BANKITALIA – RELAZIONE ANNUALE

Sono pubbliche la Relazione annuale sul 2015 e la Relazione sulla gestione e sulle attività della Banca d’Italia sul 2015, 31 maggio 2016

L’economia italiana tra ripresa e fragilità
Nel 2015 l’economia italiana è tornata a crescere per la prima volta dall’avvio della crisi del debito sovrano. Vi sono chiari segnali positivi, soprattutto per la domanda interna. L’attività economica rimane però lontana dai livelli precedenti la crisi; è soggetta alle stesse incognite che gravano sull’economia globale ed europea.

La ripresa, inizialmente concentrata nell’industria manifatturiera, si è poi estesa ai servizi e, pur con qualche incertezza, al settore delle costruzioni. Il miglioramento del mercato del lavoro e le misure di sostegno al reddito varate dal Governo si stanno riflettendo favorevolmente sui consumi.

Dopo una prolungata contrazione, si è gradualmente riavviata l’accumulazione di capitale. Le nostre indagini segnalano un’ulteriore espansione dei piani di investimento delle imprese nell’industria manifatturiera e nei servizi. L’espansione riguarda anche le imprese industriali orientate al mercato interno.

Vi contribuiscono il miglioramento delle condizioni di finanziamento e gli incentivi fiscali temporanei in vigore dalla fine del 2015; nella nostra valutazione, questi ultimi potrebbero nel complesso innalzare l’investimento in capitale produttivo di 2,5 punti percentuali nel biennio 2016-17.

(…omissis…)

Come più volte e da più parti osservato, un rilancio degli investimenti in costruzioni, indirizzato soprattutto alla ristrutturazione del patrimonio esistente, alla valorizzazione delle strutture pubbliche e alla prevenzione dei rischi idro-geologici, avrebbe effetti importanti sull’occupazione e sull’attività economica.

Nel nostro paese è infatti elevata la quota di territorio destinata a urbanizzazione, ma è ampia la presenza di immobili e infrastrutture degradati, così come modesti sono i progressi sinora conseguiti nella tutela dell’ambiente e nell’efficienza energetica.

L’ammodernamento del patrimonio urbanistico passa anche attraverso iniziative legislative, che puntino a un più efficace raccordo tra il quadro normativo nazionale e quello locale e alla creazione di condizioni più favorevoli per gli investimenti di operatori privati. La sua realizzazione richiede una condivisione diffusa, al pari di quella necessaria per preservare e valorizzare la straordinaria ricchezza naturale e artistica di cui l’Italia è dotata.

I segnali di miglioramento dell’economia hanno cominciato a estendersi al Mezzogiorno; ciò nonostante, i divari rispetto al resto del Paese hanno continuato ad ampliarsi. In base alle prime stime disponibili, dopo sette anni consecutivi di recessione il prodotto delle regioni meridionali avrebbe interrotto la sua caduta. Per le aree in ritardo di sviluppo è essenziale sfruttare appieno le opportunità di finanziamento degli investimenti fornite dall’Unione europea. 

Lo scorso anno l’utilizzo dei fondi è stato più elevato che in passato, soprattutto grazie alla loro riallocazione dai progetti in ritardo a quelli già avviati. L’impatto di questi finanziamenti sulla crescita economica potrà essere rafforzato migliorando la fase di progettazione e con una selezione degli interventi da parte delle autorità centrali e locali che privilegi gli investimenti diretti rispetto ai sussidi alle imprese, di cui più volte abbiamo documentato la scarsa efficacia.

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