Autorità portuali: parere sul decreto

Nella Conferenza Unificata del 16 novembre è stato espresso da parte delle Regioni un parere favorevole sul decrero relativo alle autorità portuali
Il via libera è però condizionato all’accoglimento di alcuni emendamenti contenuti in un documento, approvato dalla Conferenza delle Regioni, che si riporta di seguiito integralemnete (il testo è stato pubblicato anche nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it).

PORTI – IN VIGORE LA RIFORMA DELLE AUTORITÀ PORTUALI

Posizione sullo schema di decreto legislativo recante “disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169, concernente le autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84”

Parere, ai sensi dell’articolo 8, comma 5, della legge 7 agosto 2015, n. 124
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome condiziona l’espressione del parere favorevole sull’ultima stesura dello Schema di D.Lgs. in oggetto (Nota della Conferenza Unificata del 15 novembre 2017) all’accoglimento delle seguenti proposte di modifica relative agli articoli 2, 7, 15:

Emendamento 1.
Al comma 1 dell’art. 2 dello schema di d.lgs. che modifica il d.lgs. 169/2016 inserire, prima della lettera a) la seguente lettera All’articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono apportate le seguenti modificazioni:
“0a) i commi da 1 a 5 dell’art. 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono sostituiti dai seguenti:
0 Il Piano regolatore di sistema portuale è lo strumento di pianificazione del sistema dei porti ricompresi nelle circoscrizioni territoriali di cui all’art. 6 c. 1.
Il piano si compone da un Documento di Pianificazione Strategica di Sistema e dai piani regolatori portuali di ciascun porto.
1. Le Autorità di Sistema Portuale redigono un Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS), coerente con il Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL) e con gli orientamenti comunitari in materia di portualità, logistica e reti infrastrutturali. Il DPSS definisce gli obiettivi di sviluppo e la pianificazione infrastrutturale sistemica delle AdSP; inoltre individua e perimetra le aree destinate a funzioni strettamente portuali e retroportuali, quelle di interazione porto-città e i collegamenti infrastrutturali di ultimo miglio di tipo viario e ferroviario coi singoli porti del sistema e gli attraversamenti del centro urbano. Il DPSS prevede una relazione illustrativa che descrive gli obiettivi e le scelte operate e i criteri seguiti nella pianificazione del sistema portuale complessivo e rappresentazioni grafiche in numero e scala opportuni, al fine di descrivere l’assetto territoriale del sistema, nonché per assicurare una chiara e univoca interpretazione dei contenuti, delle norme e delle procedure per la redazione dei piani di cui al successivo 4. La pianificazione delle aree con funzione di interazione porto-città definite dal DPSS sono demandate ai comuni, previo parere della AdSP.
2. Il DPSS viene sottoposto al parere di ciascun Comune territorialmente/amministrativamente interessato che si esprime entro e non oltre 45 giorni dal ricevimento dell’atto.
3. Il DPSS è adottato dal Comitato di Gestione ed approvato, al termine della procedura di cui al c. 10, nei successivi 60 giorni dalla Regione previa intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che si esprime sentita la Conferenza nazionale di cui all’art. 11-ter. Ai fini dell’ottenimento dell’intesa nei termini prescritti, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti può convocare una conferenza dei servizi ai sensi dell’art.14-quinquies della legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modifiche ed integrazioni. Il DPSS delle AdSP di cui al comma 1, la cui circoscrizione territoriale è ricompresa in più Regioni, è approvato con atto della Regione ove ha sede la stessa AdSP, previa intesa con le Regioni nel cui territorio sono ricompresi gli altri porti amministrati dalla stessa AdSP e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
4. Nei singoli porti ricompresi nelle circoscrizioni territoriali delle AdSP di cui all’articolo 6 comma 1, l’ambito e l’assetto complessivo delle aree destinate a funzioni strettamente portuali e retroportuali e agli assi di collegamento viario e ferroviario, come stabilite nel DPSS approvato, quali quelle destinate alle attività commerciali e crocieristiche, al diporto, alla produzione industriale, all’attività cantieristica e alle infrastrutture stradali e ferroviarie sono delimitati e disegnati dal Piano Regolatore Portuale (PRP), che individua analiticamente, altresì, le caratteristiche e la destinazione funzionale delle aree interessate.
5. I suddetti PRP sono redatti in attuazione al Piano Strategico Nazionale dei Porti e della Logistica, al DPSS e in conformità alle apposite linee-guida redatte dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, e declinano gli obiettivi, le previsioni, gli elementi e i contenuti e le strategie di ciascuno scalo delineando l’assetto complessivo delle opere di grande infrastrutturazione da sviluppare nei Piani Operativi Triennali.

Strategia Energetica Nazionale 2017

Con D.M. del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stata adottata la Strategia Energetica Nazionale 2017, il piano decennale del Governo italiano per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico. 

Iter

La SEN 2017 è il risultato di un processo articolato e condiviso durato un anno che ha coinvolto, sin dalla fase istruttoria, gli organismi pubblici operanti sull’energia, gli operatori delle reti di trasporto di elettricità e gas e qualificati esperti del settore energetico. Nella fase preliminare sono state svolte due audizioni parlamentari, riunioni con i gruppi parlamentari, le Amministrazioni dello Stato e le Regioni. La proposta di Strategia è stata quindi posta in consultazione pubblica per tre mesi, con una ampia partecipazione: oltre 250 tra associazioni, imprese, organismi pubblici, cittadini e esponenti del mondo universitario hanno formulato osservazioni e proposte, per un totale di 838 contributi tematici, presentati nel corso di un’audizione parlamentare dalle Commissioni congiunte Attività produttive e Ambiente della Camera e Industria e Territorio del Senato.

Conferenza Stato Regioni – Parere sul Fondo per l’efficienza energetica

La Conferenza delle Regioni del 26 ottobre 2017 in sede di Conferenza Unificata ha reso un parere favorevole – condizionato all’accoglimento di emendamenti – sul decreto che definisce le modalità di funzionamento del Fondo nazionale per l’efficienza energetica.

In particolare si chiede di tener conto dell’Accordo di programma sottoscritto da alcune regioni in merito al miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano. C’è anche la richiesta che gli incentivi possano riguardare gli impianti alimentati da biomassa legnosa se i generatori di calore sono classificati quattro o cinque stelle.
Si riporta di seguito il testo integrale del documento consegnato al Governo (nel corso della Conferenza Unificata) epubblicato sul porrtale www.regioni.it (sezione “Conferenze”).

Parere, ai sensi dell’articolo 15, comma 5,  del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102
Punto 7) O.d.g. Conferenza Unificata
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole condizionato all’accoglimento della riformulazione dell‘articolo 7 comma 3 come segue:

“Nelle Regioni e Province che hanno sottoscritto l’Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano del 9 giugno 2017, gli incentivi di cui al comma 1, lettera a), punto ii possono riguardare gli impianti alimentati da biomassa legnosa se i generatori di calore sono classificati quattro o cinque stelle ai sensi dell’Accordo e delle delibere regionali attuative, laddove più restrittivi rispetto ai valori limite stabiliti dal D.lgs. 152/2006 e s.m.i. per i diversi inquinanti.”.

Green economy e green jobs: come cambia l’impresa

E’ stato presentato “GreenItaly 2017, l’ottavo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e con il contributo di Ecopneus. Il rapporto “misura” la green economy nazionale.
Tra i dati del rapporto emerge che un’impresa su quattro dall’inizio della crisi ha scommesso sulla green economy, che in Italia significa piu’ ricerca, innovazione, design, qualita’ e bellezza. Sono infatti 355mila le aziende italiane, ossia il 27,1% del totale, dell’industria e dei servizi che dal 2011 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.  
Una quota che sale al 33,8% nell’industria manifatturiera, dove l’orientamento green si conferma un driver strategico per il made in Italy, traducendosi in maggiore competitivita’, crescita delle esportazioni, dei fatturati e dell’occupazione.
Secondo l’analisi degli estensori del rapporto la green economy rappresenta un formidabile fattore di competitivita’ ed e’ stata in questi anni difficili la migliore risposta alla crisi. Ne è derivata una spinta per la qualità, la bellezza, la coesione sociale, naturali alleate dell’uso efficiente di energia e materia, dell’innovazione, dell’high-tech. Una evoluzione di sistema avviata ‘dal basso’, che si basa su investimenti e produce lavoro, sostiene la coesione delle comunita’ e si intreccia con il territorio.
Quest’anno si registra una vera e propria accelerazione della propensione delle imprese a investire green: ben 209 mila aziende hanno investito, o lo faranno entro l’anno, su sostenibilita’ ed efficienza, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011.
Alla nostra green economy si devono gia’ 2milioni 972mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’. Una cifra che corrisponde al 13,1% dell’occupazione complessiva nazionale, destinata a salire ancora entro dicembre. Dalla nostra economia ‘verde’ infatti arriveranno quest’anno 320 mila green jobs e considerando anche le assunzioni per le quali sono
richieste competenze green si aggiungono altri 863 mila occupati. Insieme all’occupazione la green economy crea anche ricchezza: i quasi 3 milioni di green jobs italiani contribuiscono infatti alla formazione di 195,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 13,1% del totale complessivo.
Un salto competitivo dopvuto anche al forte connubio “green-R&S”, perché, ad esempio, le medie imprese industriali che investiranno quest’anno in ricerca e sviluppo sono il 27% tra quelle che puntano sull’eco-efficienza e solo il 18% tra le altre.

ECOMONDO / KEY ENERGY – LA PRESENZA ASCOMAC – PAD. B5 stand 191

SIAMO AL PAD. B5 STAND 191

In riferimento alla manifestazione Ecomondo / Key Energy  che si svolgerà a Rimini dal 7 al 10 novembre 2017, abbiamo il piacere di invitarVi ai Convegni promossi e organizzati dalla nostra Federazione e in collaborazione con la Rivista Diesel, Edizioni Vado e Torno, il giorno 8 novembre, mattina e pomeriggio.

 

Stage V: la parola ad Ascomac. “Il paradigma del gas. Una declinazione per ogni applicazione”. (Le mille facce del combustibile della terza decade) 

L’apertura è riservata ad Ascomac, che ci aiuta a comprendere lo Stage V: quadro normativo, implicazioni pratiche e specificità applicative. Successivamente i relatori ci introdurranno alle potenzialità del gas metano come tecnologia matura nell’ottica della riduzione delle emissioni allo scarico. Una riflessione trasversale sulle applicazioni stazionarie e mobili ci consegnerà una lettura a 360°. On road, off road, gruppi elettrogeni e motopompe: il gas, compresso o liquefatto, da biomassa o blended (addizionato di idrogeno), è pronto a candidarsi come il combustibile del presente e del futuro prossimo.

 

Le macchine e i motori nell’era dell’Industria 4.0 

Industria 4.0, quarta rivoluzione industriale attraverso la quale le Aziende ripensano e digitalizzano i propri processi produttivi e distributivi, rappresenta uno degli elementi essenziali per lo sviluppo e la competitività del nostro Paese. La strategia di innovazione dell’impresa sia nella fabbricazione che nella distribuzione e nei servizi, costituisce il nuovo punto di riferimento per il cambiamento in un’ottica di Filiera.

Il Convegno, promosso da Ascomac nei settori delle macchine operatrici e dei motori e che vede la partecipazione di altre Associazioni datoriali e professionali, vuole evidenziare, approfondire e presentare lo sviluppo innovativo e tecnologico d’Impresa che coinvolge, oltre al fabbricante e al distributore di macchine, motori e servizi, anche il Cliente utilizzatore.

 

AEEGSI – resilienza delle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica – consultazione

Consultazione  645/2017/R/eel del 21.09.2017  Incremento della resilienza delle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica. Attività svolte e ulteriori orientamenti.

Il documento presenta le attività finora svolte, anche nell’ambito del “Tavolo Resilienza”, e illustra gli orientamenti dell’Autorità in materia di resilienza delle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica.

AEEGSI – ambiti territoriali delle reti interne di utenza (RIU)

Delibera 03 agosto 2017 – 568/2017/A Avvalimento del Gestore dei servizi energetici – Gse S.p.a., per la definizione degli ambiti territoriali delle reti interne di utenza (RIU)

  • Modalità di effettuazione dell’avvalimento del Gse per la definizione degli ambiti territoriali delle RIU e approvazione del relativo regolamento

AEEGSI – Legge Concorrenza – interventi relativi all’ulteriore sviluppo del mercato retail

Delibera 30 agosto 2017 610/2017/R/com – Avvio di tre procedimenti per l’attuazione dei primi interventi previsti dalla legge 4 agosto 2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) relativi all’ulteriore sviluppo del mercato retail e alla cessazione della tutela di prezzo per i clienti domestici e le piccole imprese nei settori dell’energia elettrica e del gas naturale.

  • Il provvedimento reca l’avvio di tre procedimenti per l’attuazione dei primi interventi previsti dalla Legge 4 agosto 2017, n. 214 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) relativi all’ulteriore sviluppo del mercato retail e alla cessazione della tutela di prezzo per i clienti domestici e le piccole imprese nei settori dell’energia elettrica e del gas naturale.

ANCI – BANDA ULTRA LARGA – LE LINEE GUIDA PER LA POSA DI FIBRA OTTICA IN PRESENZA DI RETI DEL GAS

BANDA ULTRA LARGA – LE LINEE GUIDA PER LA POSA DI FIBRA OTTICA IN PRESENZA DI RETI DEL GAS

[03-08-2017]

L’ANCI rende disponibili a tutti i Comuni le “Linee guida per la posa di cavi in fibra ottica in presenza di reti gas”, documento di indirizzo redatto in collaborazione con Anigas, Assogas, Utilitalia e IATT. Le Linee guida hanno l’obiettivo di disciplinare la relazione e lo scambio di informazioni fra gestori del gas e operatori TLC, preventivi alla richiesta di autorizzazione che questi ultimi devono presentare all’Ente per l’esecuzione dei lavori di posa della fibra ottica per reti di comunicazioni elettroniche.
Con l’entrata a regime dei lavori di infrastrutturazione del territorio previsti nel Piano nazionale per la Banda Ultra Larga, sono in continuo aumento gli interventi nel sottosuolo da parte dei gestori dei servizi di rete all’interno del contesto urbano, per la realizzazione di nuove opere o per il miglioramento dei servizi esistenti, prevalentemente relativi alle comunicazioni elettroniche ad alta velocità.
In tale contesto, è necessario che i lavori di posa delle reti vengano svolti nel rispetto delle salvaguardie specifiche necessarie a garantire la sicurezza e la pubblica incolumità, nonché l’integrità delle infrastrutture di rete preesistenti, in modo particolare per le reti di distribuzione del gas.
Anche nel recente passato, infatti, si sono verificati danneggiamenti alle reti di distribuzione gas dovuti ad interferenze con la posa di cavi in fibra ottica posati con tecnologie trenchless, con gravi conseguenze per i danni arrecati a cose e persone.
Le “Linee guida per la posa di cavi in fibra ottica in presenza di reti gas” vogliono quindi contribuire a diminuire il rischio del verificarsi di incidenti dovuti ad interferenze fra le reti e, al tempo stesso, a facilitare l’esecuzione dei lavori diminuendo l’impatto sulle strade e i conseguenti disagi per i cittadini. Se le prescrizioni previste verranno rispettate dall’operatore TLC e dal gestore gas, infatti, i Comuni avranno la certezza dell’avvenuto coordinamento fra le parti, e potranno gestire l’iter autorizzatorio con maggiore grado di sicurezza e velocità.
Si invitano quindi le Amministrazioni a sollecitare gli operatori TLC e i gestori delle reti gas operanti sui rispettivi territori al rispetto delle indicazioni previste nelle Linee Guida. (com)

Regioni – Posizione sulla Strategia Energetica Nazionale 2017

La proposta del Ministero dell’ambiente per aggiornare la “strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile” (che dovrà essere approvata con una delibera del comitato interministeriale per la programmazione economica, Cipe) ha ricevuto il parere favorevole delle Regioni.

Il giudizio positivo è contenuto in un documento della Conferenza delle Regioni (consegnato al Governo in occasione della Conferenza Stato-Regioni del 3 agosto) in cui si formulano anche alcuni auspici. Prima di tutto la costituzione di un Tavolo interistituzionale, composto dalle regioni e dai ministeri che permetta, nella fase dedicata all’affinamento dei contenuti dell’attuale documento, la consultazione e la condivisione delle integrazioni con il sistema delle Regioni che possono mettere a disposizione una conoscenza di dettaglio delle proprie realtà territoriali.

E che consenta in fase attuativa, l’identificazione delle azioni di coordinamento, ma tenendo in debito conto gli specifici bisogni dei singoli territori,. in una logica che veda piani nazionali e regionali fortemente interconnessi.


Il 27 luglio la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato una “Posizione” sulla proposta di strategia energetica nazionale 2017 e sul clean energy package UE .

Il documento – che sarà inviato nelle prossime ore ai rappresentanti istituzionali del Governo – è suddiviso in tre capitoli (per un totale di 49 pagine).
1. elementi di contesto (gli scenari europei e nazionali; scenario base; scenario policy);  
2. approfondimento delle priorità d’azione (lo sviluppo delle rinnovabili; FER elettriche; idroelettrico; bioenergie; termodinamico; FER termiche;biomasse; solare termico; teleriscaldamento; pompe di calore; FER trasporti; mobilità elettrica; biometano; osservazioni sulla promozione delle fonti rinnovabili nel clean energy package);  L’efficienza energetica (osservazioni generali; il punto di partenza per l’Italia al 2015; la declinazione degli obiettivi di riduzione dei consumi al 2030 per settore; le inziative principali; osservazioni sul pacchetto efficienza energetica nel clean energy package);  sicurezza energetica (gli obiettivi al 2030; interventi);  competitività dei mercati energetici (competitivotà del Paese; mercato lettrico, interventi proposti sul merfcatoi elettrico; le nuove configurazioni di autoconsumo; osservazioni sulle proposte in tema di mercato interno dell’energia elettrica contenute nel clean energy package);  tecnologia, ricerca e innovazione
3. Il percorso della Sen e la relativa governance (il patto dei Sindaci)
Si riporta di seguito il link al testo completo  e il 1° capitolo dedicato agli elementi di contesto (il documento integrale è stato comuinque pubblicato sul portale www.regioni.it sezione “Conferenze”).

Posizione delle Regioni e delle Province autonome sulla proposta di strategia energetica nazionale 2017 e sul clean energy package UE