35D 4×4. Appositamente progettata pensando ai piazzali caratterizzati da terreni accidentati e in pendenza, questa macchina è ideale per poter eseguire movimentazioni e sollevamenti in condizioni di terreno poco adatte all’impiego di carrelli elevatori tradizionali. In questa versione si mette in evidenza una delle caratteristiche del JCB 35D 4×4, la protezione aggiuntiva della carrozzeria pensata proprio per le applicazioni gravose e complesse, composta da una piastra sottoscocca completa, una piastra protettiva anteriore e un accesso laterale in metallo. Inoltre, la presenza di un radiatore a maglie larghe consente di evitare l’accumulo di detriti. Ecco quindi che questo modello, che si differenzia dallo standard 35D per alcune specifiche tecniche, in particolar modo in termini di peso, spinta e altezza minima dal suolo, è particolarmente indicato laddove ci sia la necessità di operare fuori contesto.

Il JCB Teletruk TLT 35D 4×4 è alimentato da un motore JCB Diesel by Kohler da 46 kW a 2.600 giri/min, che soddisfa i rigorosi requisiti previsti dalla normativa Stage IIIB / Tier 4 Final in materia di emissioni, senza necessità di filtro antiparticolato (DPF).

Il peso operativo è di 5.500 kg. La capacità di sollevamento massima è di 3.500 kg, e di 2.400 kg allo sbraccio in avanti di 2 m; l’altezza massima di sollevamento è di 4,35 m; il raggio di sterzata particolarmente compatto.

Un vantaggio operativo del nuovo JCB TLT 35D 4×4 è rappresentato da alcune caratteristiche specifiche che consentono di risparmiare tempo e spazio. La capacità di sbraccio, per esempio, permette di effettuare le operazioni di carico e scarico degli autocarri da un lato solo, contribuendo a risparmiare fino al 50% dello spazio di carico del piazzale; in questo modo, i veicoli con tendoni laterali possono essere aperti da un solo lato e la sicurezza dell’area di lavoro può essere migliorata separando la zona destinata allo svolgimento delle operazioni di sollevamento con forche da quella destinata al transito dei pedoni attraverso zone chiaramente delimitate.

La gamma di modelli JCB Teletruk destinati al mercato dell’UE è dotata di una misura di sicurezza aggiuntiva, ovvero un sistema di controllo del movimento longitudinale del carico. In aggiunta all’indicatore di carico standard, il sistema adattivo di controllo carico di JCB consente infatti di limitare le funzioni di estensione/abbassamento braccio alle impostazioni predefinite dal sistema per le operazioni svolte entro i parametri indicati dal grafico di distribuzione del carico. Il sistema Teletruk monitora tutte le variabili ogniqualvolta l’operatore modifica lo sbraccio e l’altezza durante il ciclo di sollevamento e provvede a diminuire la portata del circuito quando vengono raggiunti i limiti. Se tali limiti vengono superati, la portata del circuito per queste funzioni sarà interrotta in totale sicurezza.

Il sedile del Teletruk è anche dotato di un rilevatore di presenza operatore di sicurezza: se l’operatore non è seduto, la macchina non si avvia; se l’operatore si alza mentre la macchina è in movimento, quest’ultima si arresterà in maniera controllata e non si muoverà finché l’operatore non ritorna in postazione.

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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – I Semestre 2018

Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del Cresme, promosso da ASCOMAC Cantiermacchine

Il nostro mercato, grazie alle agevolazioni fiscali, che sono state mantenute anche nel 2018, e non agli investimenti in costruzioni fermi ai minimi storici, ha realizzato un ottimo + 25% nel primo semestre 2018, rispetto al primo semestre dell’anno scorso, con n. 6.409 macchine per costruzioni vendute al Cliente utilizzatore o immesse nelle flotte noleggio.

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JCB Hydradig per il Consorzio della Bonifica Burana.

JCB HYDRADIG PER IL CONSORZIO DELLA BONIFICA BURANA

Per il rinforzo degli argini e la manutenzione del reticolo idraulico gestito dal Consorzio della Bonifica Burana è stato scelto l’innovativo escavatore gommato JCB Hydradig 110W.

 Il Consorzio della Bonifica Burana (www.consorzioburana.it) è l’ente responsabile della gestione di un comprensorio dell’estensione di circa 250mila ettari nel territorio regionale emiliano. L’area del comprensorio è compresa tra i confini segnati da Sud a Nord dall’Abetone e il fiume Po, e da Est a Ovest dal torrente Samoggia e il fiume Secchia. Il Consorzio della Bonifica Burana ha fra i suoi compiti istituzionali la bonifica e salvaguardia del territorio in pianura, e in particolare l’allontanamento delle acque meteoriche in eccesso di piena attraverso il reticolo idraulico presente nell’area, la salvaguardia contro i rischi idrogeologici delle zone montuose e, in ambito agricolo, l’irrigazione nei territori collinari e in pianura.

“Le funzioni assegnate al Consorzio –  spiega Andrea Simani, ingegnere idraulico Responsabile e Caposettore del comprensorio di Destra Panaro del Consorzio della Bonifica Burana – comportano la conduzione e il mantenimento delle opere idrauliche necessarie a tali scopi, e che se non gestite con puntualità comporterebbero il ristagno delle acque pluviali nelle città e nelle campagne, la cui regolare raccolta e deflusso sono demandati alla rete idrografica artificiale dei canali da noi gestita. Ove necessario, il nostro intervento permette anche il contenimento delle precipitazioni, la derivazione delle acque fluviali e la loro distribuzione a fini irrigui tramite i canali del reticolo idraulico”.

Tutto ciò richiede continui interventi manutentivi di varia natura, affidati a un parco di macchine operatrici gestite dal consorzio, in cui da inizio anno ha fatto il suo recente ingresso un escavatore gommato JCB Hydradig 110W, una soluzione estremamente versatile che, grazie alle sue peculiari caratteristiche, è in grado di adattarsi perfettamente alle molteplici esigenze operative del Consorzio della Bonifica Burana.

Prosegue Andrea Simani, “Larghissima parte del nostro lavoro quotidiano è focalizzato sulle manutenzioni necessarie a garantire la piena funzionalità di un reticolo idraulico territoriale la cui estensione supera i 2.200 km, diverse centinaia dei quali sono all’interno dell’area di nostra competenza. I canali, che in caso di piena convogliano le acque al bacino di recapito naturale costituito dal fiume Panaro, necessitano infatti di costanti interventi, consistenti principalmente nei diserbi di ciglio, sponde e fondo – che si effettuano sull’intera rete da due fino a quattro volte l’anno -, negli interventi di spurgo e nel dragaggio dei fondali accompagnato, ove necessario, dal ripristino della sezione di progetto originaria al fine di conservare la corretta capacità di invaso e di deflusso. Il materiale asportato, previa analisi chimica, viene poi riutilizzato per il rinforzo degli argini e la compattazione delle sponde dei canali. A tali interventi si accompagnano poi i ripristini a seguito di eventi franosi, frequenti soprattutto nei canali di tipo pensile caratterizzati da argini in elevazione rispetto al piano di campagna, i quali possono essere soggetti a elevati carichi idraulici che tendono ad ingenerare fenomeni di erosione”.

Per la gestione di tali opere il Consorzio utilizza diverse macchine operatrici, fra cui trattori dotati di attrezzature per la manutenzione degli argini ed escavatori cingolati o gommati, a seconda della tipologia di intervento e delle condizioni del terreno. Ed è stato proprio in base a questa variabilità di condizioni che il concessionario JCB di zona, la Piolanti s.r.l. di Forlì, ha proposto all’ente l’acquisto di una macchina caratterizzata da una spiccata versatilità come l’escavatore gommato JCB Hydradig 110W.

“Frutto di un progetto innovativo che ha posto al centro dello sviluppo della macchina i concetti di visibilità, stabilità, mobilità, manovrabilità e accessibilità – sottolinea Michele Montalti, funzionario commerciale Piolanti – la JCB Hydradig rappresenta un’evoluzione del tradizionale escavatore gommato finalizzata ad esaltarne le caratteristiche di multifunzionalità e adattabilità ai più svariati ambiti operativi”.

 La variabilità delle esigenze funzionali e delle condizioni operative che caratterizzano il lavoro del Consorzio della Bonifica Burana hanno rappresentato per la Hydradig 110W un banco di prova particolarmente impegnativo, che la macchina JCB ha superato con brillanti risultati. Consegnata a inizio anno, la macchina ha lavorato a pieno ritmo in questi mesi, facendosi apprezzare per le sue doti di versatilità, produttività e mobilità. Lo affermano, in sintesi a una voce, gli operatori del Consorzio che hanno utilizzato la macchina JCB in questi primi mesi dell’anno: “Sia negli interventi di sistemazione degli argini meno impegnativi che nei lavori di pulizia dei canali e compattazione delle sponde la Hydradig si è fatta apprezzare in particolare per le sue doti di stabilità, che le consentono di operare agevolmente anche su terreni in pendenza, e mobilità, che le permettono di disimpegnarsi anche in condizioni di terreno difficili in virtù di una buona galleggiabilità e di una trazione ottimale garantita dalle quattro ruote motrici sempre in presa”.

Hydradig è equipaggiata con il motore JCB EcoMAX Stage IV/Tier 4 Final, dotato di sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR) e in grado di erogare una potenza di 81 kW (108 CV); la sua elevata efficienza consente di abbattere i consumi fino al 4% a parità di potenza e coppia rispetto alla precedente versione, con una conseguente riduzione dei costi di esercizio.

Tra le carte vincenti di Hydradig spicca la grande stabilità, frutto di un baricentro particolarmente basso ottenuto assemblando trasmissione e pompa idraulica nel telaio di base anziché nella struttura superiore della macchina; grazie a questo particolare design la macchina risulta stabile e sicura non solamente al lavoro ma anche durante i trasferimenti, consentendo di sfruttare al meglio le doti del motore. L’assemblaggio della trasmissione nella parte inferiore del telaio ha inoltre consentito ai progettisti JCB di creare una cabina operatore e una struttura superiore con una visibilità a 360°, poiché la visuale non è impedita dalla presenza di cofani del motore o serbatoi di carburante. Poiché il motore non è più montato nella carrozzeria superiore, non è più necessario disporre di ulteriori mancorrenti, specchi o di una telecamera retrovisiva e, in questo modo, la visibilità dell’operatore risulta ulteriormente migliorata.

Altra dote della Hydradig, prodotta in allestimento con braccio a doppia articolazione che garantisce una capacità di sollevamento di 1.000 kg con rotazione a 360°, è la mobilità offerta dalla trasmissione idrostatica a variazione continua su tutte e quattro le ruote e da un telaio esteso con sterzatura su tutte le ruote, accompagnata da un’eccellente manovrabilità garantita da tre modalità di sterzatura di serie, ovvero a due ruote sterzanti, a 4 ruote sterzanti e a granchio. È inoltre disponibile una funzione di sterzatura in retromarcia opzionale, che cambia la direzione delle ruote sterzanti quando vengono ruotate di 180 gradi. L’assale anteriore, caratterizzato da un angolo di oscillazione pari a +/-8°, e le quattro ruote motrici sempre in presa con una trasmissione idrostatica a variazione continua assicurano trazione e manovrabilità massime sui terreni più difficili.

Didascalie

Foto 1: L’escavatore gommato JCB Hydradig 110W acquistato dal Consorzio della Bonifica Burana.

Foto 2: Personale del Consorzio della Bonifica Burana con Michele Montalti (secondo da destra), funzionario commerciale JCB Piolanti, in occasione della consegna della macchina.

Foto 3-18: L’escavatore gommato JCB Hydradig 110W impegnato nella pulizia nel ripristino della sezione di progetto originaria. dei canali e

Foto 19-20: L’escavatore gommato JCB Hydradig 110W

Puoi scaricare tutte le immagini,  cliccare qui

 

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JCB ORDINE RECORD DA BOELS

Comunicato e foto disponibili  nell’AREA STAMPA JCB

JCB segna una nuova pietra miliare con il più grande ordine singolo della sua storia: Boels Rental, primaria società europea di noleggio di macchine e attrezzature, investe in una nuova flotta di macchine JCB del valore di 24 milioni di euro.

Boels, primaria realtà europea di noleggio di macchine e attrezzature con sede nei Paesi Bassi, ha siglato un accordo con JCB per l’acquisto di oltre 340 macchine, tra cui sollevatori telescopici ed escavatori compatti di nuova generazione. I nuovi mezzi entreranno a far parte delle flotte di noleggio Boels presso depositi in tutta Europa tra cui Belgio, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Slovacchia, Austria e Italia. L’accordo rafforza ulteriormente la partnership di lunga data di JCB con Boels Rental che negli ultimi anni ha acquistato più di 1.600 macchine JCB.

Yvette Henshall-Bell, JCB Group Managing Director Global Key Accounts, ha dichiarato: “Siamo lieti di questo importante ordine da una delle principali società europee di noleggio di macchine e attrezzature. Abbiamo lavorato a stretto contatto con Boels per molti anni, e la rinnovata fiducia testimonia la qualità della nostra gamma di sollevatori telescopici ed escavatori, nonché del servizio di assistenza di livello mondiale, fattori che ci hanno portato a questo importante risultato”.

Guy Cremer, Boels Director of Fleet Operation, ha dichiarato: “Boels Rental è una delle più grandi società di noleggio in Europa e continuiamo a crescere anno dopo anno aumentando la nostra flotta con i migliori mezzi disponibili. La decisione di acquistare JCB si è basata sulla qualità e l’efficienza delle macchine e sull’eccellente supporto post-vendita che riceviamo da loro in tutta Europa. Boels e JCB sono entrambe aziende a conduzione familiare che condividono molti valori comuni e sono lieto che la nostra partnership di lunga data continui”.

Boels Rental è uno dei principali attori europei del noleggio di macchine e attrezzature, utensili,  uno dei principali macchinari, strumenti, moduli prefabbricati e per eventi. Boels Rental è attiva in 17 paesi europei e conta oltre 400 filiali.

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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – Commercio Estero – gennaio-marzo 2018

Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – Commercio Estero – periodo gennaio-marzo 2018

La domanda estera di macchine per le costruzioni e lavori stradali italiane continua a crescere anche a marzo, anche se, come per le importazioni, in maniera meno decisa rispetto ai due mesi precedenti; a gennaio l’incremento su base annua era stato del +12,3%, a febbraio del +16,6% e in quest’ultimo mese di rilevazione del +1,7% rispetto a marzo 2017. Nel 1° trimestre del 2018, quindi, il valore delle macchine esportate all’estero cresce del +9,0% rispetto al 1° trimestre 2017.

 

Analizzando i dati di quest’ultimo mese di rilevazione, la crescita non ha riguardato tutti i settori del comparto. Per le macchine per perforazioni il valore delle esportazioni, in costante calo ormai da dicembre 2017, diminuisce anche a marzo su base annua; i 47,5 milioni di euro di macchine esportate sono il 14,2% in meno del valore registrato a marzo 2017.

 

Leggermente più basso il decremento percentuale del valore delle esportazioni per le macchine per la lavorazione degli inerti che si attesta al -8,7% rispetto al valore di marzo 2017; dato negativo che segue, però, il consistente incremento del +24,6% registrato nel mese precedente. E anche per le macchine stradali, nonostante a febbraio avessero registrato l’incremento percentuale su base annua più alto pari al +41,8%, il mese di marzo ha segnato un calo delle vendite all’estero del -7,3% rispetto a marzo 2017.


Passando ai settori che hanno incrementato le esportazioni a marzo, sono le gru a torre che hanno registrato la variazione percentuale più alta: i 27,4 milioni di euro di macchine vendute superano il valore di marzo 2017 del +19,2%,
E, a seguire, sempre in termini di incremento percentuale, le macchine per il calcestruzzo e poi quelle movimento terra. Per entrambi questi ultimi due settori, in tutti i primi tre mesi dell’anno in corso, il valore delle macchine vendute all’estero è costantemente aumentato in linea con quanto successo nel corso del 2017. A marzo le esportazioni di macchine per il calcestruzzo sono aumentate su base annua del +9,6%, mentre quelle delle macchine movimento terra del +9,1%, sempre rispetto a marzo 2017.

 

Passando all’analisi delle totalizzazioni mensili, nei primi tre mesi dell’anno, il valore delle macchine vendute all’estero è pari a poco meno di 709 milioni di euro in aumento rispetto a 1° trimestre 2017 del +9,0%.


Con la sola eccezione delle macchine per perforazioni che registrano una flessione del -11,9% rispetto al valore del 1° trimestre 2017, per tutti i settori del comparto, nel 1° trimestre 2018, le vendite di macchine all’estero risultano in aumento rispetto al corrispondente periodo 2017.


L’incremento percentuale più significativo lo registrano le macchine movimento terra che, con 263,7 milioni di euro di macchine vendute all’estero, crescono del +19,6% rispetto allo stesso periodo del 2017, diventando rappresentative del 37,2% dell’intero comparto.


A seguire, le gru a torre, che grazie all’acquisizione del dato di marzo, totalizzano, a fine periodo, un valore pari a 60,7 milioni di euro registrando quindi un incremento rispetto al dato del 1° trimestre 2017 del +13,7%. Poco più di quanto aumenta il valore delle esportazioni delle macchine stradali che cresce del +13,5% su base annua.

Al 4° posto in ordine d’incremento percentuale ci sono le macchine per il calcestruzzo, il cui valore di macchine vendute all’estero, pari a poco meno di 116 milioni di euro, supera del +11,6% il valore del 1° trimestre 2017.
E infine il dato delle macchine per la lavorazione degli inerti, che nonostante l’acquisizione del dato di marzo, rimangono comunque in crescita e con 47,1 milioni di euro superano il valore del 1° trimestre 2017 del +1,6%.

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JCB – I motori pronti per lo Stage V

Comunicato e foto disponibili nell’AREA STAMPA JCB

Per soddisfare la normativa europea sulle emissioni denominata Stage V, JCB Power System utilizzerà per i suoi motori una combinazione tra tecnologia per il controllo del particolato di ultima generazione che incorpora il catalizzatore di ossidazione diesel (DOC), filtro antiparticolato integrato (DPF), e riduzione catalitica selettiva (SCR).

I nuovi standard Stage V entreranno in vigore l’1 gennaio 2019 per motori inferiori a 56 kW e superiori a 130 kW e un anno dopo, l’1 gennaio 2020, per i motori che rientrano nella gamma di potenza da 56 a 129 kW. I nuovi standard promossi dalla normative non richiedono solo un’ulteriore riduzione del particolato emesso, ma interessano anche una gamma molto più ampia di potenze e applicazioni del motore. Lo Stage V dell’UE prende in considerazione anche altri tipi di carburante, come il gas naturale, e anche nuove tipologie di macchinari statici come per esempio i generatori elettrici.

JCB Power Systems parte da una posizione di forza: il costruttore britannico, infatti, ha da tempo sviluppato tecnologie di combustione altamente efficienti nell’ambito delle diverse tipologie di motore. Tutti i motori JCB Stage V sono stati progettati per adattarsi all’interno del cofano motore esistente e non richiedono la riprogettazione dei modelli di macchine esistenti.

JCB Power System utilizzerà per i suoi motori conformi Stage V una combinazione tra tecnologia per il controllo del particolato di ultima generazione che incorpora il catalizzatore di ossidazione diesel (DOC), filtro antiparticolato integrato (DPF), e riduzione catalitica selettiva (SCR).

“I motori JCB hanno sistemi di combustione a bassa emissione e alta efficienza sviluppati fin dagli Stage IIIB e Tier 4”, ha dichiarato Alan Tolley, Group Director of Engines di JCB. “Questo significa che abbiamo iniziato lo sviluppo dei nuovi motori Stage V da un buon punto di partenza. La tecnologia di controllo del particolato adottata da JCB è caratterizzata da combustione a basso contenuto di particolato, catalizzatore di ossidazione, filtro e sistema integrato di controllo del motore e della rigenerazione. Il motore è stato progettato per essere un sistema completamente integrato altamente affidabile, straordinariamente efficace e “invisibile” al cliente. I nostri sono sistemi compatti che vengono installati all’interno degli alloggiamenti motore esistenti delle nostre macchine”.

Anche nella versione Stage V, il motore JCB Dieselmax 430 da 3,0 litri continuerà a fornire una potenza di 55 kW (74 CV) e una coppia di 410 Nm. Il motore beneficerà dell’aggiunta di un turbocompressore wastegate elettronico e di un sistema DOC e filtro DPF compatto. Il nuovo motore da 3,0 litri sarà dotato di tecnologia di arresto automatico e intervalli di manutenzione fino a 1.000 ore, riducendo in modo significativo i costi operativi per i clienti.

“Il motore JCB 430 Dieselmax da 55kW, equipaggiato con la nuova tecnologia di controllo del particolato integrata di JCB, sarà utilizzato in molte delle macchine di fascia media di JCB”, ha affermato Tolley. “Questo nuovo motore ad alta efficienza e coppia elevata offrirà ai nostri clienti vantaggi in termini di costo di proprietà, minori consumi di carburante, intervalli di assistenza prolungati e tecnologie di arresto automatico”.

Il motore JCB da 4,8 litri, che produce 81-129 kW (108-174 CV) e vanta una coppia di 516 Nm fino a 690 Nm, è dotato di un sistema di post-trattamento compatto, che utilizza la tecnologia JCB di controllo del particolato con un filtro SCR. Questo motore vanta anche un turbocompressore wastegate e una tecnologia di arresto automatico per ridurre il consumo di carburante.

“I motori JCB 448 da 81-129 kW”, ha affermato Tolley, “dotati del nuovo controllo combinato del particolato e della tecnologia di riduzione del NOx di JCB, saranno utilizzati negli escavatori e pale caricatrici JCB, così come nelle terne, nei sollevatori telescopici e in altre macchine della gamma JCB”.

Giugno 2018