Unione europea

UE – Relazione sui progressi in materia di energie rinnovabili

Relazione sui progressi in materia di energie rinnovabili.

Lo sviluppo delle energie rinnovabili esige un nuovo approccio che le trasformi nel pilastro fondamentale del modello energetico dell’Unione europea. La nostra responsabilità fondamentale è quella di combattere il cambiamento climatico, un dovere storico che dobbiamo affrontare. E dobbiamo ridurre la dipendenza dalle risorse energetiche del resto del mondo se vogliamo strutturare il nostro modello produttivo e generare posti di lavoro di qualità, oltre a guidare lo sviluppo di tecnologie strategiche per transizione energetica.

La transizione verso un modello di produzione energetica sostenibile costituisce una priorità sociale che non può essere affidata solo al mercato. Dobbiamo capire che la regolamentazione e la partecipazione democratica sono necessarie per evitare gravi esternalità sociali ed ambientali. Dobbiamo impedire che siano gli oligopoli energetici a definire il futuro dell’energia per l’Europa.

L’UE si è dotata di uno strumento giuridico per raggiungere questi obiettivi con la direttiva sulle rinnovabili (2009/28/CE). L’Europa ha avviato quindi un processo di trasformazione del mix energetico dei suoi Stati membri. Questo strumento giuridico, con obiettivi vincolanti e norme chiare di supervisione e controllo, ha consentito un ambiente favorevole per lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili e ha contribuito alla crescita di un settore variegato e diversificato. Le misure pubbliche di sostegno hanno permesso un significativo livello di successo in molti Stati membri: è tuttavia necessario un impulso politico ambizioso se vogliamo raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020 e oltre.

Siamo critici rispetto ad alcuni aspetti del quadro ereditato per la promozione delle energie rinnovabili. E’ innegabile il forte impatto negativo che l’impegno a promuovere i biocarburanti nel settore dei trasporti abbia avuto sulla produzione alimentare, mentre sarebbe stato opportuno avviare una profonda riflessione sulla mancanza di coordinamento e di pianificazione generale della logistica e delle politiche urbane per renderle realmente sostenibili.

La regolamentazione del settore a livello europeo deve risolvere i numerosi problemi che ne stanno frenando lo sviluppo, favorendo gli investimenti pubblici, il controllo democratico e un quadro stabile per gli investimenti che facilitino la gestione collettiva e democratica dell’energia al fine di garantire un modello energetico pienamente sovrano, efficiente e pulito per il 2050.

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