Agenzia delle Entrate – Interpello sui nuovi investimenti. Le istruzioni delle Entrate su istanze, contenuti e ambito d’applicazione

Con la Circolare n. 25/E, l’Agenzia fornisce un primo kit di istruzioni precisando l’ambito d’applicazione soggettivo del nuovo istituto, cioè la definizione delle imprese che vi possono far ricorso, ed oggettivo, individuando la tipologia degli investimenti per i quali è possibile formulare l’istanza. Allo stesso tempo, il documento di prassi fornisce chiarimenti sulle modalità di presentazione e sul contenuto delle istanze.

L’elenco dei soggetti ammessi alla presentazione dell’istanza:

gli imprenditori individuali,

le società di capitali e gli enti residenti, tra cui i trust, a condizione che abbiano per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale,

gli enti e i trust residenti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale, relativamente all’attività commerciale eventualmente esercitata,

le società di persone, escluse le società semplici, e gli altri soggetti residenti ad esse equiparati.

Il progetto di investimento deve necessariamente presentare le seguenti caratteristiche:

deve realizzarsi nel territorio dello Stato;

deve avere ricadute occupazionali significative e durature;

deve essere di ammontare non inferiore a trenta milioni di euro.

In dettaglio, la tipologia d’investimento cui guarda il nuovo istituto deve risultare idonea ad includere sia i progetti diretti alla realizzazione di una nuova iniziativa economica avente carattere duraturo, prevedendo quindi l’immissione di nuova liquidità, sia le operazioni che comportano il reimpiego di risorse finanziarie già disponibili presso l’impresa al fine di ristrutturare, ottimizzare o rendere più efficiente un complesso aziendale preesistente. Naturalmente, l’investimento deve avere come “target” un’impresa localizzata nel territorio dello Stato e può consistere anche in operazioni di share deal.

Conseguentemente, anche le “iniziative dirette alla partecipazione al patrimonio dell’impresa” rientrano tra le operazioni ritenute idonee.

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