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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – I Trimestre 2018

Osservatorio Macchine Nota Aprile 2018 – 1 trim 2018 e EXP_IMP Gennaio 2018

L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra, nel 1° trimestre 2018, l’ennesimo e forte segnale: il mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali, con 2.719 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce rispetto alle vendite realizzate nel 1° trimestre 2017 del +27,4%. Rispetto al mercato registrato nel 1° trimestre 2014, anno d’inizio della ripresa del mercato, le macchine crescono quasi del doppio (+95,6%), ma anche rispetto al 1° trimestre 2011 la crescita è notevole e pari al +19,3%. Dal 2014 in poi, costantemente, il mercato ha recuperato gran parte delle perdite realizzate in questi anni di pesante crisi tanto che la totalizzazione dei dati trimestrali raccolti nel 2017, pari a 12.769 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, aveva superato del +15,0% il dato del 2016, del +39,9% quello del 2015, ma già superato anche del +18,9% le vendite/noleggi registrati nel 2011, anno in cui erano state rilevate 10.741 macchine.

 “I significativi ed incoraggianti incrementi del nostro mercato delle macchine per costruzioni e stradali – afferma l’ing. Ruggero Riva Presidente di Ascomac Confcommercio Imprese per l’Italia – dimostrano il coraggio e la volontà dei nostri Imprenditori, anche aiutati da importanti agevolazioni fiscali, di volere procedere ad un rapido svecchiamento dei loro parchi macchine e delle flotte noleggio dopo anni di mancati investimenti per la crisi devastante che ha colpito duramente il nostro Settore. Ora però attendiamo dal nuovo Governo un concreto e importante  piano di investimenti nel settore delle costruzioni in indispensabili infrastrutture, in un piano straordinario di manutenzioni stradali, nel recupero delle aree degradate, dopo che da anni gli investimenti pubblici in questi settori strategici si sono attestati sui minimi storici. Solo così  – conclude l’ing. Riva – potremo dare consistenza ad una ripresa duratura del nostro Settore, vitale per l’economia e l’occupazione del nostro Paese”. 

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Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni IMP-EXP gennaio-dicembre 2017

PRIMA FLESSIONE DEL VALORE DELLE ESPORTAZIONI DA MAGGIO: A DICEMBRE IL MERCATO CALA DEL -3,5% RISPETTO A DICEMBRE 2016

Nel mese di dicembre il valore delle macchine vendute all’estero subisce una flessione del -3,5% rispetto a dicembre 2016. La totalizzazione dei dati mensili relativi al 2017, pari ad oltre 2.790 milioni di macchine vendute, grazie ad una crescita costante che si protraeva da maggio, non risente molto di questa lieve flessione e l’anno si chiude con un incremento del valore dell’export del +4,5% rispetto al 2016.

Osservatorio Macchine per le costruzioni Nota Aprile 2018 Export e Import – Gennaio/Dicembre 2017

 

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Comunicato ASCOMAC – Mercato Macchine Movimento Terra – Anno 2017

Roma, 16 febbraio 2018

Analizzando i recenti dati di mercato 2017 ASCOMAC – CRESME, relativi alle vendite in Italia a Clienti utilizzatori e alle immissioni nelle flotte noleggio delle macchine per costruzioni (macchine movimento terra tradizionale, terne, mini, rulli, vibrofinitrici, dumper articolati ed escludendo i sollevatori telescopici per incomplete rilevazioni), scrivere titoli o commenti del tipo … “Macchine Movimento terra, la crisi è ormai alle spalle” è lecito se analizziamo le percentuali di incremento recente di questo mercato: + 15 % sul 2016, +44% sul 2015.

Allora tutto bene? Nì, la ripresa è innegabile e consistente ma… se applichiamo il vecchio adagio  ”si campa con i valori assoluti, non con le percentuali” ed analizziamo i  volumi espressi in numero di unità vendute o immesse nelle flotte noleggio del nostro mercato, negli anni 2005, 2006 e 2007, rileviamo una  media del triennio di 27.000 macchine delle tipologie sopra indicate, con un  picco “storico”, nel 2007, di 29.000 macchine. Possiamo quindi misurare le dimensioni della crisi epocale che abbiamo vissuto, con un  crollo verticale  del mercato che ha toccato il fondo o meglio, l’abisso, nel  2013 con 5.600 macchine: – 80% sul 2007!

Quindi nell’anno appena concluso, con circa 12.500 macchine abbiamo più che raddoppiato i volumi del 2013, ma queste macchine sono meno della metà di quelle immesse mediamente nel triennio “d’oro” 2005, 2006, 2007.

Potremo mai ritornare quindi a quei livelli di vendite? Quali potrebbero o dovrebbero essere le condizioni essenziali per una ripresa stabile e ancora più robusta? E’ noto e logico che questo nostro mercato   macchine sia strettamente correlato al mercato delle costruzioni. Abbiamo quindi chiesto la collaborazione dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili, che ringraziamo) che ci ha fornito la serie storica della loro elaborazione, su dati ISTAT, del mercato delle costruzioni (tutta l’edilizia pubblica e privata, tutte le infrastrutture, tutte le manutenzioni straordinarie) ed abbiamo comparato i dati.

L’indice ha un andamento praticamente parallelo all’andamento del nostro mercato sino agli anni della crisi profonda del 2013/2014 e registra un volume di investimenti di 120.7 miliardi di euro nel 2014, -34% sul 2007, anno che  è stato il  picco positivo anche per gli investimenti in costruzioni con 183.5 miliardi di euro.

Ma dati estremamente preoccupanti sono rappresentati dai volumi degli tre ultimi anni che, in netta crescita per le macchine come visto sopra, per gli investimenti in costruzioni sono stati modesti,  in ulteriore calo rispetto al 2014: nel 2015 gli investimenti sono stati infatti di 117.4 miliardi, nel 2016  di 116.7 miliardi (dato peggiore dal 2007) e nel 2017 dovrebbero raggiungere i 117 miliardi (stima a finire): praticamente 3 anni “piatti”, al minimo storico.

La crescita del nostro mercato macchine è stata quindi spinta, quasi esclusivamente, dagli importantissimi incentivi di natura fiscale che sono stati saggiamente  prorogati anche per il 2018  (superammortamento, iperammortamento, credito di imposta, Sabatini agevolata), unita alla volontà dei nostri coraggiosi Imprenditori di rinnovare parchi macchine obsoleti.

Assolutamente doveroso e necessario quindi un pressante invito alle Autorità preposte affinché il sistema costruzioni/Infrastrutture, quale vero “motore“ del Paese, sia messo al centro delle politiche per la  crescita. Giova ricordare che ad oggi gli stanziamenti statali in conto capitale sono crollati (-43% dal 2008 al 2015) mentre le spese correnti hanno continuato a crescere.

Far ripartire il settore delle costruzioni, e con esso tutta la Filiera, comporta a livello operativo incrementare il PIL di mezzo punto in più all’anno e soprattutto recuperare oltre 600 mila posti di lavoro persi nel decennio della grande crisi.

Rilevanti le grandi ricadute positive sul mercato interno che è il mercato dei nostri Associati: 1 miliardo di euro nelle costruzioni sviluppa oltre 3,5 miliardi e, soprattutto, incide sulla occupazione su tutto il territorio nazionale creando almeno 15.500 posti di lavoro. Di fatto le costruzioni rappresentano l’8% del PIL italiano.

Occorre adottare misure che realizzino rapidamente le opere pubbliche necessarie per il benessere dei cittadini e per la crescita e la competitività del sistema industriale, distributivo e dei servizi unitamente alla necessaria  rigenerazione delle periferie e delle aree degradate e alla  manutenzione del territorio, per uno sviluppo sociale e sostenibile del nostro Paese. Queste a nostro parere le azioni  essenziali (ma non le sole) per una ripresa stabile e importante del nostro mercato che per certo contribuirebbero in modo determinante a  riportarci ai livelli pre – crisi.

        Ruggero Riva

Presidente ASCOMAC CONFCOMMERCIO

Federazione Nazionale Commercio Macchine

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UNICEA – Il Mercato Italiano dei Carrelli Industriali – Scheda Informativa 2017

Nel 2016 il mercato italiano dei carrelli industriali ha ulteriormente accelerato il trend di crescita che si registra ormai da 4 anni (+ 25 % rispetto al 2015).

In tutte le categorie di prodotto si sono registrate crescite estremamente positive e con il dato 2016 anche il segmento dei carrelli frontali elettrici ha superato i volumi di vendita pre-crisi. Interessante notare come la crescita più significativa, in termini percentuali, si sia registrata nel segmento dei carrelli termici (+34% rispetto al 2015) anche se questo rimane l’unico segmento dove ancora non sono stati raggiunti i volumi pre-crisi.

I dati presentati sono frutto di un’elaborazione delle indagini statistiche condotte in collaborazione tra le Associazioni ANIMA/AISEM e ASCOMAC/UNICEA a cui aderiscono tutti i principali costruttori e distributori di carrelli industriali operanti in Italia.

I Report AISEM\UNICEA sono messi a disposizione delle aziende Associate con cadenza mensile.

La presente scheda informativa viene resa disponibile al pubblico una volta all’anno.

Per ulteriori informazioni:

Segreteria ASCOMAC/UNICEA: Carlo Belvedere – ascomac@ascomac.it – 06 20369638 – www.ascomac.it

Segreteria ANIMA/AISEM: Andrea Pasquini – aisem@anima.it – 02 45418582 – www.aisem.it
BankItalia

Banca d’Italia – Proiezioni macroeconomiche giugno 2017

PROIEZIONI MACROECONOMICHE PER L’ECONOMIA ITALIANA INCLUSE NELL’ESERCIZIO COORDINATO DELL’EUROSISTEMA

Questa nota presenta le proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2017-19 elaborate dagli esperti della Banca d’Italia e incorporate nell’esercizio coordinato dell’Eurosistema. Le proiezioni per l’area dell’euro sono state rese note nella conferenza stampa successiva alla riunione del Consiglio direttivo della BCE dell’8 giugno, quelle per i singoli paesi saranno disponibili sul sito della BCE due settimane più tardi.
Le proiezioni, come concordato nell’ambito dell’esercizio dell’Eurosistema, sono basate sulle informazioni disponibili al 23 maggio. Non tengono pertanto conto della revisione al rialzo della crescita del PIL negli ultimi due trimestri diffusa dall’Istat il 1° giugno. Una più ampia discussione del quadro previsivo per l’economia italiana – con gli aggiornamenti necessari – verrà presentata, come di consueto, nel Bollettino economico della Banca d’Italia in uscita il prossimo 14 luglio.

Il quadro riflette un moderato rafforzamento della domanda estera e condizioni monetarie ancora molto accomodanti. Il miglioramento ipotizzato per l’economia mondiale è in linea con le valutazioni dei principali previsori.

L’andamento dei tassi di interesse riflette le attuali quotazioni di mercato, che incorporano rendimenti a breve termine molto bassi per un periodo prolungato, tassi a lungo termine in aumento graduale e differenziali di rendimento dei titoli di Stato italiani rispetto a quelli tedeschi non lontani dai livelli più recenti.

Come nelle recenti proiezioni della Commissione europea, il quadro non incorpora gli effetti dell’aumento delle imposte indirette previsto dalle clausole di salvaguardia nel prossimo biennio o di interventi sostituitivi diversi da quelli già definiti nell’attuale legislazione.

Sulla base di queste ipotesi, la crescita dell’Italia si rafforzerebbe lievemente. Nel quadro incorporato nell’esercizio dell’Eurosistema, il PIL aumenta dell’1,0 per cento quest’anno; rispetto a questa stima, le revisioni del PIL negli ultimi due trimestri rese note dall’Istat dopo la chiusura dell’esercizio comportano un rialzo della crescita già acquisita per l’anno valutabile in circa tre decimi di punto percentuale (cfr. il riquadro Le ipotesi).

Il prodotto cresce poi dell’1,2 per cento sia nel 2018 sia nel 2019. Queste proiezioni saranno aggiornate nel Bollettino economico di luglio per tener conto dei nuovi dati diffusi dall’Istat e delle altre informazioni che si stanno rendendo disponibili. Le proiezioni qui presentate sono sostanzialmente in linea con quelle della Commissione europea, ma più favorevoli rispetto a quelle rese pubbliche in aprile dall’FMI.

Nel confronto con le proiezioni pubblicate nel Bollettino economico della Banca d’Italia dello scorso gennaio, le stime sulla crescita del prodotto sono ora più elevate in ciascun anno dell’orizzonte di previsione.

BankItalia

Banca d’Italia – Relazione annuale sul 2016 in sintesi

L’economia italiana

[5] Nel 2016 la crescita dell’economia italiana è proseguita (0,9 per cento), sostenuta soprattutto dal forte impulso della politica monetaria, dalla politica di bilancio moderatamente espansiva e da quotazioni petrolifere ancora contenute.

L’espansione dell’attività economica ha interessato tutte le principali aree del paese ed è continuata nel primo trimestre di quest’anno. Il prodotto resta tuttavia inferiore di sette punti percentuali rispetto a quello precedente la crisi, con un ritardo più ampio per il Mezzogiorno. L’attività economica si mantiene molto al di sotto del suo potenziale.

La domanda nazionale, valutata al netto delle scorte, ha fornito un contributo alla crescita più elevato rispetto al 2015. I consumi delle famiglie, pur rallentando, hanno sostenuto l’attività per il terzo anno consecutivo e la spesa in investimenti si è rafforzata. I consumi delle Amministrazioni pubbliche sono tornati a salire dopo cinque anni di calo, mentre gli investimenti pubblici sono ancora scesi. Il contributo dell’interscambio commerciale alla crescita del PIL, negativo nel 2015, si è sostanzialmente annullato per il rallentamento delle importazioni.

Riquadri:

Le determinanti dell’attività economica nel 2016 secondo il modello della Banca d’Italia

L’output gap in Italia

L’economia del Mezzogiorno dopo la recessione

ISTAT

ISTAT – Produzione nelle costruzioni e costi di costruzione, marzo 2017

A marzo 2017, rispetto al mese precedente, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra un aumento dello 0,3%. Nello stesso mese, gli indici di costo del settore aumentano dello 0,2% per il fabbricato residenziale e per il tronco stradale senza tratto in galleria e dello 0,4% per il tronco stradale con tratto in galleria.

Nella complesso del primo trimestre l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

Su base annua, a marzo 2017 si registra un aumento del 3,0% per l’indice della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario e un aumento del 6,6% per quello grezzo (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di marzo 2016).

Sempre su base annua, gli indici del costo di costruzione aumentano dello 0,6% per il fabbricato residenziale, dell’1,2% per il tronco stradale con tratto in galleria e dell’1,5% per quello senza tratto in galleria.

A marzo 2017, il contributo maggiore all’aumento tendenziale del costo di costruzione del fabbricato residenziale è da attribuire all’incremento dei costi dei materiali (+0,8 punti percentuali).

Il contributo maggiore all’aumento tendenziale degli indici del costo di costruzione dei tronchi stradali deriva dall’incremento dei costi dei materiali sia per quello con tratto in galleria (+1,3 punti percentuali) sia per quello senza tratto in galleria (+1,6 punti percentuali).

ISTAT

ISTAT – produzione industriale marzo 2017

A marzo 2017 l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento dello 0,4% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre gennaio-marzo 2017 la produzione è diminuita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a marzo 2017 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 2,8% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di marzo 2016). Nella media dei primi tre mesi dell’anno la produzione è aumentata dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nel comparto dei beni strumentali (+2,4%), dei beni di consumo (+2,3%) e, in misura più lieve, dei beni intermedi (+0,4%); segna invece una variazione negativa l’energia (-5,2%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a marzo 2017, aumenti nei raggruppamenti dei beni intermedi (+3,9%), dei beni di consumo (+3,7%) e dei beni strumentali (+3,4%); presenta invece una variazione negativa il comparto dell’energia (-2,4%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a marzo 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (entrambi +9,5%) seguiti dalla fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (entrambi +7,3%). Le uniche diminuzioni si registrano nei settori della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-4,1%) e dell’industria del legno, della carta e stampa (-1,9%).

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CANTIERMACCHINE – OSSERVATORIO CRESME – VENDITE MACCHINE MOVIMENTO TERRA – I trimestre 2017 – prosegue la crescita del mercato italiano delle macchine movimento terra

MERCATO ITALIANO DELLE MACCHINE MOVIMENTO TERRA E LAVORI STRADALI: ANCHE NEL 1° TRIMESTRE 2017 PROSEGUE LA CRESCITA, +7,2% RISPETTO AL 1° TRIMESTRE 2016 NEL 2016, CON 11.103 MACCHINE VENDUTE (+21,6% SUL 2015), SI E’ TORNATI AI VALORI DI MERCATO DEL 2011

Prosegue anche nel 1° trimestre 2017 la crescita del mercato italiano delle macchine movimento terra e lavori stradali. L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra nel 1° trimestre 2017 l’ennesimo balzo in avanti del mercato interno; le 2.135 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio superano il dato delle vendite realizzate nel 1° trimestre 2016 del +7,2%. E’ dal 1° trimestre 2014 che il mercato interno registra variazioni su base annua positive tanto che il 2014 si era chiuso con un incremento del +11,3% rispetto al 2013, il 2015 con il +34,7% rispetto al 2014 e infine il 2016 con il +21,6% rispetto al 2015. Proprio nel 2016, con 11.103 macchine vendute/destinate alle flotte noleggio, al terzo anno di crescita consecutiva, il mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali aveva recuperato gran parte del mercato perso in questi anni di pesante crisi, tanto che si è tornati ai livelli delle vendite del 2011 anno in cui erano state vendute/noleggiate 10.741 macchine.

MinSviluppoEconomico

Rapporto MISE – La situazione energetica nazionale nel 2016

La Relazione viene pubblicata in anticipo rispetto all’usuale tempistica degli anni precedenti, prevedendo una forma più sintetica e l’utilizzo di dati provvisori e, in alcuni casi, stimati, per il 2016.

Il sistema energetico italiano si consolida in termini di sostenibilità ambientale, efficienza e sicurezza degli approvvigionamenti.   

Le fonti rinnovabili confermano il loro ruolo centrale nello sviluppo sostenibile del Paese, anche in termini di ricadute occupazionali, e risulta raggiunto in anticipo l’obiettivo al 2020 in termini di incidenza delle rinnovabili sui consumi finali lordi di energia (17 per cento).

Proseguono le politiche di sostegno all’efficienza energetica: gli strumenti di promozione adottati hanno portato a rilevanti risparmi di energia e, conseguentemente, alla riduzione di emissioni inquinanti.

Nel 2016, a fronte di un incremento del PIL pari allo 0,9%, il fabbisogno energetico nazionale si è contratto dello 0,5%, determinando una flessione dell’intensità energetica nazionale.

La quota delle importazioni nette rispetto al fabbisogno energetico nazionale, che indica il grado di dipendenza del Paese dall’estero, cresce lievemente passando dal 75,3% del 2015 al 75,6% del 2016.

Il differenziale fra i prezzi dei carburanti in Italia e nell’Unione europea rimane positivo, seppur in riduzione, sostanzialmente per effetto della diversa pressione fiscale: lo stacco tra prezzi industriali (cioè al netto della componente fiscale) italiani e quelli medi dell’Eurozona si è drasticamente ridotto nel corso degli ultimi anni. Per il gasolio diesel i prezzi industriali italiani sono più bassi di quelli dell’area euro. Tuttavia, al lordo delle componenti fiscali, il prezzo dei carburanti in Italia risulta superiore a quello dei principali Paesi europei.   

La relazione è stata redatta da un gruppo di lavoro appositamente costituito  presso la della Direzione generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e per le infrastrutture energetiche, formato da rappresentanze istituzionali e settoriali interessate alla specifiche tematiche energetiche.

La situazione energetica nazionale nel 2016