XXIV RAPPORTO CONGIUNTURALE E PREVISIONALE CRESME

XXIV RAPPORTO CONGIUNTURALE E PREVISIONALE CRESME

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BOLOGNA 18 Ottobre 2016 – ore 14,30-18,30

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Dal CIPE 13,4 miliardi ai “Patti per il SUD”

Dal CIPE 13,4 miliardi ai “Patti per il SUD”

Ammontano a più di tredici miliardi di euro gli investimenti pubblici a favore dei “Patti per il Sud” deliberati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) nella seduta che si è svolta oggi a Palazzo Chigi presieduta dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Con l’assegnazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione ai “Patti per il Sud” il CIPE ha dato il via al Masterplan per il Mezzogiorno, il piano del Governo per rilancio economico delle regioni meridionali. Il piano di investimenti è finalizzato a finanziare interventi da realizzarsi nelle Regioni e nelle Città metropolitane del Mezzogiorno mediante appositi Accordi interistituzionali. Le assegnazioni tengono conto degli impieghi già disposti e della chiave di riparto percentuale del Fondo per lo sviluppo e la coesione (80% al mezzogiorno e 20% al centro nord). Questa la dotazione finanziaria di ciascun Patto:

  • Regione Abruzzo: 753,4 milioni di euro;
  • Regione Basilicata: 565,2 milioni di euro;
  • Regione Calabria: 1.198,7 milioni di euro;
  • Città di Reggio Calabria: 133 milioni di euro;
  • Regione Campania: 2.780,2 milioni di euro;
  • Città di Napoli: 308 milioni di euro;
  • Regione Molise: 378 milioni di euro;
  • Regione Puglia: 2.071,5 milioni di euro;
  • Città di Bari: 230 milioni di euro;
  • Regione Sardegna: 1.509,6 milioni di euro;
  • Città di Cagliari: 168 milioni di euro;
  • Regione Siciliana: 2.320,4 milioni di euro;
  • Città di Catania: 332 milioni di euro;
  • Città di Messina: 332 milioni di euro;
  • Città di Palermo: 332 milioni di euro.

Gli investimenti sono stati programmati per “aree tematiche prioritarie d’intervento”, ovvero le politiche pubbliche considerate strategiche per il rilancio del mezzogiorno.

CANTIERMACCHINE – OSSERVATORIO CRESME – AGOSTO 2016

LE IMPORTAZIONI DI MACCHINE PER LE COSTRUZIONI E LAVORI STRADALI NEL 1°QUADRIMESTRE 2016 CRESCONO DEL +10,8% SU BASE ANNUA ANCHE SE AD APRILE CALANO DEL -6,2% RISPETTO AD APRILE 2015

E DIMINUISCONO ANCHE LE ESPORTAZIONI: -14,1% RISPETTO AD APRILE 2015 1° QUADRIMESTRE DELL’ANNO -1,6%

IL SALDO COMMERCIALE COMUNQUE IN ATTIVO DI 157,3 MILIONI DI EURO, E’ IN CALO RISPETTO AL VALORE DI APRILE 2015 DEL -16,8%

Nel mese di aprile i 62,2 milioni di euro di macchine per le costruzioni e lavori stradali importate sono inferiori al valore delle importazioni registrate ad aprile 2015 del -6,2%. Flessione del mercato che si registra dopo che nel bimestre precedente il valore era risultato in significativo aumento: a febbraio del +41,3% e a marzo del +17,3%. Il primo quadrimestre dell’anno si chiude, quindi, con 236,9 milioni di euro di macchine importate, pari al +10,8% rispetto al primo quadrimestre 2015.

Ad aprile la flessione delle importazioni non ha coinvolto tutti i settori del comparto; per le macchine movimento terra il valore delle importazioni pari a 41,4 milioni di euro supera il valore di aprile 2015 del +4,0%.

La crescita seppur inferiore a quelle registrate nei mesi precedenti risulta comunque molto incisiva per il dato dell’intero comparto visto che il valore delle importazioni delle macchine movimento terra è pari al 66,5% del totale import. Ancora più significativo l’incremento su base annua delle importazioni delle macchine stradali pari al +28,5%, che segue il +30,7% di marzo e il notevole +126,3% di febbraio.

Per gli altri settori del comparto le importazioni ad aprile subiscono una pesante flessione. Il calo più vistoso lo registrano le macchine per perforazione, palificazione e tunneling che diminuiscono del -31,2% rispetto ad aprile 2015. Superiore al -30% anche la variazione su base annua delle importazioni di macchine per il calcestruzzo e per le gru a torre, rispettivamente il -30,6% e il -30,5%. Ma se per le prime le importazioni risultano in calo negli ultimi tre mesi del 2016, per le seconde la flessione di aprile segue il +443,1% di febbraio e il +23,8% di marzo.

Da ultime le macchine per la lavorazione degli inerti che, ad aprile, registrano un calo del -24,8% rispetto ad aprile 2015, dopo che negli ultimi 4 mesi, ovvero da dicembre 2015, avevano registrato incrementi mensili su base tutti al di sopra del +100%.

ISTAT – Fiducia dei consumatori e delle imprese

A luglio 2016 sono in aumento sia l’indice del clima di fiducia dei consumatori, che passa a 111,3 da 110,2 di giugno sia l’indice composito del clima di fiducia delle imprese, che cresce a 103,3 da 101,2.

Le stime riferite alle componenti personale, corrente e futura del clima di fiducia dei consumatori aumentano (rispettivamente, a 105,0 da 103,0, a 109,1 da 108,2 e a 114,9 da 112,9), mentre la componente economica registra una flessione (a 130,1 da 131,7).

Le opinioni dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese sono in peggioramento per il terzo mese consecutivo (il saldo dei giudizi passa a -54 da -49 e quello delle aspettative a -9 da -5). I giudizi sull’andamento dei prezzi nei passati 12 mesi e le attese per i prossimi 12 mesi registrano un peggioramento (a -31 da -26 e a -30 da -20). Le aspettative sulla disoccupazione migliorano lievemente (a 30 da 32, il saldo).

Riguardo le imprese, il clima di fiducia sale in tutti i settori: in modo più marcato nelle costruzioni (a 126,2 da 121,6) e nei servizi di mercato (a 108,6 da 105,1), più lieve nella manifattura (a 103,1 da 102,9), e nel commercio al dettaglio (a 101,3 da 99,3).

CLIMA DI FIDUCIA LUGLIO 2016

Nelle imprese manifatturiere migliorano marginalmente le attese sulla produzione (a 10 da 9). Nelle costruzioni migliorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (a -24 da -30) mentre le attese sull’occupazione rimangono stabili (a -9).

Nei servizi migliorano tutte le componenti del clima: crescono i saldi dei giudizi e delle attese sul livello degli ordini (a 7 da 4 e a 9 da 7, rispettivamente). Le attese sull’andamento dell’economia migliorano (il saldo passa a 8 da 3). Nel commercio al dettaglio migliorano i giudizi sulle vendite correnti (a 6 da 0) ma peggiorano le attese sulle vendite future (a 21 da 22); il saldo sulle scorte di magazzino passa a 16 da 17.

CANTIERMACCHINE – OSSERVATORIO CRESME – 2° TRIMESTRE 2016

MERCATO ITALIANO DELLE MACCHINE MOVIMENTO TERRA E LAVORI STRADALI: NEL 2° TRIMESTRE 2016 LA VENDITA DI MACCHINE CRESCE DEL +17,3%, E’ IL TREDICESIMO TRIMESTRE CONSECUTIVO DI CRESCITA DAL PRIMO TRIMESTRE 2014 Il 1° SEMESTRE 2016 VEDE UNA CRESCITA DEL +20,0%

I dati relativi al 2° trimestre 2016, dell’ Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine – Ascomac, ci restituiscono un mercato interno delle macchine movimento terra in forte espansione.

Continua, infatti, la dinamica di crescita del mercato italiano dell’intero comparto; iniziata nel 1° trimestre 2014, è proseguita in crescendo per tutto il 2015, anno che si era chiuso con un totale di 9.128 macchine vendute o noleggiate in crescita rispetto al 2014 del +34,7%.

Nei primi tre mesi del 2016 sono state vendute o noleggiate 1.990 macchine pari al +24,1% rispetto al 1° trimestre 2015 e al +43,2% rispetto al 1° trimestre 2014 e, a seguire, nel 2° trimestre ben 2.848 macchine in crescita rispetto al 2° trimestre 2015 del +17,3% e del +64,6% rispetto al corrispondente periodo 2014.

Cumulando i dati trimestrali nel 1° semestre di quest’anno sono state vendute/noleggiate 4.838 macchine pari al +20,0% rispetto al 1° semestre 2015 e al +55,0% rispetto a quello del 2014.

Nonostante i segnali di incertezza che caratterizzano l’economia italiana e il settore delle costruzioni, la vendita di macchine movimento terra e lavori stradali, continua a crescere, segnale che qualcosa si muove nel mercato.

APPALTI – OSSERVATORIO OICE/INFORMATEL

Dopo il crollo di maggio, a giugno le progettazioni risalgono del 41,8% in valore, primo semestre 2016 a + 45,9%

Scicolone, OICE: “ Riparte la progettazione; necessario completare l’attuazione del Codice e vigilare sulle stazioni appaltanti

Il timore di un ulteriore crollo del mercato, dopo il -73,2% in valore di maggio su aprile, sembra per il momento scongiurato: nel mese di giugno il valore messo in gara per i servizi tecnici di ingegneria e architettura, rispetto a giugno 2015, scende solo del 9,3%, valore accettabile se si considerano ancora gli effetti dell’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti, di cui tanto si è parlato. Si mantiene in campo positivo il bilancio del primo semestre del 2016 sul 2015, +8,4% in numero e +45,9% in valore. (continua)

Istat – natalità e mortalità delle imprese nel 2014

Il report “Demografia di impresa” dell’Istat registra nel 2014, per il sesto anno consecutivo, saldo negativo (-1,4%) tra nascite e cessazioni di imprese (tasso netto di turnover) ma si ridimensiona rispetto a quello registrato nel 2013 (-1,8%).
Dopo quattro anni di flessione, nel 2014 torna a crescere la percentuale di imprese che sopravvivono ad un anno dalla nascita. E’ in attività il 76,8% di quelle nate nell’anno precedente mentre nel 2013 era ancora attivo il 76,1% delle imprese nate nel 2012. Sono 274.489 le imprese nate nel 2014, circa 2mila in meno rispetto al 2013, ma il tasso di natalità è rimasto stabile (7,1%). Nel 2014, 329.585 imprese hanno cessato la loro attività. Il tasso di mortalità totale è all’8,6%; pur essendo più elevato di quello di natalità è comunque in lieve calo (-0,2 punti percentuali) nel confronto con l’anno precedente.
Complessivamente, natalità e mortalità hanno coinvolto circa 780mila posti di lavoro, con un saldo negativo di 105mila posizioni che deriva da 442mila posti di lavoro in meno a causa delle cessazioni d’impresa e 337mila posti creati dalle nascite.
Tra il 2013 e il 2014 la natalità delle imprese passa da 6,2 a 6,5% nel Nord-Ovest e da 5,7 a 5,8% nel Nord-Est. Resta stabile nel Centro e cala nel Mezzogiorno da 8,5 a 8,3%.
Il tasso di mortalità è in calo in tutti i comparti, soprattutto nelle Costruzioni (da 12 a 11,5%) e nel Commercio (da 8,9 a 8,5%). Il Mezzogiorno (8,3%) e il Centro (7,7%) sono le ripartizioni che registrano i tassi di natalità più elevati e valori superiori alla media per i tassi di mortalità.
È nel comparto degli Altri Servizi che si registra l’aumento più elevato del tasso di sopravvivenza ad un anno (da 73,9 a 77,1%), seguono le Costruzioni (da 74,1 a 75,6%). Un calo della sopravvivenza si registra, invece, nel Commercio (da 78,7 a 75,2%) e nell’Industria in senso stretto (da 84,5 a 83,9%). Le imprese che sopravvivono hanno incrementato nei primi quattro anni di attività la loro dimensione in termini di addetti. La dimensione media delle imprese nate nel 2010 e ancora attive a quattro anni dalla nascita passa da 1,4 a 2,5 addetti, ma cala di 0,1 nell’ultimo anno.
La nuova occupazione attivata dalle imprese che sopravvivono dopo quattro anni, circa 150mila addetti in più rispetto ai livelli occupazionali del 2010 (+76,4%), non compensa il calo generato dalle imprese che non sopravvivono (-181 mila addetti circa).

CANTIERMACCHINE – OSSERVATORIO CRESME – GENNAIO – MARZO 2016

EXPORT E IMPORT MACCHINE PER LE COSTRUZIONI – GENNAIO – MARZO 2016

Prosegue anche nel mese di marzo il buon andamento delle importazioni di macchine per le costruzioni e lavori stradali: i 72,6 milioni di euro di macchine importate superano il valore delle importazioni di marzo 2015 del +17,3%. E il primo trimestre dell’anno, dopo che a gennaio il mercato delle importazioni aveva registrato una frenata del -2,4% su base annua, subito ammortizzata dalla crescita considerevole che era seguita nel mese di marzo, pari al +41,3%, si chiude con 174,7 milioni di euro di macchine importate, pari al +18,4% rispetto al primo trimestre 2015.

Tornando ai dati a livello mensile, non per tutti i settori, nel mese di marzo, il valore delle importazioni è cresciuto; si registra, infatti, un mercato in calo per le macchine per il calcestruzzo e per quelle per perforazione. Per le prime il calo è piuttosto significativo e pari al -30,6%, mentre per le seconde la flessione è pari al -3.6%, dato che segue la considerevole crescita che si era registrata nel mese di febbraio quando il valore delle importazioni di macchine per perforazioni era cresciuto del +46,9%.

Tutte positive le variazioni su base annua per gli altri settori del comparto. Le macchine per la lavorazione degli inerti totalizzano il più alto incremento rispetto a marzo 2015 pari al +135,4%; sono ormai 4 i mesi in cui il valore delle importazioni, per questo settore, cresce con percentuali sopra il 100% su base annua. A seguire troviamo l’incremento percentuale delle macchine stradali, che già a febbraio avevano registrato il +126,3%, e che in quest’ultimo mese di rilevazione totalizzano il +30,7% rispetto marzo 2015.

Per le macchine movimento terra il valore delle importazioni pari a poco più di 47 milioni di euro, il 65% del valore dell’intero comparto, supera il valore di marzo 2015 del +25,8%. E da ultime le gru a torre, che già a febbraio avevano interrotto la dinamica di decrescita che perdurava da ottobre 2015 totalizzando il +443,1% rispetto al corrispondente periodo dell’anno passato, e che nel mese di marzo registrano una crescita del +23,8% su base annua.

ANCE – Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni – Luglio 2016

Lo studio è stato illustrato dal Presidente dell’Ance, Claudio De Albertis, dal Vicepresidente Rudy Girardi e dal Responsabile del Centro Studi Ance, Flavio Monosilio.
Il 2015 è stato l’ottavo anno di crisi per il settore delle costruzioni. Una crisi che ha dimezzato i livelli produttivi dei principali comparti e indebolito gravemente il tessuto industriale del settore. Il 2016 ed anche il 2017 si presentano ancora carichi di incertezza per le potenzialità di ripresa e per il rischio del perdurare di una crisi senza precedenti.
L’Ance stima per gli investimenti in nuova edilizia residenziale un ulteriore diminuzione nel 2016 del 3,4% rispetto al 2015. La flessione dei livelli produttivi è legata al proseguimento del significativo calo dei permessi di costruire. Secondo i dati Istat sull’attività edilizia il numero complessivo delle abitazioni (nuove ed ampliamenti) per le quali è stato concesso il permesso di costruire, dopo il picco del 2005 (305.706 unità), evidenzia una progressiva e intensa caduta a partire dall’anno successivo e, nel 2014, si stima che il numero di abitazioni concesse sia di circa 54.000 con una flessione complessiva che supera l’80%. Si tratta di uno dei livelli più bassi mai raggiunti, inferiore, escludendo gli anni del secondo conflitto mondiale, al 1936.
Gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo, che rappresentano nel 2016 il 37% del valore degli investimenti in costruzioni, solo l’unico comparto che continua a mostrare una tenuta dei livelli produttivi.
Gli investimenti privati in costruzioni non residenziali, segnano nel 2016 un lieve aumento dello 0,2% in termini reali.
Le prospettive per il settore delle costruzioni nel 2017 devono necessariamente tener conto della dinamica tendenziale osservata nel biennio 2015-2016 che vede un progressivo rallentamento della potenzialità di sviluppo delle costruzioni. Nel comparto delle opere pubbliche, la riduzione dei bandi di gara, osservata nei primi sei mesi del 2016, pur tenendo conto dell’andamento positivo del biennio precedente e nell’ipotesi di un ritorno nel 2017 ai livelli del 2015, porta a stimare una flessione nel 2017 del 3,6% dei livelli produttivi, che interromperà la lieve ripresa iniziata nel 2015. Relativamente agli investimenti del recupero abitativo, in assenza di modifiche legislative che diano continuità alle misure potenziate per la riqualificazione ed il miglioramento energetico degli edifici, si prevede un calo dello 0,2% rispetto al 2016; per la nuova edilizia abitativa la flessione risulta del 3%, mentre per gli investimenti non residenziali privati, si stima un lieve aumento dello 0,2%.
Alla conferenza stampa sono intervenuti autorevoli analisti dell’economia e del settore, Lorenzo Bellicini del Cresme, Luca Dondi di Nomisma, Luca Paolazzi del Centro Studi di Confindustria e Francesco Zollino di Banca d’Italia, che hanno offerto il loro punto di vista sulle prospettive di sviluppo del settore.

CRESME-CNA ROMA: gare Giubileo aggiudicate con ribassi medi del 41%

Sono 32 gli interventi per il Giubileo della Misericordia, di cui 28 disposti dalla giunta capitolina lo scorso agosto (n. 284 del 13 agosto 2015). Sul totale degli interventi, 29 sono andati a gara. Sono interventi di dimensione media (778 mila euro). Su questi 29 interventi, solo 21 risultano aggiudicati (72% di quelli andati in gara e 66% del totale monitorato), con un ribasso sull’importo a base di gara in media del 41%.

Sono alcuni dei dati contenuti nell’Osservatorio sulle opere pubbliche nell’area metropolitana di Roma  presentato dalla Cna di Roma in collaborazione con il CRESME.

Passando al dato generale sulle opere pubbliche, nei primi undici mesi del 2015 si conferma l’importante crescita nel numero di gare (+37%), sulla scia dello scorso anno. In termini di importi, invece, si registra una riduzione del 28%, da ricondurre all’assenza delle maxi opere di importo superiore a 100 milioni (Regione Lazio e Consip) dei primi mesi del 2014.

Quanto alle aggiudicazioni, si registra una frenata numerica (-9%) a fronte di una crescita del valore (+36,5%). Responsabili del risultato positivo i grandi contratti siglati: nel 2015 quelli di importo superiore a 15 milioni sono stati 14, contro i 6 del 2014, per un valore complessivo di quasi 560 milioni contro i 310 del periodo corrispondente del 2014.

Per analizzare i tempi di realizzazione delle opere pubbliche a Roma nelle diverse fasi (gara, aggiudicazione, effettiva ultimazione dei lavori), l’ultimo step del monitoraggio riguarda un campione di gare aggiudicate tra il 2002 e il 2015.

Il campione ha preso in considerazione tutte le opere aggiudicate nel periodo in esame di importo superiore e inferiore a 50 milioni di euro. I risultati sono stati differenziati. 

Partiamo dalla prima fase: quella della gara. Se si parla degli interventi più grandi, tra la gara e l’affidamento è passato più di un anno. Se si parla di quelli più piccoli, i tempi si riducono (232 giorni).

Passando alla seconda fase, dall’affidamento alla chiusura del cantiere, la forbice tra grandi e piccole opere si allarga: più di sei anni il tempo necessario per le prime, poco più di due la conclusione dei lavori di importo inferiore a 50 milioni di euro.

Infine la discrepanza tra previsioni del bando e reale durata dei lavori mostra un raddoppio dei tempi sia per le grandi opere (da 3,2 anni a oltre 6 anni) che per gli interventi medio-piccoli (da 1,1 a 2,2 anni).

Bene l’aumento delle gare di piccolo importo: una tendenza che abbiamo monitorato l’anno scorso e continua a verificarsi nei mesi in corso. A preoccuparci oggi sono in particolare due aspetti: i ribassi per l’aggiudicazione delle gare per il Giubileo, che riguardano opere di manutenzione, decoro e sicurezza della città, e la macchinosità di alcune procedure. Un esempio è il regolamento Tetti Puliti. Stiamo incontrando moltissime difficoltà per via degli ostacoli posti dai municipi di Roma. Ci auguriamo che si trovi presto una soluzione per poter effettivamente dar seguito di quelle disposizioni che abbiamo fortemente caldeggiato” così Carlo Bellioni, presidente Cna Costruzioni Roma.