Legge Europea 2015 – 16 – Energia

Legge 7 luglio 2016, n. 122 disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2015-2016.

Articolo 33
(Disposizioni per la corretta attuazione del terzo pacchetto energia. Procedura di infrazione 2014/2286)

L’articolo 33 reca adattamenti alla normativa nazionale vigente sul «terzo pacchetto energia», di cui al decreto legislativo n. 93 del 2011, al fine di consentire l’archiviazione della procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea.

Nonostante le modifiche al decreto legislativo n. 93 del 2011 – introdotte con l’articolo 26 della legge europea 2014 (legge n. 115 del 2015) – il Governo rende noto – nella relazione introduttiva al disegno di legge – che “in ragione di più recenti colloqui con i servizi della Commissione europea” è emersa l’esigenza di apportare ulteriori adattamenti alla normativa nazionale vigente sul «terzo pacchetto energia», al fine di assicurare la definitiva chiusura della procedura di infrazione 2014/2286.

Si tratta di una procedura che, allo stadio, versa in situazione di messa in mora ex articolo 258 TFUE: la Commissione lamenta ancora il non corretto recepimento nell’ordinamento italiano di alcune disposizioni della direttiva 2009/72/CE e della direttiva 2009/73/CE, recanti norme comuni per il mercato interno rispettivamente dell’energia elettrica e del gas naturale.

L’articolo 33 mira, pertanto, ad apportare ulteriori modifiche al suddetto decreto legislativo.

In particolare, il comma 1, lettera a), ritorna sulla delimitazione di competenze tra l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGI) e il Ministero dello sviluppo economico nella definizione delle condizioni di accesso alle infrastrutture transfrontaliere.

L’obbligo introdotto dalla direttiva 2003/54/CE per gli Stati membri – di istituire regolatori dotati di competenze specifiche – è stato infatti declinato dalle direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE nel senso di salvaguardare il valore dell’indipendenza e della discrezionalità degli organi regolatori, rispetto alla pubblica amministrazione alle dipendenze dell’Esecutivo nazionale. Per i considerando 33 e 29, rispettivamente, “l’esperienza (…) dimostra che l’efficacia degli interventi dei regolatori è spesso limitata dal fatto che essi non sono sufficientemente indipendenti rispetto alla pubblica amministrazione e che non sono dotati delle competenze e del potere discrezionale necessari”. Pertanto, il potere di indirizzo, che il Ministero dello sviluppo economico può esercitare sull’AEEGI, è ora delimitato alla sola necessità di assicurare il rispetto di atti e di accordi internazionali stipulati tra l’Italia e altri Stati terzi, diversi da quelli appartenenti all’Unione. Il Governo ritiene, infatti, che in tale ambito non operi la primazia del diritto dell’Unione(27) , il quale invece (secondo i poteri di armonizzazione della materia conferiti all’Unione) prevale quando si tratti di atti e accordi internazionali stipulati con altri Stati membri dell’Unione.

Il comma 1, lettera b), affronta la questione dell’affidamento della gestione delle nuove linee elettriche di interconnessione con i sistemi elettrici di altri Stati membri; ciò allo scopo di prevenire l’effetto – su società diverse da Terna – di scoraggiamento allo sviluppo di interconnettori, mediante una modifica all’articolo 39 del decreto legislativo n. 93 del 2011.

Rispetto al testo del Governo, la norma è stata modificata dal Senato, per cui la possibilità – per i soggetti che realizzano linee di interconnessione con altri Stati membri – è subordinata alla loro certificazione quali gestori della linea stessa. Vi provvede l’Autorità di settore, secondo le procedure vigenti (alle quali è stato aggiunto un riferimento a quelle per il caso in cui il richiedente sia controllato da soggetti di un paese terzo), in rapporto di notifica e di informazione con la Commissione dell’Unione europea. Ciò avverrebbe limitatamente al periodo di durata dell’esenzione dall’obbligo di accesso a terzi: l’articolo 17 del regolamento (CE) n. 714/2009, recante condizioni di accesso alla rete per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica, prevede infatti che le autorità di regolamentazione possano, su richiesta, esentare gli interconnettori per corrente continua per un periodo limitato, alle condizioni ivi previste. In sede referente s’è aggiunta una clausola di salvaguardia dell’obbligo per tali imprese di rispettare tutte le condizioni affinché il gestore del sistema elettrico di trasmissione nazionale possa effettuare la gestione in sicurezza di tutte le porzioni della rete elettrica di trasmissione nazionale (che è di sua competenza, ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79); analogo obbligo vale nei confronti del gestore del sistema elettrico nazionale dello Stato membro confinante interessato dalla interconnessione.

La lettera c) del comma 1 modifica l’articolo 45 del decreto legislativo n. 93 del 2011, che nell’attuale versione appare caratterizzato da una tipicità limitata in ordine ai regolamenti delegati od atti di attuazione del diritto dell’Unione, tale da non garantire che essi siano assistiti da sanzione in caso di violazione.

In effetti, mentre le violazioni di obblighi riconducibili a deliberazioni dell’autorità di regolamentazione – adottate ai sensi della legge n. 481 del 1995 – sono puntualmente elencate, ai fini dell’esercizio del potere sanzionatorio in capo all’autorità nazionale di regolazione, la Commissione europea non riscontrava l’esistenza di analogo potere anche per le violazioni dell’articolo 20 (Comunicazione di informazioni e riservatezza) e dell’allegato I (Gestione e assegnazione della capacità disponibile di trasmissione sulle linee di interconnessione tra sistemi nazionali) del regolamento (CE) n. 714/2009 e degli articoli 13 (Tariffe per l’accesso alle reti), 20 (Registrazione delle informazioni da parte dei gestori dei sistemi) e 21 (Regole sul bilanciamento e oneri di sbilancio) e dell’allegato I (Orientamenti SU) del regolamento (CE) n. 715/2009.

La versione proposta con la novella dell’articolo 45, comma 1, del decreto legislativo n. 93 del 2011, tipizza le ulteriori violazioni assistite da sanzione; ciò sanerebbe la lacuna, che avrebbe potuto dare luogo a violazione dell’articolo 22, par. 1 del regolamento (CE) n. 714/2009, secondo cui “(…) gli Stati membri determinano le sanzioni da irrogare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e adottano ogni provvedimento necessario per assicurare l’applicazione delle sanzioni stesse. (…)”.

Il comma 2 interviene a sanare una sovrapposizione tra due istituti diversi, quello della “vulnerabilità” del cliente (di cui all’articolo 22, comma 2, del decreto legislativo n. 164 del 2000, già modificato dall’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo n. 93 del 2011) e quella di cliente protetto nel settore del gas, di cui all’articolo 2 del Regolamento n. 994/2010.

La Commissione europea, in particolare, ha ricordato che l’articolo 3 paragrafo 3 della direttiva richiede che la vulnerabilità tuteli con misure appropriate i clienti finali nelle zone isolate, esemplificandole nella considerazione della povertà energetica e nel divieto di interruzione delle forniture; al contrario, l’eccessiva ampiezza dell’attuale definizione di cliente vulnerabile prevista dal citato articolo 22, comma 2, del decreto legislativo n. 164 del 2000, che ricomprenderebbe anche soggetti che non necessitano di particolare protezione.

Il Governo, nella relazione introduttiva del disegno di legge, ha ricostruito le due categorie come insiemi in cui la minore – i clienti protetti, il cui disagio economico è tutelato da apposite norme che destinano loro misure di sostegno economico (cosiddetto bonus gas)(28) – è ricompresa nella maggiore (i clienti vulnerabili) ma non la esaurisce: “nell’ordinamento italiano, infatti, il concetto di vulnerabilità dei clienti del mercato del gas è stato piuttosto inteso nel senso del divieto di interruzione delle forniture in momenti critici per il sistema nazionale del gas”.

Alla luce della richiesta europea, comunque, il comma 2 sostituisce all’articolo 22, comma 2 citato l’attributo “vulnerabili” con “protetti” e, con un nuovo comma 2-bis, introduce una definizione di clienti vulnerabili ai sensi della direttiva 2009/73/CE: si tratta dei clienti domestici di cui all’articolo 1, comma 375, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, come identificati dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 28 dicembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2008. Per essi vige l’obbligo di assicurare, col più alto livello di sicurezza possibile, le forniture di gas naturale anche in zone isolate, in momenti critici o in situazioni di emergenza del sistema del gas naturale.

Si rammenta che l’articolo 33 del disegno di legge recante Legge annuale per il mercato e la concorrenza (S. 2085), in corso di esame al Senato, demanda ad un decreto del MiSE, sentita l’AEEGSI, da adottarsi entro 180 giorni, la revisione della disciplina del bonus elettrico e del bonus gas per i clienti economicamente svantaggiati e per quelli che versano in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l’utilizzo di apparecchiature alimentate ad energia elettrica, necessarie per il loro mantenimento in vita. Tale decreto disciplinerà le modalità di erogazione dei benefici economici individuali – anche alternative rispetto alla compensazione della spesa – individuando una corresponsione congiunta delle misure di sostegno alla spesa per energia elettrica e gas; esso rimodulerà l’entità degli stessi benefici, tenendo conto dell’ISEE.

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