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Autotrasporto – Investimenti a favore dell’autotrasporto

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DECRETO 19 luglio 2016 Modalità di erogazione delle risorse per investimenti a favore delle imprese di autotrasporto, per l’annualità’ 2016. 

DECRETO 7 settembre 2016 Disposizioni di attuazione del decreto 19 luglio 2016.

I Decreti trovano origine nella esigenza di prevedere misure volte all’incentivazione del processo di rinnovo del parco veicolare delle imprese di autotrasporto ed in particolare di incentivare l’acquisto
di veicoli industriali a motorizzazione alternativa a gas naturale e biometano onde assicurare un minor livello di emissioni inquinanti nei territori.

Le risorse sono destinate ad incentivi, a beneficio delle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi attive sul territorio italiano, regolarmente iscritte al registro elettronico nazionale e all’Albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, per il rinnovo e l’adeguamento tecnologico del parco veicolare.

  • 7 milioni di euro per acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG e elettrica;
  • 6,5 milioni di euro per radiazione per rottamazione o per esportazione al di fuori del territorio dell’Unione europea, di veicoli pesanti di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, con contestuale acquisizione di veicoli nuovi di fabbrica conformi alla normativa euro VI; 
  • 9 milioni di euro per acquisizione anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5  e per il trasporto combinato marittimo 
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Direttiva Macchine mobili non stradali – prescrizioni in materia di limiti di emissione di inquinanti gassosi

Regolamento (UE) 2016/1628 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2016, relativo alle prescrizioni in materia di limiti di emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante e di omologazione per i motori a combustione interna destinati alle macchine mobili non stradali, e che modifica i regolamenti (UE) n. 1024/2012 e (UE) n. 167/2013 e modifica e abroga la direttiva 97/68/CE.

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Al fine di garantire il funzionamento del mercato interno, il presente regolamento dovrebbe stabilire norme armonizzate per l’omologazione UE dei motori destinati a macchine mobili non stradali. A tale scopo dovrebbero essere fissati nuovi limiti di emissione e i motori destinati a macchine mobili non stradali e a macchine agricole e forestali, per rispecchiare i progressi tecnologici e per garantire la convergenza con le politiche dell’Unione nel settore dei trasporti su strada. Tali nuovi limiti di emissione dovrebbero essere fissati al fine di conseguire gli obiettivi dell’Unione in materia di qualità dell’aria e di ridurre le emissioni delle macchine mobili non stradali e dei veicoli agricoli e forestali, diminuendo in tal modo la quota di emissioni delle macchine mobili non stradali rispetto alle emissioni dei veicoli stradali.

Di conseguenza, l’ambito di applicazione della legislazione dell’Unione in questo settore dovrebbe essere ampliato al fine di migliorare l’armonizzazione del mercato a livello dell’Unione e internazionale e di ridurre al minimo il rischio di distorsioni del mercato e di effetti nocivi sulla salute.

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È necessario incoraggiare l’introduzione di motori a carburanti alternativi, suscettibili di produrre minori emissioni di NOx e di particolato inquinante. Pertanto, i valori limite per gli idrocarburi totali dovrebbero essere adattati in modo da prendere in considerazione gli idrocarburi non metanici e le emissioni di metano.

(20)
Il presente regolamento lascia impregiudicata la facoltà degli Stati membri di stabilire, nel rispetto dei trattati, le prescrizioni ritenute necessarie per assicurare la protezione del pubblico e dei lavoratori ogniqualvolta sono in uso macchine mobili non stradali di cui al presente regolamento, purché tali prescrizioni non pregiudichino l’immissione sul mercato di motori per tali macchine.

(23)
Tenuto conto del lungo ciclo di vita delle macchine mobili non stradali, è opportuno valutare la possibilità di eseguire interventi di retrofit sui motori già in servizio. Tali interventi di retrofit dovrebbero, in particolare, riguardare le zone urbane densamente popolate quale mezzo per aiutare gli Stati membri a rispettare la legislazione dell’Unione in materia di qualità dell’aria. Per garantire un livello di retrofit comparabile e ambizioso, gli Stati membri dovrebbero tenere conto dei principi del regolamento UNECE n. 132.

L’Articolo 4 – Categorie di motori definisce che ai fini del regolamento si applicano le seguenti categorie di motori:

  • motori per macchine mobili non stradali destinate e idonee a spostarsi o a essere spostate
  • motori con una potenza di riferimento inferiore a 560 kW utilizzati al posto di quelli rispondenti alla fase V delle categorie IWP, IWA, RLL o RLR
  • motori con una potenza di riferimento superiore a 560 kW, destinati esclusivamente a essere utilizzati in gruppi elettrogeni
  • motori portatili ad accensione comandata con una potenza di riferimento inferiore a 19 kW
  • motori ad accensione comandata con una potenza di riferimento inferiore a 56 kW e non inclusi nella categoria NRSh
  • motori destinati esclusivamente a essere utilizzati su navi per la navigazione interna, per la loro propulsione diretta o indiretta
  • motori utilizzati al posto dei motori della categoria IWA
  • motori ausiliari da utilizzare esclusivamente su navi della navigazione interna
  • motori da utilizzare esclusivamente nelle locomotive
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AGCM – SISTEMA DI CONTROLLO DELLE EMISSIONI INQUINANTI

ANTITRUST SANZIONA IL GRUPPO  VOLKSWAGEN PER 5 MILIONI DI EURO PER MANIPOLAZIONE DEL  SISTEMA DI CONTROLLO DELLE EMISSIONI INQUINANTI

La pratica riguarda la commercializzazione sul mercato italiano, a partire dall’anno 2009, di autoveicoli diesel (con codice identificativo EA189 EU 5) la cui omologazione è stata ottenuta attraverso l’utilizzo di un software in grado di alterare artificiosamente il comportamento del veicolo durante i test di banco per il controllo delle emissioni inquinanti. Ciò al fine di fornire un risultato delle emissioni ossidi di azoto (NOx) più basso di quello ottenibile nella modalità che invece si attiva nel normale utilizzo del veicolo su strada.

L’Autorità ha ritenuto tale condotta scorretta ai sensi del Codice del Consumo poiché gravemente contraria agli obblighi di diligenza professionale e idonea, altresì, a falsare in maniera rilevante il comportamento economico dei consumatori, inducendoli ad assumere una scelta di consumo che non avrebbero altrimenti preso qualora consapevoli delle reali caratteristiche dei veicoli acquistati.

L’Autorità ha parimenti ritenuto scorretta  la presenza, in vari cataloghi informativi diffusi dal Gruppo, di specifici green claims e messaggi pubblicitari che attribuiscono al produttore una particolare sensibilità ambientale o una specifica attenzione al livello delle emissioni inquinanti delle proprie autovetture. Secondo l’Antitrust tali messaggi, alla luce di quanto emerso nel corso del procedimento, sono suscettibili di indurre in errore i consumatori, con riferimento alla vocazione ambientale, alla responsabilità sociale rivendicata dal produttore, nonché alle affermazioni del rispetto delle normative vigenti in materia.

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UNIMOT – INDAGINE MERCATO ITALIA – Motori Marini – Industriali – per Gruppi Elettrogeni e Ausiliari di bordo

Motori Marini – Industriali – per Gruppi Elettrogeni e Ausiliari di bordo

Risultati Sondaggio II Semestre 2015 – I Semestre 2016

“Dopo circa un anno dal lancio tra gli associati del nuovo modello di sondaggio sui trend di mercato e di settore, le prime sintetiche valutazioni desumibili, ancorché limitate per loro natura ad una rappresentazione meramente qualitativa e non di volumi, indicano un lieve seppur instabile miglioramento dell’andamento di tutti i segmenti di mercato oggetto dell’indagine a partire dal secondo semestre del 2015.

Partendo dal consuntivo dell’intero anno 2015, per metà degli associati il fatturato è cresciuto oltre il 5% rispetto a quello realizzato nel 2014 e questo dato è certamente alla base della previsione prudenziale, sempre della metà degli associati, di stabilità del fatturato per tutto il 2016.

Analizzando più in dettaglio gli indicatori di tendenza del primo semestre 2016, l’apparente discrasia tra gli indicatori del portafoglio ordini dei motori marini, industriali e per gruppo elettrogeno (che registrano una certa componente di calo) rispetto ai corrispondenti indicatori del fatturato (che invece registrano stabilità e crescita), è in linea di principio spiegabile col fatto che le vendite dei motori in genere avranno una componente di valore aggiunto superiore che, quindi, contribuirà a mantenere il fatturato in stabilità o in lieve crescita.

Tale valore aggiunto potrebbe essere identificato nel peso che il vincolo del rispetto dei limiti alle emissioni avrà sempre più sui livelli di prezzo medio dei motori, destinati infatti a salire a causa delle costose soluzioni tecnologiche necessarie per adeguare i motori alle sempre più stringenti normative in materia.

Interessante notare che la previsione sull’occupazione indica una sostanziale stabilità, con alcune positività nel segmento dei motori per g.e. e ausiliari di bordo e, di contro, un lieve calo in quello dei motori marini e dei componenti.

I prezzi dei servizi offerti sono previsti ancora stabili o in lieve aumento.

Per concludere, il sondaggio indica purtroppo che la fiducia nella ripresa dell’economia della nostra nazione non è ancora consolidata e diffusa uniformemente, in quanto meno di un quinto degli associati appare ottimista al riguardo e la metà di essi si attende solo stabilità”.