Regione Emilia Romagna – Piano Energetico Regionale 2030 e Piano Triennale di Attuazione 2017-2019

Piano Energetico Regionale 2030 e Piano Triennale di Attuazione 2017 – 2019.

Trasporti, elettrico e termico, con le loro ricadute sull’intero tessuto regionale, sono i tre settori sui quali si concentreranno gli interventi per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione europea e recepiti dal Piano.

AEEGSI – procedimento per l’adeguamento delle regole di definizione del contributo tariffario

Delibera 16 marzo 2017  – 172/2017/R/efr, Avvio di procedimento per l’adeguamento delle regole di definizione del contributo tariffario, di cui al meccanismo dei titoli di efficienza energetica, alle previste innovazioni normative e attuative.

  • Con il presente provvedimento viene avviato il procedimento finalizzato alla revisione delle modalità di determinazione del contributo tariffario da corrispondere ai distributori soggetti agli obblighi (attualmente definito dalla deliberazione 13/2014/R/efr).

C.A.M. – Criteri ambientali minimi – esecuzione dei trattamenti fitosanitari sulle o lungo le linee ferroviarie e sulle o lungo le strade

Decreto 5 febbraio 2017 – Adozione dei criteri ambientali minimi da inserire obbligatoriamente nei capitolati tecnici delle gare d’appalto per l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari sulle o lungo le linee ferroviarie e sulle o lungo le strade.

Il provvedimento introduce criteri ambientali minimi (CAM) che devono essere inseriti negli affidamenti e nei capitolati tecnici delle gare d’appalto per l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari sulle o lungo le linee ferroviarie e sulle o lungo le strade e le autostrade.

Anche i soggetti che eseguono direttamente i trattamenti fitosanitari sono tenuti ad adottare i medesimi criteri.

I CAM rappresentano un mezzo per:

• tutelare l’ambiente acquatico e l’acqua potabile;

• tutelare la salute;

• tutelare gli ecosistemi naturali. 

L’utilizzo dei CAM individuati in questo documento ha lo scopo di ridurre l’impatto ambientale degli interventi fitosanitari lungo le strade e le linee ferroviarie.

A tal fine e’ opportuno che la stazione appaltante, prima della definizione di una procedura d’appalto, svolga un’attenta analisi degli obiettivi da raggiungere in funzione della riduzione o eliminazione dell’uso di prodotti fitosanitari e tenga conto dei provvedimenti eventualmente gia’ adottati dalle regioni e dalle province autonome nei territori di rispettiva competenza.

Devono essere privilegiate alternative all’utilizzo di prodotti fitosanitari e, qualora cio’ non sia possibile, dovranno essere considerate: – l’effettiva necessita’ dei trattamenti fitosanitari e la loro frequenza;

– le dosi necessarie di prodotto fitosanitario da impiegare in rapporto alle specie presenti e allo stadio fenologico di sviluppo, nel rispetto delle indicazioni presenti nelle etichette autorizzate;

– le misure di mitigazione dei rischi di inquinamento da deriva, drenaggio, lisciviazione o ruscellamento dei prodotti fitosanitari;

– le condizioni meteorologiche, evitando possibilmente l’utilizzo di prodotti fitosanitari nei giorni in cui sono previste precipitazioni e nei giorni immediatamente precedenti;

– la presenza di organismi da quarantena che possono rappresentare un pericolo per la salute pubblica e che giustificano interventi straordinari;

– la possibilità di eseguire interventi meccanici. Le informazioni da acquisire per le scelte da effettuare devono riguardare:

– l’individuazione delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano di cui dall’art. 94 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii.;

– la descrizione dei siti di intervento specificando se trattasi di aree extraurbane, urbane o periurbane con particolare riferimento alle misure indicate al paragrafo A.5.6 – Misure per la riduzione dell’uso o dei rischi derivanti dall’impiego dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili – del Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

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GSE – Certificati bianchi – quantità di TEE disponibili per il prossimo triennio

Il GSE valuta la quantità di TEE disponibili per il prossimo triennio ai fini dell’assolvimento degli obblighi.

Al fine di integrare le informazioni già contenute nel Rapporto Annuale 2016 sul meccanismo dei Certificati Bianchi, oltre alla stima dei titoli disponibili per l’assolvimento dell’obbligo dell’anno 2016 (paragrafo 5.3), il GSE rende disponibili anche le informazioni relative ai TEE che si stima saranno riconosciuti fino al termine dell’anno di obbligo 2019. Tale valutazione è stata effettuata senza tener conto dei potenziali titoli che verranno riconosciuti ai nuovi progetti approvati con il nuovo decreto Certificati Bianchi in corso di pubblicazione.

In particolare, tale valutazione è stata effettuata su base annuale considerando i seguenti contributi:
– DM 28 dicembre 2012 e DM 5 settembre 2011 

  • TEE potenzialmente generabili dai progetti a consuntivo ancora in corso di vita utile e con prima RVC accolta in data antecedente alla data odierna;
  • TEE potenzialmente generabili dai progetti a consuntivo con esito di accoglimento, in attesa di presentazione della prima RVC;
  • TEE potenzialmente generabili dai progetti a consuntivo in attesa di esito definitivo;
  • TEE potenzialmente generabili dai progetti a consuntivo, standard e analitici che si stima saranno presentati nel corso del 2017;
  • TEE potenzialmente generabili da richieste di ammissione al meccanismo della CAR (Cogenerazione ad Alto Rendimento).

Pertanto, per gli anni di obbligo 2017-2019 si stima che l’attuale meccanismo dei Certificati Bianchi consentirà di generare i seguenti titoli:

  • anno d’obbligo 2017 – TEE riconosciuti 6,90 milioni;
  • anno d’obbligo 2018 – TEE riconosciuti 5,58 milioni;
  • anno d’obbligo 2019 – TEE riconosciuti 5,66 milioni.
 

MINAMBIENTE – Decreto qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti

Pubblicato il Decreto 13 ottobre 2016, n. 264 Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.Il provvedimento che entra il vigore il 2 marzo 2017, ha l’obiettivo di favorire e agevolare l’utilizzo come sottoprodotti di sostanze e oggetti che derivano da un processo di produzione e che rispettano specifici criteri.

GSE – Bioliquidi sostenibili, online le Procedure Applicative – Cogenerazione ad alto rendimento

​Sono online le Procedure Applicative per il riconoscimento della maggiore valorizzazione dell’energia da Cogenerazione ad Alto Rendimento, ottenuta a seguito della riconversione di impianti esistenti a bioliquidi sostenibili che alimentano siti industriali o artigianali. Il documento contiene le modalità di richiesta, il procedimento di valutazione e la comunicazione degli esiti.

Il documento inoltre integra le modalità di presentazione delle richieste da parte degli operatori per ottenere il riconoscimento del funzionamento delle unità di cogenerazione come CAR e poter quindi accedere agli incentivi previsti dai Certificati Bianchi (CB-CAR).

A decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo alla data di entrata in esercizio conseguente alla riconversione, l’impianto riconvertito, potrà ottenere i Certificati Bianchi con una maggiorazione degli incentivi in funzione dell’intervento effettuato e della capacità di generazione dell’impianto stesso.

In attesa di specifiche funzionalità del Portale RICOGE, le informazioni aggiuntive a quelle riportate al paragrafo 2.3.1 della procedura, devono essere inserite in un’apposita relazione tecnica e caricate sul Portale all’atto della presentazione della richiesta.

Le Procedure Applicative e il format della dichiarazione sostitutiva d’atto notorio (da cui si evinca la tipologia di bioliquido utilizzato dall’impianto prima della riconversione) sono disponibili nella sezione Qualifiche e Certificati> Cogenerazione ad Alto Rendimento.

Efficienza Energetica – decreto di determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico

Risparmio energetico: intesa sul decreto relativo ad obiettivi

Un’intesa condizionata all’accoglimento di alcune modifiche è quella espressa dalle Regioni (nella Conferenza Unificata del 22 dicembre) sul decreto con cui si determinano gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell’energia elettrica e il gas per gli anni dal 2017 al 2020 e con cui si fissano le nuove linee guida per la preparazione, l’esecuzione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica.

Le condizioni poste dalle Regioni sono contenute in un documento consegnato al Governo nel corso della stessa Conferenza Unificata che si riporta di seguito senza l’allegato (la versione integrale è stata pubblicata sul sito www.regioni.it nella sezione “Conferenze”).

Intesa sullo schema di decreto del ministro dello sviluppo economico recante: “determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell’energia elettrica e il gas per gli anni dal 2017 al 2020 e approvazione delle nuove linee guida per la preparazione, l’esecuzione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica (certificati bianchi).

Punto 5) O.d.g. Conferenza Unificata

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime l’intesa a condizione che vengano accolte le seguenti modifiche:
1. Riformulare l’articolo 10 come segue: “I Certificati Bianchi riconosciuti per i progetti di efficienza energetica per cui sia stata presentata istanza di incentivo al GSE dopo l’entrata in vigore del presente decreto, sono cumulabili nei limiti previsti e consentiti dalla normativa europea“;

2. Alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 9, riformulare il secondo periodo come segue: “Le tipologie di interventi incentivabili attraverso la modalità standardizzata, di cui all’Allegato 3, sono aggiornate con decreto direttoriale del Direttore Generale DGMEREEN, del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Direttore Generale DGCLE del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza Unificata, anche su proposta del GSE elaborata in collaborazione con ENEA e RSE “,

3. Riformulare il comma 4 dell’articolo 6 dopo le parole “presente decreto,” come segue: “I progetti che prevedano l’impiego di fonti rinnovabili per usi non elettrici sono ammessi esclusivamente in relazione alla loro capacità di incremento dell’efficienza energetica e, analogamente alle altre tipologie di progetti ammessi ai sensi del presente decreto, alla capacità di generare risparmi energetici addizionali in termini di energia primaria totale o non rinnovabile.”.

Si allega inoltre una richiesta della Provincia Autonoma di Bolzano relativa al mantenimento dei certificati bianchi anche per gli impianti di teleriscaldamento.

AEEGSI – Parere MISE – determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico

Parere al Ministro dello Sviluppo Economico sullo schema di decreto recante la determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico per gli anni dal 2017 al 2020 e l’approvazione delle nuove Linee Guida in materia di certificati bianchi, ai sensi del decreto interministeriale 28 dicembre 2012 e del decreto legislativo 102/2014.

Espresso parere favorevole in merito allo schema di decreto ministeriale recante nuovi obiettivi di risparmio energetico per gli anni 2017-2020 e nuove Linee guida nell’ambito del meccanismo dei titoli di efficienza energetica; il parere viene rilasciato indicando la necessità di alcune modifiche e integrazioni nonché fornendo alcuni suggerimenti.

ISTAT – Annuario statistico italiano 2016

L’Annuario statistico italiano offre di anno in anno un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto. Con il suo apparato di informazioni e metadati, l’Annuario costituisce per esperti, policy maker e cittadini un importante strumento per orientarsi all’interno dell’offerta di dati e fonti.


Costruzioni

Il 2015 è un nuovo anno critico per il settore delle costruzioni: l’indice di produzione registra, rispetto al 2014, una ulteriore variazione negativa (-1,8 per cento); anche gli indicatori dei permessi di costruire confermano la fase sfavorevole: il numero di abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali presenta una variazione tendenziale del -0,3 per cento nel primo trimestre 2015, del -18,9 per cento nel secondo, del -10,4 per cento nel terzo e del -18,3 per cento nel quarto trimestre.

Significative sono anche le diminuzioni della superficie utile nel confronto con gli analoghi trimestri del precedente anno: i livelli dell’ultimo semestre 2015 scendono per la prima volta sotto la soglia dei 900 mila metri quadri. Negli ultimi tre trimestri del 2015 l’edilizia non residenziale presenta, invece, un’inversione di tendenza registrando, rispetto all’anno precedente, aumenti che la portano ad attestarsi sul valore di circa 2 milioni di metri quadri nel quarto trimestre 2015. Per quanto riguarda i permessi di costruire, nel corso del 2014 ne sono stati ritirati per 16.947 nuovi fabbricati destinati ad uso prevalentemente abitativo, con una riduzione dell’11,9 per cento rispetto al 2013.

A questi corrisponde un volume complessivo, fra nuovi fabbricati e ampliamenti, in calo del 12,9 per cento rispetto all’anno precedente. La dimensione media dei nuovi fabbricati residenziali rimane stabile in termini di abitazioni (2,8 sia nel 2013 che nel 2014), volume (1.240 metri cubi rispetto ai 1.256 del 2013) e superficie totale (425 metri quadrati rispetto ai 426 del 2013).

Cresce di poco la superficie utile media per unità abitativa, che passa da 85,8 metri quadrati del 2013 a 85,9 del 2014. In calo anche i nuovi fabbricati e gli ampliamenti destinati ad un utilizzo prevalentemente non abitativo che nel 2014, rispetto al 2013, presentano un decremento sia del volume (-9,0 per cento) sia della superficie (-9,9 per cento).

Energia

Il Bilancio energetico nazionale (Ben) definisce, per ciascuna fonte, la quantità di energia prodotta, importata, trasformata e consumata in un anno in un determinato paese, descrivendo l’andamento del sistema energetico nazionale, dalla produzione e/o importazione di fonti di energia, fino agli usi finali in ciascun settore economico.

Il 2014, a conferma dell’andamento che complessivamente si riscontra dal 2009, imputabile in buona misura agli effetti della crisi economica e finanziaria, si caratterizza per una contrazione dei consumi interni rispetto all’anno precedente (-4,1 per cento), ancor più accentuata rispetto a quella del 2013 (-1,9 per cento – Tavola 2.11).

In valore assoluto, tra il 2014 e il 2013, il consumo interno lordo scende da 172,99 a 165,97 milioni di Tep (Mtep). Tale decremento risulta superiore per i consumi di gas naturale (-11,6 per cento) e più contenuto per l’energia elettrica (-3,7) e i combustibili solidi (-3,3).

La strategia europea per la promozione di una crescita economica sostenibile prevede infatti, tra gli altri obiettivi del Pacchetto Clima-energia (i cosiddetti obiettivi 20-20-20), il raggiungimento della quota del 20 per cento di fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili. Per concorrere a tale obiettivo, l’Italia, secondo quanto stabilito dalla direttiva 2009/28/Ce,8 nel 2020, dovrà coprire il 17 per cento dei consumi finali di energia mediante fonti rinnovabili, una quota raggiunta e anche lievemente superata nel 2014, anno in cui l’indicatore ammonta a 17,1 per cento.9 Nel 2014, la contrazione dei consumi energetici ha colpito in particolar modo il settore degli usi civili (-12,3 per cento), quello degli usi non energetici (-10,4 per cento) e i bunkeraggi (-5,8 per cento). Per l’agricoltura e l’industria la contrazione è assai più ridotta (rispettivamente -0,7 e -0,9 per cento), mentre i trasporti sono l’unico settore a far registrare un lievissimo aumento (+0,8 per cento).

Ministero sviluppo economico – Consultazione pubblica sull’utilizzo del biometano e dei biocarburanti

A partire dal 13 dicembre 2016 e fino al 13 gennaio 2017 è posta in consultazione pubblica la bozza di decreto interministeriale per l’utilizzo del biometano e dei biocarburanti compresi quelli avanzati. Tale decreto, che ha avuto una prima condivisione tra tutti i soggetti coinvolti nei lavori del “Comitato tecnico consultivo biocarburanti” (con rappresentanti del MiSE, MATTM, MIPAAF, MEF, Agenzia Dogane e GSE), vuole essere uno stimolo per un nuovo sviluppo dell’uso del biogas, questa volta non per la produzione di elettricità ma per il suo impiego, come biometano, nel settore dei trasporti.

Avere un confronto preliminare con i soggetti interessati alle materie disciplinate dal decreto in questione, per garantirne l’efficacia ed il successo, appare particolarmente importante ed utile, proprio ora che il Paese sta predisponendo gli strumenti per finalizzare il raggiungimento dell’obiettivo del 10% di fonti rinnovabili nei consumi energetici del settore dei trasporti, di cui almeno lo 0,5% attraverso l’uso dei “biocarburanti avanzati”.

Nell’elaborare i commenti e/o le proposte integrative ed alternative si chiede di tener conto anche dei seguenti vincoli e principi a base del testo oggetto della consultazione pubblica:

  1. Favorire ed incentivare lo sviluppo dei biocarburanti avanzati (secondo la loro recente definizione nella direttiva UE 2015/1513, c.d. direttiva “ILUC”) di cui l’Italia è stato il maggior sostenitore nell’ambito dei lavori preparatori della Direttiva stessa.
  2. Priorità al biometano usato nei trasporti, per contribuire al raggiungimento del target al 2020 del 10% di fonti rinnovabili nel settore dei trasporti. Primo obiettivo intermedio è arrivare ad un consumo di circa 1,1 Miliardi di metri cubi. Poi, in seguito, con aggiornamenti successivi del DM, ampliarne gli usi oltre ai trasporti, con consumi previsti fino a 6-8 Mld di mc (secondo stime di disponibilità nazionali elaborate da varie fonti).
  3. Favorire lo sviluppo di una economia circolare del mondo agricolo: dalla produzione agricola e dagli allevamenti si generano scarti e sottoprodotti (ad esempio, liquami, letami, etc.) da cui si può ricavare biometano, il quale, trasformato in forma liquida come “biometano liquido” (BML), può essere usato come combustibile nei trattori agricoli, usati a loro volta per la produzione agricola e per gli allevamenti.
  4. Favorire lo sviluppo del ciclo virtuoso dei rifiuti ed, in particolare, della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), che porta ad una valorizzazione economica degli stessi che riduce il costo complessivo dello smaltimento dei rifiuti.
  5. Nessun incremento, per le imprese e per i cittadini, delle bollette del gas e dell’energia elettrica, ma anzi produrne una qualche diminuzione.
  6. Compatibilità delle misure da introdurre con la disciplina UE sugli aiuti di stato per le rinnovabili, ai sensi della Comunicazione della Commissione UE “Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020” (2014/C 200/01) e quindi, in particolare evitando qualsiasi sovra compensazione degli incentivi da erogare.

Infine si chiede di specificare se si vuole che il proprio contributo sia reso pubblico.

Tenendo conto di quanto richiamato ai punti precedenti, si può inserire di seguito un testo di commento e/o di proposte.

Partecipa alla consultazione

Leggi la bozza del decreto (pdf)