REGOLAMENTO (CE) N. 1907/2006 – Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (REACH)

REGOLAMENTO (CE) N. 1907/2006

REACH

Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un’agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE

Il Regolamento (CE) n.1907/2006, cosiddetto REACH, è una normativa integrata per la registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche, che mira ad assicurare un maggiore livello di protezione della salute umana e dell’ambiente, aspirando al contempo a mantenere e rafforzare la competitività e le capacità innovative dell’industria chimica europea.

Attraverso il REACH sarà possibile ottenere maggiori e più complete informazioni su:

  • proprietà pericolose dei prodotti manipolati
  • rischi connessi all’esposizione
  • misure di sicurezza da applicare.

Ai sensi dell’articolo 1 il regolamento riguarda la fabbricazione, l’importazione, l’immissione sul mercato e l’uso di tutte le sostanze chimiche in quanto tali e in quanto componenti di miscele e articoli. Si tratta, quindi, non solo  di quelle utilizzate nei processi industriali, ma anche di quelle che vengono adoperate quotidianamente, ad esempio nei detergenti o nelle vernici, e quelle presenti in articoli come gli abiti o i mobili. E’ coinvolta , dunque, la maggior parte delle aziende di tutta Europa. Sussistono alcune esenzioni dall’attuazione del Regolamento REACH per categorie di sostanze disciplinate da normative di settore (Art. 2 del REACH).

Il REACH introduce una rilevante novità rispetto al precedente regime normativo. Stabilisce, infatti, il principio per cui spetta all’industria la responsabilità di gestire i rischi delle sostanze chimiche e di fornire informazioni sulla sicurezza delle sostanze che produce, utilizza o immette sul mercato. I produttori e gli importatori di sostanze chimiche sono, pertanto, obbligati a raccogliere informazioni sulle proprietà delle sostanze, affinché siano poi gestite in sicurezza, e a trasmetterle all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), con sede ad Helsinki (Finlandia). In caso contrario, non è consentito loro di produrle, importarle o immetterle sul mercato.

Come funziona il REACH?

Quattro sono i principali processi del REACH:

  • la registrazione delle sostanze (Titolo II del REACH). Comporta l’obbligo, per i fabbricanti e gli importatori di sostanze in quanto tali o in miscele o, in alcuni casi, in articoli, in quantitativi pari o superiori a 1 tonnellata/anno, indipendentemente dalla pericolosità, di presentare all’ECHA una serie di informazioni di base sulle caratteristiche delle sostanze e, in mancanza di dati disponibili, l’obbligo di eseguire test sperimentali per caratterizzare le proprietà fisico-chimiche, tossicologiche e eco-tossicologiche;
  • la valutazione (Titolo VI del REACH). L’ECHA controlla la conformità delle informazioni oggetto di registrazione e esamina le proposte di sperimentazione per verificare che non siano necessarie. Gli Stati membri, inoltre, valutano le sostanze chimiche che destano preoccupazione per la salute e l’ambiente;
  • l’autorizzazione (Titolo VII del REACH), solo per usi specifici e controllati, delle sostanze “estremamente preoccupanti” (cd. SVHC) elencate nell’Allegato XIV (come le sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione di categoria 1A e 1B (CMR), le sostanze Persistenti, Bioaccumulabili e Tossiche (PBT), le sostanze molto Persistenti e molto Bioaccumulabili (vPvB), le sostanze, come quelle con proprietà di interferenti endocrini , che hanno effetti che destano un livello di preoccupazione equivalente a quelle appartenenti ai gruppi indicati);
  • la restrizione (Titolo VIII del REACH). Prevede che sostanze e miscele con rischi inaccettabili per l’ambiente e la salute umana siano totalmente o parzialmente ristrette negli usi o nella concentrazione (ad es. nei prodotti di consumo). Le restrizioni sono elencate nell’Allegato XVII.

I suddetti processi pongono una pressione sulle imprese affinché riconsiderino il proprio portafoglio di sostanze chimiche e sostituiscano le più pericolose con alternative più sicure. Uno degli obiettivi del regolamento è proprio quello di stimolare l’innovazione e migliorare le competitività dell’industria europea sui mercati internazionali.

Chi è coinvolto dagli obblighi REACH e in che modo?

Sono coinvolti negli obblighi REACH i produttori e importatori di sostanze in quantitativi pari o superiori a 1 tonnellata/anno, gli utilizzatori a valle di sostanze nonché produttori e importatori di articoli che operano nello Spazio Economico Europeo, SEE (Unione Europea + Islanda, Liechtenstein e Norvegia). Il REACH impone a tali soggetti specifici obblighi .

Sono tuttavia coinvolti in maniera indiretta anche:

  • consumatori finali
  • laboratori di saggio
  • centri privati di ricerca
  • associazioni di categoria
  • servizi di consulenza privati

Autorità nazionale competente

L’Autorità competente a livello nazionale per il REACH è il Ministero della Salute, che opera d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinandosi anche con le Regioni e le Province Autonome.

Attività di vigilanza

L’Autorità competente avvia il sistema dei controlli ufficiali previsto dal Regolamento REACH, al fine di verificare la completa attuazione delle prescrizioni da parte di tutti i soggetti della catena di approvvigionamento delle sostanze, dalla produzione/importazione, all’uso, all’immissione sul mercato delle sostanze, come tali o contenute in miscele o articoli. La vigilanza viene attuata secondo le modalità operative stabilite dall’Accordo Stato Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 29 ottobre 2009.

Il Ministero della Salute pubblica annualmente il Piano Nazionale di Vigilanza relativo alle imprese soggette al REACH e al Regolamento (CE) n. 1272/2008 sulla classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze chimiche e miscele (CLP). Il Piano è elaborato tenendo conto delle indicazioni provenienti dall’ECHA, dalla Commissione Europea o da altri organismi europei competenti in materia, nonché sulla base delle priorità emergenti a livello nazionale.

Sanzioni

Le sanzioni sono stabilite a livello nazionale mediante il Decreto Legislativo del 14 settembre 2009 n. 133, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 222 del 24 agosto 2009.

Oltre a prevedere sanzioni di tipo amministrativo per tutta una serie di condotte che violano il Regolamento, negli articoli 14 e 16 il decreto prevede anche sanzioni di tipo penale, in particolare nel caso di immissione sul mercato o utilizzo di sostanze comprese negli Allegati XIV e XVII (sostanze soggette ad autorizzazione o restrizione) del Regolamento.

 

Tutte le F.A.Q.

Fonte: MiSE – REACH Helpdesk Servizio nazionale di assistenza alle imprese

Ministero dello Sviluppo Economico – Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0

Ministero dello Sviluppo Economico

Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0

“Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 – afferma il Ministro Stefano Patuanelli – è il primo mattone su cui si fonda il Recovery Fund italiano. Stiamo parlando di un investimento di circa 24 miliardi di Euro. Abbiamo sempre detto che quei finanziamenti andavano investiti e non spesi ed esattamente in questa direzione va il potenziamento di Transizione 4.0, che ora diventa strutturale. È un percorso partito da lontano, nato dal confronto con le categorie produttive. Con il Piano Nazionale Transizione 4.0 si raggiungono due obiettivi fondamentali: stimolare gli investimenti privati con una maggiorazione delle aliquote; dare stabilità alle categorie produttive con un pacchetto di misure ampio e pluriennale. Transizione 4.0 abbraccia gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali 4.0, Formazione 4.0 di dipendenti e imprenditori, punta su R&S, innovazione, design, ideazione estetica e green economy. Si tratta del cuore del nuovo piano industriale del Paese”.

Il Viceministro Stefano Buffagni: “Transizione 4.0 è un piano shock con cui abbasseremo le tasse alle nostre imprese già dal 2021. Vogliamo incentivare l’acquisto di beni durevoli, garantire il supporto agli investimenti delle nostre imprese. Per questo motivo abbiamo ampliato dal 6% al 10%, passando da un ammortamento da cinque a tre anni, tutte le spese fatte in beni strumentali. Per noi è fondamentale aiutare le nostre piccole imprese, quelle che soffrono maggiormente: quindi per tutte le aziende che hanno un fatturato fino a cinque milioni di euro, il credito d’imposta del 10% sarà utilizzabile immediatamente nell’anno. Ciò significa pagare meno tasse, avere supporto per la propria liquidità e garantire il futuro alla propria azienda”.

Nuova durata delle misure

  • I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni;
  • La decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020;
  • È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023).

Anticipazione e riduzione della compensazione con maggiore vantaggio fiscale nell’anno

  • Per gli investimenti in beni strumentali “ex super” e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno;
  • È ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali;
  • Per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente.

Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni materiali e immateriali)

  • Incremento dal 6% al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali (ex super) per il solo anno 2021;
  • Incremento dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile;
  • Estensione del credito ai beni immateriali non 4.0 con il 10% per investimenti effettuati nel 2021 e al 6% per investimenti effettuati nel 2022.

Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni materiali 4.0)

  • Per spese inferiori a 2,5 milioni di Euro: nuova aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022;
  • Per spese superiori a 2,5 milioni di Euro e fino a 10 mln: nuova aliquota al 30% nel 2021 e 20% nel 2022;
  • Per spese superiori a 10 milioni di Euro e fino a 20 milioni è stato introdotto un nuovo tetto: aliquota al 10% nel 2021 e nel 2022.

Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni immateriali 4.0)

  • Incremento dal 15% al 20%;
  • Massimale da 700 mila Euro a 1 milione di Euro.

Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Green

  • R&S: incremento dal 12% al 20% e massimale da 3 milioni a 4 milioni di Euro;
  • Innovazione tecnologica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni;
  • Innovazione green e digitale: incremento dal 10% al 15% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni;
  • Design e ideazione estetica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni.

Credito Formazione 4.0

  • Estensione del credito d’imposta alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori;
  • È riconosciuto nell’ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022).

Documenti

Fonte: MiSE

Ministero dello Sviluppo Economico – Strategia nazionale sull’idrogeno – Consultazione pubblica

Ministero dello Sviluppo Economico

Strategia nazionale sull’idrogeno

Consultazione pubblica

Al via oggi la consultazione pubblica sulle Linee Guida per la Strategia nazionale sull’idrogeno, elaborate dal Ministero dello Sviluppo Economico, che mirano a individuare i settori in cui si ritiene che questo vettore energetico possa diventare competitivo in tempi brevi ma anche verificare le aree d’intervento che meglio si adattano a sviluppare e implementare l’utilizzo dell’idrogeno.

Durante il periodo di consultazione pubblica, dal 24 novembre al 21 dicembre 2020, i soggetti interessati e gli stakeholders potranno inviare osservazioni o presentare ulteriori elementi in merito alle Linee Guida Preliminari della Strategia, scrivendo all’indirizzo email consultazione.idrogeno@mise.gov.it

 “L’Italia è tra i primi Paesi che hanno creduto nell’idrogeno come vettore energetico pulito del futuro, in grado di accelerare il processo di decarbonizzazione verso un modello di sviluppo ecosostenibile”, dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli“Questo ha permesso ai ricercatori e alle aziende italiane di acquisire un vantaggio in termini di capacità e conoscenze sull’idrogeno, che oggi consente al nostro Paese di avere un ruolo centrale nella definizione dei piani europei di investimento previsti per lo sviluppo e l’implementazione della produzione e utilizzo dell’idrogeno. Inoltre, l’Italia si candida a diventare l’hub del Mediterraneo per la produzione, il trasporto e lo stoccaggio di idrogeno verde”, conclude Patuanelli.

“Abbattere l’inquinamento – dichiara il Vice Ministro Stefano Buffagni – è una priorità della nostra agenda politica. L’idrogeno, oltre alla sua importanza dal punto di vista economico, è un pilastro delle future strategie ambientali ed energetiche globali e rappresenta il futuro green che vogliamo lasciare ai nostri figli. Grazie a queste prime linee guida per la realizzazione della Strategia Nazionale Idrogeno, l’Italia si sta ritagliando un ruolo centrale in questa sfida, insieme con i Paesi europei maggiormente avanzati su questo tema. Il nostro Paese può sfruttare la sua posizione geografica, il suo solido know-how progettuale e scientifico e la sua rete infrastrutturale”, conclude Buffagni.

La strategia

La Strategia Nazionale sull’idrogeno consentirà all’Italia di accelerare il raggiungimento degli obiettivi fissati dal PNIEC, favorendo la transizione energetica verso una economia green, sostenibile e tecnologicamente avanzata, che rappresenta uno dei punti centrali dell’azione portata avanti dal Governo e in particolare dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Una prima fase della strategia con obiettivo al 2030, sarà focalizzata sui settori in cui è possibile produrre e utilizzare l’idrogeno localmente, a partire dagli impianti esistenti, e facilitare l’utilizzo del vettore in nuove applicazioni come, per esempio, nel trasporto ferroviario grazie alla sostituzione dei treni diesel nelle tratte non elettrificabili.

Verso il 2050 si prevede che l’idrogeno rinnovabile raggiungerà una maturità tale da consentirne l’utilizzo più deciso anche in altri settori dell’industria e dei trasporti.

La realizzazione della strategia porterà benefici in termini di filiera in nuovi settori industriali e tecnologici (in particolare elettrolizzatori, celle a combustibile e componentistica) determinando importanti effetti positivi sulla crescita dell’economia, con impatti positivi anche dal punto di vista occupazionale nelle diverse fasi di progettazione, costruzione e operatività degli impianti.

Documenti

  • Linee guida Strategia Nazionale sull’idrogeno (pdf)                                                                                                                                                                                                                         Fonte: MiSE

Ministero dello Sviluppo Economico – Decreto 16.09.2020 Individuazione della tariffa incentivante per la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili

Ministero dello Sviluppo Economico  

Decreto 16 settembre 2020

Individuazione della tariffa incentivante per la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili inseriti nelle configurazioni sperimentali di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili, in attuazione dell’articolo 42-bis, comma 9, del decreto-legge n. 162/2019, convertito dalla legge n. 8/2020.

Il Decreto del MiSE, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 16 novembre e in vigore dal 17 novembre 2020:

Oggetto e campo di applicazione

  • In attuazione del comma 9 dell’art. 42-bis del  decreto-legge    162/2019  e  nel  rispetto  dei  criteri  ivi indicati, individua la  tariffa  incentivante  per  la  remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili inseriti nelle configurazioni  per l’autoconsumo collettivo  da  fonti  rinnovabili  e  nelle comunità energetiche rinnovabili, come disciplinate dallo stesso art. 42-bis e regolate da ARERA con deliberazione n. 318/2020/R/eel  del  4  agosto 2020.
  • In attuazione dell’art. 119, comma 7, del decreto-legge n. 34/2020 individua inoltre i limiti  e  le  modalità relativi all’utilizzo e alla  valorizzazione  dell’energia  condivisa prodotta  da  impianti  fotovoltaici  che  accedono  alle  detrazioni stabilite dal medesimo art. 119.
  • Si applica   alle   configurazioni di autoconsumo collettivo a alle comunità energetiche  rinnovabili  di cui al comma 1 realizzate  con  impianti  a  fonti  rinnovabili,  ivi inclusi i potenziamenti, entrati in  esercizio  a  decorrere  dal  1° marzo 2020 ed entro i sessanta giorni successivi alla data di entrata in vigore del  provvedimento  di  recepimento  della  direttiva  (UE) 2018/2001 e per i quali il GSE abbia svolto  con  esito  positivo  la verifica di cui all’art. 4.6 dell’allegato A alla deliberazione ARERA n. 318/2020/R/eel del 4 agosto 2020.

Tariffa incentivante e periodo di diritto

  • Fermo restando quanto previsto al comma 2, l’energia  elettrica prodotta da ciascuno degli impianti a fonti rinnovabili facenti parte delle configurazioni di autoconsumo collettivo  ovvero  di  comunità energetiche rinnovabili e che risulti condivisa ha  diritto,  per  un periodo di 20 anni, ad una tariffa incentivante in forma  di  tariffa premio pari a:
  1. 100 €/MWh nel caso in cui  l’impianto  di  produzione  faccia parte di una configurazione di autoconsumo collettivo;
  2. 110 €/MWh nel caso in cui  l’impianto  faccia  parte  di  una comunità energetica rinnovabile.
  • L’intera energia  prodotta  e  immessa  in  rete  resta  nella disponibilità del referente della configurazione,  con  facoltà  di cessione al GSE con le modalità di cui all’art.  13,  comma  3,  del decreto legislativo n. 387/2003, fermo restando l’obbligo di cessione previsto per l’energia elettrica non autoconsumata o  non  condivisa, sottesa alla quota di potenza che acceda al Superbonus.
  • Il comma  1 non  si  applica  all’energia elettrica  condivisa  sottesa  alla  quota  di  potenza  di  impianti fotovoltaici che ha accesso al Superbonus, per la quale  resta  fermo il diritto al contributo per l’autoconsumo collettivo previsto  dalla regolazione di ARERA, nonchè l’obbligo di cessione  già  richiamato al comma 2.
  • Il periodo di diritto alle tariffe incentivanti di cui al comma 1 è considerato  al  netto  di  eventuali  fermate,  disposte  dalle competenti autorità, secondo  la  normativa  vigente,  per  problemi connessi alla sicurezza della rete elettrica riconosciuti dal gestore di  rete,  per  eventi  calamitosi  riconosciuti   dalle   competenti autorità, per altre cause di forza maggiore riscontrate dal    A tal fine, il GSE  riconosce,  a  fronte  di  motivate  e  documentate richieste, un’estensione del periodo nominale  di  diritto,  pari  al periodo complessivo di fermate di cui al presente comma.  Il  periodo per il quale si ha diritto  ai  meccanismi  incentivanti  è  inoltre considerato al netto di eventuali fermate  per  la  realizzazione  di interventi di potenziamento, anche eseguiti successivamente alla data ultima per l’accesso alle tariffe incentivanti, di  cui  all’art.  1, comma  2.  In  tale  ultimo  caso,  si  applica   la   procedura   di riconoscimento di cui al presente comma e  l’estensione  del  periodo nominale di diritto non può essere comunque superiore a dodici mesi, fermo  restando  il  diritto   alle   predette   tariffe   solo   sui potenziamenti entrati in esercizio nei termini temporali di cui  allo stesso art. 1, comma 2.
  • Per ciascun impianto  facente  parte  della  configurazione  di autoconsumo collettivo o di  comunità  di  energia  rinnovabile,  il diritto alla tariffa  di  cui  al  comma  1  decorre  dalla  data  di decorrenza del contratto di cui al punto 4.6 della delibera ARERA  318/2020/R/eel del 4 agosto 2020,  se  l’impianto  è  in  esercizio, ovvero dalla data di entrata in esercizio commerciale  dell’impianto, se successiva. Per gli impianti entrati in esercizio nel periodo  dal 1° marzo 2020 alla data di entrata in vigore del presente decreto, la data di decorrenza dell’incentivo non può  essere  antecedente  alla data di entrata in vigore del presente decreto  ed  è  indicata  dal referente.
  • I soggetti che beneficiano dello scambio sul posto per impianti a fonti rinnovabili entrati in esercizio  nel  periodo  intercorrente dal 1° marzo 2020 fino a sessanta  giorni  successivi  alla  data  di entrata  in  vigore  del  presente  decreto  possono  recedere  della convenzione di scambio sul posto con il GSE ai fini  dell’inserimento dei medesimi impianti in configurazioni di autoconsumo  collettivo  o di comunità di  energia  rinnovabile  e  dell’accesso  alla  tariffa incentivante di cui al presente decreto, con effetti decorrenti dalla data  indicata  dal  referente, comunque  successiva  alla  data  di chiusura della medesima convenzione.

 Modalità di accesso ed erogazione della tariffa incentivante

  • L’istanza di  accesso  alla  tariffa  di  cui  all’art.  3  è effettuata  con  le  modalità   previste  dal punto  2  della deliberazione ARERA n. 318/2020/R/eel del 4 agosto 2020.
  • L’erogazione della tariffa di cui all’art. 3 avviene nell’ambito dell’erogazione del   contributo   per la  valorizzazione  e l’incentivazione dell’autoconsumo collettivo di cui all’art. 8  della deliberazione ARERA n. 318/2020/R/eel del 4 agosto 2020,  secondo  le modalità ivi indicate.
  • Nei casi previsti , il GSE acquisisce l’informazione antimafia.
  • Agli impianti che beneficiano delle tariffe di cui al  presente decreto si applica il comma 1 dell’art. 25 del  decreto-legge    91 del 2014, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 116. A tale fine, il corrispettivo dovuto al GSE per la copertura dei costi amministrativi sostenuti dallo stesso  GSE  è  pari  a  quello stabilito dal decreto ministeriale 24 dicembre 2014 per gli  impianti in scambio sul posto.

Cumulabilità di incentivi

  • Per gli enti territoriali  e  locali,  le  tariffe  di  cui  al presente decreto non sono cumulabili con  gli  incentivi  di  cui  al decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico  4  luglio 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 2019, nè con il meccanismo dello scambio sul posto.
  • Per i soggetti diversi da quelli di cui al comma 1, le  tariffe di cui al presente decreto sono cumulabili esclusivamente con:
  1. la detrazione di cui all’art. 16-bis, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 917/1986;
  2. la detrazione del 110%, nei limiti e alle condizioni stabilite dall’art. 3, comma 3.

Attività di monitoraggio

  • In attuazione del comma 9, lettera b), dell’art. 42-bis del decreto-legge n. 162/2019, il GSE pubblica, con cadenza semestrale, un bollettino su ciascuna delle configurazioni  di  cui  al  presente decreto, che contenga  le  seguenti  informazioni  con  distribuzione almeno su base regionale:
  1. potenza degli impianti e tecnologie impiegate;
  2. quantità di energia elettrica immessa in rete e condivisa;
  3. quantità di  risorse  incentivanti  erogate,  distinte  per ciascuna configurazione e con  evidenza  delle  risorse  erogate  per energia condivisa e  non  condivisa;  tali  risorse,  integrate, con specifica evidenza, con quelle relative  al  contributo  per  la valorizzazione e l’incentivazione dell’autoconsumo collettivo, sono comparate con gli oneri che si sarebbero sostenuti qualora gli stessi impianti avessero avuto  accesso al meccanismo dello scambio sul posto, con energia scambiata pari a quella condivisa, considerando anche i costi dell’esenzione  implicita dagli oneri generali di sistema per le configurazioni di autoconsumo singolo;
  4. tipologia dei beneficiari;
  5. tempi medi per il riconoscimento delle configurazioni di autoconsumo collettivo da fonti e di comunità di energia rinnovabile ai fini dell’accesso alla regolazione ARERA e per il  riconoscimento degli incentivi;
  6. proposte per una maggiore efficacia o efficienza delle misure.
  • Il GSE predispone una sezione del proprio sito internet dedicata alle configurazioni di autoconsumo collettivo e  alle  comunità  di energia    La  sezione  è  funzionale  al  supporto  per ottenere il riconoscimento,  da  parte  dello  stesso  GSE,  ai  fini dell’accesso alla  regolazione  prevista  nel  caso  di  «autoconsumo collettivo  da  fonti  rinnovabili» o di  «comunità di   energia rinnovabile» e ai fini dell’accesso agli incentivi di cui al presente decreto. In tale ambito il  GSE, in  coerenza con  quanto  disposto all’art. 11 della deliberazione ARERA n. 318/2020/R/eel del 4 agosto 2020, fornisce ai  beneficiari  delle  tariffe  di  cui  al  presente decreto informazioni sull’andamento dell’energia immessa in rete,  di quella  condivisa  e  di  quella prelevata  dalla  rete  da  ciascun componente delle configurazioni di autoconsumo collettivo e comunità di energia rinnovabile.

Ministero dello Sviluppo Economico – Superbonus 110% – Operativi i Decreti Ministeriali Asseverazioni e Requisiti

Ministero dello Sviluppo Economico

Superbonus 110%

Operativi i Decreti Ministeriali Asseverazioni e Requisiti

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale avvenuta ieri sera, sono diventati pienamente operativi i decreti emanati dal Ministro Patuanelli riguardanti il Superbonus e il Sismabonus al 110%, introdotti dal decreto Rilancio. Si tratta di misure che hanno l’obiettivo di favorire gli interventi di efficientamento energetico e antisismici, nonchè l’installazzazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

In particolare, i due provvedimenti ministeriali definiscono sia i requisiti tecnici per accedere alle agevolazioni fiscali sia la modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione.

E’ questo il risultato di un lavoro sinergico portato avanti in questi mesi da MiSE, MEF, MATTM e MIT, che insieme alla Presidenza del Consiglio e al Parlamento, hanno messo in campo una misura fondamentale per la ripresa dell’economia, garantendo al contempo a tutti i cittadini la possibilità di realizzare interventi di riqualificazione degli edifici.

A partire dal prossimo 15 ottobre potrà, inoltre, essere inviata all’Agenzia dell’entrate la comunicazione che consentirà di optare, al posto della fruizione diretta della detrazione fiscale, per uno sconto da parte dei fornitori dei beni e servizi o, in alternativa, per la cessione del credito.

Per maggiori informazioni

Fonte: MiSE

MiSE – Energia, al via incentivo per l’autoconsumo e le comunità energetiche da fonti rinnovabili

 Ministero dello Sviluppo Economico

Energia, al via incentivo per l’autoconsumo e le comunità energetiche da fonti rinnovabili

Firmato dal Ministro Patuanelli il decreto attuativo

Il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha firmato il decreto attuativo che definisce la tariffa con la quale si incentiva la promozione dell’autoconsumo collettivo e le comunità energetiche da fonti rinnovabili, al fine di favorire la transizione energetica ed ecologica del sistema elettrico del nostro Paese, con benefici ambientali, economici e sociali per i cittadini.

“Con grande soddisfazione ho firmato oggi il decreto che introduce un incentivo a sostegno delle comunità energetiche e dell’autoconsumo”, dichiara il Ministro Patuanelli“Si tratta di una svolta importante – aggiunge – che consentirà di sviluppare ulteriormente nel nostro Paese la produzione di energia da fonti rinnovabili, permettendo al contempo ai cittadini, alle PMI, agli enti locali di consumare l’energia che producono”.

Il provvedimento rende, infatti, operativa una misura introdotta nel dicembre 2019 con il decreto Milleproroghe, che anticipando l’attuazione di una direttiva europea consente di costituire l’autoconsumo collettivo, attivabile da famiglie e altri soggetti che si trovano nello stesso edificio o condominio, e le comunità energetiche, a cui possono partecipare persone fisiche, PMI, enti locali, ubicati in un perimetro più ampio rispetto a quello dei condomini.

La misura è strutturata per promuovere l’autoconsumo condiviso, anche tramite l’impiego dei sistemi di accumulo.

La tariffa per l’energia autoconsumata sarà pari rispettivamente a:

  • 100 €/MWh per le configurazioni di autoconsumo collettivo;
  • 110 €/MWh per le comunità energetiche rinnovabili.

L’incentivo, riconosciuto per un periodo di 20 anni e gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), è cumulabile con il Superbonus al 110% nei limiti previsti dalla legge e punta a trasformare l’attuale sistema elettrico centralizzato, alimentato da combustibili fossili, in un sistema decentrato ed efficiente, alimentato con energie pulite, inesauribili e non inquinanti.

Il decreto verrà inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

Fonte: MiSE

MiSE – Relazione annuale sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi nell’Unione europea per il 2018

Ministero dello Sviluppo Economico

Relazione annuale sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi nell’Unione europea per il 2018

Pubblicato sul sito EUR-Lex la Relazione annuale sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi nell’Unione europea per il 2018

La relazione è una sintesi dei differenti report nazionali acquisiti dalla Commissione, secondo quando disposto dalla Direttiva offshore 2013/30/UE.

L’Italia ha contribuito al report attraverso la Relazione sullo stato e la sicurezza delle attività minerarie in mare nel settore degli idrocarburi (Italia – anno 2018), elaborata dalla Segreteria del Comitato per il Presidente del Comitato offshore, Prof. Ezio Mesini. La Relazione italiana per l’anno 2019 è in corso di finalizzazione e una volta completata verrà anche essa condivisa, oltre ad essere trasmessa alla Commissione e pubblica sul sito del Comitato, come da obblighi di legge.

Relazione sullo stato e la sicurezza delle attività minerarie in mare nel settore degli idrocarburi (Italia – anno 2018)

 

Fonte: MiSE

 

MiSE – Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104 – Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia

Ministero dello Sviluppo Economico

Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104

Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia

Le misure per le imprese

 Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto Agosto sono entrate in vigore le misure, approvate dal Consiglio dei Ministri, per continuare a sostenere il rilancio dell’economia del Paese colpita dall’emergenza Covid.

Questo provvedimento, che segue i decreti Cura Italia, Liquidità, Rilancio e Semplificazioni, stanzia ulteriori 25 miliardi di euro che fanno arrivare a circa 100 miliardi di euro complessivi le risorse messe in campo finora dal Governo.

In particolare, il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha previsto nel decreto Agosto, oltre a nuovi investimenti nel campo delle nuove tecnologie, il rifinanziamento e il potenziamento di una serie di misure che hanno l’obiettivo di favorire la ripresa del sistema produttivo del nostro Paese, come l’ecobonus automotive, i contratti di sviluppo e il Fondo salva imprese e occupazione.

Ecco le principali misure in vigore presenti nel provvedimento:

Ecobonus automotive, contratti di sviluppo, Fondo salva imprese e occupazione

  • 400 milioni all’ecobonus automotive per l’acquisto di veicoli a basse emissioni di CO2. Prevista la suddivisione della fascia di veicoli con emissioni da 61 a 110 g/km, introdotta dal decreto Rilancio: da 61 a 90 g/km e da 91 a 110 g/km. Stanziati, inoltre, 90 milioni di euro per incentivare la installazione di colonnine di ricarica elettrica da parte di professionisti e imprese;
  • 500 milioni per i contratti di sviluppo, al fine di favorire l’attrazione degli investimenti e la realizzazione di progetti di sviluppo di impresa rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno;
  • 200 milioni, che si aggiungono ai 100 milioni già stanziati in precedenza, per il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività di impresa. L’intervento del fondo viene inoltre esteso alle imprese di rilevanza strategica con meno di 250 dipendenti o nei casi di ulteriore proroga della cassa integrazione per cessazione;
  • 64 milioni per la “Nuova Sabatini” che prevede agevolazioni per l’acquisito di beni strumentali da parte delle imprese;
  • 50 milioni per i voucher destinati alle imprese che ricorrono alla consulenza specialistica di manager per l’innovazione e ammodernamento assetti gestionali, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali;
  • 10 milioni per la “Nuova Marcora” destinati alle piccole e medie cooperative.

Fondo di Garanzia, rafforzamento patrimonio aziende, Fondo IPCEI

  • 7,8 miliardi di euro al Fondo di Garanzia per garantire la liquidità alle imprese e ai professionisti;
  • 1,5 miliardi di euro per il rafforzamento patrimoniale, il rilancio e lo sviluppo di società controllate dallo Stato;
  • 950 milioni per il Fondo IPCEI per il sostegno alle imprese che partecipano alla realizzazione di importanti progetti di interesse europeo nel campo delle nuove tecnologie (batterie, microprocessori, idrogeno);
  • Potenziato lo strumento dei Piani individuali di risparmio alternativi (PIR), con la soglia di investimento annuale detassata che sale da 150.000 a 300.000 euro per gli investimenti a lungo termine;
  • Prorogata per le Pmi anche la moratoria su prestiti e mutui: dal 30 settembre 2020 il termine viene esteso al 31 gennaio 2021 (al 31 marzo 2021 per le imprese del comparto turistico).

Altre misure

  • Estensione al mese di giugno del bonus affitti per tutti gli immobili ad uso non abitativo e affitto di azienda. Per le attività del turismo il credito d’imposta del 60% sul canone di locazione, che potrà essere ceduto anche al locatore in sconto affitti, si estende anche al mese di luglio;
  • L’esonero dal pagamento della Tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) e del Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) al 31 dicembre 2020;
  • L’esonero dal pagamento della seconda rata dell’Imposta municipale unica (IMU) 2020 per alcune categorie di immobili e strutture turistico-ricettive, nonché gli immobili per fiere espositive;
  • Stanziati 1,75 miliardi di euro per il 2021 per incentivare gli acquisti effettuati con forme di pagamento elettroniche con la formula del cashback.

 Fonte: MiSE

Ministero dello Sviluppo Economico – Situazione energetica nazionale – Relazione sul 2019

Ministero dello Sviluppo Economico

Situazione energetica nazionale

Relazione sul 2019

La relazione sulla situazione energetica nazionale è un documento composto da 3 parti che illustrano in maniera sintetica l’andamento annuale del settore energetico. Nella prima parte vengono analizzati i principali eventi che hanno caratterizzato il settore. La seconda parte è dedicata ad eventuali monografie, mentre l’ultima contiene appendici con dati statistici o con novità in materia di metodologia delle rilevazioni.

Come per gli anni precedenti, il Ministero dello Sviluppo Economico pubblica la “Relazione sulla situazione energetica nazionale”.

Si tratta di un documento che illustra l’andamento del settore energetico nel 2019, anno in cui è stata registrata una diminuzione della domanda rispetto all’anno precedente (-1,3%).
I consumi finali di energia aumentano per gli usi civili (+0,6%) e per i trasporti (+0,1%), mentre diminuiscono nel settore industriale (-0,9%).

L’approvvigionamento energetico del Paese è risultato costituito per il 36% dal gas naturale, per il 34% dal petrolio e per il 21% dalle fonti energetiche rinnovabili (FER).
Rispetto all’anno precedente, FER e gas naturale hanno aumentato il loro peso nel mix energetico degli approvvigionamenti, mentre il petrolio vede diminuire il suo ruolo (-2%).
Pur rimanendo elevata la dipendenza energetica dall’estero, le dinamiche più innovative del sistema energetico nazionale si manifestano, infatti, nei settori delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e dell’utilizzo delle infrastrutture del gas, coerentemente con gli impegni assunti anche nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) trasmesso alla Commissione europea il 31 dicembre 2019.

Per le fonti energetiche rinnovabili (FER), si sono rilevati trend di crescita in tutti i settori di impiego (elettrico, termico, trasporti); la quota stimata dei consumi complessivi nazionali di energia coperta da rinnovabili ha superato la soglia del 18%.

Nella Relazione è inoltre presente un approfondimento sul settore dell’automotive (consumi e percorrenze delle autovetture nel 2018), mentre in appendice è stata elaborata una nota sugli effetti causati dal coronavirus nei diversi settori energetici durante il periodo del lockdown.

Relazioni

Fonte: MiSE

Ministero dello Sviluppo Economico – Superbonus e Sismabonus al 110%: firmato il Decreto Asseverazioni

Ministero dello Sviluppo Economico

Superbonus e Sismabonus al 110%: firmato il Decreto Asseverazioni

 Pubblicata la modulistica per gli interventi di efficientamento energetico

 Il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha firmato il decreto attuativo relativo alla modulistica e alle modalità di trasmissione dell’asseverazione agli organi competenti, tra cui Enea, per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici previsti dal decreto Rilancio.

Con questo provvedimento viene, infatti, pubblicata la modulistica che definisce le modalità di trasmissione dell’asseverazione, mentre diventa operativa anche la procedura inerente le verifiche e gli accertamenti delle attestazioni e certificazioni infedeli.

L’asseverazione potrà avere ad oggetto gli interventi conclusi o in uno stato di avanzamento delle opere per la loro realizzazione, nella misura minima del 30% del valore economico complessivo dei lavori preventivato.

Il decreto è stato inviato alla Corte dei conti per la registrazione.

E’ invece in fase di completamento l’iter per ottenere il concerto del MEF, MATTM e del MIT sul decreto attuativo che definisce i requisiti tecnici per il Superbonus e il Sismabonus al 110%.

Per maggiori informazioni

Fonte: MiSE