Regioni.it – La Bioeconomia nella strategia nazionale di specializzazione intelligente

(Regioni.it 3057 – 28/11/2016) La Conferenza delle Regioni del 10 novembre ha approvato un documento di posizionamento sulla bioeconomia.  Il testo vuole essere un “contributo regionale – ha scritto il presidente Stefano Bonaccini, inviando il documento al sottosegretario De Vincenti e ai ministri Calenda e Martina – all’attuazione della Strategia nazionale di specializzazione intelligente”.

Si riporta di seguito il documento (senza le note e la tabella 2). Il testo integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it.
Documento delle Regioni e delle Province autonome di posizionamento sulla bioeconomia in attuazione della strategia nazionale di specializzazione intelligente (Snsi)
Obiettivi del documento
In questo documento è individuato il ruolo ed il contributo che le Regioni possono fornire alle prospettive di crescita del settore italiano della Bioeconomia, all’interno del quadro di riferimento nazionale ed europeo.

Introduzione e contesto
La Bioeconomia vuole favorire la transizione da un sistema produttivo economico energivoro, basato sulle risorse fossili non rinnovabili e con accentuato impatto ambientale, ad un sistema più sostenibile fondato su un utilizzo razionale ed integrale delle risorse biologiche (biomasse in senso lato). La Bioeconomia si propone pertanto di promuovere lo sviluppo di un’economia a minore impatto ambientale, che rigeneri gli ecosistemi naturali anziché impattarli, e maggiormente efficiente dal punto di vista delle risorse nel un più ampio contesto di sviluppo dell’economia circolare.

Come riportato in un recente studio pubblicato dalla Ellen MacArthur Foundation, “Growth Within: A circular economy vision for a competitive Europe”, l’economia circolare sarà in grado di creare in Europa un beneficio netto di € 1.8 trilioni entro il 2030, traducendosi in un incremento del PIL dell’11% entro il 2030 (rispetto al 4% nel percorso di sviluppo attuale), permettendo una riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 48% entro il 2030 rispetto ai livelli attuali (e dell’83% entro il 2050). Nel quadro di uno sviluppo verso un modello di economia circolare, il comparto della Bioeconomia, come descritto all’interno della strategia “Innovating for Sustainable Growth: A Bioeconomy for Europe”, ha un peso economico di circa 2.000 miliardi di euro e oltre 22 milioni di persone impiegate, che rappresentano il 9% dell’occupazione complessiva dell’UE. Viene inoltre stimato che per ogni euro investito in ricerca e innovazione nella Bioeconomia, con adeguate politiche di sostegno a livello nazionale e comunitario, la ricaduta in valore aggiunto nei settori del comparto biobased sarà pari a dieci euro entro il 2025 (cfr. Ellen MacArthur Foundation, the McKinsey Center for Business and Environment, and SUN).

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