AEEGSI – Stato e prospettive del meccanismo dei titoli di efficienza energetica

Il Rapporto descrive lo stato e le prospettive del meccanismo dei titoli di efficienza energetica, prestando particolare attenzione all’andamento del mercato dei medesimi titoli.

Il presente Rapporto focalizza l’attenzione sugli scambi di titoli afferenti all’anno d’obbligo 2015 (giugno 2015 – maggio 2016), per il quale, con determina del Direttore Mercati dell’Autorità 16 giugno 2016, 11/2016, è stato calcolato il valore del contributo tariffario definitivo.

Per quanto riguarda invece l’offerta dei TEE, nel corso del 2015, per la prima volta, è stata riscontrata una forte diminuzione nel numero di emissioni (le emissioni complessive sono state circa 5 milioni, con una riduzione del 33% rispetto all’anno precedente), sostanzialmente imputabile al settore industriale anche per gli effetti della crisi economica che, nel limitare generalmente i consumi, ha avuto influenza sia sui risparmi energetici derivanti da interventi già effettuati sia sulla realizzazione di nuovi investimenti di efficientamento.

In relazione all’andamento, in termini di prezzo e quantità, dei TEE negoziati nel corso dell’anno d’obbligo 2015, si osserva un marcato aumento dei prezzi riscontrati in borsa tra febbraio 2016 e maggio 2016, con punte superiori a +30 €/TEE rispetto ai prezzi medi dei mesi immediatamente precedenti, non associato tuttavia a particolari picchi di volume (in tali 4 mesi, infatti, sono stati negoziati titoli pari al 48% del totale negoziato in borsa nell’intero anno d’obbligo).

Il costo per la collettività derivante dal meccanismo dei TEE è pari ai riconoscimenti effettuati ai distributori soggetti all’obbligo, a loro volta pari al prodotto tra il numero dei TEE annullati e il contributo tariffario definitivo. Il totale che ne deriva è, quindi, conseguenza dell’entità degli obiettivi di efficienza energetica e delle caratteristiche calmieranti della formula di calcolo del contributo tariffario definitivo sopra richiamata. Tale costo è posto in parte in capo al “Conto oneri derivanti da misure ed interventi per la promozione dell’efficienza energetica negli usi finali di energia elettrica” alimentato dalla componente UC7 (applicata alle bollette elettriche) e in parte in capo al “Fondo per misure ed interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore del gas naturale” alimentato dalla componente RE e dalla componente RET (applicate alle tariffe gas).

L’offerta di TEE deriva invece dai risparmi energetici ottenuti tramite progetti realizzati sia dai distributori obbligati che da soggetti volontari. I soggetti volontari inizialmente erano rappresentati solo dai distributori di energia elettrica e di gas naturale non soggetti agli obblighi, dalle società da questi controllate e (specialmente) dalle società di servizi energetici; successivamente la normativa ha ampliato l’insieme dei partecipanti sino a comprendere anche i soggetti che abbiano nominato (volontariamente o per cogenza ex legge 10/91) un energy manager ovvero si siano dotati di un sistema di gestione dell’energia certificato in conformità alla norma ISO 50001. I dati del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) riferiti al 2015 indicano che continua a essere del tutto predominante la quantità di richieste presentate dalle società di servizi energetici rispetto alle altre tipologie di utenti, seppure – per quanto riguarda il numero dei soggetti “attivi” – il rapporto tra società di servizi energetici e soggetti “energy manager” si sta riducendo (attualmente è poco superiore a 8), tipicamente per effetto del progressivo aumento della partecipazione diretta da parte dei soggetti che abbiano l’obbligo di nomina dell’energy manager. A partire dalla metà del 2016, inoltre, sono vigenti le disposizioni dell’articolo 7, commi 2 e 3, del decreto interministeriale 28 dicembre 2012 che prevedono l’obbligatorietà della certificazione di cui alla norma UNI CEI 11352 per le società di servizi energetici e della certificazione di cui alla norma UNI CEI 11339 per i soggetti “energy manager”.

Il criterio di suddivisione dei costi era via via divenuto sempre meno appropriato tenendo conto del fatto che la normativa ha progressivamente equiparato a risparmi di gas naturale altri risparmi eterogenei, come quelli ottenuti in settori specifici (trasporti) o da impianti operanti in assetto di cogenerazione ad alto rendimento (CAR). In considerazione di ciò e al fine di non sovraccaricare in maniera discriminatoria le tariffe del gas naturale, l’Autorità, con la deliberazione 13/2014/R/efr nell’ambito dell’approvazione delle nuove regole di determinazione del contributo tariffario, ha previsto l’allocazione sul Conto oneri o sul Fondo misure e interventi in funzione della tipologia del distributore (di energia elettrica o di gas) che ottempera ai propri obblighi, indipendentemente dalla tipologia di titoli utilizzata allo scopo.

La Figura 3.3 mostra gli effettivi oneri posti a carico delle tariffe elettriche e del gas nel periodo sino all’anno d’obbligo 2014 e in pagamento negli anni solari fino al 2015 compreso. Essa, così come la successiva Figura 3.4, non include gli oneri derivanti dal ritiro, da parte del GSE, dei titoli di efficienza energetica riferiti a impianti di cogenerazione ad alto rendimento e non oggetto di negoziazione, per i quali si rimanda alle specifiche Relazioni pubblicate dell’Autorità e, in particolare, da ultimo la “Relazione sullo stato di utilizzo e di integrazione degli impianti di produzione alimentati dalle fonti rinnovabili e degli impianti di cogenerazione ad alto rendimento”, 339/2016/I/efr. Per quanto riguarda l’anno d’obbligo 2014, le verifiche effettuate da parte del GSE nel corso dell’autunno 2015 hanno evidenziato, come anticipato nel secondo capitolo, che una porzione degli obiettivi 2013 e 2014 pari a circa due milioni di TEE deve ancora essere ottemperata.

In particolare, i distributori elettrici hanno richiesto l’annullamento di circa il 60,5% del proprio obiettivo 2014 mentre quelli gas ne hanno raggiunto una quota ben più rilevante e superiore all’82%. Per quanto riguarda l’obiettivo residuo 2013, invece, i distributori elettrici hanno terminato le proprie adempienze mentre ne è rimasta in capo a quelli gas una percentuale inferiore all’unità.

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