IMPIANTI DI GENERAZIONE DISTRIBUITA 2016

ARERA

MONITORAGGIO DELLO SVILUPPO

DEGLI IMPIANTI DI GENERAZIONE DISTRIBUITA PER L’ANNO 2016

Con la delibera 222/2018/I/eel, ARERA Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha approvato la relazione annuale sulla diffusione della generazione distribuita e della piccola generazione in Italia per l’anno 2016.

In particolare:

Nell’anno 2016, in Italia, la produzione lorda di energia elettrica da impianti di GD è stata pari a 62,9 TWh (circa il 21,7% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), rimanendo sostanzialmente invariata (+0,04 TWh) rispetto all’anno 2015. La produzione lorda di energia elettrica da impianti di GD-10 MVA è stata pari a 51,7 TWh (circa il 17,8% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), con un modesto incremento di circa 0,4 TWh rispetto all’anno 2015. Per quanto riguarda la GD, nell’anno 2016 risultavano installati 743.883 impianti per una potenza efficiente lorda totale pari a circa 30.696 MW (circa il 26,2% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale). In particolare risultavano installati 3.514 impianti idroelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 3.352 MW e produzione di circa 10,7 TWh (16,9% della produzione da GD), 5.048 impianti termoelettrici per una potenza pari a 6.292 MW e produzione di circa 26,1 TWh (41,6% della produzione da GD), 2 impianti geotermoelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 21 MW e produzione di circa 0,2 TWh (0,3% della produzione da GD), 3.374 impianti eolici per una potenza efficiente lorda pari a 2.946 MW e produzione di circa 5,4 TWh (8,6% della produzione da GD) e 731.945 impianti fotovoltaici per una potenza pari a 18.085 MW e produzione di circa 20,5 TWh (32,6% della produzione da GD).

Per quanto riguarda la GD-10 MVA, nell’anno 2016 risultavano installati 743.871 impianti per una potenza efficiente lorda pari a circa 26.517 MW (circa il 22,6% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale). In particolare risultavano installati 3.566 impianti idroelettrici per una potenza efficiente lorda pari a 2.935 MW e produzione di circa 9,6 TWh (18,5% della produzione da GD-10 MVA), 4.981 impianti termoelettrici per una potenza pari a 4.238 MW e produzione di circa 19,7 TWh (38,1% della produzione da GD-10 MVA), 1 impianto geotermoelettrico di potenza efficiente lorda pari a 1 MW e produzione di circa 0,007 TWh (0,01% della produzione da GD-10 MVA), 3.308 impianti eolici per una potenza efficiente lorda pari a 884 MW e produzione di circa 1,4 TWh (2,8% della produzione da GD-10 MVA) e 732.015 impianti fotovoltaici per una potenza pari a 18.459 MW e produzione di circa 21,0 TWh (40,6% della produzione da GD-10 MVA).

Continua a mantenersi, come negli anni scorsi, la rilevante differenza tra i dati afferenti alla GD e quelli afferenti alla GD-10 MVA. Nella prima definizione, infatti, rientrano tutti gli impianti connessi alle reti di distribuzione (anche quelli con potenza superiore a 10 MVA) ma non rientrano gli impianti, pur di potenza inferiore a 10 MVA, che risultano connessi alla rete di trasmissione nazionale. Nella seconda definizione, invece, rientrano tutti gli impianti di potenza inferiore a 10 MVA indipendentemente dalla rete elettrica a cui sono connessi. Per questo motivo, gli impianti afferenti alla GD, pur essendo simili in numero rispetto a quelli afferenti alla GD-10 MVA, presentano una potenza efficiente lorda complessiva e una produzione lorda complessiva di energia elettrica più rilevante. Le differenze più marcate in termini di potenza installata tra GD e GD-10 MVA riguardano principalmente gli impianti termoelettrici, in particolare alimentati da fonti non rinnovabili, ed eolici.

Alcuni impianti rientranti nella GD ma non anche nella GD-10 MVA risultano formalmente connessi alla rete elettrica di distribuzione ma, di fatto, è come se fossero direttamente connessi alla rete di trasmissione nazionale: sono cioè impianti connessi alla sbarra dell’impresa distributrice a sua volta connessa, per il tramite della cabina primaria di trasformazione, alla rete di trasmissione nazionale. Ad essi è imputabile la maggior parte della differenza tra la GD e la GD-10 MVA, stimata pari a circa 2,8 TWh in relazione ai termoelettrici (per lo più alimentati da fonti non rinnovabili), 3,9 TWh in relazione agli impianti eolici e 1,1 TWh in relazione agli impianti idroelettrici.

Con riferimento alla GD, nell’anno 2016 si è verificato un lieve aumento della quantità di energia elettrica autoconsumata in termini assoluti (circa 0,4 TWh), con un aumento dell’incidenza sul totale, in termini percentuali, pari a 0,5 punti percentuali rispetto all’anno 2015 (nell’anno 2015 il 21,9% dell’energia elettrica prodotta è stata consumata in loco). Di conseguenza è diminuita l’incidenza dell’energia elettrica immessa in rete di circa 0,6 punti percentuali (nell’anno 2015 il 74,9% dell’energia elettrica prodotta è stata immessa in rete), rimanendo circa invariati i consumi relativi ai servizi ausiliari di generazione (nell’anno 2015 il 3,2% dell’en

Inoltre gli impianti di produzione combinata di energia elettrica e calore nell’ambito della GD nascono con la finalità di produrre calore in modo più efficiente rispetto al caso di utilizzo delle caldaie convenzionali e non con la principale finalità di produrre energia elettrica come invece spesso accade nel caso dei cicli combinati di elevata taglia. Ciò viene messo in evidenza dai valori medi degli indici elettrici (definiti come il rapporto tra la produzione netta di energia elettrica e la produzione di energia termica utile) per le diverse tipologie impiantistiche nel caso della GD (figura 2.26) e nel caso globale nazionale (figura 2.27).

Diffusione della generazione distribuita

Confrontando l’anno 2016 con i tre anni precedenti, si nota un trend marcato di crescita con riferimento al numero di impianti (soprattutto fotovoltaici di taglia ridotta), mentre la potenza installata è circa stabile o in lieve aumento (in quanto accanto alle nuove installazioni si sono riscontrate alcune dismissioni) e la produzione di energia elettrica, pur rimanendo in linea con i valori dell’anno 2015, si è ridotta rispetto agli anni 2013 e 2014 (per effetto della minore disponibilità della fonte idrica non compensata dalla maggiore produzione da altre fonti). Analizzando nello specifico lo sviluppo della GD in termini assoluti, nell’ultimo anno l’incremento del numero di impianti rispetto all’anno 2015 è stato pari a 45.106, quasi del tutto imputabile allo sviluppo degli impianti fotovoltaici (+43.654 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici installati nell’anno 2015), mentre sono stati molto più ridotti i contributi degli impianti eolici (+858 impianti rispetto agli impianti eolici installati nell’anno 2015) degli impianti termoelettrici (+375 impianti rispetto agli impianti termoelettrici installati nell’anno 2015), e degli impianti idroelettrici (+219 impianti rispetto agli impianti idroelettrici installati nell’anno 2015)

Diffusione della piccola generazione

Confrontando l’anno 2016 con gli anni precedenti, si nota un trend di crescita con riferimento sia al numero di impianti che alla potenza installata e alla produzione lorda. Analizzando nello specifico lo sviluppo della PG in termini assoluti, nell’ultimo anno l’incremento del numero di impianti rispetto all’anno 2015 è stato pari a 45.059, per lo più imputabile allo sviluppo degli impianti fotovoltaici (+43.640 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici installati nell’anno 2015) e, in modo marginale, agli impianti eolici (+857 impianti rispetto agli impianti eolici installati nell’anno 2015), agli impianti termoelettrici (+350 impianti rispetto agli impianti termoelettrici installati nell’anno 2015) e agli impianti idroelettrici (+212 impianti rispetto agli impianti idroelettrici installati nell’anno 2015). Risulta interessante notare che l’incremento è imputabile soprattutto ad impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 50 kW (+42.928 impianti rispetto agli impianti fotovoltaici MG installati nell’anno 2015).

Direttiva 2003/96/CE – Tassazione energia – Revisione

Consultazione Commissione Europea – Revisione Direttiva 2003/96/CE

La Commissione europea ha da poco lanciato la consultazione che avvia il processo di revisione della Direttiva 2003/96/CE sulla tassazione dell’energia.

La Commissione ha intenzione di elaborare e proporre un nuovo testo legislativo, ritenendo l’attuale direttiva, che è stata oggetto di numerose sentenze da parte della Corte di giustizia UE, mancante di chiarezza in alcune disposizioni.

La consultazione ha lo scopo di constatare l’attuale concreta applicazione della direttiva sulla tassazione dell’energia, al fine di verificare la formulazione di eventuale nuova proposta di revisione.

In allegato il testo le domande della consultazione, nella versione in italiano.

 

Cogenerazione – Sentenza UE – tassazione energetica

 SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione)

7 marzo 2018 (*)

 «Rinvio pregiudiziale – Direttiva 2003/96/CE – Tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità – Articolo 14, paragrafo 1, lettera a) – Prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità – Obbligo di esenzione – Articolo 15, paragrafo 1, lettera c) – Prodotti energetici per la generazione combinata di calore e di energia – Facoltà di esenzione o di riduzione del livello di tassazione – Gas naturale destinato alla cogenerazione di calore e di elettricità»

Con piacere evidenziamo che le proposte formulate da Ascomac Cogena al Governo e al Parlamento dal 2011 ad oggi, hanno trovato piena attuazione nella presente sentenza. A livello legislativo nazionale, poi, segnaliamo, come ripetutamente fatto a livello istituzionale, che la norma istitutiva dell’accise sul gas naturale per la produzione di energia elettrica risulta abrogata.

 Questione

 Tassazione del gas naturale utilizzato da un impianto di cogenerazione al fine della generazione combinata di calore e di elettricità.

 Sentenza

la Corte (Prima Sezione) dichiara:

 L’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità, deve essere interpretato nel senso che l’esenzione obbligatoria prevista alla disposizione in parola si applica ai prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità allorché detti prodotti sono utilizzati per la produzione combinata della medesima e di calore, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva di cui trattasi.

 Contesto normativo

22      In primo luogo, occorre rilevare che dai termini stessi della prima frase dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96 risulta che gli Stati membri hanno l’obbligo di esentare dalla tassazione prevista dalla medesima direttiva i «prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità».

23      Va dunque constatato che una tale formulazione letterale non esclude per nulla dall’ambito di applicazione di suddetta esenzione obbligatoria i prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità da parte di un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale. È difatti necessario considerare che un impianto del genere utilizza «prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità», ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96.

26      Ciò posto, come già dichiarato dalla Corte, l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96, là dove impone agli Stati membri l’obbligo di esentare dalla tassazione prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità, prevede un obbligo preciso e incondizionato, cosicché la menzionata disposizione conferisce ai singoli il diritto di avvalersene dinanzi ai giudici nazionali (v., in tal senso, sentenza del 17 luglio 2008, Flughafen Köln/Bonn, C‑226/07, EU:C:2008:429, punti da 29 a 33).

33      Tuttavia, resta da considerare che, se un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale, fosse privato dell’esenzione prevista all’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96, esclusivamente con la motivazione che il medesimo non produce unicamente elettricità, ma in modo combinato calore e elettricità, ne potrebbe conseguire, come pongono in rilievo le circostanze della controversia di cui al procedimento principale, una disparità di trattamento fra i produttori di elettricità, il che costituirebbe una fonte di distorsioni della concorrenza nocive per il funzionamento del mercato interno nel settore dell’energia (v., in tal senso, sentenza del 21 dicembre 2011, Haltergemeinschaft, C‑250/10, non pubblicata, EU:C:2011:862, punti 17 e 18).

35      Orbene, la tassazione dei prodotti energetici allorché sono utilizzati per la produzione di elettricità da un impianto di cogenerazione, come quello in discussione nel procedimento principale, in considerazione del rischio di doppia imposizione che comporta, sarebbe contraria a siffatto obiettivo.

38      Di conseguenza, occorre constatare che, tanto dalla formulazione letterale dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96 quanto dall’impianto sistematico e dalle finalità della menzionata direttiva, i prodotti energetici utilizzati per la generazione combinata di calore e di elettricità rientrano nell’ambito di applicazione dell’esenzione obbligatoria prevista alla medesima disposizione.

39      Una simile interpretazione non può essere rimessa in discussione dall’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2003/96.

42      Orbene, come risulta dai punti da 26 a 28 della presente sentenza, l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva 2003/96 impone agli Stati membri l’obbligo incondizionato di esentare i prodotti energetici utilizzati per produrre elettricità.

44      L’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2003/96 è dunque inteso a concedere agli Stati membri una possibilità supplementare di derogare alla tassazione dei prodotti energetici prevista all’articolo 1 della direttiva in parola e non a evitare l’applicazione del regime di esenzione obbligatoria previsto all’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), prima frase, della direttiva di cui trattasi.

46      Alla luce del complesso delle suesposte considerazioni, occorre rispondere alla questione posta dichiarando che l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2003/96 deve essere interpretato nel senso che l’esenzione obbligatoria prevista alla disposizione in parola si applica ai prodotti energetici utilizzati per la produzione di elettricità allorché detti prodotti sono utilizzati per la produzione combinata della medesima e di calore, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), della direttiva di cui trattasi.

GSE – Guida alla Cogenerazione ad Alto Rendimento 2018

Pubblicata dal GSE la nuova “Guida alla Cogenerazione ad Alto Rendimento – CAR” che aggiorna la prima  edizione marzo 2012 ed è di supporto per il riconoscimento CAR e/o per l’accesso al regime di sostegno previsto dal DM 5 settembre 2011.

La Guida si apre con una panoramica sul quadro normativo nazionale e comunitario relativo alla Cogenerazione ad Alto Rendimento che include la normativa entrata in vigore dal 2012 ad oggi. In particolare si segnalano: il Regolamento Delegato (UE) 2015/2402 della Commissione del 12 ottobre 2015, che aggiorna i rendimenti armonizzati per la produzione separata di energia elettrica e calore contenuti nel D.M. 4 agosto 2011, il D.M. 4 agosto 2016, sulla maggiore valorizzazione dell’energia da Cogenerazione ad Alto Rendimento ottenuta a seguito della riconversione di esistenti impianti a bioliquidi sostenibili che alimentano siti industriali o artigianali e il D.M. 16 marzo 2017, che contiene semplificazioni nell’ambito della realizzazione, della connessione e dell’esercizio degli impianti di microcogenerazione.

La Guida, da consultare unitamente alle “Linee Guida per l’applicazione del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 5 settembre 2011 – Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR)”, ha l’obiettivo di fornire indicazioni pratiche per predisporre correttamente la documentazione da trasmettere al GSE per la presentazione delle richieste di riconoscimento CAR e/o di accesso al regime di sostegno previsto dal D.M. 5 settembre 2011.

I capitoli 3 e 4 sono dedicati alla descrizione dei metodi di determinazione delle grandezze fondamentali al calcolo del Risparmio di Energia Primaria (PES) e del RISP. Il capitolo 4, in particolare, contiene esempi di metodologie di calcolo delle grandezze di interesse in caso di diverse configurazioni impiantistiche e per differenti tipologie di utenza.

Ogni argomento è corredato dalle risposte alle domande più frequenti poste al GSE dagli operatori nel corso degli anni. (Fonte: GSE)

 

FONDO NAZIONALE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA Decreto 22.12.2017

Dopo tre anni e otto mesi, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6.3.2018, n. 54, il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico riguardante le modalità di funzionamento del Fondo nazionale per l’efficienza energetica. previsto dall’art. 15, D.Lgs. 4.7.2014, n. 102

Il Fondo

  • finanzia interventi, realizzati dalle imprese e dalla Pubblica Amministrazione, su edifici, impianti di teleriscaldamento e processi produttivi per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica’, è articolato in 26 articoli e 4 Capi:
  • norme generali,
  • Interventi a favore delle imprese,
  • Interventi a favore della Pubblica Amministrazione
  • disposizioni comuni e finali
  • ha natura rotativa e offrirà garanzie e finanziamenti a tasso agevolato promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari e investitori privati, sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi

 è alimentato da:

  • proventi della aste per i permessi di emissione di CO2
  • sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi introdotti con il D.Lgs. n. 102/2014 e smi
  • diagnosi energetiche
  • installazione di contatori
  • obblighi in capo ai gestori di reti di teleriscaldamento a quelli in capo ai distributori elettrici e del gas in materia d contatori
  • obblighi dei venditori in merito a fatturazione e trasparenza
  • dotazioni del fondo di garanzia per la realizzazione di reti di teleriscaldamento

è gestito da Invitalia in base a una convenzione con Mise e Mattm, è articolato in due sezioni:

  • concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento: 30% delle risorse annuali
  • erogazione di finanziamenti a tasso agevolato: 70% delle quote del Fondo

Beneficiari

  • Imprese, Pubbliche Amministrazioni

Finanziamento

  • Imprese – interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dei processi e dei servizi, di installazione o potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti
  • Esco – interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dei servizi e/o delle infrastrutture pubbliche, illuminazione pubblica, miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici destinati ad uso residenziale – edilizia popolare; edifici di proprietà della Pubblica amministrazione.

Richiesta agevolazioni

  • Presentazione domanda per via telematica prima della data di inizio dei lavori, secondo gli schemi, le modalità e gli ulteriori parametri economico-finanziari e requisiti minimi di accesso che saranno definiti da Invitalia entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto e approvati con decreti direttoriali del Mise

Accesso alle agevolazioni – Requisiti Imprese

  • accesso
  • le agevolazioni previste dal Fondo possono essere concesse alle imprese di tutti i settori, in forma singola o in forma aggregata o associata
  • l’accesso ai benefici avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino ad esaurimento delle disponibilità della relativa sezione del Fondo
  • requisiti imprese
  • essere regolarmente costituite da almeno due anni ed iscritte nel registro delle imprese
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali
  • provvedere a tenere una contabilità separata dell’operazione attraverso l’apertura di un conto corrente dedicato o, nel caso in cui la contabilità relativa a tale operazione sia ricompresa nel sistema contabile in uso, a distinguere tutti i dati e i documenti contabili dell’operazione in maniera chiara e verificabile in qualsiasi momento
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea
  • trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi previdenziali, contributivi e fiscali
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel regolamento GBER
  • qualora siano stati destinatari di provvedimenti di revoca parziale o totale di agevolazioni concesse dal Ministero, abbiano provveduto alla restituzione di quanto dovuto
  • nel caso in cui l’impresa sia una ESCo,  aver ottenuto la certificazione secondo la norma UNI CEI 11352 

Cumulabilità

  • Le agevolazioni sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie nel limite del regolamento de minimis, e con gli incentivi dei Certificati bianchi.

Cogenerazione ad alto rendimento

  • Nell’ambito degli interventi agevolati ai sensi del comma 1, lettera a), punto ii (installazione o potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti), sono ammessi interventi sugli impianti di cogenerazione o trigenerazione, o di nuova costruzione degli stessi, a condizione che sia conseguito il riconoscimento di Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR), rilasciata da GSE ai sensi del Decreto Legislativo n. 20 del 2007 come integrato dal decreto del Ministero dello sviluppo economico 4 agosto 2011.

 

AGEVOLAZIONI PER LE IMPRESE A FORTE CONSUMO DI GAS NATURALE

Agevolazioni per le imprese a forte consumo di gas naturale

Il Ministro dello Sviluppo Economico ha firmato, in applicazione della legge europea 2017, il Decreto interministeriale che avvia l’iter di revisione del sistema dei corrispettivi pagati dalle imprese industriali a forte consumo di gas naturale, al fine di stabilire un sistema di agevolazioni analogo a quello previsto per le imprese energivore e finanziare le misure di decarbonizzazione.

Con il Decreto, che sarà notificato alla Commissione europea, viene rivista la definizione di impresa “gasivora” per uniformarla a quella contenuta nelle Linee Guida della Ue in materia di aiuti di stato nel settore energetico e vengono fissati i criteri generali relativi alla cumulabilità delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di gas naturale, qualora siano attive per esse anche quelle relative al costo dell’energia elettrica.

Il Decreto, inoltre, stabilisce per le imprese che utilizzano il gas naturale come materia prima per uso non combustibile (tra cui la chimica e i fertilizzanti) e con consumi superiori ad una determinata soglia, le modalità attraverso cui l’ARERA potrà introdurre l’esenzione dal pagamento delle specifiche componenti tariffarie a copertura degli stessi oneri di decarbonizzazione.

PROMOZIONE DELL’USO DEL BIOMETANO SETTORE TRASPORTI

Promozione dell’uso del biometano nel settore dei trasporti

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato sul proprio sito internet il Decreto interministeriale per la promozione dell’uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti.

Si tratta di un provvedimento particolarmente atteso sia dal settore agricolo che da quello che si occupa della gestione del ciclo dei rifiuti.

Con il Decreto,  l’Italia, già all’avanguardia in Europa, si pone l’obiettivo del 10% al 2020 del consumo di energie rinnovabili nel settore dei trasporti, al cui interno è stato fissato il sub target nazionale per il biometano avanzato e gli altri biocarburanti avanzati, pari allo 0,9% al 2020 e al 1,5% nel 2021.

Il provvedimento è in linea con quanto previsto dalle Direttive UE sulla promozione dell’energia da fonte rinnovabile e dalla cosiddetta Direttiva “ILUC”, e di fatto anticipa quanto si sta decidendo a Bruxelles nella discussione sulla nuova proposta di direttiva sulle rinnovabili.

Il meccanismo previsto nel Decreto non incide in alcun modo sulle bollette del gas né dell’elettricità: infatti viene finanziato esclusivamente dai “soggetti obbligati” (operatori economici che vendono benzina e gasolio, e che quindi hanno da tempo l’obbligo di immetterne una parte sotto forma di biocarburanti, che quindi è oggi già incluso nel prezzo finale alla pompa). E’ inoltre previsto che si sostituiscano biocarburanti per lo più di importazione (biodiesel) con biometano prodotto sul territorio nazionale, promuovendo la filiera nazionale, aiutando il ciclo dei rifiuti (FORSU) e gli agricoltori nazionali.

Testo del Decreto

Pubblicata la Legge 27 dicembre 2017, n. 205 e Legge Fiscale 2018 – Regime di sostegno alla micro e alla cogenerazione per teleriscaldamento

Pubblicata la Legge 27 dicembre 2017, n. 205 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018

 


 

Legge di Bilancio 2018 – n. 2960-B

Micro cogenerazione

Al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 14, concernente detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica:

1) le parole: «31 dicembre 2017», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2018»;

2) ai commi 1 e 2, dopo l’ultimo periodo è aggiunto il seguente: «La detrazione di cui al presente comma è ridotta al 50 per cento per le spese, sostenute dal 1º gennaio 2018, relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione»;

 

3) al comma 2, dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:

«b-bis) per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, sostenute dal 1º gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro. Per poter beneficiare della suddetta detrazione gli interventi in oggetto devono condurre a un risparmio di energia primaria (PES), come definito all’allegato III del decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 agosto 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19 settembre 2011, pari almeno al 20 per cento»;

 

4) il comma 2-bis è sostituito dal seguente:

«2-bis. La detrazione nella misura del 50 per cento si applica altresì alle spese sostenute nell’anno 2018 per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro»;

5) al comma 2-ter, le parole: «Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, ivi compresi quelli di cui al comma 2-quater» sono sostituite dalle seguenti: «Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica di cui al presente articolo»;


 

Pubblicata sulla G.U.  la legge 4 dicembre 2017, n. 172 di conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili. DOSSIER

Art. 19-decies. (Regime di sostegno alla cogenerazione per teleriscaldamento)
1. Gli interventi su unità di cogenerazione che non rientrano nella definizione di rifacimento ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 settembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19 settembre 2011, ma che comportano un incremento della producibilità termica finalizzato al mantenimento o raggiungimento di un assetto di sistema di teleriscaldamento efficiente ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera tt), del decreto legislativo 4 luglio
2014, n. 102, e che si abbinano ad un’estensione della rete in termini di aumento della capacità di trasporto, accedono al regime di sostegno di cui all’articolo 6, commi 1 e 2, del decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20, secondo i valori di rendimento fissati nel regolamento delegato (UE) 2015/2402 della Commissione, del 12 ottobre 2015. Il Ministro dello sviluppo economico definisce criteri e modalità di accesso al regime di sostegno con apposito decreto da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

Piani di sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale 2013-2014-2015

E’ stato pubblicato il Decreto 20 novembre 2017 di Approvazione dei “Piani di sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale 2013-2014-2015.”

L’attività di trasmissione e dispacciamento dell’energia elettrica, ivi compresa la gestione unificata della rete di trasmissione nazionale, rappresenta il segmento della filiera elettrica che, in condizioni di monopolio naturale, ha la funzione di trasportare sia l’energia elettrica prodotta dalle centrali elettriche sia quella importata dall’estero verso le aree di consumo dove sarà utilizzata dopo la trasformazione a tensione più bassa.

Dal 1° gennaio attive le nuove agevolazioni per le imprese energivore

Il Ministro Calenda ha firmato il 21 Dicembre 2017, il decreto che dal 1° gennaio 2018 consentirà di ridurre il costo dell’elettricità per le imprese manifatturiere energivore.

Il decreto ha ricevuto i pareri e le osservazioni delle Commissioni Parlamentari e dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas; Autorità che, nell’ambito delle proprie competenze e in coordinamento con il decreto, renderà contestualmente operativa la nuova struttura tariffaria degli oneri di sistema per i clienti non domestici, necessaria per adeguarsi alle regole europee.

Il provvedimento, frutto di un complesso lavoro di confronto con la Commissione Europea durato 3 anni, consente di ridurre il differenziale di prezzo dell’energia elettrica pagato dalle imprese più esposte alla concorrenza estera, introducendo anche in Italia le nuove misure rese possibili dall’Europa: si potrà così ottenere un progressivo allineamento dei costi per la fornitura di energia elettrica delle imprese italiane ai livelli degli altri competitors europei.

La riduzione del costo dell’energia per le imprese energivore, insieme al sostegno all’innovazione attivato con il piano Industria 4.0, costituisce la base per un recupero di competitività del Made in Italy e di tutti i settori industriali, per rilanciare la crescita, contrastando il rischio di delocalizzazioni.

Le oltre 3000 imprese che potranno accedere ai nuovi benefici, complessivamente un miliardo e 700 milioni di euro, sono una parte fondamentale della manifattura italiana, dal settore alimentare alla filiera di produzione dei materiali di base con oltre 400 mila addetti diretti, 36 miliardi di euro di valore aggiunto, circa 130 miliardi di euro di fatturato.

La filiera che, in modo diretto e indiretto, beneficerà della ripresa della competitività dei processi produttivi energivori genererà un impatto ben più ampio in termini di crescita dell’occupazione, interessando un milione e 200mila posti di lavoro, così come per il valore aggiunto e per il fatturato. 

Poiché il rilancio dei settori industriali passa attraverso l’innovazione tecnologica e una maggiore sostenibilità ambientale, il beneficio sarà calcolato utilizzando parametri di consumo basati su standard di efficienza energetica, spingendo le imprese energivore a un ulteriore passo in avanti in tal senso. 

La misura varata è una prima attuazione della Strategia energetica nazionale recentemente approvata e, dunque, si inserisce in un’azione più ampia che dovrà essere articolata su più fronti: dal rafforzamento delle misure per contenere i fenomeni di povertà energetica, al potenziamento degli strumenti a favore dell’efficienza energetica e dell’evoluzione tecnologica, agli investimenti sulle infrastrutture e sulla rete elettrica. 

L’obiettivo di questo intervento è rendere il Paese più competitivo, difendere l’occupazione e creare nuovi posti di lavoro, lavorando nel contempo per migliorare la sicurezza delle forniture e rendendo il sistema energetico più sostenibile.

Le nuove agevolazioni in dettaglio

Il nuovo sistema prevede la possibilità di ridurre il prelievo dalle bollette elettriche degli oneri connessi al sostegno delle rinnovabili e, più in dettaglio:

  • l’applicazione della cd “clausola VAL” alle imprese che hanno un costo dell’energia pari almeno al 20% dello stesso VAL (valore aggiunto lordo) , che, dunque, potranno ridurre il proprio contributo alle rinnovabili fino a un valore minimo dello 0,5% del VAL, rendendo il costo sostenuto per il finanziamento a tale voce della bolletta elettrica esclusivamente funzione del proprio risultato aziendale (la spesa sostenuta sarà quindi indipendente dal costo per le rinnovabili). Si evidenzia che la previsione di più classi di intensità elettrica su VAL, ciascuna con una diverso livello di contribuzione, consente di assicurare maggiore equilibrio e gradualità nel riconoscimento del vantaggio alle imprese beneficiarie della misura;
  • per le altre imprese, il mantenimento di classi di agevolazione basate sul rapporto fra il costo dell’energia elettrica e il fatturato, con percentuali riviste per tener conto degli obiettivi di sostegno alla crescita. Inoltre, la proposta consente di migliorare il sostegno ad alcuni settori particolarmente esposti alla concorrenza internazionale, pur con bassa intensità elettrica su fatturato ( es. ceramica).

Saranno utilizzati parametri di consumo “efficiente”, sviluppati dall’ENEA entro luglio 2018. Sarà così possibile stimolare le imprese ad attivare nuovi investimenti in efficienza energetica e sostenibilità. 

 Decreto 21 dicembre 2017

Nota G.U.