Codice dei contratti pubblici – Appalti di lavori e servizi – disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50

Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n. 397

Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in materia di contratti pubblici, di lavori, servizi e forniture – Atto del Governo n. 397 

Note precedenti

Combustibili alternativi – linea guida

La Conferenza delle Regioni del 6 aprile, presieduta da Stefano Bonaccini, ha approvato “linee guida” (che recepiscono il D. Lgs. 257/16 in attuazione della direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio) affinché siano adottati provvedimenti regionali omogenei per la realizzazione delle infrastrutture per i combustibili alternativi.

Il testo delle linee guida è stato inviato a tuttin i presidenti delle Regioni e delle Provimnce autonome ed è stato pubblicato sul portale www.regioni.it , nella sezione “Conferenze”.

Si riporta di seguito il documento integrale

Linee guida per il recepimento dell’articolo 18 del decreto legislativo n. 257 del 16 dicembre 2016 recante “disciplina di attuazione della direttiva 2014/94/ue del parlamento europeo e del consiglio, del 22/10/2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi”

Efficacia della norma e ruolo delle Regioni
Le presenti linee guida sono finalizzate all’adozione di provvedimenti regionali omogenei su tutto il territorio nazionale in applicazione del D. lgs. 257/2016.

L’articolo 18 stabilisce (comma 1) obblighi immediati di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica nonché di rifornimento di GNC o GNL anche in esclusiva modalità di self service nel caso di realizzazione di nuovi impianti di distribuzione carburanti e di ristrutturazione totale degli impianti di distribuzione carburanti esistenti su tutto il territorio nazionale.
L’efficacia degli obblighi di cui ai commi 3 e 4 è subordinata all’emanazione di singoli provvedimenti Regionali. In considerazione del termine previsto per la presentazione dei relativi progetti (31/12/2018 o 31/12/2020), le Regioni interessate adottano i loro provvedimenti entro un termine congruo e comunque non oltre un anno dalla pubblicazione del D. Lgs. 257/2016.
Nelle more dell’adozione o in assenza di disposizioni regionali in materia si concorda per l’applicazione immediata del solo comma 7 dell’art. 18.

Le Regioni e le Province autonome potranno prevedere delle disposizioni volte a promuovere forme pattizie e di programmazione negoziata in modo da agevolare l’assolvimento degli obblighi previsti dal D. Lgs. 257/2016.

Ristrutturazione Totale
Per “ristrutturazione totale dell’impianto di carburanti” si intende il completo rifacimento dell’impianto consistente nella totale sostituzione o nel riposizionamento di tutte le attrezzature petrolifere, effettuato anche in momenti successivi nell’arco di tre anni.

Sono da considerarsi ristrutturazioni totali anche le ristrutturazioni parziali dell’impianto realizzate con interventi che abbiano determinato il rifacimento dell’intero impianto di distribuzione in un periodo di tre anni.
A questo proposito, dovrà essere posto l’obbligo a carico del titolare dell’autorizzazione di presentare apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti la non realizzazione di ristrutturazione totale come definita al primo capoverso.

Aree svantaggiate – Comma 1
L’obbligo per la diffusione dell’utilizzo del GNC, del GNL e dell’elettricità non si applica per gli impianti localizzati nelle aree svantaggiate già individuate dalle disposizioni regionali del settore, se previste nelle stesse.
Ribadendo la validità delle norme regionali già esistenti in materia di definizione delle aree svantaggiate, si prevede la possibilità per le Regioni e le Province autonome prive della localizzazione delle aree svantaggiate di individuarle entro tre mesi dall’entrata in vigore del D.lgs 257/2016.
Si individuano a titolo esemplificativo alcuni parametri comuni di riferimento per l’individuazione delle aree svantaggiate quali: carenza del servizio sul territorio, valutazioni altimetriche, dimensione demografica comunale.

Presupposti obbligo di GPL – Comma 1, ultimo periodo
Le Regioni e le Province autonome devono prevedere l’obbligo di impianti di distribuzione del GPL nel caso in cui contemporaneamente si verifichino le seguenti condizioni: l’impianto interessato possiede le impossibilità tecniche previste al comma 6 e la Regione interessata alla realizzazione dell’impianto ha un numero di impianti di distribuzione di GPL al di sotto della media nazionale di cui all’allegato D del D.lgs 257/2016. 3

Sviluppo modalità self service – Comma 2
E’ previsto di sviluppare la modalità self service per gli impianti di distribuzione del GNC attraverso la predisposizione, entro dodici mesi dall’entrata in vigore del D.lgs. 257/2016, di un apposito decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il MISE, che andrà ad aggiornare le normative già in essere in materia di sicurezza.
Al momento non si evidenziano compiti specifici per le Regioni e le Province autonome e quindi non ci sono, su questo punto, disposizioni regionali di settore da adottare.

Sviluppo infrastrutture ricarica elettrica e distribuzione di GNC o GNL impianti stradali già esistenti – Comma 3
Le Regioni e le Province autonome con apposita disposizione di settore dovranno prevedere l’obbligo per tutti gli impianti, già esistenti al 31 dicembre 2015, con un erogato nell’anno 2015 , di benzina e gasolio, superiore a 10 milioni di litri e che si trovano in una delle province i cui capoluoghi hanno superato il limite delle concentrazioni di PM 10 per almeno 2 anni su 6 negli anni dal 2009 al 2014, di presentare entro il 31 dicembre 2018 un progetto al fine di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica nonché di distribuzione di GNC o GNL.
Il progetto, una volta approvato, dovrà realizzarsi nei successivi 24 mesi dalla data di presentazione del medesimo.

Comma 4
Le Regioni e le Province autonome con apposita disposizione di settore dovranno prevedere l’obbligo per tutti gli impianti già esistenti al 31 dicembre 2017, con un erogato nell’anno 2017 , di benzina e gasolio, superiore a 5 milioni di litri e che si trovano in una delle province i cui capoluoghi hanno superato il limite delle concentrazioni di PM 10 per almeno 2 anni su 6 negli anni dal 2009 al 2014, di presentare entro il 31 dicembre 2020 un progetto al fine di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica nonchè di distribuzione di GNC o GNL.
Il progetto, una volta approvato, dovrà realizzarsi nei successivi 24 mesi dalla data di presentazione del medesimo.
Il MISE acquisisce i dati riferiti all’erogato dalle Agenzie delle Dogane relativamente agli anni 2015 e 2017 (comma 11) e provvede a trasferirli direttamente alle Regioni, in modo che le stesse possano verificare gli impianti interessati all’obbligo e procedere agli atti conseguenti.

Sviluppo infrastrutture ricarica elettrica e distribuzione di GNC o GNL impianti autostradali già esistenti – Comma 5
Nell’ambito degli impianti autostradali i concessionari hanno l’obbligo di presentare al concedente, entro il 31 dicembre 2018, un piano di diffusione dei servizi di ricarica elettrica, di GNC e di GNL che garantisca un numero adeguato di punti di ricarica e di rifornimento lungo l’intera rete autostradale.
Al momento non si evidenziano compiti specifici per le Regioni e quindi non ci sono, su questo punto, disposizioni regionali di settore da adottare.
Sono fatte salve le disposizioni regionali e l’accordo sulla metanizzazione della rete autostradale sottoscritto dalle Regioni e dagli altri soggetti interessati.

Incompatibilità tecniche – Comma 6
L’obbligo per gli impianti di distribuzione carburanti di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica nonché di distribuzione di GNC o GNL non si applica nel caso in cui sussista una delle seguenti impossibilità tecniche:

  • per il GNL e per il GNC la presenza di accessi e spazi insufficienti per motivi di sicurezza ai sensi della normativa antincendio (incompatibilità valida solo per gli impianti già autorizzati alla data in vigore del D.Lgs. 257/2016);
  • per il GNC lunghezza delle tubazioni per l’allacciamento superiore a 1000 metri tra la rete del gas naturale e il punto di stoccaggio del GNC e pressione della rete del gas naturale inferiore a 3 bar;
  • per il GNL distanza dal più vicino deposito di approvvigionamento via terra superiore a 1000 chilometri.

Il titolare dell’impianto di distribuzione fa valere con apposita richiesta la presenza dell’impossibilità tecnica. La condizione viene verificata e certificata dall’ente che rilascia l’autorizzazione all’esercizio dell’attività.
Le cause di incompatibilità tecnica sono verificate disgiuntamente per il GNC e il GNL, in quanto il verificarsi delle condizioni di esonero per l’uno, GNC o GNL, non comporta automaticamente l’esonero dell’obbligo dell’altro. Infatti, si tratta dello stesso prodotto gas naturale, nelle due forme commerciali e l’impossibilità tecnica ad installare una delle due forme commerciali del gas naturale, non determina la simultanea esclusione anche dell’altra.
La verifica dell’inesistenza di “una delle seguenti impossibilità tecniche”, quindi va effettuata separatamente per il GNC e il GNL e la possibilità di esenzione scatterà se sussiste una impossibilità per il GNC – una tra le lettere a) e b) – ed una impossibilità per il GNL –una tra le lettere a) e c).
La misurazione della lunghezza della tubazione per l’allacciamento del GNC va effettuato sulla condotta più vicina e tenendo conto dell’effettivo percorso più breve della tubazione. Inoltre il punto di partenza dal distributore stradale per la misurazione della lunghezza della tubazione va individuato in via prioritaria dal punto di stoccaggio del GNC presso il distributore o, in assenza, dal punto di riconsegna (cabina di misura) posizionato sul punto vendita.
La misurazione della lunghezza della tubazione è effettuata con riferimento al percorso più breve tenendo conto sia della distanza lineare tra il distributore stradale e il punto di allacciamento del GNC che della esistenza di comprovate limitazioni che obbligano ad allungare la percorrenza della tubazione
La misurazione della distanza chilometrica dal più vicino deposito di approvvigionamento del GNL va calcolata tenendo conto del percorso stradale più breve e nel rispetto delle norme di circolazione e del codice della strada.
La distanza chilometrica è misurata con riferimento al percorso stradale più breve sulla viabilità pubblica di scorrimento ai sensi del “NUOVO CODICE DELLA STRADA” di cui al Decreto Legislativo 30 Aprile 1992 n. 285 e suo regolamento attuativo e tenendo conto delle successive modifiche.
Le singole Regioni e le Province autonome possono, nel rispetto delle proprie competenze, fissare delle preferenze per uno dei due prodotti (GNC o GNL) ove entrambi realizzabili.

Apertura di nuovi impianti di distribuzione ad uso pubblico con erogazione di mono prodotto – Comma 7
Il D. Lgs. 257/2016 consente l’apertura di nuovi impianti di distribuzione mono prodotto, ad uso pubblico, che erogano gas naturale, compreso il biometano, sia in forma compressa – GNC, sia in forma liquida – GNL , nonché di nuovi punti di ricarica di potenza elevata almeno veloce e quindi superiore a 22 kW e pari o inferiore a 50kW.
L’impianto di distribuzione mono prodotto oltre ad erogare “gas naturale, compreso il biometano” sia in forma GNC sia in forma GNL dovrà dotarsi obbligatoriamente di nuovi punti di ricarica elettrica di potenza elevata del tipo almeno veloce.
Le Regioni e le Province autonome, per coerenza con la norma nazionale, adeguano, ove necessario, le proprie disposizioni regionali di settore consentendo la possibilità di realizzare nuovi impianti di distribuzione mono prodotto nelle forme previste dal D. Lgs. 257/2016.

Ampliamento eliminazione delle penali di supero capacità giornaliera – Comma 8
L’autorità preposta entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore del D. Lgs. 257/2016, adotta misure finalizzate alla eliminazione delle penali di supero di capacità giornaliera ai punti di riconsegna delle reti di trasporto e di distribuzione direttamente connessi agli impianti di distribuzione di gas naturale per autotrazione, nel caso di prelievi superiori fino al 50% della capacità del punto di riconsegna e per un periodo complessivo, anche non continuativo, non superiore a 90 gg all’anno.
L’eliminazione della penale nelle forme previste nel citato decreto legislativo, è da considerarsi come franchigia aggiuntiva rispetto alle flessibilità già previste per la riconsegna del gas ai punti di riconsegna delle stazioni di servizio.
La materia è in ogni caso di competenza del Regolatore che è un soggetto indipendente.
Al momento non si evidenziano compiti specifici per le Regioni e quindi non ci sono, su questo specifico punto, disposizioni regionali di settore da adottare.

Modalità alternative da parte del titolare dell’impianto di assolvere all’obbligo della diffusione dei combustibili alternativi – Comma 12
Al fine di ottemperare agli obblighi della diffusione dei combustibili alternativi, nel caso di impianti già esistenti di cui ai commi 3 e 4, le regioni interessate possono prevedere la possibilità che l’obbligo ricada e sia assolto dal titolare nel caso in cui sia in titolarità di più impianti di distribuzione carburanti.
In questo caso il titolare dell’impianto, potrà dotare del prodotto GNC o GNL e di ricarica elettrica un altro impianto nuovo o già nella sua titolarità, che non è soggetto ad obbligo, a condizione che l’impianto alternativo individuato sia sito nell’ambito territoriale della stessa provincia e in coerenza con le disposizioni della programmazione regionale (ove presente).
Le Regioni e le Province autonome interessate possono prevedere nelle proprie disposizioni regionali di settore la possibilità che l’obbligo di realizzare la dotazione del prodotto GNC o GNL e di ricarica elettrica ricada direttamente sul titolare dell’impianto di distribuzione che potrà assolvere a questo obbligo utilizzando un altro impianto con i requisiti previsti dal D.lgs. 257/2016.

Sistema sanzionatorio
Posta l’assenza di disposizioni sanzionatorie nel D. Lgs. 257/2016, le Regioni, nel rispetto delle proprie competenze, le potranno prevedere nelle norme regionali di recepimento e di attuazione.

Competenze regionali
Le linee guida sono suscettibili di eventuali variazioni ed integrazioni, sempre nel rispetto delle disposizioni statali ed europee, con riferimento alle peculiarità di ogni singola regione e Province autonome.

Notizie precedenti

ISPRA – Linee guida per valutazione e redazione dei documenti della VAS

Linee guida per l’analisi e la caratterizzazione delle componenti ambientali a supporto della valutazione e redazione dei documenti della VAS.

Le  Linee guida forniscono indicazioni metodologiche e operative per l’analisi e la caratterizzazione delle componenti ambientali pertinenti a piani/programmi di diversi settori e scale territoriali nell’ambito dell’analisi del contesto ambientale interessato dal piano/programma. L’analisi del contesto costituisce una delle principali  attività della VAS descritte nel Rapporto ambientale.

Le indicazioni, fornite nelle Linee guida, sono a supporto sia della formulazione delle osservazioni/pareri sui documenti di VAS in consultazione sia della redazione dei documenti stessi.

Le Linee guida sono organizzate per componenti ambientali: Acqua, Aria, Biodiversità, Fattori climatici, Paesaggio e Beni culturali, Suolo, più una sezione dedicata alla caratterizzazione degli aspetti pertinenti l’analisi del contesto ambientale per la pianificazione urbanistica comunale e intercomunale.

Seguendo le indicazioni fornite è possibile evidenziare per ciascuna componente, le criticità e/o “questioni” peculiari per l’ambito territoriale di influenza del piano/programma sulle quali lo stesso piano/programma potrebbe incidere agendo sui fattori d’impatto nonché direttamente sulla qualità ambientale, tenendo sempre in riferimento i principali obiettivi di sostenibilità ambientali.

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Inquinamento acustico – pubblicati i due regolamenti

Sono stati pubblicati i decreti legislativi nn. 41 e 42 del 17 febbraio 2017 in materia di inquinamento acustico, in attuazione della delega di cui all’articolo 19 della legge 30 ottobre 2014, n. 161.

I due provvedimenti, in vigore dal 19 aprile prossimo, prevedono, rispettivamente la:

1) armonizzazione delle norme italiane in materia di inquinamento acustico (articolo 19, comma 2, lettere a), b), c), d), e), f) e h)) con la direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e gestione del rumore ambientale;

2) armonizzazione della norme nazionali in materia con la direttiva 2000/14/CE e con il regolamento CE n. 765/2008 (articolo 19, comma 2, lettere i), l) e m)).

In particolare, il decreto 41 prevede:

all’Art. 1 Modifiche all’articolo 3 del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 262 che:
1. All’articolo 3 del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 262, dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente: «2-bis. Qualora il fabbricante non e’ stabilito nell’Unione europea e non ha individuato il mandatario di cui all’articolo 2, comma 1, lettera j), gli obblighi di cui al presente decreto gravano su chiunque, persona fisica o giuridica, immette in commercio o mette in servizio le macchine e attrezzature nel territorio nazionale.».

all’Art. 4 – Modifiche all’articolo 15 del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 262 che:
1. All’articolo 15 del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 262, sino apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 5 e’ inserito il seguente: «5-bis. I soggetti di cui all’articolo 3 che immettono in commercio o mettono in servizio macchine ed attrezzature di cui all’allegato I, parte b) e parte c), per le quali e’ riscontrato da parte dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale il superamento del livello di potenza sonora garantito, sono soggetti, fuori dai casi in cui la violazione costituisce reato, alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da euro 1.000 a euro 50.000.»;
b) dopo il comma 9 e’ inserito il seguente: «9-bis. Le attività di accertamento, contestazione e notificazione delle violazioni sono svolte dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.». 

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Consiglio di Stato – Linee guida Anac – P.P.P. Partenariato pubblico privato – parere

Richiesta di parere
Con la nota n. 20219 del 7 febbraio 2016 il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha trasmesso lo schema di linee guida recanti “Monitoraggio delle amministrazioni aggiudicatrici sull’attività dell’operatore economico nei contratti di partenariato pubblico privato” al fine di acquisire il parere del Consiglio di Stato.

Tale documento è stato redatto in attuazione dell’art. 181, comma 4, del D. lgs. 18 aprile 2016, n. 50, a mente del quale l’ANAC, sentito il Ministro dell’Economia e delle Finanze, adotta linee guida per definire le modalità con le quali le amministrazioni aggiudicatrici, attraverso la predisposizione e applicazione di sistemi di monitoraggio, esercitano il controllo sull’attività dell’operatore economico affidatario di un contratto di Partenariato Pubblico Privato (“PPP”), verificando in particolare la permanenza in capo allo stesso dei rischi trasferiti.

L’Autorità ha precisato che il documento in esame è stato predisposto all’esito di una consultazione pubblica svoltasi in modalità aperta e che, conformemente a quanto stabilito dall’art. 181, comma 4, del D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, sono state preventivamente acquisite anche le osservazioni del Ministero dell’economia e delle finanze, così che le detto documento è “il risultato della ponderazione delle osservazioni formulate da parte degli stakeholder intervenuti nel corso della consultazione pubblica e delle valutazioni espresse dal predetto Ministero”.

Il documento in esame è inoltre accompagnato da una relazione AIR che descrive, accanto al quadro normativo di interesse, le ragioni e gli obiettivi dell’intervento regolatorio e gli indicatori individuati per la verifica del raggiungimento di questi ultimi, il procedimento di consultazione pubblica e le opzioni alternative oggetto di valutazione.

Agenzia delle Entrate – Super e iper ammortamento per favorire lo sviluppo dell’Industria 4.0

Super e iper ammortamento per favorire lo sviluppo dell’Industria 4.0

Pronti i chiarimenti sui bonus, con maggiorazioni del 40% e del 150% Dai sensori ai robot il sostegno premia l’high-tech Per quali categorie di beni scattano i bonus super e iper ammortamento?

Quali tipologie di investimento premiano e a quali condizioni? Quali i termini temporali di riferimento, le scadenze e a favore di quali soggetti?

Sono questi alcuni dei quesiti che trovano risposta nella circolare n. 4/E di oggi redatta congiuntamente da Agenzia delle Entrate e Ministero dello Sviluppo Economico.

Il documento di prassi fornisce chiarimenti sulle misure fiscali introdotte per dare impulso all’ammodernamento delle imprese e alla loro trasformazione tecnologica e digitale.

In particolare, la Legge di Bilancio 2017 ha previsto la proroga del super ammortamento e ha introdotto l’iper ammortamento, una maggiorazione del 150% del costo di acquisizione di determinati beni ai fini della deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.

Nella circolare, inoltre, vengono fornite indicazioni sull’ulteriore maggiorazione del 40% sul costo di acquisto di beni strumentali immateriali (tra cui, alcuni software, sistemi IT e attività di system integration), prevista sempre dalla Legge di Bilancio per i soggetti che beneficiano già dell’iper ammortamento.

Direttiva Macchine – Regolamento Ascensori

Pubblicato sulla G.U. il D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23 recante il Regolamento concernente modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, per l’attuazione della direttiva 2014/33/UE relativa agli ascensori ed ai componenti di sicurezza degli ascensori nonche’ per l’esercizio degli ascensori.

Nuova Sabatini – ulteriore circolare di chiarimento

Nuova Sabatini, variazioni alle circolari n. 14036 del 15 febbraio 2017 e n. 17677 del 24 febbraio 2017

La circolare, pubblicata sul sito istituzionale in data 10 marzo 2017, modifica le circolari n.14036 del 15 febbraio 2017 e n.17677 del 24 febbraio 2017, recanti le modalità di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione dei contributi di cui al decreto del Ministro dello Sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 25 gennaio 2016.

Note precedenti

In particolare:

  • l’allegato 6/A alla circolare n. 17677 del 24 febbraio 2017 è sostituito dall’allegato 6/A alla presente circolare
  • il punto 8.7 della circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017 è sostituito dal seguente: Con riferimento al settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, le agevolazioni sono concesse nel rispetto dell’art. 2 del regolamento (UE) n. 1388/2014, che prevede la non applicabilità dello stesso in caso di progetti con spese ammissibili superiori a 2 milioni di euro e aiuti di importo superiore a 1 milione di euro per beneficiario e per anno

Il comunicato relativo alla circolare è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Agenzia delle Entrate – nuova edizione vademecum ristrutturazione edilizia

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI – Febbraio 2017

Gli aggiornamenti più recenti:

proroga della maggiore detrazione (Irpef) per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio

le nuove regole per la detrazione (Irpef e Ires) delle spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche

beneficiari del diritto alle detrazioni

agevolazioni sull’acquisto del box auto

pagamenti con bonifici

proroga della detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici

Codice dei Contratti pubblici di lavori e servizi – schema di decreto di modifica

Atto del Governo: 397 Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

Lo schema di decreto si compone di 119 articoli che, per maggiore chiarezza, utilizzano la tecnica della novella normativa. Alla presente relazione, per consentire una più agevole consultazione, è allegato un testo coordinato risultante da ciascuna novella.

Le modifiche proposte sono mirate a perfezionare l’impianto normativo senza intaccarlo. con lo scopo di migliorarne l’omogeneità, la chiarezza e l’adeguatezza in modo da perseguire efficacemente l’obiettivo dello sviluppo del settore che la stessa legge delega si era prefissata. Lo schema di decreto tiene, in particolare, conto delle consultazioni effettuate dal Parlamento che ha audito, tra l’altro, le principali stazioni appaltanti e le associazioni di categoria, delle osservazioni formulate dall’ANAC nonché delle considerazioni formulate dal Consiglio di Stato in merito ai vari atti attuativi c dei suggerimenti provenienti dalle Regioni e dai Comuni. Sono state, altresì, tenute in considerazione le segnalazioni emerse in sede di consultazione pubblica dei RUP, effettuate nell’ambito della Cabina dì regia istituita ai sensi dell’articolo 212 del codice.