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Decreto “Marebonus”

Sono stati pubblicati i:

  1. Decreto 13 settembre 2017, n. 176 – Regolamento recante individuazione dei beneficiari, commisurazione degli aiuti, modalita’ e procedure per l’attuazione degli interventi di cui al comma 647 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 – «Marebonus».
  2.  Decreto 13 dicembre 2017 – attuativo «Marebonus»

Il Marebonus è l’incentivo previsto da:

articolo 1, comma 647 della Legge di Stabilità 2016  –  LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208 

647. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è autorizzato a concedere contributi per l’attuazione di progetti per migliorare la catena intermodale e decongestionare la rete viaria,riguardanti l’istituzione, l’avvio e la realizzazione di nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci o il miglioramento dei servizi su rotte esistenti, in arrivo e in partenza da porti situati in Italia, che collegano porti situati in Italia o negli Stati membri dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo. A tal fine e’ autorizzata la spesa annua di 45,4 milioni di euro per l’anno 2016, di 44,1 milioni di euro per l’anno 2017 e di 48,9 milioni di euro per l’anno 2018.


Scopo è quello di sviluppare la modalità combinata strada-mare attraverso la creazione di nuovi servizi marittimi e il miglioramento di quelli già esistenti.

Il Marebonus è rivolto alle imprese armatrici che presentino progetti triennali per la realizzazione di nuovi servizi marittimi Ro-Ro e ro-Pax a mezzo di navi iscritte nei registri e battenti bandiera di uno degli Stati membri dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, per il trasporto multimodale delle merci o il miglioramento dei medesimi servizi su rotte esistenti, in arrivo e in partenza da porti situati in Italia, che collegano porti situati in Italia o negli Stati membri dell’unione europea o dello Spazio economico europeo, al fine di sostenere il miglioramento della catena intermodale e il decongestionamento della rete viaria.

L’incentivo è calcolato sulle unità di trasporto moltiplicate per le tratte chilometriche sottratte alla percorrenza stradale sulla rete viaria italiana.

Lo strumento si completa infine con il ribaltamento di una quota del contributo ricevuto in favore delle imprese di autotrasporto che abbiano usufruito dei servizi marittimi.

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L’Italia ai primi posti per sicurezza della navigazione e qualità della flotta mercantile

Si è svolto a Roma, presso il Comando Generale della Guardia Costiera, l’Incontro annuale tra la Guardia Costiera e le società armatoriali del naviglio marittimo italiano, presieduto dal Capo 6° Reparto – Sicurezza della navigazione, Contrammiraglio Luigi Giardino. Il momento di confronto, finalizzato all’incremento degli standard di sicurezza a bordo delle navi battenti bandiera italiana, ha visto il contributo di numerosi Ufficiali del competente Reparto del Comando Generale, che hanno illustrato le molteplici attività svolte dal Corpo nell’ambito della sicurezza della navigazione, rispondendo alle domande degli armatori ed esponenti del cluster marittimo presenti all’evento.

L’occasione è stata utile per illustrare i risultati di rilievo raggiunti dall’Italia nell’anno 2016 nel campo della sicurezza della navigazione, quale importante attività di prevenzione contro gli incidenti e inquinamenti marini da navi.

A decretarlo è stato proprio il Segretariato del Paris MoU[1], che, con l’Annual Report 2016, ha evidenziato gli importanti obiettivi ottenuti grazie al contributo determinante della Guardia Costiera italiana, che con l’attività ispettiva di Flag State[2] e Port State Control[3] permette di accertare la conformità del naviglio mercantile nazionale ed estero alle norme internazionali e nazionali in materia di sicurezza della navigazione, tutela dell’ambiente marino e condizioni di vita a bordo.

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Autorità portuali: parere sul decreto

Nella Conferenza Unificata del 16 novembre è stato espresso da parte delle Regioni un parere favorevole sul decrero relativo alle autorità portuali
Il via libera è però condizionato all’accoglimento di alcuni emendamenti contenuti in un documento, approvato dalla Conferenza delle Regioni, che si riporta di seguiito integralemnete (il testo è stato pubblicato anche nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it).

PORTI – IN VIGORE LA RIFORMA DELLE AUTORITÀ PORTUALI

Posizione sullo schema di decreto legislativo recante “disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169, concernente le autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84”

Parere, ai sensi dell’articolo 8, comma 5, della legge 7 agosto 2015, n. 124
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome condiziona l’espressione del parere favorevole sull’ultima stesura dello Schema di D.Lgs. in oggetto (Nota della Conferenza Unificata del 15 novembre 2017) all’accoglimento delle seguenti proposte di modifica relative agli articoli 2, 7, 15:

Emendamento 1.
Al comma 1 dell’art. 2 dello schema di d.lgs. che modifica il d.lgs. 169/2016 inserire, prima della lettera a) la seguente lettera All’articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono apportate le seguenti modificazioni:
“0a) i commi da 1 a 5 dell’art. 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono sostituiti dai seguenti:
0 Il Piano regolatore di sistema portuale è lo strumento di pianificazione del sistema dei porti ricompresi nelle circoscrizioni territoriali di cui all’art. 6 c. 1.
Il piano si compone da un Documento di Pianificazione Strategica di Sistema e dai piani regolatori portuali di ciascun porto.
1. Le Autorità di Sistema Portuale redigono un Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS), coerente con il Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL) e con gli orientamenti comunitari in materia di portualità, logistica e reti infrastrutturali. Il DPSS definisce gli obiettivi di sviluppo e la pianificazione infrastrutturale sistemica delle AdSP; inoltre individua e perimetra le aree destinate a funzioni strettamente portuali e retroportuali, quelle di interazione porto-città e i collegamenti infrastrutturali di ultimo miglio di tipo viario e ferroviario coi singoli porti del sistema e gli attraversamenti del centro urbano. Il DPSS prevede una relazione illustrativa che descrive gli obiettivi e le scelte operate e i criteri seguiti nella pianificazione del sistema portuale complessivo e rappresentazioni grafiche in numero e scala opportuni, al fine di descrivere l’assetto territoriale del sistema, nonché per assicurare una chiara e univoca interpretazione dei contenuti, delle norme e delle procedure per la redazione dei piani di cui al successivo 4. La pianificazione delle aree con funzione di interazione porto-città definite dal DPSS sono demandate ai comuni, previo parere della AdSP.
2. Il DPSS viene sottoposto al parere di ciascun Comune territorialmente/amministrativamente interessato che si esprime entro e non oltre 45 giorni dal ricevimento dell’atto.
3. Il DPSS è adottato dal Comitato di Gestione ed approvato, al termine della procedura di cui al c. 10, nei successivi 60 giorni dalla Regione previa intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che si esprime sentita la Conferenza nazionale di cui all’art. 11-ter. Ai fini dell’ottenimento dell’intesa nei termini prescritti, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti può convocare una conferenza dei servizi ai sensi dell’art.14-quinquies della legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modifiche ed integrazioni. Il DPSS delle AdSP di cui al comma 1, la cui circoscrizione territoriale è ricompresa in più Regioni, è approvato con atto della Regione ove ha sede la stessa AdSP, previa intesa con le Regioni nel cui territorio sono ricompresi gli altri porti amministrati dalla stessa AdSP e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
4. Nei singoli porti ricompresi nelle circoscrizioni territoriali delle AdSP di cui all’articolo 6 comma 1, l’ambito e l’assetto complessivo delle aree destinate a funzioni strettamente portuali e retroportuali e agli assi di collegamento viario e ferroviario, come stabilite nel DPSS approvato, quali quelle destinate alle attività commerciali e crocieristiche, al diporto, alla produzione industriale, all’attività cantieristica e alle infrastrutture stradali e ferroviarie sono delimitati e disegnati dal Piano Regolatore Portuale (PRP), che individua analiticamente, altresì, le caratteristiche e la destinazione funzionale delle aree interessate.
5. I suddetti PRP sono redatti in attuazione al Piano Strategico Nazionale dei Porti e della Logistica, al DPSS e in conformità alle apposite linee-guida redatte dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, e declinano gli obiettivi, le previsioni, gli elementi e i contenuti e le strategie di ciascuno scalo delineando l’assetto complessivo delle opere di grande infrastrutturazione da sviluppare nei Piani Operativi Triennali.

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Istruzioni su uso carburante agevolato per movimentazione merci nei porti.

CIRCOLARE n. 12/ D Roma, 13 novembre 2017 “D. Lgs. n. 504/95, punto 9 della Tabella A come modificato dalla legge 1° dicembre 2016, n.225. Impiego agevolato per l’azionamento di macchine impiegate nei porti destinate alla movimentazione di merci per operazioni di trasbordo. Prescrizioni per la gestione ed il controllo.

L’Agenzia ha determinato le regole per poter usufruire dell’agevolazione consistente nella riduzione dell’accisa sul carburante utilizzato per l’azionamento di macchine impiegate nei porti, non ammesse alla circolazione su strada e destinate alla movimentazione di merci per operazioni di trasbordo.

Per poter usufruire dell’aliquota agevolata, l’operatore portuale che effettua, con proprio parco macchine, la movimentazione di merci per operazioni di trasbordo deve presentare apposita istanza all’Ufficio dell’Agenzia delle Dogane territorialmente competente sul porto.

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Sistema portuale: parere sulle linee guida per i piani regolatori

Parere favorevole alle Linee guida per la redazione dei piani regolatori di sistema portuale. Il via libera arriva attraverso una decisione della Conferenza delle Regioni del 9 marzo, dopo un confronto con il Consiglio Superiore del Lavori pubblici che ha portato alla  definizione di un testo condiviso (allegato al documento nel quale le regioni esprimono il loro giudizio positivo). 
Si riporta di seguito il testo del parere delle Regioni senza le linee guida allegate, pubblicate nella versione integrale del documento nella sezione “Conferenze” del portale www.regioni.it .

Parere sulle “Linee guida per la redazione dei piani regolatori di sistema portuale” (ex all’art. 6 del D.Lgs. 169/2016 che novella l’art. 5 della L. 84/94)

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole sullo schema di “Linee Guida per la redazione dei Piani Regolatori di Sistema Portuale” ex articolo 6 del Decreto Legislativo 169/2016 nella versione definita a seguito del confronto svolto con il Consiglio Superiore del Lavori pubblici, ivi allegata:
1) Inserire al termine del primo capoverso della Parte III, par. III.1 (“… adeguata rappresentatività all’interesse comunale”):
Dal momento che l’intesa con il Comune rappresenta, come si è appena evidenziato, un passaggio essenziale e discriminante nell’iter di approvazione del PRdSP, se ne deve dedurre che il mancato raggiungimento dell’intesa costituisca, per converso, un vero e proprio cortocircuito del procedimento medesimo.

Pertanto è da ritenersi opportuno che per superare questa eventuale criticità si faccia ricorso alla procedura di cui all’Art. 14 quater della L. n.241/1990 richiamata dal D. Lgs. n. 169/2016, e che in caso di reiterata indisponibilità del Comune a sottoscrivere l’intesa, la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata ai sensi del citato Art. 14 quater individui le modalità, anche di carattere procedimentale, per condurre ad approvazione il PRdSP e per conferire ad esso piena efficacia”.
2)Al § 1.4, in relazione alla fase transitoria, introdurre la raccomandazione di ritenere approvati, altresì, nel rispetto della normativa vigente al momento della loro adozione,i piani regolatori portuali che siano stati già adottati, alla data di entrata in vigore del citato D. lgs. 169/2016, dall’Autorità Marittima, in forza dell’art. 5 c. 3 della L. n.84/94, ciò in previsione di una necessaria modifica/integrazione, in una successiva fase di revisione del Decreto Legislativo 169/2016, dell’art. 22, comma 6 – Fase Transitoria.

Allegato: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Linee Guida per la redazione dei Piani Regolatori di Sistema Portuale

altre notizie

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Porti – pubblicato il decreto relativo agli impianti portuali per raccolta rifiuti prodotti dalle navi e i residui di carico

Decreto 22 dicembre 2016 di recepimento della direttiva 2015/2087/CE, recante modifica dell’allegato II, della direttiva 2000/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui di carico.

Pubblicato il nuovo modulo per dichiarare tipi e quantitativi dei rifiuti prodotti dalle navi e conferiti agli impianti portuali di raccolta.

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Agenzia delle Dogane – Accise – impiego agevolato per l’azionamento delle macchine impiegate nei porti

Nota n. 136812 del 6 dicembre 2016 – Legge 1° dicembre 2016, 225, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”. Disposizioni di interesse in materia di accise.

Segnaliamo in particolare il:

Lettera o) n. 2): la sostituzione del punto 9 della tabella A operata dalla lettera in commento si prefigge un duplice scopo: da un lato, definire esattamente il campo di applicazione della agevolazione relativa ai consumi di prodotti energetici per la produzione di forza motrice con motori fissi, circoscrivendola agli impieghi che avvengono all’interno di delimitati stabilimenti e cantieri, dall’altro, associare al predetto beneficio un trattamento agevolato riservato ai carburanti impiegati da veicoli non ammessi alla circolazione su strade ad uso pubblico ed operanti esclusivamente nei porti.

I predetti veicoli, riconducibili principalmente ai carrelli elevatori utilizzati nell’attività di carico/scarico delle merci, hanno finora avuto titolo, in virtù del sostituito punto 9, alla riduzione di accisa quanto al consumo specifico di prodotto utilizzato dal motore per erogare forza motrice.

Con la nuova formulazione, in chiave semplificatoria, l’impiego agevolato viene legato all’uso del prodotto per l’azionamento delle macchine impiegate nei porti. Da ciò la possibilità di modulare, riducendoli, gli obblighi concernenti l’accertamento del prodotto alla mutata configurazione del beneficio.

salone nautico

ASCOMAC UNIMOT AL SALONE NAUTICO 2016

ASCOMAC  UNIMOT AL SALONE NAUTICO 2016

Genova, 20 – 25 settembre 2016

Cantiere a impatto zero®

al Salone Nautico di Genova 2016

 Economia Circolare: Futuro Presente 

per la Nautica Innovativa e Sostenibile

Mezzanino Padiglione B

Genova, 21 settembre 2016 h. 15,00-16,30


Ci troverete presso 

STAND D31

Piazzale Marina Coperto Motori

Il Salone Nautico di Genova come protagonista nel rilancio della nautica italiana. È questo uno dei dati evidenziati dall’ultima analisi di ASSILEA, che dimostra come sul mondo del leasing nautico stia finalmente tornando una forte positività.

Nei quattro mesi successivi all’edizione 2015 sono stati chiusi, infatti, contratti di leasing nautico per quasi 50 milioni di euro, a riprova di quanto la kermesse sia divenuta l’attendibile cartina di tornasole per stimare l’andamento del mercato della nautica.

In questo scenario di rinnovato ottimismo, inoltre, i dati sono estremamente significativi: il primo bimestre 2016 registra, rispetto all’anno precedente, un incremento del 135% dei contratti di leasing nautici firmati, con una crescita addirittura del 350% del valore del fatturato e un aumento del valore medio di ogni operazione di circa 400 mila euro.

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Dissesto idrogeologico

Modalità e criteri tecnici per l’autorizzazione all’immersione in mare dei materiali di escavo di fondali marini

Decreto 15 luglio 2016, n. 173 Regolamento recante modalità e criteri tecnici per l’autorizzazione all’immersione in mare dei materiali di escavo di fondali marini. Il regolamento determina:

a) le modalità per il rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 109, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per l’immersione deliberata in mare dei materiali di escavo di fondali marini o salmastri o di terreni litoranei emersi di cui al comma 1, lettera a) del medesimo articolo 109;

b) i criteri omogenei per tutto il territorio nazionale, per l’utilizzo di tali materiali ai fini di ripascimento o all’interno di ambienti conterminati, ai quali le regioni conformano le modalità di caratterizzazione, classificazione ed accettabilità dei materiali in funzione del raggiungimento o mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici marino costieri e di transizione;

c) la gestione dei materiali provenienti dal dragaggio delle aree portuali e marino costiere non comprese in siti di interesse nazionale;

d) la gestione dei materiali provenienti dai siti di interesse nazionale risultanti da operazioni di dragaggio nelle aree portuali e marino costiere, al di fuori di detti siti.