Pubblicata sulla Gazzetta la Legge Concorrenza 2017

Pubblicata sulla G.U. la Legge 4 agosto 2017, n. 124 – Legge annuale per il mercato e la concorrenza.

Nel Dossier allegato – alla funzione segnalibro – troverete segnalati in rosso i commenti agli articoli di interessa associativo.


 

Via libera il 2 agosto dell’Aula del Senato alla fiducia sul Ddl concorrenza. I sì sono stati 146, i no 113.

Il provvedimento, in quarta lettura, diventa legge a due anni e mezzo dal varo da parte del Governo.

– energia: slitta dal 1° gennaio al 1° luglio 2018 la fine del mercato di maggior tutela per l’energia elettrica e il gas. Arriva, inoltre, la possibilità di rateizzare le maxi-bollette causate da ritardi o disguidi dovuti al fornitore del servizio.
–  eliminata asta forniture elettriche: è eliminata la possibilità di mettere all’asta la fornitura di energia elettrica per quegli utenti che non avranno optato per un operatore alla scadenza del regime di mercato tutelato.

Disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo – pubblicato il Regolamento

D.P.R. 13 giugno 2017, n. 120 Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’articolo 8 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164.

Altra notizia  –  ATTO GOVERNO N. 279

Oggetto e ambito di applicazione (art. 1, comma 1, e art. 3)
L’articolo 1, comma 1, precisa che il riordino e la semplificazione della disciplina inerente la gestione delle terre e rocce da scavo viene operata con particolare riferimento:

  • alla gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti, ai sensi dell’articolo 184-bis, del D. Lgs. 152/2006 (c.d. Codice dell’ambiente), provenienti sia da cantieri di piccole dimensioni che da quelli di grandi dimensioni (assoggettati o meno a valutazione di impatto ambientale, VIA, o ad autorizzazione integrata ambientale, AIA), compresi quelli finalizzati alla costruzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture;

  • alla disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate come rifiuti;
  • alla gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.

Il decreto ha come oggetto la gestione delle terre e rocce qualificate come sottoprodotti per tutti i cantieri, la disciplina del deposito temporaneo di quelle considerate come rifiuto, la gestione nei siti oggetto di bonifica. Tra i più importanti elementi di semplificazione c’è l’eliminazione delle autorizzazioni preventive attraverso la previsione di un modello di controllo ‘ex post’, con l’autocertificazione e il rafforzamento del sistema dei controlli. In particolare, viene prevista una procedura più spedita per attestare che le terre e rocce da scavo soddisfino i requisiti nazionali ed europei per essere qualificate come sottoprodotti.

Fin dalla fase di predisposizione del piano di utilizzo, si prevede che i soggetti pubblici e privati possano confrontarsi con le Agenzie ambientali regionali e provinciali per le preliminari verifiche istruttorie e tecniche, anticipando lo svolgimento dei controlli di legge. Vengono poi unificati e semplificati gli adempimenti per il trasporto fuori dal sito ed eliminato l’obbligo di comunicare preventivamente all’autorità competente ogni trasporto di terre e rocce qualificate come sottoprodotto nei grandi cantieri, oltre che reso più semplice il sistema generale delle comunicazioni.

E’ infine contenuta nel decreto una disciplina specifica per il deposito di rifiuti, mentre per le aree oggetto di bonifica sono individuate procedure uniche per gli scavi come per la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare.

L’introduzione delle semplificazioni è bilanciata da un rafforzamento del sistema dei controlli, che prevedono misure dirette a superare anche eventuali casi di inerzia da parte delle Amministrazioni. I maggiori controlli affidati alle Agenzie ambientali e alle autorità competenti verranno coperti mediante un tariffario nazionale da applicare ai proponenti, individuando un costo minimo e proporzionale ai volumi delle terre e rocce da scavo.

Concorrenza: Antitrust, bene la legge ma in futuro pensare a interventi di settore

Il travagliato iter legislativo, durato oltre due anni, impone una riflessione sull’opportunità per il futuro, di ricorrere a interventi più rapidi e incisivi: ad esempio non leggi omnibus, ma adozione di misure settoriali, volte a creare in ogni mercato un sistema di regole chiaro e trasparente, presupposto indispensabile per gli investimenti e la crescita economica.

Fiere nazionali e internazionali: il calendario 2018

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 27 luglio, ha  preso atto del calendario fieristico relativo al 2018. 
Si tratta di un programma di più di 200 manifestazioni fieristiche nazionali e più di 200 internazionali che si tengono in Italia.
Il calendario è stato pubblicato nella sezione “fiere” del portale www.regioni.it.
Il “programma annuale” è un file excel (suscettibile di possibili aggiornamenti) che riporta l’elenco delle manifestazioni suddivbiso in un due fogli: uno relativo agli eventi a valenza nazionale e l’altro dedicato alle fiere internazionali.

I diversi eventi sono identificabili anche per settori merceologici, attraverso i seguenti codici numerici:

 

Legenda codici
1 Agricoltura, Silvicoltura, Zootecnia
5 Costruzioni, Infrastrutture
7 Sicurezza, Antincendio, Difesa
9 Energia, Combustibili, Gas
10 Protezione dell’ambiente
15 Real Estate, Immobiliare
19 Industria, Tecnologia, Meccanica
26 Trasporti, Logistica, Navigazione

CONFCOMMERCIO – Convegno “Meno economia sommersa, più crescita”

Convegno “Meno economia sommersa, più crescita“, 26 luglio 2017 – MULTIMEDIA

Il presidente di Confcommercio è intervenuto all’ormai consueto convegno che la confederazione dedica al tema del fisco. “Da tempo denunciamo che il livello di pressione fiscale del nostro paese è insostenibile per il sistema produttivo“. “L’aumento dell’Iva è l’ultima cosa di cui hanno bisogno gli italiani“.

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, è intervenuto all’ormai consueto convegno che la confederazione dedica al tema del fisco e che quest’anno ha visto la presenza del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e del neo direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. “Questa prima parte del 2017 – ha detto Sangalli – è caratterizzata dal rafforzamento dei segnali di ripresa della nostra economia, all’interno di uno scenario internazionale nel quale i rischi di rallentamento sono perfettamente bilanciati dall’eventualità di una crescita più robusta rispetto a quanto previsto soltanto alcuni mesi fa”. “Le ombre sulle prospettive politiche dell’Europa non si sono del tutto diradate, ma nell’ultimo anno i risultati delle varie tornate elettorali hanno contribuito a ridurre le tensioni più aspre. Sarebbe un errore, tuttavia, immaginare che demagogia e sovranismo siano battuti.

Manca ancora, infatti, una proposta credibile e condivisa per intraprendere un percorso di miglioramento delle istituzioni europee”. “La crisi dei migranti – ha osservato il presidente di Confcommercio – non è risolta, né lo stallo in cui ci troviamo può costituire una soluzione. Le minacce terroristiche restano sullo sfondo. La sicurezza internazionale è gestita con troppe incertezze. Prevale, tra i maggiori stati europei, una condizione di sfiducia e di sospetto che non aiuta a progredire su una strada di maggiore integrazione. I mercati internazionali attendono senza fretta. Ne beneficiano i livelli attuali dei tassi d’interesse, ma l’orizzonte resta pieno di incertezze”.

In Italia, secondo Sangalli “un debito pubblico ingente, stabile ma non decrescente rispetto al PIL, continua a rappresentare un grave fattore di fragilità, che peggiora le nostre prospettive di crescita rispetto a quelle dei nostri partner internazionali. Non possiamo accontentarci, dunque, dei pure positivi spunti congiunturali registrati in alcune variabili di consumo e di produzione. L’incertezza cui facevo cenno, mette in discussione, infatti, le prospettive occupazionali e la tenuta dei consumi. Alcuni difetti strutturali da più di un ventennio frenano il nostro sistema produttivo. Mi riferisco all’eccesso di burocrazia e di pressione fiscale, al deficit di legalità, alle debolezze del sistema infrastrutturale, all’insostenibile costo del lavoro.

Abbiamo, dunque, bisogno di migliori prospettive”. “Se confrontiamo le dinamiche della fiducia in Europa, su 27 Paesi – ha detto Sangalli – solo in 4 la fiducia delle famiglie è da oltre un anno e mezzo su un trend decisamente decrescente, a parte isolati e poco significativi episodi: i Paesi sono l’Italia, la Grecia e due piccole nazioni dell’Est. Ci deve essere una ragione se noi siamo l’unico grande paese in deficit di fiducia. Crediamo che la radice affondi nella politica fiscale”. “Siamo convinti che per rafforzare le dinamiche dei consumi e degli investimenti la via più promettente sia quella di superare la logica degli interventi spot e dei bonus discriminatori, ridurre gli sprechi e le inefficienze ancora abbondantemente presenti nella spesa pubblica, scartare definitivamente qualsiasi ipotesi di aumento dell’Iva, l’ultima cosa di cui gli italiani hanno bisogno. Sul punto c’è stata la rassicurazione da parte del Governo e da più parti della politica.

Ma noi non abbasseremo la guardia, consapevoli, da un lato delle grandi difficoltà che il percorso di aggiustamento del bilancio pubblico presenta, e, dall’altro, che la soluzione non può certo passare da un inasprimento fiscale”. “Da tempo denunciamo – ha sottolineato ancora il presidente di Confcommercio – che il livello di pressione fiscale del nostro paese – ormai stabile al 43% – è insostenibile per il nostro sistema produttivo e incompatibile con qualsiasi realistica prospettiva di crescita robusta, diffusa, duratura. Abbiamo dato atto, e lo facciamo anche oggi, dei risultati ottenuti dal Governo sul fronte del contenimento della spesa pubblica.

Ma affermiamo che si deve proseguire in quest’azione e, anzi, rafforzarla. Le risorse necessarie per ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese si possono e si devono trovare agendo su due binari: da un lato, attraverso una profonda operazione di eliminazione di sprechi e inefficienze che l’aggregato dei consumi pubblici ancora presenta a qualsiasi livello istituzionale, centrale e locale”. Dall’altro, attraverso il contrasto all’evasione che – come confermato dall’analisi del nostro Ufficio Studi – consentirebbe, a determinate condizioni, di recuperare oltre 86 miliardi di imponibile evaso e quasi 43 miliardi di gettito da restituire, sotto forma di minori aliquote, ai contribuenti in regola.

E, tra i fattori che determinano l’evasione, indipendentemente dalla dimensione di impresa o dal settore produttivo, risultano cruciali proprio la quantità e la qualità dei servizi pubblici resi al cittadino e la facilità di adempimento degli obblighi fiscali.

Variabili che, nel Mezzogiorno in particolare, sono costantemente e sensibilmente peggiori del resto del Paese. E’ anche qui che si deve intervenire perché – per fare un esempio – solo per gli adempimenti fiscali, le nostre imprese devono impiegare 30 giornate lavorative all’anno, 11 in più rispetto alla media dei Paesi dell’area Euro.

Non dobbiamo stupirci, dunque, se nella comparazione internazionale l’Italia si colloca al 50° posto per il contesto favorevole nel “fare impresa” e scende addirittura al 126° posto – ultima tra i 27 Paesi dell’Unione Europea – relativamente ai tempi per pagare le imposte”.

Un sistema fiscale costruito su queste basi inevitabilmente conduce a rapporti conflittuali tra fisco e contribuenti. E’ un sistema squilibrato, farraginoso, complicato da capire e da gestire ed estremamente costoso per le imprese e per gli imprenditori. Per realizzare una concreta semplificazione fiscale occorre ridefinire dalle fondamenta il sistema tributario del nostro Paese al fine di raggiungere un nuovo equilibrio in grado di coniugare semplificazione ed equità”. Secondo Sangalli per raggiungere questo obiettivo sarebbero necessarie tre misure: il riordino in testi unici di tutte le disposizioni fiscali; la stabilità nelle disposizioni che impongono gli adempimenti fiscali; la non retroattività delle disposizioni tributarie. E, soprattutto, che i controlli fiscali non finiscano per incrementare ulteriormente gli oneri burocratici a carico delle imprese. “Insomma, abbiamo bisogno di un sistema fiscale che sia semplice, equo e capace di assicurare stabilità e certezza. In questo senso, apprezziamo la politica fiscale distensiva attuata dal Governo, compresa la riforma degli studi di settore che semplifica la vita delle imprese, così come l’intenzione annunciata pochi giorni fa dal Direttore delle Entrate Ruffini di dare un nuovo corso all’Agenzia comprendendo le difficoltà dei contribuenti, come le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti”. “Ma il grande passo da compiere – ha aggiunto Sangalli – rimane quello di dare un segnale di concreta riduzione delle tasse. La nostra posizione è nota: ridurre le aliquote Irpef in maniera ragionevole e generalizzata, di cui beneficerebbero indistintamente tutti i territori e tutti i contribuenti e che consentirebbe di rafforzare il capitale fiduciario del paese per trasformare la ripresa in crescita”. “Certo, non sta a noi decidere da dove iniziare. Sono tante le ipotesi sul tappeto – ha concluso Sangalli – per ridurre la pressione fiscale e poche – come ha ricordato il ministro Padoan – le risorse disponibili per attuarle. L’importante, qualunque sia lo strumento individuato, riduzione del cuneo fiscale o altro, è che si inizi subito”.

ANCE – Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni – Luglio 2017

Lo studio è stato introdotto dal Vicepresidente Rudy Girardi ed illustrato dal Direttore del Centro Studi Ance, Flavio Monosilio.
L’Osservatorio evidenzia come per l’economia italiana si va consolidando la ripresa, con previsioni superiori alle attese. Per il settore delle costruzioni, invece, stremato da una crisi decennale, ancora non si riescono a scorgere segnali di cambiamento.
I dati lo dimostrano: a gennaio la previsione era di una crescita degli investimenti in costruzioni dello 0,8% per il 2017, oggi la stima è solo di +0,2%. Si tratta di un aumento trascurabile, del tutto insufficiente a creare le condizioni di effettiva ripresa per un settore che ha visto dal 2008 ridurre del 36,4% i propri livelli produttivi.
Il 2018 potrebbe essere l’anno di svolta per il settore delle costruzioni anche grazie agli effetti derivanti dalle misure previste dalla Legge di bilancio 2017. La previsione per il prossimo è di un aumento degli investimenti in costruzioni dell’1,5% in termini reali.
Alla conferenza stampa sono intervenuti i Vicepresidenti Edoardo Bianchi, per le opere pubbliche, Filippo Delle Piane, per il mercato privato, e Vincenzo Di Nardo, per il PPP, per offrire il punto di vista dell’Ance su alcuni dei nodi centrali per il settore e avanzare proposte che possano concretamente avviare la ripresa delle costruzioni. I lavori sono stati conclusi dal Presidente Giuliano Campana che si è soffermato in particolare, su quanto la leva fiscale possa rappresentare un elemento importante anche per promuovere operazioni complesse di rigenerazione urbana.
 
In allegato disponibile la versione integrale dell’Osservatorio Congiunturale

MINAMBIENTE – consultazione – Verso un modello di economia circolare per l’Italia

Il presente documento ha l’obiettivo di fornire un inquadramento generale dell’economia circolare nonché di definire il posizionamento strategico del nostro paese sul tema, in continuità con gli impegni adottati nell’ambito dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, in sede G7 e nell’Unione Europea.

Tale documento costituisce un tassello importante per l’attuazione della più ampia Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile, contribuendo in particolare alla definizione degli obiettivi dell’uso efficiente delle risorse e di modelli di produzione più circolari e sostenibili anche grazie ad abitudini di consumo più attente e consapevoli.

In questo quadro la grande sfida che l’Italia, assieme ai Paesi maggiormente industrializzati, si troverà ad affrontare nel prossimo decennio è rispondere in modo adeguato ed efficace alle complesse dinamiche ambientali e sociali, mantenendo allo stesso tempo la competitività del sistema produttivo. …

CONTINUA

EU TASK GROUP BIM – pubblicata la guida UE per le pubbliche amministrazioni

Il focus del gruppo è quello di sviluppare un manuale contenente i principi comuni per i procuratori pubblici e i responsabili politici di prendere in considerazione quando introducono BIM alle loro opere pubbliche o strategie.

Il manuale comprende misure di appalto, considerazioni tecniche, sviluppo culturale e competenze.

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