U.E. – Economia Circolare – piano d’azione del 2015

Economia circolare: La Commissione, mantenendo i suoi impegni, offre orientamenti sul recupero di energia dai rifiuti e lavora con la BEI per stimolare gli investimenti.

Insieme alla relazione la Commissione ha inoltre:

  • adottato oggi ulteriori misure per istituire, di concerto con la Banca europea per gli investimenti, una piattaforma per il sostegno finanziario all’economia circolare che riunirà investitori e innovatori;
  • pubblicato orientamenti per gli Stati membri su come convertire i rifiuti in energia;
  • proposto un miglioramento mirato della legislazione relativa a determinate sostanze pericolose presenti nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Il primo vicepresidente Frans Timmermans, responsabile per lo sviluppo sostenibile, ha dichiarato: La creazione di un’economia circolare in Europa costituisce una priorità fondamentale per questa Commissione. Oltre ai progressi già messi a segno stiamo elaborando nuove iniziative per il 2017. Siamo in procinto di chiudere il cerchio di progettazione, produzione, consumo e gestione dei rifiuti per creare un’Europa verde, circolare e competitiva.

Circular Economy Strategy

Legge di Bilancio 2017 – Piano nazionale Industria 4.0 (2017 – 2020)

La quarta rivoluzione industriale

L’espressione Industria 4.0 è collegata alla cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”. Resa possibile dalla disponibilità di sensori e di connessioni wireless a basso costo, questa nuova rivoluzione industriale si associa a un impiego sempre più pervasivo di dati e informazioni, di tecnologie computazionali e di analisi dei dati, di nuovi materiali, componenti e sistemi totalmente digitalizzati e connessi (internet of things and machines).

Industria 4.0 richiede soluzioni tecnologiche per:

  • ottimizzare i processi produttivi
  • supportare i processi di automazione industriale
  • favorire la collaborazione produttiva tra imprese attraverso tecniche avanzate di pianificazione distribuita, gestione integrata della logistica in rete e interoperabilità dei sistemi informativi.

I nuovi processi produttivi si basano in particolare su:

  • tecnologie di produzione di prodotti realizzati con nuovi materiali
  • meccatronica
  • robotica
  • utilizzo di tecnologie ICT avanzate per la virtualizzazione dei processi di trasformazione
  • sistemi per la valorizzazione delle persone nelle fabbriche.

Il Piano nazionale

I principali paesi industrializzati si sono già attivati a supporto dei settori industriali nazionali in modo da cogliere appieno quest’opportunità. L’Italia ha sviluppato un “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020” che prevede misure concrete in base a tre principali linee guida:

  • operare in una logica di neutralità tecnologica
  • intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali
  • agire su fattori abilitanti.

Le direttrici strategiche sono quattro:

  • Investimenti innovativi: stimolare l’investimento privato nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione
  • Infrastrutture abilitanti: assicurare adeguate infrastrutture di rete, garantire la sicurezza e la protezione dei dati, collaborare alla definizione di standard di interoperabilità internazionali
  • Competenze e Ricerca: creare competenze e stimolare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc
  • Awareness e Governance: diffondere la conoscenza, il potenziale e le applicazioni delle tecnologie Industria 4.0 e garantire una governance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Per maggiori informazioni

Presentazione Industria 4.0 (pdf, 2 Mb)

 

o.

GSE – Ascomac – Incontro

​Il GSE, in data 6 dicembre 2016, ha incontrato una delegazione di Ascomac.

Temi dell’incontro:

  1. Sistemi di misura – allaccio alla rete – Proposte
    Redazione, in collaborazione con le Autorità interessate, di strumenti idonei per la contabilizzazione dei vettori energetici – definizione e unificazione requisiti;
  2. Semplificazione – Banca Dati
    Realizzazione di unica Banca dati riguardante il Prodotto: motore-impianto – in coordinamento con altre banche esistenti afferenti il medesimo prodotto: Comune, Regione, Provincia, Terna, Distributore, VV.F., Agenzia Dogane, etc;
  3. Regimi di sostegno all’esercizio – TEE e applicazione
    a.  Sito di produzione ad alta sostenibilità (sito industriale- cantiere edile, stradale, navale);
    b.  Nuovi prodotti;
    i.  macchine operatrici – impianti – attrezzature di lavoro elettriche, ibride, altro;
    ii. motori industriali, nautico/navali. Ibridi, elettrici, gnl;

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OSSERVATORIO OICE / INFORMATEL

Il 2016 potrebbe essere l’anno della svolta, la crescita sul 2015 è decisa e con poche zone d’ombra, +31,5% in numero e +63,3% in valore, al netto del maxibando CONSIP per attività di supporto specialistico e assistenza tecnica con un valore complessivo di oltre 261 milioni di euro di dicembre 2015, ma anche considerandolo il dato del valore messo in gara nel 2016 resterebbe ancora nel campo positivo +4,8%.

Anche le gare per servizi di sola progettazione sono in forte crescita: da gennaio a dicembre del 2016 +30,0% in numero e +45,6% in valore sul 2015.

Dall’entrata in vigore del nuovo codice (da maggio a dicembre) tutto il mercato cresce in numero del 43,6% e in valore del 51,1% rispetto agli stessi mesi del 2015, al netto del maxibando di dicembre 2015, nello stesso periodo per i servizi di sola progettazione, il numero cresce del 36,2% e il valore del 50,0%.

SCIA – Nuove guide per Cittadini ed Operatori

Guida alle nuove disposizioni in materia di SCIA e di individuazione dei regimi amministrativi

Cittadini e imprese, anche per le pratiche più semplici, devono orientarsi in una babele di adempimenti burocratici: regole, moduli, documentazione da presentare sono diversi a   seconda della Regione e del Comune; spesso sono costretti a rivolgersi ad amministrazioni diverse.

I decreti legislativi n. 126 e n. 222 del 2016 prevedono:

  • certezza sulle regole da seguire per avviare un’attività e sui regimi ad essa applicabili
  • tempi certi;
  • un unico sportello a cui rivolgersi;
  • l’amministrazione che chiede “una volta sola”.

Si tratta di un pacchetto di misure di semplificazione che:

  • attuano ai principi di liberalizzazione e di semplificazione;
  • rafforzano, sviluppano  e assicurano effettività a disposizioni già presenti nel nostro ordinamento (in materia di SCIA, silenzio assenso e sportello unico), stabilendo tempi certi, decisioni sicure e responsabilità definite.

Il decreto legislativo n. 222 del 2016 riporta, nella tabella A allegata, la ricognizione delle attività e dei procedimenti nei settori del commercio e delle attività assimilabili, dell’edilizia e dell’ambiente. Sono individuati, così, e uniformati su tutto il territorio nazionale, i regimi applicabili.

La Guida, realizzata  nelle due versioni “per cittadini e imprese” e “per gli addetti ai lavori”, è stata predisposta dal Dipartimento della funzione pubblica per sostenere l’attuazione della Riforma della Pubblica amministrazione, nell’ambito delle attività previste dall’Agenda per la semplificazione.

D. Lgs. 16 dicembre 2016, n. 257 – infrastrutture per combustibili alternativi

Pubblicato il D. Lgs. 16 dicembre 2016, n. 257 Disciplina di attuazione della direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi

L’attuazione della direttiva si configura come una grande opportunità per diversi settori industriali del Paese, attivi nell’ambito delle nuove tecnologie, che potranno beneficiare del contesto creato dal quadro strategico nazionale, per porsi in maniera competitiva sul mercato internazionale.

L’obiettivo di medio e lungo periodo è promuovere, implementando il quadro strategico, un organico sviluppo del mercato dei combustibili alternativi ed il raggiungimento, senza distorsioni del mercato, degli obiettivi di riduzione delle emissioni, garantendo al contempo la sicurezza nel trasporto.

Il decreto legislativo di recepimento ha in allegato il quadro strategico nazionale allegato III, che è articolato nelle seguenti sezioni:

a) fornitura di elettricità per il trasporto;

b) fornitura di idrogeno per il trasporto stradale;

c) fornitura di gas naturale per il trasporto e per altri usi;

d) fornitura di gas di petrolio liquefatto (GPL) per il trasporto, che definiscono i quadri strategici di settore.

Per quanto riguarda il settore della mobilità elettrica, sulla base di quanto previsto nel documento di aggiornamento del PNIRE l’obiettivo fondamentale è quello di identificare una rete di ricarica che garantisca la circolazione dei veicoli alimentati ad energia elettrica (o ibridi plug in) senza soluzione di continuità a partire dalle aree comunali, per estendersi alle aree metropolitane fino agli ambiti regionali ed extraregionali.

Banca d’Italia – Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita – 4° trimestre 2016

I risultati dell’indagine, condotta nel dicembre 2016 presso le imprese italiane con almeno 50 addetti, descrivono uno scenario di lieve ripresa nel quarto trimestre in quasi tutti i comparti; è più diffuso il miglioramento delle aspettative per il 2017 riguardo la dinamica dei prezzi, la domanda e gli investimenti; restano stabili le attese sull’occupazione e sulle condizioni finanziarie.
I giudizi sulla situazione economica generale corrente sono tornati a migliorare per industria in senso stretto e servizi, mentre hanno continuato a deteriorarsi per il settore delle costruzioni, in particolare nel comparto non residenziale.
Le aspettative di inflazione sono state riviste lievemente al rialzo su tutti gli orizzonti temporali. Per i prossimi dodici mesi le imprese prevedono anche un modesto aumento dei prezzi dei propri prodotti, dovuto alle attese di crescita dei prezzi delle materie prime e, in misura meno marcata, del costo del lavoro e degli input intermedi.
Per i prossimi tre mesi un quarto delle imprese prevede un aumento della domanda, che comporterebbe un maggior tasso di attività e un impatto molto marginale sulla dinamica dei loro prezzi; i due terzi delle aziende, invece, non si attendono rilevanti variazioni della domanda.
Le imprese prefigurano un’espansione della spesa per investimenti nel primo semestre del 2017 e per il complesso dell’anno.
Contribuirebbe alla ripresa dell’accumulazione la misura contenuta nella legge di bilancio del 2017 (cosiddetto “iper-ammortamento”) per la spesa in tecnologie digitali avanzate, il cui effetto è ritenuto significativo da un quinto delle imprese intervistate.

Protocollo ITACA per la valutazione della sostenibilità energetico e ambientale a Scala Urbana

Nella seduta del 21 dicembre 2016 il Consiglio Direttivo di ITACA ha approvato il Protocollo ITACA per la valutazione della sostenibilità ambientale a Scala Urbana. Il nuovo Protocollo, definito nell’ambito di uno specifico gruppo di lavoro interregionale, è stato realizzato sulla base di un apposito Accordo sottoscritto tra ITACA e la Regione Toscana a cui è stato anche attribuito l’affidamento delle funzioni di coordinamento dell’attività di progetto.

L’obiettivo del Protocollo ITACA è formulare un giudizio sintetico sulla performance globale di un insediamento urbano, assegnando un punteggio. A differenza della metodologia utilizzata nei Protocolli ITACA per gli edifici, nel Protocollo per le aree urbane, in cui sono prevalenti aspetti strettamente relazionati ai sistemi normativi e pianificatori regionali e comunali, risultava estremamente complesso, individuare benchmark validi per tutte le realtà urbane del territorio nazionale.

La complessità e la diversità dei caratteri e delle problematiche dei centri urbani nel territorio nazionale ha suggerito di affrontare il lavoro di taratura degli indicatori in un secondo momento, vale a dire ad una ulteriore fase di approfondimento e sperimentazione che richiederà un maggiore impegno delle Regioni e degli enti locali interessati.

Gli interventi volti alla riqualificazione della città implicano il superamento dei soli aspetti legati al recupero edilizio di singole parti della città o della loro messa in valore immobiliare. Tali processi infatti impongono un ripensamento complessivo in quanto implicano, oltre ai necessari interventi di recupero edilizio e funzionale delle parti degradate ed obsolete di città, una serie di altri elementi legati al concetto di sostenibilità che vanno dal miglioramento energetico ed ambientale dell’organismo urbano, alla qualità degli spazi pubblici, alle connessioni ecologiche, alla sicurezza, alla accessibilità materiale ed immateriale, al sistema della mobilità pubblica, alla flessibilità degli spazi, alla complessità funzionale e alla capacità di rispondere alla domanda sempre crescente di integrazione sociale.

Ne discende che il concetto di sostenibilità sia sempre più da considerarsi come un insieme complesso di “qualità” in grado di rispondere ai bisogni, altrettanto complessi e compositi, dei cittadini. La complessità dei temi propri della rigenerazione urbana richiede che i soggetti pubblici giochino un ruolo forte nel governo di questi processi, in modo da rappresentare il necessario elemento di raccordo tra le politiche di livello nazionale e la loro attuazione alla scala degli enti locali. Questo richiede un forte impegno rivolto da un lato alla costruzione di modelli e pratiche di governance, attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni comunali, dei diversi settori, delle categorie interessate, dei cittadini nelle decisioni sullo sviluppo futuro in termini di spazio, tematiche e tempi, dall’altro alla definizione di regole e indirizzi che orientino gli interventi di rigenerazione alla massima qualità. Infatti a fronte della scarsa quantità di risorse pubbliche a disposizione diventa necessario per il decisore pubblico poter disporre di strumenti capaci di valutare/orientare la sostenibilità dei programmi di rigenerazione urbana attraverso un insieme di indicatori riferibili a tutti quegli aspetti che possono concorrere a definire la qualità urbana nel modo più ampio possibile.
Il progetto si è posto l’obiettivo di sviluppare uno strumento transcalare di valutazione in grado di misurare il livello di sostenibilità degli interventi in ambito urbano: dall’isolato alla città, rivolto sia ai pianificatori degli enti pubblici, sia agli operatori coinvolti nello sviluppo o nella trasformazione di aree urbane. In particolare, può essere impiegato:
− in fase di progetto, per definire le prestazioni di riferimento e come strumento si supporto alla decisione;
− per verificare in fase di realizzazione delle opere il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati;
− per monitorare in fase di esercizio il livello di sostenibilità raggiunto e operativo.

Protocollo ITACA a Scala Urbana .

Inquinamento acustico – parere Conferenza Stato – Regioni

Via libera, nella Conferenza Unificata del 22 dicembre, al  decreto legislativo in materia di armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico. Il parere positivo delle Regioni è però condizionato ad una serie di emendamenti contenuti in un documento consegnato al Governo.

Atto 362

Atto 363

MISE – Generazione distribuita – regime di aiuti agli investimenti per le infrastrutture elettriche

Decreto 19 ottobre 2016 – Istituzione, ai sensi dell’articolo 48 del regolamento GBER 651/2014, di un regime di aiuti agli investimenti per le infrastrutture elettriche.

Ambito di applicazione e finalità dell’intervento

1. Al fine di consentire l’incremento diretto della quota di fabbisogno energetico coperto da generazione distribuita, il presente decreto istituisce, ai sensi dell’art. 48 del regolamento GBER 651/2014, un regime di aiuti agli investimenti per le infrastrutture elettriche.

2. A tal fine, il presente decreto disciplina, ai sensi dell’art. 1, comma 845 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, i criteri, le condizioni e le modalità per la concessione di aiuti diretti a sostenere, nell’ambito delle infrastrutture elettriche ubicate nelle zone assistite, interventi:

(i) per la realizzazione di reti intelligenti di distribuzione dell’energia (smart grids);
(ii) sulle reti di trasmissione strettamente complementari agli interventi sulle reti di distribuzione dell’energia.

Il regime di aiuti è applicabile dalla data di entrata in vigore del decreto fino al 31 dicembre 2020.