INAIL – GENERATORI DI CALORE ALIMENTATI DA COMBUSTIBILE SOLIDO, LIQUIDO O GASSOSO PER IMPIANTI CENTRALI DI RISCALDAMENTO

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GENERATORI DI CALORE ALIMENTATI DA COMBUSTIBILE SOLIDO, LIQUIDO O GASSOSO PER IMPIANTI CENTRALI DI RISCALDAMENTO

Istruzioni per la prima verifica periodica ai sensi del D.M. 11 aprile 2011

 La pubblicazione fornisce le indicazioni operative per la prima verifica periodica, ai sensi del D.M.11 aprile 2011, delle attrezzature a pressione della tipologia generatori di vapore d’acqua e/o di acqua surriscaldata.

 In particolare, il documento descrive le fasi di cui si compone l’attività di verifica, fornendo sia le indicazioni per la gestione tecnico-amministrativa della pratica da parte del datore di lavoro, sia le istruzioni per la compilazione della scheda tecnica e del verbale di prima verifica periodica da parte del verificatore.

L’articolo 71, comma 11, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. prescrive che le attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII al medesimo decreto siano sottoposte a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.

Inail è l’ente preposto all’effettuazione diretta o avvalendosi di soggetti pubblici o privati abilitati, della prima di tali verifiche, attraverso le unità operative territoriali che operano sull’intero territorio nazionale.

In tale contesto, considerati il ruolo di titolare della prima verifica periodica che il D.M. 11 aprile 2011 ha riconosciuto all’Istituto e la volontà di uniformare il comportamento delle proprie unità operative territoriali, il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) dell’Inail ha elaborato dei documenti che descrivono le modalità tecnico-amministrative per la conduzione della prima verifica periodica.

Nello specifico, il presente elaborato descrive le fasi di cui si compone l’attività tecnica di prima verifica periodica dei generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso per impianti centrali di riscaldamento utilizzanti acqua calda sotto pressione con temperatura dell’acqua non superiore alla temperatura di ebollizione alla pressione atmosferica, aventi potenzialità globale dei focolai superiore a 116 kW.

Le istruzioni elaborate non costituiscono ovviamente un riferimento vincolante, ma vogliono piuttosto proporsi come esempio di armonizzazione su scala nazionale dell’approccio alla prima verifica periodica, definendo modalità per la conduzione dei controlli che possano essere di pratica utilità per tutti i soggetti coinvolti (soggetti abilitati e operatori di Asl/Arpa), anche al fine di garantire indicazioni e comportamenti coerenti all’utenza.

Fonte: INAIL

INAIL – APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO MATERIALI DI TIPO MOBILE Istruzioni per la prima verifica periodica ai sensi del D.M. 11 aprile 2011

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 APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO MATERIALI DI TIPO MOBILE

Istruzioni per la prima verifica periodica ai sensi del D.M. 11 aprile 2011

L’articolo 71 comma 11 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. prescrive che le attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII al medesimo decreto siano sottoposte a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.

L’Inail è preposta alla gestione, diretta o avvalendosi di soggetti pubblici o privati abilitati, della prima di tali verifiche, attraverso le unità operative territoriali che operano sull’intero territorio nazionale.

In tale contesto, considerati il ruolo di titolare della prima verifica periodica che il D.M. 11 aprile 2011 ha riconosciuto all’Istituto e la volontà di uniformare il comportamento delle proprie unità operative territoriali, il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell’Inail ha elaborato dei documenti che descrivono le modalità tecnico-amministrative per la conduzione della prima verifica periodica.

Nello specifico il presente elaborato descrive in dettaglio le macchine movimento terra e i carrelli industriali attrezzati con dispositivi per sollevamento carichi sospesi e i caricatori per la movimentazione di materiali, illustrandone le principali caratteristiche costruttive, per poi trattare in modo approfondito le fasi di cui si compone l’attività tecnica di prima verifica periodica (compilazione della scheda tecnica dell’attrezzatura e redazione del verbale di verifica).

Le istruzioni elaborate non costituiscono ovviamente un riferimento vincolante, ma vogliono piuttosto proporsi come esempio di armonizzazione su scala nazionale dell’approccio alla prima verifica periodica, definendo modalità per la conduzione dei controlli che possano essere di pratica utilità per tutti i soggetti coinvolti (soggetti abilitati e operatori di ASL/ARPA), anche al fine di garantire indicazioni e comportamenti coerenti.

 Campi di applicazione:

  • Macchine movimento terra
  • Caricatori per movimentazione di materiali
  • Carrelli industriali attrezzati con dispositivi per sollevamento carichi oscillanti

Fonte: INAIL

INAIL – Generatori di calore e impianti termici – Indicazioni per la prima verifica periodica

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Generatori di calore e impianti termici

Indicazioni per la prima verifica periodica

 Nella pubblicazione curata dall’Istituto vengono fornite le istruzioni per lo svolgimento di questi controlli di sicurezza, da richiedere utilizzando esclusivamente l’applicativo Civa

Oltre a costituire un preciso obbligo di legge, la manutenzione frequente di impianti e apparecchi che erogano servizi di riscaldamento a imprese, uffici e condomini è senz’altro una modalità di prevenzione fondamentale per l’incolumità collettiva. Con una nuova monografia, l’Inail spiega come fare la prima verifica periodica, regolata dal decreto ministeriale 11 aprile 2011, per i generatori di calore, alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso, ubicati in impianti centrali di riscaldamento, alla luce delle ultime novità normative e procedurali.

Da maggio 2019 il controllo si effettua solo con l’applicativo Civa. La guida, curata dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit), è consultabile online tra le pubblicazioni dell’Istituto. Arricchita anche da riferimenti normativi e tecnici e da appendici con informazioni pratiche, si inserisce nella collana scientifica ideata per illustrare a tutti i soggetti coinvolti le modalità di svolgimento tecnico-amministrativo di questo adempimento, dal 27 maggio 2019 effettuabile unicamente con il servizio telematico Civa, che consente la gestione informatizzata della richiesta e delle gestioni successive.

Quali sono gli impianti di riscaldamento interessati. Le istruzioni fornite nel volume si applicano specificamente agli impianti centrali di riscaldamento che utilizzano acqua calda sotto pressione, con temperatura non superiore a 110°C, e potenza nominale massima complessiva dei focolai superiore a 116 kW. Più precisamente, è considerato “impianto centrale di riscaldamento” uno o più circuiti idraulici ad acqua calda sotto pressione, con vaso di espansione aperto o chiuso, servito da generatore singolo o disposto in batteria, da generatore modulare, da scambiatore di calore, e funzionante con combustibili solidi, liquidi o gassosi o con sorgenti termiche a rischio di surriscaldamento. Nei generatori di calore vanno incluse le caldaie, a fuoco diretto o non, alimentate da combustibile solido, liquido, gassoso e gli scambiatori di calore il cui primario è alimentato da fluido a temperatura superiore a 110°C. Da sottolineare che rientrano nelle attività previste dal decreto ministeriale unicamente gli impianti di riscaldamento asserviti ai cosiddetti “processi produttivi”, secondo quanto riportato nella definizione di attrezzatura di lavoro elencate all’art. 69, comma 1 lettera a) del decreto legislativo. 81/2008.

Una banca dati completa per tutti i passaggi amministrativi. Come per altre attrezzature a pressione, il decreto ministeriale 11 aprile 2011 regola compiutamente la disciplina delle verifiche periodiche. Gli impianti di riscaldamento, a eccezione del caso di insiemi Ped (Pressure equipment directive 2014/68/UE), vengono messi in servizio secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 1° dicembre 1975; pertanto, gli adempimenti in materia di “comunicazione di messa in servizio” e di “immatricolazione”, di cui al decreto 11 aprile 2011, si considerano assolti nell’ambito delle procedure di messa in servizio utilizzando la procedura Civa. Ed è sempre con questa applicazione, che diviene una sorta di banca dati completa, che deve essere richiesta la prima verifica periodica. Analogamente, andranno comunicate, sempre all’Inail, e all’Asl e all’Arpa competenti, anche altri passaggi amministrativi come cessazione, trasferimento di proprietà o spostamento dell’attrezzatura.

La verifica può essere compiuta dall’Inail o da altri soggetti. Ricevuta la richiesta completa con tutti gli elementi identificativi del datore di lavoro e dell’attrezzatura soggetta a controllo, ha inizio il computo dei quarantacinque giorni in cui l’Inail può intervenire, effettuando direttamente la verifica oppure affidando il servizio al soggetto abilitato indicato dal datore di lavoro nella richiesta e scelto negli elenchi regionali Inail.

Le fasi della verifica. Con la prima verifica periodica vengono accertate la configurazione dell’impianto, la corrispondenza della matricola, la constatazione della rispondenza delle condizioni di installazione e di esercizio, l’applicazione corretta delle istruzioni per le diverse componenti. Viene verificato quindi lo stato generale di manutenzione e conservazione dell’impianto, il mantenimento delle condizioni di sicurezza. La prima visita si conclude con la redazione del relativo verbale, che attesta tutti i passaggi tecnici e amministrativi effettuati nel corso dell’ispezione.

Generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso per impianti centrali di riscaldamento

Il documento descrive le fasi di cui si compone l’attività di prima verifica periodica dei generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso per impianti centrali di riscaldamento utilizzanti acqua calda sotto pressione con temperatura dell’acqua non superiore alla temperatura di ebollizione alla pressione atmosferica, aventi potenzialità globale dei focolai superiore a 116 kw.

Dal 27 maggio i servizi di certificazione e verifica di impianti e apparecchi si richiedono on line: Civa

Il nuovo applicativo messo a disposizione dall’Inail consente di richiedere on line i servizi più significativi, tra cui l’immatricolazione e la messa in servizio, relativi a impianti e attrezzature. Una parte residuale dei servizi sarà oggetto di un secondo rilascio. Le richieste per queste prestazioni, al momento, vanno inoltrate via pec

Fonte: INAIL

INAIL – Lavoro agile in situazioni emergenziali

INAIL

 LAVORO AGILE IN SITUAZIONI EMERGENZIALI

APPLICAZIONE DI UN MODELLO “IBRIDO” TRA LAVORO AGILE E TELELAVORO

 Il lavoro a distanza è stato uno degli strumenti individuati dal governo come ausilio indispensabile nella realizzazione delle misure di contenimento, nel contesto della pandemia generata dall’emergenza COVID-19.

L’esperienza diffusa del lavoro agile, attuata con modalità straordinarie nella “pratica” emergenziale, ha concorso a una notevole diminuzione del rischio di esposizione al virus per una fascia estesa della popolazione ma ha anche costituito uno scenario nuovo in cui pensare il lavoro, anche in contesti in cui non era ipotizzabile la trasformazione a distanza delle modalità e delle forme dei rapporti di lavoro in relazione a tempo, luogo, strumenti dell’attività lavorativa.

L’emergenza sanitaria, determinata dalla diffusione del COVID-19, ha reso necessaria l’assunzione di misure restrittive da parte delle autorità governative, prevedendo tra l’altro l’adozione del lavoro a distanza per il prosieguo delle attività lavorative pubbliche e private, anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla legge di riferimento. Il lavoro agile, favorito dalla tecnologia oggi disponibile, si caratterizza per un diverso approccio al lavoro, basato su un rapporto fiduciario tra lavoratore e datore di lavoro e su una maggiore flessibilità.

Nell’ultimo decennio, la trasformazione digitale e tecnologica ha prodotto modi innovativi di comunicare e lavorare, che hanno consentito di superare rigidità presenti nei modelli organizzativi della società economica e industriale preesistente.

Ed è per questo che il lavoro agile, quale modalità esecutiva del moderno rapporto di lavoro subordinato, conferma la mutata relazione tra i diversi fattori del sistema produttivo (capitale e lavoro) e dei requisiti fondanti del diritto del lavoro (subordinazione e impresa).

L’attuale scenario pandemico e le disposizioni legislative emanate per contrastarlo, hanno permesso a molte aziende pubbliche e private di utilizzare il lavoro agile come modalità ordinaria della prestazione lavorativa, permettendo ai dipendenti di svolgere l’attività dalla propria abitazione.

Tale misura anti covid, necessaria per fronteggiare la crisi nella fase di lockdown ha, nella sostanza, determinato l’applicazione di una modalità di lavoro a distanza che è una via di mezzo tra il telelavoro e il lavoro agile, integrando i requisiti essenziali e tipici dei due modelli.

Tale modalità di lavoro, infatti, coinvolgendo inevitabilmente una platea di professionalità molto ampia, superando il vincolo della concessione di strumentazione tecnologica e informatica, fornita e messa in sicurezza dal datore di lavoro, ha realizzato un modello “ibrido” di prestazione lavorativa non esente da criticità con inevitabili impatti sulla salute e sicurezza: punto di partenza per una riflessione costruttiva, utile a favorire un cambiamento strutturale ormai in atto.

 

Fonte: INAIL

INAIL Seminari – Milano 11 e 12 dicembre 2019

INAIL Seminari

“Il 10° Rapporto Inail sulla Sorveglianza del mercato per la Direttiva macchine”

“La sicurezza degli apparecchi di sollevamento”

Milano – mercoledì 11 e giovedì 12 dicembre 2019

Il seminario di presentazione del 10° Rapporto Inail sulla sorveglianza del mercato per la direttiva macchine, si terrà l’11 dicembre presso l’Auditorium Giò Ponti dell’Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza Lodi per illustrare i risultati dell’attività di sorveglianza del mercato con particolare attenzione al ruolo di supporto dell’Inail quale organo preposto all’accertamento tecnico.

Il seminario è articolato in due sessioni: una plenaria, durante la quale saranno illustrate le attività di sorveglianza del mercato, con il contributo di rappresentanti delle diverse istituzioni coinvolte, e una di approfondimento tecnico, dedicata, invece, a tematiche specifiche di maggiore rilevanza per la sicurezza sul lavoro, emerse durante l’attività di accertamento tecnico.

Il giorno seguente, nella stessa sede, è in programma una giornata di approfondimento sul tema “Sicurezza degli apparecchi di sollevamento”. Entrambi gli eventi rilasceranno crediti Ecm per i tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (Tpall) e Cfp per i soli iscritti all’Albo degli ingegneri. La partecipazione è gratuita, ma l’iscrizione è obbligatoria e può essere effettuata inoltrando all’indirizzo mail sottoindicato la relativa scheda di iscrizione.

 

Fonte: INAIL

INAIL – Classificazione tariffaria dei premi – FAQ

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Classificazione tariffaria dei premi – FAQ

Istruzione operativa 10 settembre 2019

Con riferimento ai quesiti pervenuti in materia di classificazione tariffaria, facendo seguito alla nota del 19 aprile 2019 e del 12 luglio 2019 prot.10661 e alle precedenti FAQ del 19 aprile 2019 prot.6502, si forniscono i chiarimenti richiesti, formulati d’intesa con la Contarp Centrale.

Temi trattati

  1. Panificio con più punti vendita (gestione artigianato)
  2. Attività di vendita con annesso laboratorio
  3. Vendita e restauro mobili nella gestione terziario
  4. Ristoranti annessi agli alberghi
  5. Classificazione attività svolta dagli addetti alla reception degli alberghi
  6. Classifica attività di noleggio di macchine e attrezzature

Documenti

 

Fonte: Inail

INAIL – La valutazione del rischio vibrazioni

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LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO VIBRAZIONI – 2019

L’esposizione professionale a vibrazioni meccaniche può presentare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, se non è correttamente valutata e se non vengono messe in atto, da parte del datore di lavoro per il tramite del Servizio di prevenzione e protezione, tutte le misure tecniche di prevenzione e protezione consentite dallo stato dell’arte e tutte le misure organizzative concretamente attuabili nel posto di lavoro. In Italia l’esposizione professionale a vibrazioni meccaniche è stata regolamentata per la prima volta dal d.lgs. 187/2005 di attuazione della direttiva vibrazioni 2002/44/CE.

Il d.lgs. 187/2005 è stato successivamente incorporato all’interno del d.lgs. 81/2008, nel quale compare come Capo III del Titolo VIII sulla protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni meccaniche, e risultando integrato dall’Allegato Tecnico XXXV. Parallelamente, il Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro e l’Inail hanno pubblicato le Indicazioni operative per la corretta applicazione del Titolo VIII del d.lgs. 81/2008, tra cui anche il Capo III. Ciò nonostante, numerosi aspetti tecnici e metodologici riguardanti la corretta valutazione del rischio vibrazioni, sono rimasti aperti e richiedono ancora oggi una risposta.

Il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail ha voluto realizzare, a tale riguardo, questa pubblicazione per fornire ai datori di lavoro, ai responsabili del servizio di prevenzione e protezione e in generale a tutti coloro che si occupano di prevenzione nei luoghi di lavoro, un documento operativo di sintesi sulle attuali conoscenze nazionali e internazionali per consentire loro di valutare nel migliore dei modi i rischi legati all’esposizione alle vibrazioni meccaniche, sia quelle trasmesse al sistema mano-braccio che quelle trasmesse al corpo intero.

In particolare vengono date indicazioni operative dettagliate sulla corretta metodologia di valutazione del rischio vibrazioni per ciascuno dei tre ‘percorsi’ previsti dall’art. 202 del d.lgs. 81/2008 che utilizzano, alternativamente, i dati di certificazione dei costruttori, le banche dati o le misurazioni. Per ognuno di questi percorsi è inoltre definito un metodo per il calcolo dell’incertezza associata alla stima dei descrittori di rischio. Indicazioni tecniche per la riduzione del rischio e un’ampia casistica di esempi completano il documento.

Fonte: INAIL

INAIL – Cogenerazione e Trigenerazione nel settore rurale

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La Cogenerazione e la Trigenerazione nel settore rurale

 Allo stato dell’arte l’efficienza energetica rappresenta un elemento sempre più determinante nelle politiche industriali e sociali allo scopo di garantire, conformemente al tratto di Kyoto, la riduzione delle emissioni climalteranti.

Il lavoro è dedicato agli impianti basati sulle nuove tecniche di risparmio energetico nel settore del riscaldamento e compatibile con la normativa vigente ai fini della progettazione, realizzazione, installazione e verifiche di esercizio, con particolare riguardo al settore agroalimentare. Nello specifico, la scheda descrive i campi applicativi dei metodi cogenerativi al comparto agroalimentare sottolineando come  l’innovazione di processo sia per tale settore più importante dell’innovazione di prodotto.

 

Fonte: INAIL

INAIL – La Protezione attiva antincendio

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La Protezione attiva antincendio

Focus sulle misure S.6, S.7 e S.8 del Codice di prevenzione incendi

Controllo dell’incendio, Rivelazione ed allarme, Controllo di fumi e calore

 Il ‘Codice di prevenzione incendi’, nella sezione S ‘Strategia antincendio’, prevede dieci capitoli dedicati alle misure di riduzione del rischio di incendio.

Il capitolo S.6 del Codice è dedicato ai presidi e impianti che possono controllare lo sviluppo di un incendio (estintori, reti di idranti e impianti di controllo e spegnimento).

Il capitolo S.7 agli impianti di rivelazione e allarme antincendio (IRAI).

Il capitolo S.8 infine è rivolto ai sistemi per il controllo, l’evacuazione o lo smaltimento di fumo e calore.

Il quaderno qui pubblicato contiene esempi di selezione e progettazione di alcune tipologie di impianti e presidi di protezione attiva.

La protezione attiva antincendio

Fonte: INAIL

 

INAIL – Relazione annuale infortuni sul lavoro – 2018

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Relazione annuale infortuni sul lavoro – 2018

Infortuni in calo, aumentano i casi mortali

 I dati sull’andamento infortunistico e tecnopatico e i risultati più rilevanti ottenuti dall’Istituto sul fronte della ricerca, della prevenzione e degli investimenti presentati a Roma, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, dal presidente Massimo De Felice. Tra le novità principali, il varo delle nuove tariffe dei premi di assicurazione. Positivo il risultato economico-finanziario

ROMA – Il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, ha illustrato oggi a Roma, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la Relazione annuale Inail sui dati relativi all’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in Italia nel 2018, sul bilancio dell’Istituto e sui risultati più rilevanti conseguiti sul fronte della ricerca, delle politiche in materia di prevenzione, cura e riabilitazione, e degli investimenti.

INFORTUNI SUL LAVORO

Nel 2018 l’Inail ha registrato poco più di 645mila denunce di infortunio. La lieve diminuzione rispetto al 2017 (-0,3%) sarebbe più accentuata se non si considerassero, per omogeneità, le “comunicazioni obbligatorie”. Dall’ottobre 2017, infatti, tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, devono comunicare all’Istituto tutti gli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 409mila (-4,3% rispetto al 2017), di cui circa il 19% occorsi “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”. Delle 1.218 denunce di infortunio mortale, in crescita del 6,1% rispetto al 2017, i casi accertati “sul lavoro” sono invece 704, il 4,5% in più rispetto all’anno precedente, di cui 421, pari a circa il 60% del totale, avvenuti “fuori dell’azienda” (35 casi sono ancora in istruttoria).

Come emerge dagli ultimi dati pubblicati nella sezione “Open data” del sito Inail, nei primi cinque mesi del 2019 i casi mortali denunciati sono stati 391, due in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Sostanzialmente stabile il numero delle denunce di infortunio sul lavoro nel complesso, che tra gennaio e maggio sono state 269.431, in crescita dello 0,04% rispetto alle 269.332 presentate all’Istituto nei primi cinque mesi dell’anno scorso.

MALATTIE PROFESSIONALI

Le malattie denunciate nel 2018 sono state circa 59.500, il 2,6% in più rispetto all’anno precedente. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 37%, mentre il 3% è ancora “in istruttoria”.
Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 43mila, di cui quasi il 40% per causa professionale riconosciuta. I lavoratori con malattia asbesto-correlata sono stati poco meno di 1.400, mentre quelli deceduti nel 2018 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.177 (-16,4% rispetto al 2017), di cui 257 per silicosi/asbestosi (il 74% con età al decesso maggiore di 79 anni).

Le rilevazioni più recenti mostrano un lieve aumento delle denunce anche nei primi cinque mesi del 2019. Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail tra gennaio e maggio, infatti, sono state 27.385, 372 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+1,4%).

POSIZIONI ASSICURATIVE E RENDITE

Nel 2018 l’Inail ha censito circa tre milioni e 739mila posizioni assicurative territoriali, con una riduzione minima (-0,23%) rispetto al 2017. Al 31 dicembre erano in essere circa 709mila rendite per inabilità permanente e ai superstiti, in calo del 2,40% rispetto all’anno precedente. Le rendite per inabilità di nuova costituzione sono circa 14.600.

Le prestazioni aggiuntive alla rendita a carico del Fondo vittime dell’amianto sono ammontate a circa 44 milioni di euro, mentre la prestazione “una tantum” a favore dei malati di mesotelioma è stata di circa 1,5 milioni di euro.
INTERVENTI A SOSTEGNO DEI LAVORATORI

Per fronteggiare le conseguenze di infortuni e malattie, nel 2018 sono state fornite più di 7,6 milioni di prestazioni sanitarie. Le prestazioni per “prime cure” presso i 123 ambulatori dell’Inail sono state circa 690mila, mentre negli 11 centri di fisiochinesiterapia, attivi in cinque regioni, sono state effettuate 125mila prestazioni su circa 3.400 assistiti e oltre 9.500 visite fisiatriche.

Il Centro Protesi di Vigorso di Budrio e la sua filiale di Roma hanno registrato l’afflusso di circa 13.300 assistiti, ai quali sono state erogate circa 24.700 prestazioni di assistenza, alle quali si aggiungono oltre 27.200 trattamenti riabilitativi in favore di 623 assistiti. Nel giugno 2018 il Centro ha ottenuto la nuova “certificazione di qualità”, a conferma dell’eccellenza dei servizi erogati.

In attuazione dell’accordo quadro del 2012, è proseguita l’azione di coinvolgimento delle Regioni per l’erogazione di prestazioni riabilitative integrative, rispetto a quelle garantite dal Servizio sanitario nazionale in favore dei disabili da lavoro. Nel 2018 sono state erogate 403.654 prestazioni integrative riabilitative a circa 16mila assistiti. Con l’apertura di nuovi “centri” e “presidi” a Macerata, Cagliari, Genova, Torino, Palermo e Lamezia Terme, è stata inoltre potenziata la rete di assistenza per garantire i vantaggi della “prossimità”.

La legge di bilancio 2019 ha portato il potenziamento delle prestazioni economiche verso gli assicurati dell’Inail (50 milioni di euro nel 2019, 105 nel 2020, 118 nel 2021) per le rendite a superstiti, per l’assegno una tantum ai familiari di vittime di infortuni sul lavoro, per l’indennizzo del danno biologico e per la riforma in melius dell’istituto della “vivenza a carico”. Sono state inoltre rafforzate le tutele e ampliato l’insieme dei beneficiari dell’assicurazione contro gli infortuni domestici.

Le modifiche al Regolamento per il reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro, adottate con la determina presidenziale n. 527 dello scorso 19 dicembre, hanno introdotto importanti novità con l’obiettivo di facilitare e incentivare l’accesso alle misure di sostegno garantite dall’Inail. Le novità principali riguardano la semplificazione degli adempimenti e una maggiore flessibilità nell’utilizzo dei fondi messi a disposizione dall’Istituto per l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’adattamento delle postazioni e la formazione. Con l’ultima legge di bilancio sono stati previsti, tra l’altro, anche il rimborso del 60% della retribuzione dei lavoratori destinatari di progetti personalizzati e il concorso dell’Inail al funzionamento dell’assegno di ricollocazione rilasciato alle persone con disabilità da lavoro in cerca di occupazione.

INTERVENTI A SOSTEGNO DELLE AZIENDE

Nel 2018 si è concluso il progetto di revisione delle tariffe dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, che ha richiesto un lungo lavoro per la ridefinizione dei cosiddetti “nomenclatori tariffari”, in modo da tenere conto dei nuovi processi di lavoro e di produzione che incidono su forme e intensità dell’esposizione al rischio, per il ricalcolo dei tassi di premio e per le verifiche di sostenibilità economica.

I nuovi tassi, entrati in vigore con l’ultima legge di bilancio, segnano per il 2019 una diminuzione stimata di 502 milioni di euro dell’onere a carico delle imprese, circa il 6% in meno rispetto all’importo previsto con la tariffa precedente, già ridotta dalla legge di stabilità 2014. Le stime del minor onere per i due anni successivi si attestano sostanzialmente allo stesso livello, con un andamento lievemente crescente. Nel 2018, in attesa della revisione delle tariffe, è stata applicata la riduzione del 15,81% dei premi e contributi dovuti dalle imprese.

Continua l’impegno delle imprese nell’attività di mitigazione dei rischi negli ambienti di lavoro: nel 2018 sono state presentate circa 29mila istanze di riduzione del tasso di tariffa per meriti di prevenzione (nel 2017 erano state 27mila). Circa 300mila ditte hanno beneficiato della riduzione del 7,09% dell’importo del premio per le imprese artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2016-2017, a cui sono stati destinati 27 milioni di euro. Altre riduzioni del premio hanno riguardato, anche nel 2018, il settore edile, la pesca e la navigazione.

In settembre si è conclusa la fase di assegnazione degli incentivi a fondo perduto messi a disposizione con il bando Isi 2017. Lo scorso 14 giugno, nel “click day” del bando Isi 2018, con cui l’Inail ha stanziato circa 370 milioni di euro per sostenere le aziende che investono in prevenzione, sono stati presentati più di 16.600 progetti. A partire dal 2010, attraverso le nove edizioni dell’iniziativa, l’Istituto ha messo complessivamente a disposizione delle imprese più di due miliardi di euro per contribuire al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

ATTIVITÀ DI CONTROLLO DEL RAPPORTO ASSICURATIVO

All’inizio dell’anno scorso l’Inail ha sottoscritto la convenzione con Ministero del Lavoro, Ispettorato nazionale del lavoro e Inps per lo scambio di informazioni utili alla programmazione e allo svolgimento dell’attività di vigilanza, primo passo verso un controllo integrato. Per ora, comunque, l’Istituto mantiene il suo “corpo” ispettivo, nel “ruolo a esaurimento”, e nel 2018 ha continuato a svolgere un’azione di controllo di tipo amministrativo, per la verifica dell’appropriatezza del rischio assicurato e il contrasto all’evasione.

Nel dettaglio, sono state controllate 15.828 aziende, l’89,35% delle quali sono risultate irregolari. I lavoratori regolarizzati in seguito ai controlli sono stati 41.674, di cui 3.336 “in nero”. Sono state inoltre accertate retribuzioni imponibili evase per circa 3,5 miliardi di euro e sono stati richiesti premi per circa 76 milioni. Oltre all’attività di contrasto all’evasione, sono stati effettuati circa tremila accertamenti relativi a infortuni gravi, mortali, “in itinere” e per malattie professionali.

I risultati confermano la qualità della procedura informatica di “business intelligence” che ha sostenuto l’attività ispettiva e il grande lavoro – sempre più impegnativo, per la progressiva riduzione della forza disponibile – svolto dai 284 ispettori Inail (erano 299 nel 2017, 350 nel 2014).

RICERCA E FORMAZIONE

Dopo la conclusione del piano delle attività di ricerca 2016-2018, nel dicembre scorso è stato approvato il nuovo piano per il triennio 2019-2021, che nella sua componente “istituzionale” garantisce il ruolo dell’Inail come organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale muovendosi sulla frontiera dell’innovazione tecnica e tecnologica: per l’individuazione dei rischi emergenti, per la costruzione di strumenti e processi che possano fronteggiarli, per il ricorso alle nuove tecnologie nella prevenzione dei rischi e per avanzare proposte normative. Ne deriva anche il sostegno all’attività di certificazione e verifica di macchinari e processi di lavoro.

Nella componente “scientifica” del nuovo piano triennale le azioni della ricerca Inail sono strutturate in nove programmi, ciascuno articolato in obiettivi – 45 in tutto – da raggiungere anche con il coinvolgimento di università e centri di ricerca nazionali e internazionali. Tra i temi affrontati, la gestione integrata del rischio attraverso metodologie innovative, come la “ambient intelligence” e la sensoristica, i mutamenti sociali e demografici, con particolare attenzione alla disabilità e all’invecchiamento attivo, i sistemi innovativi di gestione della salute e sicurezza per rischi connessi all’evoluzione dei processi produttivi, e l’innovazione dei processi connessi alla digitalizzazione, alla robotizzazione, alle nanotecnologie e alle biotecnologie.

L’Inail avrà un ruolo anche in tre “competence center” costituiti a seguito del bando del Ministero dello Sviluppo economico del gennaio 2018, in attuazione del piano nazionale Industria 4.0, che hanno come capofila la Scuola Sant’Anna di Pisa, Sapienza Università di Roma e il Politecnico di Milano. L’obiettivo è di fornire alle imprese un sostegno concreto per il trasferimento tecnologico e l’innovazione negli ambiti della robotica, della sicurezza informatica e del settore manifatturiero.

Nel frattempo è proseguita la collaborazione molto proficua del Centro Protesi di Vigorso di Budrio e del Centro di riabilitazione motoria di Volterra con l’Istituto italiano di tecnologia (IIT), con la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, con l’Istituto di Neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche e con l’Università Campus Bio-medico di Roma, per lo sviluppo di esoscheletri e protesi ad alta tecnologia e lo studio di tecnologie e metodiche innovative per la riabilitazione neuro-motoria. L’avvio a Vigorso di Budrio, lo scorso luglio, del progetto “Handbike Kneeler” conferma l’impegno dell’Inail per fornire un contributo tecnico alle strumentazioni per lo sport paralimpico.

Nel 2018 si è conclusa la prima edizione del master biennale interfacoltà di secondo livello sulla “Gestione integrata di salute e sicurezza nell’evoluzione del mondo del lavoro”, promosso e gestito da Sapienza Università di Roma e Inail per dare un profilo nuovo e al passo coi tempi alla figura professionale del “risk manager del lavoro”. Nel bando di concorso per l’edizione 2019-2020, in corso di predisposizione, il piano didattico è sostanzialmente confermato, mentre l’importante contributo, economico e di competenza, fornito dagli enti partner – Aeroporti di Roma, Confindustria, Enel, Eni, Federchimica, Fiat Chrysler Automobiles (Fca), Fondazione Rubes Triva, Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e Terna – è destinato a essere ulteriormente rafforzato grazie al coinvolgimento di Aci, Fondazione Caracciolo, Banca d’Italia, Fondazione IBM e Uni, ente nazionale italiano di unificazione.
INVESTIMENTI MOBILIARI E IMMOBILIARI

L’attività di investimento dell’Inail è proseguita anche nel 2018 con l’obiettivo di garantire il principio di solvibilità nella “copertura” delle riserve, ottimizzare la gestione degli immobili e rispondere all’impegno dell’utilità sociale.

Nel dettaglio, sono stati investiti circa 73 milioni di euro in titoli di Stato, a tasso fisso e a tasso variabile legati all’inflazione italiana ed europea. Il portafoglio titoli detenuto dall’Inail al 31 dicembre scorso ammonta a un miliardo di euro, in valore di carico. Per gli “investimenti indiretti” si è ottemperato al “piano dei richiami”, conferendo 78,6 milioni di euro nel fondo “Fondo comune di investimento immobiliare chiuso i3-core” gestito da InvImit Sgr Spa.

Sono state cedute 100 unità immobiliari – 53 residenziali, 40 commerciali e sette terreni – per un incasso complessivo di circa 15 milioni di euro. In ottobre, nell’ambito del piano di interventi di razionalizzazione degli immobili a uso istituzionale finalizzato ad abbattere i costi delle locazioni passive, è stato acquistato l’immobile per la sede della Direzione regionale Abruzzo.

In merito alle iniziative urgenti nell’edilizia sanitaria, su proposta del Ministro della Salute sono stati individuati gli interventi valutabili dall’Inail nell’ambito dei piani triennali di investimento, per i quali sono stati stanziati circa due miliardi e 600 milioni di euro.

È stato pubblicato il bando europeo per il primo dei cosiddetti investimenti “a sviluppo”, ovvero iniziative che prevedono la realizzazione dell’opera da concedere poi in locazione agli enti locali, per la costruzione a Vaprio d’Adda di una scuola secondaria da realizzare sull’area che l’Inail ha acquistato dal Comune lo scorso novembre.

Per fare fronte alla discrepanza tra gli importi stanziati e gli importi effettivamente impiegati nelle realizzazioni delle iniziative immobiliari di elevata utilità sociale, a causa dell’impianto normativo che spesso rallenta l’iter progettuale, l’Istituto ha dato impulso alla realizzazione delle “scuole innovative” e dei “poli per l’infanzia” facendosi carico, con uno stanziamento complessivo di 13,5 milioni di euro, delle spese di progettazione, che saranno recuperate sul costo di acquisizione delle aree su cui edificare.
RISULTATI FINANZIARI ED ECONOMICI

I dati del preconsuntivo 2018 mostrano che si sono avute entrate di competenza per 10 miliardi e 571 milioni di euro, pari a circa 250 milioni in più rispetto al 2017. Le uscite di competenza si sono attestate a otto miliardi e 777 milioni, con prestazioni istituzionali in aumento di circa il 2%. Sono positivi il risultato finanziario e il risultato economico. Si hanno riserve tecniche di circa 33 miliardi e 435 milioni. Le riserve sono “coperte” per circa l’87% da liquidità, quasi totalmente versata nella Tesoreria dello Stato, senza remunerazione.

Nelle infografiche la serie storica 2014-2018 degli infortuni sul lavoro accertati e delle malattie professionali riconosciute dall’Inail, gli infortuni del 2018 per modalità di accadimento (in occasione di lavoro e in itinere), gli infortuni per differenza di genere.

 

Fonte: INAIL