ENEA – presentato il V Rapporto sull’Efficienza Energetica

RAPPORTO IN SINTESI

Introduzione: il contesto internazionale e nazionale
Alla fine del 2015 è stato adottato da 195 Paesi l’Accordo di Parigi, il primo accordo climatico globale e vincolante che si pone l’ambizioso obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli pre-industriali, impegnandosi a realizzare sforzi per limitarlo entro 1,5 °C. I Paesi adotteranno impegni graduali, attraverso la revisione ogni cinque anni degli impegni di riduzione nazionali, i cosiddetti Intended Nationally Determined Contributions (INDCs). L’accordo costituisce un chiaro segnale sia per gli operatori di mercato, rispetto al consolidamento di un processo di transizione già in atto, sia per i decisori politici, relativamente all’elaborazione delle strategie nazionali di decarbonizzazione da fornire entro il 2020. Già nel breve termine i Paesi dovranno incentivare l’innovazione infrastrutturale e tecnologica, supportando gli investimenti necessari al fine di potersi collocare su un percorso di decarbonizzazione di lungo periodo.

Il consumo finale dell’industria nel 2014 è stato pari a 25,7 Mtep, con un calo del 2,4% rispetto al 2013. Il settore industriale è quello che ha subito maggiormente gli effetti della crisi economica: -31,5% nel periodo 2007-2014. I comparti industriali hanno praticamente avuto lo stesso andamento dell’industria nel suo complesso: una crescita fino ai primi anni 2000, seguita da una fase di calo che si è accentuata negli anni della crisi economica; unica eccezione la chimica, con un andamento decrescente su tutto il periodo.

4. La riqualificazione energetica degli edifici
L’incremento dell’efficienza energetica negli edifici costituisce un obiettivo prioritario per il Paese. Oltre i due terzi del patrimonio edilizio esistente risale a prima degli anni Ottanta, quando ancora non esistevano normative specifiche sul tema dell’efficienza energetica e molte tecnologie non erano mature: il potenziale di risparmio energetico è quindi ampio e spesso ottenibile tramite interventi dai ridotti tempi di ritorno. 

La Strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale (STREPIN), stima un potenziale di risparmio al 2020 di circa 5,7 Mtep/anno (Figura 14), con investimenti da sostenere nel settore residenziale pari a 13,6 miliardi di euro l’anno per interventi globali e 10,5 miliardi di euro l’anno per interventi parziali; per gli interventi nel non residenziale gli investimenti si stimano in 17,5 miliardi di euro l’anno.

L’innovazione tecnologica è soltanto uno dei fattori che stanno ridisegnando il settore.

L’analisi del mercato descrive infatti uno scenario in forte evoluzione:

  • Sviluppo e diffusione delle tecnologie dell’informazione in tre distinti e connessi ambiti di intervento: l’intercooperazione tra tutti gli attori della filieral’interoperabilità dei modelli a supporto del miglioramento dei processi e dei sistemi di progettazione, gestione e manutenzione degli immobili; la diffusione di modelli informativi per la costruzione, i cosiddetti BIM (Building Information Modeling), in grado di ridurre significativamente il costo dell’errore.

Il settore delle costruzioni in Italia è pertanto caratterizzato dall’avvio di profonde trasformazioni, in grado di modificare l’intero percorso progettuale, realizzativo e gestionale, con l’obiettivo di aumentare significativamente i livelli di produttività e ridurre il costo dell’errore. Il settore delle costruzioni ha fatto registrare nel 2015 un valore della produzione pari a 165,5 miliardi di euro, di cui 119 miliardi (72%) dovuti alla manutenzione del patrimonio esistente, sia ordinaria (36 miliardi) sia soprattutto straordinaria (83 miliardi), cresciuta notevolmente di importanza negli ultimi anni. Infatti, nel 2007 la manutenzione straordinaria nel suo complesso valeva il 47% degli investimenti in costruzioni; nel 2015 è salita al 66%, con una punta del 76,7% nel comparto residenziale.

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