10° Rapporto sull’attuazione del Programma delle infrastrutture strategiche, maggio 2016

«Le infrastrutture strategiche – Dalla “legge obiettivo” alle opere prioritarie»

Dal 2004 il Servizio Studi della Camera svolge, per la Commissione ambiente, un’attività di monitoraggio sull’attuazione del Programma delle infrastrutture strategiche comprese nella “legge obiettivo” (legge 443/2001) attraverso la pubblicazione di rapporti annuali. Dal 2010 l’attività di monitoraggio è svolta in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione (ex AVCP).

I rapporti sono, altresì, predisposti dal Servizio Studi in collaborazione con l’istituto di ricerca CRESME (Centro ricerche economiche sociologiche di mercato nell’edilizia).

Il 10° Rapporto, dal titolo «Le infrastrutture strategiche – Dalla “legge obiettivo” alle opere prioritarie», è stato presentato nella seduta dell’VIII Commissione del 24 maggio 2016 e reca dati aggiornati al 31 marzo 2016.

In particolare:

2. La riconfigurazione del mercato e i processi di innovazione
Il tema della riconfigurazione del mercato investe, da un lato, il nodo del ridimensionamento strutturale di alcune attività e la crescita di altre e, dall’altro, l’analisi dello scenario del mutamento tecnologico che incide sui prodotti, sui processi e sui modelli di offerta. Nel 2015, secondo le stime del CRESME, il 72% del valore del mercato delle costruzioni in Italia è ormai prodotto dalla manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio esistente.

Il valore della nuova edilizia residenziale si riduce a 14,6 miliardi di euro con un calo del 70% rispetto al picco precedente la crisi.
L’attività di manutenzione e riqualificazione del patrimonio esistente interessa anche il comparto dell’edilizia residenziale pubblica e le opere del genio civile. Dei 32,9 miliardi di euro di investimenti nel settore pubblico nel 2015, 17,5 sono costituiti da opere di nuova realizzazione, mentre 15,4 miliardi, il 46,8%, sono di manutenzione straordinaria. L’importanza della riqualificazione del patrimonio esistente è il primo evidente elemento della riconfigurazione avvenuta nel mercato delle costruzioni.

Per quanto riguarda i mutamenti tecnologici in atto, come si è avuto modo di anticipare nel focus della precedente edizione riguardante il recepimento delle direttive europee del 2014 negli scenari dell’innovazione, information communication technology, digitalizzazione, robotica, stampanti 3d, nanotecnologie, domotica e internet delle cose (internet of things) ridisegnano materiali, componenti, processi dell’industria delle costruzioni, modificano i comportamenti e le organizzazioni , i luoghi dell’abitare e del lavoro, lo spazio urbano.

3. Macchine e impianti
Dall’analisi della produzione di edifici e reti infrastrutturali emerge la crescita, misurata in termini occupazionali, delle attività afferenti alla tecnologia e all’impiantistica. Secondo l’Istat, tra i censimenti del 1991 e del 2011, le imprese di installazioni degli impianti in Italia sono passate da 74.000 a 151.000, gli addetti di queste imprese sono cresciuti da 272.000 a 487.000, passando dall’impiegare il 20% degli addetti alle costruzioni nel 1991 al 30,4% nel 2011. Secondo i dati ASIA (Archivio Statistico delle Imprese Attive) nel 2013, gli addetti alle installazioni degli impianti sono aumentati ancora arrivando a impiegare il 34% degli addetti nel settore delle costruzioni.

6. La digitalizzazione nel processo costruttivo
Come già rilevato nel 9° Rapporto, l’innovazione sta incidendo anche sui processi produttivi del settore delle costruzioni. Si tratta, da un lato, dell’avvio di una fase di industrializzazione attraverso la quale sempre più componenti degli edifici e delle opere del genio civile vengono costruiti fuori cantiere e assemblati in cantiere.

L’attività di cantiere viene realizzata attraverso lo sviluppo di macchine e robot, tra le quali si inseriscono le stampanti 3d.

L’altro lato dell’innovazione riguarda la modellazione informatica, nel cui ambito è ricompreso il Building Information Modeling (BIM)che, attraverso la condivisione e l’integrazione di varie tipologie di software, consente di contenere tutte le informazioni sul progetto, sui prodotti impiegati, sulle diverse fasi e sui costi relativi alla costruzione e alla gestione.

Un migliore utilizzo dei dati grazie a strumenti come il Building Information Modeling consente di progettare e costruire virtualmente, attraverso strumenti di simulazione elettronica, il prodotto edilizio e infrastrutturale, permettendo lo scambio delle informazioni tra tutti gli attori della filiera progettuale e realizzativo.

L’implementazione dei predetti strumenti potrebbe aumentare la prevedibilità e la qualità della valutazione delle scelte, riducendo significativamente il costo dell’errore che caratterizza l’attività edilizia e infrastrutturale.

Queste potenzialità tecnologiche richiedono modelli organizzativi profondamente ripensati e tempi di implementazione che non possono essere rapidissimi, ma tracciano con chiarezza le potenzialità dello sviluppo futuro.

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