Regione Emilia

Regione Emilia Romagna – Piano energetico regionale

Il “Piano energetico regionale 2030” e di “Piano Triennale di Attuazione 2017-2019” e i relativi Rapporti ambientali e studi di incidenza, sono stati approvati con deliberazione n. 1284/2016.

I documenti sono depositati per dell’avvio della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per sessanta giorni decorrenti dalla data di pubblicazione sul Bollettino regionale (n.d.r. 5 agosto 2016). Nella procedura di VAS è compresa la procedura di Valutazione d’incidenza (VINCA).

Entro il termine dei sessanta giorni, chiunque può prendere visione dei documenti e presentare le proprie osservazioni in forma scritta, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi.

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Efficienza energetica – pubblicate le disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102

Pubblicato il D. Lgs. 18 luglio 2016, n. 141 – Disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE.

Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n. 201

Documento ASCOMAC

 

In Particolare sono state integrate alcune definizioni:

Art. 1

b) al comma 2, dopo la lettera a) è inserita la seguente:

«a -bis ) aggregatore: un fornitore di servizi che, su richiesta, accorpa una pluralità di unità di consumo, ovvero di unità di consumo e di unità di produzione, per venderli o metterli all’asta in mercati organizzati dell’energia;»;

c) al comma 2, dopo la lettera b) è inserita la seguente:
«b -bis ) audit energetico o diagnosi energetica: procedura sistematica finalizzata a ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi benefici e a riferire in merito ai risultati;»;

d) al comma 2, dopo la lettera d) è inserita la seguente:
«d -bis ) cliente finale: cliente che acquista energia, anche sotto forma di vettore energetico, per uso proprio;»;

e) al comma 2, la lettera i) , è sostituita dalla seguente:
« i) contatore di fornitura: apparecchiatura di misura dell’energia consegnata. Il contatore di fornitura può essere individuale, nel caso in cui misuri il consumo di energia della singola unità immobiliare, o condominiale, nel caso in cui misuri l’energia, con l’esclusione di quella elettrica, consumata da una pluralità di unità immobiliari, come nel caso di un condominio o di un edificio
polifunzionale;» …

i) al comma 2, la lettera gg) , è sostituita dalla seguente:
« gg) rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento (o teleraffrescamento): qualsiasi infrastruttura di trasporto dell’energia termica da una o più fonti di produzione verso una pluralità di edifici o siti di utilizzazione, realizzata prevalentemente su suolo pubblico, finalizzata a consentire a chiunque interessato, nei limiti consentiti dall’estensione della rete, di collegarsi alla medesima per l’approvvigionamento di energia termica per il riscaldamento o il raffreddamento di spazi, per processi di lavorazione e per la copertura del fabbisogno di acqua calda sanitaria;»;

Art. 2.

b) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:
«4 -bis . Avvalendosi dei dati acquisiti ai sensi dell’articolo 13 del decreto 28 dicembre 2012 del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il GSE, entro il 30 giugno di ogni anno, pubblica i risparmi energetici realizzati da ciascun soggetto obbligato nonché complessivamente nel quadro del meccanismo dei certificati bianchi.
4 -ter . I soggetti obbligati di cui al meccanismo dei certificati bianchi, forniscono, su richiesta del Ministero dello sviluppo economico e comunque non più di una volta l’anno:
a) informazioni statistiche aggregate sui loro clienti finali qualora evidenzino cambiamenti significativi rispetto alle informazioni presentate in precedenza. Il Ministero dello sviluppo economico rende pubbliche tali informazioni in forma anonima e aggregata; …

Art. 4

1. All’articolo 8 del decreto legislativo n. 102 del 2014 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1 -bis . Le diagnosi energetiche non includono clausole che impediscono il trasferimento dei risultati della diagnosi stessa a un fornitore di servizi energetici qualificato o accreditato, a condizione che il cliente non si opponga.»;
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente: «2 – bis . L’accesso dei partecipanti al mercato che offre
i servizi energetici è basato su criteri trasparenti e non discriminatori.»; …

Art. 5.

iv. la lettera c) , è sostituita dalla seguente: « c) nei casi in cui l’uso di sotto-contatori non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, per la misura del riscaldamento si ricorre, a cura dei medesimi soggetti di cui alla lettera b) , all’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per quantificare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun corpo scaldante posto all’interno delle unità immobiliari dei condomini o degli edifici polifunzionali, secondo quanto previsto norme tecniche vigenti, salvo che l’installazione di tali sistemi risulti essere non efficiente in termini di costi con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459;»;
v. la lettera d) , è sostituita dalla seguente: « d) quando i condomini o gli edifici polifunzionali sono alimentati da teleriscaldamento o teleraffreddamento o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, per la corretta suddivisione delle spese connesse al consumo di calore per il riscaldamento, il raffreddamento delle unità immobiliari e delle aree comuni, nonché per l’uso di acqua calda per il fabbisogno domestico, se prodotta in modo centralizzato, l’importo complessivo è suddiviso tra gli utenti finali, in base alla norma tecnica UNI 10200 e successive modifiche e aggiornamenti. …

 

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Mobilità elettrica – Piano nazionale di ricarica

E’ stato pubblicato il DPCM 18 aprile 2016, recante l’aggiornamento 2015 del Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, di cui alla delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) n. 115 del 23 dicembre 2015.

La delibera ha previsto che dovranno essere individuati appositi indicatori di carattere ambientale al fine di poter valutare la riduzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico, derivante dalla realizzazione delle infrastrutture di ricarica e dalla diffusione di veicoli alimentati ad energia elettrica.

Altre informazioni

ENEA – presentato il V Rapporto sull’Efficienza Energetica

RAPPORTO IN SINTESI

Introduzione: il contesto internazionale e nazionale
Alla fine del 2015 è stato adottato da 195 Paesi l’Accordo di Parigi, il primo accordo climatico globale e vincolante che si pone l’ambizioso obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli pre-industriali, impegnandosi a realizzare sforzi per limitarlo entro 1,5 °C. I Paesi adotteranno impegni graduali, attraverso la revisione ogni cinque anni degli impegni di riduzione nazionali, i cosiddetti Intended Nationally Determined Contributions (INDCs). L’accordo costituisce un chiaro segnale sia per gli operatori di mercato, rispetto al consolidamento di un processo di transizione già in atto, sia per i decisori politici, relativamente all’elaborazione delle strategie nazionali di decarbonizzazione da fornire entro il 2020. Già nel breve termine i Paesi dovranno incentivare l’innovazione infrastrutturale e tecnologica, supportando gli investimenti necessari al fine di potersi collocare su un percorso di decarbonizzazione di lungo periodo.

Il consumo finale dell’industria nel 2014 è stato pari a 25,7 Mtep, con un calo del 2,4% rispetto al 2013. Il settore industriale è quello che ha subito maggiormente gli effetti della crisi economica: -31,5% nel periodo 2007-2014. I comparti industriali hanno praticamente avuto lo stesso andamento dell’industria nel suo complesso: una crescita fino ai primi anni 2000, seguita da una fase di calo che si è accentuata negli anni della crisi economica; unica eccezione la chimica, con un andamento decrescente su tutto il periodo.

4. La riqualificazione energetica degli edifici
L’incremento dell’efficienza energetica negli edifici costituisce un obiettivo prioritario per il Paese. Oltre i due terzi del patrimonio edilizio esistente risale a prima degli anni Ottanta, quando ancora non esistevano normative specifiche sul tema dell’efficienza energetica e molte tecnologie non erano mature: il potenziale di risparmio energetico è quindi ampio e spesso ottenibile tramite interventi dai ridotti tempi di ritorno. 

La Strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale (STREPIN), stima un potenziale di risparmio al 2020 di circa 5,7 Mtep/anno (Figura 14), con investimenti da sostenere nel settore residenziale pari a 13,6 miliardi di euro l’anno per interventi globali e 10,5 miliardi di euro l’anno per interventi parziali; per gli interventi nel non residenziale gli investimenti si stimano in 17,5 miliardi di euro l’anno.

L’innovazione tecnologica è soltanto uno dei fattori che stanno ridisegnando il settore.

L’analisi del mercato descrive infatti uno scenario in forte evoluzione:

  • Sviluppo e diffusione delle tecnologie dell’informazione in tre distinti e connessi ambiti di intervento: l’intercooperazione tra tutti gli attori della filieral’interoperabilità dei modelli a supporto del miglioramento dei processi e dei sistemi di progettazione, gestione e manutenzione degli immobili; la diffusione di modelli informativi per la costruzione, i cosiddetti BIM (Building Information Modeling), in grado di ridurre significativamente il costo dell’errore.

Il settore delle costruzioni in Italia è pertanto caratterizzato dall’avvio di profonde trasformazioni, in grado di modificare l’intero percorso progettuale, realizzativo e gestionale, con l’obiettivo di aumentare significativamente i livelli di produttività e ridurre il costo dell’errore. Il settore delle costruzioni ha fatto registrare nel 2015 un valore della produzione pari a 165,5 miliardi di euro, di cui 119 miliardi (72%) dovuti alla manutenzione del patrimonio esistente, sia ordinaria (36 miliardi) sia soprattutto straordinaria (83 miliardi), cresciuta notevolmente di importanza negli ultimi anni. Infatti, nel 2007 la manutenzione straordinaria nel suo complesso valeva il 47% degli investimenti in costruzioni; nel 2015 è salita al 66%, con una punta del 76,7% nel comparto residenziale.

AEEGSI

AEEGSI – Relazione 2016

Relazione annuale 2016

… ” Il vettore elettrico liberato, unitamente agli sviluppi tecnologici degli accumulatori mobili, potrà anche ospitare in maniera significativa, tra qualche anno, la più attesa e sostenibile forma di mobilità cittadina di medio-lungo raggio. Non è lontano il momento in cui i veicoli elettrici potranno essere considerati a tutti gli effetti dei Sistemi efficienti d’utenza (SEU) “mobili”. La regolazione, dopo la stagione dei progetti pilota, inizia a concepire strumenti ad hoc, per la parte di propria competenza, nel mondo della mobilità elettrica.

Alcuni ritengono che la via per la decarbonizzazione del comparto energia sia quella di operare un drastico taglio dei consumi anche elettrici, nonostante l’Italia abbia nella produzione interna di elettricità una percentuale di fonti rinnovabili ormai prossima al 50%. Non sappiamo quando il target a preminenza rinnovabile sarà conseguito, ma sappiamo che, in quel momento, se gli incrementi di consumo energetico saranno solo elettrici, avremo raggiunto una situazione che a molti suonerebbe paradossale: consumare elettricità per aiutare l’ambiente.” …

… ” Sempre più, in un contesto di questo tipo, la concorrenza si dovrebbe, invece, dispiegare su orizzonti di realizzazione pluriennale degli impianti di generazione, prevalentemente decarbonizzati, anziché di mera selezione dei medesimi in un confronto, ora per ora, “sterile” con quelli convenzionali a gas. Ecco la ratio che sta alla base delle azioni dell’Autorità: da un lato, studiare ed introdurre schemi per consentire la promozione di una concorrenza matura e lo sviluppo di nuove rinnovabili su orizzonti di medio termine, senza invocare ex novo incentivi che vanno, invece, indirizzati e limitati alle vere rinnovabili innovative o di frontiera e ai sistemi di accumulo elettrici; dall’altro, integrare le fonti rinnovabili nei mercati di breve termine dei servizi resi al gestore di rete, tesi a fornire risorse per la sicurezza del sistema nel suo complesso, come stiamo facendo con la riforma a più fasi del dispacciamento.

Oggi, in uno scenario fortemente caratterizzato dalla presenza di generazione da fonti rinnovabili aleatorie, è estremamente importante disporre di tali risorse, sino ad ora considerate non rilevanti, anche attraverso la loro aggregazione in unità virtuali. Grazie allo sviluppo tecnologico recente, con riferimento sia alle caratteristiche degli impianti di generazione sia ai sistemi di comunicazione che ne consentono il controllo, l’apertura del mercato dei servizi di dispacciamento a questi soggetti è un obiettivo possibile.” …

” Le reti elettriche italiane costituiscono, per l’integrità e la sicurezza del mercato elettrico, un vero patrimonio del Paese; da coltivare come future-proof se pensiamo alla velocità e alla profondità del mutamento di ruolo delle reti di distribuzione elettrica nel nuovo paradigma di settore.

Pregiudiziale per assecondare i modi futuri di trasmettere e distribuire elettricità è l’adeguatezza degli investimenti nelle reti. Se un cedimento si scorgeva, esso non era certo legato alla carenza di potenzialità, quanto piuttosto al modo di regolare e remunerare queste infrastrutture per dotarle di investimenti a “contenuto di futuro”.  …

…”la riforma strutturale che risanerà la fatturazione dalle patologie riscontrate si incarna, per il settore elettrico, nel progetto di smart meter di seconda generazione (misuratori 2G), che ci conferma leader in Europa in merito. Abbiamo deciso di attendere l’esaurirsi della vita utile dei primi misuratori 1G per definire, nello scorso marzo, le specifiche funzionali dei nuovi misuratori.
A breve, in diversi comuni italiani, potranno progressivamente essere installati i misuratori 2G, senza apprezzabile aggravio tariffario per i clienti o rischi di doppio pagamento dei misuratori, introducendo però un salto prestazionale per la misura, la fatturazione e la consapevolezza dei propri consumi attraverso l’Energy Footprint, con effetti abilitanti su molte applicazioni di efficienza energetica, di consumo sostenibile e di domotica.” …

… ” Nel 2015  l’Autorità ha avviato le attività di regolazione e controllo nel settore del teleriscaldamento e del teleraffrescamento, dando attuazione al decreto legislativo n. 102 del 2014. L’anno in corso si configura, quindi, come il primo anno di decollo, con la definizione dei primi provvedimenti e il confronto con gli stakeholder sui prossimi orientamenti da perseguire.

Le prime attività si sono concentrate sulla mappatura e sull’analisi del comparto.

La raccolta di informazioni sui prezzi praticati all’utenza ha evidenziato la netta prevalenza di modalità per la determinazione e l’aggiornamento delle condizioni economiche di fornitura del servizio basate sul “costo evitato” ossia il costo che il cliente avrebbe sostenuto se avesse utilizzato una tecnologia alternativa. Un approccio che non riflette ancora i costi efficienti del servizio erogato e che presenta significativi margini di discrezionalità. Il lavoro dell’Autorità proseguirà con l’obiettivo di ricondurre – anche attraverso un’opera informativa sia nella fase pre-contrattuale sia in quella post-contrattuale – i prezzi ai costi efficienti per erogare il servizio, così come avviene per i clienti/utenti degli altri settori regolati dall’Autorità.

In questa direzione vanno anche i provvedimenti in corso di definizione in materia di misura, con riferimento agli obblighi legislativi di installazione di sistemi di misura e contabilizzazione individuale dei consumi. Anche in detto settore l’Autorità ritiene fondamentale la graduale diffusione di misuratori intelligenti, con particolare riferimento alla telelettura e alla telegestione dei contatori, per cui è prioritaria la definizione, oggi assente, del quadro normativo di riferimento.” …

AEEGSI

AEEGSI – CONSULTAZIONE PROCEDURE CONNESSIONE IMPIANTI PICCOLA TAGLIA

Con il presente documento per la consultazione vengono riportati gli orientamenti dell’Autorità in merito a possibili interventi finalizzati alla semplificazione delle condizioni per la connessione degli impianti di produzione di piccola taglia, ulteriori rispetto a quelli già definiti con le deliberazioni 400/2015/R/eel e 558/2015/R/eel.

Termine invio osservazioni 13.06.2016

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MOBILITA’ ELETTRICA – INFRASTRUTTURE DI RICARICA – FONDO KYOTO

DECRETO 2 febbraio 2016, n. 65 Regolamento recante integrazione dei settori ai quali possono essere concessi finanziamenti a tasso agevolato a valere sul Fondo rotativo di Kyoto, istituito dall’articolo 1, comma 1110, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. (Legge finanziaria 2007)

Con il presente decreto potranno essere concessi finanziamenti a tasso agevolato a soggetti privati operanti in determinati settori come quello relativo alle “Infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici e per l’erogazione di combustibili alternativi, trasporto collettivo e condiviso, e in generale mobilità sostenibile.”.

Ciò in considerazione che i settori ex articolo 57, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, sono quelli dell’efficienza energetica, delle rinnovabili, del contrasto al dissesto idrogeologico e sismico, della diffusione di prodotti e processi produttivi che comportino una riduzione dell’inquinamento e dell’uso delle risorse nell’arco dell’intero ciclo di vita.