Pneumatici fuori uso – PFU – Minambiente revisione contributo

Decreto Direttoriale n° 62 dell’1/06/2016 con il quale è stata fissata, per ogni tipologia di veicolo, la misura del contributo PFU – valevole per l’anno 2016 – per la gestione degli pneumatici fuori uso derivanti da demolizione di veicoli.

Il Decreto è entrato in vigore in data 22 giugno.

A partire da tale data, i rivenditori di veicoli dovranno, pertanto, riscuotere il contributo PFU sulla base dei nuovi valori presenti in tabella.

Pagina minambiente

JCB – IL NUOVO MOVIMENTATORE TELESCOPICO 540-140 HI-VIZ

JCB lancia il quarto modello della gamma di movimentatori telescopici Hi-Viz, modello caratterizzati dal progetto di articolazione ribassato del braccio ad alta visibilità.

Il modello JCB 540-140 Hi-Viz offre una capacità di sollevamento massima di 4.000 kg con un’altezza di sollevamento massima di 13,47 m su ruote o di 13,78 m con stabilizzatori abbassati. Con una visibilità posteriore e sul lato destro senza pari, la macchina Hi-Viz è dotata di un’ampia scelta di motori diesel Stage IV/Tier 4 Final.

Questo nuovo modello offre quattro vantaggi chiave ai clienti del settore del noleggio e delle costruzioni:

  • Maggiore sicurezza in cantiere grazie al design Hi-Viz
  • Facilità di utilizzo: comandi semplici e intuitivi
  • Accessibilità: controlli giornalieri da terra e componenti facilmente raggiungibili per la manutenzione, con intervalli di manutenzione estesi

Prestazioni: eccellente capacità allo sbraccio

Relazione Aitec 2015

La produzione e i consumi di cemento in Italia
Nel 2015 la produzione di cemento in Italia ha mostrato un’attenuazione nella caduta rispetto agli anni precedenti, riscontrando un decremento pari al 3,3% e attestandosi su un livello pari a 20,8 milioni di tonnellate. L’Italia conferma la propria posizione di secondo paese produttore di cemento nell’area UE 28, alle spalle della Germania. A livello territoriale il maggior calo si manifesta nel Nord
(-6,9%), seguito dal Centro e dalle Isole; il Sud registra, invece, un andamento in controtendenza (+1,8%).

Il trend dei consumi di cemento ha riscontrato un sensibile ridimensionamento della propria dinamica negativa, registrando tuttavia un decremento su base annua pari al 2,5% con un volume complessivo di 19,6 milioni di tonnellate. La caduta nel 2015 è stata determinata dall’andamento negativo delle costruzioni in tutti i comparti. I dati sull’attività edilizia nei settori residenziale e non residenziale, pubblicati dall’Istat, confermano l’intensità della contrazione. La domanda di cemento, fortemente correlata alla realizzazione di nuovi costruzioni, ha risentito in particolare del calo dei permessi di costruzione concessi nel corso del 2014: il numero complessivo di nuove abitazioni (nuove e ampliamenti) ha raggiunto circa 42.000 unità (nel 2005 erano oltre 300.000); l’edilizia non residenziale ha presentato una superficie in calo rispetto all’anno precedente, con un decremento pari al 11,1%. Il settore delle opere pubbliche, che è stato fiaccato negli ultimi anni dalle politiche di austerità adottate per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica, ha anch’esso mostrato un decremento rispetto all’anno precedente, ma in misura sensibilmente inferiore rispetto agli altri comparti (-1,3% secondo le stime dell’ANCE).

Le prospettive per il 2016 sono improntate a un cauto ottimismo, con i consumi di cemento che dovrebbero assestarsi intorno allo 0%.

Il mutato quadro macroeconomico nazionale dovrebbe generare un impatto positivo sui consumi di cemento: alle attese di ripresa del PIL si abbinano, infatti, le politiche monetarie espansive della BCE che dovrebbero favorire l’espansione del credito alle famiglie e alle imprese. Inoltre, i maggiori spazi di flessibilità sui conti pubblici, concessi all’Italia dalla Commissione Europea, potranno tradursi in politiche di finanza pubblica maggiormente espansive, in particolare sul fronte degli investimenti.

IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI “MR JCB”

Il centenario della nascita del fondatore di JCB è stato celebrato con l’inaugurazione di un busto in bronzo appositamente commissionato.

Joseph Cyril Bamford CBE è nato il 21 giugno 1916 presso la casa di famiglia, The Parks a Uttoxeter, Staffordshire, da Cyril e Dolores Bamford. Durante la sua giovinezza gioca spesso alla costruzione di auto e barche, i primi segnali della capacità inventiva che lo avrebbe visto diventare uno dei tecnici progettisti più famosi della Gran Bretagna.

Quando Mr Bamford si ritirò nel 1975 passando il testimone a suo figlio Anthony, la società da lui fondata nell’ottobre del 1945 in un piccolo garage a Uttoxeter è diventata un a realtà da 43 milioni di sterline l’anno e impiega centinaia di persone. Era anche diventato universalmente conosciuto come “Mr JCB” così come “Jamais Content” Bamford, grazie alla sua incrollabile volontà di fare le cose sempre meglio.

Oggi i suoi figli, Lord Bamford e Mark Bamford, e suo nipote, Jo Bamford, hanno voluto celebrare il centenario della sua nascita e sottolineare i suoi numerosi successi inaugurando un busto in bronzo a lui dedicato installato presso il quartier generale mondiale JCB a Rocester.

L’opera porta la firma di un altro figlio celebre dello Staffordshire, lo scultore Andrew Edwards nato a Stoke-on-Trent 52 anni fa, che ha trascorso ben cinque mesi al lavoro per ricreare l’immagine di Mr Bamford negli anni Sessanta, nel momento di massimo vigore e della definitiva affermazione di JCB a livello mondiale.

Lord Bamford ha dichiarato: “Mio padre è stato senza dubbio un genio dell’ingegneria e abbiamo voluto celebrare il centenario della sua nascita e il contributo enorme che ha portato allo Staffordshire e alla Gran Bretagna. Siamo molto soddisfatti dell’opera, ed è suggestivo che sia stata creata nella contea della sua nascita e da uno scultore il cui talento è stato sviluppato proprio qui nello Staffordshire”.

Il busto sarà ora in mostra permanente al JCB World Headquarter, dove sarà visto dalle migliaia di visitatori che ogni anno ne varcano le porte.

Andrew Edwards ha dichiarato: “Sono sempre estremamente nervoso quando devo lavorare a opere di questa natura, perché sono così molto personali per i familiari coinvolti. Lavorando a stretto contatto con la famiglia Bamford, sento di avere realizzato un’immagine di notevole somiglianza di una persona che è senza dubbio tra i figli più famosi dello Staffordshire. Avere realizzato quest’opera è stato un onore”.

Il busto pesa circa 50 kg ed è altro circa 70 centimetri. Non è il prima busto di Mr JCB ad essere commissionato; uno più piccolo è stato realizzato nel 1964 su commissione dei dipendenti che glielo hanno voluto regalare in segno di gratitudine per il bonus da 250.000 condiviso tra la forza lavoro dopo un anno particolarmente favorevole. Questo busto si trova sulla scrivania originale di Mr JCB visitabile nel museo JCB Story presso il quartier generale mondiale JCB.

 

ISTAT – Produzione nelle costruzioni e costi di costruzione

Ad aprile 2016, rispetto al mese precedente, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra un aumento del 2,5%, mentre gli indici di costo del settore segnano una crescita dello 0,1% per il fabbricato residenziale, dello 0,5% per il tronco stradale con tratto in galleria e dello 0,6% per il tronco stradale senza tratto in galleria.

Nella media del trimestre febbraio-aprile 2016 l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni diminuisce dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti.

Su base annua, ad aprile 2016 l’indice della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario aumenta del 3,0% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di aprile 2015).

Sempre su base annua, l’indice grezzo della produzione nelle costruzioni diminuisce dello 0,6%. L’indice del costo di costruzione di un fabbricato residenziale cresce dello 0,7%, mentre diminuiscono, rispettivamente dell’1,2% e dell’1,3%, gli indici del costo di costruzione di un tronco stradale con tratto in galleria e quello senza tratto in galleria.

Ad aprile 2016, alla variazione tendenziale dell’indice di costo del fabbricato residenziale contribuiscono l’aumento del gruppo di costo Manodopera (+0,9 punti percentuali) e la diminuzione di quello Materiali (-0,2 punti percentuali).

Il contributo maggiore alla diminuzione tendenziale degli indici dei costi di costruzione dei tronchi stradali deriva, sia per quello con tratto in galleria sia per quello senza galleria, dal calo dei costi dei materiali (rispettivamente -1,1 e -1,4 punti percentuali).

ANAS – Presentazione Piano industriale 2016-2020

Armani: “I pilastri su cui poggia il nostro business plan sono efficienza gestionale ed operativa, trasparenza ed ottimizzazione degli appalti, sviluppo delle risorse umane e delle tecnologie”

Il Presidente di Anas Gianni Vittorio Armani ha presentato oggi, presso la sede romana di Confindustria, il Piano industriale dell’Azienda agli esponenti della business community. Nell’incontro, sono stati presentati anche il piano investimenti e il piano gare della società delle strade.

“Il Piano Industriale – ha commentato Armani – svolge un ruolo fondamentale nell’ambito della gestione delle imprese e Anas, dopo una decennale parentesi, introduce nuovamente nel proprio sistema il documento che delinea le strategie dell’azienda e le azioni necessarie per il raggiungimento degli obiettivi. Il business plan inquadra l’Azienda all’interno del suo settore di riferimento e delinea le azioni necessarie al superamento delle criticità esistenti ed al raggiungimento di alcuni principali obiettivi: l’autonomia finanziaria, l’accelerazione degli investimenti e la maggiore efficienza nelle attività manutentive”.

Nel dettaglio, il Piano è articolato secondo i seguenti argomenti.

Rete infrastrutturale. Anas gestisce il 90% delle strade statali italiane ed è il secondo gestore nazionale di autostrade, principalmente non a pedaggio; la rete stradale è diffusa sul territorio nazionale con alti livelli di frammentazione gestionale ed una forte concentrazione al Sud.
In tal senso è già stato avviato un processo di recupero di circa 6.250 km di strade regionali e provinciali – che portano la rete Anas dagli attuali 25.500 km a 31.800 km – con l’obiettivo di garantire continuità territoriale alla rete ed attivare contratti di servizio sulle strade provinciali al fine di incrementare l’efficienza attraverso un aumento degli asset gestiti/km e una più razionale gestione delle tratte.

Analisi della domanda/Stato della rete. La domanda di traffico autostradale è in diminuzione a causa del trasferimento di parte dei flussi di lunga percorrenza su altri mezzi (treno e aereo), mentre è in aumento sulle tratte a breve-media percorrenza di Anas. In particolare la rete Anas registra, nel periodo 2012-2015, un incremento di traffico rispetto alla rete AISCAT di circa il 3%. A ciò va aggiunto che le strade gestite sono caratterizzate da livelli eterogenei di servizio, che in alcuni casi presentano un debito manutentorio elevato a causa di limitati investimenti effettuati nel corso degli anni.
L’obiettivo da perseguire, attraverso iniziative già avviate da Anas nel corso del 2015, è di recuperare il debito manutentorio pregresso garantendo elevati livelli di funzionalità alla rete esistente, privilegiando interventi di manutenzione straordinaria rispetto a nuove opere, assicurando altresì una maggiore omogeneità alle strade in gestione nonché presidiare il processo di pianificazione della rete attraverso un’analisi integrata dei costi/benefici e della soddisfazione della domanda.

Risorse Umane. Ad oggi ANAS dispone di circa 6000 dipendenti diffusi sul territorio nazionale, con modalità eterogenee di gestione dei processi operativi e di staff. La media di esternalizzazione dei servizi di Manutenzione Ordinaria è pari al 70%.
L’obiettivo è di assicurare una maggiore razionalità di gestione dei processi territoriali, operativi e di staff attraverso indicatori e metriche condivise, sfruttando le opportunità derivanti dalla gestione diretta delle attività distintive caratterizzanti la manutenzione ordinaria. Il Piano prevede quindi la definizione di un nuovo modello organizzativo dell’esercizio aziendale, la cui implementazione necessiterà dell’acquisizione dal mercato del lavoro di professionalità, tecniche ed operative, definite nella conseguente determinazione dei fabbisogni, al fine di migliorare la qualità del servizio offerto ai clienti stradali, potenziando il presidio del territorio e innalzando il livello di sicurezza della rete Anas.

Asset aziendali. Anas dispone di 3.642 immobili distribuiti su tutto il territorio nazionale, di cui la maggior parte costituita da fabbricati (2.339) e case cantoniere (1.244). L’obiettivo è di valorizzare gli asset aziendali, facendo leva su business complementari ed ottimizzando gli immobili in dotazione. Si tratta di iniziative già avviate nel corso del 2015, come la valorizzazione delle case cantoniere.

Investimenti. L’ammontare di investimenti medio annuo di circa 2 miliardi, a partire dal 2011, ha subìto una costante flessione scendendo nel 2015 a 1,7 miliardi. Numerosi elementi di criticità, presenti in tutte le fasi della filiera degli investimenti – problemi nei finanziamenti disponibili, modifiche nelle procedure autorizzative, crisi finanziaria, fallimento del modello di Contraente Generale – hanno determinato questa riduzione degli investimenti.
L’obiettivo è di raggiungere stabilmente 3 miliardi/anno di investimenti attraverso il rilancio e la riorganizzazione della «struttura produttiva» e le modalità di project management degli investimenti. Questo percorso, già avviato, passa altresì tramite l’efficientamento ed il potenziamento delle attività di pianificazione, progettazione, appalto e realizzazione di nuove opere/manutenzione straordinaria.

Contenzioso. ANAS presenta una elevata esposizione per contenziosi e riserve iscritte per lavori pari a circa 9 miliardi da parte delle imprese appaltatrici. Circa il 60% del contenzioso lavori è antecedente al 2013, in un caso risale al 1986.
L’obiettivo è di adottare azioni, già avviate a partire dal 2015, finalizzate alla riduzione del contenzioso, razionalizzando le attività di procurement, al fine di incrementare la trasparenza e presidio delle attività

Assetto normativo/Autonomia finanziaria. Le rigidità gestionali, le complessità procedurali e la mancanza di autonomia economico-finanziaria, aspetti questi determinati dall’attuale assetto normativo e dal modello di funzionamento, si riflettono anche nel peggioramento della posizione finanziaria netta della Società.
Rientra pertanto tra i principali obiettivi aziendali, assicurare una autonomia finanziaria attraverso un meccanismo regolato, stabile a medio-lungo termine, teso all’efficienza e basato sulle performance della rete e dei volumi di traffico.

Il Piano Industriale individua tre diversi modelli alternativi di autonomia finanziaria: accisa carburante, vignette, pedaggio, focalizzando l’attenzione sull’ipotesi tariffaria legata all’accisa sul carburante che prevede in particolare:
• Raccolta operata da Anas su una quota parte del costo carburante, sostitutiva di accisa esistente;
• Mediazione del rapporto con utenti da compagnie petrolifere;
• Possibilità di meccanismi di esclusione specifici su chi non usa la strada e di estensione ad altri gestori stradali.

Questo modello comporta una serie di benefici principalmente dovuti al prelievo proporzionale al traffico, alla certezza dell’incasso ed alla assenza di oneri aggiuntivi per utenti.

Trend ricerca e innovazione. Il settore di riferimento presenta evoluzioni
continue sui materiali e le tecnologie, finalizzate a migliorare la sicurezza, i sistemi di monitoraggio, la sostenibilità ambientale e la gestione del patrimonio stradale.
In questo ambito l’obiettivo di Anas, già avviato, è di valorizzare la ricerca su materiali, metodologie e tecnologie innovative, utilizzando l’opportunità di finanziare e realizzare l’innovazione su strada e potenziando le infrastrutture tecnologiche.

CANTIERMACCHINE – OSSERVATORIO CRESME – GENNAIO – FEBBRAIO 2016

OSSERVATORIO VENDITE MACCHINE E IMPIANTI PER LE COSTRUZIONI 2016 – CRESME – GENNAIO – FEBBRAIO 2016

LA DOMANDA INTERNA DI MACCHINE PER LE COSTRUZIONI TORNA A CRESCERE: LE IMPORTAZIONI A FEBBRAIO CRESCONO DEL +41,3% SU FEBBRAIO 2015 E SI INTERROMPE ANCHE LA DINAMICA IN CALO DELLE ESPORTAZIONI: +13,9% RISPETTO A FEBBRAIO 2015

IL SALDO COMMERCIALE POSITIVO DI 179 MILIONI DI EURO, SUPERA IL VALORE DI FEBBRAIO 2015 DEL +7,0%

Dopo la frenata del -2,3% registrata a gennaio, le importazioni di macchine per le costruzioni e lavori stradali tornano a crescere nel mese di febbraio. Il valore delle macchine importate è pari a 59,6 milioni di euro di macchine e supera il valore di febbraio 2015 del +41,3%; crescita notevole che ha riguardato quasi tutti i settori del comparto e che ha di fatto abbondantemente ammortizzato il calo delle importazioni del primo mese di quest’anno.

Il settore che a febbraio incrementa maggiormente le importazioni su base annua è quello delle gru a torre il cui valore cresce rispetto a febbraio 2015 del +443,1% interrompendo la dinamica di decrescita che perdurava da ottobre 2015: -25,3% ad ottobre, -56,8% a novembre, -62,9% a dicembre e -83,2% di gennaio 2016. Prosegue quindi il peculiare andamento del mercato delle importazioni per questo settore che registra a livello mensile, bruschi cali, ma anche forti incrementi.
Incrementi superiori al 100% si registrano a febbraio anche per le macchine stradali e per quelle per la lavorazione degli inerti e rispettivamente del +126,3% e del +121,5%. Ma se per le prime l’incremento di febbraio segue il -7,1% registrato a gennaio, le macchine per la lavorazioni degli inerti, invece, avevano registrato l’incremento percentuale più alto del comparto pari al +167,8% rispetto a gennaio 2015. Sono ormai tre mesi che per questo settore l’andamento delle importazioni è in forte crescita.
Le macchine per perforazioni, sondaggi, palificazioni e tunneling con poco meno di 13 milioni di euro incrementano le importazioni rispetto a febbraio 2015 del +46,9%, proseguendo in una dinamica di crescita che si protrae da novembre 2015.
Per le macchine movimento terra, che con poco meno di 31 milioni di euro di macchine importate, rappresentativi del 51% del valore totale del comparto, febbraio conferma il buon andamento del mercato in crescita da oltre un anno superando, di fatto, del +29,9% il valore dell’import registrato a febbraio 2015.
Infine le macchine per il calcestruzzo unico settore del comparto in calo, le cui importazioni diminuiscono del -2,6% rispetto al corrispondente periodo dell’anno passato.

Agenzia delle Entrate – Mercato immobiliare non residenziale

Il rapporto immobiliare non residenziale è dedicato alle compravendite di unità immobiliari di tipo produttivo, terziario e commerciale e sono realizzati congiuntamente dall’Agenzia e dall’Associazione nazionale delle società di leasing (ASSILEA).

La pubblicazione fornisce annualmente i dati di consuntivo del mercato italiano degli immobili non residenziali, attraverso l’analisi territoriale dello stock, dei volumi di compravendita e delle quotazioni delle tipologie immobiliari negozi, uffici e capannoni, che rappresentano con maggior significatività il mercato immobiliare commerciale, terziario e produttivo.

ISTAT – INDICI COSTI RESIDENZIALE E INFRASTRUTTURE AUTOSTRADALI

Aggiornamento a febbraio 2016

L’indice del costo di costruzione di un tronco stradale con tratto di strada in galleria (base 2010=100) è risultato pari a 102,3 a gennaio 2016 1 e a 102,0 nel mese di febbraio. segnando una flessione tendenziale dell’1,4% in ciascuno dei mesi considerati.

A partire da aprile 2016, con la diffusione dei dati riferiti a gennaio e febbraio 2016, gli indici dei costi di costruzione del fabbricato residenziale e dei tronchi stradali sono calcolati nella nuova base di calcolo Dicembre 2015. La base di riferimento, alla stregua degli altri indicatori congiunturali, resta l’anno 2010.

La struttura ponderale degli indici del fabbricato residenziale si mantiene in linea con quella della precedente base di calcolo Dicembre 2014. In particolare, la flessione del peso dei Materiali è compensata da un aumento di quello della Manodopera.

Analogamente, per gli indici dei tronchi stradali, sia per il tratto con galleria e sia per quello senza, alla diminuzione del peso dei Materiali si contrappone l’aumento del peso della Manodopera. Una tendenza simile si riscontra anche nei sistemi ponderali delle tipologie di opera.

Con riguardo alle unità campionarie, la nuova base di calcolo Dicembre 2015 si conferma in linea con quella precedente. Le serie elementari dei costi per il fabbricato residenziale passano da 446 a 433 per effetto della definizione del nuovo paniere delle varietà dei prodotti edili; per i tronchi stradali, rispettivamente per i tracciati con e senza galleria invece la numerosità aumenta da 94 a 104 e da 155 a 156 serie.